Ma è Brisbane o Melbourne?

di - 30 Dicembre 2012

(Partenza dura per la bella Caroline…)

di Sergio Pastena

Tutte in campo!

La WTA riparte col botto, con le prime dieci tenniste al mondo tutte impegnate nei vari tornei della settimana: si riparte dal continente oceanico, anche se c’è una novità con gli occhi a mandorla. Andiamo a vedere…

Alla faccia delle zie d’Australia…

Brisbane è un torneo relativamente giovane: la versione in gonnella è stata introdotta nel 2009 ad affiancare il ben più antico torneo maschile per creare un combined. L’evento femminile, tuttavia, vanta nomi ben più prestigiosi, vuoi per i 480 punti in palio per la vincitrice vuoi per il montepremi che quest’anno arriva a toccare il milione di euro.

E così sono quasi tutte qui: c’è la numero uno al mondo Vika Azarenka, c’è l’algida Masha ad inseguire, c’è Serenona Williams che si è già messa alle spalle l’operazione agli alluci. Mancano soltanto, come vedremo, la Radwanska e la Li, ma le altre ci sono tutte: quarta testa di serie Angelique Kerber, a seguire subito la nostra Sara Errani, poi Kvitova, Stosur e, a chiudere, Caroline Wozniacki.

Ovvio che, con un parterre de roi (anzi, de reines) del genere gli incroci d’eccezione ai quarti di finale abbondino, in primis quello tra Azarenka e Wozniacki nella zona alta del tabellone. Alla nostra Sarita tocca la qualificata Puchkova: un bon sorteggio sulla strada della Sharapova. C’era anche Robertina Vinci, che però ha ceduto subito in tre set all’atleta di casa Jarmila Gajdosova. Due le italiane impegnate nelle qualificazioni, entrambe eliminate: Camila Giorgi ha ceduto subito a Vera Dushevina, mentre la Knapp ha eliminato la Panova per poi perdere al terzo contro la Bobusic.

Diamole tempo per carburare…

Classico con sorpresa

Ad Auckland, tutto sommato, ci si attendeva il classico schieramento di partenza del torneo secondario: 280 punti in palio e appena 40.000 dollari alla vincitrice difficilmente fanno smuovere le big, salvo eccezioni.

Ecco, nel caso dell’ASB Classic l’eccezione si chiama Agnieszka Radwanska, numero quattro al mondo e prima testa di serie del torneo neozelandese: la polacca ha scelto un esordio “morbido” e lo avrà, visto che beccherà subito una qualificata e poi una tra Simona Halep e Arantxa Rus. La detentrice del trofeo è Jie Zheng, che sarà ai nastri di partenza per difendere il titolo, mentre bisognerà fare attenzione anche alla Wickmayer e al duo tedesco Goerges-Barthel.

Tra le non teste di serie troviamo una nobile decaduta come Svetlana Kuznetsova, non ci saranno italiane mentre le attenzioni del pubblico di casa saranno concentrate tutte sulla tennista più forte dei kiwi, ovvero Martina Erakovic.

Coefficiente di difficoltà: medio.

Novità orientale

La città di Shenzhen è gemellata con Brisbane: normale, se consideriamo che la metropoli cinese (10 milioni di abitanti) affaccia sull’oceano con vista australiana. Meno consueti, casomai, sarebbero i gemellaggi con Brescia e Cosenza, e ancora meno lo è vedere due città “cugine” ospitare due eventi del circuito nella stessa settimana.

Invece da quest’anno la Cina ha un terzo torneo che, ovviamente, vede ai nastri di partenza come prima testa di serie la Na Li: presenza “commerciale”, un po’ come quella della Wozniacki a Copenhagen, ma la starting grid non è poi malvagia, con la Bartoli come seconda testa di serie e la Jankovic a fare da terza incomoda.

Anche in Cina non ci saranno italiane nonostante avessimo due teste di serie in un torneo di qualificazione con soli due turni: Nastassja Burnett ha superato la giapponese Sena ma si è inchinata alla Keothavong, mentre la Camerina ha perso subito contro Qiang Wang.

L’incrocio più interessante ai quarti sarà senza dubito quello che potrebbe mettere di fronte la Jankovic alla talentuosa britannica Laura Robson, che ha subito asfaltato la Gallovits e proverà a fare altrettanto contro la ben più tosta Niculescu in un torneo che vede quasi più rumene che cinesi in campo.

Sembra di essere a Bucarest…

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