WTA finals: i match che hanno fatto la storia

di - 28 Ottobre 2015

seles wtafinals

Di Paolo Angella

Ultimo atto del circuito WTA sono le WTA finals, da anni conosciute come Master, torneo che vede di fronte le migliori giocatrici dell’anno. La formula e la località in cui si sono svolte le finali è cambiata nel corso degli anni, così come è cambiata anche la superficie di gioco. Denominatore comune di tutte le edizione, le vincitrici di grande prestigio e non potrebbe essere altrimenti, visto che al Master possono partecipare solo le migliori.

Proviamo a ripercorrere brevemente la storia del torneo, cercando di rivivere le finali più interessanti di sempre, lasciando a voi lettori la scelta su quale sia stata la più bella finale di sempre.

La prima edizione dei Championships si è tenuta sulla terra battuta di Boca Raton, negli Usa nel 1972 e l’albo d’oro porta la prestigiosa firma di Chris Evert, che vinse anche l’edizione successiva, sempre a Boca Raton. Le prime due edizioni, sono state le uniche disputate sulla terra battuta. Dal 1974 al 2000 si è giocato sempre sul sintetico, in diverse città degli Stati Uniti, Los Angeles, Oakland e soprattutto al Madison Square Garden di New York, che ha ospitato i Championship nel 1977 e poi dal 1979 al 2000. Nel 2001 si è giocato sempre sul cemento, la prima volta a Monaco di Baviera, unica parentesi europea assieme a Madrid (2006-2007), intramezzate da Los Angeles (2002-2005), prima di passare alle edizioni più vicine a noi di Doha (2008-2010), Istanbul (2011-2013), per finire alla attuale sede scelta dalla WTA, Singapore, che ha ospitato le Finals lo scorso anno e le sta ospitando in questi giorni.

Dal 1984 al 1998 è stato l’unico torneo femminile del circuito con la finale che si disputava al meglio delle cinque partite, anche se solo tre volte si è arrivati al quinto set decisivo. Anche la formula è mutata negli anni con l’eliminazione diretta nelle prime tre edizioni con sedici partecipanti, (trentadue nel 1973); primo turno a eliminazione diretta e poi Round Robin dal secondo turno nel biennio 1975-1976 con sedici partecipanti; Round Robin nel biennio 1977-1978 con otto partecipanti; sempre otto partecipanti dal 1979 al 1982 con la formula dei ripescaggi ed infine, dal 1983 al 2002, eliminazione diretta dagli ottavi in poi per le prime sedici del seeding WTA.

Dal 2003 si è passati alla formula attuale, ovvero le prime otto del seeding ammesse alle finals, divise in due gironi, le prime due di ciascun girone in semifinale (la prima di un girone contro la seconda dell’altro e viceversa) e le vincenti in finale.

Non è stato facile provare a scegliere quelle che secondo noi sono state le finali più avvincenti della storia del Master, alla fine ne abbiamo decise cinque che vi proponiamo in ordine di data e lasciamo a voi la scelta finale su quale sia stata la migliore in assoluto.

1986: Navratilova-Graf 7-6 6-3 6-2

E’ il quinto titolo consecutivo per l’allora trentenne Martina Navratilova, degli otto che complessivamente ha ottenuto al Master, in entrambi i casi record assoluto per i Championship. Di fronte a lei una diciasettenne Steffi Graf, che poi si sarebbe resa protagonista di quel passaggio di testimone tra due leggende che hanno fatto la storia del tennis. Quella partita celebrò un anno fantastico per Martina Navratilova, che vinse la sua cinquantatreesima partita consecutiva e chiuse l’anno con un fantastico bilancio di 89 vittorie e 3 sconfitte. In quella partita Steffi Graf fece tremare nel primo set la allora numero uno del mondo, arrivando a due punti dal parziale nel tie break, ma nel momento più importante del set, la grande classe di Martina ha fatto la differenza. Nei due set successivi per la Navratilova è stato facile domare il tentativo di reazione della giovane tedesca, che solo due anni dopo avrebbe vinto il Grande Slam.

1990: Seles-Sabatini 6-4, 5-7, 3-6, 6-4, 6-2

E’ il match dei tanti record. Questa partita è passata alla storia soprattutto per essere stato la prima, dopo 89 anni di storia di WTA, ad essere terminata al quinto set. Poi, la vincitrice, Monica Seles, con i suoi 16 anni, è stata la vincitrice più giovane della storia del Master. In quell’anno era stato anche battuto il record di montepremi del torneo, raggiungendo i 3.000.000 di dollari. Il pubblico pagante del Madison Square Garden ha superato le 17.000 presenze sugli spalti. Ed infine anche la durata del match, 3 ore e 47 minuti rappresenta una dei match più lunghi di sempre della storia della WTA e il record di durata per il Master. Gabriela Sabatini è stata avanti due set a uno e sembrava avere in mano il pallino del gioco, grazie ad un atteggiamento aggressivo che metteva pressione su Monica Seles, ma la giovanissima tennista serba è riuscita a trovare il modo per contenere gli attacchi dell’argentina e ad imporre il proprio gioco. Nel quinto set, forse sono state decisive le restanti energie fisiche, che evidentemente, hanno maggiormente supportato la Seles, che ha avuto la meglio in questo epico match riproposto a marzo in una esibizione delle due tenniste al Madison Square Garden.

Visibile in più parti a partire da questa

1996: Graf-Hingis 6-3, 4-6, 6-0, 4-6, 6-0

Altra partita storica terminata in cinque set, con l’allora numero uno del mondo Steffi Graf che è riuscita alla fine ad avere la meglio sull’altro nascente della svizzera Martina Hingis. Durante la cerimonia di premiazione, Steffi si è talmente emozionata che non è riuscita a trattenere le lacrime, eppure non era certo l’abitudine alla vittorie che le mancava, aveva già conquistato il Grande Slam nel 1988 e questa era la quinta (e ultima) vittoria al Master. Il match ha avuto un andamento abbastanza strano, con i primi due set equilibrati e il terzo vinto nettamente dalla Graf per 6-0, con la Hingis con problemi di crampi sembrava che la partita dovesse finire in un rapido quarto set a favore della tedesca, ma la svizzera si è ripresa ed è riuscita ad aggiudicarsi il quarto parziale per 6 giochi a 4. Dal quel momento in poi però non c’è stata più partita e la Graf ha chiuso anche il quinto e decisivo set per 6-0.

Sharapova-Williams 4-6, 6-2, 6-4

Ogni volta che Maria Sharapova e Serena Williams si incontrano si pensa ad una facile vittoria per Serena, che in effetti, ha dominato tante volte la siberiana, vincendo ben 18 volte contro 2 sole sconfitte, ma le due vittorie di Masha sono state pesantissime per la carriera di entrambe le giocatrici e tutte e due risalgono al 2004, periodo in cui Serena è rientrata ai vertici del tennis mondiale dopo l’operazione al ginocchio del 2003 e la diciasettenne russa stava invece affacciandosi alle vette del tennis che conta. La prima vittoria della Sharapova è stata a Wimbledon di quell’anno e le due grandi campionesse si sono ritrovate di fronte nella finale del Master per la rivincita. Le due contendenti sono arrivate in finale, superando semifinali condite di drammi e polemiche. La Sharapova ha battuto la connazionale Myskina, con grandi polemiche per alcune dichiarazioni molto forti della Myskina a fine partita contro Maria e suo padre, che sembrerebbero aver dichiarato di sentirsi ormai più americani che russi. D’altro canto, Serena è uscita da una semifinale contro la Mauresmo che sembrava persa e dove invece ha ribaltato il risultato. Nella finale Serena è partita forte, ma verso metà del primo set ha iniziato a soffrire per dolori addominali. Nonostante il fastidio è riuscita a portare a casa il primo per 6 giochi a 4. I dolori sembravano aumentare di intensità e Serena non riusciva più a reggere il ritmo di Maria che vince il secondo set per 6-2. A questo punto sembra tutto finito a favore della siberiana, quando, come un animale ferito Serena tira fuori tutta la grinta e la forza rimasta colpendo fortissimo ogni singola palla e portandosi rapidamente sul 4-0 nel terzo e decisivo set. Tutto finito? Assolutamente no! Serena evidentemente ha dato tutto quello che aveva e non riusciva proprio più a servire. Maria è riuscita a tenere desta la concentrazione e finalmente a mettere in campo le riposte ai flebili servizi di Serena. In un attimo la Sharapova è tornata sul 4 pari e poi ha chiuso per 6 giochi a 4, diventando la prima russa a vincere nel Master e la seconda a vincere al debutto nel Championship.

2014: Williams-Halep 6-3 6-0

Infine arriviamo allo scorso anno. La finale certamente non è stata la più bella della storia, anzi ha visto la vittoria molto facile in due set di Serena Williams contro Simona Halep, ma è giusto ricordare come Serena sia arrivata alla finale, in modo a dir poco rocambolesco. Girone rosso con Serena, Halep, Ivanovic e Bouchard. Prima giornata Serena e Simona vincono facile in due set contro Ivanovic e Bouchard. Nella seconda giornata Ivanovic batte Bouchard in due set e poi c’è lo scontro al vertice tra Halep e Serena. La Williams gioca male, sembra svogliata, fallosa e la rumena ne approfitta infliggendo una netta sconfitta a Serena con il punteggio di 6-0 6-2. Ultima giornata, con Serena che, come da pronostico travolge Genie, ma potrebbe non bastarle per andare avanti nel torneo. Infatti se Ana Ivanovic avesse vinto in due set contro Simona Halep si sarebbero qualificate entrambe, escludendo Serena dalle semifinali. Simona Halep dimostra tutta la sua grande sportività, disputando una vera partita, mettendo in difficoltà la Ivanovic, perdendo la partita, ma vincendo quel set che, di fatto, qualifica Serena e elimina la stessa Ivanovic dalle semifinali. Nelle semifinali facile vittoria della stessa Halep su Agnieszka Radwanska e solito match thrilling di Serena che ha ragione di Caroline Wozniacki solo al tie break del terzo set. Della finale c’è poco da dire, si è consumata la feroce vendetta di Serena sulla Halep che non è mai entrata in partita ed è stata dominata dall’inizio alla fine, match terminato con il severissimo punteggio di 6-3 6-0 in soli un ora e undici minuti.

E quest’anno? Senza la numero uno del mondo e un campo giocatrici di livello molto simile, potremmo aspettarci una finale imprevedibile, ma perché no, tra le più belle.

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