
(Marco Mosciatti)
di Roberto Commentucci
Si è conclusa con un grande successo, con tutte le finali disputate come di consueto il giorno dell’Epifania, la 26a edizione del Lemon Bowl Babolat, tradizionale appuntamento natalizio con il tennis giovanile nel Lazio.
Una competizione di prestigio, che vanta un albo d’oro di assoluto rilievo. Qui hanno vinto campioni come Jelena Jankovic, Mario Ancic, Ivan Ljubicic, Anastasia Myskina, Anna Kournikova. Fra gli azzurri, si segnalano i nomi del compianto Federico Luzzi, trionfatore dell’under 12 nel 1992, e delle due giovanissime promesse Giacomo Miccini e Gianluigi Quinzi, entrambi vincitori nella categoria under 10, rispettivamente nel 2002 e nel 2006.
Il torneo, a nutrita partecipazione straniera (35 atleti da 15 diversi paesi) è stato arricchito sul piano tecnico dalla presenza di molti giovani interessanti.
Il patron Paolo Verna ed il suo staff hanno meritato i complimenti di tutti i partecipanti, delle loro famiglie e dei maestri. Qualche numero rende a malapena un’idea della complessità organizzativa dell’evento: ben 1816 incontri disputati, sui 4 circoli che ospitano il torneo: oltre al New Penta 2000, quartier generale della manifestazione, il Madonnetta Tennis Park, l’Eschilo 2 e la Polisportiva Palocco. I campi messi a disposizione dell’organizzazione sono stati ben 35, 26 in terra rossa all’aperto e 9 in veloce al coperto. Il funzionamento della macchina organizzativa ha richiesto complessivamente il coinvolgimento di quasi 130 persone, fra ufficiali di gara, addetti ai campi, alla ristorazione e all’accoglienza dei piccoli atleti.
Nonostante alcune giornate di cattivo tempo, le gare si sono svolte regolarmente, e quando il sole ha fatto capolino, come nella giornata conclusiva, non è mancato un buon afflusso di pubblico e di appassionati, alla ricerca del futuro campione, del Federer di domani.
Tuttavia, come ben sa che si occupa di management e marketing sportivo, a questa età i risultati agonistici possono essere considerati un buon punto di partenza, ma non costituiscono la minima garanzia che si vincerà anche domani, sul circuito pro, quando si farà sul serio.
E’ allora importante che gli atleti, i genitori e i maestri degli aspiranti professionisti sappiano vivere nel modo corretto le vicende agonistiche giovanili, in modo da focalizzarsi sui veri obiettivi: non tanto e non solo cercare di vincere oggi, ma prepararsi per vincere domani, quando conterà davvero.
Passiamo ora in rassegna i ragazzi che meglio hanno impressionato.
La prima vittoria azzurra è arrivata nell’under 10 maschile, per merito del campano Riccardo Perin, da Vico Equense, che ha imposto la superiore consistenza agonistica sullo svizzero Steinegger. Perin, finalista due stagioni fa nell’under 8, ha mostrato buoni fondamentali e notevole scaltrezza tattica.
Nell’under 10 femminile affermazione della slovena Kristina Novak, una biondina tanto calma quanto determinata, che ha domato in due lottate partite la grintosissima toscanina Rebecca Fedele.
Uno dei tabelloni più interessanti era l’under 12 femminile, nel quale ha prevalso la forte croata Petra Granic, che ha messo in mostra buona tecnica e una notevole precocità fisica e tattica. Doti che le hanno permesso di avere la meglio sulla spezzina Costanza Pera del Tennis Park Genova, più acerba sotto il profilo atletico, ma dotata di numeri interessanti e di un gioco molto aggressivo, basato su due fondamentali potenti e puliti. Il risultato finale, 63 61 per la Granic, non rende interamente giustizia ai meriti della Pera. In questa categoria buona impressione hanno destato anche la semifinalista serba Anastasia Cobanovic e la piemontese Anna Turco.
Giovanni Calvano da Formia, testa di serie n. 1, ha rispettato il pronostico e si è aggiudicato in due set lottati la finale dell’under 12 maschile sul potente mancino De Fraia. Il piccolo Calvano è un giocatorino molto ordinato e diligente tatticamente, possiede un ottimo diritto e una buona mano. In questa categoria ha molto ben impressionato anche il palermitano Morello, allenato da Germano Di Mauro, fratello dell’ex top 100. Morello è stato sconfitto da De Fraia in una drammatica semifinale.
Nell’under 14 femminile la livornese Irene Adoncecchi ha beneficiato del ritiro della sua avversaria, la mancina siciliana Veronica Napoletano, che si è infortunata all’inizio della terza partita.
Sul piano tecnico, la performance più significativa è parsa quella del mancino romano Marco Mosciatti del Tennis Nomentano, classe ’97, che ha vinto l’under 14 maschile, pur essendo un anno più giovane degli altri partecipanti. L’allievo di Fabrizio Zeppieri ha superato il solido torinese Turco in un match splendido ed equilibrato, concluso con un drammatico tie break decisivo, nel quale ha anche annullato 2 match point. Mosciatti ha un’eccellente visione di gioco, si muove benissimo, possiede un repertorio tecnico molto completo ed è molto lucido nelle scelte tattiche.
Nell’under 16 maschile vittoria di Eduard Mihaescu, ragazzo romeno che si allena da anni in Italia ed è seguito al TC Garden da Pancho Di Matteo. Mihaescu ha chiesto la cittadinanza italiana, ma pare che la cosa non sia agevole. Il ragazzo, classe ‘94, sarebbe un ottimo acquisto: è parso uno dei giocatori più futuribili visti all’opera. Ottimo fisico, gran servizio, piedi veloci, colpi puliti e buon tocco. A causa di alcuni incredibili vuoti mentali, il rumeno ha faticato più del dovuto a superare la resistenza del tenace Saloli, tennista della Corte dei Conti, che ha lottato in modo indomito prima di arrendersi al tie break decisivo. Ma Mihaescu ha mostrato sprazzi di talento cristallino.
Nell’under 16 femminile la tenace abruzzese Benedetta Fasciani del CT Castel Di Sangro ha superato abbastanza nettamente Chiara Trovi del Tennis Club Bisenzio. La Fasciani, campionessa nazionale di terza categoria, ha mostrato notevole tenuta mentale e buon tocco.
Nell’under 18 femminile bella affermazione di Paula Natalia Orlini, una ragazza di origini argentine che si allena presso la Società Sportiva Dilettantistica Trieste. La Orlini ha sconfitto in tre set Sofia Peroncini.
Nell’under 18 maschile finale con derby laziale: il mancino del Due Ponti Cristiano Compagnone, classe 94, non è riuscito a vendicare, contro il 2.5 Colella (di due anni più grande) la sconfitta subita in semifinale contro lo stesso avversario dal suo coetaneo e compagno di allenamento Teodori. Il regolarista Colella, grandissime gambe e notevole capacità di soffrire, è stato aiutato anche dalla superficie inevitabilmente lenta, ma ha vinto 64 al terzo con merito, grazie alla maggiore solidità e alla notevole qualità difensiva. Compagnone ha mostrato numeri interessanti, ma ha anche commesso qualche errore di troppo. In prospettiva, può fare parecchia strada.
In conclusione, il torneo resta un importantissimo punto di riferimento per il tennis giovanile nel nostro paese.
L’auspicio è che in futuro la qualità della manifestazione possa salire ancora, magari con l’avvio di una politica di ammodernamento delle infrastrutture e degli impianti di gioco.
10 Commenti to “Lemon Bowl: Il Resoconto delle Finali”
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Gio says:
Volevo sottolineare la prova di Sofia Peroncini , finalista dell’under 18, che è comunque del ’95 quindi 3 anni più giovane della vincitrice. Anche per lei, come per Costanza Pera, credo possa aver inciso il terreno di gioco visto che è abituata ad allenarsi spesso sul veloce. Roberto, la hai vista giocare ? Qualche tua impressione ?
Gio says:
Rettifico è del 94 , sempre due anni in meno, comunque…
Roberto Commentucci says:
Caro Gio, confesso che ho visto poco della finale under 18 femminile. Troppo poco per dare un giudizio, anche se il livello di gioco mi pareva francamente piuttosto buono.
Si giocavano 4/5 match contemporaneamente, e pur girando fra i campi non sono riuscito a seguire tutto.
Comunque tra le ’94 abbiamo parecchie ragazzine interessanti: Palmigiano, Parmigiani, Eccel, Albano, tanto per fare qualche nome. Credo che queste ragazze inizieranno già da quest’anno a confrontarsi nei primi ITF 10.000.
Roberto Bontempi says:
Conosco bene Mihaescu perché si è allenato nel mio circolo fino a qualche mese fa e sono molto contento delle parole di Commentucci: spero tanto abbia ragione!
Mauro g&f says:
Roberto, anch’io ho raccolto impressioni positive sul torneo e la sua organizzazione. Mi permetto di dare un consglio che costerà realizzarlo meno di 50 euro e che darà invece grossi benefici; si tratta di stampare i nomi dei giocatori in campo con la categoria come per esempio si fa nei 10.000 dollari dando magari l’incombenza dell’affissione ai giocatori, insieme alle palle da gioco, si consegnerebbe anche il foglio di gioco da appendere appunto a loro cura. I vantaggi per il pubblico sarebbero enormi potendo seguire gli incontri nei vari campi senza chiedere ogni 10 minuti: chi gioca? come si chiamano? di che categoria sono? etc etc.
Alessandro Nizegorodcew says:
@Mauro
Giustissimo… spesso sentiamo parlare di alcuni ragazzi ma ovviamente non sappiamo riconoscerli.. sarebbe molto importante (anche a livello giornalistico aggiungo)
Roberto Commentucci says:
Ho girato il suggerimento di Mauro a Paolo Verna, lo condivido in pieno.
sandro rossi says:
ottimo marco mosciatti ma troppo piccolo di statura…
genitori piccoli.
crescerà ?
secondo le statistiche per essere un buon giocatore mondiale devi essere intorno al metro e 85 e anche più.
comunque troppa gente intorno a lui: genitori, nonni, maestri, dirigrnti…
così come anche i fratelli berrettini mi sono piaciuti molto soprattutto Jacopo e tra l’altro hanno genitori altissimi.
però anche loro una squadra al seguito troppo pressante.
ottimo calvano ma piccolo lui e il padre.
l’altezza secondo me è un ostacolo insormontabile per chi vuol diventare un vero giocatore.
Mihaescu è molto forte ma dove si allena ?
il livello femminile per me è stato modesto.
sandro rossi
stefano grazia says:
Sandro, mi hai già affossato il pupo…però hai ragione, è quello che sostengo io quando dico che mio figlio deve già giocare solo per il college (poi senel frattempo mi diventa Rios o Chang, vabbè, ma per il momento se non cresce 30 cm in tre anni studiare tornerà ad essere prioritario …
Kill Bill says:
Curiosità .
Il Vincitore dell’U 18 si chiama Gianmarco Coletta da non confondere con il coetaneo Alessandro Colella impegnato in Costa Rica e ora in Venezuela ITF U 18.
Chiara Trovi, quadrumane, finalista dell’U 16 femminile è passata dalla classifica 4.1 inizio 2009 a 2.8 inizio 2010. Complimenti a lei e al suo tecnico Claudio Tagliafraschi che la segue da poco più di un anno, forse due.
Eduard Mihaescu era di gran lunga il più forte nell’ U 16. Avrebbe potuto ben figurare anche nell’ U 18. Mi stupisce un pò che abbia perso tutti quei games ma parlando con altri genitori di Roma ho saputo che non stava troppo bene, almeno ad inizio torneo. A me è parso un pò svogliato in campo, forse dovuto al fatto che sapeva di essere nettamente il più forte.
Bè…i Mosciatti e i Berettini sono di Roma ci mancherebbe che non ci fossero stati i parenti e i dirigenti dei loro circoli a vederli. Sarebbe stato grave il contrario.
L’unica nota dolente , a mio modo di vedere, è legata al terreno di gioco.
Poteva variare da terra bagnata all’ aperto, cemento all’aperto, tappeto o duro al chiuso. A volte incontri iniziati su una superfice sono finiti su un altra, totalmente diversa. Tutto sommato non è grave e non si poteva fare altrimenti.
Faccio i miei complimenti a Paolo Verna, persona competente , disponibile e gentile, e a tutto il suo staff.
Arrivederci all’anno prossimo.