
(Gianluigi Quinzi)
di Stefano Grazia
Questa volta voglio addentrarmi sul pericoloso terreno della tecnica con un paio di spunti che, spero, attireranno il parere di qualche Addetto ai Lavori. L’idea mi è venuta riguardando, una volta pubblicate, un paio di foto inviate alla Redazione di SpazioTennis (e cioè ad Alessandro Chuck Norris FasoTutoMi Nizegoredcew) in cui si può notare sia Alex Sendegeya sia Gianluigi Quinzi con gli occhi chiusi subito dopo aver colpito la palla. Ricordo ancora che quando scrivevo articoli per Zero Quindici e li corredavo con foto di Nicholas, stavo sempre attento a scegliere quelle in cui Nicholas aveva gli occhi bene aperti e confesso che non erano la maggioranza…La cosa aveva iniziato a preoccuparmi fino a quando, casualmente, avevo scattato alcune foto a Quinzi e mi ero accorto che anche lui in quasi tutte aveva gli occhi chiusi subito dopo il colpo. Mi ero dunque detto che evidentemente questa capacità di tenere gli occhi ben fissi sulla traiettoria (ricordo una foto di Agassi con gli occhi sbarrati a seguire il decorso della pallina subito dopo averla colpita) era una dote che si sarebbe sviluppata col tempo. Tutto questo mi è ritornato in mente mentre all’Eddie Herr da un lato avevo Gi Kiu Baby prendere a pallate Di Feo sul campo 1 e dall’altro Jelena Jankovic che si allenava sul campo detto di Nick, quello con la tribunetta. Non potendo fare a meno di scattare foto a tutti e due, la differenza, riguardandosi subito le foto ingrandite sul computer grazie alla magia del digitale, era evidente: Jelena aveva sempre gli occhi ben aperti su quello che colpiva.

(Jelena Jankovic)
E quindi se dovessi sbilanciarmi su quale sia la differenza fondamentale fra un Pro ed un Junior, mi verrebbe da dire che sia proprio questa: la capacità di seguire con gli occhi la pallina da tennis. Banale, direte voi. E in effetti uno dei luoghi più comuni nel tennis è proprio il Maestro da Circolo (il Maestro Pierino, per intenderci) ma anche il Coach alla Bollettieri che ti urla ad ogni colpo ‘Guarda la palla!Eyes on the balls!’ e magari a voi di TGF cresciuti in questi ultimi due o tre anni a Pane e Mad Max (Biomeccanica! Videoanalisi!) la cosa ha sempre fatto storcere un po’ il naso. In realtà io, che ben prima dell’Avvento del Nuovo Messiah (Mad Max, ovviamente), avevo iniziato a sottolineare l’importanza del footwork in epoca precoce, ogni tanto mi trovo costretto ance ora a fare un passo indietro e ironicamente ricordare a mio figlio Nicholas l’antico detto: “Primo. Prenderla (la palla), Secondo: mandarla di là (nel senso di oltre la rete).Terzo:cominciare a piazzarla.” Ora potrebbe sembrare che a parte Bogar e pochi altri, i vecchi aficionados abbiano già passato questo stadio ma da un esame comparato delle foto dei nostri pargoli e da quelle dei Professionisti, la Verità (non mia, ma inconfutabile) è che la differenza fondamentale sta proprio tutta lì: i Pro riescono a guardare la pallina da tennis per tutto il tempo, fin da quando arriva sulle corde e poi dopo, quando le lascia. Avendo passato gli ultimi 5-6 anni a scattare foto a Nicholas mentre colpisce di dritto e rovescio so benissimo di cosa sto parlando e prego la Regia di pubblicare alcune delle foto inviate a dimostrarlo.
In queste vediamo i Nostri Eroi colpire spesso od ogni tanto ad occhi chiusi subito dopo aver impattato mentre vediamo la Jankovic tenerli bene aperti anche subito dopo aver colpito e per tutta l’esecuzione del colpo. Non sto beninteso dicendo che Quinzi & Co chiudano sempre gli occhi DOPO l’impatto ma sto dicendo che mentre riescono a seguire bene la pallina fino all’impatto, dopo, il più delle volte in alcuni e un po’ meno in altri, hanno la tendenza a perdere il controllo visivo della stessa mentre diciamo in 20 foto scattate alla Jankovic questo accade solo una volta.Posso certamente aggiungere che il numero di foto (da copertina,eheheh) da scartare in Nicholas si sta progressivamente riducendo e questo potrebbe anche essere,chissà, un parametro interessante da seguire per valutare il miglioramento dell’allievo. Sto anche qui scambiando cacca con cioccolata? Non lo so ma in tre anni in effetti nessuno e aveva mai parlato, magari dandolo per scontato e quindi io, sempre a caccia di spunti, ve lo propongo.
Secondo spunto: la tensione ottimale delle corde. Anche di questo, e sembra quasi impossibile ora che ci penso, non ne abbiamo mai parlato.Che tensioni fate usare ai vostri Eroi? Nicholas sta entrando nella fase ipertecnologicaparossisticossessiva che si tramuta in ansia quando comincia ad accusare il tipo di corde e la tensione scaduta se i colpi non entrano ma a volte, invece che entrare nel campo di una giusta sperimentazione si finisce per diventare schiavi di una paranoica mania perfezionistica ben documentata in un paio di biografie di Agassi. Comunque come voi ben sapete ormai io rifuggo, ahimè, da ogni qualsiasi esasperazione scientifica (anche in medicina i miei motti il 70% delle voltesono: ‘Passerà!’ e ‘Quel che non ammazza ingrassa!’ –ovviamente è importante riconoscere il restante 30% dei casi) e quindi non mi voglio tirar scemo o peggio rendere schiavo della tensione o del tipo di corde finendo solo per alimentare il vizioso circolo del Whining, della ‘Gnola’, ovverossia del lamento fastidioso e vittimistico, della scusa pronta per la cattiva prestazione. Ma ammetto di essere curioso perchè quando leggi che la Pierce non sapeva con che tensione giocava o che Volandri gioca con tensione 14 qualche dubbio ti viene. Ora sappiamo che più le corde sono tese più aumenta la precisione e meno lo sono, più aumenta la potenza a scapito del controllo. Quindi, ed è qui che l’affare si ingarbuglia, da un lato chi le tende al massimo predilige la ricerca della finezza in quanto di potenza ne ha da vendere (Agassi, Sampras, presumo Federer…) mentre al contrario chi di potenza non ne ha deve cercare un compromesso fra forza e precisione riducendo la tensione ma allo stesso tempo chi è che si può permettere di incordare a meno 20 se non chi dovrebbe avere un tocco incredibile? Quindi Sampras e Agassi e Federer sono un ‘branco di borazzi tristi dalle mani quadrate’ rispetto a Volandri? Nicholas è partito da tensioni a 30 kg,(ovviamente sbagliatissime, ovviamente prima gli dicevamo che le avevamo incordate a 30Kg ma in realtà le facevamo fare a 26-28 ma ogni tanto s’impuntava e non c’era verso)per imitazione dei suoi eroi e solo ora sta scendendo a tensioni più consone alle sue necessità e ieri mi ha detto che vuole provare ad incordare a 24. Magari ha letto da qualche parte che Johnny Mac le tirava così. Devo anche dire che ogni tanto mi dimostra di essere in grado, molto più di me, di rendersi conto della differenza di tensione fra due racchette a dimostrazione della superiore sensibilità.Vi ho già raccontato di Nicholas che di fronte al quesito su come la voleva la bistecca : Rare, Medium Rare, Done, Well Done aveva finito per scegliere something in between Rare and Medium Rare, cioè una via di mezzo fra Al Sangue e Al sangue Ma Non Troppo. Paranoia pura, come dicevo. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
343 Commenti to “TGF 4 – Anche i Genitori qualche volta sproloquiano di Tecnica”
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bogar67 says:
Grazie Stefano, la prima parte del tuo articolo riguarda una delle mie prime impressioni positive sulla mia bimba che ho avuto quando le ho fatto fare da mia moglie un paio di foto mentre giocava con me ed è proprio quella di guardare la pallima prima di colpirla. Stiamo parlando di quasi due anni fa, quando non aveva ancora neanche 4 anni, però è una foto che ricordo con piacere e che ogni tanto vado a riguardare proprio per afferrmare a me stesso quando sono assalito dai dubbi se la scelta di farle intraprendere questo sport è giusta o meno. Mi rincuora molto se non mi gasa totalmente vedere una bimba così piccola guardare la traiettoria della palla prima di colpirla. In questi due anni non ho fatto più foto mentre gioca ma traggo spunto da questo tuo intervento per riscattare qualche altra foto. Se potessi postare la foto su questo blog farei vederla.
Madmax says:
@Stefano..
Bah per quanto riguarda gli occhi chiusi non lo so, non ci ho mai pensato e non sono così certo che sia fondamentale… Detto questo spero che tu abbia ragione poichè Alessa su dieci foto, in tutte e dieci ha gli occhi aperti.. Però io sinceramente non ci perderei certo il sonno..
Per la tensione delle corde invece, ho parlato con il tecnico della Pro Kennex che mi spiegava che sia per quanto riguarda le inconrdature che per le racchette inizialmente bisogna rimanere molto sul morbido e sul soft.. La Pro Kennex K15 che Alessia usava fino all’anno scorso (racchetta favolosa che sia Zanchi che Mora continuano ad usare e che ultimamente usano in tanti) va proprio in quella direzione, le corde Xcel idem (il multifilamento che più si avvicina al budello) e nonotante questo le facevo incordare le racchette prima a 22/21 poi a metà anno siamo passati a 23/22 e verso la fine dell’anno a 24/23..L’idea ora era di passare a 25/25 ma cambiando racchetta (ora usa la Yonex che è più rigida) e usando l’ibrido (sempre xcel ma ora con l’aggiunta delle Pro Hurricane Tour che Alessia una volta provate ha assolutamente voluto) ci hanno consigliato di stare più bassi con la tensione ed allora per ora ci siamo fermati a 24/23.. Infatti (sempre il tecnico Pro Kennex) mi raccontava che ogni corda ha la propria tensione a seconda del tipo di atleta e di racchetta a cui viene abbinata.. Devo dire che già dall’anno scorso, avendo Alessia dimostrato una buona sensibilità e capacità di analisi, viene data la possibilità di scegliere tra tante racchette e corde tirate a varie tensioni per poter poi essere lei stessa a scegliere ed una volta che noi abbiamo la stessa impressione diamo l’ok.. Fino ad ora la sua scelta è la stessa miscela che a noi sembrava migliore perciò a oggi nessun problema..
Ho trovato poi un tuo vecchio post (mi sembra il 102 o 103) che mi era scappato e dove senza saperlo ti avevo per metà risposto nel mio ultimo post del precedente articolo..
La stessa cosa me la dicevano con i cavalli ed i fantini e cioè che non è matematica… E’ vero non lo è, ma dall’altra parte ho dimostrato che uno bravo può arrivare a prevedere e intuire molte più cose di quello che si pensa, spero di poterlo fare anche qui..
Riguardo alla domanda sul perchè non continuavo a lavorare per guadagnare ti ho già risposto ma vorrei precisare..
Per cominciare in Italia purtroppo l’ippica non è un business bensì un divertimento, di conseguenza i clienti sanno già in partenza di rimetterci per cui quello che vanno a ricercare è una persona che li faccia divertire e non li contraddica troppo.. Non è il mio caso!! Per cui finchè io mi occupavo del settore tecnico e mio padre delle pubbliche relazioni (lui in questo un vero mago) mi andava bene tutto una volta rotto con lui mi sarei dovuto trasferire all’estero e proprio non mi andava (anche perchè le opzioni erano Londra che odio, Parigi dove vivono purtroppo i francesi o New York dove dopo una settimana sclero…)… Allora ho cominciato a prepararmi nel settore scommesse (per essere pronto mi ci sono voluti in tutto coinque anni e sai quante mazzate ho preso e tra quante vicissitudini sono dovuto passare!!) che tra l’altro già seguivo ed in questo ramo con le mie competenze (Intendo dire tecniche unite a quelle di analisi, mentre normalmente si hanno o le une o le altre che difficilmente bastano) saremo al massimo in quattro/cinque nel mondo (mentre immagino che ad esempio nel tuo campo a sapere quello che sai tu sarete in migliaia) per cui è da questo che deriva la mia possibilità di poterci campare bene..
Oltretutto io da sempre ma soprattutto da quando ho messo su famiglia ho sempre privilegiato la qualità della vita al guadagno anche perchè con il mio carattere era guerra con tutti ogni giorno ed allora un giorno ho mandato tutti a ca…e nonostante il portafoglio di parecchio più leggero, in dodici anni non mi sono mai pentito della mia scelta..
La verità è che se una cosa la decido io e mi piace posso farla anche gratis ma se mi sento stretto o la cosa non mi soddisfa resisto molto poco..
E poi sono uno che ha sempre avuto un miliardo di difetti ma un pregio mi ha sempre accompagnato fin da quando avevo dieci anni: qualunque cosa mi mettessi a fare faccio soldi.. Certo con il tennis ora non riesco neanche a mettermi a far qualcosa, ma le ore che passo con mia figlia mi ripagano di tutto..
bogar67 says:
Mad max hai scritto tanti post che hanno riguardato tua figlia e del perchè sei convinto che riuscirai nel tuo intento di farla diventare una professionista. Tra affermazioni basate su aspetti atletici, tecnici, mentali, manageriali etc il primo che mi spinge a pensare che riuscirai davvero nel tuo intento e cioè quello di far diventare tua figlia una professionista è quando dici che riesci a fare soldi su qualsiasi ti metti a fare da quando avevi 10 anni. A me invece fino adesso è riuscito trovarmi nel posto giusto al momento giusto per cui pur non avendo le tue stesse capacità (e portafoglio) sono convinto ma non vorrei dirlo forte che quando avrò bisogno del colpo di qul per far fare il salto di qualità a mia figlia, anche un semplice incontro con una persona incontrata non necessariamente dentro un campo da tennis sarà dalla mia parte e di quella di mia figlia.
Madmax says:
@Bogar
Te lo auguro, anche se in questo caso l’incontro con la persona giusta dipenderà principalmente da come giocherà tua figlia.. Una cosa che mi sento di dirti con molta serenità e senza paura di sbagliare è che nessuno ti regalerà nulla e che chi fa da se fa per tre.. Le altre persone ti potranno aiutare solo se avranno un tornaconto, tu invece devi cercare di “usare” tutti a tuo (di tua figlia) vantaggio, il resto verrà da solo..
Guarda io non so se mia figlia arriverà o meno, quello che invece è certo è che ho l’enorme vantaggio di non accettare compromessi e puntare solo alla vetta.. Quersto obbligherà me, mia figlia e chi lavorerà con noi ad avere sempre parametri altissimi ed a prendere le decisioni anche quelle più scomode senza nessun dubbio di sorta, visto che l’obbiettivo è e resterà sempre lo stesso, fino alla fine.. Questo obbiettivo tra l’altro ci obbligherà a lavorare sempre per migliorare dato che ci sarà sempre qualcuno davanti a noi…. Almeno per un po’ di tempo ancora…
stefano grazia says:
Max, sorry di toglierti un’illusione ma fra le foto inviate (e che poi la Redazione ha scelto di non pubblicare)ce n’era una anche di Alessia di quelle fatte a Trieste e che non ti ho mai mandato perchè appunto…aveva gli occhi chiusi!!! Tranquillo: ce n’era una anche di Giulia Sartori, anche lei con gli occhi chiusi…
Bogar, io intendo comunque SUBITO DOPO L’IMPATTO: è ovvio che PRIMA di colpire gli occhi aperti li hanno tutti, il difficile è tenerla sulla pallina anche quando colpisci (vedi la foto di Nicholas in maglia rossa) e subito dopo l’impatto (e lì è quando li chiudono, un po’ per la forza del contraccolpo forse…). Comunque non sto dicendo che li chiudono sempre, sto dicendo che se come me fate magari 200-300 foto digitali e poi le andate a vedere, scoprirete che in molte foto gli occhi dei vostri pargoli sono chiusi AL MOMENTO O SUBITO DOPO L’IMPATTO e più sono piccoli più sono chiusi…Ovvio che parlo anche di scambi da fondo campo e di una certa intensità non dei colpi da bambino nel rettangolo da minitennis …
stefano grazia says:
Intendevo 200-300 foto a sessione…quando ci mettiamo, non ci fermiamo più!
Madmax says:
@ Nessuna illusione nel senso che come ho scritto già prima secondo me conta poco.. Ma se anche fosse su nove che ho io e su quelle fatte da te sarebbe l’unica (o due se tu ne hai tu un’altra) per cui….
Detto questo a sensazione direi che mi sembrerebbe una cosa assolutamente normale in un bambino (proverò ad informarmi se sto sbagliando), nel senso che durante l’impatto una sorta di “paura” la troverei perfino ovvia, al contrario di un giocatore adulto… Ripeto sto parlando a caso cercando solo di usare la logica e seguendo questa direi anche che più il bambino non è aggressivo e più tarderà a giocare con gli occhi aperti… A spanne (e sarebbe bello provare a fare le foto all’inizio ed alla fine dei match oppure alla fine di uno scambio molto duro) direi che ci sarebbero più possibilità che tengano gli occhi chiusi in situazione di stanchezza e forse anche su servizio e smash… Ripeto sto parlando solo a rigor di logica ma a te che piace fare foto se ti capita prova a fare l’esperimento…
Madmax says:
Ecco adesso che scrivi che più sono piccoli e più hanno gli occhi chiusi, la m ia idea sembra rafforzata..
Madmax says:
A proprosito..
Se hai fatto delle foto ad Alessia mentre gioca me le mandi per favore? Thanks..
Madmax says:
Prima di andare a dormire (sono cominciati a uscire un po’ di tornei del 2010 e ho buttato giù la prima bozza di programma) volevo fare un grosso in bocca al lupo a Chiara la figlia del nostro Mauro G&F che domani sarà impegnata di uno sfortunatissimo e quanto mai duro primo turno con Costanza Pera una delle favorite..
Mi hanno dato del matto ma oggi dicevo che se Chiara è migliorata come è migliorata dalla prima volta che la vidi a come poi ha giocato a Serramazzoni ha più di una chances di ribaltare il pronostico…
Senza dubbio comunque vada sarà stata un’ottima esperienza, perchè le partite che servono a crescere sono quelle di alto livello e nel malaugurato caso che dovesse… (non voglio nemmeno pronunciare la parola) vorrà dire che si saranno risparmiate alcune notti in albergo da reinvestire in altri tornei e/o stages…
@Roberto..
Se puoi vai a vedere il match e facci un resoconto della giornata…
Madmax says:
Domani poi farò una considerazione avendo dato uno sguardo ai tabelloni dell’under 12 di Parigi..
stefano grazia says:
Preciso: le foto ovviamente devono essere fatte all’impatto e quindi col motore per poter cogliere l’attimo fuggente. Quelle che fate voi di solito sono PRIMA dell’impatto e quindi gli occhi sono ben aperti anche nel bimbo piccolo,ci mancherebbe. Fino a 2-3 anni fa io facevo foto soprattutto con le vecchie reflex (Nikon F3 e F4) perchè le prime digitali non permettevano le foto sportive essendo troppo lente…Qualche foto la facevo ma nulla di che, era anche una questione di ottiche intercambiabili. Invece da qualche anno a questa parte, migliorata la tecnologia, non vi è più differenza e il vantaggio di poter fare 200-300 foto alla volta e poi scartare quelle che non ti interessano è ovviamente inestimabile e quindi mi son deciso a mettere in soffitta le vecchie reflex e ad acquistare la Nikon D300 digitale con la quale tra l’altro posso continuare ad usare anche i vecchi obiettivi tra cui un 500. comunque con un bel zoom 80-200 e in automatico puoi permetterti senza avere alcuna qualità di scattare tutta una serie in stop motion ed è incredibile il numero di volte in cui ti ritrovi all’impatto il bimbo con gli occhi chiusi o strizzati…Ripeto, credevo fosse un problema di Nicholas e invece ho visto che la cosa è comune anche a Quinzi & Co. Sono certo che sarebbe la stessa cosa anche per Alessia e le ragioni sono probabilmente anche quelle spiegate da Max MA IL MIO PUNTO ERA UN ALTRO: e cioè che man mano che migliori, riesci a tenere più a lungo gli occhi sulla palla, sia al momento dell’impatto sia subito dopo. Ce n’era, fra le foto inviate, una bellissima della Nefedova e una di Nishikhori che spiegavano benissimo quello che dicevo perchè il colpo era quasi lo stesso…E’ un peccato non si siano potute mettere tutte, magari una dietro l’altra … Comunque non sto vantandomi di aver scoperto chissà quale cosa che cambierà la misurazione dei progressi dello junior: era semplicemente uno spunto per sollecitare il dibattito…
Roberto Commentucci says:
Sto andando al Lemon. Il match di Chiara era in effetti il primo della piccola lista di partite da vedere che mi sono costruito. Vi farò sapere.
stefano grazia says:
Tra l’altro ieri PROPRIO MENTRE Alessandro inseriva il mo pezzo io stavo scrivendo un commento che poi quando ho inviato non è stato inserito perchè i commenti si erano chiusi proprio in quel momento: non l’avevo salvato e ovviamente è andato perso. Nulla di che, ma anch’io facevo delle considerazioni in risposta al post di Max sui Caraibi e su dove vorrebbe vivere…Cioè anch’io constatavo di aver rinunciato a priori ad alcuni posti dove avrei potuto voler vivere proprio per la mancanza di strutture tennistiche degne di un certo livello di ambizione …Parlo oltreche della Jamaica e del mio Silver Sand Resort a Falmouth, un resort dall’aspetto anni 50 poco frequentato dai turisti e più meta nei week end dei Kingstoniani)per es di Swakopmund (un rettangolo di Germania in Namibia,dove le dune del deserto arrivano a lambire un oceano freddo e inospitale ma suggestivo) o Perth, l’unica vera città nel Western Australia co i suoi sobborghi sul mare che a raggiera raggiungono ,senza traffico, il centro cittadino e Fremantle…E con la possibilità a 3 ore di strada di un week end a Margareth River, una sorta di Big Sur nel paese di Oz. Certo, città meno bella della bellissima Sidney ma più vivibile anche se vivere a Bondi Beach, il paesino sulla famosa spiaggia vicino a Sidney non sarebbe male, con la passeggiata sulla scogliera da fare ogni mattina od ogni sera per tenersi in forma o semplicemente per andare a leggersi un libro sugli scogli guardando il mare. O Port Douglas, su al Nord, laddove si parte per le escursioni sulla barriera corallina…un paio di strade, una fila di case e alberghi e ristorantini tipo una città di frontiera del vecchio west…non ho visto campi da golf o da tennis e magari ci sono anche ma così come nelle varie cittadine sulla costa sudafricana da Cape Town a Port Elizabeth (con un’occhio di riguardo per Hermano, Knishna, Mossul e Jeffrey’s Bay), con le case su una spiaggia incolta e incontaminata, anche se ci fossero, dico, i campi da tennis non sarebbero certo quelli i posti ideali dove coltivare un campione e infatti australiani e sudafricani si spostano, prima o poi, in Florida o Europa o tutt’al più gli Australiani finiscono al Centro federale di canberra che, mi dicono,non è il posto ideale dove andare a ritirarsi. Ovviamente senza dover fare gli esterofili per forza e andar lontano (anche se io forse finirei comunque per andarci…lontano), basta pensare alla Sardegna, terra dame sempre amata: non avessi avuto questa spada di Damocle del tennis non avrei forse optato,visto il mio passato di windsurfista, per una casa italiana vicino alle dune di Chia o su al Nord nell’Isola di Caprera? Chissà…Ma questo ci riporta a uno dei primi postulati di G&F di 3 anni fa e cioè l’importanza della logistica: se vuoi crescere un campione di tennis l’ideale è avere casa, scuola e campo di tennis nel raggio di 5 minuti a piedi o in bicicletta. Questo si che ti faciliterà la vita, non è vero Atti?
stefano grazia says:
Anche noi ieri sera stavamo tirando giù l’elenco dei Tornei USTA in Florida notando cheogni mese ci sarà comunque un Bollettieri Championships … Se qualcuno che ci legge ha il figlio U14, mi farebbe un enorme favore nell’elencarmi i tornei ‘imprescindibili’ se uno si trovasse in Italia e in Europa, soprattutto quelli fra Giugno e Settembre. Difficilmente Nicholas ne potrà fare più di un paio (anche perchè gli faremo fare uno stacco di Sci Estivo + Vela in Francia così da perfezionare anche il francese…farà schifo a tennis e sarà un teppista ma rapinerà banche di tutti i paesi parlando 4-5 lingue…vi ricordate PaulNewman e Robert Redford in Butch Cassidy and The Sundance Kid?) ma mi sarebbe utile avere un’idea…Anche se qualcuno sa già qualcosa di eventuali raduni a Sestola…(So già che Hulk al solo sentire questa parola starà già tingendosi di verde ma a noi servirebbe solo per farlo vedere a Palumbo & Co e far loro sapere che esiste…Visto che i risultati, dice Max, non contano…Epperfortuna, sennò appena arriva in Italia gli bloccano l’accesso…)
simplypete says:
….. sembra che federer abbia gli occhi aperti subito dopo l’impatto, ma che non segua affatto la traettoria della palla, anzi la testa e lo sguardo rimangono ben fermi sul punto d’impatto anche dopo….
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&v=xNPaZj4yn00
Gio says:
Questo è il calendario 2010 di tennisEurope
te.tournamentsoftware.com/default.aspx?tlid=1&p=1 (aggiungere h t t p , altrimenti viene bannato il post)
ora poi mi informo e ti dico di altri imporatanti tornei (nike non ha ancora pubblicato il calendario e così pure ttk).
Rilancio con un quesito anche io, poichè vorrei fare imparare un po’ di inglese questa estate vorrei mandare mio figlio un paio di settimane in Inghilterra in un centro dove si giochi a tennis (ad un certo livello) e si studi anche per qualche ora al giorno l’inglese. Avete qualche indicazione ? Grazie
andrew says:
…per tutti quelli interessati a una squalifica da parte della federazione…
In concomitanza con “Le petit As”, vorrei organizzare a Bassano o altro luogo vicino il 1° torneo under “a spanne” denominato “The Little Ass”. Tabellone unico promiscuo maschio-femmina-trans. 3 set su cinque al 2 con tie-break al 5 in caso di 1-1. Massimo due giornate di gara (sab-dom).
partecipate numerosi. Quota di iscrizione variabile in base all’affitto dei campi e al numero di partecipanti.
fulvio says:
quindi i tornei li scegliete voi genitori o sbaglio-? devo essere sincero ai miei tempi all’inizio anno mi veniva consegnata da Caperchi una lista di tornei che dovevano FARE ,tipo i 4 slam i gruppi A e altro,ma sia chiaro che io non decidevo niente.il titolo di questo articolo è ”anche i genitori sproloquiano di tennis”,ebbene io credevo riguardasse solo questioni tecniche,visto che qui ci sono piu genitoricoach e che genitoriestop.interessarsi della programmazione (se non centra l’eventuale preventivo spese) credo sia un pò come entrare in campo durante l’allenamento e dire al coach del proprio figlio ”senti il dritto faglielo fare cosi”,quindi credo che qualora fosse come la sto pensando io,i vostri coach sono delle mezze calzette,il mio non mi avrebbe mai permesso di entrare nelle discussioni tecniche e di programmazione,ma da quanto leggo vedo che i tempi i luoghi e le scelte sono cambiate: ….auguri!!!!
Madmax says:
@Stefano…
Il Sudafrica…. Ecco un posto dove ho lasciato il cuore…. L’unico dubbio è che ci sono stato l’ultima volta nel ’93 dopo di che un amico che vive a Johannesbourg mi diceva che dall’avvento di Madela era diventato molto pericoloso… Io poi non ho più avuto modo di andarci e quindi non so, certo è che tra Durban, Cape Town, Sun City ed i vari parchi….Eh bei tempi.. Certo però che anche Punta del Este in Uruguay…Vabbè bando alla nostalgia rituffiamoci nel tennis..
@Andrew..
A proposito del tuo raduno di metà gennaio..
Una cosa interessante visto che l’obbiettivo sarebbe ricreare la competizione e l’allenarsi tra i più forti come nei centri federali francesi, sarebbe a mio parere di organizzarlo facendo sfidare i ragazzi tutto il giorno con dei tie breack al dieci/quindici, in modo che tutti giochino più match con tutti i tipi di avversari (più deboli più forti più piccoli più grandi maschi e femmine etc, facendo giocare anche dei doppi misto in cui nella coppia ci sia un bambino più piccolo con uno più grande così che possa impararne le astuzie e le tecniche…
Che so così l’Alessia della situazione giocherà un tie break con un bambino meno allenato di lei, poi giocherà una partita alla pari con la figlia più piccola di Atti ed una impossibile con la più grande che a sua volta giocherà la partita impossibile con il figlio grande del Ccv e quella lottata con il figlio più piccolo o con qualcun altro, magari propio con te Andrew….
Ovviamente sarebbe gradita la presenza di Mirmidone (in qualità sia di genitore che di tennista, poi valuteremo il livello…
) e di sua figlia Mariagrazia..
@Fulvio…
Intanto ti avevo risposto dall’altra parte.. Per quanto riguarda i programmi la situazione di molti di noi è anomala nel senso che quasi tutti non abbiamo un coach fisso o meglio Nicky quando è alla Bollettieri decideranno loro immagino dove farlo giocare, ma quando è in Europa con il padre è evideente che scelga Stefano in più i Tornei sono obbligati nel senso che giocherà gli Eta, per quelli del Gigetto ne hanno quanti ne vogliono in Florida..
Ma una cosa che ci tengo a dire è che la grandezza di Giovanni sta proprio in questo, non è un meschino come la maggior parte… La sua intelligenza e cultura non gli permettono di essere rigido e quadrato (questa è anche un’auto bacchettata) e mi dice sempre: “Io ti do gli imput ma tu sei tutti i giorni con lei, hai chiarissimi in mente gli obbiettivi, sai che devi giocare il più possibile sul veloce, perciò meglio di te non potrebbe scegliere nessuno al mondo, anche perchè un torneo vale l’altro se andate a giocarli avendo obbiettivi prestabiliti.. Quello che conta a secondo del bisogno del momento è il livello del torneo poi che uno vada in Francia o in Florida poco cambia e imporre ad uno che paga il torneo è da imbecilli… Ma ripeto persone di così grande spessore è difficile trovarne..
anto says:
@Fulvio, rispetto a quando Fabio era bambino sono passati dieci anni, e nel tennis è un’eternità…..e sono cambiati anche i rapporti tra genitori e coach……è naturale…..ora ci sono troppi interessi in ballo…….sono quasi dei mini mini professionisti……ed è difficile che un coach possa tirar dritto senza confrontarsi con il genitore (pagatore). oramai anche i coach sono dei piccoli imprenditori e devono nuotare in un oceano fatto di concorrenza…….ma ben vengano i genitori che si intromettono nel rapporto coach-figli…..in fondo questi genitori vogliono solo il meglio per il proprio figlio. Spesso viene contestato pesantemente mad max……secondo me molte critiche additate a lui sono ingiuste, sicuramente la diplomazia non è nel suo DNA, però è uno vero, che non tira il sasso e poi si nasconde dietro un dito. Come mi piace Stefano Grazia, anche se è più accademico………Vi immaginate fra dieci anni i due pargoli tra i top 10….che goduria……anche se però secondo me ci sono più possibilità con la figlia di mad max, il tennis femminile, è dieci volte meno competitivo del tennis maschile, ne converrete tutti….
fulvio says:
calma con sti top 10 top 5 ,intanto facciamoli iniziare e poi step by step che comincino a entrare nei 100,in vita mia posso assicurarti di aver visto con i mei opcchi ragazzini e ragazzine fenomeni da juniors,ma alle prime prese con i pro …arrenarsi.chiedere a Giorgio errani di una certa Verardi o di un certo Natali,ragazzini capaci a 13 14 anni di prendere a pallate sia Sara che Fabio…….ho mletto che qualcuno dice che è facile riuscire nel tennis di oggi se si comincia bee fin da piccoli,ma chi lo dice? chi sa cosa cè dietro l’angolo a aspettarci,ho visto ragazzine fenomeno a 16 anni smettere col tennis e ragazzini fenomeno che oggi a 22 23 anni gravitano ancora dai 500 indietro…..chi arriva è perchè ha qualcosa di speciale dentro,spero con questo con tutto il cuore di vedere i figli dei nostri amici tra 7 8 anni entrare prepotentemente nel tennis che conta,solo allora si potrà essere sicuri che quello che si è fatto per loro non è stato….vanificato!!!!
Andrea says:
Corde: da piccoli è sempre meglio usare tensioni basse, direi intorno ai 20 kg, per avere un aiuto in spinta da parte dell’attrezzo, ma soprattutto per sviluppare un maggiore controllo. Una corda troppo tesa costringe i bambini a dover spingere troppo, e magari per farlo, devono girare in modo esagerato la presa sotto il manico, aspetto da non sottovalutare. Occhi aperti-chiusi: sempre in tenera età non ci farei tanto caso, farei un puro lavoro di osservazione, per capire se nel tempo può essere un semplice adattamento motorio, che non provoca danni.
Una mia piccola critica: perchè non si commenta solo l’articolo in questione, ma si cambia ogni volta discorso? Non sarebbe meglio lasciare commenti specifici, invece di finire sempre da un’altra parte?
Madmax says:
@ Fulvio
Hai perfettamente ragione ma sai quando questo accade? Quando dietro non c’è nulla, quando dietro non c’è una cultura e un pregetto sportivo.. Quei ragazzi probabilmente erano degli immediatamente predisposti, magari con un gran fisico e che certamente si allenavano molto cosa che fino a dieci anni fa in Italia erano quasi gli unici a farlo!! Ora andando ai vari raduni basta parlare con bambini e genitori e non c’è nessuno che si allena meno di due ore al giorno più altetica…
Quello che invece manca ancora sono la cultura sportiva (perchè purtroppo non esiste nel nostro paese) ed un percorso chiaro perchè nessuno negli ultimi trent’anni è arrivato da nessuna parte e e di conseguenza se a certi livelli non ci sono arrivati non possono sapere cosa fare e cosa insegnare per arrivarci… Un conto è il sentito dire altro è esserci arrivati… Io accetterò qualcosa da qualcuno il giorno che un giovane bravo e appassionato torna dopo aver girato il mondo tra accademie e coach di alto livello e dopo aver seguito i migliori giocatori junior (e possibilmente anche qualche pro) del mondo… Allora mi siederò e sentirò cosa ha da dire.. Ti ripeto che in due giorni con Riccardo, ha tenuto a precisare che il suo primo obbiettivo era ifondere la cultura del lavoro e dello sport, tant’è che non c’è stata una cosa di quelle dette che mi suonasse nuova.. E stiamo parlando con il numero uno di’Italia, figuriamoci gli altri..
Madmax says:
Andrea
Sono d’accordo con la tensione delle corde, un po’ meno sull’off topic, nel senso che Stefano da un indirizzo ma poi visto che le novità sono all’ordine del giorno è giusto renderle note, e poi se l’articolo non suscita più di tanto interesse?
E poi qui alla fine l’unico e vero tema è quello di capire come caspita fare ad arrivare nell’olimpo…
andrew says:
Riguardo alla questione OCCHI:
Credo che possano entrare le seguenti variabili:
- Sole contro vs. Sole alle spalle
- Altezza della palla colpita
- Intensità dello scambio
- Colore degli occhi (occhi chiari = tendenza alla chiusura)
Altre possibili variabili
- Paura del buio
- Occhi a mandorla*
* Questa variabile interessa sopratutto le popolazioni dell’Est Asiatico
bogar67 says:
@Fulvio mi hai incuriosito, ho scritto Verardi su google e mi sono usciti articoli scritti su questo sito e anche un buon curriculum tornei ma i motivi per cui uno poi si arena cmq possono essere moltiplici, in questo caso ad esempio si tratta solo di sfortuna, qualcosa di imprevedibile. Anni e anni di sacrifici buttati al vento come lo zio di mia moglie che giocava in una delle nazionali giovanili italiane di calcio, si infortunò non riprendendosi più poggiando il piede su un tombino mentre stava tornando a casa dopo l’allenamento.
Da spaziotennis.com
“”Verdiana Verardi, classe 1987 e numero 421 Wta, è alle prese con un serio infortunio alla spalla che, tra un problema e l’altro, non le permette di scendere in campo da settembre 2008. Verdiana, che tenterà il rientro in queste settimane in Inghilterra, ci ha dichiarato: “L’infortunio alla spalla non mi da tregua; c’è anche la possibilità che mi debba operare. Il sovraspinoso sta andando a farsi benedire! Sono stata completamente ferma per un mese; ho ripreso da una settimana e proverò qualche torneo. Spero di poter evitare l’intervento chirurgico.“
stefano grazia says:
Fulvio, non so: mai entrato in campo quando c’è un coach se non è lui ad invitarmi (nel caso dei Coaches dello Strategy Zone quando noi andavamo là solo per 2-3 sett due volte all’anno e dovevano darci i compiti a casa, essere sicuri che avremmo continuato il tipo di lavoro impostato…). Solo con il Temporary Personal coach venuto qui a Lagos stavo in campo ma solo alcune volte per spiegare quali erano i nostri obiettivi e le cose che dovevamo fare… Di solito comunque coi Coaches io ci parlo prima o dopo e semmai se non sono d’accordo li cambio: sicuramente non mi piacerebbe essere messo in disparte, sicuramente io non andrei a insegnargli quello che deve fare, solamente quello che ci aspettiamo… Fino ad ora mai avuto un problema.Ma la mia è una situazione particolare, non ho mai avuto un VERO PERSONAL COACH unico e quindi non saprei. Certo, ho capito anch’io che a un certo punto quello che conta di più è avere un Coach che ti fa la PROGRAMMAZIONE e che ti porta da un certo livello a un altro ANCHE o forse soprattutto attraverso la programmazione dei Tornei… Dovrebbe farlo, o almeno lo avrebbe promesso, Paul Forsyth ma ovviamente dipenderà anche da Nicholas essere all’altezza da meritarsi tanta attenzione e francamente al momento non lo è… Ma io qualche speranza sui prossimi 6-12 mesi la coltivo, nel senso di un cambio di marcia …Altrimenti, piano B e via col College…
Archipedro says:
Buon anno a tutti!
Rientrati dalla montagna oggi festeggiamo gli otto anni del piccolo… Desidero qui inviare un caro saluto a papà Errani, che ha visto la figlia transitare in patria, a Natale, ma solo per poco… pronta subito a riprendere un altro volo, destinazione Australia, con quei suoi ventidue anni che sono così tanti e così pochi… Beh, da domani giocherà, immagino, il primo di tre pesanti tornei, in fila… Brisbane, poi Sydney e poi ancora gli Australian Open… questo è l’inizio di Gennaio d’una tennista PRO…
Godiamoceli questi bambini, finché non spiccano il volo…
Giorgio Errani says:
@ tutti
colgo l’occasione per stra-quotare Fulvio, l’ingerenza che (in generale) traspare da questo blog è – a mio avviso – eccessiva, e sicuramente non ha nulla a che vedere con l’ingerenza che nè io nè (credo) Fulvio avevamo ai nostri tempi
come ho avuto occasione di dire in precedenza, al giorno d’oggi voi genitori di piccoli tennisti avete (rispetto a noi, 10 anni fa) dei vantaggi enormi, grazie alla globalizzazione non ci sono più “segreti” per nessuno o ignoranza latente (tornei, tipo di preparazione, atletica, età sensibili, etc. etc.)
però questa non deve essere l’occasione per il “fai da te” a tappeto, i genitori sono importanti per aiutare i figli ma diventano ancora più importanti quando sono capaci di stare in disparte…
anche perchè l’iper-specializzazione consapevole provoca (inconsapevolmente) la certezza di potere arrivare, mentre questa è srettamente dipendente dal fatto che vostro figlio/a abbia quel qualcosa dentro, oltre a THE PASSION…
quindi il mio consiglio è: non esagerate… se vostro figlio/a ha qualcosa dentro, lo tirerà fuori indipendentemente dai genitori (a volte mi viene quasi da dire nonostante i genitori…)
fulvio says:
bellissimo pezzo di un genitore che porta il figlio a roma a giocare il Lemon sul sitodella Fit
http://www.federtennis.it/TribunaApertaBlog.asp?IDPost=958
mauro istr.coni says:
post 29…
“i genitori sono importanti per aiutare i figli ma diventano ancora più importanti quando sono capaci di stare in disparte…”
quello che i maestri non dicono:sig.Giorgio, complimenti!!!
andrew says:
@ Giorgio e Fulvio…
condivido la linea di pensiero.
Tuttavia, la ritengo applicabile in presenza di un sistema tennis aperto a tutti, liberalizzato e composto da associazioni sportive.
Non dandosi questa opportunità, almeno dalle mie parti, mi sono organizzato altrimenti. Sopratutto, non voglio che mio figlio frequenti l’ambiente dei circoli.
Pertanto, la mia non è solo ingerenza ma anche sostituzione e bypass della federazione, intesa come insieme di circoli.
Buon anno!
stefano grazia says:
Però,sempre sull’argomento sollevato da Fulvio, io qui sto con Max e,nel massimo rispetto del buon coach,che il rispetto se lo sa guadagnare ogni volta come fosse la prima, ricordo che era stato il cavallo di battaglia del primo G&F: se il Coach (o il Circolo) è uno di quelli che ‘meglio orfani’ o che appende alla rete del campo “Vietato l’ingresso a cani, ebrei, negri comunisti froci e genitori” ovviamente io non sarei, fin dal principio, interessato, fosse anche il migliore di tutti…E’ una questione di intendersi fin dall’inizio: a parte che io sono quello che paga e a parte che se il tal giocatore si rompe o fallisce quel tal Coach dice: Avanti un altro! o Sotto a chi tocca!, mentre a me rimangono i cocci, è ovvio che ognuno deve fare il suo mestiere ma che a volte i mestieri, questo tipo di mestiere, è interscambiabile e a volte il Genitore è costretto dalle circostanze o dall’economia delle sue tasche a scendre in campo o a fare da Supervisor o,il più delle volte, da Manager del proprio Team… Ricordo che io ho sempre sostenuto che il nostro background culturale e sportivo, mio e di mia moglie, non lo svendevo davanti a nessun Coach, Maestro, Preparatore Atletico o Dirigente FIT: pronto ad acoltare tutti con la massima attenzione e senza interferire ma non disposto a calarmi le braghe dinanzi a nessuno… Devo anche dire che non ho mai avuto grossi problemi, forse favorito dalla mia situazione particolare o dal fatto che in fondo alla fine Nicholas non è mai stato oggetto del desiderio di nessuno … E’ chiaro che poi spetta a me e a mia moglie (e a mio figlio) decidere alla fine se un tal percorso va bene o meno bene…E’ chiaro anche che le cose si possano complicare qualora intervengano finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni…Quello che però noi abbiamo sempre detto è che ci deve essere un dialogo anche fitto fra le tre parti (e includo l’atleta) e che comunque … ci sono Genitori e Genitori, Maestri e Maestri, Coaches e Coaches e anche Atleti e Atleti…
madmax says:
@Giorgio..
Come ho dato ragione a Fulvio l’ha do anche te, quello che forse però non si è capito è che che i nostri figli hanno 11/12 anni per cui non sono ancora atleti pro bensì atleti in costruzione.. Dove voglio arrivare? Semplicissimo…
Fortunatamente grazie anche ad internet in generale ed a questo blog nello specifico, abbiamo capito benissimo che una cosa è il coach che prende in mano un ragazzo/a a 15/16/17/18 e cerca di tirare fuori da lui/lei il meglio correggendone solo i difetti più evidenti quando si possono migliorare (difficilmente sistemare del tutto, perchè quello appunto era una cosa da fare molto tempo prima), altro è quello che deve creare un atleta con una tecnica corretta ed uno sviluppo motorio di buon (meglio se ottimo) livello che gli permetterà un giorno, se avrà quel famoso qualcosa dentro di tirarlo fuori e raggiungere il suo massimo..
Il primo tipo di coach (soprattutto in Italia) sono spesso anche i più bravi ma purtroppo non lavorano con i bambini e come ci hanno detto un po’ tutti loro (Piatti e Sartori in testa) si sono trovati molte a dover lavorare con ragazzi gravemente difettati che perciò non sono mai riusciti a esprimere al massimo il loro potenziale.. Il secondo tipo, sono i classici maestri di tennis, quelli che avrebbero il compito di creare dei tennisti corretti a livello tecnico e a livello motorio e che dovrebbero essere i migliori avendo in mano i ragazzi nel loro momento più delicato e che invece per una strana e contorta legge di mercato sono i peggiori e spesso anche i meno incentivati..
Perciò la nostra interferenza si rende necessaria per far si che un domani qualora ci capitasse di avere un figlio speciale che ha anche passione, non si ritrovi con difetti talmente gravi da non permettergli di tirare la prima di servizio oltre i 150 km/h, o di avere un’impugnatura improponibile o di non essere in grado di spostarsi rapidamente etc etc..che in buona sostanza significa non poter mai esprimere il proprio massimo potenziale e spesso addirittura di entrare nei 100..
stefano grazia says:
Tra l’altro,e direi anche però, mi sembra doveroso distinguere fra Maestro di Circolo (magari scoglionato e frustrato) e Coach di un miniatleta che abbia già 12-14 anni… Noi abbiamo sempre sostenuto l’importanza FONDAMENTALE del Genitore ANCHE sul Campo durante la settimana a continuare l’opera di un Maestro e di un Coach scelto da quel Genitore e con il quale si presume sia d’accordo nel fare ciò… Mi sembra normale. E mi pare che tutti i Genitori di Over 10 abbiano comunque (tranne forse proprio noi) un vero e proprio Coach e Maestro col quale agiscono in sintonia… Atti ha ricreato per esempio un Team con una logistica più consona alle sue necessità ma ha un coach e un Preparatore e si limita a coordinare o semplicemente a supportare il loro lavoro…Max si è creato il suo Team e per motivi tecnici e per motivi economici e in attesa di definire con un nuovo Coach scende lui in campo ma in sintonia con il suo head Coach (Catizzone,La Mente) e con il supporto di un Braccio(il Coach di Zanchi) e suppongo che vi sia un flusso utile, uno scambio, di informazioni … Mauro è molto committed ma ha un Coach che segue la figlia e credo sia in accordo con lui quando la porta agli stages da Sartori…Io lavoravo prima sul campo perchè Nicholas si trovava in africa ma,ripeto, non mi sono mai sentito in competizione con tutti i coaches con cui ho dialogato…il problema semmai è che Nicholas non ha mai avuto un UNICO Coach, il Carlos Rodrigues della situazione…Magari lo troverà lui, glielo affibbieranno all’IMG, o glielo sceglieremo noi …oppure continueremo a fare come il mitico Yuri che si serviva dei migliori senza mai perdere il controllo pur non essendo lui un vero coach e senzamai aver la pretesa di fingere di esserlo… Per cui non vedo onestamente l’ingerenza che vede Giorgio…la figlia di Bogar ha 5 anni, non credo che si voglia dire che un paoà non possa entrare in campo con lei…l’unico forse è Max ma con tutti i recenti ‘disagreements’ che abbiamo avuto e che sono il sale del nostro rapporto, vi faccio comunque osservare che lui non interferisce, lui si affida comnpletamente alle persone da lui scelte…Nel momento in cui si trova in disaccordo eventualmente cambia. Ma non dall’oggi al domani, credo, ma a seguito di ponderate riflessioni e valutazioni degli X e degli O…
Piuttosto anto non ho capito il senso del più ‘accademico’… più vecchia scuola o più …boh, non ho capito…La differenza vera fondamentale è che io engo più conto del Fattore Umano mentre Max è sicuro di avere tutto sotto controllo, anche il Principe Azzurro…
stefano grazia says:
Vedi Max che alla fine le nostre divergenze di pensiero sono solo apparenti?
stefano grazia says:
Tornando invece alle corde, mi rendo invece conto di aver sbagliato e di aver fatto giocare mio figlio fin da piccolo con tensioni troppo alte…Non dovrebbe avergli creato troppi danni ma sono d’accordo con Andrea e Max che la minor tensione possa favorire anche un miglioramento del controllo ed evitare magari difetti (di rotazione, di spalla) nella spinta…Adesso comunque è d’accordo nel voler provare 23/24 e magari avrà bisogno del porto d’armi…
madmax says:
E’ vero Stefano, io non mi pongo nemmeno il problema riguardo al fatto che mia figlia un domani possa decidere in modo diverso da quello che è stato deciso di comune accordo e questo è perchè ho lavorato prima e penso di averlo fatto bene, se poi mi sbaglierò lo vedremo e lo valuteremo in quel dato momento, ma di punti fermi bisogna pure averne e questo è uno di quelli… Oltretutto noi ci siamo dati dei tempi, che al massimo di comune accordo potremmo anche decidere di rivedere insieme a seconda del suo sviluppo fisico ma nessuno possa pensare che a 22/23 anni io possa ancora dire che è giovane e migliorerà eventualmente se lei lo vorrà e se potrà permetterselo potrà farlo da sola, ma io a quel punto sarò ben lontano dall’Italia…
E anche per quanto riguarda le capacità, sai come la penso e non prendo nemmeno in considerazione il fatto che lavorando duramente ed in modo corretto possa non portare risultati perchè sarebbe la prima volta nella storia… Il punto semmai è capire cosa vuol dire lavorare seriamente e bene ed io ad esempio penso che in mancanza di un progetto sportivo di alto spessore non si possa definire un buon lavoro nemmeno se lavori con il top, dopo di che se anche qui le mie esperienze verranno contraddette ne ridiscuteremo, a oggi io sono felice delle scelte operate fino ad ora e penso tra l’altro che avere delle sicurezze e infonderle all’atleta sia un altro vantaggio non da poco..
Diego says:
Se non sbaglio Fulvio e Giorgio hanno dato i loro figli in “mano ” al coach dopo i 14 anni (bravi comunque a trovare quelli giusti).Quindi molti genitori di questo blog hanno ancora un po’ di tempo per fare questa scelta (avendo le possibilita’ economiche).
Fra qualche anno sara’ anche piu’ chiaro come diceva Stefano se passare al piano B cioe’ dedicarsi ad una buona scuola e giocare per divertirsi.
bogar67 says:
A proposito della non ingerenza preciso il mio punto di vista; mi fido del mio maestro ma sono anche costretto a fidarmi ed a non intervenire perchè come ho già scritto pur essendo un agonista over 40, 8 (4/3) sono un autodidatta, non ho avuto un maestro e NON so se quello che sta insegnando alla mia bimba sia efficace per la sua crescita o meno. Quello che sto imparando in più è recepito su questo blog o nelle lezioni individuali che mia figlia per un’ora a settimana fa ma sempre con il maestro che ho scelto. Il mio maestro non ama che io intervenga quando lui fa le lezioni ed io mi guardo bene dal farlo, osservo e poi nel campo del circolo sottocasa faccio ripetere a mia figlia le stesse cose. L’anno scorso facevo solo ripetere i giochini proposti, quest’anno sono più attento ai finali del colpo ed alle posizioni sul rovescio che il maestro ha spiegato, anzi a forza di vedere mia figlia che fa lezione ho messo pure nel mio gioco quello che viene insegnato nelle lezioni e qualche miglioramento soprattutto sul rovescio si è visto. Io però sono arrivato, gioco giusto per non mettere “”panza”” e tenermi in forma.
L’anno scorso, quando la bimba aveva ancora 4 anni, durante i giochi in SAT, ha preteso che io fossi dentro il campo accanto a lei per giocare. Non volevo entrare proprio perchè non voglio interferire e mi fido del maestro, però visto che la bimba chiamava quasi piangente mi sono permesso di entrare in campo per starle vicino beccandomi un mezzo rimprovero. A quel punto la bimba mi disse: papà voglio fare pipì ed io girandomi verso il maestro: allora che fa ci pensi tu a portarla in bagno? sorriso del maestro e finì tutto lì. Da quel giorno comunque la bimba è cresciuta, io non entro più in campo e non ho intenzione di farlo però quello che deve capire il maestro che è meglio per lui e per la mia bimba se io vengo coinvolto anche nella programmazione tecnica non per il lavoro che viene fatto in SAT ma per quello che devo fare nel mio circolo sottocasa perchè la bimba con me gioca a tennis durante la settimana più del doppio delle ore passate nella SAT stessa.
Roberto Commentucci says:
Sono tornato poco fa dal Lemon Bowl e dalla conferenza, che è riuscita molto bene. Molti genitori mi hanno fermato per ringraziarmi calorosamente dell’iniziativa. La sala (circa 60 persone) era piena anche troppo e tutti sono rimasti fino alla fine del dibattito.
Domani (spero) avrete un resoconto completo e dettagliato.
Venendo al tennis giocato: Chiara Pusceddu, la figlia di Mauro, si è beccata un ingeneroso 60 60 dalla genovese Costanza Pera, la tds n.2. Devo dire che il risultato è giusto nell’esito (la Pera è obiettivamente superiore in questo momento) ma molto ingiusto nelle proporzioni, dal momento che nel primo set, lottatissimo, molti games sono andati ai vantaggi. Come spesso capita, li ha vinti tutti la giocatrice più forte e nel secondo la Pusceddu si un po’ scorata.
La Pera, che è già tra l’1,60 e l’1 e 65 ha una buona potenza nei fondamentali e una discreta prima di servizio, si muove abbastanza bene per essere una longilinea ma a mio parere deve lavorare parecchio nel servizio, che per ora è efficace ma che in prospettiva mi potrebbe esserlo molto meno, dato il gesto poco fluido e una azione del busto insufficiente. Il diritto è davvero molto potente, anche se giocato con una apertura forse un pò troppo ampia.
Chiara poverina era reduce da uno stage da Sartori (ci ha poi spiegato papà Mauro,simpaticissimo) che le ha modificato l’apertura del diritto e il gesto di servizio. Insomma, lavori in corso. A me è piaciuta per reattività e discreta potenza, specie nel rovescio. Ha colpi compatti e corretti, con aperture contenute. ma è ancora molto acerba nello sviluppo fisico e rendeva alla sua avversaria troppi chili e centimetri per poterla davvero impensierire. Ma crescerà.
Altri match interessanti: Conferma la buona impressione Arianna Capogrosso, la ’99 ex campionessa under 10 (nonché, ci diceva oggi il padre, semifinalista l’anno scorso allo Smirkva Bowl) che dopo aver passato le qualificazioni ha battuto con un agevole 63 62 la coetanea svizzera Sina Zuger, una ragazzina mobilissima, lucida tatticamente e molto regolare, ma troppo inferiore sul piano della potenza. Il diritto di Arianna è davvero bellissimo: 30 kg di peso corporeo trasferiti tutti sulla palla. Domani match molto duro ma interessante contro la Pera.
E’ piaciuto molto anche Marco Mosciatti del Nomentano, un 97 con classifica 3.5, mancino, rovescio bimane, che ha un fisico molto rapido ed esplosivo, buona testa, colpi molto ben costruiti e anche un discreto tocco. L’unica incognita è la crescita fisica: il papà è piccolino (1,70), speriamo perché a tennis gioca bene.
L’impresa della giornata l’ha però compiuta Jacopo Berrettini, un ’98 della Corte dei Conti, allievo di Raoul Pietrangeli, che dopo aver passato le qualificazioni ha battuto oggi dopo una entusiasmante rimonta il 4.2 campano Gaetano Vallefuoco. Berrettini era sotto 36 03 poi, capendo che da fondo non sarebbe riuscito a sfondare il suo avversario (un tenace e solido regolarista, con buone doti difensive), ha finito per buttarsi a rete alla prima occasione utile, mostrando la bontà del suo repertorio tecnico. Dopo un drammatico tie break, ha finito per dominare al terzo. Berrettini è ancora molto acerbo fisicamente (crescerà parecchio di statura) ma ha colpi molto ben impostati e buona indole aggressiva. Deve lavorare molto sulla rapidità di piedi, che non sono rapidi.
andrew says:
…a proposito di Lemon Bowl “Gran Soleil International Due Gusti Due Baci Paga la Quota e poi Taci”…
ecco cosa NON ci scrive il maestro Loiacono, ma visto che l’ha postato nel sito FIT, lo prendo e lo copio:
“Ho impostato mio figlio-allievo con educazione, sportività e correttezza, badandoeinsegnare i valori dello sport e far si che in campo pensi a “giocare il tennis”.
Arrivo al Lemon Bowl 48 ore prima del match, allenamenti, riscaldamenti; entra in campo per il primo match parte 4 a 1; poi il suo avversario comincia ad usare mille espedienti: urla, racchette sbattute, imprecazioni al campo e al vento, asciugatura dell’impugnatura ad ogni servizio di mio figlio (temperatura 5°), una chiamata out di troppo con indicazione di un altro segno sul campo. Mio figlio ci casca e non riesce a sbrogliare la matassa. Perde 64 61 senza più giocare e “disarmato” da così tanta scarltrezza. Esce al primo turno. Risultato: 4 giorni a Roma, 800 euro spese e una brutta esperienza. E’ vero,non è stato in grado di “combattere” un avversario più scaltro di lui. Ma questo, è tennis? Purtroppo questi avvenimenti sono ormai troppo spesso all’ordine del giorno e io evito di intervenire dall’esterno. Ma questo. è tennis? O è diventata una giunlga?
M.o Enzo”
Roberto Commentucci says:
Andrew, la conferenza di oggi serviva esattamente a questo. A cercare di spiegare ai genitori che non conta vincere oggi con i mezzucci o pallettando,ma che serve tutt’altro per avere speranze di emergere.
Ti posso però dire che a proposito del match giocato (e perso) oggi dall’avversario di Seby Loiacono (che aveva finito per qualificarsi) ho colto di sfuggita una conversazione fra due giudici arbitri (per il main draw quasi ogni match aveva arbito di sedia): “stai attento a quello lì che ci prova…”.
Ecco, dimostrazione pitagorica che in quella maniera non si va lontano.
Se poi si pretende che in ogni match di qualificazione a livello under 12 ci sia l’arbito di sedia, mi pare francamente troppo.
Dispiace per il piccolo Seby, Loiacono, ma sono convinto che saprà rifarsi: intanto, è fra i convocati ai raduni under 12, mentre il suo avversario scorretto non lo è. Segno che anche in termini di convocazioni, certe cose pagano, altre meno.
E Enzo Loiacono, persona seria e capace, lo sa benissimo.
Atti says:
….torno su alcuni post precedenti….
Stefano G.@
DISTANZA DAL CIRCOLO ?
Essere sufficientemente vicini al circolo è fondamentale (nel ns. caso l’ex circolo era fuori provincia, a 25 Km di distanza), noi ci abbiamo provato, ma è letteralmente impossibile da gestire ogni giorno, tutto si complica, e sprechi un sacco di tempo avanti e indietro. Se poi hai 2 figlie che giocano, non ci sono alternative. Una gioca un torneo, l’altra non puo’ allenarsi e viceversa ( a meno che entrambi i genitori non si immolino alla causa… ma uno basta e avanza…). Senza contare la scuola e gli eventuali problemi lavorativi. Chi abita a 2 passi non puo’ capire il vantaggio che ha……
E quando sei costretto a prendere certe decisioni, trovi ulteriori paletti che ti “agevolano…:
- Con l’ex circolo passi dall’altare alla polvere, non ci sono ragioni… ; non entro nei particolari che è meglio….nell’ambiente il ragazzo e la famiglia sono l’anello debole della catena…
- La Fit non contempla tale situazione di disagio, presa com’è dal difendere i circoli …..e come “premio” per regolamento devi pagare pure un indennità di svincolo .
Fulvio@
pROGRAMMAZIONE TORNEI ?
Sono d’accordo sull’autonomia decisionale; per quanto mi riguarda, se il maestro gode di piena fiducia, è giusto che decida e programmi ( tornei compresi), anche se mi aspetterei da genitore, comunque, almeno una bozza di idee da condividere ad ogni inizio stagione…. Chiedo troppo ? Sono invadente ? Io credo nel dialogo Genitori\maestro…. Tutti possiamo imparare qualcosa di nuovo..se lo vogliamo …. Non mi è mai piaciuta la frase “fidatevi, che abbiamo esperienza e sappiamo bene cosa fare”…visti i risultati a livello nazionale, forse sarebbe meglio dire “ho le mie idee e spero siano quelle giuste”….. la comunicazione è fondamentale in tutto… anche nel tennis… a prescindere dall’esperienza. Solo che per comunicare..serve tempo a disposizione e voglia di ascoltare…. Quando hai tanti allievi….la faccenda …si complica un po’…. Ed il genitore è la parte…meno divertente da affrontare…. meglio bypassarla….
Quindi… semplicemente, forse eravate voi dei privilegiati (con Sara e Fabio), che avevate, vista la bravura dei vs. figli, un maestro\coach che si occupava principalmente di loro… mentre i nostri pargoli sono, per la gran parte, ancora nella media (mediocritas ?), e tocca a noi “compensare”… nella speranza (remota ?) che cio’ serva per il salto di qualità… o forse …illudendoci di essere utili alla crescita tennistica…
…Poi se arriverà….The PASSION… siamo pronti e ben lieti di farci da parte….per ora dobbiamo e vogliamo portare avanti anche il piano B (scuola)….
bogar67 says:
Questo episodio raccontato da Loiacono proprio non mi piace, bisogna allenare i propri figli ad avere la stessa freddezza di Lendl quando affrontava John Patrick McEnroe Jr ? a me capita regolarmente di giocare con un collega parteneopeo, ogni qual volta mi trovo io in vantaggio e non ci sta storia negli scambi comincia a fare la classiche sceneggiate napoletane, tirare le racchette in aria, buttarsi a terra, a dire che ha questo o quel dolore alla gamba, che quella giornata lui doveva essere da un’altra parte, (l’unica cosa che non fa però è per rispetto reciproco e lealtà è rubare i punti) poi regolarmente capita che da 5/0 aper me si passi a 7/5 per lui. Insomma nel tennis il mental serve anche a queste cose? Poi per il discorso di “ci prova” di alcuni giocatori, facendo quest’anno diversi tornei fit, uno o due elementi (gente adulta e con tanto di laurea in medicina) ha la fama tale da essere conosciuti da tutti i giudici arbitri. La cosa poi che mette in difficoltà non è solo quella di chiamare le palle che sono dentro fuori ma di facendo venire i dubbi anche a te e di sentirti in colpa perchè gli hai chiamato la palla fuori. Classico: ma sei sicuro? a me sembrava dentro, va beh.
stefano grazia says:
@Fulvio & Giorgio: quoto in pieno Atti ( Non mi è mai piaciuta la frase “fidatevi, che abbiamo esperienza e sappiamo bene cosa fare”…visti i risultati a livello nazionale, forse sarebbe meglio dire “ho le mie idee e spero siano quelle giuste”….. la comunicazione è fondamentale in tutto… anche nel tennis… a prescindere dall’esperienza. Solo che per comunicare..serve tempo a disposizione e voglia di ascoltare…. Quando hai tanti allievi….la faccenda …si complica un po’…. Ed il genitore è la parte…meno divertente da affrontare…. meglio bypassarla….) e aggiungo anzi che semmai noi ogni tanto abbiamo perfino criticato l’autarchia di archipedro (chiamato da me ogni tanto appunto autarchipedro) ANCHE se ovviamente bisogna considerare che Mati ha solo 8 anni e quindi in pratica non ha ancora nemmeno cominciato. Qui nessuno vuole interferire col Caperchi o Carlos Rodriguez della situazione ma tutti vogliono essere coinvolti e messi al corrente e possibilmente anche dare una mano. Tutti infine vogliono mantenere il diritto-dovere di cambiare rotta qualora si verifichino certe situazioni (ovviamente ci sono Genitori e Genitori e Coaches e Coaches e blah blah blah).
ENZO LOIACONO: bè, non è che sia diventata una jungla, lo è sempre stata,dai (People do not get it: it’s a jungle out there! lo diceva Jimmy Connors 50 anni fa). Certamente concordo in pieno che vincere una partita coi mezzucci o soprattutto fregando prima di tutto è da stigmatizzare e non porterà a nulla ma,se siamo onesti con noi stessi, anche perderla: cioè quando si perde, si perde.Non si trovano scuse, non si accusa il destino cinico baro, la sfortuna, l’avversario canaglia …Si impara la lezione e la prossima volta (e ce ne saranno tante) o si è superiori all’avversario e gli si da 61 61 o si impara a mantenere la concentrazione.Period.
Ora se a qualcuno è parso che io in passato abbia voluto incoraggiare in mio figlio certi atteggiamenti, devo ribadire per l’ennesima volta che si sbaglia: mio figlio tuttora sente spesso salire dentro di sè la rabbia quando non riesce ad essere…perfetto e allora comincia la sarabanda di racchette e vaffa che volano e blah blah blah…Tutto il nostro lavoro, di Genitori e di Coaches, è ormai volto a cercare di migliorare questo aspetto del carattere e anche se incredibili miglioramenti sono stati ottenuti (le racchette non volano più da tre quattro mesi) è anche vero che resta molto da fare. Ma io mantengo la mia idea, che ricordo era supportata anche dallo stesso Lo Iacono, che un po’ bastardi dentro (per usare le sue stesse, di Lo Iacono,parole) lo devi essere, ovviamente nel senso di cattiveria agonistica, di ‘go for the kill’, di scarsa pietas o empatia, di ‘la tecnica la se aprende los cojones se tengan’, scusate il mio spagnolo approssimativo, come disse a ClaudioTn quel Coach alle Azzorre … Io non c’ero al match di Sebi ma se ci fosse stato qualcosa di storto, Sebi avrebbe dovuto andare a chiamare l’arbitro… Se tutta la vicenda si riduce a un punto rubato (e non abbiamo la prova della malafede) e al comportamento da invasato, bè, mi sembra poco elegante lamentarsi dell’avversario quando invece bisognerebbe guardarsi dentro e chiedersi: ma scusa un po’, se quello tirava madonne e racchette vuol dire che era incazzato nero…Buona cosa per me, continua a fare quello che stai facendo…mandalo in tilt…fallo schizzare di brutto…
Ripeto, se è vero che per ogni due partite c’era quasi un arbitro a girare, non dovrebbe essere stato difficile chiamarne uno e farlo restare in zona (questo è quello che succede nei tornei in america dove tra l’altro le superfici sono spesso in cemento e le palline non lasciano i segni e quindi le chiamate dubbie, in buona o cattiva fede, sono all’ordine del giorno…). Ora io non ho dubbi,conoscendo attraverso i suoi scritti, che il buono fosse il Piccolo Seby, ma quello che voglio sottolineare è che l’agonismo è anche questo, avere il carattere per superare queste situazioni, non solo, ma anche avere l’onestà e il buon gusto di non trovare scuse nelle sconfitte: quando hai perso, hai perso. Next Tournament, move on.
Del resto: “Who are you?” “We are the good guys”, in Lost lo dicono un po’ tutti… Anche l’avversario di Seby è un bambino di 12 anni…Siamo poi sicuri che sia davvero uno dei bad guys? O semplicemente un’altra piccola canaglia a cui indicare la retta via?
stefano grazia says:
Ted, che mi dici della Pera confrontata alle ragazzine terribili (nel senso di terrific) viste all’Eddie Herr? E Mosciatti come lo collochi rispetto a Kozlov e Hong? Sei forse l’unico che potrebbe darci qualcue ragguaglio…
Ma il Lemon Bowl è U12 98-99 o ancora col 97?
Max, alla luce dell’ingenerosa ma brutale sconfitta subita da Chiaretta, come rivedi il tuo pronostico di ieri? Mi era sembrato di capire che tu non solo ti auspicassi un buon risultato da Chiara ma anche che non escludessi la sorpresa …
Mauro, come l’ha presa Chiara? E’ già rimbalzata in piedi o questa è una sconfitta che brucerà per un po’ di tempo (e secondo me guai se non lo facesse…l’importante è vedere come uno reagisce negli allenamenti a partire dalla settimana successiva…). E onestamente, dal livello delle altre, pensi che sia stato solo un sorteggio sfortunato, che avrebbe potuto,in un’altro lato del tabellone, fare 3-4 turni? Sei stato di nuovo a Caldaro a Dicembre?
Nicholas di stese così brutali (andando in campo sicuro di vincere e rimediando invece un 61 61) ne ha già prese parecchie in diversi momenti chiave della sua minicarriera e onestamente non riesco a capire se questo gli abbia creato “il dubbio” andando a minare la sua fiducia in se stesso e sulla sua predestinazione alle ‘Egregie Cose’ o se stia attuando la politica dello struzzo… Da un lato non l’ho visto tuffarsi negli allenamenti con un NUOVO sacro spirito ma dall’altro non posso nemmeno dire che non si stia impegnando (è vero che forse bisognerebbe lasciarli da soli e vedere cosa fanno loro e invece in pratica sono col pilota automatico…Noi li portiamo al campo,le giornate sono già state tutte dettate, scritte, programmate… Comunque, ricordo sempre quel che mi ha detto Chiara: Se vinco Papà mi daun bacetto, se perdo…due bacetti!
Dagliene uno anche da parte nostra e via si ricomincia (Ma era di diritto nel Main Draw o ci è arrivata dalle Quali?)
Giorgio Errani says:
@ Atti, Stefano e tutti
non posso parlare per Fulvio/Fabio, ma Sara era sicuramente – all’epoca – nella stessa mediocrità in cui sono i vostri figli… cioè nella situazione in cui tutto può succedere, il problema è che sono loro a doverlo far succedere, non noi… il nostro aiuto deve essere elargito con un certo distacco
è vero che non bisogna fidarsi (non fatelo!) ciecamente degli addetti ai lavori in Italia (vista la situazione e visti i risultati) ma non bisogna neppure esagerare dall’altra parte, per evitare:
a.) di creare aspettative esagerate
b.) di sentirsi dire “… beh, se vuoi fare tutto tu… arrangiati!”
io sentivo, intuivo (o forse speravo) che Sara potesse avere dentro qualcosa che (solo ed esclusivamente se supportato – come per tutti – da una buona dose di fortuna) avrebbe potuto portare a qualche risultato, ma mi limitavo a controllare le ca$$ate (degli altri) più grandi e più evidenti, non le virgole ed i punti e virgola
è vero che poi abbiamo deciso di cambiare posto (anzi, Nazione) forse anche per evitare un’ingerenza che sarebbe sicuramente divenuta eccessiva
sicuramente abbiamo commesso degli errori, ma io credo che – nella vita come nello sport – sia meglio avere rimpianti che rimorsi
la vita è la loro, ed il nostro aiuto e controllo non deve trascendere certi limiti; credo che l’equilibrio sia la prerogativa più importante del genitore – e Dio sa quant’è difficile, almeno per me – altrimenti si diventa tifosi (nell’accezione peggiore del termine) sulla pelle dei nostri figli, per il nostro piacere e non per il loro
si comincia con i migliori propositi, e si finisce (spesso) per creare qualcosa di cui ci si vuole vantare, ma che non appartiene all’attore (rileggetevi il post di Fulvio, in cui riporta le notti insonni a domandarsi se quello che stavano facendo per Fabio era veramente quello che Fabio voleva…)
io non posso vantarmi di avere una figlia tennista, non ho meriti… se non quello di avere cercato di fare il genitore, mantenendo l’equilibrio e cercando di farla guidare (non senza rischi)
la domanda che vorrei fare a tutti voi (ma non rispondete a me, rispondete a voi stessi davanti allo specchio la mattina) è: quanto potere decisionale ha vostro figlio/a in questa storia ??…
Giorgio Errani says:
@ andrew post 32
scelta del tutto condivisibile (fermo restando quanto detto nel post precedente)
stefano grazia says:
TRE MESSAGGI ANDATI IN SPAM???
andrew says:
Va bene a tutti il week-end 23-24 gennaio 2010 per sessione di atletica con Archipedro e 1° Trofeo Vaffantennis “Prendi le chiappe e portale su un campo da tennis (pubblico)”?
In caso di folta partecipazione, verranno requisiti i campi di ClaudioTN che ne ha 3 coperti.
Accorrete numerosi e portate Oro, Incenso e Mirra (specialmente Oro)…
stefano grazia says:
Niente, c’è un messaggio che mi viene rifiutato, va automaticamente in Spam. ho provato 4 volte, forse è un segnale divino ma…insisto…Redazione, provate a recuperarlo…
Andrew, verrei ma non posso…E avrei portato se non oro e incenso, almeno la Birra…
stefano grazia says:
RIPROVO, CHI LA DURA LA VINCE:
Dalla Conferenza organizzata da Roberto al Lemon Bowl: [Come ha affermato Francesco Elia, “la corretta interpretazione del proprio ruolo da parte del genitore è un requisito importante quanto il talento tecnico e fisico.“]
Il punto è tutto lì: si è sempre avuta l’impressione,almeno fino a un recentissimo passato, che l’80-85% dei Maestri & Coaches Italiani intendesse come corretta interpretazione del proprio ruolo che i Genitori stessero fuori dalle palle. Ora è chiaro che non tutti sono così e che le cose sono forse anche cambiate ma se a te capita uno di quegli 85% dei Coaches cosa dovevi fare?Stare tranquillo per non farti accusare di essere il solito Dokic di turno? Ovvio, c’è anche una buona percentuale di Genitori che pur non apendo un acca di tennis o di sport in generale e nemmeno di educazione, fanno cose che voi umani nemmeno potete immaginare ma qui si trascende appunto sul piano del saper vivere civile, non stiamo nemmeno a parlarne…Qui, a parte il mio primo j’accuse che se non fate i bravi andrò a ripubblicare (così imparate) in risposta a un “ma cosa vogliono questi genitori?” postato dal pur ottimo Maestro Carlo Polidori, il più aggressivo e apparentemente intollerante e indisponente sembrerebbe proprio il nostro Hulk che peraltro,sembrerebbe incredibile talvolta a leggerlo, fa dell’Educazione Integerrima un caposaldo del suo percorso: bene, eppure proprio Mad Max si affida TOTALMENTE ai suoi guru di turno tanto che a volte secondo me (e come ha fatto notare una volta anche Roberto) senza se e senza ma fa proprie alcune loro estrapolazioni che invece richiederebbero il beneficio della critica o almeno del dubbio. Cioè come spiegavo una volta al suo perfetto identico opposto, PP Renella, che si ostinava a dire che Jaramillo era un miglior Coach di Chip Brooks perchè l’aveva detto XY. E io a spiegargli che poteva anche essere vero ma non perchè lo aveva detto XY: quella era la verità di XY. Period. Non so se riesco a rendere il concetto. Ma ritornando a bomba: non vedo dove siano tutte queste ingerenze di cui voi, giustamente forse, vi preoccupate: noi ci limitiamo semplicemente ad arrogarci il diritto di non metterci a 90 gradi solo per il fatto che di fronte a noi c’è un perfetto sconosciuto con tanto di targa di Maestro o Preparatore FIT, USTA,Aussie, Spanish o Bingo Bongo. E anche di fronte al Guru, bisogna partire dal postulato che il Guru come l’Amore è una cosa meravigliosa ma anche relativa. E last but not least, siccome abbiam capito che prima di tutto è un business e che ‘ars non dat panem’, cerchiamo di capire nei primi 20′ (figura metaforica) chi sia il famoso pollo al tavolo da gioco.
E poi, proprio voi, Fulvio e Giorgio, che a un certo punto avete mandato i figli all’estero…è chiaro che queste cose non ve le hanno consigliate gli Allenatori Federali… QUINDI, quello che si vuole stabilire qui è il concetto cardine fondamentale: che il Genitore, che non sia uno screanzato idiota maleducato puzzolente pezzo di caccola e stupratore di vecchiette, abbia l’AUTONOMIA di pensiero e di giudizio anche nei confronti di un Coach. Dipende dall’intelligenza sportiva e non del Genitore identicare prima di tutto il o i Coaches ideali e poi stabilire con loro una relazione proficua ALMENO FINO A CHE I PROPRI FIGLI NON ABBIANO DAVVERO SVILUPPATO LORO UNA PROPRIA AUTONOMIA DI GIUDIZIO E PENSIERO (leggasi: maturità). Il potere decisionale del proprio figlio è un’arma a doppio aglio: un bambino di 8-9 anni può rifiutare un coach per capriccio…E allora, come la mettiamo? Insomma, dipende dall’intelligenza e maturità delle 3 parti in causa lo sviluppo di una relazione proficua. Faccio un esempio: nel gruppo di nicholas vi sono due Head coaches: uno è Greg Hill, former coach di Vince Spadea, e laltro è Stephen Koons, un australiano diorigini asiatiche venuto quest’anno da Singapore dove, dice lui, faceva molti più soldi che a Bradenton ma il suo sogno è allenare DAVVERO ed allora eccolo qui. Il suo approccio è stato molto critico nei confronti dei sistemi dell’Academy e pur essendo stato messo nel gruppo di Nicholas forse proprio per Nicholas, a sviluppato una relazione molto difficile con Nicholas e poi anche con mia moglie che gli rimprovera un atteggiamento negativo, indisponente, poco propenso al dialogo e una certa antipatia di fondo, mai nascosta, nei confronti proprio di Nicholas che ai suoi occhi rappresenta la tipologia HEWITT che lui aborre a favore di una tipologia di giocatore più alla CHANG, da vero orientale (sto parlando del carattere, non del gioco). E infatti le sue simpatie vanno a due iocatori del gruppo di Nicholas,un indiano e uno di Ceylon, che sono considerati da lui ‘due bravi bimbi’ mentre gli altri, incluso Nicholas, sono una banda di zucconi, maleducati, arroganti, spocchiosi, e tutta questa serie di cose. Certo, a Nicholas riconosce il talento ma trova difficile lavorare con lui e gli avrebbe anche detto che a lui non dice più nulla perchè poi a parlare con tua madre mi viene il mal di testa per due giorni’.(Il motivo del disagreement non è chiaro ma probabilmente dipende dal fatto che mia moglie si era lamentata della carenza di attenzione individuale e dalla sua, nostra, pretesa di essere coinvolti…Non di interferire, ma di instaurare un dialogo, di avere un feed back…E forse dal timore che noi lamentandoci con Chip Brooks gli facessimo perdere il posto, non so…)Bene, a proposito di maturità: Nicholas ha sempre sostenuto che Koons è bravo, è molto bravo. Non si è aggrappato a una scusa, non è che abbia mai detto: siccome io non gli piaccio, Koons è uno stronzo inetto incapace.Ora il prossimo passo sarà: ok, io non gli piaccio, cerchiamo di piacergli oppure cerchiamo di assorbire quello che mi può dare, di trarre il massimo da lui e poi se non si ferma a parlare con me dopo l’allenamento chissenefrega… E questo è il nostro approccio alla situazione: noi abbiamo sempre detto: Koons è bravo, bravissimo ma i due insieme NON funzionano… Chi è che deve o può cambiare l’approccio? Il più grande, il Coach, o il bambino di 12 anni? Certo, il bambino di 12 anni deve comportarsi bene ma deve anche ricevere gratificazioni…Noi non siamo intervenuti chiedendo la rimozione di un Coach o lospostamento di Nicholas ad un altro gruppo: abbiamo solo provato a ragionare col Coach…A Nicholas abbiamo solo detto: cerca di trarre il massimo PER TE da quello che i può insegnare…Fregatene se non gli piaci, cerca semmai di fargli cambiare idea …
MA COME VEDETE (e come diceva Max) QUI SI TRATTA DI BAMBINI…diverso sarà il discorso quando bambini non lo saranno più e cominceranno ad essere RAGAZZI …
stefano grazia says:
Qualcuno mi spieghi perchè mi compaiono TUTTI i POST che scrivo tranne quello di cui mi lamento che non è arrivato…ci ho provato 5 volte…cambiando l’inizio, camuffandolo astutamente,abbellendo l’incipit…nada.
andrew says:
togli le parolacce, c’è l’anti-volgarità automatico…
bogar67 says:
@Roberto Commentucci nella categoria under 10 maschile ieri due ragazzini sardi amici tra di loro ma giocando per due circoli diversi si sono affrontati ed uno ha avuto la meglio sull’altro. Non pensi che sarebbe stato meglio quando si fanno i tabelloni guardare anche la provenienza dei ragazzini e fare un pò come succede nella champions league dove le italiane non si incontrano se non in fondo alla competizione?. Sinceramente andare a fare un torneo internazionale giovanile, spendere soldi tra aereo, alloggio etc etc e ritrovare mio figlio al primo turno con il compagno di allenamento mi darebbe un fastidio immenso a prescindere dalla vittoria o meno.
Madmax says:
@Stefano…
Intando diciamo che avevo premesso che tutto sarebbe potuto accadere se Chiara fosse migliorata come successe dalla prima vota che la vidi a questa estate (e cioè tantissimo), in più dipende come è andata la partita… Sia Mauro che Roberto hanno detto che è stata combattuta perciò anche se il punteggio sembra netto è tutto vedere..
L’esempio calzante (o quasi nel senso che comunque ha vinto) è propio di stamattina.. Alessia giocava il secondo turno del “Saranno Famosi” under 14 di Giussano, un under quasi 16 perchè sono ammesse le ’95 visto che si gioca ancora con le annate del 2009.. Già nel palleggio ma comunque dopo pochi scambi si vedeva la netta differenza tra le due eppure una partita da vincere in 40 minuti 62 61 è terminata dopo due ore 75 76 salvando nel secondo ben quattro set point.. Per me che erò lì è stato un incubo perchè talmente ampio era il divario che non mi capacitavo del fatto che mia figlia nel primo set sia stata sotto prima 03 e poi 14 mentre nel secondo dopo aver pensato che a quel punto si fosse sciolta, me ne dava prima l’impressione andando sopra 41 e 52 (con due palle del 51) dopo di che una volta fattasi raggiungere sul 6 pari è andata sotto 36 nel tiebreak ma non contenta prima di chiuderlo 11-9 è riuscita anche a buttare via letteralmente due o tre match point..
Quindi tutto è relativo e oltretutto mi è sembrata molto strana (anche se poi Mauro mi spiegava che il suo circolo aveva organizzato la trasferta e non poteva non andare) la decisione di andare a giocare in un momento che si è deciso di apportare delle modifiche a colpi fondamentali come il dritto ed il servizio..
Oltretutto la Pera è una che non gioca male (è una delle prime d’Italia in fatto di risultati) ma soprattutto è una molto aggressiva e sicura di se per cui in questo momento è troppo avvantaggiata rispetto alle altre e spesso vince già prima di scendere in campo nel senso che se non sei in grado di aggredirla poi diventa dura arginarla anche a livello mentale e perpoterlo farlo devi essere perfettamente sicura dei tuoi colpi…
@Andrew..
Mi spieghi per favore come sarà organ izzato il raduno?
@Giorgio..
Ti rispoondo subito..
Mia figlia è assolutamente libera di decidere se vuole giocare o meno ed è altrettanto libera di decidere il tipo di approccio al tennis, nel senso che se volesse farlo in modo ludico potrebbe benissimo farlo così come può continuare a farlo in modo serio..
Nel momento in cui però decide di farlo in modo serio, allora si fa come dico io!! Perchè? Semplicissimo perchè da noi purtroppo nessuno ha la più pallida idea di come si faccia a prendere un atleta a 7/8 anni e portarlo in vetta alle classifiche mondiali (quello che più si è avvicinato è Sartori con Seppi che però è ben lungi dall’essere in vetta alle classifiche) e come se non bastasse queste persone che ignorano il percorso atto a raggiungere l’obbiettivo vogliono essere pagate profumatamente (di conseguenza a quale titolo non si sa) ed essere anche le uniche a poter parlare e decidere..
A mio avviso questo è surreale e inammissibile oltre che in qualsisasi altro settore non sarebbe nemmeno considerata una possibilità esistente….
Archipedro says:
Era da tempo che non giocavamo da schifo come questa mattina… direi che il 2010 è iniziato splendidamente! Da oggi non potremo che migliorare…
Andrew, per la “sessione di atletica con Archipedro” ci sarò volentieri anch’io…
Per il 1° Trofeo Vaffantennis “Prendi le chiappe e portale su un campo da tennis” Mati s’è reso orora disponibile come “squadra materasso”…
Procura di dirci dov’è il ponte sotto il quale dormiremo il 23 notte…
stefano grazia says:
Sono andato a ricontrollare se mi era sfuggita una parolaccia in automatico (c’era ma era autocelebrativa…!), cancello e riprovo:
Dalla Conferenza organizzata da Roberto al Lemon Bowl: [Come ha affermato Francesco Elia, “la corretta interpretazione del proprio ruolo da parte del genitore è un requisito importante quanto il talento tecnico e fisico.“]
Il punto è tutto lì: si è sempre avuta l’impressione,almeno fino a un recentissimo passato, che l’80-85% dei Maestri & Coaches Italiani intendesse come corretta interpretazione del proprio ruolo che i Genitori stessero fuori dalle palle. Ora è chiaro che non tutti sono così e che le cose sono forse anche cambiate ma se a te capita uno di quegli 85% dei Coaches cosa dovevi fare?Stare tranquillo per non farti accusare di essere il solito Dokic di turno? Ovvio, c’è anche una buona percentuale di Genitori che pur non apendo un acca di tennis o di sport in generale e nemmeno di educazione, fanno cose che voi umani nemmeno potete immaginare ma qui si trascende appunto sul piano del saper vivere civile, non stiamo nemmeno a parlarne…Qui, a parte il mio primo j’accuse che se non fate i bravi andrò a ripubblicare (così imparate) in risposta a un “ma cosa vogliono questi genitori?” postato dal pur ottimo Maestro Carlo Polidori, il più aggressivo e apparentemente intollerante e indisponente sembrerebbe proprio il nostro Hulk che peraltro,sembrerebbe incredibile talvolta a leggerlo, fa dell’Educazione Integerrima un caposaldo del suo percorso: bene, eppure proprio Mad Max si affida TOTALMENTE ai suoi guru di turno tanto che a volte secondo me (e come ha fatto notare una volta anche Roberto) senza se e senza ma fa proprie alcune loro estrapolazioni che invece richiederebbero il beneficio della critica o almeno del dubbio. Cioè come spiegavo una volta al suo perfetto identico opposto, PP Renella, che si ostinava a dire che Jaramillo era un miglior Coach di Chip Brooks perchè l’aveva detto XY. E io a spiegargli che poteva anche essere vero ma non perchè lo aveva detto XY: quella era la verità di XY. Period. Non so se riesco a rendere il concetto. Ma ritornando a bomba: non vedo dove siano tutte queste ingerenze di cui voi, giustamente forse, vi preoccupate: noi ci limitiamo semplicemente ad arrogarci il diritto di non metterci a 90 gradi solo per il fatto che di fronte a noi c’è un perfetto sconosciuto con tanto di targa di Maestro o Preparatore FIT, USTA,Aussie, Spanish o Bingo Bongo. E anche di fronte al Guru, bisogna partire dal postulato che il Guru come l’Amore è una cosa meravigliosa ma anche relativa. E last but not least, siccome abbiam capito che prima di tutto è un business e che ‘ars non dat panem’, cerchiamo di capire nei primi 20′ (figura metaforica) chi sia il famoso pollo al tavolo da gioco.
E poi, proprio voi, Fulvio e Giorgio, che a un certo punto avete mandato i figli all’estero…è chiaro che queste cose non ve le hanno consigliate gli Allenatori Federali… QUINDI, quello che si vuole stabilire qui è il concetto cardine fondamentale: che il Genitore, che non sia uno screanzato idiota maleducato puzzolente pezzo di caccola e stupratore di vecchiette, abbia l’AUTONOMIA di pensiero e di giudizio anche nei confronti di un Coach. Dipende dall’intelligenza sportiva e non del Genitore identicare prima di tutto il o i Coaches ideali e poi stabilire con loro una relazione proficua ALMENO FINO A CHE I PROPRI FIGLI NON ABBIANO DAVVERO SVILUPPATO LORO UNA PROPRIA AUTONOMIA DI GIUDIZIO E PENSIERO (leggasi: maturità). Il potere decisionale del proprio figlio è un’arma a doppio aglio: un bambino di 8-9 anni può rifiutare un coach per capriccio…E allora, come la mettiamo? Insomma, dipende dall’intelligenza e maturità delle 3 parti in causa lo sviluppo di una relazione proficua. Faccio un esempio: nel gruppo di nicholas vi sono due Head coaches: uno è Greg Hill, former coach di Vince Spadea, e laltro è Stephen Koons, un australiano diorigini asiatiche venuto quest’anno da Singapore dove, dice lui, faceva molti più soldi che a Bradenton ma il suo sogno è allenare DAVVERO ed allora eccolo qui. Il suo approccio è stato molto critico nei confronti dei sistemi dell’Academy e pur essendo stato messo nel gruppo di Nicholas forse proprio per Nicholas, a sviluppato una relazione molto difficile con Nicholas e poi anche con mia moglie che gli rimprovera un atteggiamento negativo, indisponente, poco propenso al dialogo e una certa antipatia di fondo, mai nascosta, nei confronti proprio di Nicholas che ai suoi occhi rappresenta la tipologia HEWITT che lui aborre a favore di una tipologia di giocatore più alla CHANG, da vero orientale (sto parlando del carattere, non del gioco). E infatti le sue simpatie vanno a due iocatori del gruppo di Nicholas,un indiano e uno di Ceylon, che sono considerati da lui ‘due bravi bimbi’ mentre gli altri, incluso Nicholas, sono una banda di zucconi, maleducati, arroganti, spocchiosi, e tutta questa serie di cose. Certo, a Nicholas riconosce il talento ma trova difficile lavorare con lui e gli avrebbe anche detto che a lui non dice più nulla perchè poi a parlare con tua madre mi viene il mal di testa per due giorni’.(Il motivo del disagreement non è chiaro ma probabilmente dipende dal fatto che mia moglie si era lamentata della carenza di attenzione individuale e dalla sua, nostra, pretesa di essere coinvolti…Non di interferire, ma di instaurare un dialogo, di avere un feed back…E forse dal timore che noi lamentandoci con Chip Brooks gli facessimo perdere il posto, non so…)Bene, a proposito di maturità: Nicholas ha sempre sostenuto che Koons è bravo, è molto bravo. Non si è aggrappato a una scusa, non è che abbia mai detto: siccome io non gli piaccio, Koons è un St%&*!inetto incapace.Ora il prossimo passo sarà: ok, io non gli piaccio, cerchiamo di piacergli oppure cerchiamo di assorbire quello che mi può dare, di trarre il massimo da lui e poi se non si ferma a parlare con me dopo l’allenamento chissenefrega… E questo sarebbe eventualmente il nostro approccio alla situazione: noi abbiamo sempre detto: Koons è bravo, bravissimo ma i due insieme NON funzionano…Non è colpa di nessuno ma se continua così cosa dobbiamo fare? Aspettare che la nave affondi e poi cominciare a nuotare? Tra l’altro non stiamo parlando di Coaches scelti da noi ma di coaches assegnati quasi a caso anche se, ripeto, Chip brooks mi diceva che Koons era lì proprio per Nicholas…Sagna a post, mi son detto fra me e me… Il bello è che in 3 settimane Koons NON è venuto a dirmi una parola mentre io ho dialogato tranquillamente con Greg Hill… Sicuramente la sua scelta (o paura? Sisarà detto: se la madre è una tale spaccamaroni chissà il padre…) di evitarmi non ha segnato punti a suo favore ma al tempo stesso (e vi assicuro: mia moglie NON è una spaccamaroni, vuole solo avere-dare un feedback e infatti ha suscitato grande impressione ail meeting IPI coi Preparatori IPI venuti col coltello tra i denti e usciti con la coda tra le zampe) io ho sempre detto a chi mi chiedeva com era Koons : Non lo so, ma mia moglie e mio figlio dicono che sia molto bravo… Peccato non gli piaccia mio figlio. Di chi è la colpa? Ovviamente di mio figlio. Ma al tempo stesso dentro di me mi chiedo: Chi è che deve o può cambiare l’approccio? Il più grande, il Coach, o il bambino di 12 anni? Certo, il bambino di 12 anni deve comportarsi bene ma deve anche ricevere gratificazioni, non che tutto quello che fa è crap … Noi non siamo intervenuti chiedendo la rimozione di un Coach o lo spostamento di Nicholas ad un altro gruppo: abbiamo solo provato a ragionare col Coach…A Nicholas abbiamo solo detto: cerca di trarre il massimo PER TE da quello che i può insegnare…Fregatene se non gli piaci, cerca semmai di fargli cambiare idea …
MA COME VEDETE (e come diceva Max) QUI SI TRATTA DI BAMBINI…diverso sarà il discorso quando bambini non lo saranno più e cominceranno ad essere RAGAZZI …
andrew says:
@ Madmax… ah, devo organizzare io?
@ Archipedro…ah, vieni anche tu?
A parte gli scherzi (scherzi?), al momento ho lanciato SOLO UNA DATA possibile, ossia un week-end nel quale sono libero, Archipedro è libero e il CCV è libero.
L’idea è di fare un raduno con torneo interno e sessioni di atletica condotte da Archipedro.
La possibilità di fare una due giorni completa è principalmente per invogliare chi volesse venire da fuori e per un giorno magari non si muove.
Fermo restando il programma base (raduno+palleggi+torneo+atletica), una settimana prima verrà effettuato un taglio in base al numero di partecipanti previsti. Chiaramente chi vuole partecipare solo un giorno è libero di farlo.
Madmax: invita la Sartori e la MariaGrazia (insieme alla sorella Foppa)
stefano grazia says:
NIENTE!!!! Anche dopo le correzioni (messi un paio di beep a parole che comunque non erano offese) il mio post non viene accettato…Richiedo l’intervento della Redazione!
andrew says:
ps. Posso ospitare anche non in casa mia…
stefano grazia says:
Non ci crederete ma anche dopo aver corretto un paio di %*%&! comunque non rivolti a nessuno ma semplicemente del tipo non devi fare lo … ma essere bravo bello e buono, il post mi è stato rifiutato…
Max, quanti anni aveval’avversaria di tua figlia? Il fatto è che vincere con gli inferiori è il primo segno di maturità…portare a casa la partita comunque è il primo segno di un salto d qualità: ci sono 5 gg all’anno in cui vinci con chiunque, 5 gg all’anno in cui perdi da chiunque ma sono gli altri 355 gg all’anno che ti definiscono come giocatore… Quindi starei tranquillo…Oh, ma tua figlia gioca tornei tutti i giorni, più che da Bollettieri… E poi fate comunque le tre ore di allenamento quotidiano?
stefano grazia says:
sorry, ritiro tutto…e il post,come vedete, non era nemmeno un granchè…grazie comunque alla redazione
stefano grazia says:
Il fatto è che sto aspettando che mio figlio finisca il suo homework quotidiano (deve scrivere un essay su un eroe, il significato del termine, la differenza fra hero e idol, elaborare il concetto di hero with no name, sceglierne poi uno (dopo lunga e tormentata scelta fra Biko e Mandela, si è lasciato suggestionare da Salvo D’Acquisto che in effetti rappresenta la quintessenza dell’eroismo…) e mi sto annoiando in attesa di portarlo al club…
Archipedro says:
Andrew, scherzi (scherzi?) a parte, non sono Buzzelli o Catizone, e non so quanto senso abbia che tu mi proponga quale conduttore di sessioni d’atletica in un contesto che non sia dedicato al tuo Alessandro, ed a pochi altri. Comunque, se vogliamo che possa anche sembrare una cosa seria… bisognerà avere la disponibilità d’una idonea struttura… palestra con gradonate, o campo d’atletica che sia…
Lo sapete che sono una pigna-nel-cxxx di furlano serioso… e mi date solo poche ore per convincere dei futuri tennisti “slow motion” da terra rossa che esiste anche l’erba, ed il ghiaccio, e la tundra siberiana… il freddo, la fame, la sofferenza, e gli allenatori che mangiano i bambini o li lanciano, se sazi, dalla rupe Tarpea…
andrew says:
Archipedro,
avrai la palestra con gradinate, se piove…o il campo di atletica se non piove…
tranquillo, saremo in pochi…
Madmax says:
@Stefano..
L’avversaria era una 4.2 del ’95, ma di quelle scarse e se avesse giocato come la settimana scorsa avrebbe vinto in un amen..
Per quanto riguarda i tornei, ha giocato tre rodei, un quarta categoria e questo che sta giocando ora nell’arco di due mesi..
Il programma prevede che di rodeo ne debba giocare due/tre (dipende se gioca solo la domenica o anche il sabato) al mese, mentre di tornei della durata settimanale uno o due a seconda dei risultati nel senso che più vince e meno gioca…..
Poi ovviamente si decide man mano a seconda di come la vediamo ed anche sentendo cosa dice lei.. Ad esempio lei ora mi chiede di giocare e perciò se posso la accontento, certo però che se ripete un’altra partita come quella oggi per almeno tre settimane la farò solo lavorare anche perchè in questo momento c’è qui mio figlio grande che dopo un anno ha ripreso ad allenarsi e basta la sua presenza perchè Alessia ci dia dentro come una forsennata per farsi bella davanti al fratello…
Per quanto riguarda invece la partita di stamattina mi sono arrabbiato soprattutto perchè è troppo attaccata al risultato e perciò se le cose non vanno secondo i suoi piani si irrigidisce e dimentica completamente i compiti da eseguire e mandando tutto il lavoro a remengo..
Giorgio Errani says:
@ stefano (post 54 o 60)
vorrei provocare un po’…
il potere decisionale del proprio figlio è un’arma a doppio taglio, sono d’accordo.
quindi come la mettiamo ?? chi decide cosa ??
Nicholas dice che Koons è bravo
i genitori dicono che Koons è bravo, ma lui e Nicholas non funzionano insieme…
quindi che si fa ?? decide Nicholas ?? decidono i genitori ??
e se Nicholas dicesse che Koons non gli piace ?? che si fa ?? chi decide cosa ?? diciamo che è un capriccio e decidiamo noi ?? e se avesse ragione lui ?? lo costringeremmo ad allenarsi con qualcuno che non gli piace, per il suo bene ??
sto volutamente incasinando le cose, perché voglio dire che è difficilissimo (o almeno lo era per me) mantenere il giusto equilibrio ed in più lasciare una certa autonomia decisionale (secondo me indispensabile) al proprio figlio, tanto più se si ha la fortuna di avere per interlocutore un figlio con delle idee ben precise in testa… come avevo io!
se il figlio dice bianco ed il genitore nero, che facciamo ?? tiriamo fuori il discorso dell’immaturità e ci trinceriamo dietro al classico “deciderai quando sarai maggiorenne” ?? cerchiamo comunque di convincerlo a venire dalla nostra parte con il ragionamento ?? e se avesse ragione lui ?? accetteremmo di avere torto o negheremmo l’evidenza ?? e se questo implicasse un errore da fare per qualche tempo ??
tutto questo per dire che – secondo me – bisogna andare con i piedi di piombo con l’ingerenza, perché i figli la sentono più di quanto noi pensiamo.
inoltre esiste già, in quanto genitori e figli, un’ingerenza impossibile da eliminare e difficilmente gestibile insita nel rapporto stesso, per cui il figlio – a volte – può NON dire quello che pensa per compiacere il genitore.
siamo sempre e comunque in grado di capire e gestire questo ??
non voglio criticare, sia ben chiaro, ma solo farvi riflettere su quelli che erano i miei dubbi e le mie perplessità (che intuisco essere simili a quelle che aveva Fulvio), il tutto all’interno della situazione sportiva da tenere sotto controllo…
ecco perché, se il mestiere più difficile al mondo è quello del genitore, Fulvio dice che ancora più difficile è il mestiere di genitore di un figlio tennista…
Mauro g&f says:
Ciao a tutti, siamo alla frutta (battutaccia…..). Vorrei ringraziare innanzitutto Roberto per essere venuto a vedere mia figlia e poi anche per il giudizio a mio parere condivisibile che ha dato del match, vorrei poi scusarmi nuovamente con lui per non essere potuto rimanere alla conferenza poiché eravamo veramente stanchi e desiderosi di rientrare a casa il prima possibile.
Si Stefano, eravamo a Caldaro dal 26 sino al 31 dicembre (ma non li leggi i miei post?), per rispondere alle altre domande, sicuramente dentro di se era molto amareggiata, ma era anche preparata da me sul fatto che modifiche tecniche così recenti avrebbero causato qualche problema in partita ma che era assolutamente necessario che effettuasse i movimenti come corretti dall’equipe di Sartori. Così è stato ed è quello che mi ha reso più contento, perché a dimostrato ancora una volta l’estrema allenabilità che possiede. Per quanto rguarda le altre del tabellone, penso che avrebbe potuto giocarsela con tutte ad eccezione di alcune straniere che onestamente non ho visto giocare e quindi non posso esprimermi. Dico inoltre che sicuramente non ha giovato neanche il giocare in erba sintetica molto veloce perché comunque la Pera è una che tira tutto piatto e ieri non ha regalato veramente nulla, sulla terra sarebbe stata più gestibile. E’ entrata nel tabellone principale perché merito della classifica (4.3) se avessimo dovuto fare le quali non l’avrei iscritta poiché priorità assoluta era lo stage da Sartori.
stefano grazia says:
Sono forzatamente costretto all’inattività forzata con Nicholas afflitto da crampi addominali e da 38.5 di febbre, l’unico timore essendo quello di un attacco di appendicite che al momento è ancora di là da individuare ma che costituisce da sempre la mia Spada di Damocle dovendo richiedere un intervento chirurgico che al momento della diagnosi sicura non è più pssibile procrastinare mentre se vuoi farlo operare in Italia io la diagnosi la dovrei anticipare per poter chiamare in tempo, 24 ore prima, un Aereo Ambulanza per un Medevac … Questi sono,se mai ci avete pensato, i VERI problemi del vivere all’estero …Vediamo come evolve nelle prossime 2-3 ore…
REDAZIONE: cancellate almeno uno dei due post (67 e 68) di Archie: uno è censurato, l’altro no…scegliete voi quale (eheheh!)
MAX, ero rimasto fuorviato dalle 15 vittorie di fila ma dimenticando completamente che aveva giocato dei Rodei … In effetti pur continuando a prediligere la Formula USTA (o francese) dei Tornei del Week End (con vere partite Best of 3 sets completi e non ai 4), suppongo che il Rodeo non sia poi malaccio ,meglio che niente e poi aiuta la concentrazione che se ti distrai un attimo…hai già perso … Intanto noi abbiamo fatto la lista dei Tornei fino a Maggio che ho spedito anche al papà di Marc Parmeggiani che resosi conto che anche suo figlio deve giocare tutti i fine settimana si era offerto di dividere a metà le spese per non costringere Gabrì a un Tour de Force(metà tornei andava Gabrì, metà si offriva lui di pagare un accompagnatore…Ovviamente non ce n’è affatto bisogno, l’unico problema è semmai rappresentato dal fatto che Nicholas,U14, potrebbe giocare alcuni tornei dove non fanno gli U16, categoria nella quale ricade da gennaio di quest’anno Marc. Ecco comunque un’estrapolazione della lettera inviata a Papà Parmeggiani:
” (…)In effetti noi abbiamo già fatto una lista (un primo abbozzo,invero) da qui a Giugno tenendo presente che ritornerà in ferie qui a Lagos per 3 sett a Pasqua e prediligendo i Tornei dell’Academy (Bollettieri Championship), i Superseries e quelli più vicini (Sarasota, Tampa, St Petersbourgh o zone limitrofe) riservandoci eventually una scappata o due nell’area di Miami.
NON CREDO CI SIA UN PROBLEMA ALCUNO SE I TORNEI SONO GLI STESSI A CHE MARC SI AGGREGHI AL TEAM GRAZIA. Anzi, al proposito io avevo suggerito a Nicholas di ‘sfruttare’ la sua amicizia con Marc per fare qualche allenamento in più DOPO il normale training all’Academyche possa servire ad entrambi, e mi spiego:
1)mezzora di servizi (magari anche al campo del nostro compound una o due volte a settimana)
2)mezzora di minitennis con la palla medica (TERRIFIC come potenziamento esplosivo: lo abbiamo fatto qui per 3 settimane) due volte a settimana
Sui Tornei è anche in giro la voce,da verificare, che l’Academy stia pensando di organizzare, come fanno per esempio altre Academies, un Servizio di Accompagnamento ai Tornei. E’ una cosa che io mi riprometto di scrivere in una lettera di feedback (e di critica costruttiva) ai Dirigenti IMG. Approffitto per ricordarti che non so se lo sai ma da un paio di mesi non scrivo più la Rubrica G&F sul Blog di Scanagatta ma mi sono trasferito su spaziotennis.com dove al G&F abbiamo aggiunto un T(Tennis, Genitori & Figli): lì i commenti sono automatici e il flusso dello scambio di informazioni è più rapido.(UN PO’ DI PUBBLICITA’ PROGRESSO,ehehehNdStGr)
TORNEI da giocare per Nicky (ovviamente si dovrà sentire anche l’opinione dei Coaches-magari più di qualche vecchio Coach esterno all’Academy, come un certo Hugo,il decano dei Coaches di Bradenton che Gabrì che conosce e che ha un certo non so che per Nicholas,NdStGr) e controllare anche il numero di iscritti il giorno prima ed eventualmente cancellarsi e fare lo switch a quello con un tabellone più numeroso (per evitare come mi è già successo un torneo con 3 partecipanti…bè, almeno quello Nicholas lo ha vinto in un giorno e poi siamo andati al mare…) :
GENNAIO:
16: Tampa o Lehigh Acres o Englewood (il Superseries di Talhassee è troppo lontano…probabilmente andranno a Tampa a meno di non provare Englewood che è vicino a Sarasota) o L.Acres che è appena sopra Fort Myers così magari c’è tempo anche per visitarla
23: Bollettieri Championships
30:Sarasota (Superseries)
FEBBRAIO:
6: SARASOTA
13: ENGLEWOOD Superseries
20.SARASOTA
27: Bollettieri Campionships
MARCH:
6:Leihgh Acres o PALM BEACH SUPERSERIES (ma non c’è l’U16) o APOKPA, vicino a Orlando (con Theme Parks a Disney o Universal Studios in caso di sconfitta, che noi non siamo dei cattivoni…)
13:ST PETERSBOURGH SUPERSERIES o TANTO PER CAMBIARE NAPLES,sempre Superseries che però è a 2 ore di auto)
20:SARASOTA (si preferisce la vicinanza ai 2 Superseries a Miami e Deerfield Beach). PERO’ Gabri’ e Nicky forse partono il 22 da MIAMI e quindi potrebbero optare per fare il Superseries a Miami dove però non c’è l’U16 e quindi non è d’interesse per Marc)
il 27 marzo c’è comunque il Bollettieri Championship ma noi (loro) non ci saremo perchè saranno qui a Lagos TORNANO L’11-12 ad Aprile (il 2 aprile se Marc è a Bradenton dovrebbe fare il Superseries a Sarasota)
APRILE:
17:LEIHGH ACRES SUPERSERIES ma senza U16 o per Marc un torneo non superseries a TAMPA (per U16). Devo dire che se Nicholas,che è al primo anno U14, uscisse sempre al primo turno nei Superseries si potrebbe decidere di fargli fare un torneo più facile (visto che ne ha già vinto uno) ma in linea di massima dovrebbe fare sempre i Superseries
24: Bollettieri Campionships
MAGGIO:
1: BANGOURA a SARASOTA o SUPERSERIES a FORT MYERS (ma senza U16)
8: SADDLEBROOKS (dentro la Hopman Academy) Superseries anche se c’è un torneo proprio a Bradenton: da controllare coi local coaches di che si tratta
15: BRANDON o CLEARWATER, gli unici nelle vicinanze (area di Tampa)
22:SARASOTA
29: SARASOTA SERENDIPITY (che Nicholas mi sembra abbia vinto da U10)
(…)”
Si deve capire che Sarasota è in pratica una gita fuori porta, non c’è soluzione di continuità con Bradenton, dove finisce l’una comincia l’altra. Anche se ci puoi mettere 30-45′ ad andare da un capo all’altro.St Petersbourgh è a 30′, Tampa a 45′, Clearwater e Saddlebrook un qualcosina di più. Orlando è a circa due ore come Naples solo che la prima è su al Nord e poi nel mezzo, mentreNaples è al Sud. Da Naples poi ci vogliono altre due ore per Miami. Ci sono un sacco di tornei ovviamente anche sulla East Coast, nei vari sobborghi di Miami: Boca raton, Hallandale, Pembrock Pines, Deerfield, Fort Lauderdale… Una volta ogni tanto potrebbe essere interessante andare a stanare Kozlov dalla sua tana… Ma quando saremo pronti,abbiamo già parecchi altri problemi a cui pensare…
stefano grazia says:
Mauro, io ti leggo sempre e ovunque ma sono ormai un vecchio rinco…mi sembrava di ricordare che c’eri tornato anche fra luglio e dicembre e volevo stimolare (ormai da astuto marpione da blog) un tuo sempre gradito intervento…In più mi sento sempre in colpa per non averti fatto ancora un dischetto di photo e film di luglio ma lì è più colpa di mia moglie, visto che è lei ad occuparsi di tutte queste cose … (Lo so, è una scusa e come scusa fa anche ca…Mi farò perdonare!)
GIORGIO: la pensi esattamente come me, soprattitto quando scrivi: ‘tutto questo per dire che – secondo me – bisogna andare con i piedi di piombo con l’ingerenza, perché i figli la sentono più di quanto noi pensiamo.Inoltre esiste già, in quanto genitori e figli, un’ingerenza impossibile da eliminare e difficilmente gestibile insita nel rapporto stesso, per cui il figlio – a volte – può NON dire quello che pensa per compiacere il genitore.Siamo sempre e comunque in grado di capire e gestire questo ??” ed è quello che ogni tanto mi divide da Max-Hulk e che cerco di fargli capire (ma niente, lui mi diventa subito verde…). Poi tu, senza saperlo, hai citato pari pari un altro dei nostri,e non solo di Fulvio, postulati della prima ora:”se il mestiere più difficile al mondo è quello del genitore, ancora più difficile è il mestiere di genitore di un figlio tennista…”
E’ in fondo per questo che mi ha sorpreso un pochino il vostro attacco combinato (e chiaramente a fin di bene) che credo noi tutti abbiamo accettato in toto ma riservandoci comunque il diritto di replica… Io almeno sono d’accordo con voi, vedo e conosco il pericolo, so che a volte potrò sbagliare ed è anche per questo che mi son ripromesso di parlare (attraverso email) solo tre volte con l’IMG Directors & Coaches: una dopo un mese, la seconda adesso (vi farò leggere l’email) e una a giugno. Ma questo non è interferire, questo è semplicemente un sano e costruttivo feed back.Dovessi essere mandato a quel paese, ne trarrò le conseguenze.
E Nicholas sta meglio, quindi ci stiamo anche rilassando…
stefano grazia says:
Nicholas sta meglio, anzi era proprio felice di star meglio che io ho cominciato a dirgli: vedi, Niccky, però…
e lui: si, lo so cosa vuoi dire…
Cosa?
Che bisogna approffittare dei giorni in cui si sta bene per allenarsi al massimo perchè non puoi mai sapere…
Esatto, bravo…
gianni says:
Salve a tutti vorrei chiedere un consiglio a chi è andato in Florida, a quale torneo dovrei iscrivere mio figlio per farlo giocare con i migliori under 12 del bolletta.
stefano grazia says:
@gianni: In che senso? In Florida o in Italia? A parte che i migliori U12 del Bolletta sono piuttosto scarsi, il migliore essendo stato mio figlio (visto che ha vinto l’ultimo U12 interno), e che ora è passato U14 (da Febbraio, secondo il metodo USTA ma noi lo faremo giocare subito anche a gennaio). I migliori U12 americani e non in florida invece è un altro paio di maniche: ce ne sono parecchi sia a Est che a Ovest. Ovviamente Kozlov giocherà all’Est e se per caso gianni è ,la butto lì con il mio solito intuito, quel Gianni Ocleppo (tra l’altro conosciuto a Trieste, ti ricordi? siam quelli di Lagos…Sei tornato indietro a dirmi che mio figlio era simpatico…) e che in questo momento si trova col suo Julian a Miami, gli consiglierei di stare in zona…Se invece vuol venire a trovare il suo vecchio amico Nick (Bollettieri) e far fare un paio di settimane all’Academy, suo figlio magari lo metteranno o nel gruppo di Nicholas (con Greg Hill) o nel gruppo immediatamente sopra (con Alì, che tra l’altro è uno dei massimi estimatori del mio Nicholas) con dei 14enni … La composizione dei gruppi è spesso un po’ improvvisata soprattutto se arriva un short timer…A Novembre ne è arrivato uno di 11 anni e lo hanno messo nel gruppo superiore a quello di Nicholas nonostante in almeno 4 o 5 del gruppo di Nicky,e lui per primo, gli avrebbero dato 61 61…Poi ha deciso di restare tutto l’anno ed è stato lasciato lì…Perchè è un good guy mentre il gruppo di Nicky è considerato quello dei Belli e dannati… Questa è una cosa che mi fa incavolare ma è una delle cose su cui per principio mi rifiuto di lasciarmi trascinare a contestare (un po’ il discorso fatto per Lo Iacono e il Piccolo Seby: se perdi, hai perso…Se sei in un gruppo che non consideri degno di te, bè…dimostralo!
Ritornando a Gianni, Ocleppo o no, il concetto rimane valido…E comunque il 23 Gennaio c’è un Bollettieri Championship (e ce n’è uno in pratica tutti i mesi, ultima o penultima settimana) a cui, se ho ben capito, possono partecipare anche gli esterni e infatti lo trovate anche nel Calendario USTA …Quindi se vuoi giocare contro i migliori U12 di Bolletta e della zona Tampa-Sarasota-Naples è lì che devi andare…Nicholas però farà, credo, l’U14 (a meno che non gli dicano loro, i Coaches, di fare l’U12)
Archipedro says:
Giorgio,
perché non vieni anche tu al vaffantennis di Andrew? Come, non hai bambini tennisti da portare?!
Però potresti essere comunque del gruppo… tipo che tu fai le chicanes in pista (ma d’atletica) con la tua dodici cilindri mentre i ragazzi cercano di centrarti il casco “devil” con i vortex…
Dai, non farti pregare, che il vino questa volta lo procuro io…
A proposito delle tue domande… “What if…then (what has to be done)?!”
Mati fa quello che dico io. Punto. Ecco risolto brillantemente il problema…
stefano grazia says:
Altrove ma non troppo lontano bogar67,che forse non ha mai letto tutto Atti, formula l’eterna domanda: “Pieri, Sartori, adesso Capogrosso tutte figlie di maestro!! sono brave perchè hanno questo status o perchè hanno la predisposizione del tennis e la passione nel sangue?A volte è una domanda che mi faccio per mia figlia, è predisposizione al tennis o è solo perchè passa tante ore con me sui campi, più degli altri, a farla diventare brava?”
E quello sciagurato di capponi andrea rispose:
“@bogart67,sono da poco nel mondo del tennis,come genitore,e come 4/2 scarso,e mi sono fatto un opinione che cercherò di spiegare.100 bambini romani del ‘98 iniziano a giocare a tennis a 5 anni 2 volte alla settimana.A 6 anni la metà inizia ad allenarsi 4 volte la settimana.A 8 anni, 15 iniziano a fare un’attività non solo locale ma anche nazionale.Ho detto metà e 15,non i migliori di quei 100.La prima selezione si fa a livello economico e di disponibilità ad accompagnarli.Quei 15,a meno che non siano negati,batteranno sempre,almeno fino a 14 anni gli altri 85(sempre che qualcuno non abbia smesso prima).Tra quei 15 uno o nessuno entrerà in classifica mondiale.Ricordo che nella classifica ATP di fine anno(degli ultimi 30 anni) gli italiani hanno una media di 3 tennisti(praticamente niente).Quei 15 sarnno sempre convocati x raduni,tornei ed anche finanziati dalla federazione.A roma durante il Lemon Bowl sono stati dati dei contributi economici ad alcuni Under laziali.Due di questi atleti,credimi,sono negati sia da un punto di vista tecnico,caratteriale che atletico.Fanno cioè parte di quei famosi 15.La risposta alla tua domanda è dunque si.Vanno avanti i figli dei maestri,di chi ha soldi da investire,bambino sardo con sito e stage a 9 anni in Spagna,i figli di quelli che su questo blog discutono se è meglio questa accademia o l’altra,gli Usa o la Spagna e così via.Ma non sono i migliori di quei 100 che hanno inziato ma solo i migliori di quei famosi 15 e,spero vivamente di sbagliarmi,ci daranno gli stessi risultati degli ultimi 30 anni.La federazione o chi per lei dovrebbe essere capace di capire e trovare(perchè c’è)uno o due talenti che sono tra gli 85 che ovviamente perdono 62 62 contro uno dei 15,che non verranno mai convocati,non riceveranno mai finanziamenti.”
In linea di massima gli ho già anticipato che sono d’accordo anche se faccio fatica a sentirmi in colpa. Certo, sarebbe compito precipuo della Federazione non tanto formare il campione ma rendere più accessibile il nostro sport ABBASSANDO DRAMMATICAMENTE I COSTI con la creazione di decine di campi pubblici in ogni città, obbligando i circoli a far giocare gratis gli U14 almeno prima delle 17 o sempre quando i campi non sono occupati dai soci e adottando il sistema dei Tornei nei Fine Settimana già in voga in US e in Francia (in Spagna non so) per eliminare i costi dei viaggi. Se poi riesce anche a far contento andrew facendo chiara suddivisione fra Circoli per Vecchi Pensionati e Associazioni Sportive, tanto meglio.
bogar67 says:
Oggi al parco, ho incontrato il fratello di un genitore di una piccola promessa del tennis, un ragazzino che oggi ha 14 anni e che l’unica speranza per sfondare era far parte dei selezionati a Tirrenia. Questo uomo che aveva la mia età giocava con il suo bimbo di circa 4 anni a cui aveva fatto indossare la maglia del cagliari e gli ho detto come mai non lo faceva giocare a tennis come la sorella aveva fatto con il cuginetto. La risposta è stata super giù, fossi matto sono un operaio!! Per cui visto che tra poco mi nasce il secondo figlio, si tratta di un maschietto, appena sarà lo iscrivo a scuola calcio. Stavolta, anzichè il portachiavi preso a wimbledon con pallina di tennis e attaccato alla culla della mia bimba quando è nata visto che sono tifoso del Palermo ma abito in sardegna gli faccio il cuscino con la maglia di Javier Pastore.
Giorgio Errani says:
@ Archie
è chiaro che – se riesco – il 23 a Trento vengo anch’io… magari trovo il figlio dodicenne di qualche amico da portare, per darmi un contegno… eheheh…
sarà un piacere conoscervi tutti
P.S. il casco non è “devil” ma riporta la scritta “God has a Ferrari, but the Devil drives a Porsche” (lo dico perchè è mondiale come spot…)
stefano grazia says:
Ragazzi, sembra una banalità ma quel che conta è davvero la salute…Sono qua in Africa a far la notte con mio figlio che sta ancora male ed è immerso nel ghiaccio (ha 39 e mezzo di febbre ma non dovrebbe essere malaria,il primo test che gli ho fatto è negativo) e mal di pancia (ma non dovrebbe essere appendicite,i segni addominali sono negativi) e alla fine tutti i problemi di tornei, dritti, rovesci sembrano lontani, lontanissimi…e sono pure un medico, pensate mo’, e ogni giorno tanti figli di non medicisi ammalano o stanno male in Africa o in un qualsiasi altro paese del cosiddetto terzo mondo …
Madmax says:
Concordo al 100% con Andrea Capponi ed ecco perchè ho sempre sostenuto che considero “facile” sfondare nel tennis… Credo che sia l’unico sport dove i potenziali migliori e talentuosi non prenderanno mai in mano una racchetta o comunque non potranno mai fare quello che veramente serve e tutto perchè quasi dappertutto (in Italia certamente) nessuno è in grado di prendere il più talentuoso bambino di 7/8 anni ma figlio di un operaio ed una badante e portarlo fino al professionismo senza cheidergli un euro in cambio..(non parliamo poi dei bambini poveri del terzo mondo, tipo Africa etc)
Ho poi una mia spiegazione sul perchè le figlie dei maestri specialmente di quelli bravi, inizialmente siano le migliori.. L’idea l’ho partorita pensando al percorso di mia figlia..
A mia figlia le ho messo in mano la racchetta la prima volta a quasi cinque anni, quando io andavo a giocare al circolo con mio figlio. ILa portavo sempre con me e gli ultimi cinque minuti poichè lei me lo chiedeva palleggiavamo insieme.. L’anno successivo in giugno la iscrissi all’ Estate Tenniis del circolo dove si fermavano dalle 8.30 del mattino fino a mezzogiorno giocando e disegnando e dove per un’oretta circa facevano anche qualche giochino propedeutico al tennis con i goback e le racchettine.. In settembre cominciò con la SAT…
Per il primo anno fece il normale percorso di tutte le bambine (due volte la settimana più un’oretta con me a cui aggiungevo un’oretta di preparazione fisica.
Il secondo anno la Sat passò a tre volte, poi c’era la solita oretta con me, in più aggiunsi un’ora privata con il maestro, ed un’ora in più di atletica..
Da gennaio del secondo anno la terza volta della Sat diventò una pre agonistica dove erano in campo in tre, Alessia e i due migliori maschi del circolo … Da aprile (sette anni e mezzo) cominciò la collaborazione con Catizzone.
Il terzo anno la tolsi dalla Sat e l’allenamento era così strutturato: un’ora con il maestro, un’ora e mezza di pre agonistica e due ore per tre volte la settimana con me, più le tre volte di atletica.. Premetto che in questo modo era già nettamente la migliore del Circolo e già una delle migliori della zona..
Ad aprile di questo terzo anno la portai da Vavassori dove per prima cosa le cambiarono tutte e tre le impuignature (dritto, servizio e la mano destra sul rovescio bimane)… Si allenò circa sei mesi dove i miglioramenti sin da subito furono evidenti e cospicui, prima di doversi fermare sei mesi per l’infortunio dovuto alla crescita e dove come già detto non giocò tornei per oltre un anno.. Prima di questo avvenimento, alla fine di ottobre arrivò nei quarti del Master Topolino di Roma..
Tutta questa pappardella per dire cosa? Semplicissimo, che la figlia di Sartori o di qualunque altro maestro di livello sarebbe partito sin da subito a fare le cose e le scelte giuste e non sarebbe arrivato a dover cambiare le impugnature a quasi nove anni etc etc etc..
E se parliamo proprio dei top coach i loro figli non sarebbero nemmeno arrivati a fare finalmente tutte le cose giuste a 11 anni!!
Nella sfortuna poi mi reputo graziato dal cielo per aver conosciuto Catizzone e per aver cominciato molto presto il percorso atletico (ed ora anche tecnico) con lui, dopo di che mi sento miracolato anche perchè sia io che lui abbiamo inculcato a mia figlia sin da subito la cultura del lavoro, per non parlare poi che sono stato bravo e fortunato a non pensarci su troppo quando si è trattato di decidere e trasferirsi a Palazzolo che pur non essendo il Paradiso Terrestre è comunque un’isola felice rispetto alla maggior parte dei circoli e soprattutto rispetto a dove ha cominciato a giocare Alessia… Nella sfortuna poi, prendendola a parte una volta o due la settimana negli ultimi due anni le ho sempre fatto fare le cose giuste, per cui una memoria motoria e gestuale corretta l’ho creata, tant’è che pian piano ora sta venendo fuori tutto senza nessun particolare difetto…
In buona sostanza però in cinque anni di tennis (in realtà di vero tennis sono solo tre) ripsetto alle figlie dei migliori coach tra tutto ne ha persi un paio, cioè più della metà di conseguenza lei che è nata alla fine del ’98, in pratica ripsetto a quelle bambine è come se fosse del 2000.. Ovviamente lo stesso problema ce l’hanno tutte gli altre bambini non figli di maestr a parte forse qualcuno baciato dalla fortuna e nato che ne so ad esempio a Caldaro…
Ecco quindi perchè sono estremamente convinto che i risultati a questa età non contino per nulla e non potranno contare ancora per qualche anno, fino cioè al momento che gli altri non si siano messi in pari e che tutti abbiano le stesse armi…. E’ evidente che per mettersi in pari bisogna cominciare a fare le cose giuste entro i 10/12 anni altrimenti il rischio di non poter più recuperare diventa altissimo..
Madmax says:
IN bocca al lupo a te e alla Canaglia…
Andrew mi sa che devi anticipare di una settimana, perchè il week end del 23/24 cominciano i Rodei del Circuito Orobico, che tutti noi faremo..
simplypete says:
In bocca al lupo per tuo figlio vedrai che andrà tutto bene ti siamo vicini penso di parlare in questo momento per tutto il blog…..
Mirmidone says:
@ Stefano
Riporta a Nicholas il nostro “in bocca al lupo” (da parte di Mariagrazia e mia); gli siamo sempre molto affezionati e vi seguiamo con grande partecipazione (a Trieste siamo stati ‘i suoi più grandi fans’) …..
francesco coach gemelli says:
in bocca al lupo alla canaglia anche da un semi intruso del blog
@ Max
Il terzo anno la tolsi dalla Sat e l’allenamento era così strutturato: un’ora con il maestro, un’ora e mezza di pre agonistica e due ore per tre volte la settimana con me, più le tre volte di atletica.. 1,5 + 1 + 6 + 3 = 12 ore settimanali di allenamento ad alto livello per una ragazzina di 8 anni , complimenti per il programma
Valore del lavoro svolto 20 euro costo orario ttl 240 euro settimanali x 3 anni 30000 euro solo di allenamento
Ecco la prima durissima selezione , solo per iniziare un discorso di agonismo ad alto livello
bogar67 says:
Mad max, il percorso che hai indicato per ore di allenamento ma limitando di molto i costi è quello che prevedo per la mia bimba. Ciò che mi lascia dubbioso è la definizione di maestro di livello, non capisco se per questo tu indichi per forza un guru tipo Sartori o Piatti o ci si può affidare ai maestri di circolo di un determinato spessore. Io non posso portare a 5 anni una bimba da Sartori ma penso di aver scelto chi in regione, oltre ad avere una determinata considerazione dagli addetti ai lavori, mi garantisce in primis passione da trasferire alla bimba e poi competenza tecnica, lo stesso Mauro che condivide con voi molte cose mi ha scritto di aver fatto la scelta giusta. Sottolineo ancora una volta che per fare la scelta giusta non porto mia figlia al circolo sottocasa ma faccio chilometri e impiego ore del mio tempo libero.
Mauro g&f says:
Stefano, a me sembrano i sintomi dell’influenza A1-N1. Un forte abbraccio a Nicholas da tutti noi.
stefano grazia says:
Mauro, omeopatico che non sei altro…A parte che la sintomatologia e’ completamente differente,e’ vaccinato! Semmai e’ la stagionale… all’Academy sono stati tutti vaccinati per la Influenza A H1N1….Ma l’unica preoccupazione e’ sempre l’addome subacuto, quando dovresti in teoria indovinare con 48-72h di anticipo nel bambino se siamo di fronte a una possibile appendicite acuta per riuscire appunto a far arrivare in tempo un aereoambulanza e non potendo chiamarlo per un semplice sospetto visto che costa 80.000$…E se invece, come spesso accade,la diagnosi certa la fai troppo tardi ti tocca farlo operare in un ospedale locale (che sono molto migliorati, ma e’ sempre un fattore psicologico anche se mia sorella per poco moriva all’ Osp. Maggiore di Bologna…e da allora e’ gia’ stata rioperata altre 5 o 6 volte in 20 anni per dei volvoli dovuti ad aderenze cicatriziali …) … Potrebbe essere anche una febbre tifoidea da salmonellosi o comunque gia’ sarebbe stata classificata cosi’ in ogni ospedale africano: malarie e (non ‘o’) typhoid. E via con antimalarici e antibiotici e un po’ di flagyl che non si sa mai… Comunque tutto questo e’ sintomatico della Relativita’ delle cose: se e’ una cosa grave, tutto passa in second’ordine, ci mancherebbe altro…Se invece si rivela solo una banale influenza o intossicazione alimentare, il pensiero corre al tempo sprecato: damn, se doveva capitare era meglio all’inizio cosi’ adesso avrebbe avuto tempo per recuperare e invece cosi’ anche l’ottimo lavoro fatto in precedenza corre il rischio di andare sprecato…Proprio ieri l’altro lo avevo portato dopo il mare e una partitella di beach tennis a piedi nudi (in cui mi sono ustionato le piante dei piedi e ora non riesco nemmeno a camminare…non bastava la spalla con la cuffia dei rotatori, i chili in eccesso che non riesco a smaltire, i reumatismi,il fiatone …sic, che vecchio di m…!), l’avevo portato al Club dove aveva fatto due sets con un ragazzino di 19 anni ,uno di quelli che fanno i Ball Boys e gli Assistant Coach,giocando veramente bene, perdendo si 62 63 ma comportandosi benissimo e tirando dei gran colpi…Magari sbagliando qualche smash e volley di troppo dopo essersi costruito perfettamente il colpo (‘e dire che da Bollettieri mi dicono che non ho problermi coi colpi al volo!’, mi ha detto dopo aver sbagliato l’ennesima volee’, ma una cosa e’ giocarle ai ritmi di un 12-14enne, un’altra alle velocita’ di un 18enne…E poi ci sono giornate cosi’, altre volte l’ho visto non sbagliarne una, a volte invece sbagliare i piu’ facili, i rigori a poirta vuota per eccesso di confidenza…In piu’ molti smash quando sara’ cresciuto altri 20 cm non li sbagliera’ piu’…) … Vabbe’, una cosa alla volta, oggi lo porto a fare lab test e un’eco.
capponi andrea says:
Nel mio intervento di ieri,quando parlo dei famosi 15 che fin da piccoli hanno molto a disposizione,ho dimenticato di dire,per rispondere a Madmax, che ce n’è più di uno che ha sicuramente talento sia fisico che tecnico che caratteriale.Quindi se un genitore è convinto di questo è giusto che cerchi il meglio per provarci.Sul fatto che gli altri 85 che iniziano a giocare e soprattutto su quei bambini appartenenti a fasce sociali medio basse che neanche prendono in mano una racchetta, siano esclusi in partenza dall’avere una chance,credo siamo tutti d’accordo.L’allargamento della base credo che sia uno dei compiti che debba avere una Federazione ma temo che noi non lo vedremo(se mai ci sarà).Se non vi annoio vorrei fare delle considerazioni sul poco tennis giovanile che conosco(’97 ’98 romani, Lemon Bowl) iniziando a parlare di mio figlio.Luca ha iniziato a 4 anni e mezzo,per pura fortuna ho trovato un bravissimo maestro(Capineri Loris),che l’ha dotato di un repertorio completo,anche perchè il bambino recepiva e due mesi prima del Lemon 2006 U.8 gli ha tolto la seconda mano al rovescio.Nonostante questo Handicap(rovescio ad una mano) perse nei quarti.Per chi è interessato una sua foto del 2004 è messa nella Homepage del Lemom,Ultime notizie dai campi,Torneo raduno U.8.Mi sono però accorto che Luca,bambino fin troppo ubbidiente,non mostrava troppo entusiasmo per il tennis e la conferma l’ho avuto quando ha iniziato a giocare a calcio.Tutta la grinta,la passione, l’impegno che non vedevo nel tennis l’ha riservato al calcio.Quindi adesso si allena solo due volte a settimana,fa 5 tornei l’anno,fra due anni quando andrà al liceo credo che smetterà,per fare solo calcio.Chiunque l’abbia visto giocare in questi anni è rimasto colpito.E’ uno dei pochi bambini che fa il rovescio ad 1 mano,serve bene,va a rete(fin troppo),sa fare la voleè,cerca i vincenti,non ama difendere.Perde quasi sempre anche perchè dà l’impressione che non gliene freghi niente e gioca per il piacere di fare qualche bel punto.Al Lemon(ultima partita di Luca maggio ’09) ha perso al 2°T(Q) contro un bambino(simpatico e corretto sia lui che il padre)che rientra nei famosi 15.Cosa mi ha colpito di questa partita(36 16 con un primo set giocato alla pari)?.Mentre mio figlio giocava un tennis difficile,seconda tirata quasi come la prima,presa della rete quando possibile,ricerca del vincente ogni volta che ne aveva la possibilità,l’altro giocava un tennis percentuale.Pochi rischi,una seconda ed a volte anche una prima messe semplicemente in campo,durante il palleggio alzava spesso moonball.Questo è più o meno il tennis che ho visto nell’U.12.Ha un senso?Ha un futuro chi già a questa età gioca questo tipo di tennis?Il bambino che ha battuto Luca si è poi qualificato e sono andato a vedere la partita di 1° T.Pur giocando sul veloce coperto nessuno dei due bambini ha giocato mai un colpo x prendere la rete.Giocavano bene,ma solo da fondo.Per quanto riguarda la politica della Federazione,a Roma vi erano 3 ’97 molto forti(Mosciatti,Siciliano e Merzetti) che hanno monopolizzato per anni,convocazioni,e tutto il resto.Gli altri ’97 raccoglievano le briciole.Risultato? Siciliano(semi Lemon’09) non gioca più,Merzetti,italo-francese per il momento è tornato in Francia.Buon tennis
Atti says:
Andrew@
Noi, salvo imprevisti dell’ultima ora, ci siamo…..al Vaffantennis non si puo’ dire di no…attendo conferma e orari….
MadMax@
Per un maestro riuscire a portare il proprio figlio a buon livello come U10 e U12… è relativamente semplice… quasi un gioco da ragazzi, bastano sane dosi industriali in età da asilo e la predisposizione immediata è servita….
Pero’ anche per loro, quando subentra l’adolescenza… le cose si complicano assai….
Forse capire The PASSION è ancora piu’ difficile, per un addetto ai lavori…
Giorgio@
Grazie della risposta (tua e di Fulvio), ma quello che voglio dire, e che mi state conformando, è che… ieri oggi e domani, comunque alle spalle di un futuro giocatore c’è e ci sarà sempre una famiglia che rema nella stessa direzione (e questo in tutte le cose della vita)…se c’è qualche eccezione conferma solo la regola…
Ora se fossi un maestro e se volessi investire parte del mio tempo con un allievo che ritengo predisposto, ne terrei conto, ed anzi, condividere con la famiglia, sarebbe il primo passo prima di iniziare qualsiasi percorso ….. invece la tendenza è ottenere piena autonomia, accogliere tutti senza chiarire gli obbiettivi a breve. si vorrebbe quasi lo “spossesso” sportivo, perchè comunicare con le famiglie è complicato (ci vuole esperienza e capacità comunicativa che non acquisisci, solo come ex caratterialmente combaciano con quelli dell’allievo…) mentre è piu’ semplice, divertente e appagante gestire solo il lato sportivo…. ci si dimentica pero’ un aspetto fondamentale, e cioè chi paga e scarrozza a destra e a manca……e soprattutto conosce il “pollo” per le restanti 20-22 ore del giorno…
A onor del vero anche la nostra categoria tende a complicare le cose…per inesperienza tennistica fondamentalmente (infatti spesso le litigate in partita, fra genitori, avvengono nell’U10 e U12, e cioè all’inizio del praticantato)….ed anche perché non è chiaro quanto sia poi difficile, uscendo dai tornei del gigetto, ottenere risultati…. soprattutto se affibiano al figlio l’etichetta di fenomeno….
Nel tennis mancano i dirigenti… cioè uno o piu’ persone che abbiano competenze agonistiche precise, che siano di supporto costante ai maestri, ai ragazzi e alle afamiglie…(come nelle altre discipline)…. torniamo alla necessità di formare delle associazioni sportive specifiche e staccate completamente dai circoli…dove sia chiaro cosa si va a fare…..
Ho un altra domanda/curiosità per Fulvio e Giorgio (vista la pazienza) :
Nella vostra esperienza, quali sono stati gli episodi che vi hanno fatto capire che forse i vs. figli potevano avere qualche speranza…. Cioè sono stati i risultati nei tornei, oppure delle sensazioni a pelle….vedendoli allenarsi, con la giusta motivazione….. o qualcos’altro?? Domanda semplice no ?
Spero almeno che sia chiara…
fulvio says:
Atti ti rispondo subito: sono un uopmo di sport,ho giocato a calcio in promozione fino a 34 anni,sono stato cintura marone di judo,ho vinto i campionati giovanili liguri di pallavolo ,ho fatto tantissimi sport e ho la presunzione di capire di sport.il tennis lho sempre giocato fin da ragazzino,poi da grande come molti di voiho cominciato a giocare la coppa italia e glli altri tornei da ”vene varicose”.Fabio a 4 anni mi veniva dietro al tennis e io per farlo star bravo lo richiudevo nella gabbia dove a quei tempi avevamo fatto mettere il famoso muro.via via cominciò a prenderla sempre più,ricordo le partitine sui campi della nostra passeggiata mare e la gente fermarsi stupita a vedere un gagnetto alto meno della rete tirare pallate incredibili.poi è arrivato il momento del confronto ,confronto improponibile qui nella nostra provincia tantè che fabio a 10 anni aveva il permesso di giocare l0under 12 e 14 e spesso vinceva anche in quelle categorie.come tutti voi è successo anche a lui di essere convocato per i raduni della fit,raduni con i maestri Palumbo Cierro e Carnovale il 1° torneo in cui la fit portò mio figlio a disputare un torneo all’estero,me lo ricordo ancora,un u10 Ajaccio in corsica,assieme a Natali,quindi diciamo che cominciò presto a competere.la certezza che il mio denaro e il mio tempo libero fose i miei sogni e le mie fatiche non venisse vanificato me la diede Caperchi ,quando all’indomani della finale campionato italiano persa a brindisi da Naso nell’under 14 ,mi disse ” fabio ha qualità sia fisiche che tecniche” se facciamo le cose come devono essere fatte a 19 20 anni è nei 100 (e non aveva ancora cominciato a allenarlo). credevo fosse la fatidica frase degli innumerevoli discorsi dei maestri ai genitori,mi sbagliai perchè vedendo lavorare fabio n seguito con lui e vedendo lavorare gli altri della sua età o ”spiando” gli altri mi accorgevo che il lavoro fatto da noi era talmente diversi dagli altri che alla fine ci avrebbe …pagato…e cosi fu!!!!
Madmax says:
@Franceso…
No i costi erano parecchio inferiori…
Per atletica pagvo 100 euro al mese, le 6 ore con me mi venivano a costare 12 euro l’ora, la pre agonistica 10 euro l’ora e mezza, mentre l’ora con il maestro 25, per un totale di poco più di 500 euro al mese ai quali si dovevano aggiungere i costi dei tornei…
@Bogar
Il maestro di livello deve essere per forza uno che sappia cosa serve dopo da pro, ma che deve essere in grado anche di crescere un bambino che non è assolutamente come allenare un pro.. La alternative sono un paio: la prima di trovare il maestro giusto che faccia fare al bambino le cose giuste e complete per la sua età dopo di che cambiarlo e passare ad un altro con esperienze agonistiche internazionali a livello juniores e poi nel caso che ne valga la pena vedrai che saranno gli altri a cercarti..
La seconda è quela di trovare un bravo e giovano maestro motivato che sia in grado di far crescere a livello tecnico il bambino e poi portarlo ai vari stages di Piatti e/o Sartori che in realtà sono dei corsi di aggiornamento per i maestri, in questo caso per loro gratuiti perchè pagati dal genitore del bambino…
Avec Double Cordage says:
molto interessante! Non ho letto i commento ma lo farò in seguito. intanto buon anno a tutti! La cosa degli occhi chiusi su molte foto di ragazzini l’ho notata anche io, ma non mi sono mai posto il problema, è molto interessante però e quindi leggerò i commenti. Sono sicuro però che non molti potranno avere tanto da tempo da leggeri i commenti, quindi sarebbe ottimo se nel prossimo pezzo di TGF ci potesse essere un riassunto di quanto emerso dalla discussione.
Probabilmente il seguente argomento sarà già stato trrattato, ma tant è. Cosa ne pensate dei due punti di vista diversi tra tenere la testa o lo sguardo fissi sul punto d’impatto dopo il colpo “a la Federer” quaindi e quello di seguire la palla con lo sguardo dopo l’impatto “più a la Agassi”
il modo di tenere la testa fissa sul punto d’impatto di Federer specialmente sul diritto (ma avvolte lo si nota anche sul rovescio, e ho visto alcuni video di Gasquet dove anche lui lo fa in modo molto estremo) lo si vede in molti video
ho caricato un video sul mio canale youtube con una sfilza di slowmotion di federer che dura circa 6 minuti, lo trovate cercando su youtube inserendo il titolo “Federer, please please me” nella ricerca, (non sto ad inserire il link che altrimenti il commento non passa in automatico ma dopo in un commento apparte inserirò anche i link dei due video di federer e agassi)
per il pensiero opposto invece c’è un video di bollettieri&Agassi della serie Attack dove bollttieri lo dice, precisamente nella prima puntata al minuto 6:40 e si vede anche bene come Agassi lo faccia. Per trovare il video cercate su youtube la voce “Agassi – Attack with Nick Bollettieri 1/6″
la parte centrale di quel video di Agassi la trovate anche sul mio canale, (youtube /avecdoublecordage ) dove parla di giocare contro la parete, BTW li ho caricato anche un video del tipo che ha i lanciapalle twins nel quele mostra una parete lenta da posizionare sulla recinzione del campo, cosa ne pensate?
Ritornando al argomento seguire o no la palla dopo l’impatto, ho sentito dire che nel golf una cosa come la fa federer è altamente sconsigliata (Chris Meadows) anche se i coach pierino dicono di tenere la testa ferma, ma ovviamente Golf e tennis non sono proprio la stessa cosa, lo swing del golf è a due mani e poi è più simile a un rovescio bimane con la mano sbagliata, praticament eun rovescio di Nadal, ovvimaente non c’azzecca nulla perchè il grip è anche completamente diverso e poi si colpisce la palla ferma a rasoterra e non c’erto ad altezza spalla davanti al corpo come nel rovescio strambo di nadal che in verità sarebbe un suo diritto ma impugnato a metà manico (in esasperazione del GQ grip che in alcune foto ho visto fare anche a Roddick però e non solo sulle volèe) con la sinsitra on the bottom of the racket, Michael Hollyood Gambil utilzzava un diritto (ma in questo caso un vero diritto e non un rovescio con la mano sbagliata stile Nadal) con un impugnatura simile ma con un grip pù alla GQ con solo 2 o 3 cm di racchetta che spuntavano econ lamano sinistra che più che altro stavasul manico solo per accentuare unit-turn e avere la mano sinstra portare le spalle in dietro nella fase “racket take back” … ma poi di Hollywood gia voce cha facesse anche altre cose contro norma…
boh
ad ogni modo forse la soluzione della questione sta nel mezzo, la testa essendo una delle parti più pesanti dovrebbe rimanere stabile (ma non ferma, nel senso che segua il movimento generale del corpo, ma rimanendo stabile evitando movimenti propri specie se a scatto come lo sarebbe un improvviso seguire la palla con lo sguardo) durante tutto il colpo e solo dopo che la palla ha lasciato la racchetta anche la testa può andare per conto suo
un po’ come nel putting del golf conviene aspettare un momento dopo aver colpito la palla prima di seguirla con la testa
probabilmente dipende anche molto dalla differenza della “hitting zone” ottimale differente nelle due diverse tecniche adottate da Agassi e Federer semi western per l’uno e eastern per l’altro anche se sinceramente penso che entrambi convergano più su na via di mezzo “Nicholasiana”
“between semiwestern slightly turned over to eastern and eastern slightly turned over to semiwestern”
ad ogni modo il consiglio del Bolletta di seguire la palla sempre e comunque anche quando deve ancora arrivare sulla racchetta dell’avversario è sicuramente buone a nche se “pieriniano” e probabilmente nell prima fase che va dal momento in cui lascia la racchetta fin che arriva in zona della rete conviene adottare la schema Federer e ottimizzare lo swing esasperando il sostegno del effetto contrappeso-perno dello swing dato dalla testa
sicuramente all’inizio è piùimportante questo che “vedere se la palla passa sopra al rete o finisce in rete” volendo fare un esasperazione
Avec Double Cordage says:
ecco i link
video con serie di super slowmotion di federer
http://www.youtube.com/watch?v=pgE4Xd4JY6k
video di bollettieri che dice che agassi segue con lo sguardo la palla subito dopo l’impatto, al minuto 6:40
http://www.youtube.com/watch?v=7PF1kfJSia4
il mio canale dove trovare i video della parete accennata in precedenza, l’altro giorno ho aggiunto anche qualche punto pazzo di Monfils, una super slow motion del servizio di Laver e di quello di Taylor Dent, e qualche punto del 6:0 6:0 inflitto da Panatta Lendl
http://www.youtube.com/avecdoublecordage
a c’è anche un viseo del footwork di Davydenko in super slow mo
Mauro g&f says:
I maestri non me ne vogliano però i nei primi in italia e nel mondo i figli appartenenti a quella categoria sono decisamente in minoranza, ciò significa che hanno un vantaggio iniziale ma poi se davvero il ragazzo/a ha capacità e determinazione questo gap diminuisce e poi si annulla.
Mauro g&f says:
Per quanto riguarda gli attrezzi, a mio avviso esistono 3 tipi di esigenze, una è di tipo salutistico (la racchetta dovrebbe essere più pesante, più rigida e con profilo più spesso possibile per evitare infiammazioni e tendititi varie), la seconda è di origine tecnica, (la racchetta dovrebbe adattarsi allo stile del giocatore) e la terza di origine didattica, ( racchetta leggera per permettere il miglior utilizzo del polso, impostare dei gesti corretti e far si che sia l’allievo a spingere e non la racchetta ad aiutarlo troppo.)
bogar67 says:
@ Mad max grazie, tra le due alternative proposte visto anche l’età della bimba mi accontento per ora di percorrere la prima. Sulla seconda che invece mi attira di più dovrei trovare a 8 anni compiuti oltre ad cifra consistente di soldi la persona giusta e non è facile perchè si tratta sempre di far crescere una bimba e oltre alle basi tecniche un giovane maestro deve avere quell’ascedente che adesso ad esempio il mio maestro possiede ed esercita benissimo. Ad esempio, l’anno scorso, il maestro affidava la bimba a uno o due suoi collaboratori che avevano il compito di farla giocare insegnando con altri bimbi il gioco del tennis, raramente era lui stesso a prendersi cura della bimba. Ebbene, quando chiedevo alla bimba chi era il suo maestro, la risposta non si riferiva al nome di uno dei collaboratori ma a quello del maestro.
ted meekma for president says:
@ stefano
La Shiskhina è stata citata alla conferenza del Lemon quando parlavo di “specializzazione precoce” nel nostro sport. Dell’Edera nel suo intervento aveva dichiarato che la FIT va in giro per circoli a “individuare” ragazzi 11enni con particolare attitudine, per farli crescere. Quando è stato il mio turno ho fatto notare a tutti che Mariya Shiskhina, a 11 anni, è già un’atleta quasi formata con una consuetudine alla competizione che è pazzesca.
Poi non è detto che la specializzazione precoce paghi in tutti i casi. Il discorso è ben più vasto, bisogna tener presente tante altre variabili.
Cmq di Mariya si è parlato al New Penta. Questa è storia. Di economia non si è parlato ma…come dice Roberto ci rifaremo presto
Madmax says:
Devo dire che l’idea di andare in giro per circoli a individuare bambini predisposti sarebbe di per se una buona cosa, il punto poi è come aiutarli a crescere.. C’è da dire che se si prende in considerazione il nostro punto di partenza, allora è vero che qualsiasi cosa si faccia è meglio di prima, però rimangono i punti oscuri come ad esempio i veri obbiettivi, le persone che portano avanti il progetto ed il fatto che normalmente quando si è ritardo e si insegue, per raggiungere gli altri è necessario correre più forte di chi ti precede, mentre noi che prima eravamo fermi ora corriamo lentamente e man mano che la corsa si fa in salita ci mettiamo a camminare..
Madmax says:
@ADC..
Bello il tuo canale video…
Madmax says:
@Andrea..
Guarda riguardo alle convocazioni non lo so e mi sembra strano, forse dipende dal gape tra i primi tre e gli altri..
Te lo dico perchè mia figlia è da quando ha sette/otto anni che è convocata da tutte le parti, questi grandi risultati non li ha mai avuti anche perchè per oltre un anno di tornei non ne ha fatti ma anche perchè lei fin dalla prima di servizio dove cerca l’ace il suo gioco è basato sull’offesa, eppure dicevo non è mai stata esclusa… Ovviamente da quest’anno che è la numero uno della regione è ancor più sotto osservazione ed anche ai raduni è sempre messa nel gruppo di quelle che ora sembrerebbero (e sottolineo il sembrerebbero) le più forti ma questo esclusivamente perchè effettivamente è cresciuto il suo livello di gioco, in buona sostanza se l’è meritato e questo a mio parere è un buon metro di giudizio..
Gus says:
Ciao a tutti,
arrivo in ritardo e mi accodo come sempre in punta di piedi.
per chi non mi conoscesse tra i blogger mi chiamo Gustavo Gallotti, di professione faccio il capo progetto informatico, la mia passione sono gli sport.
Gioco a tennis da scarso agonista tardo ma studioso e non ho una figlia che gioca a tennis ma a pallavolo.
Per dirimere il problema Genitore/coach quest’anno faccio l’aiuto allenatore e dirigente di volley e sto prendendo il primo brevetto da allenatore. Dovevo farlo già in passato, mi era stato proposto anche quello PTR, ma insomma alla fine ho deciso di giocare a tennis e provare ad allenare la pallavolo, più che altro per portare sul campo quella “cultura” dello Sport di cui si parla molto e che spero di avere. Ne parleremo in seguito se vi interesserà saperne di più di questo strano percorso.
Intervenendo per ultimo sono felice di ritrovare Max e tutti quelli che in qualche modo la loro passione la mettono al servizio degli altri, sul campo, con i propri figli, nelle relazioni con i genitori (come sto facendo da dirigente), ecc.ecc.
Ringrazio Stefano per avermi sollecitato e stuzzicato ma dovevo avere un pò di tempo tra lavoro e vita privata per dare continuità ai miei interventi.
Vengo al dunque per dire la mia aggiungendo poco a quanto già detto:
(1) attenzione alla tensione delle corde e al peso delle racchette. Quando vedo ragazzini con pesi massimi tra le mani……..Meglio leggere con peso sulla testa, magari agonistiche usate dalle donne con tensioni basse
(2) ibrido perchè? Se riuscite, recuperate articoli tecnici sulle varie riviste di tennis fatte da incordatori professionisti. I tennisti pro sono tali, possono permettersi anche cose che nessuno di noi può permettersi, compreso spesso un incordatore professionista. Quante sono le combinazioni “corrette” ibride per quella determinata racchetta e per quel determinato giocatore? Molto meglio un buon multifilamento (eviterei mono nei ragazzini, non pensate che siano spesso solo mode?) che è uniforme su tutto il piatto, abitua ad una certà sensibilità nel tocco di palla e non stressa il braccio quanto un monofilamento.
(3) ah, per quello che concerne la mia esperienza di giocatore che però scambia opinioni continuamente su questi temi con il maestro e giocatori di 2 (miei amici), quelli che ne sanno di meno spesso sono proprio loro, per cui farsi consigliare da un maestro sulle corde può essere pericoloso
Un abbraccio a tutti
Gus.
Giorgio Errani says:
@ Atti post 91
domanda dai risvolti complicatissimi, se la tua richiesta è tesa a sviscerare i “trucchi” per capire se il figlio/a ha qualche possibilità di arrivare…
personalmente credo che non lo si sappia mai con certezza, troppe sono le variabili – in uno sport balordo come il tennis – per poterlo dire, almeno fino a quando non succede veramente di entrare nei top 100
io ho giocato solamente a calcio per tutta la mia vita e, quando sarebbe stato ora di smettere a 35/36 anni ed iniziare a giocare il tennis arteriosclerotico, ho continuato a giocare il calcio di basso livello fino a 42 anni… questo per dirti che non ho grosse conoscenze tennistiche (non ho neppure mai seguito il tennis da tifoso) per cui non ho avuto modo di giudicare le eventuali qualità tecniche di Sara, ma ne ho potuto verificare (con piacevolissimo stupore) le qualità morali, caratteriali e di estrema competitività a livello di persona
per dirla alla Belardinelli “la persona prima dell’atleta…” per cui, quando mi sono detto da solo “azz… ma questa ha le palle!” come persona (anche se bambina) non come atleta, le ho dato la massima corda ed il massimo supporto per aiutarla a fare quello che lei voleva fare, fiducioso che la persona – con una grinta, un carattere ed una determinazione di quel tipo – avrebbe prodotto un risultato positivo
naturalmente ero confortato dal fatto che gli “esperti” dicevano che aveva qualità tennistiche evidenti (anche se ho visto la FIT fare cose che voi umani…)
Giorgio Errani says:
@ Atti
dimenticavo la cosa più importante…
è nata lo stesso giorno di Agassi… eheheh…
stefano grazia says:
Se è per questo Nicholas è nato lo stesso giorno di…Bob Marley!
stefano grazia says:
Onestamente mi attendevo, speravo che almeno il titolo attirasse qualche disgraziato di Addetto ai Lavori in più a dissertare se non di occhi chiusi e aperti almeno di tensioni,corde, ibridi e budello…Vabbè, nell’attesa proviamo a cambiare argomento: qualche notizia dal Lemon Bowl, anyone? E Max, ci avevi promesso delle considerazioni “avendo dato uno sguardo ai tabelloni dell’under 12 di Parigi..”
mauro istr.coni says:
@ …stefano grazia
le annotazioni fatte da gus inerenti all’attrezzo e all’armeggio mi trovano d’accordo:devo anche dire che anche secondo me capita che anche certi maestri non diano la giusta attenzione a questi dettagli e non ne conosco i motivi.Per quanto riguarda occhio/palla è giusto secondo me in generale quello che ho letto (ADC).Vorrei però farVi notare una cosa: lasciare che i più piccoli trovino un loro stile particolare è secondo me più indicato nel senso che a quell età é meglio una caratterizzazione dei gesti , a patto che questi siano efficaci.Troppi insegnanti amano sentirsi ancora dire, vedendo un loro allievo giocare: “… si vede da come gioca che é un tuo allievo…”.
Non so se è uno spunto interessante ma il mio messaggio é no all’eccessiva massificazione del gesto…infatti quasi tutti i maschi pro giocano diversamente tra loro e sono facilmente identificabili un pò meno le donne…ma tant’é…molto umilmente…
Madmax says:
Eccome..
Calma Stefano calma ritorno ora da Giussano…
Comincio subito con il dire che al contrario di ieri Alessia stasera ha giocato in modo sublime dimostrano ancora di più di aver fatto un salto di qualità soprattutto a livello mentale.. Giocava con una ragazzina (per modo di dire era un armadio del ’97) che aveva sempra vinto facile e buoni riferimenti (infatti avevo parecchi dubbi sulla possibilità di vittoria) per le avversarie battute..
Partono con l’altra al servizio, un ace, un servizio vincente e due catenate di dritto, 1 a 0.. Serve Alessia e dopo un doppio fallo e un errore si trova 0-30 e qui comincia lo show… Aces, volè lungo linea e risposte imprendibili, morale 4-1.
A quel punto l’avversaria non sapendo che fare comincia ad alzare palonetti su pallonetti (quasi a sfiorare il soffitto) con mia figlia completamente nel pallone che non sapeva più che fare. Morale, ci troviamo sul 5-5 ma per fortuna mi accorgo che su questi pallonetti ora o va avanti a chiudere al volo o li aspetta un po’ di più facendoli scendere per poter colpire comoda e perciò ricomincia a prendere fiducia. A questo punto però l’avversaria trova un turno di ottimi servizi e andiamo sul 5-6 l’altra… Va a servire Alessia e trova due aces una volè di dritto ed un attacco dopo aver giocato uin lungo linea a chiudere..
Tie break e serve l’altra. Risposta lungo linea vincente, un ace un attacco e volè e andiamo 3 a 0, poi altra risposta vincente e palla fuori di un millimetro (con qualche dubbio) 4-1. Una volè fuori di un soffio un attacco in rete ed un ace dell’avversaria e siamo di nuovo 4 pari, poi fortunatamente altra risposta vincente in soccorso e siamo 5-4 e servzio. Una prima vincente ed un serve and volley alla Navratilova.. 7-6
Nulla degno di nota nel secondo dove Alessia sfonda gli argini finendo 61 e guadagnandosi (oggi si non ieri) la possibilità di giocarsi la semi contro la tds nr 1.. Degno di nota invece (in realtà invece ci sarebbe da piangere), quando più o meno a metà del secondo set sul 3 a 0 per Alessia i genitori dell’avversaria con cui avevamo scambiato quattro chiacchiere prima del match ad un certo punto mi hanno detto: “Scusi possiamo portarle anche nostra figlia?” Da notare che loro hanno anche un figlio di 18 anni 2.3 e che perciò di esperienze ne hanno già passate molte.. Devo dire infatti che nonostante la figlia non sia un fenomeno assoluto a livello di risultati (buoni ma non eclatanti) gioca però piuttosto bene e con il fisico che ha è certamente più futuribile di molte altre più nominate e il loro complimento mi ha fatto ovviamente piacere ma mi ha ulteriormente confermato il basso livello di insegnamento che esiste in Italia nella maggior parte dei casi..
Madmax says:
ora segue il resto..
Madmax says:
Prima delle riflessioni su Parigi volevo salutare e rispondere a Gus..
E’ ovvio (almeno per me) che prima di decidere la racchetta e l’incordatura ne parlo non solo con i maestri ma addirittura con i tecnici delle case fabbricanti, nel mio caso sono in contatto con quelli della Pro Kennex e Yonex ed è con loro che abbiamo discusso la possibilità di usare l’ibrido consigliato dalla Babolat sul tipooo di racchetta che usa mia figlia.. Anzi dico di più.. Mia figlia aveva scelto la RDIS300 Mid Plus da 295 gr e subito le hanno detto che a loro parere era un pochino pesante (però la palla le andava una meraviglia).. Lei ha insistito ed allora le hanno detto prima di tutto di tenere la tensione più bassa di un chilo ed in più che al primo sentore di affaticamento o peggio ancora di dolore avrebbe dovuto cambiarla.. In realtà non ha mai avutto problemi ma quando siamo andati a Firenze le hanno detto che verso la fine degli allenamento e dei match (uno di allenamento che aveva fatto) tendeva a scendere con la testa della racchetta. Tornati a casa allora le ho fatto provare la RQiS 1 Tour XL (quella usata della Ivanovic), il modello però con il piatto corde un po’ più grande e che pesa 270 gr. Ha incominicato ad usarlo dieci minuti al giorno trovandosi subito bene, finchè da lunedì scorso in allenamento si è messa ad usare solo quella. In partita però ha continuato ad usare la “sua” finchè stamattina dopo un allenamento molto buono mi ha detto che l’avrebbe usata anche in partita e al massimo se avesse avuto problemi poteva sempre cambiarla.. Dopo il partitone di oggi accortasi che la potenza non ne aveva risentito e che tra l’altro ne aveva beneficiato la velocità di braccio mi ha detto: “telefona efammele mandare!!”
seguono finalmente le riflessioni su Parigi..
Madmax says:
Diciamo subito che non è facile esprimere un giudizio senza aver visto i match, ma se la federazione può dare le teste di serie e redigere i tabelloni dei vari main draw nazionali (under 12) guardando solo i risultati, allora anche noi possiamo prendere spunto da quelli per partorire dell riflessioni..
Ho sempre sentito raccontare che noi italiani siamo fortissimi da juniores per poi perderci una volta che c’è da fare il salto nei pro..
Vedendo i risultati di Parigi dove i migliori mini cugini tennisti erano presenti si scopre che i nostri migliori arrivano al massimo nei quarti ma che comunque i loro vincitori hanno subito dopo subito delle lezioni pesantissime tanto da far presumere che se i nostri avessero giocato con i vincitori la palla l’avrebbero vista solo al cambio di campo…
Questo come ho sempre sostenuto non è affatto un problema, quello che voglio dire è he il gap esiste fin da subito ed è da qui a mio parere che bisognerebbe cominciare a porre rimedio.. E questo significa preparare tutti i ragazzi fin da subito ad alto livello, altrimenti se da una parte non è un problema il fatto che un ragazzo allenato bene ma meno cresciuto o meno precoce vince poco da junior perchè poi tanto prima o poi raggiunge gli altri il pericolo è che quelli allenati bene sono i peggiori e quelli che potrebbero essere buoni pensano di essere sulla strada buona sulla scorta di risultati buonissimi da molto piccoli ma che poi senza nemmeno bisogno di aspettare tanto e cioè dopo solo uno o due anni da un giorno all’altro non sarà più quel fenomeno che si pensa che sia..
Madmax says:
Ho scritto di corsa in forma allucinante ma l’importante è il concetto..
Roberto Commentucci says:
Max.
Il tuo discorso è probabilmente corretto in via generale.
Nello specifico, tuttavia, parlando della Zerulo, credo si debbano fare dei distinguo:
Parlavo dopo la conferenza con Luca Sbrascini, tecnico federale, e gli ho chiesto il risultato della Zerulo (che aveva perso 75 75). Mi ha detto che gli avevano riferito di una prestazione decisamente sottotono della pugliese. Gli hanno parlato di un incidente di percorso. Insomma, a quanto pare, almeno la Zerulo è per ora in linea con le migliori della sua età in ambito europeo, anche se ha giocato male questo torneo. Vedremo.
Domani vedrò di nuovo Costanza Pera e qualche altro match, vi farò sapere. Se riesco, farò il profilo tecnico a Teodori e Compagnone, due ottimi under 16.
Madmax says:
@Roberto
Se il disocorso è corretto in via generele, è corretto e basta nel senso che sarebbe eventualmente la Zerulo (che però ha un fisico già da under 14) ad essere la l’eccezione..
Ovviamente ne una partita ma nemmeno un torneo fanno testo, però è chiaro che sarebbe necessario starle addosso e controllarne gli sviluppi per eventualmente in caso di necessità intervenire in tempo visto che da essere bambini a essere troppo tardi, il passo è brevissimo..
paolo says:
@ Fulvio
ammetterei però che se Caperchi a livello tecnico ha lavorato abbastanza bene e ha costruito Fabio come si deve…qualche errore sotto l’aspetto fisico è stato commesso purtroppo…
considera che oggi Fabio ha un coach spagnolo Serrano e poi Salva Sosa come preparatore atletico…
l’impressione è che se Fabio fosse nato in Spagna sarebbe cresciuto di sicuro meglio…quanto meno per l’aspetto fisico(perchè ripeto tecnicamente Caperchi ha lavorato bene) che per me è fondamentale nel tennis di oggi…e non parlo solo per la potenza ma pure per la mobilità a mio parere…
per questo ti ripeto è importante aumentare il numero di ore per i ragazzini…Fabio a 10 anni faceva 4 o 5 ore la settimana…ma non sai se fare più ore gli avrebbe giovato…
magari qui in Italia forse no…anzi magari gli avrebbero fatto pure male..chi lo sa…ma in Spagna gli avrebbero fatto di sicuro bene considerando l’alta qualità della loro scuola agonistica….
Fulvio quanti spagnoli hanno problemi con gli spostamenti o con problematiche riguardanti l’aspetto fisico?
Freddo says:
Sul discorso degli occhi, so che qualche giocatore me ne ha parlato, anche se soprattutto poneva in evidenza il fatto di tenere bene gli occhi apertti quando si colpisce e mi ha fatto l’esempio di alcuni giocatori. Non siamo entrati in dettagli quindi non saprei quanto è importante tenere gli occhi aperti dopo aver colpito anche se sostanzialmente credo sia una cosa normale che viene automatica dopo un pò a certi livelli. Non ne so moltissimo quindi non so dare un giudizio più specifico sull’argomento.
Su le corde invece credo che il livello della tensione sia un falso problema, per il semplice fatto che la tensione delle corde nel tennis moderno deve considerare moltissime variabili e rimane in gran parte un fatto soggettivo. Faccio alcuni esempi banali ci sono corde particolarmente dure che è meglio accordarle a tensioni più basse, ci sono racchette particolarmente rigide in cui è consigliabile utilizzare corde morbide o accordature ibride con tensioni non altissime, c’è la forza e l’impostazione tecnica del giocatore che determinano la tensione perchè il giocatore con più potenza e meno controllo preferirà sempre giocare con accardature più tese mentre un giocatore meno potente e che gioca più anticipato come Davidenko preferirà tensioni più basse e corde più morbide. Insomma sono così tanti i fattori che ormai determinano la tensione che è difficile fare un discorso generale mentre prima era più facile perchè non c’erano molti tipi di corde e racchette quindi era evidente che Lendl giocava con una tensione più alta e Mcenroe con una molto più bassa anche se a determinare le stesse erano l’impostazione tecnica dei giocatori.
Chiaramente nei bambini è la stessa cosa con la differenza che farlì giocare con tensioni troppo alte senza avere una struttura fisica formata è in assoluto una follia.
Archipedro says:
Money makes the world go round…
Federer e Nadal… la magnificenza del tennis
Maria viceversa deve avere dei ripensamenti…
Mauro g&f says:
Ciao Gus, non me ne volere, ma non sono d’accordo sulla racchetta leggera e pesante in testa. Come ho già detto in precedenza il problema n.1 relativo alla racchetta sono le vibrazioni, esse si trasmettono maggiormente a parità di materiali quanto l’attrezzo è più leggero, meno rigido e meno profilato. Il peso in testa poi peggiora le cose, ho fatto pesistica per alcuni anni, prova a sollevare un manubrio di 5 Kg e portalo su fianco, poi fai la stessa cosa con un bilanciare di “soli” 2 Kg afferandolo per l’estremità, ti sarà quasi impossibile sollevarlo, non solo, il gesto ti potrà creare anche affaticamento tendineo.
Freddo says:
Corretto il discorso di Mauro il peso in testa può essere più dannoso del peso in assoluto, gioco con una racchetta da 350 gr. accordata ed essendo equilibrata sul manico non mi risulta certamente pesante malgrado tutti siano fissati sul fatto che essendo così pesante deve affaticare troppo il braccio. Diverso è il discorso della rigidità, non mi fanno impazzire le racchette troppo flessibile perchè se si guadagna in potenza si perde in controllo e stabilità, è logico che per un bambino bisogna scegliere una racchetta che un pò l’aiuta ma penso che il discorso deba essere di lavorare in prospettiva, quindi io personalmente consiglierei racchete che non perdonino troppo ne troppo flessibili, perchè se no ci si abitua ad una tecnica “sporca” e a magari a non compiere gesti più ampi e complti necessari ormai nel tennis moderno. Bisogna sempre ricordarsi che vincere da piccoli conta sempre relativamente.
Ma prendere i campioni come esempio che spesso sono eccezioni non so se è sempre utilissimo, alla fine Roddick a caratteristiche proprie difficilmente imitabili, come nel servizio i piedi vicino ed il mezzo movimento preparatorio, per dirne una, dovuto ad una grande forza muscolare nella schiena. Mah detto ciò tornando al tema di Stefano mi rendo conto che la tensione delle corde difficilmente può esprimere principi generali validi per tutti i giocatori, troppe variabili.
Poi dopo tutta questa teoria ti rendi invece conto che un giocatore come Roddick gioca con una racchetta flessibilissima come tanti altri per altro e tutte le teorie si fanno benedire
Archipedro says:
Ho scritto un mio post sulla corsa ad ostacoli come metodo ottimale per l’allenamento dei vostri bambini…
la corsa ad ostacoli per i bambini
ed una domanda, per i tennisti qui presenti, m’è sorta spontanea: conoscete i vostri “massimali” (nel senso lato del termine)? I vostri tempi sui m.100, o m.60, o m.400…? Le vostre misure sui lanci più comuni… quanto ci mettete per fare una vasca da m.50…? Elevazione con un vertical test (es.Sargent)? Un lungo da fermo? Un triplo da fermo? Potrei andare avanti…
Beh, chi non dovesse conoscere i propri “massimali” mi può spiegare come fa a sapere quanto sta effettivamente sfruttando le proprie potenzialità biomeccaniche e quanto viceversa s’affida a gesti stereotipati (magari “eleganti come una berlina”, da esteti delle academies… ma “scattanti come un go-kart”? Saetta Mc Queen correva per la Piston Cup perché era veloce, non bello…)
Ed una volta entrati nel grande circo del tennis globale troveranno mai il tempo, questi giovanissimi “campioni”, d’imparare a tirare colpi veloci, lineari ed essenziali? Quelli che statisticamente fanno vincere i CAMPIONI veri?
Solo una domanda…
Gus says:
Ciao Max e grazie.
Ormai conosco da un po’ di tempo la tua estrema attenzione e non ho dubbi sulla vostra capacità di fare le scelte giuste. Facevo un discorso più in generale, visto che intorno a me vedo fare agonismo da parte degli under seguendo spesso parametri che io non comprendo:
(1) Spesso i maestri e c. sono “affiliati” a determinate marche di racchette e corde e questo per me è già un problema perché la scelta dovrebbe essere “personale” e quindi provare diverse soluzioni (racchette) con maggiore libertà. Non è vero che le marche sono tutte uguali, ad esempio io gioco con la racchetta di Sara Errani (una wilson ktour 95, nel femminile strautilizzata a tutti i livelli) e pur avendo provato una decina di modelli della Head non ne ho trovato uno che mi desse le stesse sensazioni. Chiaro che io sono un tennista di scarsissimo livello e un pro può adattarsi più facilmente, ma ci sono casi anche recenti che le cose non siano così facili (l’ultimo Djokovic, uno dei tentativi “falliti” Ferrero).
(2) Spesso i maestri fanno i maestri e appunto si lasciano guidare dai loro fornitori di riferimento. Non credo abbiano le possibilità di tenersi così aggiornati anche sulle marche “esterne” al loro giro e quindi io mi fido di più di un negoziante esperto (tipo Marco Rossani) che di un maestro.
(3) Per almeno due anni ho usato incordature ibride (così come tutti per provare, essendo un pignolo) ma detto proprio con la massima franchezza, se usi un buon multi filamento proprio non riesco a capire perché si dovrebbe usare una soluzione ibrida. Ripeto, parlo per esperienza personale, letture e in generale. E’ ovvio che se tua figlia si troverà meglio con una soluzione ibrida, nulla da dire, magari per eccesso di pignoleria bisognerebbe capire come mai si trovi meglio con un ibrido. Ho giocato per 6 mesi anche con le luxilon (non ibrido) e devo ammettere che mi piacevano parecchio, ma nonostante un braccio destro alla Nadal non le sopportavo. In ogni caso le corde ormai sono un elemento “tecnico” riconosciuto nel mondo pro al pari della racchetta, addirittura per alcuni di importanza superiore.
(4) A titolo puramente informativo, così nella speranza di un piccolo contributo, tennis warehouse europe preferisce la XL 100 Light alla XL 270, ma questo solo perché mi hai incuriosito e ho fatto una piccola ricerca.
(5) La tensione delle corde a livello generale è sicuramente un fatto assolutamente soggettivo, tenendo ovviamente conto delle regole generali, ma credo si sia tutti d’accordo che almeno fino agli u16, soprattutto nel femminile, si debbano usare pesi leggeri e corde con tensioni adeguate all’età. Peraltro la tendenza generale, come ben evidenziato da Tennis Italiano di Nov/Dic, è quella di avere telai più leggeri, piatto 100, peso leggermente spostato sulla testa per gli uomini e ancora di più per le donne. IMHO, considerate le ore di allenamento e il numero di partite, anche per gli uomini la strada da seguire sarà questa.
Madmax says:
@Archipedro..
Ma nel tempo qui molti di noi hanno postato i loro test, e comunque tutti i convocati ai vari raduni due volte l’anno sono testati dalla federazione, sulla velocità, la forza etc..
@Gus
Vedi io tutti gli anni a mia figlia faccio sempre provare una decina di racchette e le prova con tutti i vari tipi di corde budelli compresi (perciò tutti i migliori multifilamenti) e a tensioni diverse.. Alla fine lei decide con quale racchetta corda e tensione giocare poichè è lei che deve giocarci. Ovviamente noi le diamo in mano le attrezzature migliori e più adatte alla sua età, struttura e tipo di gioco ma ripeto poi è lei che deve sentirsi a proprio agio.. Lei quella ha scelto e con quella la faccio giocare..
stefano grazia says:
Che dire? Leggere di Alessia che fa il Serve & Volley o le stop volley o comunque viene a prendersi il punto a rete mi fa veramente capire che non e’ piu’ la stessa bambina di luglio,una giocatrice in possesso di un uno-due piatto di risposta veramente micidiale e che magari entrava molto bene in campo quei 2-3 metri per colpire il winner ma che non si spostava granche’ oltre quel raggio … Quindi in sei mesi deve aver davvero compiuto passi da gigante, bravo Max, e questo mi fa cogliere lo spunto per parlarvi della lettera che ho mandato come feed back ai Direttori e Coaches IMG proprio ieri l’altro. Come forse ricordate mi ero ripromesso di parlare (o scrivere) solo dopo un mese, tre mesi e a fine anno (cioe’ a giugno) e cosi’ mi son permesso di inviare un lungo feed back di 7 pagine senza alcuna acrimonia ma piuttosto duro nelle parti riguardanti l’IPI (la preparazione atletica che un tempo era il pezzo forte e che invece da quello che avevo visto era, almeno per quello che riguardava Nicholas, disappointing, deludente). Un giorno magari ve la tradurro’ ma in pratica la lettera riporta quello che vi ho gia’ raccontato su questo blog, pregi e difetti, partendo dal presupposto che per noi la scelta era quasi obbligata (per via del matchplay e della scuola) e che l’avremmo ripetuta anche col senno di poi e con tutte le considerazioni gia’ fatte negli articoli e posts precedenti.Mi ha risposto a tempo record lo stesso Chip Brooks (la lettera era inviata a una decina di persone ma e’ Chip il Direttore dello Junior Program) in una insolita(per lui) lunga lettera in cui si riservava il tempo di digerire meglio cio’ che avevo scritto ma intanto sentiva la necessita’ di rispondere subito ed esprimere alcuni concetti riguardo a quanto avevo scritto. Alla fine concludeva che alla fine Nicholas deve essere comparato solo con se stesso e che Nicholas ora e’ comunque un giocatore migliore di quando e’ entrato.
Pur fedele alla promessa di parlare solo tre volte non ho potuto evitare di rispondere che ero d’accordo su tutto quanto Chip mi aveva scritto tranne che su questa sua affermazione perche’ lui non poteva sapere se Nicholas dopo tre mesi da un’altra parte, perfino con me o con Mad Max appunto, non sarebbe stato un giocatore forse anche migliore e spendendo certamente di meno. Sicuramente questo non puo’ essere il solo parametro, concludevo, per valutare il lavoro fatto perche’ chiunque, soprattutto a 12 anni, giocando 3-4 ore al giorno dopo tre mesi e’ un giocatore migliore. Quindi,in soldoni…non pigliamoci troppo per il cubo.
Ritornando a Mad Max, la sua riflettere e’ pertinente: anch’io, quando ricevevo i complimenti sulla tecnica di Nicholas, non potevo fare a meno di considerare che si, e’ vero che l’abbiamo mandato 2 volte all’anno nelle migliori Academies ma quante settimane avra’ fatto all’anno? 4,6, diciamo pure 8? Ok, le restanti 48 settimane le ha sempre fatte con noi (a costo zero). Non sara’ fra i migliori 10-20 italiani, ma e’ pur sempre meglio degli altri 400 che vengono fuori dai Maestri del Circolo e tecnicamente non e’ inferiore a nessuno (fisicamente e mentalmente e’ tutto un altro paio di maniche). E quindi, mi chiedo, prendendo una direzione completamente opposta a quella di Max: non e’ che il Maestro o il Coach ‘classico’ (non l’insegnamento o l’allenamento, attenzione!) siano sopravvalutati?
Madmax says:
@ Gus
Eppoi la 100 è la 270 gr..
Gus says:
Ma figurati, magari ci conosciamo poco, ma chi mi conosce nel blog (dal vecchio G&F) sa che non è facile che io me la prenda
Qui si parla di ragazzi, quindi bisogna aiutarli a mandare la pallina dall’altra parte senza aumentare il peso della racchetta.
Peraltro come già detto, la tendenza generale nel tennis come ben evidenziato in Tennis Italiano, è quella di avere un piatto corde vicino ai 100 e il peso “spostato” sulla testa, proprio perché si ritiene che soprattutto per gli uomini, il peso delle racchette sia “troppo”. Non so se qualcuno di voi ha mai provato a giocare con la racchetta di Federer. E’ un macigno e io in giro, anche tra i pro o semi-pro non la vedo mai.
Se invece guardate le foto del femminile scoprirete facilmente che la racchetta della Henin e di Sara viene utilizzata tantissimo (quella nella foto della home page del sito con sottotitolo Katie O’Brien, ad esempio, è esattamente quella) a qualsiasi livello e categoria. Segno che poi così male non faccia ed è “abbastanza” sbilanciata. Io ho sofferto di epicondilite e da quando uso questa racchetta e corde multi filamento mai avuto più nulla. Capisco il tuo riferimento ai Kg, ma ricordiamoci che qui si parla di grammi, bilanciati dalla casa madre su progetti e studi accurati. Io mi ritengo un fortunato perché riesco a provare diverse racchette l’annoe quindi dico solo provare per credere (non a te, da cui è possibile abbia solo da imparare, ci mancherebbe).
Gus says:
“@Gus
Vedi io tutti gli anni a mia figlia faccio sempre provare una decina di racchette e le prova con tutti i vari tipi di corde budelli compresi (perciò tutti i migliori multifilamenti) e a tensioni diverse.. Alla fine lei decide con quale racchetta corda e tensione giocare poichè è lei che deve giocarci. Ovviamente noi le diamo in mano le attrezzature migliori e più adatte alla sua età, struttura e tipo di gioco ma ripeto poi è lei che deve sentirsi a proprio agio.. Lei quella ha scelto e con quella la faccio giocare..”
@max: io farei lo stesso, ci mancherebbe. Ripeto che il mio era un discorso che poteva dare delle indicazioni generali, non certo a chi è già inserito in un percorso di alta qualità come il vostro e da cui avrei solo da imparare. Ma dalle parti di Torino non vieni mai che magari vengo a vedere volentieri la “nostra” promessa. Tu sai che io sono un tifoso appassionato dei ragazzi di G&F.
@stefano:
, è trovare il “sistema architetturale” giusto per raggiungere la massa critica minima per riuscire ad avere ragazzi ben preparati e sportivi in primis, e continuità ad alti livelli tra i pro. Tu hai scelto Bollettieri, se son rose, in un modo o nell’altro, prima o poi, sicuramente fioriranno. 
. Naturalmente siccome io credo nel dialogo, ci parlo volentieri.
OFF: grazie di nuovo per la mail che mi avevi inviato, ma io ti ho risposto e non ho ricevuto nulla, per caso hai cambiato indirizzo?
“Nicholas ora e’ comunque un giocatore migliore di quando e’ entrato.”
Mi verrebbe da dire banalmente e molto demagogicamente: “ci mancherebbe pure”?
“Quindi,in soldoni…non pigliamoci troppo per il cubo.”
Ecco questa mi sembra una buona risposta.
“prendendo una direzione completamente opposta a quella di Max: non e’ che il Maestro o il Coach ‘classico’ (non l’insegnamento o l’allenamento, attenzione!) siano sopravvalutati?”
Non credo sia questo il confronto corretto. Tu stai parlando di un genitore (tu, tua moglie) che sono un eccezione nel panorama dei genitori di piccoli sportivi. Sei un medico e quindi certe cose le conosci molto bene grazie anche alla tua professione, un appassionato di sport, atleta, ecc.ecc. Quindi studiando con passione, frequentando e “succhiando” esperienze dalle persone che hai incontrato nel tuo/vostro percorso probabilmente eri in grado di “insegnare” tennis al pari di altri, almeno per integrare e portare Nicholas fino ad un certo livello. Il problema più grande, ma qui forse dovremmo ricominciare daccapo con G&F
Ti posso garantire, vista la mia attuale esperienza, che la maggior parte dei genitori, non sa nulla di sport e non è riuscito ad insegnare a suo figlio neppure come fare una capriola.
Su 17 ragazze U14 allenate (parliamo di 96/97 + 2 ’99) più della metà non è in grado di fare una capriola e non sto scherzando.
Naturalmente, ora tutti pensano di essere dei fenomeni e poter distribuire al mondo il loro sapere che normalmente si limita ad aver visto in Tv la Juve per gli uomini, “Dallas” per le donne
@max:
“Eppoi la 100 è la 270 gr..”
In effetti non trovavo l’altro modello, quindi parliamo della 100.
Solo per correttezza riporto cosa scrive TW:
“Sebbene sia più leggera dell’altra versione RQ iS 1 Tour XL 270g abbiamo osservato una migliore stabilità in questo modello.”
Federico Di Carlo says:
Per ciò che riguarda lo sguardo;
vorrei innanzi tutto dire che è impossibile che un tennista possa vedere la triettoria della palla per tutto il suo percorso da una parte del campo all’altro non fosse altro che per le limitazioni intrinseche dell’apparato oculare. Come detto dall’ottimo ADC è molto importante che siano gli occhi a guardare la palla e non il capo a chinarsi sulla palla in quanto la testa è una delle parti del corpo più pesanti e per cui tende a sbilanciare il corpo. Detto questo è fondamentale capire che cosa fanno i ragazzi al momento dell’impatto pechè ciò ci indica il loro atteggiamento mentale nell’esecuzione di un colpo. Assolutamente da evitare lo sguardo in avanti (in direzione del campo avversario) che indica preoccupazione rivolta verso il futuro. Se fate attenzione, quando i ragazzi hanno quest’atteggiamento in loro prevale una stato mentale definito in inglese “choking”, hanno paura, sono agitati. Mantenere lo sguardo sul punto di impatto sulla palla indica che il giocatore è concentrato sul presente e sulla sua azione invece che sugli esiti del gesto. Saluti a tutti
bogar67 says:
@ Mad Max, ho visto in foto tua figlia, digli a quelli di coretennis di aggiornare, eh eh eh
First name Alessia
Last name D’auria
Birth date 10-20-1998 (11 years old)
Category Junior, Girls
Residence Italy
Nationality Italy
Comments Coach: Mauro Pezzi (Accademia Vavassori)
Racquet Pro Kennex K15
Shoes Adidas
Clothing Adidas
Plays Right-Handed
Archipedro says:
Dr.Max,
Beh, l’importante é comunque porsi almeno il problema…
testati dalla Federazione DUE volte all’anno?!
Parliamo di giovanissimi che fanno, quanti, 200 sessioni all’anno di sola preparazione atletica?! Credo che i le misure fondamentali dovrebbe essere rilevate 200 volte all’anno… facile se si tratta di tuo figlio, le tieni a mente… ma un allenatore serio si presenta al campo con un portatile, una videocamera, un cronometro, con un cardio-frequenzimetro, un fischietto e magari anche con delle radio-auricolari, se vuole evitare d’urlare come un troglodita (alla mia maniera)…
Non dirmelo, tutte banalità le mie… repetita iuvant…
Madmax says:
@Gus..
Mia figlia ha il contratto con la Yonex, per cui le può provare tutte.. Ovviamente le hanno fatto provare anche la 290 gr (però quella ancora più pesante non l’hanno nemmeno mandata..), ma assolutamente non si è trovata e dopo pochi minuti sentiva male al braccio, perchè oltre al peso è una racchetta molto rigida e per nulla facile (anche il fatto del piatto corde più piccolo non aiuta) tant’è che anche la Ivanovic fa fatica.. Oltretutto TW da una valutazione in generale, poi però bisogna considerare chi la usa ed in questo caso stiamo parlando di una bambina di 11 anni..
@Bogar..
Sono io che ancora non gli ho mandato gli aggiornamenti, li maderò verso la fine del mese..
Nel frattempo Alessia oggi ha vinto 62 60 e domani giocherà la finale under 14..
Come mi diceva Piatti lei se le cose non sono difficili non si diverte e infatti ha giocato benissimo fino al 4-1 del primo set, dopo di che non mi è più piaciuta perchè non è stata più aggressiva come prima e ha perso campo.. Voi direte che ha vinto il secondo set 6-0 ed è vero, ma ha lasciato l’iniziativa all’avversaria che non ha avuto la forza sufficiente per metterla in difficoltà, così alla fine Alessia con un colpo ribaltava l’inierzia dello scambio.. Se però dall’altra parte ci fosse stata un’altra le cose non sarebbero andate a finire nello stesso modo ed allora è necessario che lei impari ad essere aggressiva soprattutto nella posizione che assume in campo.. Morale alla fine mi ha detto che si è annoiata e spero tanto che domani trovi una che la prenda a pallate così sarà l’altra che al contrario di lei invece di annoiarsi, si divertirà un mondo!!
In realtà penso che tutto nasca dalla nuova mobilità che ha in campo che le permette di andare a riprendere tutto ed è questo che non mi piace, cioè che cominci ad accontentarsi di vincere ed è per questo che orsa è arrivatoil momento di competere soprattutto con le migliori..
Infatti tornando a Stefano che diceva di essersi reso conto di un cambiamento totale, dico che ha ragione nel senso che prima aveva potenzialità fisiche importanti, ora riesce almeno in parte a trasferirle e usarle sul campo.. In buona sostanza era questo che intendeva Giovanni qunado mi diceva che il nostro lavoro e quello dell’accademia non sempre andavano nella stessa direzione, in quanto noi cercavamo la rapidità e la destrezza massima, loro soprattutto la forza ma con un po’ troppo di staticità.. Dove deve migliorare ancora molto a mio parere è la posizione che deve prendere dopo aver messo in difficoltà l’avversaria che a mio parere deve essere molto più spregiudicata di quella attuale senza aver paura di andare a giocare molti più colpi al volo di quanti ne giochi ora…
Madmax says:
@ Archie..
E’ esattamente come mi presento io in campo ma la federazione li incontra 7/8 volte l’anno per cui due volte sono già molte..
bogar67 says:
Mad Max ti vorrei proprio vedere mentre assisti ad una gara di tua figlia, vorrei vedere se sei troppo esigente al limite dello stressante oppure stai in disparte e solo dopo esamini quello che è successo come fai qui con noi. Io seguirò i consigli di Giorgio Errani, me ne starò in disparte, dovrà imparare da sola a capire dove si sbaglia e a prendere decisioni, se non mi viene una tennista professionista cmq avrò una donna con le contropalle.
Loreto (il pappagallo) says:
Stefano@…(post 124) bella domanda….provocatoria ma interessante…
Diciamo che i mezzi di comunicazione stanno mettendo a dura prova molti dei “trucchi del mestiere”… se papà Richard, come raccontano le cronache, ha insegnato i rudimenti di base alle figlie, utilizzando qualche videocassetta e poco piu’ … un genitore al giorno d’oggi, abbagliato dalla stessa sana supponenza, appassionato, competente e dotato di tempo libero (mooolto), potrebbe informarsi e documentarsi di qualsiasi metodologia… nella rete, in internet, in libreria e/o alla TV… chiarisco subito che non è il mio caso ….non avrei la competenza tecnica sufficiente, ne la pazienza, ne tantomeno il tempo ….
Ovviamente non è così semplice, soprattutto da un certo punto in poi…problemi tecnici, adolescenziali e di obbiettività sono sempre in agguato……la figura del coach/maestro e imprescindibile a mio parere, per certi obbiettivi…. l’esempio rimane la miglior forma di insegnamento per un ragazzino….purtroppo Ahime, i migliori coach sono tutti nomi ben conosciuti nell’ambiente…difficili da abbordare (ovviamente già sovraccarichi di materia prima su cui lavorare…e con tariffe adeguate al loro livello iperprofessionale….)
Proviamo, per gioco e con un po’ di ironia a segmentare il campo di scelta, con le “ALTRE” tipologie di maestro disponibili (lo dico per qualche genitore neofita che ci legge); premetto, che non sono “compatibili”, a lungo andare, con un percorso di alto livello (salvo rarissime eccezioni) :
- I maestri che insegnano ma non si aggiornano sulle moderne metodologie tecniche (quelli indicati da Piatti nel raduno di Roma…)…” il dritto ed il rovescio sempre quelli sono”….
Sostanzialmente il maestro Pierino idealizzato da Stefano….obbiettivo dichiarato…
insegnante per sportivi di tutte le età….. mens sana in corpore sano… il professionismo si
puo’ raggiungere… con un pulman organizzato verso il torneo ATP/WTA piu’ vicino….
- I maestri che non hanno la voglia, di provare a crescere e seguire un possibile futuro professionista/i (tornei allenamenti sacrificando a volte anche il proprio tempo libero), pur competenti, ma magari e giustamente, si sentono appagati del loro menagè quotidiano (anche in termini economici), spesso simbolo tennistico del club dove operano… diciamo la parte impiegatizia della categoria, che preferisce l’ora privata e/o la scuola SAT ….scelta legittima ovviamente…ottimo come maestro di rappresentanza per un circolo medio grande….all’occorrenza capitano/giocatore per la serie A , B o C…. quelli che commentano le partite giocate dall’allievo in torneo…per sentito dire da qualche maestro amico (che era presente e ha visto duo o tre spezzoni di partita…..)
- I maestri che non hanno esperienze significative del mondo professionistico (escluse fugaci apparizioni in qualche Futures… diciamo molti ex II^ categoria)… i tanti che dicono “avendo avuto… ce la potevo fare anch’io….”. sono i piu’ “difficili da valutare” (per il genitore), perchè avrebbero molti punti a loro favore (gli unici che offrono qualcosa in piu’ del prezzo pagato), pero’, dopo l’infatuazione iniziale… tendono a standardizzare e a comportarsi sulla base dei loro errori (nel senso che operano come avrebbero voluto si comportasse il loro maestro), convintissimi (in buona fede) di sapere sempre cosa fare…raramente chiedono consigli al genitore…anzi… proprio non se ne parla (ascoltano ma non recepiscono… l’udito è selettivo)….dimenticando che per tanti aspetti, ogni allievo necessità di un impostazione personale, dal lato umano e adolescenziale; che il percorso è ancor piu’ difficile rispetto a 10-20 anni fà….e soprattutto non hanno ancora ottenuto un risultato reale ( nel tennis PRO) che li certifichi a 360^gradi …. auguriamogli che prima o poi, peschino il jolly e ce la facciano…. se lo meriterebbero….
- Infine i maestri che presumono di sapere, solo perché sono amici di Tizio (coach professionista) e/o di Caio (tennista professionista) e quindi automaticamente si sentono investiti del Phisique Du Role…targa luccicante all’ingresso del circolo…. di soliti figli di papà e sempre telefonomuniti (anche in campo)….non si sa mai …l’ora di allenamento passa che è un piacere….sorrisi, battute e sano divertimento (il ragazzino non si annoia mai…le mamme neppure….e spesso non dovrete nemmeno lavargli gli indumenti di gioco)….Ah dimenticavo… non raccolgono MAI il cesto di palline….noblesse obblige…
Ho volutamente sdrammatizzato… seriamente penso invece, che i maestri non sono la causa, vanno solo coinvolti con un progetto chiaro e concreto, molti di loro ritroverebbero nuova linfa ed entusiasmo per rimettersi in gioco…mentre ora, risultati alla mano, sanno benissimo che al 99,99 % e tempo sprecato… per l’ennesima promessa mancata…
bogar67 says:
Loreto, sei stato un ottimo fotografo della situazione coach-maestri in Italia, bravo!!
madmax says:
@Bogar
Inizialmente ero uno molto stressante, ora me ne sto in disparte e se lei mi guarda mi giro dall’altra parte.. Solo in casi eccezionali posso dare un piccolo consiglio (tipo ieri) o al massimo le ricordo i compiti obbligatori..
A volte sto anche a casa e le cose ormai non cambiano più..
bogar67 says:
Bravo Mad Max non sono solo i figli a dover imparare ad essere tennisti ma bisogna che anche noi impariamo a fare i genitori dei tennisti. Credo che le tue esperienze ma anche di tutti gli altri raccontate qui sul forum servono tantissimo a chi legge. Sarebbe bello che uno di questo forum oltre a Fulvio e Giorgio possa dire, ci sono, ci siamo riusciti!!
stefano grazia says:
Loreto, si, la situazione e’ quella (il Maestro Pierino era pero’ idealizzato da Nikolic che pero’ lo indicava come il Maestro per tutte le Stagioni mentre per me e’ ideale solo per chi si avvicina al tennis solo per fare un po’ di moto o al massimo per giocare poi la Coppa italia o poco piu’… Non sara’ lo stesso vero Pierino di Nikolic ma con Maestro Pierino abbiamo finito per indicare QUEL tipo di Maestro, onesto ma,magari volutamente, limitato). Ma quel che intendo dire e’ che da un lato si tende a voler fare a meno di maestri e preparatori ED E’ SBAGLIATO, dall’altro si tende a mitologizzare certe figure ED E’ SBAGLIATO ANCHE QUELLO. Poi c’e’ D’Adamo che su MatcPoint fa la punta a Nadal perche’ si e’ sempre allenato con loZio Toni e chissa’ dove sarebbe arrivato se avesse avuto un Coach vero…Chissa’ dove sarebbe arrivato uno che e’ stato numero uno e ha vinto 6 Slams con doppietta RG-W? Mah…
stefano grazia says:
Per proseguire il discorso, come scrivevo a seguito dell’art su Bolelli dopo il solito intervento di Max su certi preparatori e quel che scrivo non ha valenza polemica nei confronti di Max, e’ solo un tentativo di spiegare certe sue sparate conseguenti al suo essere in un certo senso integralista in tutto quello che fa (salvo poi 6 mesi dopo, un anno dopo magari riconoscere l’errore e riuscire anche a convincerti che non era un errore o anzi e’ stato meglio cosi’ perche’…) e invece la mia posizione, a meta’ fra il possibilismo,il sogno e lo scetticismo:
“Su Max e i Preparatori Atletici dovete capire che ogni qual volta se ne cita uno lui si sente chiamato in causa da un senso di lealta’ ed attaccamento al suo preparatore preferito. Giovanni Catizzone,che a volte trascende a livelli mistici e religiosi…Due domande a Max dunque: c’e’ qualche altro Prep Atletico in Italia e nel Mondo (che ne so Etcheberry, Reyes, quel birichino di Hopper…) che ti sfagiolano oltre a Catizzone che comunque,dici tu, non pare interessato a lavorare a tempo pieno nel tennis e allora poi e’ inutile stare a fare la manfrina? E seconda domanda: secondo me (e senza polemica, eh…) su Panichi un po’ ti contraddici e infatti Swing in pratica riprende le tue posizioni su una querelle fra noi due in TGF laddove io dicevo che il tennis (lo sport) non e’ la matematica e quindi e’ difficile valutare e tu rispondevi: ma come, se uno e’ migliorato TOT con un Coach e pliccheteplik con un altro, vuol dire che iul tal coach e’ migliore…Io non sono cosi’ d’accordo ma adesso tu ti contraddici: se Panichi ha portato dal 250 al 36 Bolelli, tanto male non puo’ essere… E soprattutto e’ vera , o puo’ essere vera, anche la precisazione di Swing: da un preparatore bravo ci vanno i TRISTI, i fenomeni atletici come magari Hewitt o Nadal non ne hanno nemmeno bisogno…. Parlo in linea teorica perche’ io non conosco ne’ Panichi ne’ Catizzone… Sul Prep Atletico di Seppi,al di la’ del suo valore, credo che intervengano anche altri fattori, affettivi e logistici e non esiste nemmeno li’ la controprova che con un altro avrebbe fatto meglio (e non lo credo) … Se da un lato il Prep Atletico e’ fondamentale, dall’altra parte non si deve nemmeno arrivare a farne una figura mitologica … Una Professionista come la moglie di Sartori, per esempio, ha avuto una opportunita’ incredibile di acquisire esperienza e conoscenze in questi anni … Non credo se ne sia stata seduta a Caldaro a basarsi su quanto appreso all’Universita’…avra’ avuto anche lei scambi culturali e d’informazioni, partecipato a simposi conferenze aggiornamenti meeting passaparola… Che cosa alla fine differenzia un prep dall’altro? L’intuito? La Botta di culo? La conoscenza del doping che non e’ ancvora stato scoperto? Perche’ altrimenti qui si rischia di far passare la Prep Atletica come la Fisica Quantistica o la Chirurgia Neurovascolare …. Io credo che alla fine il miglior prep atletico sia quello piu’ umile, quello che non si crede un dio in terra e che collabora giorno dopo giorno con i Coach con cui lavora, ha dei Medici e Fisiatri di riferimento (se non lo e’ anche lui gia’ di se’) e si confronta sempre con i suoi colleghi e continua a leggere e studiare…Ma non c’e’ nessuno che riesce a far correre veloce come una lepre una tartaruga…Se vuoi vincere un Gran Prix devi prima di tutto avere un cavallo, non un mulo…Il Mulo poi magari ha piu’ voglia di allenarsi e spirito di sacrificio del cavallo ma il Gran Prix non lo vincera’ mai …ne’ entrera’ nei primi 20.”
Federico Di Carlo says:
ciao Max,
“In realtà penso che tutto nasca dalla nuova mobilità che ha in campo che le permette di andare a riprendere tutto ed è questo che non mi piace, cioè che cominci ad accontentarsi di vincere ed è per questo che orsa è arrivatoil momento di competere soprattutto con le migliori..”
Ti do ragione sul fatto che contro le più deboli e ogni volta possibile dovrebbe comunque mantenere un atteggiamento più propositivo o proattivo. Quando salirà di livello e giocherà contro avversarie che, soprattutto nel loro turno di servizio, prenderanno il pallino del gioco, allora quelle caratteristiche difensive di gioco che oggi non ti piace vedere sul campo le torneranno molto utili. Dalle parti mie si usa dire “impara l’arte e mettila da parte”, un giorno ti potrà servire.
madmax says:
Ciao Federico..
Tutto vero tutto bello, poi oggi va in campo prende a pallate l’avversaria per un set (6-1), poi senza che l’avversaria abbia fatto assolutamente nulla si blocca e non ne mette in campo più una..Morale 16 60 62 per l’altra…
Alla fine due le cose positive.. Il primo set da incorniciare e il dopo partita..
Infatti lei normalmente sia dopo una sconfitta che dopo una vittoria passati pochi minuti dalla fine della partita non ci pensa più, ride e scherza con le amichette… Oggi la guardavo da lontano durante la premiazione (un paio d’ore dopo il match) ed erà ancora stravolta e giù di morale.. Alla fine dopo anche il rinfresco andando verso la macchina le ho chiesto: “Perchè sei cosi arrabbiata, sei sempre arrivata in finale ed il primo set hai giocato alla grande, va bene lo stesso!” E la sua risposta: “Non è uguale per niente, vedrai che la prossima volta non esco dal campo con la testa!!”
Perciò ha capito che tutto è dipeso da lei perciò se la prossima volta vorrà vincere saprà che fare.. Io dentro di me dopo la brutta partita di un paio di giorni fa mi auguravo proprio succedesse qualcosa del genere (e sinceramente me lo aspettavo anche perchè già troppe volte era arrivata vicino al fuoco senza scottarsi), poichè ero curioso (ed ancora lo sono perchè voglio vedere cosa succederà la prossima volta in una situazione simile) di vedere come avrebbe reagito e se l’esperienza le fosse servita..
Forse ha anche influito il fatto che fosse la prima finale giocata con il giudice di sedia e la presentazione delle giocatrici con il microfono e la musica in sottofondo, non lo so comunque ottimo torneo e ottima esperienza.. Tra l’altro devo dire che è stato un torneo organizzato veramente bene, con orari perfettamente rispettati, campi perfetti e transportation per e da i circoli attigui che sono serviti quando qualche volta si sono accavallati i match.. Gentilissimi anche tutti i dirigenti e non a caso quest’anno le iscrizioni sono passate da 140 a 210.. Prevedo che l’anno prossimo cresceranno ancora..
Roberto Commentucci says:
Torno dal lemon Bowl, finali.
Impressioni al volo, che approfondirò in un pezzo stasera o domani.
Nell’under 12 femminile Costanza Pera ha perso 61 63 dalla croata Petra Granic, ma una volta tanto possiamo ribaltare lo stereotipo.A mio avviso è la nostra giocatrice ad essere la più futuribile, oggi mi è piaciuta molto.
La croata dimostra 16 anni suonati ed è molto più adulta fisicamente e mentalmente, ma a tennis, in prospettiva, gioca meglio la Costanza, che ha un braccio molto rapido e colpi piatti,potenti e puliti. Ha pagato 3 cose:
1. i campi lenti e umidi in terra rossa, su cui l’altra riusciva a contenere le sue accelerazioni. Sull’erba sintetica indoor avrebbe probabilmente vinto lei.
2. L’insufficienza del servizio: sulla seconda ha rimediato pochi punti.
3. il fatto che per ora ha un gioco con poche variazioni. Ha si fatto qualche bell palla corta, ma non riesce ad usare bene gli angoli per aprirsi il campo. Ha colpi lineari, ma cerca troppo lo sfondamento in verticale.
Tuttava, questo è un mach che a parità di sviluppo fisico la Pera avrebbe vinto agevolmente, ha un braccio molto più rapido dell’avversaria,: la croata è già una giocatrice fatta e non pare, francamente, avere moltissimi margini di crescita (assurdo dirlo di una dodicenne, ma vi assicuro che in molti hanno avuto la stessa impressione).
Marco Mosciatti ha vinto l’under 14 maschile, pur essendo un anno più giovane degli altri (’97 contro ’96) vincendo un match epico contro il torninese Turco: 76 al terzo dopo aver annullato 2 match point. Mosciatti ha una gran testa da tennis, si muove benissimo e ha un repertorio tecnico molto completo: che i… cromosomi della crescita lo assistano.
Giovanni Calvano da Formia ha vinto in due set lottati la finale dell’under 12 maschile sul mancino De Fraia. Per Calvano vale un pò lo stesso ragionamento fatto per Mosciatti: è un giocatorino molto ordinato, diligente tatticamente e ha anche un ottimo diritto e una buona mano: si tratta di vedere quale sarà la sua crescita fisica, i genitori, persone squisite e di grande educazione sportiva, non sono alti. In questa categoria pre che i picchi di gioco più alti li abbia mostrati Morello, un bimbo palermitano che si allena con Germano Di Mauro. Ma nella semi con De Fraia ha ceduto di nervi.
Nell’under 16 vittoria del ragazzino romeno Adrian Mihaescu, che si allena da anni in Italia ed è seguito al Garden da Pancho Di Matteo. Si sta cercando di farlo diventare italiano,ma pare che la cosa non sia agevole. Il ragazzo, classe ’94, sarebbe un ottimo acquisto: è parso forse il giocatore più futuribile visto all’opera: ottimo fisico, gran servizio, piedi veloci, colpi puliti e buon tocco. A causa di alcuni incredibili vuoti mentali, il rumeno ha faticato più del dovuto a superare la resistenza del tenace Saloli, un 3.2 della Corte dei Conti che ha lottato in modo indomito prima di arrendersi. Ma Mihaescu ha mostrato sprazzi di talento cristallino.
Nell’under 18 il mancino del Due Ponti Cristiano Compagnone non è riuscito a vendicare, contro il 2.5 Colella (classe ’92), la sconfitta subita ieri dal suo compagno di allenamento Teodori contro lo stesso avversario. Colella, grandissime gambe e notevole capacità di soffrire, è stato aiutato anche dalla superficie inevitabilmente molto lenta, ma ha vinto 64 al terzo con merito, grazie alla maggiore solidità e alla notevole qualità difensiva. Compagnone ha mostrato numeri interessanti,ma chiamato a farsi tutti i punti ha anche commesso qualche errore di troppo. In prospettiva, può fare parecchia strada.
bogar67 says:
Roberto sei stato bravo hai tralasciato però under 10 e under 8. Ovviamente mi serviva un parere non tanto sui bambini ma del livello raggiunto e se secondo te le basi date dai loro maestri erano buone. Mi dicevano ad esempio che l’anno scorso uno dei due finalisti under 8 batteva dal basso, cosa strana visto che già a mia figlia di 5 anni ho già insegnato a battere dall’alto.
capponi andrea says:
Su Ubitennis,Rassegna stampa nazionale cè un interessante articolo,Punta sul tennista puoi farti ricco,un’idea originale francese su come finanziare l’attività dei tennisti.Sembra che abbia già dato i primi risultati.P.S. Io comincerei con 100 Euro su Marco Mosciatti
Roberto Commentucci says:
Grazie per la segnalazione, Andrea.
Ecco il pezzo, dal Messaggero di oggi:
Punta sul tennista, può farti ricco
Francesca Pierantozzi, il messaggero del 6.1.10
Investire in un rovescio micidiale, sponsorizzare un dritto tagliente, scommettere su un servizio raserete o magari su un temperamento d’acciaio: dopo gli attori, i cantanti, gli scrittori, Internet scende in campo per finanziare gli atleti. I tennisti, per la precisione. Si chiama Tennis Angels, è il primo sito di finanziamento sportivo on line e comincia ad attirare l’attenzione degli investitori-supporter francesi, il principio è quanto di più semplice: sostenere la carriera di una giovane speranza del tennis francese, scommettendo sul suo talento e la sua grinta. Se diventerà un campione (o una campionessa), i “padrini” potranno spartirsi, in proporzione all’investimento effettuato, il trenta ;per cento dei suoi guadagni sportivi. Decisamente più appassionante di un anonimo – e visti i tempi altamente rischioso investimento in borsa, più divertente della gestione di un portafoglio di azioni senza volto (e senza racchetta), lo sponsoring sportivo di Tennis Angels ha attirato in meno di tre mesi 283 investitori. L’idea si deve a due soci: Jean-Marie Loinard, esperto di borsa ,e finanza, e Dimitri Lorin, ex tennista professionista (302esimo classificato ATP nel 2002), esperto delle difficoltà del mestiere. «La nostra idea era trovare una risposta ai problemi che Dimitri ha incontrato durante la sua carriera – spiega Loinard – Sotto il duecentesimo posto nella classifica mondiale, i guadagni non coprono le spese: i risultati sportivi dipendono a quel punto più dal conto in banca dell’atleta che dalla tecnica o dalla preparazione. Diventa impossibile battersi a armi pari con quelli che possono pagare i biglietti aerei all’allenatore o le camere d’albergo».
I due soci di Tennis Angels hanno selezionato una squadra di potenziali campioni. «Valutiamo il potenziale del giocatore, la sua motivazione personale, la sua struttura, la solidità fisica. Deve avere una marcia in più a livello fisico, mentale o tennistico, ma non esiste un criterio legato all’età» spiega Dimitri Lorin. Ogni finanziatore può iscriversi, scegliere il “puledro” su cui puntare e quanto aiutarlo: la quota minima è venti euro. Ogni giocatore ha una sua scheda: età, peso, classifica, risultati ottenuti, caratteristiche tecniche, un video che mostra il suo gioco, e il parere di Tennis Angels. Per poter sostenere efficacemente un tennista, il sito ha stabilito la quota di 50mila euro l’anno per tre anni che serviranno a pagare le spese di viaggio, l’albergo, un preparatore fisico, un coach…Per il momento la tennista che attira di più gli investitori è Claire Feuerstein, 23 anni, oggi tredicesima nella classifica francese. Non ha ancora raggiunto i 50 mila euro ma in qualche settimana ne ha già raccolti quasi 12mila. La “fiducia” degli sponsor l’ha galvanizzata. Ha appena vinto il torneo, di Chartres contro la decima francese ed è balzata dal 400esimo al 173 esimo posto in classifica ATP in una sola stagione, «Grazie a tutti» ha lanciato sul sito, prima di partire per l’Open d’Australia. «E’ una bella iniziativa», ha commentato Bernard Pestre, direttore tecnico della Federazione Francese Tennis, che -fatto storico – starebbe prendendo seriamente in considerazione l’idea di un partenaria-to con il sito.
Idea potenzialmente interessante.
gianni says:
per commentucci
peccato che tu non abbia potuto vedere un ragazzino 99 iannaccone uno sconosciuto classe 99 che a Bari ha fatto sfacello di avversari partecipando al torneo di natale in due diverse categorie sia la sua 99 che la 98 arrivando a disputare nella stessa giornata anche 4 partite (basta vedere i tabellloni su internet del torneo)è arrivato partendo dalle quali in semifinale 98 persa al terzo per mancanza di energie e in finale 99 nd per lo stesso motivo,chi lo ha visto giocare ha affermato che è superiore anche a quinzi informati,e facci sapere sulle potenzialitaà di questo ragazzo che fa apparizioni sporadiche ai tornei.
Roberto Commentucci says:
Per bogar67
Gli under 8 non li ho visti, giocavano al Circolo La Madonnetta.
Ho visto gli under 10, maschi e femmine. Giocano già tecnicamente molto bene, altro che servire da sotto. Tirano forte, nonostante le palle mid, e giocano anche con buone geometrie.
Nel femminile la Novak è piaciuta per pulizia dei gesti e per ordine tattico. bambina molto tranquilla, gioca sempre la palla giusta. La finalista, la toscanina Rebecca Fedele, una bellissima biondina, non manca di grinta ma è risultata più fallosa, specie con il diritto.
Mauro g&f says:
Andea, Roberto e tutti, potremmo organizzare qualcosa anche qui per finanziare i nostri ragazzi.
Roberto Commentucci says:
gianni, grazie per la segnalazione: avresti il link del tabellone di bari?
stefano grazia says:
A mezzogiorno avevo copiato, per completare il mio precedente pist, quello che avevo scritto in risposta a Mad Max e alla sua solita sparata sui preparatori NON da 200-300.000Euro (ma non in polemica, eh, sia ben chiaro, solo per dare fiato alla discussione anche qui su TGF e ribadire le due posizioni differenti, da integralista duro e puro Max, da possibilista sognatore scettico la mia… Ma anche quel post è finito in SPAM… Ci riprovo (anche se poi Max mi aveva già risposto).:
“(…)
Su Max e i Preparatori Atletici dovete capire che ogni qual volta se ne cita uno lui si sente chiamato in causa da un senso di lealta’ ed attaccamento al suo preparatore preferito. Giovanni Catizzone,che a volte trascende a livelli mistici e religiosi…Due domande a Max dunque: c’e’ qualche altro Prep Atletico in Italia e nel Mondo (che ne so Etcheberry, Reyes, quel birichino di Hopper…) che ti sfagiolano oltre a Catizzone che comunque,dici tu, non pare interessato a lavorare a tempo pieno nel tennis e allora poi e’ inutile stare a fare la manfrina? E seconda domanda: secondo me (e senza polemica, eh…) su Panichi un po’ ti contraddici e infatti Swing in pratica riprende le tue posizioni su una querelle fra noi due in TGF laddove io dicevo che il tennis (lo sport) non e’ la matematica e quindi e’ difficile valutare e tu rispondevi: ma come, se uno e’ migliorato TOT con un Coach e pliccheteplik con un altro, vuol dire che iul tal coach e’ migliore…Io non sono cosi’ d’accordo ma adesso tu ti contraddici: se Panichi ha portato dal 250 al 36 Bolelli, tanto male non puo’ essere… E soprattutto e’ vera , o puo’ essere vera, anche la precisazione di Swing: da un preparatore bravo ci vanno i TRISTI, i fenomeni atletici come magari Hewitt o Nadal non ne hanno nemmeno bisogno…. Parlo in linea teorica perche’ io non conosco ne’ Panichi ne’ Catizzone… Sul Prep Atletico di Seppi,al di la’ del suo valore, credo che intervengano anche altri fattori, affettivi e logistici e non esiste nemmeno li’ la controprova che con un altro avrebbe fatto meglio (e non lo credo) … Se da un lato il Prep Atletico e’ fondamentale, dall’altra parte non si deve nemmeno arrivare a farne una figura mitologica … Una Professionista come la moglie di Sartori, per esempio, ha avuto una opportunita’ incredibile di acquisire esperienza e conoscenze in questi anni … Non credo se ne sia stata seduta a Caldaro a basarsi su quanto appreso all’Universita’…avra’ avuto anche lei scambi culturali e d’informazioni, partecipato a simposi conferenze aggiornamenti meeting passaparola… Che cosa alla fine differenzia un prep dall’altro? L’intuito? La Botta di culo? La conoscenza del doping che non e’ ancvora stato scoperto? Perche’ altrimenti qui si rischia di far passare la Prep Atletica come la Fisica Quantistica o la Chirurgia Neurovascolare …. Io credo che alla fine il miglior prep atletico sia quello piu’ umile, quello che non si crede un dio in terra e che collabora giorno dopo giorno con i Coach con cui lavora, ha dei Medici e Fisiatri di riferimento (se non lo e’ anche lui gia’ di se’) e si confronta sempre con i suoi colleghi e continua a leggere e studiare…Ma non c’e’ nessuno che riesce a far correre veloce come una lepre una tartaruga…Se vuoi vincere un Gran Prix devi prima di tutto avere un cavallo, non un mulo…Il Mulo poi magari ha piu’ voglia di allenarsi e spirito di sacrificio del cavallo ma il Gran Prix non lo vincera’ mai …ne’ entrera’ nei primi 20.”
QUI AGGIUNGO VIVO LIVE sui geni e cromosomi qualcosa: dice infatti capponi andrea : “Non sono i preparatori atletici che lavorano nel tennis a non essere capaci ma il materiale umano che hanno tra le mani,dal punto di vista fisico,ad essere poca cosa..Fin quando la selezione a livello giovanile si farà prevalentemente a livello economico è ovvio che andrà avanti chi a forza di tirare palle ogni giorno,di clinic,lezioni individuali sarà tra i migliori dei pochi eleggibili.Non mi sembra che,calciatori,pallavolisti,sciatori,Judoki,nuotatori italiani abbiano qualcosa in meno degli stranieri.Nella quasi totalità degli sport,in Italia vanno avanti i migliori,nel tennis non penso”
In effetti se non fosse così forse il tennis come il basket sarebbe terra bruciata per tutti coloro che non siano africani, afroamericani o slavi…Forse se volete davvero un italiano fra i top 10 è meglio che non insistiate troppo…Scherzi a parte, oggi mi sono arrivati in clinica due o tre ragazzotti nigeriani ed erano dei giganti…ho subito pensato a quale materia prima avrebbero potuto essere nelle mie mani e invece eccoli lì, sovrappeso, probabilmente solo interessati al calcio e alla TV (questi sono gli Africani figli di chi i soldi ce li ha anche più di noi)…Per strada invece vedo ogni giorno fisici scultori di manovali con i loro six pack scolpiti dal lavoro durissimo sotto il sole e da una dieta per forza sobria e dettata dalla scarsezza economica…Ma anche una classe media grassa e gonfia perchè grasso nella cultura del terzo mondo significa healthy, benestante, e quindi bello…Qui i poveri che lavorano come impiegati o come autisti e cuochi, nannies, badanti sono tutti malsanamente grassi a causa della vita sedentaria e di una dieta fatta di grannots, le noccioline, tuberi (patate, cassava, yam) e altre cose che gonfiano… Ma fra i ragazzini che giocano a tenniscome ballboys e che cominciano magari scalzi per finire poi 10-20 anni dopo come coaches molti sarebbero dotati atleticamente e geneticamente più degli europei nei circoli … E’ vero che in Africa di solito i migliori atleti scelgono il calcio o l’atletica, sport a costo zero … Dice NapalmDeath: il grande rino tommasi dice una cosa fin troppo vera…l’allenatore buono si sceglie i cavalli buoni..Bè,moderni avventurieri e mercanti di schiavi (leggi Agenti Sportivi) forse potrebbero provare a investire su una 30ina di atleti grezzi sui 12-14anni e tirarli su con qualcosa di simile al prestito d’onore e cercare di trovare il nuovo Federer Nero…l’investimento sarebbe poi ricambiato ma suppongo che a parte leobiezioni di carattere morale (ovviamente solo occidentali, gli africani sarebbero ben felici di farsi schiavizzare così) subentrerebbero poitutte le problematiche legate al dopo perchè ogni africano che ce la fa ha poi non una famiglia numerosa da mantenere ma un intero villaggio… Le ingerenze sarebbero strepitose.
Ma stiamo certi di una cosa: nel momento in cui il tennis non sarà più uno sport per ricchi…non sarà nemmeno più uno sport per bianchi. E va bene così, io non sono mica razzista, ma forse di italiani nei top 10 ce ne saranno ancora di meno…
stefano grazia says:
Ennesimo post che lo sPAM non mi passa: ci avevo già provato a mezzogiorno e stranamente è un copia incolla (ma con aggiunte all’inizio e alla fine)di quello non passatomi prima su Bolelli (e poi recuperato da Ale)… Me lo andate a inserire? Mi spiegate quali sono le parole chiave per lo Spam?
stefano grazia says:
Ok, Mauro, io do 1000 Euro a te, tu li dai Mad Max, Mad Max li da a me …
gianni says:
per commentucci
http://www.accademiatennisbari.it
il link http://www.accademiatennisbari.it/tennis-incorso/images/File/torneo-di-natale2009/Tab%2098%20Masch(5).pdf
madmax says:
Guarda Stefano quello che posso garantirti è che io ho visto con i miei occhi (e ho vissuto la situazione direttamente) brocchi cambiare mano e diventare campioni e viceversa, perciò se secondo te uno vale l’altro io penso che tu stia sbagliando…
Detto ciò quindi secondo te le squadre di calcio, le nazionali americane di atletica leggera, le squadre americane di football e basket sono stupide a pagare centinaia di migliaia di dollari i loro preparatori atletici, quando potrebbero avere Panichi e la moaglie di Sartori a qualche migliaia di euro (e loro ci andrebbero di corsa eh) che tanto sono uguali?
Il preparatore atletico se in Italia ci fosse una scuola tennis seria che facesse uscire a 13/14 anni dei giocatori completi e non difettati, sarebbe l’unica figura in grado di fare la differenza…
Archipedro says:
Credo che sia giusto che dr. Max, come chiunque, continui a difendere le proprie opinioni… Credo anche che proprio a dr. Max per primo, che si ritrova in “prima linea”, farebbe comodo confrontarsi, in questa sede, anche con i tecnici e gli addetti ai lavori; persone che, evidentemente, non accettano di buon grado le sue (nostre) esasperazioni… Attorno ad un tavolo, in un contesto amichevole, la comunicazione non verbale ti permette magari di far passare il concetto dei “200-300 mila Euro” come una provocazione accettabile: qui, viceversa, si presta ad una interpretazione piuttosto cruda… perché d’allenatori ne ho conosciuti tanti, anche eccezionali, e nessuno ha mai guadagnato tanto… vado oltre: nessuno ha mai avuto la pretesa d’arricchirsi con lo sport, perché certe cose non stanno proprio insieme, almeno da un punto di vista morale…
I PA delle grandi squadre professionistiche non sono chiamati a formare dei giovanissimi, e forse non sarebbero neppure in grado di farlo… magari non l’hanno neppure fatto mai. Rendere un bambino un piccolo sportivo felice ed un atleta capace ed educato è un’impresa nobile, che NON HA PREZZO, NE’ LO PUO’ AVERE…
Nessun genitore al mondo, che sia decente, s’immaginerebbe di spingere il figlio verso il professionismo, magari a suon di pillole, perché egli sia poi in grado di renderlo ricco, o famoso… e dr. Max farebbe bene, nel proprio interesse, a non illudersi che sposando qui il “politically incorrect”, che tanto va di moda in Italia, renderà un gran servizio alla sua Alessia… rischia solo di stimolare quelle meschine forme d’invidia, del tipo… “aspetto tua figlia al varco…” che non rendono la vita d’una agonista più piacevole… che non garantiscono lui pareri ed utili informazioni sui quali tarare la propria strategia futura…
Si noti, buona parte degli ottimi contatti che G&F ha prodotto vengono ora gestiti via mail… ma in questo modo le “iniziative alla Andrew” non potranno mai contare su un gruppo d’appassionati che abbia l’intelligenza e la disponibilità di confrontarsi in campo aperto: pretendiamo dai nostri figli un coraggio che spesso ci difetta (…)…
Dr. Max
!
stefano grazia says:
Io veramente non ho detto che la Preparazione Atletica NON è importante, ho detto di stare attenti a trasformare in figure mitologiche Allenatori e Preparatori Atletici perchè se forse è vero che 50 anni fa le differenze fra uno e l’altro potevano essere abissali, adesso il livello dovrebbe essere molto molto più vicino…Poi esistono lo stesso i Ciarlatani e i Maestri Scoglionati contro i quali sono stato il primo a indire la crociata ma quello che voglio dire è sempre la stessa cosa: non credo al dio in terra, a ‘bello l’eroe ritto sopra la nave ha più ferite che battaglie e lui ce l’ha la chiave ha crocefissi falci in pugno e blah blah blah fratelli’…Del resto occhio alle sottili contraddizioni: tu stesso hai detto che hai parlato più volte con Piatti, sei stato ai suoi stages e non ti ha detto nulla che tu non sapessi o facessi ià…E se Panichi e la mrs Sartori non sono ancora andati in US, non c’è andato nemmeno Catizzone e nemmeno Catizzone ha ancora portato qualcuno nei Top 10 e quindi?E qualcuno mi ha detto che seguendo i tuoi consigli ha portato il figlio da lui ed è rimasto un po’ perplesso dalla palestra vecchia e scalcinata che avrebbe fatto la felicità di Archie ed è rimasto un po’ deluso anche dal resto e insomma, tutto sommato gli era sembrato meglio il suo sconosciuto preparatore atletico di prima …Però attenzione, io non sto mettendo minimamente in dubbio quello che tu mi dici di Giovanni,e infatti a quella persona ho subito detto che non si può certo giudicare da una seduta,e sicuramente se abitassi in zona un salto a conoscerlo lo farei, ma semplicemente io non credo che al mondo esista IL Migliore e poi basta…Ne esistono tanti o diversi e soprattutto esiste quello che è migliore per te: il difficile semmai è trovarlo. Ma non credo che Catizzone o anche il mio Prof Buzzelli ne sappiano di più di Sosa o della Moglie di Sartori o di Baraldo o di Pat Etcheberry: la differenza viene data dal tuo grado (del prep atletico) di committment ed empatia nei confronti di quel dato giocatore…Il caso di Gil Reyes è lampante, un Preparatore Atletico in pratica autodidatta che si è costruito da solo utilizzando Andre agassi come sua cavia daesperimenti grazie anche alla totale fiducia che Andrè, per motivi che trascendono la preparazione culturale sportiva, aveva in lui…Questo fa di Reyes il migliore al mondo? Jamais, ne ha fatto forse il migliore per Agassi…Allo stesso modo Catizzone potrebbe essere il migliore per te e Alessia ma se come mi dici tu non ha nessuna intenzione di dedicarsi a tempo pieno al tennis perchè probabilmente guadagna di più standosene a casa e lavorando in 6-7 sport contemporaneamente, come la mettiamo? In questo senso il Team Sartori è quasi unico e secondo me ha indubbiamente i suoi vantaggi, e li ha avuti o avrà sia per Seppi che per Giulia …Del resto se tua moglie fosse una preparatrice atletica, cosa fai? Non la utilizzi? La mandi a dei corsi, ai simposii, alle conferenze, a parlare con i massimi esponenti, la fai studiaresui banchie sul campo, e poi la utilizzi, sfrutti quello che ha imparato…e soprattutto il fatto che è 24h con te sul ‘materiale umano da plasmare’. Tu dici che vale di più un’ora o due con Catizzone alla settimana? Tua opinione rispettabilissima. Io dico che vale di più tutto il giorno tutta la settimana tutti i mesi tutto l’anno. Poi intendiamoci, subentra poi il Fattore Umano…magari i due non si sopportano, magari ci sono altri dettagli…Lo dice anche Josè Perlas a Pistolesi nell’intervista su Match Point:Nel ennis è la personalizzazione dell’allenamento che fa la qualità. Lo stesso vale per il preparatore atletico. Non è detto che quello che va bene per uno vada bene ache per l’altro.
federico di carlo says:
X Stefano e Max,
abbiamo più volte detto che la maggior parte delle capacita motorie di un ragazzo si formano entro i 13-14 anni. Gli allenatori che lavorano con i ragazzi prima di quella età devono essere bravi a tirare fuori il meglio da essi, in fase di impostazione. Ad un’età sopra i 14 anni il preparatore atletico non può far altro che rifinire il lavoro già fatto, non ha la bacchetta magica per far tornare l’atleta indietro nel tempo e riportarlo alle fasi sensibili. Cerca per giunta di ottimizzare quello che ha per mano. Se non hai delle buone fondamenta puoi costruire la parte alta della casa bene quando vuoi ma quella, rimane comunque storta e sbilanciata
stefano grazia says:
Avevo scritto un altro lunghissimo post e improvvisamente mi è partito un colpo e non so se è finito in spam o proprio l’ho perso…parlavo del fatto che in questi tempi moderni i bimbi fanno molta meno attività all’aria aperta di quello che facevamo noi e di come l’importanza della prep atletica fosse inversamente proporzionale alle possibilità che tu avevi di correre per i prati o in giardino, di andare al mare tutte le domeniche, di giocare a calcio in cortile o a strega in alto o a luna invece di far gareggiare il tuo avatar virtuale attraverso la Play Station…(Però Murray giocando 8 ore al giorno è diventato Murray lo stesso…e pare che Moya e Nadal non siano da meno…mmm, che si debba rivedere tutte le nostreteorie?)
MAX, una domanda: tutte ste racchette che provi e prendi, son tutte gratis o devi pagare un minimum tax? Noi per esempio riceviamo un pacco Head ogni anno con borsa, due racchette, due paia di scarpe e un rotolo di 200m di corda, ma non è che sia TUTTO gratis… E questa è un’altra cosa che mi ha sorpreso alla Bollettieri: non c’è un sistema di approccio alle case produttrici come mi sarei aspettato…Vabbè, magari avesse vinto l’EH sarebbe stato diverso…
madmax says:
@Archipedro..
Intanto vorrei conoscere quegli allenatori eccezionali che non guadagnano tanto (io parlo di ora perchè anche Nereo Rocco non guadagnava tanto ora però i tempi sono cambiati) a meno che tu parli della vecchia guardia..
Per quanto riguarda poi il discorso delle diverse competenze è evidente che dipende da tante cose, ad esempio dal tipo di vita che si vuol intraprendere che di conseguenza ti spinge verso un certo tipo di inidirzzo e specializzazione piuttosto che verso un altro, ma io più che di questo sto parlando delle capacità oggettive nel senso che tra quelli che fanno crescere dei bambini ce ne sono alcuni che valgono 1 e altri che valgno 10 e lo stesso accade per chi allena i pro..
E hai ragione sulle meschine forme di invidia ma non hai capito che è proprio questo che mi diverte?
E questo perchè a differenza di loro so che tolto l’infortunio possibilità di fallimento non esiste (nel senso che certamente mia figli diventerà una sportiva poi il livello lo vedremo) perchè strade diversse non ne esistono e è tutta un’invenzione quella che si può arrivare attraverso differenti percorsi!!
E chi non si confronta è solo perchè ha paura di farlo..
@Stefano.
Prima di tutto tutto il tennis è uno sport povero perciò come ho detto certi personaggi li potrebero avere sonlo i top five.. In più spesso i migliori non sono disponibili e perciò prendono i migliori liberi sul mercato o quelli che si sono “specializzati” nel tennis che non sempre per non dire mai sono i migliori in generale…
Il discorso della palestra fatiscente è come il discorso della Bollettieri dei campetti di periferia.. Cosa è indispensabile? E ricordati che che chi non rimane con Giovanni è solo perchè non resiste!! Vuoi fare una scommessa con me e portare uno di quelli che sarebbero andati da lui? Se resiste la settimana io pago per Nicky una settimana con Giovanni, altrimenti la pagherai tu ad Alessia.. semplice no?
E guarda che l’ho ben spiegato e quello che ha detto Piatti per me non era nuovo ma per tutti gli altri genitori era fantascienza!! Basta pensare che ha detto che è più importante la preparazione fisica del tennis!! (che strano eh) Ed è tanto vero che non facendola quasi nessuno a buon livello speeso già chi la fa è talmente tanto avvantaggiato rispetto agli altri da far pensare che una valga l’altro…
E poi si è tutto completamente gratuito… Ovviamente anche senza aver vinto l’Eddie Herr..
Tra l’altro come mai secondo te lui riesce a guadagnare quello che gli altri preparatori (che come lui ora a parte le serie A di pallavolo e pallacanestro femminile che sono comunque sport di secondo piano, non seguono giocatori di primo piano) riescono a guadgnare in sei mesi?
ivan says:
@COMMENTUCCI
A BARI IL TAB 97 E 98 FEMM. HA VISTO VITTORIOSA ZERULO IN ENTRAMBE I TAB. RISPETTIVAMENTE SU PALUMBO(62 62) E DI NATALE (76 75), IL 96 NAPOLITANO.
Archipedro says:
Dedicato ai genitori pieni di certezze…
DOPATI DALLE SQUADRE SENZA SAPERLO… (E I GENITORI DOV’ERANO?!)
VIDEO
Gus says:
@Max:
.

“Mia figlia ha il contratto con la Yonex….”
Certamente, come ti dicevo ero sicuro che non c’erano problemi, insomma un po’ da lontano ti conosco
Della Yonex non ho mai provato seriamente nulla, spero di averne la possibilità.
@stefano:
“Ma non c’e’ nessuno che riesce a far correre veloce come una lepre una tartaruga…Se vuoi vincere un Gran Prix devi prima di tutto avere un cavallo, non un mulo…Il Mulo poi magari ha piu’ voglia di allenarsi e spirito di sacrificio del cavallo ma il Gran Prix non lo vincera’ mai …ne’ entrera’ nei primi 20.”
ah, ma allora…………..starai mica dicendo che………….senza talento (nel senso più ampio del termine) non si può insegnare ad un mulo come diventare un cavallo
Qui, (provocazione), dove i “big” negano l’importanza del DNA e del talento è già un buon punto di partenza
@madmax:
“Il preparatore atletico se in Italia ci fosse una scuola tennis seria che facesse uscire a 13/14 anni dei giocatori completi e non difettati, sarebbe l’unica figura in grado di fare la differenza…”
Io concordo, soprattutto dovrebbe essere possibile in termini di costi, poter lavorare con i preparatori fin dalla giovane età. Anche perché è evidente che la scuola riesce a fare poco, per non dire nulla, anche nelle due “minime” ore settimanali.
Purtroppo non tutte le società sportive possono permettersi dei preparatori.
@Archipedro:
“capace ed educato è un’impresa nobile, che NON HA PREZZO, NE’ LO PUO’ AVERE… “
Ciao Archi,
però se un ragazzo vuole dedicarsi a fare il preparatore deve poter guadagnare, la buona volontà e la passione sono una cosa, ma senza retribuzione non si va lontano. Un ragazzo appassionato di sport che si laurea in scienze motorie e vuole fare della propria passione un mestiere dovrebbe avere un sistema intorno a sé (se diamo importanza allo sport e ai valori dello sport) che retribuisca il suo lavoro e la sua passione, altrimenti sarà costretto come ragazzi di mia conoscenza, a fare l’animatore nei centri estivi.
Oggi, però, molte società sportive non sono nelle condizioni di poter retribuire un preparatore e quindi, a mio modo di vedere, si penalizza già nelle prime fasi la crescita del mini-atleta.
@stefano grazia:
“Avevo scritto un altro lunghissimo post e improvvisamente mi è partito un colpo e non so se è finito in spam o proprio l’ho perso…parlavo del fatto che in questi tempi moderni i bimbi fanno molta meno attività all’aria aperta….”
Questo a mio modo di vedere è uno dei problemi centrali e purtroppo sono anni che noto un costante peggioramento che è dovuto proprio a quel movimento spontaneo che io ho fatto da quando avevo 5/6 anni. Purtroppo, almeno nelle grandi città, la sedentarietà almeno fino a 13/14 è una costante e non ci sono nemmeno più oratori/campetti/circoli/case del popolo, mettetela come volete che erano i luoghi del “movimento” spontaneo. Io, nei pomeriggi in cui nevicava o pioveva, andavo alla casa del Popolo e giocavo tutto il pomeriggio a Tennis tavolo con mio fratello. La scuola da par suo non ha mai dato importanza a quello che invece dovrebbe essere un suo compito specifico ed educativo e come ho detto solo pochi post fa, certi ragazzini non sanno nemmeno fare una capriola.
@madmax:
“E guarda che l’ho ben spiegato e quello che ha detto Piatti per me non era nuovo ma per tutti gli altri genitori era fantascienza!! Basta pensare che ha detto che è più importante la preparazione fisica del tennis!! (che strano eh) Ed è tanto vero che non facendola quasi nessuno a buon livello speeso già chi la fa è talmente tanto avvantaggiato rispettoagli altri da far pensare che una valga l’altro…”
Io penso, che se uno ha le potenzialità del grande atleta effettivamente poi può (nell’ambito di certe predisposizioni naturali) “specializzarsi” successivamente, quando saranno più chiare certe sue attitudini.
Rimane però la mia convinzione sulle doti genetiche di base, quelle scritte nel tuo DNA. Se Zanetti riesce a fare centinaia di partite consecutivamente senza infortuni mentre Nesta si rompe(-va) continuamente, evidentemente madre natura li ha costruiti in maniera diversa. Esempio banale, ma sempre per capirsi.
madmax says:
@Gus..
Il discorso su Nesta potrebbe essere ma anche non essere così..
Come hanno dimostrato molti giocatori (Vialli, Del Piero etc etc) con un preparatore personale bravo si può migliorare il 200% e questo perchè ognuno è diverso e perciò il lavoro adatto per uno non è detto che vada bene anche per un altro, il problema è che quello bravo sa cosa fare sia con uno che con l’altro, quello meno bravo (i più) fa svolgere a tutti lo stesso lavoro… Questo vale ancor di più per quanto riguarda il lavoro di prevenzione.. Poi bisognerebbe conoscere i diversi casi.. Faccio un esempio che molti ricorderanno.. Van Basten..
A seguire il tuo discorso si potrebbe pensare che fosse più gracile di altri, mentre la realtà è che ogni volta che si faceva male c’era un match importante e per farlo giocare lo infiltravano (già ai tempi olandesi)… Alla lunga non c’è stato più nulla da fare, mentre se fin dall’inizio l’avessero fermato e curato come si deve avrebbe cotinuato per molto tempo ancora..
ted meekma for president says:
Buon Anno a tutti e…
un ringraziamento particolare a Roberto per i suoi preziosi feedback delle fasi finali del Lemon. Sono cose che – per qualità e livello di dettaglio – puoi trovare solo qui.
chiedo a Ivan e a qualunque altro pugliese che abbia visto giocare recentemente Martina Zerulo. Graditissimo Feedback.
Infine vi disturbo per un off-topic, ma credo questo sia l’unico luogo virtuale dove poter trovare info utili che sto disperatamente cercando:
qualcuno ha informazioni Toni (mi pare sia questo il nome di battesimo ma non ne sono sicuro) Cacic, papà di Sandra Cacic, già n.39 al mondo nel ’95. Non mi interessa il gossip circolante sul suo conto, so che vive a Bradenton, che è nativo di Fiume, che ha avviato sua figlia al tennis all’età di 3 anni, che sua moglie (ex moglie?) si chiama Anna, che oltre a Sandra ha un altro figlio di nome Neno.
Per aiutarvi a focalizzare il periodo, posso aggiungere che le 2 perle sul curriculum di Sandra Cacic sono le vittorie su Majoli a Wimbledon (di cui suo papà mi ha parlato a lungo di persona quando ci siamo visti a Bradenton) e sulla Novotna non ricordo dove. Sandra ha giocato più volte gli Internazionali d’Italia negli anni 90, se può essere utile a ricordare ha perso dalla Cecchini nel ’94, dalla Lucic nel ’98, mentre nel ’99 ha battuto la Perfetti nelle Quali.
Help me, please. Tremendamente importante.
mauro istr.coni says:
…begli esempi di pura preparazione atletica,
QUELLA JUVE ERA DOPATA. Al di là di ogni ragionevole dubbio, la Corte di Cassazione ha stabilito, nero su bianco, in data 29 maggio 2007, che la Juventus di Lippi e del dottor Agricola, la Juventus del fantastico tridente Del Piero-Vialli-Ravanelli (forse la più bella Juve degli ultimi 20 anni), attuò, dal ’94 al ’98, “un disegno criminoso per alterare le gare attraverso la somministrazione illecita di farmaci”, in pratica dopando i giocatori sia con sostanze proibite, sia somministrando farmaci leciti su atleti sani in modo immotivato.Per la cronaca: grazie all’avvenuta prescrizione del reato – sopraggiunta lo scorso 1 aprile 2007 – la Juve, pur colpevole, non può più essere punita.
Ma c’è di più. Secondo i giudici della Corte di Cassazione, anche i giocatori (citiamo testualmente) “non possono essere considerati semplici vittime” dell’operato della società. In pratica, è difficile credere – così almeno pensano i giudici – che le pratiche-doping del dottor Agricola, così lunghe, sistematiche e pesanti, siano state portate avanti senza che i giocatori si rendessero conto di quanto stava loro accadendo.
cmq va bene tutto, pur di vincere/guadagnare, no?
stefano grazia says:
Max, ma non e’ che per arrotondare a Catizzone gli fai da commercialista?
Scherzi a parte, ma mi dici qualche altro nome di Prep Atletico oltre a Giovanni che secondo te nel mondo ha fatto bene cosi’ ci mettiamo piu’ tranquilli… Pero’ nel caso di Van basten mi sembra che piu’ che del preparatore eventualmente la colpa sia dei medici, o no?
Ted dopo aver tentato di strappare a me le informazioni su Cacic, uno dei pochi estimatori di Nicholas a Bradenton, prova andando ‘public’…Cacic e’ un grande amico di Bollettieri, mia moglie ci ha parlato diverse volte ma non si puo’ dire che lo conosce…Dopo i problemi con la figlia,non e’ chiaro cosa faccia a Bradenton pero’ ogni tanto compare all’Academy o ai Tornei e con Gabri’ si e’ sempre dichiarato entusiasta di Nicholas al punto di palleggiarci una volta l’anno scorso al termine di un allenamento con Margie e dicendo che ne avrebbe parlato a Nick (ma poi all’atto pratico … mai successo niente)…Io non ci ho mai parlato, non saprei nemmeno riconoscerlo…
Gus, la storia del Cavallo e del Mulo e’ uno dei miei muli di battaglia… Comunque stasera magari riprovo a scrivere il post perduto, parlavo anche della Jamaica…secondo voi in Jamaica hanno il miglior Coach del Mondo? Non credo perche’ altrimenti non guadagnerebbe quanto guadagnerebbe in un College negli States e quindi contano altre cose se tutti i Jamaicani vanno come il vento dai tempi di Don Quarrie…Geni si ma anche Tradizione e Opportunita’ Storiche perche’ se fossero solo i Geni anche i Nigeriani andrebbero come il vento e invece preferiscono giocare a Calcio…
Comunque e’ bestiale il percorso inverso dei due protagonisti piu’ esposti del nostro Blog, Nicholas e Alessia… Fino ad Agosto avrei detto, ma non avrei mai potuto confessarlo a Max che minimo minimo mi avrebbe sputato in un occhio, che i nostri due pargoli condividevano un percorso abbastanza simile: potevano aver fatto anche tutto bene ma erano ancora parecchio indietro rispetto ai loro coetanei…. In fondo e’ vero che Alessia e’ del 98, un 98 giovane, ma anche lei aveva fatto due turni a Trieste ma non nel Main draw, nelle Quali…E anche ai Naztionals U11 era uscita al second turno con la Pratese, mi sembra…Cioe’, mi sembrava un percorso di risultati molto simile a quello di Nicholas: vittorie nei Tornei del gigetto, poca strada nei tornei che contano… E fino a luglio honestly atleticamente mi sembrava molto giu’, nonostante Catizzone, opinione confermata anche da chi la vidaveva vista un po’ rinunciataria a Castel di Sangro… Ma queste erano opinion di parte, di gente che magari spera e gode, sia pure inconsciamente, se la Figlia di Max non sfonda…Io ho invece paura della cosa opposta: che per evitare di dare un giudizio negativo per timore di essere inconsciamente condizionato dal desiderio di poter fare la punta a Max, finisco per non essere obiettivo al contrario… Certamente pero’ se Max e’ onesto,e non vi e’ motivo di credere che non lo sia,e i nuovi manager e sponsors sono li’ a dimostrarlo, in sei mesi sembra essere diventata una giocatrice completamente diversa mentre Nicholas in sei mesi, pur giocando dieci volte meglio, sembra aver fatto il percorso opposto…
Un vecchio aneddoto di quelli di una volta:
Avevo appena lasciato Nicholas al campo dopo un’ora e mezza di intenso training (palla medica, scatti cronometrati e segnati, un basket ddi dritti con la sinistra e uno di servizi…Io tornavo in ufficio, lui mangiava davanti a sua madre un piatto di riso e pollo, e poi sarebbe dovuto andare a farsi altri 2 basket di servizi e un best of 3 con uno dei balkl boy/assist coaches di 18-19 anni con I quali se la gioca (perche’ sono tristi loro, sia chiaro) ed ecco che dopo un’ora mi chiama mia moglie incazzata che mi dice che Nicholas e’ da 20’ sul campo e cazzeggia, si guarda una mucca che e’ legata li’ vicino (verra’ sacrificata domani per il BBQ del Club…triste, soprattutto dopo essersi visti UP ieri, il Disney film con l’uccello Kevin) invece di fare I servizi…E io a chiedere: Si, ma perche’ mi chiami? Io ti chiamo quando ho un problema con Nicholas? Cosa vuoi che faccia? Qual e’ il senso di questa chiamata, di questa conversazione?
Sembrava insomma piu’ uno sfogo di una Mamma che e’ stanca, che non ci crede piu’, che e’ stufa di essere rimasta intrappolata in questa non vita che ruotra intorno a uno che in realta’ non ha dato segni di meritarsi tutta questa attenzione…Insomma, a volte so benissimo che Nikko ti tira matto, a volte mi sembra che sia mia moglie che tira matto lui, a volte tutti e due tirano matto me e il mio consiglio e’: non far MAI giocare a tennis tuo figlio.Period.
In questa circostanza credo che Nicky fosse semplicemente stanco, gli avevo tirato il collo prima (warm up,paqlla medica, 10 scatti cronometrati da linea di fondo a linea servizio con tempi fra l’1″12 e l’1″18,poi 5 Reaction Time, poi 10 sprints sui 10 metri (con tempi sull’185-195 ma altre volte abbiamo avuto tempi di 1″70) e poi 3 suicide con tempi di 14-15″), poi altro TB di palla medica minitennis, basket con la mano sinistra e servizi per un’ora e mezzo in una giornata caldoumida con Nicholas che domenica aveva 39.5 di febbre, e’ sotto antibiotico, anche ieri gli han prelevato un litro di sangue … Insomma, un po’ di ragione magari ce la potrebbe avere anche lui, mi dico ogni tanto anch’io,ma lui paga I suoi comportamenti cialtroni ciondolanti degli ultimi 4 anni…Si mettesse li’ a fare I suoi due cesti, ci mettesse 10’ a far colazione o a prepararsi invece che due ore, o due ore a fare I compiti invece che 6 gg sarebbe sicuramente meglio… Ma la verita’ e’ che io ho rinunciato, Nicholas ai miei occhi si sta facendo ora una bella esperienza di due anni in Florida e a 15 anni iniziera’ o il liceo in Italia o l’High school, al tennis pro non ci penso piu’… Nicholas sta giocando a tennis perche’ e’ giusto fare tanti sport e di questi tanti sport diversi e’ giusto fasrne uno a livello agonistico…Il livello dell’agonismo dipende poi da lui, ma al momento nulla puo’ fgar pensare che sara’ piu’ di quello amatoriale.
E allora direte voi perche’ vai tutti i giorni ad allenarlo (anche stasera abbiamo una certa routine,45′ di ostacoli, coni, corse su per le scale, agility ladder e addominali)? Ma perche’, e’ ovvio, sono io che mi diverto. Molto piu’ di lui. E se non sono Catizzone, pazienza, qui in Afreica sono quanto di meglio si possa ottenere, e sono anche economico.
(Scherzi a parte, quanto io creda nell’importanza della Prep Atletica e’ dimostrato dalla lettera di 7 pagine inviata all’IMG)
No, io anche se glielo ricordo sempre e un po’ mi indispettisce la sua protervia sicurezza, credo che il rapporto fra I due sia forte e bello sul serio, gli do atto di questo: e’ che a luglio onestamente a me non impressiono’ tutto sto granche’ anche se le riconsco un bell’uno due piatto fulminante… Poi forse ha ragione, e’ una 98 giovane…e sei mesi contrano gia’ parecchio…
madmax says:
@Mauro..
Io sono juventino e Dio mi è testimone che a qualsiasi mio amico in quel perido andavo dicendo che non era possibile che non fossero dopati… Per me era talmente evidente che era perfino scontato, ma qui come al solito dipende da che mestiere uno fa…
E proprio pochi giorni fa scrissi che la capacità di saper lavorare e fare fatica si acquisisce nel migliore dei modi fino a 12 anni (lo ripeto che ciò è scritto in qualsiasi tabella sulle fasi sensibili) ed è questo uno dei motivi principali per cui poi è difficile raggiungere risultati di rilievo senza aiuti “extra”..
E tornando a bomba da Archipedro..
Il fatto è che quando si parla di tennis in realtà il discorso è un po’ diverso, perchè comunque è uno degli sport dove il classico sviluppo motorio che che parte dal pre atletismo è anche quello che sviluppa le capacità motorie che servono maggiormente alla causa… In altri sport invece sono più importanti capacità che si acquisicono meglio dopo e perciò in teoria il tempo ci sarebbe..
Ed ecco allora che mentre se non si è lavorato prima nel tennis diventa proprio difficile riuscire a prescindere o meno dal doping (che aiuta fino ad un certo punto) mentre in altri sport alcune pratiche sono molto più diffuse proprio perchè portano risultati clamorosi e di fatto sostanziali nel risultato..
stefano grazia says:
Mi e’ scappato un colpo, definisco meglio l’ultimo paragrafo: a volte la inscalfibile sicurezza di Max mi indispettisce un po’ e per esempio il suo essere certo che non vi saranno tempeste ormonali o Priuncipi Azzurri che potranno sviare il suo percorso mi fa sorridere (del resto io mi sarei detto certo che mio figlio sarebbe stato comunque un grandissimo lettore avendo in me un fulgido esempio e una casa piena di libri e fumetti…tse’…) ma gli riconosco, a Mad Max, un bellissimo rapporto con la Figlia che io probabilmente gia’ non ho piu’ avuto dai 7-8 anni e forse a causa delle scenate sul campo che ogni tanto mi scappavano … Voglio dire che non credo che Alessia mandera’ mai a ranare suo padre mentre son quasi certo che lo fara’ Nicholas (cioe’ mandera’ a ranare Mad Max! Scherzo!) e gia’ lo fa con sua madre anche se poi quando sta male invece di venire da me, che sono tra l’altro Medico, va a farsi coccolare dalla Mommy… Ritornando a bomba, io sono veramente convinto che Alessia sia migliorata in modo imprevedibile e lo sono perche’:
1)quel che racconta Max potrebbe essere della serie Ogni scarafone e’ bello a mamma sua, ma e’ quello che fa (venire a rete) unito al fatto che vinca che lo rende diverso…venisse a rete e perdesse 61 62, be’, sarebbe magari positivo lo stesso ma diverso… (Era un po’ il discorso di Elettra, a proposito, che fine ha fatto?)
2) Saran pure Tornei del Gigetto ma alessia e’ del 98 e un U14 e’ sempre un U14 e comunque nei Tornei del Gigetto c’e’ anche piu’ pressione a volte…
3) Se arrivano i Managers e gli Sponsors qualcosa vorra’ pur dire…
ORA, ognuno dei punti sopra esposti da soli NON VORREBBE DIRE NIULLA ma tutti e tre insieme secondo me invece non costituiscono piu’ solo un indizio: forse non una prova inconfutabile ma certamente qualcosa di piu’ di un semplice indizio… E in piu’ ha ancora due anni pieni prima di dover cominciare davvero a fare qualche buon risultato qua e la’… PERO’ non e’ ancora chiaro: Catizzone rimarra’ sempre un punto fermo, quindi significa che tu potrai lavorare ATTRAVERSO DI LUI anche quando il gioco si fara’ duro o dovrai assumere un Trainer che segua le indicazioni di Giovanni?
mauro istr.coni says:
@max
grazie della tua integrità e onestà intellettuale/sportiva ,al di là del tifo: è un ottima garanzia per la crescita sportiva di tua figlia che ho visto giocare…
@ stefano
… nessuno sa se tuo figlio sta sciogliendo oppure no.da quest’episodio che racconti potrebbe dimostrare sensibilità verso il mondo animale e basta…anche se avrà momenti di poca convinzione fai in modo che nel suo percorso raggiunga il massimo livello qualsiasi esso sia; dagli tempo, non scoraggiarti che poi lui lo sente… se proprio pensi al tennis pro ,ricorda la carriera ad esempio di airone Stich…ricorda: ognuno ha un suo percorso diverso dagli altri e le varie esperienze formano e arricchiscono il bagaglio sempre e comunque…
…ti ricordi ,dicevo e ancora dico bisogna ingannarli lavorando facendoli divertire!
Un’ altra cosa che volevo dire è che secondo me la vita agonistica degli atleti al top tenderà ad allungarsi e non ad abbreviarsi…non è importante arrivare prima degli altri ,ma arrivare…
..con affetto…
madmax says:
@Stefano..
No la colpa non è dei medici nel momento che loro dicono che non si potrebbe giocare, perchè poi però a decidere non sono mai loro ed anche i giocatori stessi pe rpoter giocare una finale di Champion rischiano volentieri..
E per quanto riguarda il discorso di chi l’ha vista un po’ rinunciataria a Castel di Sangro non credo assolutamente che sia stato in malafede ma ha certamente detto quel che ha visto e pur senza esserci sono certo che sia andata così anche perchè non sarebbe stata la prima volta… E certamente non sarà risultata nemmeno molto mobile poichè quando lei è a disagio si blocca e lo ha fatto anche ieri dopo un primo set che al contrario sembrava Superman.. Eppure era sempre lei a giocare e proprio ieri alcuni genitori che stravedono per Alessia mi facevano notare la differenza tra il primo e gli altri due set, in quanto sembravano due giocatrici differenti(però ieri a mio avviso è stata una situazione completamente diversa in uno scenario completamente diverso e soprattutto nuovo per lei).. Come ho sempre detto però l’importante è che per un set il fenomeno ci sia poi sarà compito nostro fare in modo che lo sia per tre set ma molto peggio sarebbe se non lo fosse mai nemmeno per un game..
Ma proprio per questo è stata tolta dalla Vavassori, perchè a nostro avviso lei aveva potenzialità atletiche rilevanti (e tutti i test lo testimoniavano) ma non sapeva usarle in campo e infatti ora le problematiche sono quasi del tutto scomparse anche se poi in situazioni o di grande difficoltà o come ieri di non so che cosa ogni tanto lo fa e lo farà ancora, ma d’altronde sono passati solo tre mesi ( e non sei, perchè fino al 10 settembre era ancora a Palazzolo) dal cambio di rotta e mi accontento del fatto che mentre prima le problematiche si materializzavano otto volte su dieci ora succede due volte su dieci .. Come già scritto l’obbiettivo è risolvere tutti i problemi entro la fine dell’anno, oltretutto poi le problematiche sono differenti e molto dipendeva dal tipo di match che le facevamo giocare.. Infatti non avendo giocato per tutto l’anno precedente (e non per scelta ma perchè per sei mesi non ha proprio giocato a tennis e questo non è un dettaglio per chi sa cosa significa fare sport e cosa significa per uno abituato a lavorare tre/quattro ore al giorno da un giorno all’altro non fare più nulla e poi dopo sei mesi ricominciare da capo), l’anno scorso le abbiamo fatto giocare soprattutto match facili (dove anche lì,comunque ogni tanto inizialmente si bloccava) ed i problemi maggiori nascevano qunado affrontava match alla sua portata ma dove c’era da combattere un po’.. Infatti a parte qualche match di inizio anno (Lettonia e un NIke a Fidenza) dove ha vinto anche in lotta tutti gli altri match non facili non li giocava a parte magari qualche sprazzo ed anche con la Pratesi (al terzo turno) ha sempre dominato ed ha sempre condotto per poi nel momento cruciale sciogliersi (o meglio prima si scioglieva mentre già con la Pratesi reagiva ma lo faceva nel modo sbagliato in quanto tirava ogni cosa alla prima occasione anche se si trovava tre metri fuori dal campo).. Quest’anno invece ha vinto senza problemi tutti i match che non le creavano problemi ed anche tutti i match da lottare (anche se non senza qualche momento di difficoltà mentale), ma sono certo che i problemi verranno fuori qunado dovrà affrontare dei match molto difficili o addirittura impossibili da vincere.. Cosa intendo per problemi? Semplice che in quelle partite se avrà la possibilità che so di fare cinque game lei ne farà uno o due e quindi non userà quel tipo di match fino in fondo per fare esperienza.. Come dicevo l’obbiettivo è ora di vincere le partite in lotta senza nemmeno quei momenti di tremarella che ha avuto nei primi match dell’anno e di migliorare l’approccio anche con le partite impossibili (e questo entro metà anno), per poi passare al giocare al meglio anche le partite che non si potranno vincere ma che servono per aumentrare il proprio livello di gioco..
Per concludere poi i conti si fanno sempre alla fine ma tutto deve partire da un costante miglioramento in tutte le aree del percorso, a partire da quello tecnico fino ad arrivare a quello comportamentale ed allora qualsiasi traguardo non è escluso
ted meekma for president says:
@ Stefano
ti posso confermare che Toni (chiamiamolo così) Cacic vive a Bradenton. Di questo sono certo al 100%.
madmax says:
Guarda Stefano queste sono domande a cui non so risponderti co certezza nel senso che è chiaro che se andremo a Firenze il coach sarà quello che ci daranno anche se collaborerà con Giovanni che continuerà ad occuparsi della parte atletica.. Come ho già specificato a tutti però, io porterò sempre Alessia a fare il check da Giovanni anche a livello tecnico per cui se ci sarà un dubbio dovremo metterci a tavolino per parlarne ed alla fine sarò sempre io a decidere..
Ora comunuqe Giovanni è il più possibile presente ed anche ieri era a bordo campo (gratuitamente tra l’altro il giorno della Befana uno dei pochi giorni che poteva passare in famiglia)
@Mauro
E di cosa grazie, quando le cose si devono dire bisogna farlo altrimenti si diventa come quelli che in guerra dicono andate avanti e vinciamo ed io con il percorso intrapreso con mia figlia non me lo posso certamente permettere anche perchè le bugie hanno le gambe corte!!
Spero solo che tu abbia visto mia figlia ultimamente e non nel paio di volte che ha giocato così così almeno nei set finali..
Atti says:
Stefano@
E daje anche tu con ste sentenze anticipate….
…Guarda che se facevi fare a Nicholas una stagione di tornei 1-2-3 anni prima… ti accorgevi mooolto prima.. di quanto complicato è…te lo dico io, da profano, che son 4 anni che giro… dai tornei del Gigetto fino a qualche ETA….
Un conto è l’allenamento… il bel palleggio … il set perfetto a tutto braccio… un altro è vincere partite e tornei a livello ETA, Hherr etc….ma anche ai C.Italiani… nessun è lì per dire “Oh che bravo, gran bel drittto…. prego si accomodi pure….”
Ti ho già raccontato di quello volta ad un Nike che un ragazzino stava facendo il riscaldamento con il suo avversario prima di un match (U12)… passa di là il maestro che gli chiede “ tutto Ok ti senti pronto?” risposta “Si tranquillo, in palleggio gli sono tecnicamente superiore… lo sto dominando…” risultato = perso 06 06 ….
Rileggiti cosa dicevi solo 12 mesi fa, registra quello che pensi oggi … e fatti quattro risate fra 12/24 mesi….. l’adolescenza è come le montagne russe…sali e scendi che è un piacere….. non stupirti di nulla .. aspetta e spera…
madmax says:
@Stefano
E sai perchè i risultati (per quel sono, che contano e che servono) cominciano ad arrivare? Semplice perchè non li ho mai perseguiti nel senso che Alessia ha solo l’obbligo di essere aggressiva (anche se ogni tanto ancora non comprende totalmente il significato del termine e semplifica tutto con il voler tirare forte) e solo attraverso quel modo può deve trovare la soluzione ai suoi problemi che incontra durante i vari match. E’ evidente che a questa età non è proprio una cosa semplice soprattutto se appunto non vogliamo che si riduca tutto al boom boom e soprattutto se pretendiamo che capiscano già fin d’ora che uno può essere aggressivo tirando a due all’ora e remissivo tirando a cento, se vogliamo che capiscano fin d’ora che l’aggressività si rappresenta anche con la posizione che si tiene sul campo e non solo tirando un tentativo di vincente da un metro fuori dal campo… Insomma ci vuole, tempo lavoro quotidiano (ma non inteso come presenza e ore di lavoro fini a se stesse anche se è sempre meglio di niente), percorsi e obiettivi ben precisi..
gianni says:
Per Commentucci
Iannaccone federico classe 99 che ha partecipato a Bari pure al 98è un maschietto.
Roberto Commentucci says:
A Gianni.
Grazie,ho visto il tabellone di Bari, percorso notevole quello di Iannaccone.
Del ’99 al Lemon ho visto bene anche due bimbi marchigiani, Ramazzotti e Ottaviucci. Staremo a vedere.
bogar67 says:
Scusate, visto che si parla di tecnica, sapete dirmi come si chiama questo modo di fare il dritto del ragazzino nel video?
http://www.youtube.com/watch?v=j_OBq37ThTg
bogar67 says:
Mad Max ho scritto solo “video analisi tennis” su You tube e mi è uscita quella di tua figlia miiiiiii ma sei organizzatissimo!! mi dici come si chiama per favore quel tipo di impugnatura o colpo del dritto della tua piccola? chiedo questo perchè il maestro di mia figlia sta cercando di darle quel tipo di impugnatura prima di colpire la palla ed è anche compito mio quando si allena con me cercando di farglielo capire. Ti ripeto mad max però che magari per te questa è una banalità ma per me no, quando voi parlate di western, semi western o altro io proprio non capisco cosa scrivete per cui non mi mandare a ……..
bogar67 says:
“”quando si allena con me cercaRE di farglielo capire”"
Mauro g&f says:
Stefano, in fin dei conti quello che alla fine conta è proprio crederci, crederci sino in fondo: E’ proprio per questo che io i miei 100 euro gli darei ad Alessia, perchè Max ha la stessa lucida pazzia di Sharapov, Williams e Bartolì. Noi, invece siamo pieni di dubbi anche se alla fine comunque agiamo e tu più di me. Poi naturalmente il fato ci metterà lo zampino, però quasi tutti coloro che hanno cercato con forte determinazione di riuscire poi ci sono veramente riusciti. Inoltre lo stesso carattere di Alessia molto incline ad aver fiducia cieca nel padre al contrario dei nostri pargoli più inclini alla polemica.
Avec Double Cordage says:
purtroppo non sono ancora riuscito a leggermi i commenti e probabilmente non ci riuscirò confido quindi in un breve riassunto della discussione nel prossimo numero di TGF.
Ho però una cosetta per Ted. la chiamerei però
OFF TOPIC
se la mettimao sull’ironico. Da fonte Ernst & Young la classifica delle 100 imprese più “care” del mondo assomiglia abbastanza al ranking top 100 di fine anni ottanta primi anni novanta
o per lo meno semi off topic
39 sono nord americane, 34 europee, 19 asiatiche 5 sudamericane e 3 del oceania/australia
beh asia e sud america andrebbero scambiate ma per il resto assomiglia parecchio alla situazione tennistica di 20 anni fa.
non è che tra 20 anni le imprese americane sarannao una decina, quelle europee su per giù 40 e sempre scambiando asia e sudamerica una trentina di imprese asiatiche e il resto sudamerica e australia?
forse no perché l’asia con la cina non mi pare vicina al tracollo, anzi… ma chi sa. L’africa ovviamente rimane fuori dalla porta come nel tennis. Forse un ulteriore indizio che il tennis è tuttora uno sport per i più ricchi.
tanto per dire numero uno ora e PETROCHINA (nuovo numero uno) davanti a EXXON e MICROSOFT, seguono poi
IND. & COMM. BANK OF CHINA
WAL-MART
CHINA CONSTRUCTION BANK
BHP BILLITON PLC
HSBC HOLDINGS PLC
PETROBRAS
GOOGLE INC
google ha fatto un salto alla delpotro da top 40 a top 10 in un anno, itlaia messa stabilmente male nel confronto con germania, francia e UK più o meno come nel tennis…
Avec Double Cordage says:
chiudendo l’OFF TOPIC
questo è la fonte http://www.ey.com
precisamente qui
http://www.ey.com/Publication/vwLUAssets/Marktkapitalisierung_31.12.2009/$FILE/Praesentation%20Marktkapitalisierung%2031.12.2009.pdf
Mauro g&f says:
Bogar, molto grossolanamente, l’impugnatura corretta si dovrebbe ottenere appoggiando la racchetta a terra e facendola raccogliere dal manico. In alternativa puoi fare un segno nel grip con l’impugnatura corretta dal maestro usando le falangi come punto di riferimento.
bogar67 says:
Grazie Mauro g&f , io con qualche chilometro in meno sono un pò nella tua stessa situazione, non avendo il circolo sottocasa o mi affido ad un altro maestro qui dove abito o ci penso io. Siccome ho il tempo materiale per diventare un papà coach ieri proprio con il maestro parlavamo del fatto che lui ha due compiti, il primo di far crescere mia figlia insegnando tutti i colpi ed il secondo cercare di fare recepire a me come devo far ripetere i colpi che man mano lui insegna. Se mia figlia la domenica mattina o in qualsiasi altro giorno mi chiede: papà portami a giocare a tennis, il circolo sottocasa ci sta ma non posso chiamare certo il maestro che dista chilometri, devo essere io semmai a fare la mia parte. Per me certe cose appaiono nuove mentre per molti come te, mad max, stefano od altri addetti sono oramai una normalità, sono qui per imparare. La prima cosa tecnica che ho cominciato ad intravedere è stata quella che il finale del colpo deve arrivare alla schiena, qualcuno ha scritto qui quasi a grattarla. Oramai faccio attenzione a questo e la bimba a forza di sentirselo ripetere ogni volta non fa questo movimento-gesto tecnico ha acquisito una certa naturalezza e siamo su una percentuale di 8/9 tiri su 10 che con il braccio arriva alla schiena. Per il dritto, questa nuova impostazione che ha dato il maestro risale a neanche tre settimane fa, adesso devo capire alla prossima lezione individuale per benino il movimento che esige lui esige e poi quando palleggia con me devo cercare di ritrasmetterlo in maniera tale da arrivare ad una percentuale simile a quanto sopra. Da circa 10 giorni abbiamo anche lasciato la retina da minitennis (in SAT alterna) e siamo passati alla rete grande, in questo caso per ora quello chi ha più difficoltà non è tanto mia figlia ma io a far da palleggiatore, avevo appena finito di imparare come mandarla dall’altra parte che mi ritocca cominciare di nuovo. Mi farò aiutare dal lanciapalle, almeno nei primi tempi. Buona giornata.
bogar67 says:
Scusate quache errore grammaticale sopra, mi sono appena alzato e mi tocca andare a lavoro. Ri buona giornata.
Gus says:
@max:
“Come hanno dimostrato molti giocatori (Vialli, Del Piero etc etc) con un preparatore personale bravo si può migliorare il 200% e questo perchè ognuno è diverso……..”
La vendo diversamente: Zanetti e Viera. Entrambi allenati dallo stesso staff di professionisti, ecc.ecc. uno si rompe come il vetro, l’altro credo sia a oltre 140 partite consecutive. Record assoluto.
Ora è chiaro che le variabili sono infinite e quindi il discorso si fa complesso ma è evidente che ci sono caratteristiche genetiche che hanno la loro indiscutibile importanza.
Io continuo a pensare che il talento ci sia ma vada disperso (e quindi concordo con te quando sostieni che quelli che hanno l’accesso al “sapere” hanno maggiori probabilità di successo).
Quindi io, come peraltro ho sempre detto, credo che certi livelli si raggiungano solo con la qualità degli allenamenti e delle persone che fanno parte della “squadra” ma per arrivare al top devi allenare un cavallo e non un mulo.
Nemmeno tu potresti far vincere un mulo al posto di un cavallo
Nella speranza assolutamente sincera che Alessia diventi una grande giocatrice in futuro e mi possa commuovere nella finale di un Grande Slam (e lo dico non da convinto, da straconvinto, non vivendo la mia vita nella speranza del fallimento altrui), sono convinto e straconvinto che se così dovrà essere, sarà “anche” (non solo, anche) perché Alessia ha un talento o più talenti che sono oltre la media. Tra cui magari il piacere, il gusto, la voglia di allenarsi oltre la media.
stefano grazia says:
Si, questa del “Come ho sempre detto però l’importante è che per un set il fenomeno ci sia poi sarà compito nostro fare in modo che lo sia per tre set ma molto peggio sarebbe se non lo fosse mai nemmeno per un game..” l’ho sempre pensato anch’io e infatti a mia moglie, che e’ l’ipercritica perfezionista e a tutti i Coaches o Prep Atletici che come Federico Di Carlo per es ahime’ hanno visto Nicholas al loro peggio, io contrappongo sempre il fatto che si, pero’ io (ed altri, ovviamente: da Bob Bretta a Brad Gilbert passando per Toni Cacic che, mi diceva ieri mia moglie, ha spesso giocato dei doppi con Nicholas e la Margie Just for Fun…) l’ho anche visto giocare da dio…Per es e’ vero che a volte sembra muovere i piedi come uno che non ne ha voglia ma e’ anche vero che l’ho visto muoversi benissimo…E’ vero che magari ha perso 16 62 36 in finale in un dato torneo ma io invece di disperarmi per la sconfitta vedo in quel 62 il segno che poteva giocare alla pari una volta che sara’ in grado di allungare lo spam di concentrazione…Anche quando perse ignomignosamente da Sotela in un Torneo che ancora gli rinfacciano io noto che 1)poi comunque nel Gran Prix successivo lo ha battuto ma soprattutto quando ha perso nel primo set era andato facile 5/0 (per poi vincere 64 e perdere male gli altri due sets)…Ora se non lo avesse battuto in due altri tornei e ogni volta in allenamento , non vorrebbe dire nulla…Avendolo invece battuto e’ chiaro che quel match e’ stata un’anomalia, un eccesso di confidence o una di quelle virate storte che ogni tanto prendono le partite…Guarda Max che tu mi accusi sempre di guardare solo i risultati ma se fosse veramente cosi’ io avrei smesso 4 anni fa…Io dico semplicemente: occhio a non trincerarsi TROPPO dietro la scusa che i risultati non contano…Contano eccome anche loro e me lo saprai dire il prossimo anno… Certo, non bisogna spaventarsi troppo ma nemmeno non tenerne il minimo conto se in fondo diciamo che la partita e il torneo sono la verifica del lavoro svolto in allenamento… Le mie dichiarazioni riguiardo a Nicholas, e rispondo ad Atti, non dipendono dai Risultati ma dal Behavior e dal Fisico. Se Nicholas mi arriva solo a 170 cm per emergere deve essere o Rios o Chang perche’ non e’ che facciamo tutto sto malippo per arrivare al numero 400-200 del mondo (che sono gia’ dei fenomeni, ma…allora e’ meglio studiare e giocare eventualmente per mantenersi gli studi…) e quindi due-tre anni fa potevo ancora illudermi, sia sul fisico che sul carattere mentre ora l’orologio comincia a batter “colpi che non lascian segni” ma che non possono essere sottaciuti … Io continuo a pensare che il carattere sia quello giusto SE matura nella giusta direzione ma bisogna che cominci a maturare (anche qui io sono piu’ ottimista di mia moglie o meglio, essendo lontano, piu’ distaccato da permettermi un think positive)…E’ comunque migliorato:ve l’avevo detto che son 3-4 mesi che non lancia racchette? Ma per me quello era il meno, piu’ importante e’ la gnola, il whining, il vittimismo autodeprecativo semicompiaciuto del tipo ‘Non ci posso credere’ o ‘Ma guarda che c…questo qui’ che io non sopporto a nessun livello, figuriamoci a livello di U12 o di Giocatori di Club… (Allo stesso modo quando giocavamo fra amici a calcio e magari sbagliavo un cross erano sempre i piu’ tristi a lamentarsi o a fare le faccie e io a loro: ma scusa, se non sbagliassi mai un cross o un passaggio, vuoi dire che sarei ancora qui a giocare con un tristo come te?)(Nel senso che in un gioco di squadra non ti lamenti mai se il tuo compagno sbaglia un gesto tecnico, ti lamenti invece se non si impegna, se non ci mette il cuore o la gamba, o se compie una scelta sbagliata, tipo non ti lamenti se sbaglia il passaggio ma ti lamenti se sceglie di NON passarti la palla
racchette lanciate…vabbe’, era un OT, ma giusto per far capire la mia mentyalita’…io in campo da capitano (a rugby ma anche nelle partitelle di calcio al mare o fra amici) urlo dall’inizio alla fine ma in questa ottica…Sul campo da tennis con Nicholas, uguale…Mia moglie invece spesso s’incazza anche se sbaglia due dritti di fila-perche’ magari giustamente trova che li ha sbagliati perche’ per pigrizia non si sta muovendo bene coi piedi…)
Vabbe’, poi ieri dopo essere stato lasciato al Club da Gabri’ avrebbe vinto con questo Patrick 76(97 al TB) e mi avrebbe giurato di essersi comportato benissimo…E vabbe’, ci crediamo, tanto il sergreto e’ forse tutto li’…lontano dagli occhi…meno gastriti! (Che poi sbagli comunque: se gli stai troppo addosso bevono, si drogano, rapinano banche, stuprano col branco, vanno sui siti porno, picchiano le maestre e i cani e le vecchiette per puro spirito di ribellione…se li lasci fare fan le stesse cose per carenza d’affetto e attenzione o cattive compagnie … Almeno film e letteratura son pieni degli uni e altri esempi , che ci volete fare, secondo me anche li’ e’ come col Preparatore Atletico…Ci vuole occhio, orecchio e anche,direbbe l’Omino di Fusignano, molto bus da cul…
Bogar67…incuriosito,io ho digitato videoanalisi e perfino alessia dauria e mi e’ uscito tutt’al piu’ Matteo Mingori…Max, hai ritirato subito tutte le copie perche’ non aveva la maglietta Tacchini?
stefano grazia says:
ANCORA E SEMPRE IN SPAM…
Madmax says:
@Gus
In generale hai ragione ma per quanto riguarda il tennis è molto meno vero visto che non vince ne chi ha più forza (poichè la massima forza non si può usare) ne chi è più veloce (alla massima velocità non ci arrvi) etc etc. E il talento semmai servirà per arrivare nei top five perchè nei cento ci sono anche dei muli zoppi!!
E Zanetti e Vieira ora sono allenati dallo stesso gruppo di professionisti ma quello che ha fatto la differenza (oltre certamente al fato ed alla predisposizione) sono stati i primi anni di attività perchè purtroppo nello sport quelli bravi seguono solo i pro mentre i danni si fanno sempre prima ed allora si tende ad enfatizzare il talento quando a quel punto molto dipende dalla fortuna di chi hai trovato e se uno è più o meno sviluppato (e qui si allora che uno che è più gracile corre maggiori rischi di infortunarsi ma non perchè sia meno talentuoso bensì perchè non si è ancora ben sviluppato)
Io posso dirti che molti (ma molti davvero) preparatori atletici non sanno distinguere una vera postura da un qualcosa che si avvicina allo stretchig e quando da quest’anno Giovanni le ha inserite a mia figlia, lei una volta finite (e nemmeno tutte riuscite bene) ha subito detto “Ma sono durissime, le avevo fatte qualche volta la (..) ed era uno stretching che durava di più e mi faceva addormentare, mentre questo è un massacro umano!!” (da notare che le posture sono fondamentali per preservare gli atleti dagli infortuni)..
@Stefano..
Si anche se io intendevo qualcosa di diverso..
Alessia in allenamento 95 volte su 100 se la vedi è gioca il suo best ma tutte le volte che doveva essere giudicata o che qualcuno doveva visionarla lei è sempre stata impressionante.. Infatti Piatti mi diceva proprio questo e cioè che lui ha trovato in Alessia quello che hanno solo i forti e cioè che più la cosa si fa difficile e più alza il livello, mentre se la cosa è facile può anche passare inosservata..
Il problema è venuto fuori all’inizio dell’anno durante i match ma anche banalmente durante un qualsiasi match di allenamento nel senso che lei si trovava a disagio e praticamente non giocava.. Basti pensare che il 99% dei match di allenamento li perdeva soprattutto se l’avversario non lo conosceva poi dalla seconda volta se era meglio di lui lo prendeva a pallate.. Mi ricordo quest’anno a Maglie dove abbiamo fatto il viaggio insieme ad un’altra bambina: primo match di allenamento 1-6 per l’altra, secondo giorno e secondo match 6-0 Alessia… Oltretutto questo fa capire che il problema non è il torneo ma è solo la disabitudine al confronto..
Infatti proprio in questi giorni ho potuto vedere che su tre tie break ne ha vinti altrettanti giocandoli tra l’altro quasi sempre al suo meglio, e anche nei quarti dell’ultimo torneo dove da 4-1 si è trovata prima 4 pari poi 5-6 per l’avversaria tra l’ultimo game e i primi quattro punti del tie break ha servito ben quattro ace…
Per quanto riguarda la videoanalisi…
No non ho tolto nulla, è la videoanalisi del novembre 2008 fatta con Pizzorno dove essendo abbastanza un disastro ho cominciato a tenermela un paio di volte la settimana per lavorarci sopra..
In verità non era molto che aveva ripreso e inoltre stava cambiando il dritto per cui non erano conncentrati ne sulla decontrazione ne su altro per cui do atto a chi ci lavorava prima che questo era un passaggio obbligato comunque anche solo a vederla ancora rabbrividisco.. Tra l’altro se vai a vedere gli appoggi noterai che non faceva neppure il primo passo incrociato.. Un incubo insomma..
Comunque devi andare prima su youtube poi inserire video analisi e uno degli ultimi video della pagina è il suo
ted meekma for president says:
@ stefano
Solo perché ti considero un amico…
Di imprescindibile in quel periodo c’e’ solo il Mondial Paris Cadets Trophee Lagardere che – ahimè – è un Under 16 e tradizionalmente si gioca mentre è in corso la seconda settimana di Wimbledon. However, un torneo U14 che ti raccomando è Bnp Paribas Cup Stade Francais, si gioca a Parigi (http://wwww.worldclasstennistour.com), le Quali iniziano il 2 luglio. Livello medio-alto e organizzazione buona. Se Alessia vuol cimentarsi con salto di categoria, potrebbe essere challenging anche per lei. Non escludo mia presenza ma è tutto da organizzare.
Last but not least, Tropiano mi parlava del torneo di Roma che vuol far giocare sul duro, proprio a giugno se non erro, non ricordo invece se è U14 o U16. Qui il Tier sarà più basso – 4 o al massimo 3 – più giocabile.
ted meekma for president says:
@ stefano
Solo perché ti considero un amico…
Di imprescindibile in quel periodo c’e’ solo il Mondial Paris Cadets Trophee Lagardere che – ahimè – è un Under 16 e tradizionalmente si gioca mentre è in corso la seconda settimana di Wimbledon. However, un torneo U14 che ti raccomando è Bnp Paribas Cup Stade Francais, si gioca a Parigi, le Quali iniziano il 2 luglio. Livello medio-alto e organizzazione buona. Se Alessia vuol cimentarsi con salto di categoria, potrebbe essere challenging anche per lei. Non escludo mia presenza ma è tutto da organizzare.
Last but not least, Tropiano mi parlava del torneo di Roma che vuol far giocare sul duro, proprio a giugno se non erro, non ricordo invece se è U14 o U16. Qui il Tier sarà più basso – 4 o al massimo 3 – più giocabile.
Roberto Commentucci says:
Ted, ti correggo: i due Tennis Europe a Roma (l’uno under 12, l’altro under 14) in maggio si giocheranno su terra rossa.
Sono i campionati regionali e le selezioni per i campionati assoluti giovanili che si vorrebbero organizzare sul cemento.
ted meekma for president says:
è partito il colpo, sorry
@ stefano (al limite anche mad potrebbe essere interessato)
lo scorso anno mi ha entusiasmato soprattutto il livello del tabellone femminile della BNP Paribas Cup, con le migliori: Lebesheva, Tomova, Brouleau, Fontanarosa e Cascino (quest’ultima ancora piccina ma crescerà, si spera), che ritroverai tutte in blocco all’Eddie Herr, la Brouleau addirittura giocare l’Under 18 perchè fisicamente è giù matura. La Lebesheva ha legnato poi la Stiteler all’ Obie U-14. Quella con più potenziale secondo me è la Tomova. Se dovessi rischiare dei soldi punterei su di lei, ma è ancora troppo discontinua e non so fino a che punto ben gestita.
Per la cronaca: Alice Matteucci e Deborah Chiesa sconfitte al primo turno. Matteucci si difende decentemente nel primo set contro Fontanarosa, ma la francese superiore in intensità di gioco soprattutto.
ted meekma for president says:
Roberto,
tassonomico e informato come sempre, grazie per la correzione, era un discorso veloce e tra il casino, per cui ho capito poco e male. gia che ci sei, mi sai dire il Tier (o category che dir si voglia) del torneo Under 14 Tennis Europe?
federico di carlo says:
Ciao Gus,
ti rileggo con piacere. A mio modo di vedere se si incontrano su un campo da tennis un giocatore con talento ma non allenato ed un giocatore con poco talento ma ben allenato vince quello che è allenato. Questo è un discorso che non ha senso per i primi 100 giocatori perchè a quel livello hanno tutti talento e sono tutti, chi più chi meno, bene o peggio allenati. I primi 5 giocatori non sono talenti, sono dei geni e tutti, comunque, ben allenati.
Roberto Commentucci says:
Un salutone all’ottimo Federico e alla sua consorte Australiana. Federico è stato molto carino a partecipare alla conferenza al Lemon Bowl e mi ha fatto molto piacere conoscerlo di persona.
A Ted
Credo che il TE under 14 sia Tier 3.
ted meekma for president says:
@ avec
mi era sfuggito il tuo pregevole (fuggevole per me che son distratto) post n.181
con rif. a ql che scrivi ho fonte aggiornata in tempo reale dal mio desk 5 minuti fa!!! ma la sostanza non cambia, tutte corrette le tue osservazioni
una sola precisazione, cosa intendi per “care”? immagino la capitalizzazione di mercato c.d. market cap (= grossomodo prezzo del titolo X numero di azioni circolanti). china construction bank e industrial & commercial bank of china sono stati i miei cavalli di battaglia degli ultimi 3 anni. CCBK molto importante per i mutui immobiliari che hanno governato il flusso migratorio dalla campagna cinese alle nuove metropoli. ICBC banca commerciale tradizionale per noi, ma in Cina è qcosa di iper-innovativo. Non è così grande da figurare nelle top 100, ma ti consiglio di monitorare Anta Sports Products Ltd quotata sia a Hong Kong che a Shangai. Non la comprare ora perchè è molto cara
Di nuovo c’e’ che in Cina la bolla speculativa è ormai realtà, tanto che la banca centrale proprio ieri ha alzato i tassi d’interesse, dando il via alla tanto attesa stretta monetaria. la cosa ha sconvolto i mercati valutari per ragioni che vi risparmio ma sono molto semplici.
Al momento seguo con particolare interesse mercato indiano e obbligazioni polacche, la Polonia ha il miglior quadro macroeconomico tra i paesi dell’europa centrale. E sempre in tema di sistemi paesi hanno corso molto nell’ultimo periodo i bond islamici di Abu Dhabi & Qatar perchè il mercato cagone aveva venduto tutto alla prima avvisaglia di crisi finanziaria a Dubai, senza distinguere che a Dubai non hanno una goccia di petrolio mentre Doha e Abu Dhabi sono piene di petrolio e molto solvibili. Per cui chi ha comprato bond nel periodo di flessione si è portato a casa lauti guadagni. e mi fermo qui ma se mi contatti sul mio twitter posso aggiungere altro. se interessa.
scusami doc, sarà felice roberto ma abbiamo parlato di financial markets anche qui.
non devo dirlo io, ma questo forum è grandioso, i trail-blazer della rete sono tutti qui.
ted meekma for president says:
@ alessandro
thks. speriamo che venga qche giocane interessante, se fossi io il direttore farei un tabellone su “chiamata” diretta, nel senso che pregherei – senza elargizione di entry fees ma solo a titolo di amicizia personale – i giocatori più interessanti di venire a giocare il mio torneo, a costo di andarmeli a prendere personalmente.
@ avec
dimenticavo una cosa…
Sul fronte delle commodities, nelle ultime battute sulla piazza asiatica i prezzi di oro e petrolio han perso terreno proprio a causa dei timori di una stretta sulla politica monetaria da parte del governo cinese, che potrebbe rallentare la crescita e quindi la richiesta di materie prime.
Anche se In Italia non si ferma la corsa ai prezzi della benzina, che vola a EUR 1,35 il litro. Come direbbe il mitico Adriano…”Oggi la benzina costa sempre di più. Svalutation E io, amore mio, non capisco perchè…”
Roberto Commentucci says:
Vedo che Avec ha svegliato gli… spiriti animali del capitalismo…
Quello che mi lascia un pò perplesso è la funzione dei mercati dei futures sulle commodities.
Servono a migliorare il price discovery e quindi l’efficienza del mercato, o servono solo a gonfiare la speculazione, ingrassando i conti economici delle banche a spese dei poveri cristi che vanno dal benzinaio?
Fosse per me, li chiuderei, renderei possibili solo le transazioni su merci a pronti.
Direi di chiudere l’OT, prima che Alessandro ci cacci tutti via a pedate.
ted meekma for president says:
@ Bob
hai presente il numero di Corrado Guzzanti in versione predicatore del verbo di “quelo”?
Ti rispondo citando Guzzanti: “la seconda che hai detto”
Avec ha fatto centro in pieno. Non so Alessandro, ma se legge ‘ste cose il doc diventa idrofobo!