di Alessandro Nizegorodcew

Finalmente! Era da molto tempo che gli appassionati italiani di tennis aspettavano una serata come questa. Due vittorie belle, sofferte, in rimonta, da fiato sospeso. Due vittorie arrivate in extremis, entrambe al tie-break del terzo set, che sanno di rivincita. Rivincita contro quei luoghi comuni che vedono gli italiani sempre sconfitti nei match importanti e, ancor di più, nelle partite lottate. Quegli italiani incapaci di rimontare, di lottare punto su punto, quegli italiani che, per antonomasia, sprecano l’impossibile. Questa sera possiamo dire che le cose non sono andate affatto così.

Il teatro di questa splendido dramma a lieto fine è il Cile, precisamente Santiago, torneo nel quale Potito Starace e Fabio Fognini affrontavano i quarti di finale. Per Poto match da favorito con l’argentino Zeballos, mentre Fogna aveva l’arduo compito di incontrare il campione in carica Bellucci.

Fabio Fognini, dopo aver lasciato gentilmente il primo set al forte brasiliano, si è messo a giocare il suo tennis (quello, per capirci, che può già valere tranquillamente i top-20), e in pochi minuti ha pareggiato i conti. Il terzo set ha visto un parziale stratosferico di Fabio, che si è portato 4-0 con l’opportunità di salire anche 5-1. Ma Fognini non è (ancora) il giocatore più affidabile in queste situazioni; Bellucci rimonta e si porta 5-4 con Fabio al servizio che si ritrova 0-30. Ditemi chi di voi non ha pensato: “E’ finita! Altra occasione buttata.. Come con Ferrer o Nishikori.. Ma quando imparerà?” E invece Fogna si desta dal torpore, porta il match al tie-break decisivo e non lascia nemmeno un punto al suo avversario, dominandolo tecnicamente, tatticamente e mentalmente.

Potito non è stato da meno, anche se il suo avversario, l’argentino Zeballos, non può essere considerato al livello di Bellucci. Dopo aver perso un set in maniera incredibile 9-7 al tie-break, il campano non si scompone e piazza un break che lo porta a pareggiare i conti sul 6-3. Il terzo set è una vera e propria battaglia e per deciderlo si torna al tie-break. 7 punti a 2 per l’azzurro e semifinale in cassaforte.

I due azzurri hanno compiuto due belle imprese, in particolare Fogna, mettendo a segno insieme, analizzando i due tie-break decisivi, 14 punti a 2… Un bottino invidiabile! Per una volta i luoghi comuni che ci vedono come dei bei perdenti sono stati sfatati! La speranza di una finale tricolore non è del tutto una chimera. Grazie Ragazzi!

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69 Commenti to “Due vittorie “poco” italiane”

  • 1.

    ieri sera ho seguito sul live score l’ultimo set di Fabio e non ho potuto non pensare a Monet…ma soffri ancora o ti sei abituato ?!

  • 2.

    Ho seguito solo in match di Fognini perchè era l’unico disponibile in streaming. Primo set regalato,gran Fognini nel secondo e fino al 4-0 nel terzo,rimonta regalata,partita persa sul 5-6 0-30,di nuovo gran Fabio e tie break dominato. Martin ne ha viste tante,ma ieri sembrava confuso anche lui.. Fognini è così,ha talento ma deve imparare a gestirlo. Lotta come un toro,ma butta un set in 20 minuti. Gioca un gran drop e poi ne prova un altro in corsa da 2 metri fuori dal campo. Ne ho visti pochi che sotto 3-1 a inizio partita allargano ripetutamente le braccia sconsolati e poi dominano il tie-break decisivo.
    Comunque sono molto contento del risultato anche perchè credo che questa gira sia fondamentale per i nostri. Purtroppo anche i sudamericani devono aver fatto una sorta di “progetto campi rapidi” perchè sembrerebbe che di quì a poco vogliano sostitutire la terra col cemento per atttirare i migliori.

  • 3.

    Sulla partita di Fognini che ho visto interamente.
    Primo set: partenza con break di Bellucci e contobreak di Fabio, poi un paio di game lottati, soprattutto sul servizio di Fabio, semptre persi dal nostro con Bellucci che chiude il set 6-1 su uno scorato Fognini al servizio (mai tenuto nel primo set).
    Quello che ho pensato a fine primo set: “Fabio sicuramente sotto tono, atteggiamento non giusto (troppa fretta), ma neanche da chiodi. Bellucci però gioca bene da fondo, il suo servizio molto carico anche sulla seconda sembra fare la differenza rispetto a Fabio..fare quarti perdendo da Bellucci al primo torneo sulla terra, magari giocando un pò meglio nel secondo ci sta!..”
    Secondo set: così pensavo quando inizia il secondo. Fabio parte male sotto 0-30 sul sevizio di Bellucci: qui ricordo bene Fabio si prende una pausa facendo attendere un attimo Bellucci al servizio (lo farà più volte nel secondo set), va 30-30 e poi ai vantaggi complici alcuni errori grossolani di Bellucci strappa il servizio. Qui la partita gira: Fabio si fa più intraprendente e continuo mentre Bellucci sbaglia l’impossibile a rete ed è 6-2 Fogna.
    Quello che ho pensato alla fine del secondo:” ok Fabio è salito Bellucci è sceso, ora il terzo è lotta”
    Terzo set: Fogna sorprende e vola 4-0. Arrivano punti diretti o quasi con il servizio che nel primo set era stato il primo colpo a calare nei momenti importanti, Fabio si muove meglio di Bellucci e lo domina da fondo. Siamo 4-1 punto del 5-1 sul servizio di Fabio, che domina l’ennesimo scambio da fondo, Bellucci accorcia è fuori dal campo, Fabio ha una comoda palla a metà campo e……invece di tirare un missile (andava bene anche un normale attacco) fa una smorzata in rete. Rigira la partita: Bellucci non ha più niente da perdere e spinge forte da fondo, va 4-2 poi tenendo il servizio a 0, 4-3 al cambio. Ancora qualche errore di Fabio, altro break 4-4 e Bellucci che tiene ancora il servizio a 0, 4-5. Fabio è in balia dell’avversario che ha ripreso a macinare da fondo, va sotto 0-30 sul suo servizio e qui era già un pò che pensavo “ok ha avuto la sua occasione adesso è andata” e invece…e invece la Fogna è la Fogna, con un carattere per non dire qualcos’altro, ENORMI, va 30-30 e poi tiene il servizio senza annullare match point. Fabio è di nuovo in partita: si va al tie break e qui Fognini fa un capolavoro vincendolo 7-0 servendo alla grande e rispondendo meglio. Bravo!

  • 4.

    Beh, ieri ero uscito con Fabio quasi un set pari e Potito che aveva una palla break nel secondo dopo aver perso il primo, convinto che se andava di lusso la portava a casa solo Starace. Una volta tanto mi sorprendono in senso positivo. :-)

  • 5.

    Un solo aggettivo per Fabio Fognini: SUPERLATIVO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • 6.

    Superlativo a tratti. Pessimo nel primo set e quando si è fatto rimontare. Fortunatamente nella stretta finale ci sa fare e si è visto. Attenzione,Robredo col ca–o che gli perdonerà quelle pause. Matalo Fabio!

  • 7.

    Peccato per Fabio … ho seguito il primo set e il terzo da 1-4 ma grosse chance di rientrare tra vari lanci di racchetta; ma che e’successo alla fine ? Robredo ha rifiutato la stretta di mano e Fogna nervoso e’ andato a dirgliene 4 con lo spagnolo che ha rinunciato all’intervista sul campo subissato dai fischi del pubblico.. why ?

  • 8.

    Robredo veramente un pagliaccio…..scandaloso lo spagnolo……

  • 9.

    Ma cosa è successo durante la partita per giustificare una reazione di questo tipo?

  • 10.

    Mi dispiace molto la sconfitta di Fognini, il problema continua ad essere sempre mentale.

  • 11.

    Fabio ha mandato a quel paese Robredo per aver esultato su un suo errore che gli è costato il break.
    Il bello è che i due si ritrovano adesso nel primo turno del torneo di Costa do Sauipe.

  • 12.

    Io mi aspetto, prima o poi, da Fabio qualche grosso exploit, anche in tornei importanti, anche contro giocatori importanti.

    Ma anche qualora venissero, tali exploit saranno a mio avviso destinati a restare erratici e sporadici.

    Fabio non è un giocatore solido, il suo gioco è troppo estemporaneo, troppo legato all’estro del momento, alla palla corta di fino, all’invenzione estemporanea, al miracolo in difesa, e troppo poco affidato a punti di riferimento solidi, continui e afidabili, come un buon uno-due servizio diritto, una solida tenuta della diagonale.

    I suoi match sono sempre delle altalene pazzesche, con quintali di break ottenuti (lui risponde benissimo) e tonnellate di break subiti, con un servizio che resta ballerino e tanta, troppa ansia quando si va a servire.

    A mio parere questa mancanza di solidità ha radici lontane, e scaturisce da una sorta di equivoco tecnico di fondo che risale agli anni della costruzione di Fabio giocatore, tra i 14 e i 16 anni. In quel periodo il modello di Fogna era Carlos Moya, e tecnicamente, data la sua rapidità di gambe, la grinta e la grande abilità difensiva, si è cercato di farne un simil-Ferrer, un guerriero alla spagnola.

    Ma Fabio, nel suo intimo, non è un Ferrer. Ha troppo tocco e talento, e troppa fragilità mentale, per giocare un tennis di quantità. Fabio è un Santoro, un Rios in minore. Sa fare tutto, (tranne servire bene con continuità) e ha troppe soluzioni per imprigionarsi in schemi monocordi.
    Lui ci prova, cerca di tenere le diagonali, di rispettare il compitino tattico, ma poi alla lunga l’elemento creativo, incomprimibile, esce fuori e lo porta vuoi al vincente da spellarsi le mani, vuoi alla palla corta ad minkiam, o al rovescio indolente, tirato a metà rete con le gambe rigide e dritte.

    E forse è proprio questo eterno conflitto irrisolto, che in campo lo rende scostante, irascibile, psicologicamente fragile.

    In altre parole, Fabio deve ancora trovare se stesso e la sua identità tecnica. Secondo me deve dimenticarsi dell’esistenza della terra, mettersi a giocare più che può sul veloce, farsi un mazzo spaventoso sul servizio e assecondare fino in fondo la sua natura creativa.

    Con la maturità, può ancora essere in tempo a diventare un giocatore importante e affascinante, una sorta di incrocio fra Santoro e Dolgopolov.

    Lascia perdere le paludi rosse di Santiago e Costa do Pippe, Fabio. Vai a giocare indoor, contro i migliori, costruisciti un servizio vero e dai libero sfogo al tuo talento, senza cercare di scimmiottare il metodo Bruguera.

    Abbi il coraggio di essere te stesso fino in fondo. Molla il badile, e afferra il pennello. Tu sei un artista, non un manovale.

  • 13.

    Tu lascia perdere le tue sentenze ormai non hanno più effetto su nessuno e hanno stufato!!

  • 14.

    Monet, tu invece dovresti iniziare ad imparare che siamo in una democrazia e che esiste una libertà di espressione, costituzionalmente garantita.
    Quindi io parlo quanto mi pare, dal momento che non offendo nessuno.

  • 15.

    Da te ho poco da imparare fidati e conitua pure con le tue disamine da pseudogiornalista, informato e saccente su tutte le cose federali e non italiane, quando le leggo almeno rido per qualcosa di valido.ci mancherebbe solo che offendessi qualcuno,non ne hai il….fisico per farlo!!

  • 16.

    se dare ordine a un giovane 14-16enne con le caratteristiche che dice roberto è un errore…dargli un modello di riferimento per la crescita anche un errore…se mettiamo in dubbio com’è cresciuto fognini cosa dobbiamo fare degli altri processi di crescita?????troppo facile fare la formazione il lunedi,roberto.
    ha il tempo(anche se sempre meno) per apportare cambi al servizio e alla maniera di approcciare allenamento e gara(anche se forse ha più margine con il servizio che con la concentrazione).
    Fabio in campo contro i migliori e gli altri dove sono?ci sta provando con i suoi mezzi e con forza.
    Non può essere un altro come personalità e sta lavorando su tutto il resto.Può lavorarci meglio ma intanto è li e gioca,lotta si arrabbia,si mette in discussione ogni settimana.Ad alto livello.Gli altri dove sono?C’è lui e con questo gioco e personalità.Se vinceva con robredo e giraldo cosa possibilissima con tutte le sue caratteristiche invece avevamo trovato un campione?non penso ma così è qui da noi.

  • 17.

    Mi sembra di poter dire che questa discussione stia mettendo in luce uno dei tarli del sistema tennistico italiano. La federazione comincia a investire sui giocatori quando questi, in qualche modo, raggiungono i livelli di interesse nazionale tra i 16 ed i 18 anni. Forse, se la politica fosse diversa e la federazione facesse investimenti più seri sulla prima formazione dei ragazzi, i risultati sarebbero molto migliori.

  • 18.

    dai monet non ti arrabbiare..in fondo il messaggio di Roberto aveva un lieto fine e aveva una base positiva di tifo per Fabio! E poi chi è arrivato in semi in questo torneo come dice Caperchi è sempre Fabio per cui è anche lecito che Commentucci si sbagli

  • 19.

    Monet,
    non credo che nelle parole di Roberto vi sia della cattiveria: semplicemente, a mio parere, lui non è in grado di cogliere perfettamente la differenza tra i riscontri oggettivi e quelli che tali non sono. Chi ha praticato seriamente sport tecnici può rilevare determinati errori, grazie anche alla video-analisi o per l’esperienza diretta, ma in genere evita di spingersi oltre, perché per primo sa che tali lacune non sempre hanno cause univoche e scontate… Ci potrebbero essere mille componenti che influenzano Fabio, nel bene e nel male, e non credo sia questo il luogo per dar lui suggerimenti. Ovviamente dispiace che non raccolga quanto potrebbe. E permettimi di pensare che il suo tennis non sia perfettamente stratificato sopra la componente atletica e conseguentemente tattica… difetto che rilevo negli italiani in genere, e non mi ripeterò… :-)

  • 20.

    Scusate, quanto scritto da Commentucci non mi pare abbia niente di offensivo nè di eccessivamente critico.
    Anzi, per una volta che si legge una critica costruttiva, si assiste d una reazione piccata e scomposta.
    Calma, c’è modo e modo di rispondere.

  • 21.

    @Archipedro
    “E permettimi di pensare che il suo tennis non sia perfettamente stratificato sopra la componente atletica e conseguentemente tattica… difetto che rilevo negli italiani in genere, e non mi ripeterò… ”

    cosa vuoi dire?

  • 22.

    @pulsatilla
    invece secondo me roberto esprime veleno e parecchio giudizio nel post.veleno dettato da tifo ma veleno… e chi è legato a fabio e lo difende comunque ed sempre(o quasi…),risponde a quello che arriva come un attacco.
    attacco dettato da delusione da vederlo cadere in trappole semplici come farsi provocare,ma chi conosce fabio sà che proprio su questi dettagli è debole e ci cade.Attacco inutile quindi su temi conosciuti.NOn è una squadra di calcio che ripara al mercato di gennaio comprando questo o quell oe modificando la difesa.Ci vuole tempo per processi di cambio tecnici e di mentalità.

    @Maria

    La federazione invece fà moltissimo prima e secondo me la mira andrebbe aggiustata dopo,dai 12-14 anni in sù.Sulla base deve intervenire la formazione dei tecnici perchè possano lavorare bene a casa nelle scuole tennis e sui giovani under 14 promettenti.Poi il progetto deve cambiare ed assumere i toni di un progetto vero e proprio di competizione(per i migliori).
    Fabio è stato aiutato da giovane in diverse maniere e il grosso se lo è fatto da solo perchè così deve essere non deve essere la federazione a farti giocatore ti ci fai da solo con qualche aiuto.ma il grosso lo devi fare da solo a casa e in giro per il mondo.Spesso dove senti dire che la colpa è della federazione è laddove non si può giocare per mancanza di qualità o pochezza del progetto.

  • 23.

    Leo,
    chi frequenta questo blog conosce la mia opinione, e non vorrei imperversare… :-)

    A mio parere uno sport complesso e raffinato come il tennis richiede innanzitutto una grande attenzione per l’atleta. Ciò secondo la filosofia che vige in quei paesi in cui il gioco sul veloce non consente ai giovanissimi di concentrarsi troppo su come colpire la palla perché il vero problema è… andare a prenderla. Da questo punto di vista Roberto s’avvicina alla verità quando predica i campi in cemento, ma bisogna ricordare che solo i bambini neuro-muscolarmente adattati possono reggere il salto dalla terra al sintetico e poi sfruttarlo sotto il profilo bio-meccanico (cioè imparare ad usare nel tennis anche la spinta delle gambe, quando seve, e non solo il braccio).
    Inoltre chi tra il PRO riesce a fare ciò che vuole è anche… forte mentalmente! Poi c’è chi non riesce a fare ciò che vorrebbe, tipo gli americani, i cui siluri non stanno in campo. E poi ci sono gli italiani, che fanno solo ciò che riescono, cioè difendersi alla spagnola… salvo non avere quel cuore. Quest’ultimo atteggiamento si spiega con la loro fragilità atletica ed agonistica. Perché da bambini invece di perdersi nei risibili tornei infantili avrebbero dovuto essere allenati alla rapidità, alla potenza balistica ed all’aggressività tattica.

    Io arrivo fin qui, ed ovviamente non offendo nessuno. Tifo con affetto Errani e Fognini ma non condivido le loro scelte… :-)

  • 24.

    L’opinione di Rob è critica con un risvolto positivo, quasi da tifoso deluso…. non vedo considerazioni giornalistiche… solo un opinione.
    E d’altronde Monet è normale che possa non essere d’accordo…
    Non penso che si possa partire da Fabio Fognini per “risolvere e capire” i problemi del tennis maschile…
    Non parlando di uno che comunque naviga fra i primi 50 al mondo.. è bene ricordarlo…primi 50!
    Sono sicuro potrà in futuro salire ancora piu’ in alto.
    Semmai dovremmo riflettere ..sui tanti che per una ragione o per un’altra non hanno mantenuto le premesse/promesse…

    Sul perché della mancanza di risultati di alto livello sono anni che su G&F si discutono i motivi e si cercano i possibili rimedi… e in ogni caso il settore femminile sta facendo benissimo..il bicchiere è comunque mezzo pieno…
    Il 2010 si è chiuso come una delle migliori annate di sempre a livello italico assoluto…

    La federazione si sta dando da fare, sta sperimentando, investendo… certo ci sono ancora mille e una cose da fare… su uno sport globale e costoso che di piu’ non si puo’…ma se ripensiamo agli anni ottanta e novanta…i passi sono…importanti.

    Proprio ieri sera vedevo un servizio sui grandi risultati della scherma azzurra… sport elitario che si gioca ad alto livello in 8-10 nazioni…
    Lo sci idem…
    Addirittura nel biatlhon rimaniamo a galla con 2-3 vallate che esprimono il 99% degli atleti… 2-3 vallate…pero’ attrezzatissime…vedi Anterselva….
    Non è mai un caso…è l’organizzazione e gli uomini che la gestiscono che determinano i risultati degli atleti di quel movimento…
    Se cambiamo il contesto in cui crescono tanti ragazzini, non per battere sempre il dente dove duole…ma quello è il vero primo passo…

  • 25.

    Archipedro,
    saprai che per qualche filosofo la realtà non è realtà in quanto tale, ma solo in quanto realtà percepita, dunque più che verità percettiva si tratta di percezione e basta.
    Ecco, mi sembra che il tennis visto attraverso le lenti della tua percezione, sia solo l’espressione della preparazione atletica.
    Senza nulla togliere alla preparazione atletica e che sia più multiforme possibile, qui stiamo parlando di un ragazzo che possiede indubbie doti atletiche al di sopra della media. In quanto a potenza esplosiva Fognini non deve invidiare nessuno e questo è risaputo. E’ velocissimo e molto reattivo. Atleticamente è indiscutibile.
    Sotto il profilo tecnico si può dire che non sia talentuoso? Certamente no, i colpi ce li ha tutti. Il servizio: malgrado non sia altissimo gli ho visto tirare castagne con una potenza ragguardevole.
    Allora il problema dove sta?
    Questi match altalenanti, vittorie inattese che si alternano a sconfitte impreviste…
    Secondo me il problema è mentale. Ma non è una critica, ci mancherebbe altro. Andrebbe studiato il suo inconscio (a patto che lui lo voglia fermamente), andrebbe verificato quali strutture simboliche vengono mobilizzate durante la partita.

  • 26.

    Qualcuno diceva che alcuni tennisti sono in continua lotta tra quello che vorrebbero fare e quello che dovrebbero.
    Come si può risolvere questo conflitto?
    Roberto dice che Fabio dovrebbe lasciare il badile ed afferrare il pennello, seguire insomma mla sua vena artistica. C’è però un piccolo particolare, tutti gli artisti, penso in questo caso ai musicisti, eseguono “scale” per ore e ore giornaliere, quando poi hanno la padronanza assoluta dello strumento e delle partiture allora possono permettersi il lusso di improvvisare.
    Senza contare che mentre tu vuoi beatamente dipingere, dall’altra parte della rete c’è uno “stronzo” che ti sposta la tela e ti nasconde i colori.
    Roberto parla da tifoso deluso, ed anch’io seguendo il live score mi stavo attorciglieando le budella, però come dice Caperchi, di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di livelli eccezionali, mondiali e nazioni come gli Usa, L’Australia e l’Inghilterra, con il loro budget enorme datogli dagli slam, se lo sognano uno come Fognini, a maggior ragione quando capirà che a volte e meglio fare in un campo da tennis quello che si deve e non quello che si vuole.

  • 27.

    A mio parere il problema vero dell’Italia è che ogni discussione si risolve in una sterile partita PRO-CONTRO… c’è una faziosità stucchevole, un manicheismo da bar dello sport, che impedisce un’analisi compiuta e costruttiva. I problemi rimangono lì e ci si concentra sulle colpe. Anche qui… Roberto esagera, poi Monet s’irrigidisce… filosofie? Alla fine si finisce per parlare a vuoto. Che importanza ha se Fabio è un grande atleta o meno? Se non lo fosse difficilmente lo potrebbe diventare oggi. L’importante è che voglia e sappia mettere le sue doti reali al servizio del suo tennis. Che possa vincere le partite in modo essenziale ed efficace, comandando il gioco… ma soprattutto che sia felice di ciò che è in grado di fare. Con la SUA COSCIENZA a posto. Indipendentemente dal chiacchiericcio che gli gira intorno.

    Sarita in un’intervista ha detto: “A me piace il mio gioco e non lo cambio solo perché qualcuno dice qualcosa…”. Ecco, lei è responsabile, fino in fondo, delle proprie scelte. Valuterà poi, a consuntivo, se avrà realizzato o meno i propri sogni… C’è poco da aggiungere o da farsi, a meno che non sia lei a cambiare opinione… :-)

  • 28.

    Mi dispiace molto che Leo abbia visto addirittura del veleno nel mio commento. Evidentemente non sono riuscito ad esprimermi bene, e Sul web, si sa, le parole sono pietre.

    Sono tifoso di Fabio da sempre, da quando, nel lontano 2005, lo vidi giocare, non ancora diciassettenne, al challenger del Garden e vincere un match incredibile, contro il n. 176 del mondo, il ceko Lukas Dlouhy, rimontando con un cuore enorme uno svantaggio di 60 51. Mi dissi che quel ragazzo aveva qualcosa di speciale.

    Confesso che anche a me, all’epoca, parve il prototipo del regolarista di stampo iberico. Grandissima mobilità e capacità difensiva, buon top spin, geometrie di scuola spagnola, condite però da alcuni tocchi vellutati e da qualche invenzione.

    E qiundi Leo ha ragione, nel dire che è troppo facile criticare il lunedì, a bocce ferme e con il senno di poi. E’ chiaro che chiunque, al posto di Leo, si arebbe comportato come lui ha fatto, cercando di dare un ordine tattico, una disciplina e un’idea di gioco al giovane Fabio. E a Leo va il gran merito di aver costruito un tennista molto completo sul piano tecnico.

    Questo per dire che il senso del mio post non era quello di fare una critica astiosa (pochi come me tengono al bene del nostro tennis e ai successi dei nostri giocatori), ma quello di tentare di dare una spiegazione al perché di certe vicende agonistiche di Fabio, che gli impediscono, per ora, di capitalizzare in pieno le sue tante qualità.

    In sostanza, ognuno di noi è il prodotto del tempo in cui vive e del luogo che lo ospita. Gli esseri umani, e i tennisti non fanno eccezione, sono una risultante delle infinite combinazioni possibili di dotazione genetica e influenza ambientale.

    Insomma, il Fabio Fognini nato in Liguria nel 1987, difficilmente sarebbe potuto diventare un giocatore diverso. Ma domandiamoci che giocatore sarebbe Fabio se fosse nato in Australia, o in Francia.

    E’ chiaro che sono ragionamenti in apparenza molto aleatori, e sembra che si stia parlando del sesso degli angeli. Però a mio avviso un Fognini abituato fin da piccolo a giocare sui campi rapidi adesso avrebbe maggiori certezze nel servizio, sarebbe stato più abituato a giocare vicino al campo e ad adoperare il timing e la reattività che ha per appoggiarsi alla potenza dei colpi altrui.

    Uno Hewitt meno continuo ma più talentuoso, insomma.

    O magari, forse, non sarebbe diventato nemmeno un giocatore, chi può dirlo?

    Un giocatore non è un’entità immutabile, ma una massa magmatica in continua trasformazione. Penso ad esempio a come giocava il primo Santoro, che vinceva tantissimo da junior giocando di regolarità: gran corsa, diritto e rovescio a due mani, pochissimi errori. Ma troppo leggero per ottenere risultati di rilievo. Poi, con la maturità, iniziò a capire che il suo talento era un altro: iniziò a variare, ad cambiare di continuo effetti, ancoli e rotazioni, a presentarsi a rete in controtempo, a giocare palle corte.

    Ad assecondare il suo talento, ottendendo risultati migliori.

    Ecco, secondo me a Fabio, quando maturerà come uomo, potrebbe accadere una metamorfosi simile a quella di Santoro.

    Se poi monet si incazza, mi dispiace, ma sono problemi suoi.

  • 29.

    @pulsatilla e Archipedro
    Vorrei proporre una diversa chiave di lettura per Fognini.
    Ho fatto una media delle altezze dei primi 54 giocatori ATP e risulta cm 187,12 , mentre Fabio è alto solo 178 cm.
    Risulta tra i 5 più bassi (con Ferrer, Montanes, Kohlschreiber e Davydenko).
    Vista la “attitudine” tecnico-tattica dei suoi compagni di altezza, verrebbe da pensare che il gioco più efficacie per ottimizzare le caratteristiche fisiche di un giocatore “bassino” sia propio il gioco solido e continuo da fondocampo.
    Io penso che i “problemi” di tenuta mentale di Fabio possano in effetti derivare semplicemente dalla fatica di dover tenere in campo un gioco “sovradimensionato” per le qualità tecnico-altletiche medie di un tennista di quell’altezza.
    Arrivando a conclusioni diametralmente opposte a Commentucci mi verrebbe da dire che proprio l’estremo ordine nel gioco dovrebbe essere la chiave vincente.
    Diversamente avremmo un ottimo “fantasista” da 2° turno di challenger….

  • 30.

    Catafic,
    avevo fatto io stesso, proprio sul blog, la medesima analisi… con tanto di proiezioni future (per dimostrare appunto che andremo verso giocatori di vertice più alti di m.1,92-1,95). Quindi sono d’accordo.
    Però Mc Enroe era m.1.80. Ed il suo servizio ATIPICO è stato, al tempo, uno dei gesti bio-meccanicamente più studiati e costruiti. Ancor oggi ha un certo fascino. Sicuramente senza il servizio John non sarebbe andato da nessuna parte…
    Quindi io credo che attorno a questi nostri giocatori ci dovrebbe essere maggiore coraggio, ricerca, sperimentazione… non si possono solo scaldare le minestre di sempre. Serve più cultura, condivisione e programmazione. Serve un substrato operativo di grande umiltà…

  • 31.

    Premesso che in questi discorsi non c’è sicuramente “una” verità, ricordo che il servizio ATIPICO…era di McEnroe, una icona del tennis, un idolo incontrastato, famoso ancor più che per il numero delle vittorie, proprio per il suo incredibile talento che lo ha portato a costruire un gioco irripetibile e quasi irriverente per la facilità con cui creava vincenti da situazioni impossibili per il 99% degli altri.
    Io sono convinto che ci voglia l’umiltà di credere nella costruzione di un giocatore “normale”…se poi ha una caratteristica superlativa, la saprà aggiungere naturalmente come il cacio sui maccheroni, trasformando un piatto da osteria in una prelibatezza!

    Per interdersi superlativa significa essere sempre efficaci con soluzioni tecniche diverse dalla media ….

  • 32.

    Chiedo scusa a tutti se sono sembrato prEsuntuoso o maleducato,chi mi conosce sa chevsono un …sanguini o e come tale non potevo che trasferire il mio DNA a Fabio,ma…..leggere su diversi siti le disamine dei dopopartita di Fabio da comentucci,devo dire mi fanno incazzare di brutto.leggere cosa deve fare,quali tornei giocare,cosa migliorare…..basta!!! Eccheccazzo soriry,ma da quale pulpito arrivano quest suggerimenti,da uno che e stato in vita sua un scarso c4? Me lo avesse detto un furlan o un barazzutti,passi,anche se chi mi conosce sa che se andassero oltre anche loro,non esiterei a farli stare….bravi,ma ripeto leggere sempre la formazione giusta il giorno dopo aver perso,mi ha davvero stufato.ripeto le mie scuse se sono stato diretto e ho…sfom
    Nsdto il bonbon,ma io sono uno che ama dirle in faccia le cose e non farle riportare

  • 33.

    Non so voi ma io mi diverto un sacco quando monet sbottà! Sopratutto se succede dopo un’analisi di Roberto! ;-) Monet però non puoi pretendere che sul blog scrivano solo i top-20 o i loro genitori e allenatori. Se fossimo da Bollettieri invece potresti.

  • 34.

    Hai ragione nicol a pero gli altri non danno mai consigli a professionisti lui invece ha il muso do volerlomfare sempre e questo a me fa girare i coglioni…..

  • 35.

    …fanno i fenomeni…i professoroni…solo per autopromuoversi (vedi post 28).Con questa storia dei campi veloci, mentre negli states (ad esempio)pensano alla terra rossa…Se solo provassero ad immaginare cosa significa essere un giocatore d’alto livello…commentucci da tribunetta/bar dello sport, verrebbe da dire.Mi preoccupa perchè si tratta di dirigenti del tennis attuale e futuro…almeno un pò di delicatezza da un “addetto ai lavori”.Per il resto sono sicuro che Fabio Fognini giocherà un primo turno solido e “tranquillo” con Robredo a Costa do Saupe, concentrandosi sul gioco per prendersi possibilmente una rivincita.sperem….

  • 36.

    Secondo me se Fogna e’ arrivato cosi’ in alto solo perche’ e’ fatto cosi’ e si comporta come si comporta nel bene e nel male, non c’e’ niente da stravolgere in lui ne’ nel gioco, ne nel carattere o altro.. al massimo qualche limatina.. se fosse stato un altro non sarebbe stato neanche un seconda cat.

  • 37.

    @animacandida
    Gli Stati Uniti pensano ai campi in terra rossa perché sulla terra sono tutti ridicoli… noi il contrario e pensiamo al cemento.. Mi sembrano due ragionamenti che non fanno una piega..

  • 38.

    animacandida non vedo proprio dove sarebbe la mia mancanza di delicatezza. Non ho mancato di rispetto a nessuno, ho detto la mia su un argomento, e me ne sono assunto serenamente la responsabilità. In un blog di tennis si viene per discutere e scambiare opinioni, se possibile con serenità

    Serenità che da parte mia non è mai mancata, mi pare.

    Quanto affermi poi a proposito del progetto Campi Veloci si commenta da solo e denota il livello infimo della polemicuzza.

    Io mi sono sempre limitato a ripetere diffondere ciò che dicono tutti i tecnici e ciò che viene anche confermato dalle ricerche di natura statistica, ovvero che i giovani che fanno esperinze di allenamento e di gara su superfici diverse finiscono per avere un bagaglio tecnico più completo e risultati agonistici migliori. Questa è la verità, ed è la ragione per cui esiste il pprogetto campi veloci in Italia e l’iniziativa Play the Clay negli USA.

    Ah, e dimenticavo, anima candida… Deciditi a fare quel corso da maestro FIT, vedrai che ne sarai contento. :)

    Anche se hai la targa UISP. Del resto, tutti i tecnici concordano sull’importanza della diversificazione delle esperienze didattiche no?

  • 39.

    @ monet
    Ma non prenderla come se avesse detto che con Fabio hai sbagliato tutto. Tra l’altro nella sua disamina ci sono diversi spunti non banali. Da blogger però,senza le pretese di cui parli. Sei il padre (sanguigno) del diretto interessato e forse leggi tra le righe anche quando non ce ne sarebbe bisogno.
    Non cerco di difendere Roberto (oltretutto credo che tra voi non ci siano problemi e quindi non ce ne è bisogno). In realtà parlo anche di me che domani o Mercoledì mi metterò in curva davanti a uno streaming collegato col Brasile. E poi magari commenteremo il match tra amici (cazzari) quì sopra. Ma se devo connettermi per leggere posts tipo “Fognini ha giocato bene” o “Fognini poteva anche vincere”,è meglio se non perdo tempo. Se invece trovo qualcosa di approfondito già va meglio. E chissenefrega se è sbagliato. Quì siamo su un blog non da Piatti.
    Però se ti incazzi in realtà sono ancora più contento! ;-)

  • 40.

    post38 …infatti non è la mia unica formazione e così facendo si sposta in stile “politichese” il punto del problema:e cioè vengono espressi giudizi (proprio come allo stadio) su professionisti che collaborano con altri professionisti…che stanno sul campo tutto il giorno, tutti i giorni…Qualche mese fa un virgolettato di una delle campionesse italiane sull’argomento campi veloci faceva presente l’enorme vantaggio di essere cresciuta sulla terra rossa altro che superfici dure…sulle quali comunque è giusto imparare a giocare ma non così presto.ok qualche campo veloce in più va bene ma non è la soluzione x il tennis italiano.Ho dei dubbi che il tennis del futuro con giocatori sempre più alti e potenti possa essere interessante e appetibile al pubblico se non si cerca di rallentare un pò il gioco (campi/palline)…
    ps. il rif. campi veloci non l’ha fatto il sottoscritto:”Insomma, il Fabio Fognini nato in Liguria nel 1987, difficilmente sarebbe potuto diventare un giocatore diverso. Ma domandiamoci che giocatore sarebbe Fabio se fosse nato in Australia, o in Francia.
    E’ chiaro che sono ragionamenti in apparenza molto aleatori, e sembra che si stia parlando del sesso degli angeli. Però a mio avviso un Fognini abituato fin da piccolo a giocare sui campi rapidi adesso avrebbe maggiori certezze nel servizio, sarebbe stato più abituato a giocare vicino al campo e ad adoperare il timing e la reattività che ha per appoggiarsi alla potenza dei colpi altrui”.
    Il sesso degli angeli ,appunto.
    Quando si prova a dissentire arrivano subito aggettivi qualificativi: è uno stile che tutti in Italia conoscono.
    sig.Monet che sfiga suo figlio non è nato nell’epoca giusta, l’epoca Commentucci e soprattutto non l’ha mandato in Australia/Francia!
    Così solo per dire la mia…e ancora possibile?

  • 41.

    C’è qualcuno che ce l’ha a morte con la Federazione e prendersela con qualsiasi cosa dica Commentucci è un po’ la logica conseguenza.
    Ma nello specifico abbiamo letto una critica positiva e costruttiva, da tifoso oltre che giornalista sportivo, diretta ad un campione che lui per primo vorrebbe vedere ancora più in alto. Invece abbiamo assistito sgomenti alla reazione scomposta di un padre che si autodefinisce “uno che parla in faccia alla gente”. Parlare in faccia alla gente si può fare con rispetto e civiltà, esponendo magari anche crudamente le proprie opinioni. Ma trascendere sul piano personale con frasi a chiaro contenuto offensivo, mi dispiace, questo è inaccettabile!
    In realtà Monet ha tre caratteristiche: 1) interpreta spesso a modo suo ciò che gli altri scrivono, 2) parlare del figlio a qualsiasi titolo è per lui un nervo scoperto, 3) è impulsivo e…poco riflessivo (per non dire altro).

  • 42.

    io sono monet forever e condivido in pieno il pensiero di Nicola che..leggere degli approfondimenti è bello..se si incazza monet ancora di più :-) !! Scherzo sig.monet ovviamente! Notte a tutti

  • 43.

    caro pulsatilla puoi dire cio che vuoi di altro ci mNCHEREBBE…..io interpreto quello che alcuni svrivono,non certo lei che nn ho la fortuna di conoscere,come un monito un consiglio,condiglio di chew
    ……COMENTUCCI QUANDO VUOLE SI RICORDA DI ESSERE DELLA FEDERAZIONE,QUANDO GLI RFA COMODO DICE DI ESSERE UN CANE SCIOLTO,CHE DECIDA,PERCHE PRENDERE CRITICHE O CONSIGLI DA UN FEDERALE,CREDO NON SIA LA SEDE GIUSTA,O FORSE SBAGLIO IO.PER QUANTO RIGUARDA LA SUA POLEMICA NEI MIEI CONFRONTI STIA SERENO,parlare di fabio non mi scopre di certo nessun nervo,sono sereno felice e consapevole che aver portaqtoe aiutato un figlio a essere 50 del mondo e un sogno che in molti vorrebbero esaudire….. e la stessa cosa il mancare di ripsetto a qualcuno,ma sa io sono cresciuto per la strada ,non sono un fighetto da bocconi,ma alcuni obbiettivi nella mia vita li ho raggiunti,anche con la mia rudezza….

  • 44.

    qualche altra piccola precisazione a beneficio di anima cabdida, a proposito del progetto campi veloci. E’ giustissimo quel che ha detto la giocatrice azzurra di Fed Cup. E’ vero che per le nostre attuali giocatrici essere nate sulla terra è stato un vantaggio, perché ne hanno assimilato il meglio, ovvero la completezza tecnica e la capacità di variare il gioco, un’arma formidabile nell’attuale circuito femminile.
    In realtà però il progetto campi veloci nasce soprattutto per cercare di risollevare le sorti del settore msschile, laddove i colpi di inizio gioco sono ben più determinanti (per ora) che fra le donne. In altre parole, la nostra dotazione di campi troppo terracentrica ci penalizza fra i maschi, ma molto meno fra le ragazze.

    Poi certo, nessuno si illude che bastino un pò di campi veloci per risolvere i ptoblemi del tennis in Italia. Ma questo è comunque un qualcosa che va nella giusta direzione, e sarà accompagnato da altre iniziative, ad esempio nella formazione dei maestri.

    Infine, rispondendo a monet, propio non capisco che cosa abbia scritto di male e di incompatibile con il mio ruolo di collaboratore della Federazione. Sono stato un modesto C3, posso aver scritto tutte le castronerie tecniche del mondo, ma credo di meritare almeno il rispetto che porto, sempre, a tutti i miei interlocutori.

  • 45.

    ragazzi, che intrattenimento leggere tutti questi commenti!

    Volevo solo far notare che due degli allenaori di calcio piu’ vincenti degli ultimi anni (Sacchi e Murinho) non sono mai stati calciatori profesionisti (Sacchi giocava in terza categoria!)…credo quindi che uno possa fare commenti tecnici anche senza essere Barazzutti (le cui scelte tecniche fanno tra l’altro molto dubitare…).
    Speriamo che Fognini dia una bella lezione a Robredo (se si presenta…) e metta d’accordo tutti!

  • 46.

    Credo che Roberto debba continuare a proporre le sue analisi tecniche, anche quando infastidiscono qualcuno, non foss’altro perché è uno dei pochissimi che non si limita ad agire in negativo, cioè attaccando le opinioni degli altri, ma offre alla discussione degli argomenti freschi. Non dovrebbe, sempre secondo me, entrare arbitrariamente nel vissuto dei singoli atleti, perché rischia d’essere superficiale per non dire offensivo. Che poi questa tentazione sia propria dei “giornalisti” sportivi… abbiamo sicuramente visto molto di peggio sul sito dove è nato TG&F…

    Da parte sua ho notato (ma spero di sbagliarmi) una punzecchiatina sul discorso FIT-UISP che mi pare, scusami Roberto, meschinella… E mi costringe ad affermare che in questi quattro anni di mia attività locale d’osservatore-per-caso ho trovato parecchia incompetenza tra i maestri targati FIT e molta umiltà e motivazione proprio tra gli operatori degli Enti di promozione sportiva. Quindi diventa rischioso, anzi un boomerang, continuare con questa farsa della tessera di sceriffo del tennis… semplicemente perché non ci crede più nessuno, soprattutto dopo la nota sentenza…
    Quando un genitore un po’ accorto si mette semplicemente a parlare con questi maestri patentati da circolo, si rende perfettamente conto che campano su un privilegio senza avere, diciamo spesso, il tempo e la voglia d’aggiornarsi. Non girano per il mondo. Non conoscono le lingue. Non studiano, non sono presenti in rete, non hanno progetti originali, non propongono metodologie sperimentali. E sfido chiunque, sulla base dei materiali e dei test che fanno fare ai costosi corsi, a dimostrare che quelle possono essere considerare verifiche professionalmente serie.

    Se è vero che non è tutta colpa loro, che i circoli li costringono a certe logiche… beh, ok, però almeno cerchiamo di non dimenticare che qualsivoglia operatore che lavori con passione per avvicinare i ragazzi allo sport, più o meno gratuitamente, ha diritto al rispetto. E dev’essere giudicato per ciò che è e che sa, non sulla base dei burocratici requisiti acquistabili sul mercato…
    Anche perché un incompetente Archie, che s’è messo a progettare giovanissimi atleti con l’idea di portarli in alto, si vede poi costretto, per reazione, ad agire sempre al di fuori dei canali ufficiali, con un danno innanzitutto per i bambini. I quali, tra qualche anno, dovranno essere necessariamente travasati nelle società sportive di settore perdendo il riferimento con il proprio allenatore non allineato. Ovviamente tutti sapranno benissimo di chi sarà stato il merito del lavoro pregresso… è educativo tutto ciò?!

  • 47.

    Monet,
    se sei sereno e felice mi rallegro con te e ti auguro di esserlo sempre.
    Qualche giorno fa mi scrivesti che partecipavi al blog a scopo unicamente ludico.
    Devo dire che mi convinci di più quando usi l’ironia, che non ti manca. Se ti lasci dominare dalla rabbia passi dalla parte del torto anche se hai ragione.

  • 48.

    Beh, grazie di cuore Archi, quindi mi dai il permesso di continuare ad esprimere le mie opinioni… Ora si che mi sento confortato.

    E poi scusami, nella mia analisi su Fabio, mi sfugge una cosa… Ma dove mai mi sono permesso di entrare sul personale? Io ho trattato solo aspetti tecnici, e mai mi sono intromesso nelle faccende personali del giocatore.

    Sulla mia risposta ad animacandida, rileggiti con che toni mi ha apostrofato nel suo primo post, accusandomi di volermi fare pubblicità scrivendo stupidaggini.

    Il mio riferimento alla diatriba FIT-UISP era semplicemente volto a spiegare coram popullo il motivo di cotanto astio nei miei confronti, come del resto ha ben spiegato pulsatilla: astio che era totalmente fuori contesto.

    In sostanza, il percorso logico di anima candida è: un addetto ai laavori (il papà di un giocatore) scrive che Commentucci è incompetente. Benissimo: Commentucci collabora con la Federazione… ergo la Federazione sceglie collaboratori incompetenti… ergo tutto quel che fa la Federazione è sbagliato… dal progetto campi veloci…

    alla gestione dei regolamenti su targhe e qualifiche… E qui arriviamo a dama, dato che animacandida è un istruttore UISP.

    Insomma, io vorrei un pò più di onestà intellettuale nei dibattiti, ma mi accorgo che il mio impegno con la Federazione è ormai incompatibile con il mio apparire qua sopra, qualsiasi argomento io tratti.

    Mi ero illuso che se non avessi più scritto di politica federale, ma solo di tennis giocato, non vi sarebbero stati più problemi, ma purtroppo mi sbagliavo.

    Vorrà dire che stavolta mi taccio sul serio, così sarà contento monet, che vorrebbe leggere solo commenti del tipo “grande Fabio”, “vai Fabio”, o “ma che bravo che sei stato, lo hai portato nei primi 50…” e simili. Da un lato lo capisco, lui è un genitore, e quiindi, ancorché a volte usi modi decisamente poco urbani, è anche comprensibile.

    Ma il resto non mi sta più bene.

    Au revoir e buon tennis a tutti.

  • 49.

    Ok, Roberto, non volevo darti alcun permesso… sono uno tra i pochi a cui delle tue contiguità con la FIT non interessa assolutamente nulla… Vai a cena con chi vuoi e divertiti! :-)

    Letta la tua analisi MIRATA (post 12) e l’ho trovata superficiale, perché ti garantisco che quando giochi contro chi ti propone un dritto a sventaglio da 150 km/h, o una schiacciata dalla banda di pari velocità, o viaggia tra le nuvole come Bryant… quando insomma sei in campo con i migliori atleti professionisti al mondo programmare una serie di scelte tecniche che ti porti ad un risultato reale, migliorare un servizio o guadagnare altri 10 cm su un’asticella… beh é un processo piuttosto complicato. Se sei già al limite di ciò che un agonista può SOPPORTARE.
    Insomma, ti trovo a volte semplicistico. E sono convinto che se tu avessi provato a stare in scia a dei campioni meglio capiresti di cosa parlo…
    Però allo stesso tempo volevo riconoscerti il tuo ruolo forte su Spazio Tennis. Ma immagino che sia più comodo fare come (quasi) tutti gli altri nicknames, che non si espongono, raccolgono informazioni e poi le spacciano come proprie altrove… :-)

  • 50.

    ”Ma immagino che sia più comodo fare come (quasi) tutti gli altri nicknames, che non si espongono, raccolgono informazioni e poi le spacciano come proprie altrove… :-)

    ma facci il piacere …..

  • 51.

    KB sta per? “Komitet Bezopasnosti” senza il gosudarstvennoj? :-)

    Certo che se anche l’orgoglioso papà d’un top tennista s’ostina a farsi qui chiamare “monet” qualche problema di serena trasparenza dialettica ci deve ben essere…

    Buon tennis (da circolo FIT) a tutti voi…

    Piero Blanchini

  • 52.

    Permettete una breve riflessione (da apprendista dilettante, sia chiaro)? Non entro nelle querelle personali, però non mi sembra neanche giusto liquidare un ragionamento altrui dicendo “Non sei stato un campione, non puoi giudicare” come se potesse parlare di tennis con competenza solo chi a tennis ci ha giocato. A questo punto, fatemi capire, chi scrive di guerra deve saper usare un mitra? O chi scrive di politica deve aver fatto il deputato? Se ragioniamo così, allora i giornalisti non dovrebbero esistere, dovrebbero esistere solo gli opinionisti. Non mi pare un approccio corretto. Si può essere in disaccordo su alcuni concetti, ovvio, ma a quel punto si confutano argomentando, non dicendo all’altro che non ha titolo a parlare.

  • 53.

    Ricordo che nel Blog periodicamente una litigata non è mai mancata… è fisiologica e inevitabile… le persone intelligenti…rapidamente dimenticano, chiariscono e vanno avanti…. Non è mai morto nessuno per un commento sbagliato o male interpretato…

    E’ tipico dell’Italia andare a vivisezionare qualsiasi nuova iniziativa…
    il progetto campi veloci ha tante altre angolature positive … su costi di gestione, tariffe etc..
    L’opera che sta facendo Rob (non solo sui campi veloci) è importante … non è facile proporre idee nuove in ambienti che non vogliono cambiare…
    Certo tutto è migliorabile…ma in attesa dell’intuizione geniale…che famo ?
    Forza Rob…avanti tutta !

    La situazione dei maestri targati e non, è una causa-effetto… la battaglia delle sigle e delle competenze non si risolverà mai se non viene regolamentato il tipo di accesso/utenza nelle strutture dove operano.
    Non esiste una categoria migliore o peggiore solo sulla carta…esistono le persone e come si organizzano e operano.
    Cioè non deve essere il maestro che fa il circolo competitivo…ma è l’organizzazione che lo gestisce che richiede qualità…e assume di conseguenza in base alle proprie esigenze, obbiettivi, budget et..
    Non puo’ essere solo la FIT che fa da vigile urbano…non in Italia patria dell’umma-umma…

    Nello sport in genere, è l’associazione che persegue un obbiettivo e assume e/o cambia se non ritiene all’altezza.
    Nel tennis viceversa , si richiedono qualità e attestati agli operatori che non hanno alcun interesse se non una loro automotivazione personale… raramente è il circolo che gli fa la punta…perché i maestri dovrebbero voler cambiare e aggiornarsi ?
    In un contesto agonistico, anche chi non ha sigle, ma avesse voglia di proporsi (volontariato o a pagamento) sarebbe valutato e collocato in base alle esigenze.
    Il furbone di turno che aggira le regole, a lungo andare….o cambia o verrebbe escluso dal sistema.

  • 54.

    Sergio Pastena

    “Fabio non è un giocatore solido” by Roberto Commentucci.

    “Roberto non è un tecnico solido e quindi la sua analisi non è solida…” by Archipedro.

    Poi magari mi sbaglio. Ed allora scusami Roberto… :-)

  • 55.

    Francamente io il commento di Roberto l’avevo scambiato per un elogio, magari alla follia, magari della serie belli e dannati, ma sempre un elogio…l’unico che in effetti poteva avere il diritto di risentirei era Caperchi e infatti ha correttamente replicato, ma in fondo Roberto ha detto che Fognini non deve essere imprigionato ma lasciato libero di essere se stesso, genio e follia … Purtroppo col genio e follia o si e’ Ivanisevic o Safin, o si vince pochissimo e quindi a mio parere un coach fa bene a cercare di insegnare la consistenza…anche perché’, siamo onesti, Santoro sara’ anche stato un fenomeno ma non e’ che uno possa dire che Fognini a fine carriera non avrà’ avuto i risultati di Santoro… Anche Santoro nei top 20 mi pare non ci sia mai arrivato o se c’e arrivato, e’ stato di passaggio … Ma non e’ questo il punto: il fatto e’ che l’Autorevole Commemtucci non si e’ mai spacciato per tale, autorevole, ma autorevole appunto o giornalista o federale lo hanno sempre spacciato gli altri… Lui ha sempre scritto da appassionato dando le sue opinioni come ognuno di noi e siccome scrive bene, con proprietà’ di linguaggio e contenuti, le sue opinioni sono state ritenute AUTOREVOLI da molti di noi o perlomeno degne di essere discusse… In realtà in passato, e ne avevo anche scritto, avevo provato disagio nel registrare certi sarcasmi secondo me gratuiti da parte di Monet e anche talora di Max nei suoi confronti, ma Roberto mi aveva rassicurato che erano solo dimostrazioni d’affetto…in realtà in Tennis, come nel vino, Veritas e magari qualcosa sotto sotto traspare … Io in realtà capisco bene il dilemma/dramma di Monet perché se mio figlio avesse continuato a giocare certo sarebbe stato, nel suo piccolo e ai suoi livelli molto più bassi, un Fognini con gli stessi dilemmi: come un Aquila può diventare aquilone che sia legata oppure no non sarà mai di cartone…pensate che adesso e’ stato punito perché a scuola ha litigato con l’insegnante d’inglese che sosteneva che l’episodio dei sopravvissuti delle ande, ricordate i giocatori di rugby che mangiarono carne umana per sopravvivere, era riprovevole e peccato mentre lui sosteneva che non era cannibalismo, che l’avevano fatto per sopravvivenza, etc… Be’, non e’ stato capace di sorvolare, ha voluto insistere a dire la sua, e’ stato mandato dal preside, etc etc…punito forse non per il contenuto ma per non volerla lasciare passare: la prof aveva torto secondo lui e lui non gliela lasciava passare liscia… Direte, cosa c’entra con noi? Boh, ho perso il filo…volevo solo dire che anche mio figlio, fosse stato un giocatore, sarebbe stato genio e inconsistenza e avrebbe forse pagato l’ambiguità di voler essere una cosa ma di dover essere Ferrer ( che ha comunque tutta la mia stima) per arrivare in alto… Da padre pero’ non credo mi arrabbierei se me lo facessero notare…magari potrei non essere d’accordo, ma preferirei sentirmi dare del Marcelo Rios a mio figlio che del Ferrer, tennisticamente parlando..Anche se poi a me gli Hewitt e i Ferrer sono sempre stati simpatici … Insomma, adesso Fulvio mi manderà’ a cagare, ma secondo me qui ha sbagliato bersaglio e oggetto del contendere ( orpo!) ma comunque io non avro’ mai un figlio top 50 e quindi potrei non capire…ma allora diciamoci la verità: chiudiamo tutti i blog, bruciamoli anzi e lasciamo perdere, perché mentre sono nati e sono rimasti in realtà come alternative ai bar sport e alle chiacchere da bar, hanno finito per essere scambiati come dotte tribune di illustri e autorevoli esperti quando invece la maggior parte di chi ci scrive e’ se va bene un semplice appassionato con diritto di opinione anche sbagliata… E invece qui succede che alcuni vengono poi invitati a parlare in conferenze o a curare rubriche del tipo l’esperto risponde …e alla fine ci si confonde.
    Ripeto, io non ho ravvisato intenti offensivi nel famoso post di Roberto. Diritto/ dovere di replica, quella di Monet, ma francamente mi sono sentito a disagio. Oh, del resto io con Roberto ci litigo spesso per a
    Tre cose che voi magari non capireste

  • 56.

    Essendo Tarallo impegnato nel progetto Due ponti, dovrà per forza finire a Commentucci e vino…

  • 57.

    Archipedro, non mi riferivo a te ma al commento iniziale di Monet, anche se capisco il suo coinvolgimento nella discussione, è assolutamente naturale.

    Ad ogni modo l’equazione “Non è un tecnico solido” –> “La sua analisi non è solida” non vale sempre: un tecnico solidissimo può sbagliare analisi come l’ultimo dei profani può beccarla alla perfezione.

    Peraltro credo che anche chi non è d’accordo con l’analisi di Roberto non possa contestargli due punti, che corrispondono a precisi fatti:

    1) Le partite di Fabio sono molto spesso altalenanti, entra ed esce dai match di continuo
    2) Parliamo di un ragazzo con un braccio pregevole e avrebbe tutti i mezzi per evolversi “alla Santoro”

    Non mi sembrano affatto eresie. Poi ovvio, quando si entra nel campo dei motivi delle “altalene” e di una determinata impostazione tecnico-tattica i pareri possono essere discordanti, ma non buttiamo il bambino con tutta l’acqua. :-)

    P.S. avevo pubblicato col nome di Ale, il solito log out: pardonnez moi

  • 58.

    Perfetto Stefano.

    I pareri dei blog devono essere presi per quel che sono, il che però non significa che, di tanto in tanto, non se ne possano trarre spunti interessantissimi anche per gli addetti ai lavori ed in questa ottica credo che da loro debbano essere letti; dandogli comunque il giusto peso, che non è certo quello del verbo rivelato.

    Io, ad esempio, nel mio piccolo, sono tra quelli convinti che in prospettiva Fabio possa essere addirittura più forte sul cemento outdoor che sulla terra e per questo auspico che ci si alleni, ma sopratutto ci giochi, il più possibile.

    Naturalmente si può essere d’accordo o meno e si può legittimamente obiettare che per essere forte sul cemento quanto sulla terra il servizio di Fabio rimane un pò ballerino e però io rimango della mia idea, convinto che più Fabio ci giocherà, più prenderà dimestichezza con quel tipo di gioco e potrà migliorare nelle percentuali al servizio.

    Del resto, esattamente le stesse cose a suo tempo pensavo sia di Furlan che di Cipolla ed in entrambi i casi sono convinto di aver avuto ragione; ci sono qualità fisiche, tecniche e di timing sulla palla che a mio avviso superano eventuali obiezioni relative al servizio.

    Saluti a tutti.

  • 59.

    …di sicuro non sono io che parlo di politica federale ad ogni occasione.Salvo poi impermalosirsi(?)e affermare che non ne parlerà mai più…Beh d’altronde si sa che il conflitto d’interessi in Italia è ormai un concetto passato in …cavalleria.
    Epperò anche nello sport…dove può esistere anche il conflitto d’interessi intellettuale…Io se voglio leggere/sapere di politica federale vado sul sito FIT o mi collego a supertennis.
    Sei tecnico?ok parla come tecnico!
    Sei giornalista?ok parla da giornalista!
    Sei manager?ok parla da manager!
    AndateVi a rivedere i post federali sono lì da leggere a me non sembra che siano di un semplice appassionato…ma è normale?Non dovrebbe rappresentare noi tutti?(ruolo pubblico)
    Poi per carità avanti così…
    Per il resto c’è il sig.Blanchini e qualcun altro che fa da contr’altare.(finchè non si stancheranno)
    p.s sono maestro e prof. ptr!(faccinachenonsiprendetropposulseriotrannequandoèincampoecercadifaredelsuomeglio)
    ps.2 sig.Commentucci i prgt campi veloci come filosofia va bene e per i tecnici che si debba (possibilmente) insegnare/giocare anche sul duro è un dovere da tempo! Cmq basta una qualsiasi palestra per insegnare correttamente l’uso degli appoggi ai bimbi x poi aggiungergli pallina e racchettina….vero sig.Archi?

  • 60.

    post 58….Io, ad esempio, nel mio piccolo, sono tra quelli convinti che in prospettiva Fabio possa essere addirittura più forte sul cemento outdoor che sulla terra e per questo auspico che ci si alleni, ma sopratutto ci giochi, il più possibile.

    e appunto bravo! e non era quello che stava facendo Pistolesi con Bolelli?
    oppss….politica federalreazionaria!

  • 61.

    Anche a me pareva che il commento di Commentucci non fosse denigratorio. Del resto essere un giocatore tra i primi d’Italia, tra i più forti tennisti del mondo è un onore e anche un onere. Si hanno tutti gli occhi addosso, certo. E ogni comportamento viene ingrandito.

    Siamo sempre a un punto, secondo me: la morale dell’uomo ragno.
    Cioè a grandi poteri (o grande talento in questo caso), grandi responsabilità.

    E sono d’accordo con il commento di Stefano Grazia, mentre non capisco molto la questione dei nickname. Perché sarebbe così spregevole scrivere sotto nickname? Dipende da quello che si scrive. Io bado a quello, non al nome di chi lo scrive. E questo vale anche per i commenti di Commentucci. Li leggo e mi faccio una mia opinione, non mi importa se lui è un allenatore o un collaboratore federale. Del resto, se solo i tecnici potessero parlare di tecnica non ci sarebbe nessuna discussione.

    Per quanto riguarda l’opinione di Commentucci su Fognini io sono abbastanza d’accordo. Anche secondo me, visto il suo talento e il suo carattere, se evolvesse il suo gioco aumentando le variazioni potrebbe migliorare i risultati. O magari no ma io mi divertirei molto a guardare le sue partite ;-)

  • 62.

    Ottima scelta, Roberto, fai bene a non scrivere più commenti.

    Limitati a scrivere articoli su quello che ti interessa e che si arrangino.

    E ti rifaccio l’invito che ti ho fatto l’altra volta: non ci ripensare e non ti far convincere a riprendere a scrivere commenti.

  • 63.

    @61 – “Perché sarebbe così spregevole scrivere sotto nickname? Dipende da quello che si scrive. Io bado a quello, non al nome di chi lo scrive.”

    Può darsi che io abbia torto, e non sarebbe la prima volta. In un blog normale, tipo quello dove si commentano i risultati di Inter e Roma… sicuramente i nick ci possono stare. Ma su Spazio Tennis, ed in particolare su TG&F, si sono spesso create diatribe molto personali, con una sovra-esposizione di figli ed affini. In quel contesto, quando si vanno a provocare le persone (…), anche fosse solo sul piano dialettico, credo che firmarsi, o rendere tracciabile il proprio profilo, sia il segno dell’onestà intellettuale cui proprio Roberto Commentucci faceva riferimento.

    Incidentalmente ho risposto a mail private di genitori e tecnici che hanno affermato di non voler qui esporsi se non con un nickname. Beh, ci mancherebbe solo che in questo contesto mi schernissero, per far bella figura con i federales… :-)

    @ 59 – sig. Animacandida,
    la sua era una domanda retorica? Anche io quando alleno i bambini mi piglio sul serio… ho nelle mani la loro salute… :-)

  • 64.

    Statisticamente ha ragione il vecchio Nik….
    Se non si fa o si dice niente di interessante… non si sbaglia.. Mai !
    Meglio abbondare con i luoghi comuni e le facili morali….
    E al limite utilizzare rigorosamente un nickname…anononimo !
    così..imparano !!!

    ….Ovviamente sottoscrivo invece l’analisi del post 55 di SG…
    Sono sicuro che Roberto tornerà a scrivere… si puo’ resistere a tutto tranne che..alle tentazioni.

  • 65.

    Pulsatilla hai ragione,forse mi lascio prendere dal foga e attacco subito,devo abitusrmi a essere più riflessivo,ma la cosa mi costa parecchio…..a comentucci dico solo che nonostante mi conosca bene,a me leggere bravo Fabio forza Fabio nn interessa una cippa di m……a me interessa non leggere tutte le volte cosa deve fare,quali tornei deve fare,come deve imparare e da chi ilmservizio,per quello Fabio paga profumatamente dei professionisti che lo seguono giornalmente,vorrà dire che al prossimo incontro che avrò col boarding federale faro richiesta che a presiererlo sia lui così almeno la cosa rimarrà circostanziata tra noi evitando di leggerla su almenobaltri 3 4 siti e forum di tennis…..propongo cm un armistizio a lui e a quelli che non conoscendomi hanno interpretato le mie come lamentele di un padre che nn vuole chevsi critichi il proprio figlio,Roberto sa che e da anni che io sono il suo primo critico quando sbaglia a comportarsi in campo ,ma sulle decisioni tecniche e sulle programmazioni nn metto mai becco.qua la mano e finiamola di far ridere tutti,io ho già problemi e tensioni con Fabio,lui li avrà con bacini e la fit se leggono le nostre riga ….

  • 66.

    Qua la mano Fù. ;)

  • 67.

    Certo…lo sai che sono una gran testa di cazzo,ma non porto rancore con nessuno e mai lo faro’…….cm sia che tu riguardino alle teste di cazzo se messo bene…….l

  • 68.

    come direbbe Anto: Sciapò

  • 69.

    Beh almeno stavolta non sono io ad aver buttato benza sul fuoco! Bravi bravi ragazzi bisticciate anche senza di me! Sono stato impegnato a firmare le 2836 autocertificazioni che la Fit mi ha cortesemente (tanto quanto un pugile che ti da un cazzotto sul ring) richiesto di firmare. Ho un callo e l’epicondilite da firma su autocertificazione. Ci vorrebbe un ministro per la semplificazione dagli atti Fit! E per il 2011 propongo come main sponsor per gli internazionali le Cartiere Burg*. La Fit aiuta le cartiere! ciaoooo

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