di Sergio Pastena

Ero incerto se proporre un articolo del genere per un sito di tennis, visto che la notizia riguarda un altro sport: parliamodella squalifica di Contador per doping. In fondo quell’argomento tocca un po’ tutte le discipline, ma a togliermi d’impaccio ci ha pensato Rafa Nadal con una “twittata”: “Incredibile la notizia di Contador, non c’è nessuna prova definitiva ma gli hanno dato la pena massima…DEPLOREVOLE..Ha tutto il mio appoggio!”.

Le reazioni sono state di vario genere: Ubaldo Scanagatta, ad esempio, ha lodato il coraggio di Nadal, mentre Paolo Rossi di Repubblica ha fatto notare come l’uscita sia stata poco furba. Senza entrare nel merito, visto che non voglio scatenare liti stucchevoli, dico che sono due punti di vista comprensibili: fossi stato un amico di Rafa gli avrei detto “Dì quello che pensi, ne hai il diritto!”. In tutta onestà, però, fossi stato il suo agente avrei detto: “Fai silenzio, non scatenare tempeste, hai tutto da perdere” (d’altro canto, anche Scanagatta l’ha fatto notare).

Volevo invece proporre un’altra riflessione: a mio avviso Nadal centra un punto importante quando specifica “pena massima”, perché in questo caso i due anni per Contador davvero sembrano eccessivi. Allo stesso modo un altro punto critico riguarda i tempi del procedimento e, a dirla tutta, desta perplessità anche la retroattività della sentenza. Prima, però, credo ci siano delle considerazioni da fare su un clamoroso errore di impostazione che, in questi giorni, ha colpito tante persone: per la maggior parte si tratta di “non addetti” ai lavori, ma a quanto si è visto nè i colleghi di Contador (che l’hanno difeso in blocco) nè lo stesso Nadal ne sono immuni. Quattro punti, quattro semplici punti.

Ma è tanto un bravo ragazzo…

Tanti ciclisti sono amici di Contador e non c’è da stupirsi: lo spagnolo è un ragazzo modesto, affabile, serio. Mai una parola fuori posto, mai una polemica. Tuttavia nel leggere le dichiarazioni di tutti quelli che tessono le sue lodi mi tornano in mente poche righe di un giallo di Agatha Christie, “Poirot a Styles Court”. Due scambi di battute, che vado a trascrivervi.

Hastings: “Sa, fino all’ultimo minuto ho creduto che il colpevole fosse Lawrence!”

Poirot: “Lo so”

Hastings: “Ma John! Il mio vecchio amico John…”

Poirot: “Ogni assassino probabilmente è amico di qualcuno, non si possono mischiare sentimenti e ragione”

—————————–

Poirot: “Quali sono i motivi per cui la signorina Howard avrebbe voluto avvelenare la signora Inglethorp?”

Hastings: “Ma se le era affezionatissima!”

Poirot: “Via! Ragiona come un bambino. Se la signorina Howard fosse stata capace di avvelenare l’anziana signora, sarebbe stata altrettanto capace di simulare affetto”

Ecco, la reazione del plotone è un tipico esempio dell’importanza delle relazioni sociali in ambito sportivo: se, ad esempio, al posto di Contador ci fosse stato un ciclista con i modi da carogna e la polemica sempre pronta, sarebbe rimasto isolato perché nessuno avrebbe preso le sue difese “sulla fiducia”. Un primo errore di questi giorni, abbastanza palese, è stato quello di farsi condizionare dal fatto che si trattasse di Contador. E’ comprensibile (anche se infantile, fatalmente) che chi lo conosce lo difenda, lo è meno che lo faccia chi lo segue da un televisore.

Le prove della colpevolezza

Qui entriamo nell’errore che c’è nel tweet di Nadal, che fa notare come nel caso di Contador non ci sia nessuna “prova definitiva”. E’ una logica di ragionamento non solo sbagliata, ma potenzialmente disastrosa. Per spiegarla meglio, provo a ricorrere ad un paragone.

Svaligiano la gioielleria sotto casa vostra: furto con destrezza, telecamere messe fuori uso, partono indagini e perquisizioni. Perquisiscono l’appartamento del vostro vicino e, dentro un materasso, trovano i gioielli: mentre lo arrestano lui urla “Non sono stato io! Mi stanno incastrando!”. Poi, però, non riesce in alcun modo a provare che qualcun altro abbia messo lì la refurtiva. Secondo voi dovrebbe essere assolto? Se davvero funzionasse così, tre quarti dei ladri la farebbero franca dicendo di essere stati incastrati. Anche il doping funziona in questo modo.

La prova della colpevolezza di Contador, piaccia o meno, sono i 50 picogrammi di clenbuterolo trovati nel suo sangue.

So che questo ragionamento non piacerà a molti, ma se non si facesse così allora varrebbe la pena di non spendere tutti quei soldi per l’antidoping: l’unico modo per condannare un dopato sarebbe beccarlo con la siringa nel braccio. Ergo: se i valori sono anomali, sei fuori. Queste sono le regole del gioco, nessuno obbliga nessuno a giocare.

La verità è che Contador, come tutti gli altri atleti, ha la precisa responsabilità di non far trovare sostanze illecite nel suo sangue: ogni cosa che assume deve essere di provenienza sicura o, quanto meno, l’atleta deve fare in modo di poter risalire alla causa di eventuali intoppi. In sintesi, se Contador decide di mangiare una bistecca di un macellaio di Irun amico di un suo amico, corre un rischio deliberatamente e accetta di pagarne le conseguenze: in alternativa c’è la bistecca dell’albergo. Una vita da schifo, per certi versi, se consideriamo che gli atleti devono essere reperibili continuamente per i controlli a sorpresa: tuttavia, verrebbe da dire, una vita da schifo adeguatamente remunerata, specie nel caso di Contador.

Ricordate il caso di Filippo Volandri? Lui venne fermato per tre mesi per via del salbutamolo. Cosa era successo? Aveva assunto troppo Ventolin (il più comune degli antiasmatici) durante una crisi respiratoria e per farsi revocare quella squalifica dovette penare non poco. Eppure tutti sapevano che soffriva d’asma, da anni assumeva quel farmaco con l’autorizzazione dell’ITF e c’era tanto di certificato del medico curante specialista.

Le norme sono severissime, gli atleti lo sanno e anche Contador lo sapeva.

La questione dell’involontarietà

Contador ha provato a dimostrare la sua buona fede ma, a dirla tutta, se anche volessimo dare per scontata la sua buona fede, l’impressione è che sia andato per tentativi senza sapere bene come quel clenbuterolo fosse finito nel suo sangue.

“Carne contaminata”, ha detto lui. Fino a qualche anno fa, prima che in Inghilterra combinassero il casino della mucca pazza, non sarebbe stata implausibile una cosa del genere: le carni erano gonfiate di ormoni perché il governo Thatcher aveva promosso delle norme che avevano reso più costosi i metodi di allevamento e gli allevatori avevano reagito sfruttando una vacatio legis riguardante l’alimentazione dei bovini. Ergo, essendo il clenbuterolo un sostitutivo di un ormone (dell’adrenalina, per la precisione) era possibile trovarlo nella carne. Oggi, nell’ambito dell’Unione Europea, non è più così, tant’è che le numerose verifiche condotte dagli organi preposti hanno evidenziato come in Spagna non si registrino sanzioni nei confronti di allevatori per l’uso di clenbuterolo da anni.

All’estero è ancora possibile se è vero che in Messico, paese con una regolamentazione meno rigida, metà dei partecipanti al campionato mondiale di calcio under 17 furono trovati positivi. Tornando a prima, se Contador avesse mangiato bistecche contaminate servite dall’albergo, mezzo gruppo sarebbe stato trovato positivo e la questione sarebbe morta in partenza.

I cinquanta picogrammi

Il quarto errore di questi giorni è quello di chi batteva sull’esiguità della sostanza ritrovata nel sangue di Contador. Forse è l’errore più grossolano. L’antidoping, nello stabilire i limiti di concentrazione delle varie sostanze vietate, tiene ovviamente presente una serie di fattori:

  • Alcune sostanze si trovano normalmente nel nostro organismo, ma hanno un effetto dopante solo oltre una certa quantità (esempio: testosterone)
  • Altre sostanze devono essere assunte in caso di determinate patologie (come il salbutamolo nel Ventolin di Volandri)
  • Altre ancora non si trovano nel nostro organismo e non sono collegate a nessun tipo di farmaco salvavita

Il clenbuterolo fa parte del terzo gruppo. Questo cosa significa? Significa che tra la “tolleranza zero” rispetto al clenbuterolo e i limiti “fisiologici” di altre sostanze non c’è praticamente differenza. Come base di partenza si prende la dose “naturale” della sostanza nel nostro corpo, quello che c’è in più è considerato fuori dalle regole. L’unica differenza, se vogliamo, è che per sostanze che si trovano normalmente nel nostro corpo gli atleti possono provare a dimostrare “eccessi naturali” (cosa vera in certi casi), mentre con il salbutamolo non è possibile: se ce l’hai in corpo, l’hai assunto da qualche parte.

“D’accordo- direte voi- ma se cinquanta picogrammi non migliorano la prestazione, perché sanzionarlo?”. Per un motivo semplicissimo: oggi, a differenza di una volta, la ricerca sul doping ha due fronti aperti. Il primo, come al solito, è quello della scoperta di nuove sostanze dopanti. Il secondo, invece, riguarda le cosiddette sostanze “coprenti”, ovvero sostanze che permettano di nascondere la pratica dopante durante i controlli. I cinquanta picogrammi di Contador, quindi, hanno due possibili cause:

  • Dose minima assunta accidentalmente
  • Dose massiccia mascherata da un coprente che non ha fatto totalmente effetto

Questo è il motivo, semplicissimo, per cui se una sostanza dopante non è presente allo stato naturale nel nostro corpo, allora non può essere assunta se non previa autorizzazione e per ragioni mediche. Fare diversamente vorrebbe dire stendere un tappeto rosso ai Fuentes e Conconi di turno.

Una sentenza sbagliata?

Vi dico la mia, per quello che conta. Io credo che sia ragionevole contestare, come ha fatto Nadal, la “pena massima” per Contador. Il caso comunque è molto incerto e, a dirla tutta, il tempo intercorso tra le analisi e l’accusa ha ridotto notevolmente le possibilità di difesa dello spagnolo, cosa che andrebbe considerata in un processo. Personalmente mi sarei aspettato, oltre alla revoca scontata del Tour del 2010, uno stop di sei mesi non retroattivo.

E’ più che ragionevole contestare la retroattività della pena, perché non ha senso: così facendo si priva Contador di un Giro d’Italia nel corso del quale ha passato tutti i controlli. La retroattività può essere ragionevole se il procedimento è rapido, ma non è corretto far lavorare sub judice un atleta per un anno e mezzo e poi dirgli “Ci spiace, è stato tutto inutile”.

Contestare la lunghezza del procedimento non solo è ragionevole, ma è addirittura doveroso: un procedimento per doping, per quanto complesso, non può durare così a lungo. Certo, anche l’atteggiamento vergognoso (lo dico e lo ribadisco: vergognoso) della Federazione e dei politici spagnoli ha contribuito ad “allungare il brodo”, ma un anno e mezzo nella carriera di un atleta pesa come dieci anni in una vita umana. Non sono numeri ammissibili.

In buona sostanza io critico soltanto chi contesta la condanna in sè, perché quello è pericolosissimo. Potevano andarci più leggero, magari Contador è stato sfavorito dallo “scontro di poteri” tra la federazione spagnola e quella internazionale, ma visto che lo spagnolo non è riuscito a dimostrare l’assunzione accidentale di clenbuterolo, allora la revoca del Tour del 2010 e una condanna, anche se non “pesante”, erano indispensabili. Se non fossero arrivate si sarebbe creato un precedente tremendo, aprendo una falla nella lotta al doping.

Il ciclismo, uno sport morto?

Se permettete, chiudo con qualche riga tratta dal mio blog personale, nel quale ho dedicato alla vicenda un articolo (molto più colorito).

“Tralasciando Pantani, che aveva seri problemi personali più che di doping, l’ultima volta che mi sono esaltato davanti a uno schermo è stato con Riccardo Riccò. All’epoca il compianto Candido Cannavò scrisse un articolo-appello, nella speranza di non bruciarsi di nuovo le mani. Se le bruciò, e con Riccò venne fuori anche Piepoli, dal quale non mi sarei mai aspettato una cosa del genere. E’ stato in quel momento che ho cancellato il ciclismo, uno sport che ho sempre adorato, dalla mia vita.

Ah, si parlava di Cannavò. Qualche tempo dopo scrissi una lettera alla Gazzetta facendo l’elenco di tutti i casi di doping al Tour, podi inclusi: a chiusura dicevo di essere assegnato e di considerare il ciclismo come il wrestling, uno sport-esibizione. Sapete cosa fecero quei geniacci? Pubblicarono la lettera in versione “tagliata” e dissero che non ci leggevano rassegnazione ma arrabbiatura. Primo pensiero: “Eh già, mica potete dare voce a uno che dice che il ciclismo è morto: voi organizzate il Giro!”.

Scrissi una mail di risposta a dir poco incazzata, perché non tollero che mi si mettano parole in bocca. In quella lettera c’era rassegnazione, tanta. C’era anche dolore, ma non c’era l’incazzatura di chi spera ancora. Il ciclismo è morto da anni, me l’hanno ammazzato. L’hanno ucciso i dopati, l’hanno ucciso medici e allenatori che avallano il sistema, l’hanno ucciso anche i commenti del gruppo, buono ad esiliare i Riccò ma pronto a difendere chi rispetta le “loro” regole.

Un mio amico appassionato di ciclismo una volta commentò: “Tutti si dopano. Riccò non è diverso, ha solo esagerato e l’hanno fatto fuori”. Non so se le cose stiano così, ma se un giorno avrò un figlio preferirò fargli praticare il free climbing estremo piuttosto che metterlo su una bicicletta da corsa.”

 

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50 Commenti to “Nadal, Contador, il Doping e Canal +”

  • 1.

    Contador è dopato, come tutti i professionisti. Il problema suo è che ha scelto uno sport che si fonda esattamente sull’idea di fatica per potervi tollerare il doping. Se non sai giocare a calcio, l’epo non te lo insegna,. Il nandrolone non ti fa imparare a servire.

  • 2.

    Su questo punto sono assolutamente d’accordo: giusto ieri scrivevo che una delle cose che amo del tennis è il fatto che, se dopi uno che non sa tenere la racchetta in mano, non ne farai comunque un buon tennista. Certo, comunque certe sostanze danno una spinta, ma la componente tecnica ha un peso molto maggiore rispetto ad altri sport.

  • 3.

    Oltre a essere un buon quarto, sono un ciclista provetto..una volta sono stato in scia di un professionista che si stava allenando in salita…..avete mai visto uno scooter in salita…ecco il professionista mi ha dato 22 minuti……alla fine quando sono arrivato su…lui fresco come se niente fosse io quasi ero pronto a chiamare il 118…..e faceva anche un caldo bestia…..chi fa il tour o il giro non può tenere per tre settimane media pazzesche…è impossibile……io sono convinto che il povero Pantani ha dovuto prendere gli aiutini…..perchè il solo talento che aveva non sarebbe mai bastato…..e ricordatevi Basso….fino alla fine giurava che lui non c’entrava niente e poi ha preso due anni…e Ricco un altro fenomeno….e quasi ci lascia le penne….

  • 4.

    forse i discorsi di Pastena e TCC’75 potevano valere 15/20 anni fa, ma per come si gioca a tennis oggi con questi materiali che agevolano (e non poco) anche il tennista diciamo meno dotato di braccio la componente fisica è oramai il 70%. 20% testa e 10% tecnica.
    a me pare che il doping abbia un peso eccome.
    spezzerei anche una lancia a favore del ciciclismo. sport che ha l’unica colpa di volersi ripulire davvero e che sconta un doping diffusissimo a livello amatoriale e giovanile.
    sull’assenza di tecnica del ciclismo poi non sarei così sicuro.. diciamo che tecnicamente è sicuramente uno sport meno complesso del tennis (quale sport non lo è ) ma del calcio?

  • 5.

    Luca, attenzione: mai detto che il doping nel tennis non pesi, penso solo che pesi meno che nel ciclismo. Ovvio che più si va verso uno sport fisico, più gli “aiuti” contano, ma un buon back o anche solo un diritto preciso, oltre che forte, non te li costruisci col doping.

  • 6.

    in ogni caso questo video è fuori luogo una gaffe completa,gravissimo accusare chi non viene condannato,incredibile la firma delle ferazioni francesi intorno alla scritta finale,secondo me gli fanno pagare parecchio di danni all’immagine.

  • 7.

    il doping è come la corruzione politica…tutti sanno che c’è, ma nessuno ha voglia e prove sufficientemente certe per poter denunciare senza finire paradossalmente lui nel tritacarne.
    E sarà sempre così, a prescindere dai protagonisti, perchè funziona sull’assunto che se vuoi partecipare alla festa più bella devi avere la tessera fedeltà.
    Comunque la caratteristica tecnica di base mette un limite alle migliorie reali in partita, se non il fatto di potersi allenare di più o rimanere freschi come una rosa dopo 5 ore di match.
    Quando inventeranno un qualche doping che ti scioglierà il pesante e legnoso braccio da smulinatore, trasformandolo in un mix di McEnroe e Federer saranno veri dolori!

  • 8.

    Su Contador niente da dire, il doping è la norma nel ciclismo, da anni. Piuttosto, secondo voi perchè tutti i miei allievi principianti mi chiedono se Nadal si dopa???

  • 9.

    @Leo, sai cosa? Io non credo che sia una gaffe. E’ troppo sputtanatamente da querela, a mio avviso l’avevano messa in conto ma volevano smuovere un po’ le acque sull’onda del caso di Contador. Prendere come soggetto Nadal è stato un colpo basso, scorrettissimo, ma credo che i reali destinatari della polemica fossero le federazioni sportive iberiche, come si nota dai loghi nel finale del video. E onestamente, visti certi atteggiamenti sia della politica spagnola che di alcune federazioni (vedi quella ciclistica sul caso Contador), magari non mi trovo d’accordo sul metodo, ma sul merito sì. Sicuramente c’è molta gelosia per i risultati eccezionali della Spagna in campo sportivo nell’ultimo decennio, ma va detto anche che da quelle parti la cooperazione nella lotta al doping è ai livelli minimi. E questo, purtroppo, finisce per alimentare sospetti anche nei confronti di atleti che son sempre risultati puliti a tutti i controlli come Nadal

  • 10.

    La solidarietà dei colleghi la dice molto sulla diffusione capillare del doping nel ciclismo (e non solo).
    Ragioniamo: se io sono un ciclista pulito, che va a pane e acqua, e beccano un mio collega e CI SONO PROVE che questo si è dopato, se io sono veramente pulito non solo non solidarizzo con lui, ma lo prendo a calci in culo!!! Ma come? Io sono pulito, tu mi batti con l’inganno e io ragisco dicendo “poverino, è un così bravo ragazzo…”! Ma fatemi il piacere!Chi solidarizza con i dopati vuol dire che non ha la coscienza a posto.
    Io ho sempre sostenuto (o forse solo sperato…) che Nadal fosse pulito, ma ora sono quasi sicuro del contrario!
    Io quando ero un atleta ho sempre giocato pulito e ho sempre vinto lealmente. Quando hanno beccato qualche mio collega con le mani nella marmellata altro solidarietà!! Mascherziamo?
    Retroattività? Se io becco uno che penso abbia rubato e ci metto due anni a provarlo, poi se dimostro che è un ladro non gli chiedo scusa perchè c’ho messo troppo tempo! I tempi lunghi sono una GARANZIA per l’atleta che le analisi e le perizie siano svolte con serietà e obiettività.
    NOTE TECNICHE
    1) La WADA, nello stabilire le concentrazioni limite delle diverse sostanze, tiene margini piuttosto larghi, per ovviare alla possibilità che errori strumentali o caratteristiche genetiche individuali portinoa false positività.
    Esempio: un ematocrito del 50% è elevatissimo, ma lo è ancora di più per uno sportivo che pratica una disciplina come il ciclismo! Altrochè “io ce l’ho alto dalla nascita”!
    2) Sono almeno 7/8 anni che è stato deciso che la “buona fede” non esiste più perquanto riguarda l’assunzione di sostanze illecite. Se io atleta prendo un integratore e dentro c’è il nandrolone o il clembuterolo, anche se io non lo sapevo sono perseguibile lo stesso! E questo è non solo giusto, ma SACROSANTO! Io sono un atleta professionista e sono l’unico responsabile di tutto ciò che assumo. Se ho dubbi su un integratore lo faccio analizzare o non rischio e non lo assumo! Tutto il resto sono scuse!
    3Nadal ha tacciato i controlli a sorpresa come una violazione inaccettabile della privacy degli atleti
    5)Federer ha risposto che un atleta professionista che non voglia alimentare i dubbi ha l’obbligo morale di sottoporsi a questi controlli, che tutto sommato sono solo un piccolo fastidio

    GIUDICATE VOI…

  • 11.

    Cesare, i tuoi allievi ti chiedono di Nadal perchè vedono i bicipiti molto grossi, su questa base lo dicono in tanti ma è una cosa completamente inesatta, ho una caro amico vegano, che fa l’idraulico e ha circa 43 cm di bicipite, ci sono ragazze che pur non volendo hanno i polpacci più grossi di un terzino, è solo genetica.
    Concordo con chi dice che il doping essenzialmente non serve per la singola gara, ma ti permette di allenarti più duramente e con dei recuperi molto ridotti.
    La pubblicità di Canal plus è però una vaccata, non puoi nella maniera più assoluta fare riferimenti ad un atleta che è sempre risultato negativo ai controlli.

  • 12.

    @Maurizio
    Non credo però che i ragazzi lo chiedano per i muscoli, ma per il fatto che gioca 6 ore ad un livello spropositato sul cemento, correndo come un pazzo senza sosta, per il fatto che in alcuni periodi dell’anno scompare e torna più magro di 5 kg, per questo e tanti altri fatti. Noi tutti ci facciamo domande, le risposte però non ce le da nessuno

  • 13.

    No scusami sergio atleti e politici vengono beccati con le mani sporche e quello che fa incacchiare e’ quando pur beccati le punizionimsono lievi e nn esemplari e soprattutto quando poco dopo con la faccia di tolla si ri-presentano!!!!
    Invece alimentare il dubbio e’ terribile perche’ ai giovani soprattutto il dubbio fa pensare alla via facile e non a quella del lavoro duro.lamvoglia di scorciatoia invece di anni di disciplina.la fretta e l’esplosione( uno dei termini che mi fa’ piu ‘ ridere…) invece della pianificazione pluriennale.se io allenatore educatore o genitore alimento il dubbio doping alimento la sub cultura del non lavoro.

  • 14.

    Ciao Leo. Fondamentalmente d’accordo. Una cosa, però: parlare di doping non significa alimentare la cultura del sospetto e di conseguenza mandare il messaggio che non vale la pena lavorare perchè puoi ottenere risultati senza fare un c…o e ingoiando semplicemente qualche pillola. Parlare di doping ai nostri ragazzi significa fare informazione e contribuire a creare una mentalità sportivamente etica e leale. Poi, ovviamente, dipende da come lo si fa….
    P.S.: non ho visto il video, perchè in genere queste operazioni fanno un favore ai chiamati in causa…

  • 15.

    @Leo: forse non mi sono espresso benissimo. Sono assolutamente d’accordo con te sul fatto che alimentare la cultura del dubbio sia scorretto oltre che controproducente. Io mi riferivo semplicemente al fatto che le istituzioni spagnole, sia sportive che politiche, offrono pochissima cooperazione sul tema della lotta al doping e lo fanno solo quando sono praticamente obbligate. Ecco, loro vanno criticate, anzi bisogna criticarle. Ovviamente farlo tirando in mezzo Nadal è di cattivissimo gusto, ma loro volevano sollevare un polverone e per quello han fatto una scelta del genere.

    Ad ogni modo, per quanto sbagliata, la cultura del dubbio appartiene a un’area con una larga componente istintiva. Mi spiego: prendendo ad esempio il ciclismo, con tutti i casi che ci sono stati in passato io non ce la faccio proprio a credere alla buona fede di chi vince. Ero arrivato al punto di chiedermi per ogni vincitore “Chissà se ha preso qualcosa”. Scorretto? Ingiusto? Magari sì, ma era diventata una sensazione spontanea e irreprimibile e proprio per quello ho smesso di seguire quello sport. Spero e credo di non doverlo fare mai col tennis, ma proprio per questo motivo chi non coopera va inchiodato alle sue responsabilità, anche se a farlo non dovrebbe essere una televisione e, soprattutto, non in quel modo.

  • 16.

    Solo una cosa : la condanna retroattiva e’ una fesseria soprattutto per quei due che adesso hanno vinto un Tour e un Giro e non hanno pituto ne’ gioire ne’ far fruttare economicanente le loro vittorie … se non sono incazzati neri, e’ solo per un motivo, ed e’ forse lo stesso perche’ nessun tennista ha mai accusati Nadal di doping …

  • 17.

    Ma perchè nessuno parla delle performance di Djokovic e del fatto che nel quarto set in semifinale contro Murray, in evidente calo fisico è stato beccato mentre ingurgitava qualcosa nascondosi con un asciugamano? Perchè ci si accanisce contro Nadal?
    La mia è una provocazione perchè ritengo pulito anche lui, almeno sino a prova contraria.
    Alessandro, il fatto di resistere 6 ore non conta nulla, io tanto tempo fa (sigh) quando mi preparavo per il triathlon riuscivo ad allenarmi duramente anche 4 ore al giorno, dopo la mia giornata lavorativa di 10 ore senza neanche assumere una vitamina. Come non c’entra nulla il calo di peso, anche la Bartoli era calata ma poi il padre si è accorto che aveva perso molta potenza ed ha ripreso il peso.
    Concordo in pieno con Leo Caperchi, la cultura del sospetto è deleteria per tutti, però se ti becco in maniera incontrovertibile dovresti finire per sempre con lo sport professionistico e questo anche quando è provato non succede.

  • 18.

    Ragazzi, io non so se lo sport spagnolo ha un problema di doping. Di certo, però, l’ordinamento giuridico spagnolo ha un problema di doping. La Corte di Giustizia delle Comunità Europee da anni ha in atto un contenzioso con la Spagna per via della loro normativa antidoping, che è ritenuta eccessivamente permissiva per gli standard dell’Unione.

    Ieri, a proposito della candidatura olimpica di Madrid 2020, l’ex presidente della Wada, il canadese Dick Pund, che è anche membro del CIO, ha fatto una dichiarazione pesantissima: “se un paese non fa abbastanza contro il doping, è meglio andare a disputare le olimpiadi da un’altra parte.”.

    Mamma mia!

  • 19.

    Roberto, ed in Serbia pensi sia meno permissivo l’antidoping?

  • 20.

    e in Italia … non abbiamo problemi di doping ?

  • 21.

    Non lo so, ragazzi. Io ho esposto fatti.

  • 22.

    @Stefano
    Giusto fare in modo che la giustizia sportiva divenga più celere. Ma non si tratta di una condanna retroattiva! Le indagini partono dal momento in cui risulta la positività. Se in questo caso le indagini ed il processo sono durati due anni, è perchè la difesa di Contador, com’è giusto che sia, ha presentato richieste per molte perizie tecniche e l’accusa, come è altrettanto doveroso, ha concesso i giusti tempi perchè venisse fuori la verità.
    Quei due che si sono trovati con un Tour e un Giro vinto non hanno potuto far fruttare economicamente la loro vittoria? Se è così, i danni li devono chiedere a Contador, che è l’unico colpevole, non alla Wada solo perchè è stata lenta a ristabilire la verità. Non facciamo passare il messaggio che questi due sono stati danneggiati dalla WADA, perchè sarebbe collaborazionismo!
    Perchè non si va ad intervistare i suddetti due vincitori, per vedere se sono REALMENTE incazzati neri? Ci giochiamo una cena che anzichè essere incazzati neri NON DIRANNO UNA PAROLA CONTRO CONTADOR e SE LA PRENDERANNO CON LA WADA? E il motivo è sempre lo stesso: porobabilmente neanche loro si possono permettere di dire una parola su quello che è successo. Se hanno la coscienza pulita basta che portino Contador in un tribunale e chiedano un risarcimento danni bello cospicuo e vinceranno, dato che c’è una sentenza passata in giudicato. Tu pensi che lo faranno? Io ne dubito…

  • 23.

    Maurizio,
    quell’ingurgitare robette l’ho visto fare anche a Wilander, Muster, Becker, Sampras…tanto per pescare dalla memoria in due secondi vari generi di tennisti…ma bisogna poi vedere che sono.
    Perchè uno dei tanti PA che frequentano il sito non prova a suggerire che cosa ci sia dentro a quelle boccette?

  • 24.

    Cataflic, io non credo assolutamente che sia doping quel mangiucchiare o bere qualcosa durante la gara, quello che volevo far rilevare era il fatto che ci si accanisce sempre contro Nadal senza uno straccio di una prova.
    Io sono convinto dell’innocenza di tutti salvo prova contraria, come ha detto Caperchi non giova a nessuno la politica del sospetto, però se si becca in maniera chiara un doppato, allora non bisogna fare sconti, altro che due anni, fai altro ma lo sport agonistico e professionistico lo dimentichi per sempre.

  • 25.

    Davide, e io che ho detto? se non protestano un motivo ci potrebbe essere… del resto, se nadal e’ sicuramente dopato, si potrebbe obiettare anche del perche’ Federer coi suoi 40 molioni all’anno non ne abbia dati un paio a TomPonzi perfargli scoprire senza ombra di dubbio se quella e’ la ragione per cui non ha mai vinto lo slam … Io
    ‘ho gia’ detto e lo ripeto: doping libero per i pro, ma puoi passare pro solo dopo aver fatto l’universita’ con un corso annuale di educazione sanitaria ogni anno che ti spiega i pericoli del doping…poi a 21 anni sei maggiorenne e vaccinato, sai i rischi a cui vai incontro, e’ come un pilota di formula uno o un paracadutista… E noi come spettatori ci guardiamo il massimo, tipo Rollerball….
    invece prima dei 21, negli sport giovanili, antidoping e wada severissimi ( e pagati dallo sport pro)…

  • 26.

    @Stefano
    Mi spiace molto quello che dici: il tuo post è assolutamente incommentabile.
    A me non me ne frega un cazzo dei problemi di salute dei drogati, mi interessa uno sport etico dove si vince per merito e con la fatica, non con gli aiutini, le bolle d’aria o le uova!
    Ma vedo che per te l’etica non è neanche contemplata! Io nel mio sport ho raggiunto i massimi livelli e ho vinto tutto con il talento e l’allenamento: facciano così anche gli altri!!!
    Se io come pf nel calcio avessi ceduto a certe pressioni e usanze, su richieste anche di genitori di adolescenti senza scrupolo, sarei ancora in serie A. Però, intanto, chi ha preso il mio posto intanto sta ai domiciliari…
    Tu saresti un preparatore fisico di grande successo: ne cercano parecchi con le tue idee…buon lavoro!

  • 27.

    @Stefano: per certi versi capisco la tua provocazione, specie perché politicamente sono liberale e per me ogni persona è liberissima di autodistruggersi e se lo fa, per quanto mi riguarda, sono fatti suoi.

    Però ci sono due problemi: innanzi tutto la tua strada, anche tralasciando le questioni etiche, porta all’autodistruzione. Ci sarà sempre qualche pazzo che rischia grosso e prende dosi “più grandi” sperando di cavarsela, come il fumatore che si fa tre pacchetti al giorno perché Nonno Peppe li fumava ed è arrivato a 90 anni senza timori. Io, uno sport così, non lo guardo: magari la gente lo guarderebbe lo stesso, se è vero il wrestling è diffuso nonostante muoiano tutti a 40 anni, ma personalmente di uno sport così non ne ho bisogno.

    Inoltre tu dici che vedremmo “il massimo”. Ne sei proprio sicuro? Uno sport con il doping finirebbe con l’accentuare ancora di più la componente fisica, che già coi materiali e le superfici d’oggi è più che agevolata. Il tennis, però, è anche tecnica: se quella scompare definitivamente, anche io scomparirò come appassionato. E con me tanti altri.

  • 28.

    Davide,la mia e’ solo una provocazione come ha giustamente osservato sergio, ma a volte mi viene da pensare, e ti prego non offenderti,che di incommentabile c’e’ solo il tuo moralismo spicciolo da due soldi e la tua ipocrisia: magari ti fai una borra o ti bevi del vino pero’ dai dello porc drughe’ a chi si fa le canne o tira di coca una volta ogni sei mesi o si fa un viaggio in ambiente svientifivo con un acido in compagnia di un guru tipo Stati di Alienazione … ci sono tante troppe variabili e sfumaturei che a volte a vedere come vorreste risolvere il problema, con la zero tolerance, mi viene da chiedermi se non sarebbe invece meglio liberalizzare tutto…io sono per la liberalizzazione di tutte le droghe ma non ne farei mai uso, pensa che son stato in jamaica a vivere per anni e non mi sono mai fatto una canna … pero’ bevevo la Red Stripe, una delle migliori birre del mondo, e mi bevevo il Rum and Coke che in altri tempi in US o in altri paesi, arabi, avrebbero fatto e farebbero di me un criminale … In altri articoli e altri posts in questi ultimi tempi sono stato piu’ dettagliato: ma non capite che si drogano di piu’ i cicloamatori o i maratoneti che fanno le varie gare dove non ci dono controlli tanto sono dilettanti, ma non capite che nel tennis o nel calcio si dopano gli junior quando appunto i controlli non ci sono ancora , ma non capite che il potenziamento famoso consiste anche nel dopare per permettere carichi di lsvoro altrimenti inostenibili? E allora da proteggere non sono i Pro che lo farebbero consenzienti e per denaro, ma i junior e eventualnente i dilettanti minorenni… che gli altri facciano quello che vogliono, l’importante e’ che abbiano fatto 3-4 anni di universita’ e che sappiano esattamente a cosa vanno incontro… e gli spettatori poi sceglieranno se vedere sports da dilettanti ( che poi, Dorando Petri & Co gia’ si facevano come dei cavalli …)o da Rollerball … A me lo sport piu’ che vederlo piace farlo, e al massimo mi piglio un voltaren se dopo 4 ore di tennis sul duro il mattino dopo ho le ossa tutte rotte, ma un mondo che ha celebrato i di centa, i pantani, i moseri, i cova solo perche’ italiani e ha fatto Conconi capo dell’Anti Doping in Italia per un certo periodo, mi lascia perplesso, mi sembra ambiguo … il PA di un grande coach italiano fece capire chiaramente a mia moglie che io ero un cattivo medico e genitore perche’ a 10 anni mio figlio era ancora troppo piccolo… andati a fare gli esami auxologici anche a Roma da un luminare che era anche Membro della Commissione AntiDoping, lui mi fisse chiaramente: noi non lo facciamo e io lo sconsiglio, ma se vuoi ti dico dove farlo … io risposi che non mi passava nemmeno per la testae ma gli chiesi come mai non ne beccavano nel tennis e lyi mi rispose: sono troppo bravi…Cioe’ la Medicina Sportiva consiste nel trovare la sostanza che ancora non e’ stata inserita nella Lista delle Sostanze Vietate, e questo e’ ancora Legale, oppure nel trovare la sostanza ‘coprente’, e questo e’ illegale e spiega perche’ Canas fu sospeso per aver preso un Diuretico …
    Insomma, e’ chiaro che la mia e’ una provocazione ma col Proibizionismo e col fare i moralisti scandalizzati secondo me non si arrivera’ a nulla e a rimetterci saranno i ragazzini…e’ li’ che si dovrebbero spendere i maggiori soldi per fare i controlli perche’ ci fu il Doping di Stato nei paesi excomunisti e in Cina e ci sono comunque genitori, preparatori, allenatori ,dirigenti senza scrupoli che in nome del business, del denaro, della fama sono disposti a tutto…io dico che va benissimo se lo fai su di te, ma non va bene se lo fai su un minorenne che non ha studiato e non sa quello che gli stanno facendo …poi, lo sanno e lo dicono tutti, circola forse piu’ doping nel mondo dei cicloamatori dove il macellaio vuole assolutamente battere il ragioniere o il postino o anche il professore nella prossima gara a Mirandola o a Brisighella …E non credo che tutti quelli che corrono centinaia di chilometri a piedi ogni settimana non prendano qualcosa…magari non lo prendono il giorno della maratona, magari smettono due tre settimane prima, ma nei due tre mesi di preparazione?
    Ovvio che la mia e’ una privocazione, ma non so se sono piu’ incommentabile io o chi ancora crede alle fiabe …
    Sul tennis…io alla fine ne guardo ben poco, mi piaceva piu’ giocarlo o veder giocare mio figlio, mi piacevano quasi piu’ le gare junior o femminili con tutto quel pathos e epos che fra i maschi solo le semifina.i o finali di certi slams possono dare e ahime’ quadi mai i matches di Federer che ho tifato a lungo prima di dar ragione a Scanzi ( si e’ trasformato in un insopportabile fighetto narciso aristocratico… meglio The Djoker, meglio Murray… A me poi piacevano Agassi e Marcelino Rios.. ma non sono fra quelli che dicono che il tennis muscolare di oggi e’ peggio dei terraioli coccodrilli o di Stich- Becker a Wimbledon in quella famosa finale di tre minuti scarsi di gioco effettivo …Ma questa forse e’ un altra storia …

  • 29.

    “di incommentabile c’e’ solo il tuo moralismo spicciolo da due soldi e la tua ipocrisia”
    Se essere contro il doping e per lo sport pulito tu lo definisci moralismo spicciolo e ipocrita fai pure! Allora sono fiero di essere un ipocrita!

    Decantare la liberalizzazione per poi dire che era solo una provocazione è un’altra di quelle costanti che ritornano periodicamente quando si trattano questi argomenti…

    “non va bene se lo fai su un minorenne che non ha studiato e non sa quello che gli stanno facendo”. Che vuoi dire che se glielo spiegano in tutti i dettagli e lui lo accetta allora va bene?

    E che cavolo c’entra la liberalizzazione delle droghe con il doping nello sport? Uno è libero di farsi 100 cannoni al giorno (basta che poi non venga a farsi curare con i soldi di tutti in una struttura sanitaria pubblica…), ma se uno di mestiere fa l’atleta allora il discorso è diverso! ETICA e ONESTA’ devono far parte del mondo dello sport. Se tu ti vuoi fare una canna perchè ti piace sono cazzi tuoi, ma se ti fai un’autoemo e poi vieni a gareggiare contro di me allora non mi sta bene. A me della tua salute non frega un cazzo, ma io voglio competere alla pari con atleti onesti!
    Ti dò ragione solo su una cosa: fra i ciclisti amatori il doping è altrettanto diffuso che fra i professionisti, ma questa non è una ragione valida per sostenerlo

  • 30.

    …un minorenne e’ un minorenne, per definizione, e non ‘maggiorenne e vaccinato’…la
    mia e’ una provocazione solo perche’ irrealizzabile, tu vuoi competere con atleti onesti… il problema e’ che appunto non sembra essere possibile visto che nel ciclismo non sai piu’ , nemmeno per due o tre anni, vedi Landis e Vontador, se chi ha vinto il Tour e’ proprio lui il vincitore ..E nessuno fra i ciclisti si lamenta, l’unico che lo fece, non ricordo il nome, divenne il paria del gruppo…prima o poi verra’ fuori la verita’ anche su Amstrong che comunque rimane un grande per altri versi …secondo me poi e’ una questione di punti di vista anche piuttosto estremi…ci dovrebbero essere due sports: uno senza doping, uno con doping…e non e’ detto che uno che scelga di rischiare tutto, anche la salute, in nome della gloria effimera sia da condannare a priori ( lo e’ se il doping e’ illegale, ovvio)…L’importante per me e’ che tu sia maturo ( limite d’eta’) e informato( laurea in educazione sanitaria e sport). E secondo me non hai afferrato bene nemmeno il concetto che in certi sports non si dopano la settimana prima del torneo, ma durante le preparazioni invernali magari in sudamerica, magari proprio fra i 12-14 e i 18 anni, quando guarda caso non ci sono i controlli,a sorpresa o meno…vabbe’, lascia stare, come non detto… tra l’altro ho letto che tu i genitori ai tuoi allenamenti non li vuoi, quindi sarebbe un dialogo tra sordi … No problem, rispetto la tua opinione e come ho detto io non mi sono mai nemmeno fumato uno spinello e se per questo neanche una sigaretta, e quindi farei lo sport senza doping, dilettantesco e amatoriale, ma se si affronta il problema del doping non ci si puo’ bendare gli occhi, tappare le orecchie e turare il naso e continuare a procedere come se niente fosse… e illudersi che nessuno si dopi…Nessuno viene beccato, questa sembra essere la storia ma non e’ propriamente la stessa cosa …

  • 31.

    in forma diversa ( vabbe’, molto diversa ma un po’ la comparazione ci sta) e’ quel che capita negli US con lo sport diviso fra College e Pro … e molti spettatori preferiscono assistere a Notre Dame-Indiana piuttosto che a Lakers- Celtic o Colt-Patriots …
    Comunque basta, il mio era un tentativo di diversificare il dibattito perche’ secondo me c’e’ molta ipocrisia sull’argomento e bisognerebbe poterlo e saperlo analizzare con distacco…per esempio dovrebbe poterci essere una differenziazione fra la sostanza assunta a livello ricreazionale ( casi agassi, hingis, wilander…) e la sostanza performante… e’ qui che l’ipocrisia diventa assoluta, perche’ si condanna chi si fa uno spinello o una sniffata saltuaria ( e ripeto, io non me le farei) ma si assolve magari chi e’ un alcolizzato (vedi certi rugbysti anche all’ultima World Cup che magari subiscono l’onta del pubblico ludibrio per essere stati beccati ubriachi duri ma non vengono sospesi per due anni come Martina Hingis …)…insomma, secondo me a non fare gli Integralisti, di polpa da sviscerare da diversi punti di vista sull’argomento ce ne sarebbe e anch’io direi che, in un mondo normale, Tolerance Zero sarebbe la soluzione ideale ma come abbiamo visto finisce che nella rete ci potrebbe cadere l’innocente, vedi Volandri ( anche se bisogna osservare che ormai l’80% dei ciclisti soffre di asma e ricorre al salbutamolo, chissa’ mai perche’…) e i dubbi sono tanti, vedi lo stesso Contador o Coria…anche Canas, in fondo, si vide ridotta la pena a 7 mesi perche’ il diuretico, dice, gli fu prescritto dal Medico del Torneo per un raffreddore ( io avrei radiato il medico, se le cose fossero davvero andate cosi’, visto che il diuretico col raffreddore c’entra come i cavoli a merenda, come dicevano i miei professori alle medie …)… Comunque basta, argomento chiuso,purtroppo mi tocca lavorare …

  • 32.

    Poco tempo fa, in un celebre articolo, il grande Gianni Clerici disse le stesse, identiche cose che sta scrivendo Stefano.

    Anzi, disse di più, cioè disse: o liberalizzaziamo il doping, oppure aboliamo le Olimpiadi.

  • 33.

    Davide, se mettiamo il doping sullo stesso piano del reato di “furto”(a danni di altri sportivi onesti), valgono le stesse leggi che regolamentano questo tipo di reato.
    Se avviene un furto in abitazione o in un negozio, scatta la denuncia, poi la polizia fa le sue indagini ed inizia la ricerca del colpevole…forse fino alla condanna definitiva.
    E’ normale che io mi senta tutelato dall’impianto sociale di controllo e repressione reati e mi ci adegui invece che rubare a mia volta, perchè sennò sarebbe il caos totale.
    Ma nel doping non ci sono denunce, ma solo controlli a campione come quelli della guardia di finanza….abbiamo forse risolto l’evasione fiscale?la stessa evasione è vista comunemente come un furto ai danni della propria persona, o come una furbata?
    Per estirpare questi fenomeni è necessario inserire il conflitto di interessi, perchè diversamente lo show prevale su tutto.
    E uno sport zeppo di battaglie legali e periti non sarebbe così divertente…

  • 34.

    Nel post 30 di Stefano c’e tutto un mondo…

  • 35.

    certo che quando c’e’ l’occasione di farsi un bel dibattito che non sia Federer-Nadal e il Goat ( su ubitennis)o il CP o l’AVM o lo Stretching ( su ST ), tutti sia qua che la’ si fanno di nebbia …

  • 36.

    …il precedente era un pist di prova… prima, postando sull’articolo di Sergio su gli inglesi ( dove dichiaravo tutta la mia simpatia per Evans e per quelli che pur essendo superiori si cagano addosso ( che poi anche sulla loro presunta superiorita’ ci sarebbe da ridire…se perdi, perdi, sei inferiore, punto), dicevo, prima mi era giunto un messaggio che il mio IP era stato bloccato e quindi ho voluto riprovare … Il vero Doping sarebbe quello capace di alterarti il Mentale, alteo che…

  • 37.

    Stefano, però pensa….7:30 di mattina….una sottile nebbiolina…ancora quel maledetto cesto di rovesci incrociati….il coach semipresente che prova ad accennare un consiglio all’ennesima palla colpita in ritardo che si dirige mesta verso la linea centrale, e poi…BASTA! grida il tennista, dirigendosi verso la borsa appoggiata sulla panchina, da cui tira fuori una boccetta che gli ha passato di straforo un p.a. giovane e preparatissimo che ha deciso di sperimentare….
    incredibile…10 minuti dopo una sensazione nuova si impadronisce del rovescio…gli appoggi prima ballerini diventano naturalmente bilanciati, il movimento strappato e macchinoso si trasforma in un gesto perfetto, fluido e potente….”ma come facevo prima a non capirlo, se era così semplice?”
    …..14 febbraio 2035?

  • 38.

    Il doping è come l’evasione fiscale. Perché non si riesce a sconfiggerla bisogna lasciare che ci sia senza combatterla? Si porvocano distorsioni allo stesso modo: in certi ambiti se tutti evadono chi non evade è tagliato fuori dal mercato perché ha troppi costi rispetto agli altri e allora in genere evade anche chi non vorrebbe.
    Si finisce come la Grecia: tutti evadono e pretendono. Tutti vogliono e pochi danno. Anche chi vorrebbe dare è sommerso da un sistema che è troppo grande e gli impedisce di comportarsi in altro modo perché non sopravviverebbe. Un corto circuito.
    Nello sprt dopato succede così. Si arriva ai casi estremi tipo ddr o la griffith che correva come un uomo ma è morta a 45 anni.
    L’unica soluzione mi sembra quella culturale, cioè si dovrebbe arrivare al sunto che: Non si evade e non ci si dopa perché non è giusto farlo e perché fa male a sé e agli altri. Basta che qualcuno lo faccia perché gli altri per mantenere la parità di concorrenza sono costretti a seguirlo o a soccombere.

    Quella culturale deve esser accompagnata da controlli, come altro si può fare se no?
    Io voglio avere ancora un minimo di idealismo etico e pensare che si potrà un giorno arrivare ad avere una cultura del genere. Però il percorso è straordinariamente lungo e difficile.
    Nel tennis l’atp dovrebbe far qualcosa per limitare l’estrema fisicità del gioco e mettere la tecnica di più al centro.
    La Spagna ha dei problemi grossi perché il messaggio culturale che passa è che non è importante se ci si dopa, anzi i campioni vanno difesi.
    Io tifo Federer perché ha le braccia che sono la metà di quelle di Nadal, perché gioca di controbalzo mentre gli altri fanno due passi indietro, perché con la sua tecnica lotta contro dei mostri fisici.
    Che poi non sia simpatico, che nelle interviste sia banale buonista, che sembra sempre un po’ falso nei modi, che sia un narciso e tutto il resto che si vuole, be’ chi se ne frega.

    E’ più sano per un ragazzo imitare nel gioco federer o nadal?

  • 39.

    Stefano, il dibattito langue perché le idee sono più chiare. Ci sono tre posizioni: la prima (integralista?) dice che qualsiasi sostanza io assuma vado punito. Che sia cocaina, diuretico, antiasma, spinello, non importa: si punisca. Rimane il mistero del perché mai la marijuana non vada bene mentre invece il bicchierozzo di birra si (se arriva qualcuno che dice che la prima fa male e la seconda no è inutile replicare. Sono quelli che pensano che Sampras era un giocatore S&V). La seconda (moderata?) sostiene che bisogna distinguere. Questa posizione potenzialmente promette di diventare in effetti come il dibattito sul GOAT: distinguere in base a che? In base al fatto che si possa ricavare un vantaggio. Un vantaggio, di nuovo, rispetto a cosa? Rispetto all’avversario? E se l’avversario non è stato “beccato”? Forse dovrebbe essere rispetto alla proprie prestazioni “normali”. Bene, ma quali sarebbero le proprie prestazioni “normali”? Non è che il dibattito sia appassionantissimo, ha l’aria di essere una cosa per filosofi… Infine la terza posizione (i lassisti?), cioè quelli che dicono “ma sì, chi se ne importa? prendano tutto, e si tolgano (letteralmente) dalle scatole a 40 anni, così io mi diverto e vedo cose che voi umani…”. Più che l’evasione fiscale (che non credo c’entri molto) questa cosa mi ricorda la prostituzione. L’idea che le persone siano “libere” è altro argomento un po’ troppo delicato per lasciarlo a enunciazioni di principio (bravi, tutti liberali. Bah) che temo non si siano troppo interrogati su cosa significhino. Insomma, non è anomalo che le persone finiscano con lo scannarsi su altre questioni, in fondo sono più semplici. In tutta franchezza io non ho le idee chiare e non so quale delle tre posizioni preferire. L’integralista mi fa sorridere per la sua assurdità, la moderata per la sua contorsione, la lassista per il disinteresse che nasconde. Chiudo dicendo che ho trovato, se mi permetti, un po’ triste questo tuo insistere sul fatto che non hai preso nulla quando eri in Giamaica. Se avessi preso qualcosa le tue opinioni valevano meno? Ma capisco che sono concessioni ai tempi correnti. Però resisti un po’ accidenti. Potevi fare come Chaplin e dire “non ho avuto questo onore” (parlava di ben altro ma visto che le carceri sono piene di tossici forse ci sta bene).

  • 40.

    X Muziek
    Volevo ringraziarti per i tuoi interventi visto che hai fatto scapppare Castellani uno delle persone più competenti del settore

  • 41.

    Muziek, mi trovi perfettamente d’accordo…a meta’! con il tuo post perfettamente chiaro e ben scritto… se insisto sulla Jamaica e’ solo per far capire che la mia posizione completamente liberalista non nasconde un desiderio di poter assumere droghe al momento illegali …ma al tempo stesso non giudicherei la mia posizione ‘lassista’, non almeno nei riguardi del doping sportivo.Ma capisco che la mia insistenza puo’ apparire un retaggio perbenista un po’ codino e ti ringrazio per avermelo fatto notare: non era quella la mia intenzione. Io del resto giustifico la rockstar che di fronte a un concerto gia’ fissato con biglietti per 200.000 spettatori non puo’ certo permettersi ne’ di stare male ne’ l’ansia da prestazione, capisco il SuperManager che viaggia perennemente, dorme in aereo, deve presiedere meeting e prendere decisioni che richiedono cellule cerebrali sempre pronte, comprendo il dramma dei vari Kurt Cobain strappati all’improvviso dal suonare nel garage sottocasa e trasportati di peso in un successo interplanetario e cerco di comprendere la differenza fra lui e un Sid Vicious …il cocktail fra anfetaminici e tranquillanti di Keith Rochards e comunque il fatto che sia lui che Mick Jagger, a differenza di Brian Jones, ai 70 ci siano arrivati e siano ancora li’ a sgambettare … Del resto secondo alcuni parametri io potrei essere considerato un addicted visto che essendo afflitto dalla completa gamma di cefalee ( emicrania, tension headache, cervicale…) fin dalla piu’ tenera eta’ ( la cervicale no, e’ frutto di un eccesso di sport e quindi e’ un relativamente tardo acquisto) ho sempre fatto uso di analgesici che, in base a una regola ferrea nel caso della cefalea, son da assumere alle prime avvisaglie: quando tento di resistere, magari applicando una bandana col ghiaccio sulla fronte pulsante, il piu’ delle volte la cefalea persiste o si aggrava rvichiedendo poi dosi maggiori…ricordo di aver sperimentato svariati painkille r che uso anche a seconda del tipo di cefalea a volte anche alternandoli…ricordo di essere partito con le solite aspirine, poi di aver scoperto da adolescente la novalgina, poi l’optalidon, poi da medico in viaggio e assalito da furiosi tension headache prima di ogni sosta in aereoporto, di paese arabo o del terzo mondo ma anche alla Malpensa,di essere passato al voltaren, anche intramuscolo, e poi aver scoperto il Difmetre, essere tornato all’aspirina flashtab, aver provsto l’aulin, aver scoperto e usato a lungo il cocktail americano Excedrin di cui facevamo scorta al Walgren e pur continuando ad essere un estbimatore del diclofenac, ho finalmente scoperto in Angola (!) una medicina che si trova solo li’ e in portogallo, il Clonix, clonixina,magari adesso e’ arrivata anche in Italia, e che mi faccio arrivare regolarmente dal mio collega per trattare la cervicale ( in attesa di provare la pancaFIT): portentosa! al primo pulsare, una pastiglia e in 10′ scompare…. Questo farebbe di me un sporc drughe’? non so, io posso stare anche diverse settimane senza dolore e senza dolore non assumo nulla, poi magari ho periodi in cui ho cefalea o dolore cervicale una volta a settimana o anche ogni giorno per qualche giorno…capisco che se finissi naufrago su un isola deserta potrei avere un problema in piu’ ma finora ringrazio di non avere problemi gastrici e di poter tranquillamente assumere, alle prime avvisaglie del dolore, l’antinfiammatorio o l’analgesico perche’ secondo me la prima conquista della medicina e’ la sconfitta del dolore ( viva l’epidurale vs partorirai con dolore). Attenzione pero’ a non confondere: io parlo del mal di testa, un dolore che ti sconvolge il quotidiano, ti impedisce di studiare, leggere, guardare un film, andare a cena con gli amici… non prendo la pasticca o l’iniezione perche’ NON posso sopportare il dolore, la prendo perche’ non voglio rinunciare alla mia vita…Per dolori in altre parti del corpo, per dolori da contusioni, fratture, distorsioni, etc, la mia soglia e’ molto piu’ elevata, chiedere ai fisioterapisti che si accanivano sul mio ginocchio dopo gli interventi al crociato….Ma ritornando a bomba, e cioe’ al doping, io credo che una Divisione fra Sport con Doping e Sport senza Doping potrebbe essere la soluzione in un mondo ipotetico e utopico e troverei magari qualcosa di eroico e di epico in vhi decide comunque, conoscendo i rischi e i pericoli, di mettere a repentaglio la sua vita per una gloria effimera da un giorno da leone… Poi, intendiamoci, capisco tutte le controindicazioni, le sfumature, i controcanti, le puntualizzazioni morali e non e le obiezioni, non sono naif, ma allo stesso modo nel momento attuale la mia preoccupazione maggiore e’ anche questa, il mio incubo di atleta: io sono innocente, non mi dopo e ho paura di essere comunque beccato per sbaglio…

  • 42.

    Che tradotto nel tifoso significa: chi mi dice davvero che questa persona sia ‘pulita’? chi mi dice che questo atleta che proclama la sua innocenza sia davvero colpevole? perche’ devo aspettare due anni per sapere chi ha vinto il Tour de France? E soprattutto perche’ Andy Scleck non si e’ incazzato come una bestia quando ha saputo che Contador era stato squalificato? e perche’ se e’ cosi’ chiaro come dice cataflic che nadal non e’ pulito, federer che poteva a quest’ora aver vinto due gran slam non ha mai detto nulla? perche’ e’ un signore? o perche’ Nadal e’ sicuramente pulito? o perche’ han fatto tutti, come noi medici, il Giuramento d’Ipocrita?

  • 43.

    Il dibattito è quanto mai interessante con ottimi interventi, a parer mio, di Stefano, Muziek ed Agatone.

    Stefano, il dibattito sulla liberalizzazione del doping, che tu hai introdotto, parte da una seria analisi della realtà e cioè: restando così le cose, io antidoping finisco inevitabilmente per punire solo i poveracci ed i poveri, magari anche atleti professionisti, certo, ma comunque sempre di seconda fascia: il semiprofessionista che prende una pasticchina, il sec onda categoria, il giocatore di serie C che si fa una canna prima della partita e via discorrendo.
    E ciò nonostante gli innumerevoli sforzi, come i controlli, come per Nadal, a sorpresa, alle 7 del mattino e riesci a fregare Contador solo per presunzioni, non con prove dirette di colpevolezza, solo per presunzioni (valori del sangue irregolari pur in presente di controllo antidoping positivo, ad esempio), presunzioni che ti lasciano comunque sempre dei dubbi.

    In considerazioned di ciò, si è detto: partendo dal presupposto che tutti i professionisti, di qualunque sport, sono, com’è noto, delle farmacie ambulanti, non è che, se continuo con questo sistema, io frego solo i poveri, cioè coloro che non hanno uno stuolo di medici, di chimici, di professionisti? Non è che, così facendo, colpisco non i più disonesti, ma solo i più disorganizzati?

    Quindi, partendo da ciò, si è detto, come ha detto Gianni clerici: poiché ormai, per fare sport professionistico, tutti, ma proprio tutti, fanno uso massiccio di sostanze chimiche e farmaceutiche, non è meglio, almeno pari per tutti, liberalizzarlo? Oppure, altra alternativa, abolisco le olimpiadi, abolisco il CIO, abolisco le Federazioni, abolisco le competizioni, e ognuno faccia un po’ come gli pare.
    Resta però il fatto che, adesso, siamo in presenza di una situazione peggiore, dove non si puniscono i disonesti, ma solo i poveri disonesti, solo i disonesti disorganizzati.
    Oltretutto, ci soncora paesi, talmente organizzati che, ancora, fanno un vero e proprio doping di stato.

    Insomma, pari per tutti, si dice, fate un po’ come vi pare, ma almeno evito io di essere parte di un’ingiustizia, dove si colpiscono solo i poveracci.
    Anzichè essere io, antidpong, uno strumento del vostro sistema che colpisce solo i poveri, io antidoping mi metto da parte e vi dico: fate quello che vi pare, ammazzatevi pure.

    Questa teoria, portata avanti da Gianni Clerici, ebbe un aiuto dalle parole del mitico Prof. Umberto Veronesi, che tutti conosciamo, parole che fecero fragore: disse di liberalizzare il doping o, al limite, “vietare solk quello che realmente fa male alla salute”.

  • 44.

    Il dibattito è interessante,
    un ignorante come me in materia di doping fatica a capire il senso di liberalizzarlo…
    Mi sa che è piu’ una questione filosofica ed etica…. che statistica.

    Sappiamo bene come funziona l’animo umano, la tentazione fin dai tempi di Adamo ed Eva….
    Non credo che si ridurrebbe l’uso, anzi diventerebbe consuetudine, e in molti casi, abuso.
    Ulteriore materia per il consumismo e la ricerca del massimo risultato con il minimo sforzo.

    Per me l’unica via rimane quella di inasprire controlli e sanzioni.
    Non mi convince il concetto che tanto quello piu’ furbo la fa comunque franca.
    Anzi, metterei delle sanzioni pecuniarie per le federazioni nazionali in cui i propri atleti risultassero positivi
    Anche a costo, se ripetute, di togliere dalle competizioni per un anno le rappresentative (o gli atleti) che rappresentano la nazione nelle gare previste (Olimpiadi, mondiali etc.)
    Si sa, quando si tocca nelle tasche, la reazione è sempre molto decisa…e forte.
    Forse cadrebbe anche un po’ di omertà interna, che sicuramente c’è nel denunciare certi episodi….

  • 45.

    ah ecco … giusto … aboliamo anche le tasse.
    Dato che le pagano solo i poveracci o comunque di più in proporzione al reddito … evitiamo di essere parte di un ingiustizia e aboliamole.

  • 46.

    Kill Bill, hai ragione, sono con te!

    Com’è strana la vita e come sono strani anche i blog…ora è Kill Bill che ha sempre ragione e non più io!

  • 47.

    …. sono commosso !

  • 48.

    Kill Bill a chi era rivolto il commento? Le tasse non c’entrano molto, se non le paghi fai un danno alla collettività, del doping si possono dire molte cose, ma che faccia del danno a me (o a te) francamente… Non sono questi gli argomenti contro la liberalizzazione, ma piuttosto quelli contro le reali libertà di scelta dell’individuo (avevo accennato alla prostituzione). Insomma Kill Bill se devi argomentare posso chiederti un po’ più di rigore?
    Una possibile controreplica sarebbe: e l’omicidio allora? Né io né altri sarebbero coinvolti, ma troviamo corretto punirlo (più o meno naturalmente, la questione è più complessa, visto che solo gli omicidi contestualizzati in un certo modo vengono puniti, mica tutti). Se ne dedurrebbe che tu ritieni che il doping sia un problema perché a scapito di qualcun altro “pulito”. Però questo pare faccia a cazzotti con l’idea – che mi pare qui condivisa da tutti – che nessuno è del tutto “pulito”. Nel senso che la distinzione è tra farmaci “ammissibili” e farmaci considerati “dopanti” (chiedo scusa soprattutto a Stefano per la terminologia ma non sono un medico). Il che equivale a dire che certi modi per uccidere sono leciti, altri no. Del resto lo sport è una metafora della guerra no? L’idea è l’eliminazione dell’avversario, soprattutto nel tennis che, come tutti voi sapete meglio di me, definisce il giocatore che passa il tutto come “survived”. Quindi finiresti con l’appigliarti ad un generico “legalismo”. Il risultato, mi pare, è che ti vanno più o meno bene le cose come stanno: si puniscano le cose proibite e si smetta di chiacchierare Nadal (e tra un po’ Djokovic). Quello che provavo a dire è che la questione è forse irrisolvibile, proprio come quella del Goat. Del resto l’effetto perverso delle norme – proprio come nella vita sociale… – è che, come detto bene da Atti, alla fine sono i poveracci che vengono incastrati. Se esiste una correlazione tra estrazione sociale e anni di galera un motivo ci sarà….

  • 49.

    Per tutto questo l’atp dovrebbe cercare il più possibile di favorire la vittoria di chi è più tecnico piuttosto di chi è più potente o resistente fisicamente. Ma non mi pare che stia andando in questa direzione,

    Muziek. certo chi si dopa fa danno a sé e non a me ma lo fa anche a tutto l’ambiente in cui gareggia in cui gli altri si trovano o una concorrenza sleale o si adeguano dopandosi a loro volta

  • 50.

    trovo sfinente questo argomento perchè si passa dalla pratica alla filosofia in 3 secondi e ognuno ha obbiettivamente qualcosa di giusto da affermare.
    Da sempre la società si basa su compromessi, che bilanciano la libertà del singolo con quelle degli altri…perché? Perchè sennò sarebbe difficile convivere in migliaia pigiati in qualche Km quadrato condividendo valori e servizi.
    Prendiamo il caso del fumo, ormai vietato quasi dovunque, solo perchè scarica nel tempo sulla società dei costi sanitari superiori al benessere dei fumatori stessi, non perchè qualcuno voglia imporre la salute come assoluto.
    Le droghe ad uso personale creano disagi in termini di criminalità diffusa e di tipo sanitario e quindi, data la diffusione capillare delle stesse, è plausibile un tentativo di controllo a beneficio della pace sociale e delle casse dello stato.
    Ma il doping sportivo?
    a chi crea disagi se non agli stessi sportivi?
    Il controllo non funziona solo perchè non è di nessuna utilità sociale.
    Il controllo non funziona, perchè a differenza di una rapina, nessuno fa denunce circostanziate.
    Se vogliamo possiamo barattare il tennis omertoso di oggi con un tennis dove i giocatori passerebbero più tempo in tribunale che in campo…ma non mi sembra una gran prospettiva.
    D’altro canto non vedo perchè io tennista di vertice non dovrei denunciare un mio collega, che ritengo dopato a differenza mia, se questo lo porta a fregarmi milioni di € di montepremi….visto che la gente si denuncia anche per qualche euro…
    Per me si risolverebbe parte del problema diminuendo gli ovali delle racchette in modo da non permettere un gioco così potente e continuo…

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