Lorenzo Musetti e l’arte di crescere

di - 25 Aprile 2019
Lorenzo Musetti - foto Marta Magni

Si è concluso il torneo di Lorenzo Musetti a Francavilla ma la sconfitta patita a livello di ottavi di finale per mano di Tomislav Brkic non ridimensiona l’azzurro, che ha dimostrato di avere il tennis per saperci stare, ed a lungo, tra i Pro. Nel match contro il bosniaco, paradossalmente il migliore giocato dal carrarese in Abruzzo in occasione del primo evento stagionale targato MEF Tennis Events, è venuta fuori la giovanissima età del ragazzo, che per una buona mezzora ha disputato una gara al limite della perfezione contro un avversario in ottima forma. Lorenzo ha servito benissimo, cambiando angolo spesso e volentieri, ed ha giocato molto bene con entrambi i fondamentali. Nel momento di chiudere, però, il primo colpo a perdere stabilità è stato il dritto, che l’azzurro tende a giocare con il busto all’indietro quando la tensione prende il sopravvento. A questo si è aggiunta una scarsa predisposizione a leggere i momenti del match: smorzate o lungolinea affrettati sono da evitarsi nei momenti clou delle partite, ma – lo ripetiamo – sarebbe assurdo se il ragazzo fosse già perfetto all’età di 17 anni.

C’è da constatare quanto di buono sta facendo l’italiano dopo la straordinaria vittoria a Melbourne Park, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello mentale, a questi livelli è almeno parimenti importante. In più ci sono i normali progressi fisici che il ragazzo farà con il passare del tempo: è normale in tal senso che la prima di Musetti non sia la prima dei migliori al mondo, ma già l’intelligenza nel variare la battuta non è da sottovalutare.

Insomma, “il ragazzo si farà” come cantava De Gregori, ma in questo caso siamo già ad un ottimo punto di partenza.

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