Il dominio dei due tennisti più forti del momento, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, appare incontrastato. Eccetto per l’ultimo Major, in cui Novak Djokovic è riuscito a porsi tra loro, i protagonisti, nel recente passato, degli atti conclusivi nei tornei più importanti del circuito sono sempre stati l’italiano e lo spagnolo.
In una conversazione con l’ex tennista britannico Greg Rusedski, il direttore dell’ATP 500 di Rotterdam, attualmente in corso, Richard Krajicek, prova a fornire una sua chiave di lettura riguardo la modalità tramite cui battere i primi due giocatori del mondo: “Bisogna rompere il loro ritmo. Io forse perderei 10 volte su 10 contro Alcaraz e Sinner, ma salirei sempre in rete. Da fondo campo non li batterai mai”.
Secondo lui, è poco logico provare ad avere la meglio con lo stesso schema. Variare maggiormente, aggiungendo delle giocate a rete, potrebbe cambiare la situazione: “Vedo così tanti giocatori che perdono allo stesso modo. Continuo a pensare che, se ci fossero un paio di giocatori più aggressivi, potrebbero far crollare, il gioco di questi ragazzi”.
Un livello più alto al giorno d’oggi, dal punto di vista fisico e della competitività
Nel corso del tempo, le caratteristiche di questo sport sono cambiate e, con particolare riferimento all’attualità, il fisico svolge un ruolo primario nel raggiungimento di uno standard elevato. Per il campione di Wimbledon 1996, c’è stato un innalzamento del livello di tennis sotto diversi punti di vista, anche quello fisico: ”Penso che, al giorno d’oggi, il livello del tennis sia più alto, così come il livello fisico e la longevità delle gare”.
Allo stesso modo, la competitività del tennis odierno, per Krajicek, rappresenta un ostacolo piuttosto ingombrante, se si vuole puntare a grandi successi: “Sinner, Alcaraz, Djokovic, sono contento di non aver giocato nella loro epoca: dovevo ‘solo’ battere Sampras ai nostri tempi. Djokovic se batte Sinner gli rimane ancora Alcaraz”. Dando uno sguardo al recente passato, forse, la situazione era ancora più ‘drammatica’: “Prima era anche peggio: se battevi Murray forse avevi Rafa dopo, e se vincevi, Federer si aspettava in finale“.