Challenger Brescia: diario di bordo / 4

di - 13 Novembre 2014

salvatore caruso (3)

di Alessandro Nizegorodcew

Ho deciso di ribaltare il classico format del diario di bordo. Il racconto di ieri inizia con la bella e sfortunata prova di un giovane tennista siciliano e si conclude con il cane-spettatore, passando per l’aperitivo nell’area Ospitalità sino ai racconti “russi” del nostro eroico Michael Braga.

Salvatore Caruso scende in campo intorno alle ore 21.30 contro il veterano (classe ‘79) Jan Hernych per un match di ottavi di finale del Trofeo Città di Brescia 2014. Hernych, giocatore dai colpi piattissimi e dal tennis anni ’80 (così come il suo abbigliamento e, soprattutto, i suoi capelli), parte forte e vince il primo set 6-3. «Salvo» non molla. Si stacca ben presto nel secondo set a suon di passanti vincenti e accelerazioni mozzafiato portando a casa con il medesimo punteggio il secondo parziale. Il più grande pregio di Salvatore Caruso? Riesce a creare un clima meraviglioso, di sano tifo, di tensione inenarrabile nemmeno si trattasse di una finale di Wimbledon; «Salvo» trascina gli spettatori presenti nella seconda serata bresciana in un turbine infinito di emozioni. Va avanti di un break all’inizio del terzo set sotto gli occhi attenti del coach e di Umberto Rianna. Le energie, però, scemano pian piano e Hernych ne approfitta. Anche perché il ceco è ancora competitivo a 35 anni proprio perché non fa minimamente fatica a praticare questo sport. Legge in anticipo i colpi dell’avversario e colpisce appoggiandosi alla forza delle accelerazioni altrui. Un piacere per gli occhi il tennis del ceco che ispira solamente ammirazione. Il pensiero di gente sorpresa e quasi scandalizzata quando Hernych superò, sul veloce, Gianluigi Quinzi, mi fa sorridere ogni volta. Hernych pensionato? Non scherziamo per favore. Match seguito con Giulio Gasparin e Michele Galoppini, anche loro tesissimi per l’esito dell’incontro.

Ecco invece quanto avvenuto, in ordine sparso, durante l’arco della giornata:

Dustov-Kavcic, sfida oltre il campo. Farrukh Dustov ha superato in uno dei match più intensi del torneo il rientrante Blaz Kavcic 7-6 al terzo set con minibreak decisivo sul 5-5. Farrukh, uzbeko d’Italia, ha voluto farsi intervistare negli spogliatoi. Gioioso della situazione Kavcic, che una volta iniziata l’intervista con Dustov ha azionato la doccia così da cercare di coprire la voce di Farrukh. Lo sloveno ha anche simpaticamente postato su Twitter l’immagine della password (non esattamente semplice) per collegarsi a internet dalla Players Lounge. Ecco anche la risposta di Marco Caldara:

kava           caldara

 

Il Cane di Marti. Il primo match di giornata è stato disputato dallo svizzero Yann Marti e dal giovane italiano Pietro Licciardi, seguito a bordo campo da coach Renzo Furlan e dall’onnipresente Umberto Rianna. Potrei parlarvi dei progressi di Licciardi, che sempre più dimostra di aver alzato il proprio livello e di potersi confrontare senza timori anche con il livello challenger. Potrei anche parlarvi del tennis champagnae di Marti, esaltato da Caldara in sala stampa. Ma l’unico argomento di cui riesco a parlare è la presenza del cane della famiglia Marti, ben posizionato nel Palco Sponsor a bordo campo. Non un guaito, non un rumore, mai la tentazione di inseguire una pallina o di abbaiare. Un cane-spettatore molto più educato e corretto di molti spettatori che camminano beatamente durante il gioco.

Da Kransodar con furore (+ area ospitalità). Non ce l’ha fatto l’addetto stampa Riccardo Bisti. Non è riuscito a non chiedere qualsiasi cosa al mitico Michael Braga sulle avventure slave del nostro esimio collaboratore. Il racconto dei 45 giorni a Krasnodar, da solo, valgono il prezzo del biglietto del Challenger di Brescia. Di più non vogliamo/possiamo raccontarvi.

press

Nell’area Ospitalità si mangia bene bene bene bene. Oltre al classico bicchiere di Franciacorta, io Gasparin, Galoppini e Caldara, siamo andati via di Tartare di carne, hamburger e frittini vari.

Gli altri match? L’idolo Austin Krajicek (che abbiamo scoperto essere lontano parente dell’ex campione di Wimbledon) continua la propria corsa. Grande match di Ilya Marchenko, che supera Krajinovic disputando un terzo set perfetto al servizio (quattro punti persi, uno con la prima), e partita solidissima di Viktor Troicki in due set con Marius Copil. Il punto del giorno? Passante in corsa piatto di diritto da 4 metri fuori dal campo a tutto braccio di Farrukh Dustov!

 

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