Se non è Sinner è Alcaraz, e viceversa. Perché quando la combinazione italo-spagnola partecipa allo stesso torneo non ce n’è per nessuno, o quasi. Dal 2024 sono ventuno i titoli vinti sulle ventidue occasioni di presenza comune. Undici successi per l’azzurro, dieci per l’iberico. Una percentuale di vittorie che rasenta la perfezione: 95,45%. Numeri che non solo certificano lo strapotere rispetto ai rivali nel tour, ma inseriscono anche un valore intrinseco e affascinante per il duo che sta riscrivendo la storia del tennis moderno.
L’eccezione che conferma la regola risale al Masters 1000 di Madrid 2024, quando a sollevare il titolo nella capitale iberica fu Andrej Rublev. Il russo, in quell’occasione, batté Carlitos nei quarti di finale, approfittando inoltre del ritiro di Jannik prima della sfida contro Auger-Aliassime. Un’occasione che il 28enne di Mosca non si fece scappare. Resta comunque un episodio isolato, una piccolissima macchia nell’oceano Sincaraz.
Un po’ di Sinner, un po’ di Alcaraz
In queste ventidue occasioni, otto sono state le finali che hanno messo di fronte altoatesino e murciano. Il 36% delle volte in cui presenziano allo stesso torneo finiscono uno contro l’altro. In questa speciale classifica Alcaraz guida i testa a testa con sei successi.
Nel 2026 l’incrocio tra i due — eccezion fatta per le esibizioni del Six Kings Grand Slam e della Hyundai Card Super Match — non è ancora avvenuto. L’ultimo confronto è stato alle Nitto ATP Finals 2025, con il trionfo di Jannik 7-6(4) 7-5.
Una storia che continua a scriversi giorno dopo giorno, record su record. Stile, colpi, tattica, automatismi: tante le differenze tra i due, con un denominatore comune, la voglia di vincere e migliorarsi sempre di più. Per ora sta riuscendo a entrambi, poi chissà.
Il terzo incomodo
Ad aver provato a inserirsi in questa statistica, facendo compagnia al connazionale russo, è proprio Daniil Medvedev. Ma ciò che ne è uscito fuori, a conti fatti, è la prova schiacciante di essere lui il giocatore più “sofferente” nei confronti dei Sincaraz. E la più recente sconfitta nella finale di Indian Wells non è altro che l’ulteriore conferma.
Su tutte, ovviamente, impossibile non citare la rimonta dell’altoatesino all’Australian Open 2024, quando Daniil — proprio come nel 2022 con Nadal — era andato sopra di due set e sembrava non avere alcuna possibilità di perdere quel titolo. Così non fu.
E tra i tanti altri arresi al binomio italo spagnolo spunta anche il nome di Alexander Zverev. Al Roland Garros 2025 sfiorò il trofeo con un dito portandosi sul 2-1, poi blackout totale e solamente tre game vinti nei due successivi set.
Difficile parlare di terzo incomodo: di certo la competizione è alta. Per ora, però, il duopolio sembra essere al sicuro. Attenti a quei due.