Novak Djokovic, ormai da qualche stagione, si concede la possibilità di scegliere con attenzione i tornei da disputare, così da dedicare più tempo anche alla vita familiare, come ha dichiarato lui stesso. È anche per questo che nel 2026 ha preso parte soltanto a due eventi, l’Australian Open e Indian Wells. A quasi 39 anni, però, è comprensibile che la programmazione dipenda anche da esigenze fisiche: il corpo, infatti, non è più quello di prima, recupera più lentamente e, nella maggior parte dei casi, è anche più esposto a possibili infortuni.
In questo senso, il serbo sta affrontando una fase delicata della carriera, in un momento della stagione in cui, anche a causa di problemi fisici, fatica a essere protagonista. Il rientro dopo la tournée americana, inizialmente previsto per il Masters 1000 di Montecarlo, è stato prima rinviato a Madrid e ora resta in dubbio persino per il Roland Garros.
“Sono infortunato, spero di essere pronto almeno per il Roland Garros”, ha dichiarato Djokovic prima della cerimonia dei Premi Laureus a Madrid. Una speranza condivisa dagli appassionati, che rischiano di non vedere in campo né il serbo né Carlos Alcaraz, anche lui alle prese con un infortunio, al prossimo Slam parigino.