Persino Novak Djokovic, il tennista più vincente della storia, a pochi giorni dal compiere 39 anni deve fare i conti con delle ‘prime volte‘. La sconfitta all’esordio degli Internazionali BNL d’Italia 2026 contro Dino Prizmic è un qualcosa di inedito nella strabiliante carriera del recordman serbo, un altro segnale di come anche le più grandi leggende non possano sfuggire all’incedere del tempo. Dall’altro lato della rete sempre più scontri generazionali con avversari che spesso hanno la metà dei suoi anni, variabile cui si aggiungono gli inevitabili acciacchi fisici. “Non parlerò di ciò che ho, spero lo capiate – le parole di Nole dopo il suo match – Non ho avuto una preparazione ideale per Roma. Non ricordo negli ultimi due anni una preparazione a un torneo dove non ho avuto problema. C’è sempre qualcosa con cui devo venire a patti. Ma alla fine è una mia decisione quella di continuare a giocare”.
La consapevolezza di chi non ha più nulla da dimostrare, una classifica che ancora gli sorride (numero 4 del mondo) e persino exploit ancora in canna, come dimostrato nella finale raggiunta agli Australian Open, battendo Sinner in semifinale e strappando il primo set nell’atto conclusivo ad Alcaraz, prima di cedere alla distanza. A preoccupare e sollevare qualche dubbio sulla condizione di Djokovic, però, sono i mesi successivi. Un solo torneo giocato, il Masters 1000 di Indian Wells, e due vittorie stentate prima dell’eliminazione contro Draper.
Poi silenzio radio, fino a Roma. C’era una grandissima attesa per rivedere al Foro Italico il sei volte campione del torneo, il legame straordinario con il pubblico capitolino che non ha mai smesso di incitarlo nel suo complicato esordio. Non è bastato, anche per i meriti di un Prizmic sempre più lanciato verso la top-50, ed è per questo motivo che dopo la ‘prima volta’ di una sconfitta così precoce ci si interroga anche sulla possibilità di una ‘ultima volta‘ di Nole sui campi del Foro Italico.
Il focus si sposta quindi su Parigi. Dopo aver incassato il forfait di Carlos Alcaraz, sarebbe un vero peccato perdere anche Djokovic. L’ex numero 1 ha assicurato di proseguire la preparazione per il secondo Slam stagionale, rinunciando all’Atp di Ginevra, arrivando di fatto in Francia con una sola partita giocata sul rosso e zero vittorie. Prime volte, dicevamo. Come lo sarebbe una rinuncia al Roland Garros, sempre disputato negli ultimi 21 anni dall’esordio nel 2005, torneo in cui vanta 101 match vinti e tre trofei.