Impressioni da Melbourne (5)

Gilles Muller
di Alessandro Nizegorodcew
Le impressioni odierne dagli Australian Open 2015 del direttore Alessandro Nizegorodcew.

I segreti della «vecchiaia». Seppi, Muller, Garcia-Lopez sono solamente gli ultimi esempi di tennisti over 30 che stanno vivendo una fase molto positiva, se non la migliore, dell’intera carriera. Mi chiedo quali siano i motivi e rifletto sulla classica frase: “Avessi avuto 10 anni fa la testa che ho oggi…”. Queste parole possono essere affiancate ai rapporti professionali, sentimentali, così come alle prestazioni sportive. Mi si obietterà che esiste l’ormai molto utilizzato «mental coaching» ed è verissimo. Ma un conto è migliorarsi acquisendo automatismi importanti, controllando le proprie emozioni, ecc. Un altro è migliorarsi grazie alla propria crescita umana e alla inevitabile esperienza. Vivere certi momenti può essere semplice da giovanissimi, a causa e grazie alla propria incoscienza, ma successivamente può diventare un incubo. “Non so perché ma ero tranquillissimo durante tutto il match” – ha dichiarato Seppi dopo l’impresa con Federer. E’ semplicemente una consapevolezza di questo sport, di sè stessi, della maniera in cui giocare in determinati istanti, acquisita dopo anni e anni di tennis, dopo anni di vita vissuti, in campo e non. Seppi, Muller e Garcia-Lopez giocano così, oggi, perché sono diventati sempre più “uomini”. E a 30 anni il fisico regge ancora molto molto bene. Il tennis? Quello inevitabilmente non può che migliorare con la continua pratica. E’ ovvio ed evidente che questo ragionamento va fatto per i giocatori “normali” e non per i campionissimi che hanno sempre dimostrato, sin dai primi anni, di essere predestinati anche dal punto di vista mentale. Nick Kyrgios pare proprio far parte di questa lista.

La crescita di Kei, la solidità di Raonic. La vittoria 6-3 6-3 6-3 di Nishikori su Ferrer è segnale forte di quanto le gerarchie al vertice del ranking Ato siano definitivamente cambiate. Allo stesso tempo chi continua a far bene, anche se rischiando molto con Feliciano Lopez, è Milos Raonic. La coppia nipponico-canadese è ormai consacrata nel gotha del tennis eliminando del tutto la definizione di Fab Four e staccando nettamente i “classici” rincalzi quali Berdych e Ferrer. Quarto di finale tra Wawrinka e Nishikori che sarà fondamentale per una definizione ulteriore al vertice, poiche lo svizzero, perdendo, scenderebbe al numero 10 del mondo a causa dei punti in scadenza della vittoria «down under» del 2014.

Madison Keys, era solo questione di tempo. Si parla tanto della giocatrice statunitense in questi giorni, dopo la bella vittoria sulla Kvitova e la prova del 9 superato contro Madison Brengle. La Keys, ancora giovanissima, è la dimostrazione vivente che, talento a parte, per far parte dell’elite mondiale del tennis bisogna abituarsi a giocare a quel livello. Sono già due anni infatti che la diciannovenne di Rock Island chiude nelle Top-40 la stagione, ma grandi exploit, legati a una certa continuità, mancavano del tutto. Si può essere grandi talenti ma il tempo è necessario per tutte. E questo vale anche per la nostra Camila Giorgi, che nel 2015 è al secondo vero anno nel circuito senza infortuni.

Garbine Muguruza

Serena si vendica, ma Muguruza vincerà uno Slam. L’ho già scritto ma lo ripeto. Se mi chiedessero chi vincerà un torneo dello Slam nei prossimi 3 anni, tra le giocatrici che ancora non vi sono riuscite, il mio sarebbe Garbine Muguruza. Serena si è vendicata del match del Roland Garros 2014, al quale ebbi la fortuna di assistere dal vivo sul Suzanne Lenglen. E lì, in quello splendido stadio, mi innamorai perdutamente di Garbine. Deve migliorare alcuni dettagli, alcuni piuttosto rilevanti, ma a breve sarà devastante oltre che Top-10. Stanotte la Muguruza avrebbe perso davvero con poche…

 

Leggi anche:

    None Found