Buona la prima per Luciano Darderi al Masters 1000 di Madrid: l’azzurro ha superato Juan Manuel Cerundolo, al con un convincente 6-1 6-3 in appena 1 ora e 18 minuti. Un successo tutt’altro che scontato, considerando che l’argentino si era imposto nell’ultimo precedente, disputato due mesi fa all’ATP 500 di Rio de Janeiro.
GIOCO DI TESTA
Ne ha parlato subito dopo la partita in zona mista, definendola come una sfida complicata dal punto di vista mentale: “L’ultima volta avevo perso contro di lui a Rio qualche mese fa, quindi mentalmente non era facile“, ha spiegato. “Non mi aspettavo un punteggio così netto, perché la partita poteva girare in qualsiasi momento. Ero un po’ agitato, soprattutto nei momenti importanti: per esempio, nel secondo set ero avanti di un break e ho avuto un’occasione per allungare, ma non volevo assolutamente perdere due volte di fila contro di lui“.
Un successo che dà morale, soprattutto dopo un inizio di stagione su terra non proprio positivo: “Sono stato sempre concentrato e questo mi rende orgoglioso. Venivo da tornei come Montecarlo e Monaco di Baviera in cui avevo perso un po’ la testa, mentre oggi sono riuscito a restare sul match praticamente dall’inizio alla fine. Anche al servizio ho fatto molto bene, ed è un aspetto fondamentale. Sono davvero felice di essere per la prima volta al terzo turno qui“.
SAPER GESTIRE I MOMENTI POSITIVI
Risultati recenti che, però, non cambiano la sostanza del 2026 di Darderi fino a questo momento: “È facile abituarsi male quando si inizia a vincere”, osserva l’azzurro. “Ho fatto semifinale a Marrakech e secondo turno a Monaco: a questi livelli non sono risultati negativi, ma ho perso anche partite contro giocatori più indietro in classifica. Oggi però il livello è altissimo: puoi battere chiunque e perdere con chiunque, anche contro giocatori che arrivano dai Challenger. Bisogna essere pronti ogni settimana“.
L’obiettivo, infatti, è arrivare al meglio nei grandi appuntamenti: “Devo restare sempre carico e farmi trovare pronto quando arriveranno i tornei più importanti, come i Masters 1000 o gli Slam. Quello è il punto chiave“.
CAMBIO DI PROSPETTIVA
Rispetto al passato, è cambiato anche il livello di ambizione: “Due anni fa magari facevo semifinale a Marrakech ed ero contento, oggi invece voglio vincere quei tornei. Non è facile gestire questo cambiamento, ma ho iniziato bene la stagione con la vittoria in Cile e i risultati in Sud America mi hanno dato fiducia. Ho fatto molti più punti rispetto all’anno scorso e questo aiuta“.
L’ingresso in top 20 rappresenta un traguardo importante, ma anche un nuovo punto di partenza: “Un po’ di pressione è normale, ma il mio obiettivo è migliorare ancora e provare ad arrivare in top 10 entro fine anno”, rivela l’italo-argentino. “Servono lavoro, tempo e anche un pizzico di fortuna, che però bisogna andarsi a cercare. Se qualche anno fa mi avessero detto che sarei stato qui, non ci avrei creduto. Per questo bisogna continuare a spingere senza porsi limiti“.
Darderi evidenzia anche l’importanza dell’equilibrio fuori dal campo: “La vita del tennista non è semplice, si viaggia tanto e si sta fuori casa per gran parte dell’anno. Avere un buon team accanto è fondamentale, soprattutto dal punto di vista mentale“.
CERUNDOLO A MADRID… PARTE DUE
Infine, uno sguardo al prossimo match, che sarà ancora contro un Cerundolo: “Sarà una bella sfida, con Francisco siamo anche amici quindi non è mai semplice affrontarsi. L’ultima volta ho perso contro di lui a Buenos Aires in finale, quindi sarà una sorta di rivincita. Qui a Madrid ha già fatto molto bene, quindi mi aspetto una partita dura. Io cercherò di dare il massimo: oggi ho ritrovato fiducia e voglio continuare così“.