Parte bene l’avventura di Lorenzo Musetti al Masters 1000 di Madrid. L’azzurro supera per 6-4 7-6(3), in 1 ora e 49 minuti, Hubert Hurkacz e avvia nel migliore dei modi il suo cammino, con l’obiettivo di difendere la semifinale raggiunta nel 2025, quando fu sconfitto da Jack Draper.
Buone indicazioni per Musetti, apparso più convinto del solito sotto la guida di Jose Perlas in questa settimana. Un match in cui non sono mancati i momenti di difficoltà, anche per merito di un Hurkacz solido, capace di non farsi sorprendere dalle traiettorie tagliate e arrotate dell’azzurro. Musetti ha però mostrato un tennis propositivo, ordinato e paziente, costruendosi il punto con calma negli scambi lunghi.
L’azzurro è stato bravo a sfruttare le occasioni e a gestire i momenti più delicati: dal piccolo passaggio a vuoto nel primo set fino alle quattro palle break annullate nel secondo, tra cui due set point sul 5-6 in favore del polacco. Per Musetti, alla quinta sfida contro Hurkacz, arriva così l’accesso al terzo turno, dove affronterà Tallon Griekspoor.
LA PARTITA
Parte forte Lorenzo Musetti, che nel game d’apertura conquista subito il break. Nel gioco successivo è bravo ad annullare ben quattro palle del controbreak. Nel quinto game arriva un secondo break, anche grazie a qualche errore gratuito di Hubert Hurkacz, e l’azzurro allunga. Un piccolo passaggio a vuoto nel corso del set consente al polacco di recuperare uno dei due break, ma nel decimo gioco Musetti mantiene la calma e chiude al primo set point. Un parziale che rischiava di complicarsi, ma che l’azzurro gestisce con maturità, archiviandolo 6-4 in 44 minuti.
Nel secondo parziale è Hurkacz a partire meglio. Il polacco fronteggia tre palle break nel terzo game, che avrebbero potuto indirizzare il set in favore di Musetti, ma riesce ad annullarle e a restare avanti. È poi l’azzurro a soffrire maggiormente nei turni di battuta, mentre Hurkacz gestisce con più tranquillità i propri game, spesso senza concedere punti. Il numero 9 del mondo annulla due palle break nel sesto gioco e, soprattutto, cancella due set point nel dodicesimo game, salvandosi con il servizio e trascinando il parziale al tie-break. Nel momento decisivo, l’azzurro alza il livello, la difesa fa la differenza e chiude per 7 punti a 3.