“Provengo da una famiglia rigida che impartiva regole ferree, con il tempo nel tour ho imparato ad essere più empatica e ad aprirmi con le mie colleghe, bilanciare questi aspetti mi ha aiutato molto”. Queste le parole di Francesca Schiavone, vincitrice del Roland Garros nel 2010 e prima giocatrice italiana a trionfare in un torneo Major, a ”Love All Podcast” (prodotto da Served Media, il gruppo media creato da Andy Roddick) della sua amica Kim Clijsters, anche lei ex tennista e quattro volte campionessa Slam.
Dopo aver appeso la racchetta al chiodo, la milanese è diventata allenatrice e ha aperto lo Schiavone Tennis Lab, accademia tennistica dove aiuta a crescere atleti sia dal punto di vista fisico che mentale. Da tre anni a questa parte ha preso sotto la sua ala la giovane diciottenne Lilli Tagger, tra i migliori prospetti del tennis femminile. Dopo un’iniziale periodo di conoscenza sul campo e non, ha intravisto in lei le potenzialità di una futura campionessa: “Alex Vittur (manager di Jannik Sinner ndr) l’ha portata da me per capire se potessimo collaborare. Sin dall’inizio apprendeva gli insegnamenti molto velocemente, era un purosangue. Dopo un po’ ho voluto osservare se fosse pronta per giocare tornei e sentire la pressione, lo era. Sono soddisfatta di come stia procedendo la sua crescita”.
Il “Fenomeno Sinner” e l’importanza del riposo
Schiavone ha avuto la possibilità di osservare un giovane Jannik Sinner mentre era solo agli albori del suo lungo e luminoso percorso, ma è stata colpita sin da subito. Elogia, inoltre, la sua capacità di trainare l’intero movimento, stimolato da un esempio del genere: “Ho visto Jannik quando aveva 15 anni e sono rimasta impressionata. I grandi campioni come lui spingono gli altri ragazzi italiani a dare sempre di più e sperare di arrivare in alto”.
Uno degli aspetti su cui l’azzurra si concentra maggiormente nel confronto con i suoi ragazzi è la gestione del riposo, situazione spinosa per i giovani, ancora poco esperti quando si tratta di staccare la spina: “I miei ragazzi sono piuttosto responsabili, sanno quando utilizzare il telefono e quando no. Però hanno bisogno di comprendere che in alcune situazioni devono rilassarsi e riposarsi. Il recupero, anche a livello mentale, è fondamentale”.