Sciolinare attentamente la racchetta

di - 12 Aprile 2014

 

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di Sergio Pastena

Si faranno a settembre e, fino a qualche anno fa, questi erano i giorni in cui noi tifosi italiani imprecavamo contro la sorte, perché erano quelli in cui l’urna decideva Spagna o Svizzera e ci comunicava qualcosa come “Salvo miracoli, per un altro anno niente World Group”. Quest’anno negli spareggi non ci saremo, ma in quegli stessi giorni giocheremo le semifinali: andiamo a vedere però quali sfide sono uscite. E visto che si giocano a settembre e prevedere qualcosa non è possibile, affidiamoci alle reazioni a caldo e alla cabala.

India-Serbia

Bhupathi ha twittato semplicemente l’esito del sorteggio e un sorrisino, rendendosi subito dopo disponibile per lo spareggio. Perché dopo l’ultima volta, in India, c’è voglia: tanta voglia. Quale ultima volta? Beh, quella del 2011, quando gli indiani sembravano destinati a farsi massacrare dalla Serbia di Troicki e Tipsarevic e invece per due giorni gli resero la vita un inferno: prima Bopanna che costringe Troicki al quinto, poi Devvarman che spazza via Tips in tre set, quindi un doppio meno forte del solito causa assenze di Paes e Bhupathi che costringe Bozoljac e Zimonjic a patire per quattro set. Vinsero i padroni di casa, ma quanta sofferenza!

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Ecco, ora gli indiani giocano in casa e, Djokovic o non Djokovic, vogliono provarci sfruttando il sostegno del pubblico e, chissà, magari tornando su quell’erba che manca dal 2008 ma per gli indiani in passato è sempre stata un marchio di fabbrica. Il sogno è la prima vera vittoria, visto che i precedenti dicono 2-1 per i serbi ma includono un successo degli indiani sulla Yugoslavia nel 1927 che, francamente, va bene solo per le statistiche e per farci il brodo.

Precedenti: Serbia 2-1

Brasile-Spagna

Un tempo sarebbe stato un partitone, oggi grosso modo sembra un confronto tra Davide e Golia. Pensate solo che i tennisti brasiliani hanno fatto a gara per trovare il bicchiere mezzo pieno: dal “Se non altro giochiamo in casa” di Andre Sa al “In compenso ospitiamo un grande evento” di Bruno Soares. Eppure l’ultima volta tra i due team è stata quindici anni fa e ha visto i sudamericani sbancare una Spagna fortissima (la Spagna è SEMPRE fortissima) a Lerida. Piccolo dettaglio: da un lato c’erano Moya e Corretja, ma dall’altra parte del campo imperava un Guga Kuerten al meglio, sulla terra ingiocabile per chiunque.

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Il problema grosso, per i brasiliani, è che non solo non hanno più un Top Ten da un po’, ma al momento gli manca anche il classico outsider che, sfruttando il fattore campo, può andarsela a giocare alla pari con i Top Ten. Bisognerà vedere come starà Bellucci a settembre, ma l’ottimismo è un lusso che i carioca non possono permettersi.

Precedenti: Spagna 5-2

Israele-Argentina

Tie molto più insidioso di quel che sembra per gli ospiti, che dopo aver mancato per anni la coppa pur avendo a disposizione Del Potro e Nalbandian, ora si trovano a boccheggiare nella speranza di rimanere nel World Group. Juan Martin non sta bene, la Nalba si è ritirata, Monaco non è più in condizioni da Top Ten e così via. Gli israeliani nemmeno sono al meglio, almeno non nelle condizioni che li portarono alle semifinali di Davis, ma restano come sempre una squadra compatta e che si gioca tutti i punti: da Sela che ha esperienza, a Weintraub che in coppa si trasforma per arrivare al doppio Erlich/Ram che se la gioca davvero contro chiunque.

Curiosità: i due precedenti dicono in totale 8 match a 0 per gli argentini con soli due set portati a casa dagli israeliani. Il più recente è del 1990, quando il tennis in Israele significava Mansdorf+Bloom: ottimi giocatori, ma non gli bastò per riuscire a strappare un solo parziale agli avversari. Stavolta, però, per la prima volta giocheranno in casa.

Precedenti: Argentina 2-0

Canada-Colombia

Il problema non è l’enorme crescita dei canadesi, né tanto meno la mancanza del pubblico calorosissimo di casa (che comunque si farà sentire). Il problema è che quando la Colombia va a giocare in Canada la superficie scelta dai padroni di casa è grosso modo “Carpet sciolinato con substrato di molle Eminflex e palle in gomma arabica”. Mettendola così, potrete capire come la cosa si metta male per Falla e Giraldo, entrambi giocatori con un record sul duro molto peggiore di quello sulla terra. Una possibile opzione potrebbe essere quella di Alejandro Gonzalez, terzo turno a Indian Wells strappando un set a Djokovic, ma sperare che possa rovesciare da solo Raonic e Pospisil è quanto meno azzardato.

I precedenti dicono 5-4 per i canadesi, che sono anche gli unici ad aver messo a segno il colpaccio in trasferta in passato: accadde nel 1994, quando andarono a sbancare il circolo El Rancho di Bogotà al termine di tre giorni combattutissimi. E sissignori, c’era Daniel Nestor…

Precedenti: Canada-Colombia 5-4

Usa-Slovacchia

“Slovacchia in uno spareggio? L’ho ammazzata”. Il trucco del tweet di Mardy Fish è nell’uso del plurale: c’era infatti anche lui nel 2002 ad Oklahoma City, quando gli slovacchi presero cinque pere una delle quali ad opera sua e di James Blake. L’anno dopo si replicò in Slovacchia e il confronto fu più equilibrato, con Fish che portò a casa un singolare decisivo contro Kucera dopo che Hrbaty aveva steso Roddick nel primo tie. Ed era un play-off.

Fish

Tempi belli, si direbbe. Oggi gli slovacchi hanno buoni interpreti come Klizan e Lacko e se la cavano alla grande, ma andare a battere gli americani in trasferta appare fuori dalla loro portata. E poi, sarebbe davvero il punto più basso della storia degli States, che da quando esiste il World Group non l’hanno mai abbandonato. Insomma, c’è materiale a sufficienza per cominciare a grattarsi.

Precedenti: Usa 2-0

Australia-Uzbekistan

Gente allegra, sarà uzbeka. O quanto meno ci vuole tanto spirito per sopportare un filotto di sette spareggi per il World Group persi di fila, che visto il sorteggio sembrano destinati a diventare otto. Colpa del raggruppamento asiatico: quando australiani e giapponesi sono nel World Group, gli uzbeki se la giocano e spesso riescono a raggiungere inaspettati spareggi salvo poi perderli miseramente.

L’anno scorso, sempre con gli australiani ma in casa, sembrava poter essere una buona occasione: il 3-1 preso a Ramangan riportò sulla terra la repubblica ex russa, che pure lottò strenuamente andando vicina a portarsi sul 2-1 nella seconda giornata. Istomin non sembra avere spalle abbastanza forti per il one-man-show, il doppio non sempre porta punti e finisce che si rischia anche con la Cina. Figuriamoci con l’Australia.

Precedenti: Australia 2-0

Ucraina-Belgio

Comincia all’insegna dell’allegria, con Stakhovsky e Darcis che parlano di rivincita. La rivincita, in questo caso, sarebbe degli ucraini che nel 2009 figurarono benissimo a Charleroi ma uscirono ugualmente sconfitti contro i belgi. Belgi che, per inciso, non sono più gli stessi: Darcis c’è sempre, ma Olivier Rochus non è più come ai bei tempi e, soprattutto, manca tale Xavier Malisse.

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Insomma, gli ucraini ci credono e fanno bene: per la prima volta nella loro storia potrebbero ritrovarsi nel World Group e, diciamola tutta, hanno decisamente pescato il jolly, la squadra che tutte le aspiranti all’elite avrebbero voluto incontrare. Perché, con tutto il rispetto, il Belgio negli ultimi anni ha perso tantissima forza e se la pena da scontare è stata un solo anno di Group I è perché ha pescato quattro degli ultimi cinque spareggi in casa. Stavolta si gioca in Ucraina: per Darcis e compagni non sarà facile.

Precedenti: Belgio 2-0

Olanda-Croazia

Neanche gli olandesi possono lamentarsi. Certo, la Croazia ha Cilic ed è avversario per niente facile, ma con le possibili opzioni che c’erano in giro è meglio fare buon viso a cattivo gioco ed accontentarsi di un sorteggio tutto sommato non troppo scorbutico.

Haase e compagnia non hanno precedenti contro i croati, strano ma vero. L’opportunità di confermare in casa un World Group riacciuffato dopo quattro anni di assenza, tuttavia, è davvero ghiotta anche se gli ospiti partono comunque favoriti. A dirla tutta per i croati è stato più difficile il colpo in Polonia, poi rivelatosi meno ostico del previsto grazie all’incredibile exploit di Borna Coric contro Janowicz. Insomma, ci si crede eccome da entrambe le parti.

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