“Sono orgoglioso di me per la vittoria di oggi. È stata una battaglia durissima”. Così Lorenzo Musetti ha commentato in conferenza stampa il successo al terzo turno, che gli ha permesso di conquistare per la prima volta in carriera l’accesso agli ottavi di finale dell’Australian Open. Un match complesso, vinto contro Tomas Machac.
“Non è stato facile – ha spiegato Musetti – ho dovuto girare la partita facendo leva sulle mie qualità fisiche e cambiando spesso modo di giocare, anche per via del caldo e delle condizioni difficili. Prima non riuscivo a comandare lo scambio, poi ho iniziato a muovermi meglio, a giocare meglio e a spingere di più. Sentire sempre meglio il dritto è stata probabilmente la chiave che mi ha aiutato nel match”.
LE CONDIZIONI AMBIENTALI
Una giornata complicata anche dal punto di vista ambientale: la partita, iniziata outdoor nel corso della notte italiana, si è poi trasformata in un match indoor con la chiusura del tetto, resa necessaria dalle temperature elevate. “Dopo la chiusura del tetto è diventato un po’ freddo, con l’aria condizionata accesa. È stato un grande cambiamento, da un estremo di molto caldo a uno di freddo. La palla rimbalzava più bassa e credo che questo cambio di condizioni abbia aiutato il mio avversario a trovare energie anche nella parte finale”, ha raccontato l’azzurro.
Musetti ha però sottolineato la capacità di restare concentrato: “Ho cercato di non pensarci, di rimanere sul mio e di focalizzarmi su quello che dovevo fare, sul piano che avevamo preparato prima della partita. Alla fine è andata bene”.
LE REGOLE DELLA HEAT RULE
Interrogato sull’eventuale ingiustizia di giocare una parte del match outdoor e una indoor, mentre altri giocatori hanno il beneficio di scendere in campo direttamente al coperto, Musetti è stato chiaro: “Sono situazioni che non possiamo controllare. Abbiamo giocato praticamente tutto il match con il caldo e poi, una volta chiuso il tetto, c’era meno caldo ma più freddo: è stata comunque una situazione impegnativa. Se c’è una regola, va accettata. Ci atteniamo alle regole. Non credo sia una situazione ingiusta: ho finito, ho vinto la mia partita, ho tempo per recuperare. Poi ogni giocatore deve essere bravo a recuperare con il tempo che ha a disposizione”.
IL TRIO ITALIANO
In chiusura, il riferimento al momento storico del tennis italiano: “Sono davvero orgoglioso di fare parte di questo trio di italiani agli ottavi di finale. Per me è la prima volta alla seconda settimana qui a Melbourne e sono davvero felice. Vuol dire tanto non solo per noi, ma per tutto il movimento tennistico italiano e per il nostro Paese”.
