È Valentin Vacherot l’avversario di Lorenzo Musetti in secondo turno al Masters 1000 di Montecarlo: l’idolo di casa, l’eroe del Principato di Monaco. Il giocatore che ha scritto il nome del proprio Paese nell’albo d’oro dei campioni Masters 1000 lo scorso autunno, quando ha vinto, contro ogni pronostico immaginabile, il torneo di Shanghai.
Vacherot è tornato al torneo di Montecarlo e lo ha fatto senza bisogno di un invito, avendo guadagnato pienamente il diritto di parteciparvi grazie alla classifica, che questa settimana lo vede alla posizione numero 23. Il suo percorso, diversamente da altri giocatori monegaschi nati e cresciuti in Francia, ha lasciato molte tracce sui campi del Principato. È il prodotto di una nazione che non avrebbe mai immaginato un tale successo: una nazione che, dal punto di vista prettamente tennistico, è pensata per accogliere giocatori da ogni parte del mondo, affinché possano trovarvi casa. La motivazione più grande per Vacherot sta proprio nell’inversione di questa tendenza, nel farsi simbolo di un Paese.
Capiamo, quindi, che la frase “sceglierei di vincere il torneo di Montecarlo piuttosto che qualsiasi altro Grande Slam”, pronunciata dallo stesso Vacherot, non è un’esagerazione, ma una sincera manifestazione di affetto nei confronti di casa sua.
Parlando di quella che ogni anno, sin da giovanissimo, è stata la trepidante attesa del Masters 1000 di Montecarlo, ha detto: “Montecarlo è sempre stata la mia settimana preferita dell’anno. L’unica cosa che facevo era aspettare di giocare questo torneo. Mio fratello, che per molto tempo è stato intorno al 200º posto nel ranking, riceveva inviti per giocarlo, e io pregavo affinché la settimana del torneo coincidesse con le mie vacanze. Volevo essere presente all’evento dalle 9 del mattino alle 7 di sera, guardare tutte le partite e ottenere tutti gli autografi possibili”.
La sensazione di giocare in casa, su campi che conosce fin da bambino, è impareggiabile per Vacherot: “Non tutti i giocatori possono dirlo”, osserva il monegasco. “Uno dei dieci tornei più importanti dell’anno si gioca a casa mia, nel mio club, in un luogo dove sono stato sin da quando avevo 6 o 7 anni. È come se tutto il mondo venisse a casa mia: negli spogliatoi in cui cammino ogni giorno, nel parcheggio dove parcheggio ogni giorno… Vedo come il club si prepara per un Masters 1000 e mi sento come un bambino, è fantastico”.
Nonostante non ci siano state altre vittorie clamorose come al Masters 1000 di Shanghai 2025, Vacherot valuta positivamente il suo inizio di stagione: “Sento di essere molto costante. Non ci sono state grandi vittorie, ma nemmeno brutte sconfitte. Sono soddisfatto”.