Australian Open 2026, l’ambizione di Jovic: “Contro Sabalenka non mi sento troppo sfavorita”

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Iva Jovic - Foto Javier Rojas/PI via ZUMA Press Wire/Shutterstock

I quarti di finale raggiunti all’Australian Open 2026 potrebbero essere i primi di tanti per Iva Jovic, che dopo il successo ai danni di Jasmine Paolini si è ripetuta contro la kazaka Yulia Putintseva, rifilandole un netto 6-0 6-1. Intervenuta in conferenza stampa, ha commentato: “Ho decisamente superato le mie speranze e aspettative per questo torneo. Penso di essere migliorata molto e di essermi evoluta molto come giocatrice e come persona rispetto a dodici mesi fa“.

Tornare con i piedi per terra è stato un po’ difficile perché in uno Slam ci sono un sacco di persone e cose al di fuori del tennis, come i media e i tifosi. Quello che ho fatto è cercare di concentrarmi sulla prossima partita, consapevole che c’è ancora molto lavoro da fare – ha aggiunto l’americana, per poi parlare della sua prossima avversaria Aryna Sabalenka – Sono emozionata. Non potrei chiedere di meglio di un quarto di finale Slam contro una delle migliori giocatrici al mondo. Spero che il livello che sono stata in grado di raggiungere sia sufficiente“.

Ciò che denota le ambizioni di Jovic è però la sua risposta quando le è stato chiesto se giocherà senza nulla da perdere: “Sinceramente no. Non ho la sensazione di essere troppo sfavorita perché non mi sembra di aver giocato al di fuori del mio livello abituale. Venivo da altri due tornei in cui giocavo tutti i giorni e vincevo un sacco di partite e il livello che sto mostrando in questa settimana non è poi così diverso da allora“.

Infine, la diciottenne della California ha parlato dell’importanza del ruolo di suo padre, nel suo gioco d’attacco ma non solo: “È stato soprattutto lui a insegnarmi lo stile di tennis che voleva che giocassi. Non è un allenatore vero e proprio, ma credo che mi abbia inculcato la mentalità giusta. Penso che sia uno dei miei più grandi sostenitori e crede sempre che io possa vincere, a prescindere dall’avversaria o dall’importanza della partita. Sono molto fortunata ad avere una famiglia che non mi vede solo come una tennista, ma vuole che io sia felice. Vogliono che giochi a tennis perché mi piace, non perché diventi una grande star“.

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