“Mi sono dovuto adattare a un avversario dal grande servizio, ma sono soddisfatto di come mi muovo e di come colpisco la palla. Non vedo l’ora della prossima partita”. Novak Djokovic, dopo la vittoria al secondo turno dell’Australian Open 2026 contro Francesco Maestrelli (6-3 6-2 6-2), si è detto più che soddisfatto per le sensazioni avute in campo e pronto per il prossimo round. Scavalcata la quota delle cento vittorie anche all’Happy Slam, il 24 volte campione Major se la vedrà ai sedicesimi di finale con Botic van de Zandschulp.
L’ASPETTO TECNICO E I CONSIGLI DAL PROPRIO ANGOLO
Nel corso della conferenza stampa tenuta dopo la gara con l’azzurro, Nole si è soffermato sui vari aspetti e accorgimenti tecnici su cui deve porre attenzione un veterano del circuito come lui: “Sì, voglio dire, cerco sempre di lavorare con uno scopo. Ho avuto una off-season più lunga, come quella precedente. Quando hai più tempo, ovviamente cerchi di analizzare il tuo gioco e i diversi elementi che puoi davvero migliorare. Altrimenti, qual è il senso?
Qual è il senso di competere e scendere in campo senza cercare davvero di essere migliore rispetto alla stagione precedente? È il tipo di mentalità che cerco di coltivare. È ciò che mi permette di giocare al livello più alto a questa età. Sono felice che il lavoro fatto nella off-season stia dando i suoi frutti. È solo l’inizio del torneo. Ovviamente non ho giocato tornei di preparazione. Sono molto contento di riuscire a giocare in questo modo, considerando la mancanza di partite competitive per più di due mesi. Finora è stato tutto positivo, segnali positivi, ma ovviamente devo continuare così”.
E non ha dimenticato di sottolineare l’importanza di avere un valido allenatore al proprio angolo, oltre che uno staff presente anche dopo tanti anni nel tour: “Penso che tu abbia sempre bisogno almeno di un paio di occhi a bordo campo, se non due o tre, che conoscano il tennis, che abbiano competenze diverse e angolazioni diverse nel vedere il tuo gioco e quello dell’avversario.
Ovviamente conosco molto bene il tennis, ma sento che il ruolo dello staff tecnico non riguarda solo l’osservazione da bordo campo di come ti muovi, di come giochi, degli aspetti tecnici o biomeccanici, ma anche di come ti senti, aiutandoti a gestire le emozioni giorno dopo giorno. Penso che il team di allenatori, fisioterapisti e preparatori atletici sia lì per fornirti il supporto necessario per eccellere nella prestazione e anche per trovare soluzioni durante la partita, quando sei sopraffatto da quello che sta succedendo e a volte non riesci a pensare con chiarezza. È per questo che ti rivolgi al tuo team, chiedi una guida e le loro osservazioni, che possono essere molto utili”.
HAPPY SLAM, TRA RECORD E PROBLEMI
Il trentottenne di Belgrado, da grande esperto del tour, ha fornito poi un’analisi sulla situazione attuale dello Slam australiano, tra record di pubblico e problemi di sovraffollamento e commercializzazione, una situazione ben diversa rispetto alla sua prima partecipazione qui in Australia più di venti anni fa: “Avere troppa gente in questo o in qualsiasi altro torneo di tennis è un problema molto bello da avere. Ci sono problemi decisamente peggiori. Penso che ogni torneo voglia battere record di presenze e vendite di biglietti. È quello che ho sentito dire quest’anno e negli ultimi anni per la maggior parte degli Slam e dei tornei. È un buon segnale.
Ovviamente vogliamo più attenzione, più persone che vengano a vedere il tennis dal vivo, che lo seguano in streaming, eccetera. Non conosco ovviamente le possibilità di espandere ulteriormente le strutture o meno, non sono familiare con questa dinamica. Ma mi piace quello che ho visto nell’evoluzione di questo torneo. Mi piace quando un torneo coltiva una mentalità di miglioramento continuo, di voler fare sempre meglio in termini di strutture, offrendo condizioni migliori per allenarsi, giocare e recuperare. È quello che ho visto qui”.
E non è mancato il riferimento alla partita del primo turno femminile di Alex Eala, che, sommersa dal supporto della comunità filippina, ha creato scompigli e problemi di accesso al campo: “Ho visto l’altro giorno la situazione con Alex Eala, di cui si è parlato molto, ed è comprensibile. È una giocatrice che arriva dalle Filippine, un Paese grande, con grande interesse, ed è la miglior tennista di sempre di quella nazione. Situazioni del genere accadono.
Si può dire che forse la programmazione non sia stata ideale, che si potesse giocare su un campo più grande, sì, ma è molto giovane ed è agli inizi. Nei primi turni il programma è molto fitto, i campi principali sono occupati dai grandi nomi ed è difficile gestire tutto. Ancora una volta, è un bel problema da avere. Immaginiamo se invece mancasse il pubblico o se gli spalti fossero vuoti: quello sì che sarebbe un problema più grande. Questo, invece, è fantastico”.
