“Ho iniziato a sentire che qualcosa non andava all’inizio del secondo set. C’era qualcosa di strano nella mia gamba destra. Ho continuato perché stavo giocando davvero bene, ma sentivo che il dolore aumentava e il problema non si risolveva. Alla fine, quando ho chiesto il medical time-out medico sono rimasto seduto per tre minuti e quando ho ricominciato a giocare sentivo ancora più dolore“. Questa l’analisi di Lorenzo Musetti, intervenuto in conferenza stampa dopo il ritiro nei quarti dell’Australian Open 2026 contro Novak Djokovic.
“Abbiamo fatto tutti i test prima di iniziare la stagione per cercare di prevenire questo tipo di infortuni e non è venuto fuori nulla. Onestamente non ho parole per descrivere come mi sento adesso e quanto sia difficile per me questo infortunio in questo momento” ha proseguito Musetti, visibilmente deluso. In seguito ha azzardato una diagnosi: “Sento di conoscere il mio corpo e personalmente sono abbastanza sicuro che si tratti di uno stiramento. Non sono un medico, ma potrebbe essere l’adduttore. Ovviamente, farò tutti gli esami quando tornerò a casa e vi aggiornerò“.
Le sensazioni nel match con Djokovic
Se questo epilogo ha fatto così tanto male è anche per l’andamento del match: “Onestamente, non avrei mai immaginato di essere in vantaggio per due set a zero contro Novak e di giocare in quel modo. Ho giocato quasi tutto il secondo set con il dolore ma potevo andare avanti, soprattutto perché il servizio mi stava aiutando molto e sentivo la palla piuttosto bene, quindi riuscivo a spingere da fondo. Ma non appena mi sono seduto per tre minuti, rimanendo a lungo nella posizione di attesa, il dolore ha iniziato immediatamente ad aumentare. In seguito non riuscivo a tornare al centro e poi ho iniziato a non riuscire davvero a giocare. Non c’era modo di proseguire“.
Infine, nonostante le apparenti similitudini, l’infortunio non sembra essere lo stesso accusato nella semifinale dello scorso Roland Garros contro Alcaraz: “Era la stessa gamba, ma non credo che sia allo stesso punto. Però è difficile dirlo ora“.
