“Sono davvero felice della mia prestazione oggi. Sono partita giocando molto bene, servendo bene, ho recuperato il break e sono riuscita a chiudere in due set. Credo di aver mostrato una buona resilienza mentale nel finale, senza frustrarmi, e sono davvero contenta di tutto quello che ho fatto oggi”. Jessica Pegula continua a incantare. La statunitense, dopo la vittoria ai quarti di finale dell’Australian Open 2026 sulla connazionale Amanda Anisimova 6-2 7-6(1), ha mostrato – nella conferenza stampa tenuta dopo il match – tutta la sua emozione e un sorriso a trentadue denti per la prima semifinale raggiunta all’Happy Slam. Sul suo cammino ora ci sarà Elena Rybakina, vincente in due set contro Iga Swiatek.
“Sapevo che sarebbe stata una sfida ardua – afferma la numero 6 del seeding –, ma mi sono affidata molto alla strategia e al lavoro fatto con il mio team per tirarmi fuori nei momenti difficili. Amanda sta sicuramente giocando meglio e la sua resistenza negli scambi è aumentata. Sono contenta di aver seguito il mio piano di gioco e di aver colto alcuni aspetti che mi hanno aiutata”.
LA FORZA DI PEGULA
L’aspetto che più caratterizza la trentunenne di Buffalo è senza dubbio la perseveranza e la costanza nel lavoro, qualità sottolineate dalla stessa Anisimova: “Non mi faccio prendere troppo dalle emozioni. Da lì nasce la mia stabilità. È anche una questione di maturità. Negli ultimi quattro o cinque anni sono riuscita a portare questa parte di me in campo, migliorando il mio gioco e la mia testa. Voglio sempre migliorare, lavorare su cose nuove e dimostrare che posso fare anche cose che magari altri pensano non possa fare. Il mio modo di vedere il gioco è diverso da quello di molti ed è un mio punto di forza. Negli ultimi anni ho puntato molto su stabilità, durezza mentale e calma in campo, e cerco di valorizzarle”.
E ciò si riflette anche fuori dal campo: “Sì, non mi arrabbio molto e supero le cose in fretta. Posso arrabbiarmi, ma il giorno dopo sono già oltre. È proprio la mia personalità: non sono molto ansiosa né irascibile”.
LA QUESTIONE DELLA PRIVACY
Anche la numero 6 del mondo è intervenuta sulla questione relativa alla mancanza di privacy delle giocatrici, facendo riferimento all’episodio che ha coinvolto Coco Gauff, immortalata mentre spaccava la racchetta dopo i quarti di finale persi contro Elina Svitolina, e sottolineando quanto sia pressante sapere di essere costantemente osservate: “Non sono una fan delle telecamere. Non si può lasciare alle ragazze un momento per conto loro. Sei filmato ovunque: nei corridoi, in palestra. Coco aveva ragione: l’unico posto senza telecamere è lo spogliatoio, ed è assurdo. La gente zooma sui telefoni delle giocatrici, è un’invasione della privacy. Bisogna ridurre tutto questo. Ti senti sempre sotto un microscopio. Poi la gente pubblica tutto online, spesso fuori contesto. Sono momenti che dovrebbero restare privati. Non mi piace per niente”.
IN VISTA DELLA SFIDA CON RYBAKINA
Infine, si è lasciata andare a qualche parola in vista della sua prossima sfida contro Elena Rybakina, il settimo incrocio tra le due, al momento in perfetta parità sul 3-3: “L’ho appena affrontata alle WTA Finals a Riyadh. Sta giocando un gran tennis. Sarà durissima: chi serve come lei è sempre in partita, e non solo al servizio ma anche in risposta e da fondo campo. Devo rivedere cosa ho fatto lì e capire cosa cambiare. Abbiamo giocato un match molto equilibrato in Arabia Saudita”.
