Roberto Bautista-Agut, lo spagnolo poliedrico

di - 30 Novembre 2014

Roberto Bautista-Agut

di Michael Braga

L’ingresso nella top 15 da parte di Roberto Bautista Agut ha stupito molti addetti ai lavori ma è un risultato strameritato per un ragazzo serio, dedito al lavoro, che ha saputo nel giro di due anni migliorarsi in ogni suo aspetto, portando a casa partite importanti e ben due titoli nel solo 2014, ottenuti su superfici diverse. E’ questo il dato che impressiona maggiormente: la duttilità, la capacità straordinaria di adattamento alle diverse condizioni di gioco, siano esse dettate da fattori esterni come il terreno o il clima, che dall’avversario.

Il suo gioco, paradossalmente, si adatta meglio sul cemento e sull’erba più che sulla terra rossa, suolo estremamente amico solitamente ai tennisti iberici, anche se pure sul mattone tritato ha saputo raggiungere importanti risultati: spicca la semifinale ottenuta nel master 1000 casalingo, a Madrid, oltre che il successo a Stoccarda. Altro picco dell’anno la vittoria sulla velocissima erba di S’Hertogenbosch. In Olanda Bautsita non solo ha dimostrato di poter raccogliere punti in ogni momento nell’anno, ma di sapere anche gestire situazioni complesse, basti pensare che sia quarti che semifinali sono durate tantissimo a causa delle numerose interruzioni per pioggia. Ma nulla può scalfire l’uomo di Castellon de la Plana. Per batterlo bisogna essergli superiori, lui non regalerà niente. Lo sanno Del Potro e Berdych, top 10 stoppati dal tennista spagnolo. Unico ko grave dell’anno all’esordio, a Chennai: difendeva la finale e si è fatto beffare da Kudryavtsev. Da quel momento ha scalato 55 posizioni, risultando un avversario scorbutico perchè estremamente intelligente e complesso da battere.

Punti deboli? Probabilmente la pesantezza di palla. Il suo punto di forza, oltre che le gambe, rimane sicuramente l’intelligenza tattica e l’anticipo, che gli permette di mettere pressione all’avversario e a comandare il gioco. Sbaglia poco e ha evoluto il suo gioco inserendo nel suo arsenale anche la variante della discesa a rete e del back di rovescio. E’ un giocatore solido, completo. Magari non esalterà le folle, ma è un esempio che tutti i giovani dovrebbero prendere. E il premio ricevuto a fine stagione per il suo salto in classifica è il giusto coronamento di una stagione da incorniciare. Adesso viene il bello, o il difficile che dir si voglia. Confermarsi. E con tutti i nomi vecchi o nuovi che cercano riscatto non sarà affatto facile.

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