Bilancio in Rosso

di - 13 Aprile 2010

Francesco Aldi
(Francesco Aldi – Foto Nizegorodcew)

di Guido Pietrosanti

La settimana appena conclusa puo considerarsi l’ultima di preparazione all’inizio vero e proprio della stagione europea su terra battuta durante la quale verranno giocati tanti tornei challenger e future. Questa settimana si sono disputati solamente 2 tornei challengers e 7 tornei futures.

A Monza ha vinto il tedesco Daniel Brands, 23 anni ancora da compiere e una classifica da top100 che lo poneva come primo favorito per la vittoria del torneo. Brands, al primo risultato di rilievo della stagione, ha sconfitto in finale lo spagnolo Pablo Andujar, assiduo frequentatore dei challenger in Italia. Per i colori azzurri, i migliori risultati sono stati quelli di Trevisan e Aldi, sconfitti nei quarti di finale rispettivamente dal vincitore e dal finalista del torneo. Per entrambi si è trattato comunque di un buon torneo. Trevisan conferma il buon livello espresso in queste ultime settimane, a conferma del buon lavoro di Coach Fanucci che è riuscito a tirare fuori dal ragazzo quello che Infantino non era riuscito a far uscire in due anni. Per Aldi, proveniente dalle qualificazioni, si tratta del primo quarto di finale della stagione e della quarta qualificazione in un main draw partendo dal tabellone cadetto. Tutte le partite giocate e vinte nelle qualificazioni stanno sicuramente dando fiducia al giocatore di Palermo, ma allo stesso tempo lo fanno arrivare piu’ stanco ai turni successivi. Francesco, che nelle qualificazioni ha battuto tra gli altri la giovane promessa australiana Bernard Tomic, sembra comunque avere il livello per rientrare nei primi 200 giocatori del mondo, cosi da poter finalmente giocare in tabellone nella maggior parte dei tornei challenger Da segnalare infine la vittoria in doppio di Daniele Bracciali in coppia con lo spagnolo Marrero. Ma non era proprio possibile trovare un partner italiano per Daniele, magari con cui fare tutta la stagione ad alto livello?

A Bogotà vittoria per il giovane brasiliano (21 anni) Joao Souza vincitore in finale sul colombiano Falla. Souza, già semifinalista nell’ATP di Santiago ad inizio febbraio, ha sconfitto nei quarti di finale il nostro Paolo Lorenzi per 76 46 61. Chissà che il crollo di Paolo nel terzo set non sia dovuto alla stanchezza per i ripetuti viaggi di Lorenzi in quest’ultimo mese (California-Caltanissetta-Miami-Napoli-Bogota). In ogni caso, un buon torneo per Paolo, che porta punti importanti per continuare a rimanere intorno ai primi 100 del mondo. Per non affrontare troppi lunghi viaggi nel corso della stagione la programmazione di Lorenzi nei prossimi mesi dovrà essere fatta in maniera piu’ razionale, scegliendo se provare a confrontarsi con i migliori nei tornei principali, o se difendere la buona classifica già raggiunta giocando tornei challenger piu’ semplici

In conclusione, il bilancio settimanale degli azzurri resta in linea con quello delle settimane passate, avendo raggiunto questa settimana tre quarti di finale challenger, Lorenzi in Colombia, Trevisan e Aldi a Monza
È andata ancora peggio a livello future dove siamo riusciti a piazzare solamente 3 azzurri al secondo turno. Si tratta di Vanni e di Iannuzzi nel future F11 in Spagna e di Falgheri nel future F6 in Turchia.

L’esempio di Trevisan, che in queste ultime settimane ha mostrato netti miglioramenti nel suo gioco, deve servire da stimolo a cercare nuove soluzioni senza perdersi d’animo. Infatti, avendo qualità e motivazioni è sempre possible raggiungere risultati importanti. Infantino, che ha lavorato con Trevisan in questi ultimi due anni, è sicuramente un ottimo tecnico come dimostra la sua carriera. Ma il binomio Trevisan-Infantino non ha funzionato. Al contrario del binomio Trevisan-Fanucci che sembra funzionare subito molto bene. Non puo essere solo un discorso tecnico visto che la tecnica di Matteo era buona qualche mese fa come lo è oggi. Gli equilibri che Coach Fanucci ha saputo creare, hanno permesso a Trevisan di esprimersi ad un livello piu alto di quanto non avesse fatto in precedenza. Un percorso simile è stato fatto da Fognini qualche anno fa, nel passaggio da Caperchi a Serrano. Forse è proprio la capacità del Coach di saper trovare l’equilibrio del giocatore, piu’ che le competenze tecniche, a fare la differenza nel tennis di oggi. Con la consapevolezza che percorsi uguali non necessariamente portano a risultati uguali per giocatori diversi!

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *