Partiamo dalle Certezze

di - 19 Dicembre 2010


(Gianluca Naso, Rafa Nadal, Daniel Gimeno e Fabio Fognini – New York 2003)

di Leonardo Caperchi

Ciao a tutti,

scrivo qui come un commento richiesto ad una chiacchierata fra amici.
Conosco alcuni di voi altri no.

Spesso sono stato invadente,troppo entusiasta,troppo limpido nella voglia di fare per questo ho deciso di parlare,scrivere e opinare solo quando mi viene richiesto o fino a dove il mio raggio di azione è stato definito.Questo una delle cose che mi ha insegnato questa incredibile palestra ligure e genovese.
Sono contento di rispondere al vostro invito e spero di portare un mattoncino alla vostra discussione interessantissima e utilissima nelle sue varie forme.
Mi ricorda (la discussione) molto da vicino un corso di formazione.
Un bel corso di formazione dove però se non evidenziamo certe cose principali il giorno dopo non sappiamo da cosa partire per METTERE IN PRATICA.
Per questo non scrivo più buttando nel cyber spazio informazioni per un ambiente(quello nostro ristretto tennistico) che come vedete anche voi si pone mille domande e contemporaneamente si apre la porta a mille altre.
Risposte però qualcuna ne abbiamo.
Da quelle dalle poche certezze si può partire.
Inutile discutere delle incertezze,discutiamo di come usare le certezze.
Le incertezze le dovrà sperimentare ognuno e vedere come rendere utili anche quelle o buttarle dalla finestra.
Le incertezze sono il contorno al progetto di crescita di questo o quello.
L’importante è partire dalle certezze.
Nel nostro mondo tennistico è troppo facile distruggere questa o quella opinione,tutto e il contrario di tutto possono venire fuori da un video,da una teoria da una foto.
Un esempio stupido?
”Il finale è un a parte accessoria dello swing tennistico,non serve” affermazione verissima dal punto di vista della fisica pura.Dal momento che la palla lascia le corde i movimenti dopo sono inutili per influire sulla palla,vero.Dal punto di vista tennistico o del movimento ,diciamo, il finale è però fondamentale per dare scioltezza e anima al movimento di swing che altrimenti dovrebbe bloccarsi all’istante in un movimento irreale per gli esseri umani.
Tutto e il contrario di tutto.
Su queste cose ci scontriamo,incontriamo,sbraniamo nei blog e nella vita,giocare sul veloce o sulla terra,tornei eta o in italia,juniors, open o futures da subito e via cosi.
Anche qui nelle discussioni nessuno ha ragione tutto è contestabile.
E nella discussione non ci sono controprove.
Quindi quali sono le certezze che vengono fuori anche nelle discussioni per tirare fuori bravi giocatori.

Mi piace la definizione di Pato Alvarez per dire cosa ci vuole per fare un giocatore professionista:
1)un buon giocatore
2)soldi per cominciare
3)un buon allenatore
e lui aggiungeva che ovviamente il miglior investimento era lui perchè era il miglior allenatore del mondo.Questa spiegazione durante uno stop per pioggia davanti a una ventina di giocatori e allenatori nella sala del fisio di bogotà atp è stata un vero monologo,talk show con Julian Alonso che lo istigava.Da morire dal ridere.
Ma Pato parte da tre certezze.
Tre certezze indiscutibili.
Buoni giocatori.
Ragazzi con abilità,atletici,che sappiano risolvere problemi motori e tattici,che sappiano sentirsi per modificare nel tempo la tecnica e la tattica.
Ragazzi che dominino spazio e tempo con una racchetta in mano.
Che abbiano personalità e questo credo che faccia la differenza tra il giocatore e il campione.
Diciamo tra un top 100 e un top 10 a parità di qualità eccezzionali fisiche,tecniche e tattiche.

Soldi per cominciare.
Per me si dovrebbe dire Famiglia che investe e spinge tutti insieme.I soldi per cominciare,in caso di buoni giocatori si trovano.
Emotivamente,supportando,scegliendo,assistendo,viaggiando,occupandosi,vincendo e perdendo in prima persona.
Hai voglia a dire di non impersonificarsi con i risultati del figlio-a.
Tutte queste sono certezze alle quali bisogna trovare la giusta misura,questa è la difficoltà.
Sono d’accordo con voi che nessuno si occupa del proprio figlio come un genitore.
Da questo è nato forse uno dei migliori allenatori della storia del tennis moderno e non:Richard Williams.Due numere uno in contemporanea sono buone credenziali???!?!?!

Un bravo tecnico.
In questo ambito si tratta di vivere,pensare nell’oggi e nel domani.
Si tratta di costruire quello che serve oggi e un pezzetto ,grande o meno,di quello che serve domani.
Ogni allenmaento o partita o scelta deve essere vissuto dall’allenatore su due piani paralleli di oggi e domani.Con una buona dose di pianificazione.
Come ogni buona compagnia o società che si rispetti investire su se stessi tenendo una parte del lavoro sul futuro ,su quello che servirà domani.
Quanto investono le compagnie vincenti in ricerca?
Bisogna ragionare come loro,investire sul futuro.
Costruire e guardare all’oggi ma sempre con un occhio al futuro.
Chi si ferma nella costruzione e nello sguardo al futuro è perso.
Ne abbiamo e ne abbiamo avute dimostrazioni continue.
I tecnici che riescono ad avere visione di domani pur senza averlo vissuto o chi lo ha vissuto e sa come arrivarci saprà costruire quello che serve oggi e domani.
Oggi o domani.
Questo il compito e la filosofia del bravo tecnico nel supporto al progetto del giocatore e della famiglia.

La programmazione e tutto il resto sono in funzione di queste tre cose principali.

L’investimento maggiore o minore consente di arrivare prima o dopo.

Avete fatto dei nomi.Fognini,Starace ci metto anche Seppi.

Fognini ha potuto investire ,e ne sono testimone la filosofia è stata quella perchè solo gli sciocchi(o chi può farlo ed a ragione) buttano dalla finestra ma chi ragiona ed è attento tutti giorni,investe.
Fognini ha potuto e voluto investire ed ha prodotto il miglior risultato giovanile dai tempo di Andrea Gaudenzi in termini di ingresso nei top 100.
Starace,come dite voi ha seguito percorsi diversi ma la differenza non credo sia stata la quantità di investimento iniziale ma l’ambizione messa nel progetto.
Ambizione a parità circa di investimento iniziale è stata diversa (maggiore) nel caso di Seppi dove fin dalle origini obiettivi importanti sono stati fissati.
Tre giocatori di qualità,diverse oltretutto come dimostra ancora una volta nel tennis non esiste una sola maniera.
Obiettivi alti sono importanti ma non fondamentali.Per me sono importantissimi.
Tre famiglie a supporto.
Due Tecnici per Fognini(me stesso) e Seppi(Sartori).Fognini poi continua a crescere con Serrano (e Piatti?questo meriterebbe un discorso a parte…)
Starace si qualifica ad alto livello con Zugarelli e Fanucci e cresce nella carriera professionale con Umberto Rianna.
Tre maniere diverse principi fondamentali uguali.

Tutto è opinabile anche gli esempi o lo svolgimento di questo mio commento ma i principi fondamentali non possono essere opinabili.

Partiamo da quelli?

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