“Come evitare le combine? Solo eliminando le scommesse”

di - 17 Ottobre 2014

tennis scommesse

Una realtà sempre meno sommersa, quella delle combine nel mondo del tennis. L’inchiesta sul calcioscommesse della procura di Cremona che ha finito per coinvolgere anche direttamente il tennista Bracciali, e indirettamente Starace, Bolelli, Santangelo, tirati in ballo dall’uomo chiave dell’inchiesta, l’attuale ds del Perugia Goretti, ha scoperchiato il vaso di Pandora su un segreto che poi tanto segreto non è. C’è del marcio anche nel tennis.

Per conoscere meglio il mondo delle scommesse tennistiche abbiamo intervistato chi quel mondo lo conosce bene, uno scommettitore professionista, che gioca in modo perfettamente legale ma preferisce comunque rimanere anonimo.

Già dall’andamento delle quote si riesce a capire se e quali partite vengono alterate?
Dipende dal volume di investimento (se parliamo di 50/100 mila euro, infatti, la quota neanche cambia), da quanti siti, da quante agenzie si usano per scommettere (più siti si utilizzano, meno rischi questo comporta per un singolo bookmaker, più difficile di conseguenza che la quota cambi radicalmente) e soprattutto dipende dal tipo di giocata, se si punta pre-match o live. Chi punta pre-match per scommettere cifre che comportano vincite a 5-6 zeri deve necessariamente usare siti asiatici e ciò comporterà un abbassamento della quota che si rifletterà con effetto domino su tutti i siti del mondo, ma con un abbassamento in percentuale non significativo a tal punto di farti pensare al “biscotto” (es. da 1.80 a 1.65); se invece scommette live (quindi su siti non asiatici, ma per cifre che contano solo su Betfair) il discorso cambia. Prendiamo ad esempio il caso: “vinci il primo e vai avanti di un break nel secondo per poi perdere”. Vuol dire giocare a colpo sicuro su una quota che può stare facilmente a 5/6 in quel momento, quindi meno capitale da investire. Ne consegue che solo ed esclusivamente scommettendo centinaia di migliaia di euro il mercato “sballa” e si possono verificare quelle anomalie giustificabili solo col “biscotto”. Esempi eclatanti (gli ultimi accaduti live) nel 2010 sono gli incontri Tipsarevic-Zeballos e Gabashvili-Volandri (entrambi giocati in Russia, guarda caso). Alla fine del primo set, vinto da chi poi ha perso la partita, la quota di chi era sotto nel giro di pochi frenetici minuti è passata dalla quota “giusta” in quel momento fino ad arrivare addirittura a meno della quota iniziale con movimenti di 3/4 milioni di euro (su betfair è visibile volume d’affari) in neanche 10 minuti (oltre a chi sapeva del biscotto, anche gli altri hanno giocato a quel punto, sapendo che quel crollo poteva dire solamente una cosa, generando quindi ulteriore movimento di denaro). Eclatante il caso di Tipsarevic in quel match: era dato per favorito all’inizio a 1.40, vince il primo set ma la sua quota passa da 1.15 a 3.

Quanto tempo c’è di differenza tra il punto visto dal vivo, sul campo, magari non coperto dalle telecamere, e l’aggiornamento delle quote? Così facendo, in tanti hanno guadagnato parecchi soldi, e hanno anche appositi programmi per “anticipare” i normali scommettitori. Lo confermi?
Confermo che c’è una differenza di tempo tale che in alcuni casi riesce a farti puntare prima dell’aggiornamento quote. Ma non è possibile, per esempio, farlo su Betfair o su altri siti in cui fanno passare 10 secondi prima di accettare la scommessa. E questo, aggiunto al fatto che spesso nei punti decisivi (come le palle break) chiudono temporaneamente le giocate, alle spese che bisogna sostenere tra viaggio/albergo/telefonate/biglietti e ovviamente al rischio che si corre stando sul campo, mi fanno dire con sicurezza che non ci si arricchisce o che comunque il gioco non vale la candela.

Quando affiorano casi di scommesse nel tennis si fa subito riferimento al disagio dei giocatori di seconda/terza fascia di sopravvivere con i miseri montepremi dei Future/Challenger anche se puntualmente rimangono invischiati anche tennisti già affermati ed economicamente “stabili”. Quanto secondo te si può parlare di ingordigia nei casi più eclatanti e quanta realtà sommersa e poco accattivante a livello mediatico c’è ancora nelle retrovie da portare alla luce?
Chiaramente questa è una domanda che si può rivolgere a chiunque e il pensiero di un esperto di scommesse non vale più di altri. A mio avviso in tutti i campi (politica, forex, etc) quando si ha una posizione in cui si ha il potere di sapere in anticipo dove “andranno i soldi” solo col rispetto del proprio lavoro e con una grande dose di etica morale si riga dritto. Sicuramente per un top-4 sarà più facile non cadere in tentazione rispetto al numero 400 del mondo…

Quali sono i volumi medi di scommesse a partita per un torneo challenger e quali per uno Atp?
Posso parlare solo di quelli di Betfair. I challenger sono stati inseriti nel mercato da un annetto e, parlando di testa a testa, difficilmente ho visto partite che superassero i 200.000 euro di volume d’affari. Nelle partite del circuito ATP si va da un minimo di 500.000 per partite senza tanta oscillazione di quote, incontri che finiscono con vittorie nette, che so 63 62, fino ai match dei grande slam dove ho visto anche 100 milioni di euro in partite finite al quinto set.

Quanto ritieni che siano importanti le variazioni delle quote pre-match per capire la direzione del match stesso?
Come già spiegavo in parte prima, se per direzione si intende “biscotto” è quasi impossibile. Certo, in generale, una quota che scende del 20% può essere indicativa per darti un’idea, che so, di uno stato fisico non ottimale per esempio, al pari di un abbassamento di quote nel calcio dato magari dal fatto che una squadra ha 3 titolari squalificati e 2 infortunati: quindi indicativo, ma senza certezze.

Non credi che le scommesse stiano uccidendo lo spirito sportivo?
No, ci sono sempre state e ci saranno, l’unica differenza è che ora solo legalizzate. Lo spirito sportivo o si ha o non si ha, partite truccate possono esserci state anche negli anni ’70 quando senza telefonini, Skype, etc era impossibile farti beccare…

E’ vero che negli ultimi anni flussi anomali su Betfair e altri siti sono diminuiti? Come te lo spieghi? Maggiori controlli di Wta e Atp?
Si confermo, su Betfair non ci sono più stati flussi anomali dal 2010, e lo do per certo visto il mio lavoro quotidiano. Un motivo potrebbe essere proprio la collaborazione che Betfair ora offre ad ATP, WTA e altri enti ufficiali nel segnalare eventi di questo tipo aumentando così il rischio di sanzioni e squalifiche per i giocatori.

Quali sono i generi di scommesse più facilmente “controllabili” dai giocatori nel tennis? Over? Set betting?
Testa a testa senza alcun dubbio: è l’unico che un tennista può alterare anche da solo, ed è quello con con maggiore liquidità.

Anche se va contro i tuoi interessi, che misure adotteresti se fossi un dirigente Atp/Wta? Ad esempio usufruire in piante stabile di esperti del settore betting per controllare adeguatamente? Come fare per arginare il problema, che non è certamente nuovo?
L’unica misura sarebbe non consentire più di scommettere sulle partite di tennis, soprattutto sui tornei minori dove i giocatori sono facilmente corruttibili, e a basse cifre, per cui chi vuole combinare il risultato della partita può farlo con un minore investimento e quindi con un minore rischio che i siti di betting e le federazioni riscontrino l’illecito.

Ma, ci permettiamo come chiosa, ora che le agenzie di scommesse figurano come main sponsor e title sponsor di molti tornei, anche di rilievo, come l’ATP 500 di Amburgo, questa soluzione appare al limite dell’utopico.

© riproduzione riservata

2 commenti

  1. Pingback: Djokovic: “Le scommesse rovinano il tennis” | SPAZIO TENNISSPAZIO TENNIS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *