Coppa Davis: Allarme Campo Veloce!

di - 14 Settembre 2010

Robin Soderling

di Roberto Commentucci

Il prossimo week-end il nostro movimento maschile affronterà forse la prova più importante da 10 anni a questa parte, da quando cioè, in quel di Mestre, la squadra azzurra di Davis fu estromessa dal Gruppo Mondiale dopo la sconfitta con il Belgio. Per la prima volta, infatti, dopo due lustri di purgatorio, ci giochiamo a Lindkoeping, contro la Svezia, uno spareggio per risalire contro una squadra che, sulla carta, è alla nostra portata, a differenza dei tre sfortunati tentativi precedenti, dove a sbarrarci la strada sono stati tipi come Rafa Nadal (due volte) e Roger Federer.

La trasferta svedese ci vedrà impegnati contro una squadra molto disomogenea. Se la punta della formazione scandinava (Robin Soderling) appare fuori portata per gli azzurri, non si può dire lo stesso per il secondo singolarista, il tennista part-time Andreas Vinciguerra, mancino, classe 81, attuale n. 500 e rotti del ranking.

Tutti quindi, forse con una certa superficialità, puntano la loro attenzione sul doppio, dando per scontato il 2 a 2 nei singolari. Ma non vanno sottovalutati due fattori: il reale spessore agonistico di Vinciguerra, e la superficie di gioco.

Quanto vale Vinciguerra? Lo svedese di origini italiane a vent’anni era n. 33 del mondo, grazie ad un tennis solido e aggressivo: gran diritto mancino, pesante e carico di topspin, buon rovescio bimane, gambe velocissime e tanta grinta. Un Muster in minore. Poi, complici i mille infortuni, ha avuto una carriera molto al di sotto delle sue possibilità, al punto che negli ultimi anni ha giocato quasi solo in Davis, e che questo confronto con l’Italia sarà il suo mesto passo di addio. E’ uno che però non dobbiamo sottovalutare, se è vero che nelle sue ultime uscite in Davis ha perso solo al quinto set dagli israeliani Sela e Levy, e ha impegnato per 4 set David Nalbandian. Infine, all’Atp di Bastad, pochi mesi fa, ha sconfitto il potente tedesco Brands, n. 70 del mondo, per poi togliere un set a Soderling. Insomma, Vinciguerra sulla singola partita può ancora esprimere picchi di gioco importanti, e dovremo stare parecchio attenti, specie sulla superficie prescelta dagli svedesi.

Il fattore campo. Forse memore del karakiri olandese nel match di secondo turno contro l’Italia, che si giocò su un fondo particolarmente lento, il capitano svedese Enquist lo ha detto a chiare lettere: “non vogliamo un campo dove le palle rimbalzano troppo, faremmo un favore agli italiani”. E gli organizzatori hanno fatto di tutto per accontentarlo. E’ stato scelto il plexipavè , una superficie che l’ITF classifica come velocità 4 (medium fast) su una scala di 5. Per capirci, i tornei indoor Atp e Wta adottano tutti superfici di grado 2 (medium slow) o 3 (medium). E anche le palle, le Head hard court, paiono essere molto leggere e poco sensibili alla rotazione. Quindi avremo condizioni di gioco con rimbalzi bassi e veloci, dove top spin e servizio kick renderanno molto poco, e dove bisognerà picchiare colpi piatti, servire tanti slice, aggredire la risposta e giocare vicino al campo. Caratteristiche che si addicono particolarmente al nostro Bracciali (non fosse che in singolo è ormai impresentabile ad alto livello e 3 su 5), abbastanza a Simone Bolelli (che se avrà problemi in risposta, per lo meno potrà picchiare con efficacia servizio e diritto) ma pochissimo agli altri due azzurri, Fognini e Starace. Fabio sul piano tecnico e fisico avrebbe le carte in regola per giocare bene dappertutto, ma indoor ha giocato solo 6 match in carriera, e ancora ne deve vincere uno. Poto dal canto suo ha un bilancio indoor sulla carta migliore (8 vittorie e 14 sconfitte) ma il campano ha vinto i suoi match soprattutto nei tornei di Mosca e San Pietroburgo, su una superficie (il RukortHard, ITF grado 2) ben più lenta di quella che troveremo a Lindkoeping.

Insomma, al doppio decisivo rischiamo di non arrivarci, perché non è affatto certo che su questo campo riusciremo a fare 2 punti contro Vinciguerra. Certo, sarebbe stato molto utile disporre di Seppi, sicuramente più adatto al veloce indoor, ma purtroppo l’altoatesino ha deciso di non giocare la Davis quest’anno, e non ci sarà.

Capitolo doppio. Barazzutti ritiene Starace il miglior doppista italiano, e infatti Potito ha sempre giocato titolare in doppio negli ultimi anni. In questa stagione, ha giocato buoni match con Bolelli, specie in Olanda, ma negli Slam e in qualche grosso challenger italiano ha fatto coppia con Bracciali. Andando a vedere le caratteristiche tecniche, sembrerebbe che Poto, in realtà, sia dei tre papabili il meno adatto al campo veloce, soprattutto per via del suo servizio, prevalentemente kick, che su queste superfici a basso rimbalzo perde molta della sua efficacia. Tuttavia, Poto è il giocatore mentalmente più solido ed esperto: un doppio Bolelli Bracciali (tra l’altro all’esordio) potrebbe essere una scelta tecnicamente affascinante ma molto rischiosa: i due potrebbero fare benissimo come naufragare completamente alla prima difficoltà. E Aspelin e Lindsted, i due doppisti scandinavi, senza essere due fenomeni sono entrambi nei primi 30 delle classifiche di specialità.

Insomma, a parere di chi scrive siamo sfavoriti, e non di poco, pure stavolta.

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25 commenti

  1. Sergio

    Pienamente d’accordo. Ho visto Vinciguerra a Bastad sia quest’anno che l’anno scorso ed è tutt’altro che un ex: ovviamente paga in tenuta sui cinque set, ma è molto combattivo e il diritto è ancora quello dei tempi migliori. A tuo avviso non è possibile che Aspelin venga sostituito da Soderling? Se ne parlava in giro… magari calerebbe il livello d’affiatamento (anche se Soderling con Lindstedt ha fatto finale a Bastad l’anno scorso e vinto il WTC nel 2008) ma si alzerebbe di sicuro quello tecnico.

  2. Roberto Commentucci

    Hai ragione Francesco, ho confuso Daniel Brands, 70 Atp, sconfitto da Vinciguerra a Bastaad, con laltro tedesco Tobias Kamke, che ha battuto Seppi a Wimbledon.

    Correggo.:)

  3. monet

    letta la disamina de commentucci…ce manca solo de dje come e dove je devono giocà ai svedesi,un corpo de bec e na smorzata de manico…..a Robè sei fantastico!!!!

  4. Stefano

    Vinciguerra è forte e pericoloso, altrochè…

    Ps Roberto, forse intendevi harakiri, non karakiri 🙂

  5. Roberto Commentucci

    A stefano.

    Esatto,sorry 🙂

    a monet.
    beh, se tu credi che su un campo così rapido sarà pagante servire kick e tirare i topponi a Soderling per farlo andare fuori ritmo, temo che ce la vedremo bruttina.

  6. Roberto Commentucci

    Ero sempre io,monet, con il login sbagliato 🙂

    Esatto,proprio così,ci vuole il bazooka.

    Speriamo che i nostri se lo siano portato.

  7. monet

    in Svezia per noi italiani l’importante è che funzioni il….pistolino:)
    e le svedesi sono contente……

  8. Soderling, grande, gentile e simpatico tennista (mi ricorda Edberg), a Federer dopo il Roland Garros 2009:

    “Congratulazioni Roger, mi hai dato una lezione. Mi hai mostrato come si gioca a tennis. Sei il miglior giocatore della storia… Ieri scherzavo con il mio allenatore, dicevamo che nessuno può battermi 10 volte (Federer era 9-0 nei precedenti). Ora ti avverto: nessuno può battermi 11 volte…!” 🙂

  9. anto

    Rob leggendo il tuo editoriale, praticamente siamo spacciati…….onestamente abbiamo un 30% di possibilità di passare,,,,,con Seppi forse avremmo alzato la percentuale di un ulteriore 5%……..sulla carta la sconfitta dell’italia è probabile…..ma poi la si deve giocare questa partita……a leggere lo sconfortante 0 a 6 di Fognini indoor come tu ci ricordi, la sua presenza in campo sembrerebbe una chimera…..eppure io lo schiererei per due semplicissimi motivi,,,,,,è in fiducia, arriva da Genova dove ha strapazzato il duo Seppi-Starace ed è il giocatore con gli attributi più marcati, ci vuole carattere e soprattutto una cattiveria agonistica per scannare l’orso svedese Soderling, cosa che non ravviso in Bolelli e Starace. E poi prima o poi la casella delle zero vittorie indoor deve essere riempita. Fossi in Barazza lo schiererei come secondo singolarista,,,,,perde…..ok ha avuto la sua chanche e lo faccio riaccomodare in tribuna…però questa possibilità non gliela nego. Ps Rob,,non farmi arrabbiare Monet, lo sai che ha la pressione alta. Un saluto anto

  10. Roberto Commentucci

    A Stefano Grazia:

    Vabbè, è vero che inizio a diventare un pò monotono, con il discorso delle superfici, però vedi tu che la lingua batte dove il dente duole: sulla terra saremmo stati abbastanza favoriti, invece qua dovremo fare un’impresa.

    Quanto al paragone con Gianni Minà, beh, c’è una bella differenza…

    Lui era ripiegato sul passato, io sono proiettato sul futuro 🙂

  11. y2m

    diciamo ke viste le recenti uscite in davis, è meglio Vinciguerra rispetto al bombardiere Joachim Johansson che su questa superficie secondo me può ancora battere chiunque..

  12. Stefano Grazia

    ROBERTO, LA MIA NON ERA UNA CRITICA MA SOLO UNO SFOTTO’… COME HO GIA’ SCRITTO UNA VOLTA PERO’ E’ BUFFO … non so perche’ mi era partito il caps lock …e’ buffo dicevo che ogni paese ha i suoi problemi e in US hanno quello opposto al nostro e vogliono riconvertire campi in cemento in campi in terra rossa, quella vera…Qui da Bolletta ci sono una ventina di campi in har thru, terra verde, che permette di imparare la scivolata ma e’ piu’ veloce della rossa…Di vero clay ce n’e’ uno solo ma anche quello non e’ proprio il nostro bel clay, e’ un marrone pastoso, non vera terra rossa…l’anno scorso a giugno Chip Brooks, il director of Tennis, era particolarmente entusiasta di Nadal e asseriva che non stava scritto da nessuna parte che si debba vincere il punto in massimo 3 colpi… Asseriva insomma che la superiorita’attuale dei giocatori europei era dovuta al fatto che imparavano la pazienza e la strategia essendo nati sulla terra rossa…Poi Nadal perse da Soderling, sembrava finito, nessuno parlo’ piu’di nadal…chissa’, magari quest’anno ricominciano: l’anno scorso infatti avevo sentito che volevano sostituire anche dentro l’academy alcuni hard courts con campi in terra rossa … So che nel Centro federale USTA hanno installato 4 campi in terra rossa ma su Tennis US a pag 22 li prendevano un po’ per i fondelli: it’s a start but something tells us four new courts aren’t enough to solve the problem …

  13. Roberto, se posso farti io una domanda… 🙂

    Hai mai visto un giocatore di tennis da circolo, uno qualsiasi di quelli, anche giovani, che partecipano ad un qualsivoglia torneo, che si mettesse SPONTANEAMENTE a giocare su un campetto in cemento di quelli LIBERI, o semplicemente a fare dei palleggi in uno spiazzo con una corda per rete? Ecco, io non ne ho mai visto uno.

    A mio parere il tennista in Italia paga per DIVERTIRSI sulla terra rossa, dove oggettivamente ti fai meno male se sei (come lo sono quasi sempre) uno che non ama correre perché non sa correre. E quindi le possibilità d’integrare le loro limitate capacità di base le avrebbero già, facendo quello che fanno tutti gli altri sportivi… ovvero sfruttando stimoli multilaterali e polivalenti (ho visto baschettari da serie A2 giocare all’aperto, sul cemento scivoloso del torneo sagra del Bearzi… ho visto Toso e Talotti saltare oltre i m.2.10 sul lastricato in pietra di piazza S.Giacomo, con un cm. di tappeto di gomma sotto i tendini… per non dirti dove spesso m’allenavo per la pallavolo o per il decathlon…) e vedo ancora, fortunatamente, bambini sotto la pioggia invernale dei campetti da calcio… con tutto quello che si dice di Balotelli e company… Ma avete una minima idea di come si plasma quotidianamente il sistema neuro-muscolare d’un giovane atleta?

    Perché fate finta di non capire… le superfici veloci ci sarebbero già, e le troveresti gratis, se il tennis fosse uno sport vero, popolare… Ma come entrano nei circoli questi bambini cominciano a muoversi, a ragionare, a respirare come gli adulti che li infestano… da fighi. Da persone superiori. Da privilegiati. Da figli di…uno più annoiato dell’altro.

    Studiatevi i neuroni specchio… e poi magari fate ANCHE i campi veloci. Ma progettate anche una nuova generazione di maestri che siano veramente degli SPORTIVI. Ed allora, forse, potrete avere una qualche opzione sul futuro…

  14. Nikolik

    Povero Soderling.
    Sarà anche forte a tennis, ma, poveraccio, per sembrare simpatico ha dovuto copiare una celebre battuta di Gerulaitis.
    Quella di non essere stato battuto 10 volte di fila da nessuna è stata una celebre battuta di Gerulaitis (lui sì che è stato un campione vero), rivolta a Borg, che, appunto, lo aveva battuto 10 volte di fila.

    Che pena, questo Soderling.
    Che almeno facesse una battuta sua.
    Ma è svedese, poverino.

  15. A proposito di pletorica e pleonasmi…

    Il problema del vostro tennis è anche quello della STEREOTIPIZZAZIONE… tutti convinti che tenendo un bambino praticamente fermo, a far milionate di colpi da videoanalisi, si costruiscano degli Agassi… Guardate che non funziona così…
    Per allenare la rapidità e poi la velocità bisogna fare esattamente il contrario, proprio per evitare che un processo necessariamente immaturo si sedimenti. E nei bambini la ricerca del colpo stilisticamente perfetto è bio-meccanicamente INSENSATA: soprattutto con i giovanissimi si dovrebbero allenare i colpi più rapidi possibili nelle condizioni morfo-cinetiche più diversificate, con attrezzi che cambiano e condizioni di gioco mutevoli…

    Quindi ripetere all’infinito quattro palle loffie, per poi vincere il torneo del condominio con le stesse medesime quattro palle loffie, è il processo monovalente e monolaterale che impedirà ai ragazzi di giocare non dico come Federer o Nadal ma neppure come Soderling. Che nella sua carriera ha battuto entrambi. E che sa riciclare bene, e con cortese eleganza, delle battute molto simpatiche…
    Insomma… uno che almeno copia bene, ed al momento giusto.

    @ Alessandro, ti rispondo qui, e sai il perché… tu mi dici…

    “Hai mai girato il circuito challenger? Ti faccio solo qualche nome di giocatori (e mi soffermo solo sugli italiani) che atleticamente sono impressionanti: Alessio Di Mauro, Matteo Viola, Simone Vagnozzi (hai mai visto quanto salta da fermo?)”

    Può darsi che siano dei giovani (Viola l’ho incrociato dalle nostre parti) che siano ottimamente allenati. Inoltre, se parliamo delle tue “quattro ore”, facciamo riferimento ad un tipo d’adattamento alla forza resistente che i tennisti sviluppano necessariamente (ma con i tempi di recupero del tennis). Viceversa il discorso dello stacco da fermo, o di moltissimi altri test dedicati alla potenza nella sua componente rapido e veloce, sono il mio punto: quindi OK, se Simone Vagnozzi salta diciamo m. 0.9-1 da fermo, ovvero, visto che è altro m. 1.75, se riesce diciamo a toccare abbondantemente da fermo il canestro da basket, o se salta più di m. 6.50 in lungo, o se corre i m.60 attorno ai 7”50… avremo dimostrato che è stato ben allenato.

    Insomma… come il discorso del censo-buzz: diciamo le cose fino in fondo. Diamo i numeri… UTILI!

    p.s. A proposito… quanti giocatori conosci che periodicamente facciano un ventaglio di test standard, e conoscano i propri valori?! 🙂

  16. Roberto Commentucci

    Archi, sicuramente l’approcio al veloce è “anche” e forse soprattutto, un problema di cultura dell’ambiente in generale. I maestri hanno in alcuni casi le loro colpe, però devo dirti che praticamente tutti quelli con cui ho parlato sono entusiasti del progetto campi veloci. Il problema è che i maestri, anche quando hanno in gestione le scuole, non hanno la proprietà dei campi e sono sotto scacco rispetto ai soci.

    Stiamo progettando, con la FIT, uno spot televisivo per far conoscere il progetto campi veloci e per iniziare a “bombardare” i vecchi soci, cercando di rassicurarli sulla presunta nocività dei campi, che loro sopravvalutano moltissimo in base a vecchi pregiudizi.

    Inoltre, con Dell’Edera, nuovo capo della Scuola Maestri, si stanno rivedendo i programmi dei corsi per istruttore e per maestro, nonchè quelli dei corsi di aggiornamento: una specifica e maggiore attenzione sarà dedicata all’importanza delle superfici veloci, ai colpi di inizio gioco, alla tecnica di spostamento, all’anticipazione motoria, eccetera eccetera.

    I cambiamenti culturali sono processi lenti, bisogna avere pazienza.

  17. Roberto, qui l”archi” sembri tu, ma di quelli anni ’60… vuoi cementificare il mondo!! 🙂

    Credimi, anche a livello CULTURALE il vostro messaggio rischia di risolversi in un boomerang… Ed infatti gli ARCHI veri (io oggi mi occupo di paesaggio) l’hanno capito da tempo… il cemento non serve se non per le speculazioni…
    Guarda, non si tratta d’un impertinente gioco di parole ma d’una idea di “artificiosità” dello sport che va combattuta. Tu vedi, mi pare, la struttura (per me la “sovrastruttura”) e perdi di vista il processo… i ragazzi, gli uomini… per un atleta veloce non serve necessariamente la superficie veloce: serve la velocità. Serve lo spazio d’una libertà psico-motoria… e serve uno stimolo estremo ma giocoso.

    Fai prima, molto prima, a costringere le SAT nei campi d’atletica o nelle palestre in PVC: costa di meno, non inquini, crei ECONOMIE DI SCALA… Quel vostro orticello è asfittico, ed il cemento lo renderà ancora più impermeabile…

  18. luca

    @Archpedro
    applausi!
    in tre righe hai centrato il punto alla perferzione.
    volenti o nolenti il tennis in Italia (ma non solo) è per sua natura uno sport culturalmente “snob”,reso snob dal 90% dei circoli e di chi vi lavora.
    quote stellari di affitto dei campi, spesa per le attrezzature, scarsità di campi comunali,o di semplici spazi in cui è possibile montare una rete(che devi precedentemente comprare)e disegnare qualche linea più i costi della scuola (sat o agonistica).
    forse 25/30 anni fa si cominciava a giocare con una maxima junior(ma rigida come una mazzetta) ,scagliando palline sgonfie contro un muro del palazzo all’interno del cortile, provocando l’incazzo dei condomini.
    oggi non è più così.
    per tutti i motivi che ha elencato Archipedro
    è chiaro che sport più “semplici da imparare e praticare”, per cui si necessità di un semplice pallone,qualche sbucciatura alle ginocchia e poco più(come anche il calcio,la pallavolo,l’atletica e perche nò la boxe),almeno nelle fasi iniziali di approccio, riscuotono più successo di uno sport, diciamocelo chiaro senza ipocrisie, che non è purtroppo accessibile a tutti.

    p.s. Soderling a pelle sta molto simpatico anche a me.certo non è che sia proprio un bel vedere giocando…

  19. @22 “forse 25/30 anni fa si cominciava a giocare con una maxima junior(ma rigida come una mazzetta) ,scagliando palline sgonfie contro un muro del palazzo all’interno del cortile, provocando l’incazzo dei condomini”

    Tanti anni fa ad Udine (architetti comunisti 🙂 ) hanno costruito uno strano e discutibile parco urbano di cemento rasato, “piastrellone” e tettoie… che oggi viene usato dagli skaters alternativi. E’ dotato di muri alti, ed anche d’un paio di fari… Bene, contro quei muri, con la pallina che scivolaa via, ci gioco con mio figlio quando la pioggia è forte e non possiamo usare il libero campo in cemento del fu san Bertoni Gaspare… Quindi ti sbagli, caro Luca che mi applaudi… 🙂 …qualcuno che non si vergogna a mescolarsi con il popolo esiste ancora! Ed i muri torneranno ad innervosire il vicinato (le ragazzine dell’Est ci passano ore) perché la nostra non-economia, che ha prodotto i non-sport, dovrà confrontarsi con le economie emergenti dei popoli che hanno ancora molta fame…

    In quei circoli pieni di cariatidi danarose non ci porteranno alcun giovane italiano dotato di talento e zucca… Ma forse verranno affittati da cinesi, ed allora le cose cominceranno a muoversi 🙂

  20. Roberto Commentucci

    Allora mettiamola così: io dico che l’ambiente plasma la materia vivente, condizionandone le scelte e selezionandone le attitudini. Non lo dico io, lo dice Konrad Lorenz, lo dice Darwin lo dice pure un grandissimo storiografo come Toynbee.

    Io sono di origine abruzzese: mio nonno era un contadino di montagna, ho fatto un sacco di vacanze al paese da bambino, con infiniti giochi, escursioni, camminate, etc.. Ovviamente, quando sono andato a fare il militare sono riuscito ad orientarmi molto mglio e prima di altri miei coetanei cittadini, e mi sono mosso infinitamente meglio di loro in montagna.

    Mi arrampico ancora come un gatto su alberi, rupi, rocce, postazioni della prima guerra mondiale, mentre ho una acquaticità drammatica, vado a fondo come un sasso e faccio fatica quasi a restare a galla. 🙂

    Prendiamo il simpatico Soderling. Robin si è formato d’estate gioando su terra e nei lunghi inverni svedesi sul veloce indoor. Non a caso, ha un lancio di palla molto alto (indoor il vento non c’è) ma ha sviluppato un servizio devastante, specie la botta piatta e lo slice, soluzioni che pagano particolarmente sul campo veloce.
    Nonostante la mole e l’apertura del diritto piuttosto ampia (retaggio della scuola svedese, da Borg, a Gustaffson, al suo attuale coach Norman) ha un gioco di piedi eccellente che gli consente di colpire con anticipo e vicino al campo. Ha un rovescio bimane che pare fatto apposta per aggredire la risposta e per giocare il lungolinea, aprendo il campo e preparando la mazzata di diritto.

    E’ tatticamente programmato per non scambiare troppo, prendendo i giusti rischi ed evitando di portare a spasso la sua mole per troppi scambi.

    Se Soderling fosse nato in un paese solo ed unicamente terraiolo, come il Centro Sud del nostro paese, sarebbe stato un giocatore tutto diverso.

    Probabilmente più simile ad uno Starace. La mole e la macchinosità avrebbero consigliato ai suoi maestri di farlo colpire più lontano dalla riga per limitare gli errori “tanto ha la palla pesante, fa male anche da lì…” e di fargli usare soprattutto il servizio kick “alto com’è, se tira un bel kick non rischia niente e butta l’avversario tre metri fuori…”.

    E secondo me, avendo molto meno tocco di uno Starace, forse, oggi non sarebbe nemmeno un top 10.

    E questo senza considerare il discorso della preparazione fisica, ma proprio le scelte di evoluzione tecnica.

  21. @Roberto
    applausi!!!

    E quindi… dai, concludi… la Svezia… Borg, Edberg, Wilander… SODERLING!
    E l’Italia… Canè… Caratti… Camporese… STARACE!

    O no?!

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