Diario di Bordo dal Roland Garros – Terra e Sangue

di - 27 Maggio 2010

Fabio Fognini e Gael Monfils

di Gianluca Dova alias Freddo

Mercoledì 26 Maggio. “Cambia il tempo ma noi no “(Fiorella Mannoia), la giornata si presenta, uggiosa incostante ed imprevedibile ma noi siamo li’. Tanto imprevedibile che finira’ con quello che Fulvio Fognini definira’ un “paregie'”, all’autista della trasportatin che ci portera’ in albergo praticamente di notte.

Arrivo al torneo in metro canticchiando “il cielo e’ sempre piu’ blu” convinto che assistero’ ad una grande giornata di tennis ma certo non immaginavo quello che succedera’ nelle ore successive. Un giallo che aspetta ancora la sua soluzione finale ma che gia’ ieri ha avuto colpi di scena a non finire. Ma e’ giusto cominciare dall’inizio.

La diatriba di Canale d’Alba. Per una volta dopo tanta lotta siamo riusciti ad ottenere grazie a Fulvione nostro i biglietti per il centrale, non biglietti qualsiasi ma quelli per il box dei giocatori con annessa possibilita’ di entrare nella Player Louge dei giocatori. Visto che la metro di Parigi sembra quasi il teletrasporto di Star Treck almeno oggi alle 10 siamo gia’ li’ ed incontriamo Fulvio e Gianni Ocleppo. Un personaggio che per chi non lo conoscesse e’ forse uno dei piu’ instrionici ed incredibili del nostro panorama tennistico. Sono vissuto nel suo mito pur non avendolo mai visto giocare perche’ mio padre e’ nato a Canale D’alba (ci ha vissuto solo 6 mesi pero’) e fin da bambino mi ha raccontato scherzando che in questo paese le glorie sono lui (mio padre) e Gianni Ocleppo. Quando l’incontro glielo dico subito ed Ocleppo non si fa fregare e mi risponde sicuro “io sono piu’ gloria’ di tuo padre pero'” quando chiamero’ mio padre per dirglielo non sara’ contento. Gianni si presenta particolare solo a vederlo mentre ciancica e si rigira in bocca un sigaro, non acceso, raccontando soprattutto di affari immobiliari, borsa e di Andrea (Gaudenzi) che come lui fa grandi affari. Io da ragazzo semplice ho difficolta’ a seguire le quotazioni immobiliari di Montecarlo, Miami e Caraibi pero’ sono molto incuriosito dal personaggio. Rimango colpito da un paio di suoi tick molto interessanti, spesso muove il braccio ed il gomito all’improviso come se dovesse ancora colpire di dritto e di qualsiasi cosa si discute se ne esce con la sua frase preferita “eeee mi sembra che ci sono belle fighe qui, no?”. Ho capito solo dopo che non era una domanda e neanche una risposta ma praticamente un intercalare. E’ carichissimo perche’ dovra’ commentare Fabio Fognini nel match contro Monflis, convinto della possibile sorpresa. Fa’ parte in qualche modo del team Fognini, non so bene come ed e’ quindi uno dei nostri ci fara’ compagnia nell’attesa del match di Fabio.

Nella sala giocatori vedo passare praticamente tutti i giocatori che normalmente guardo in tv, i nostri li conosco e li saluto, ho diversi amici che non vedevo da tempo. Mi fa molto piacere rincontrare Giorgio Di palermo, Gio’ e’ un mito moderno, l’angelo custode dei giocatori italiani, l’amico di tutti i campioni del ATP, da Federer a Nadal, da Safin a Moya, e’ un punto di riferimento. Mi vede e mi fa’ subito “grande Freddo tutto bene, mi fa molto piacere rivederti..”, a Giorgio mi accomuna la romanita’, l’amore per il tennis, il comunismo e la schiettezza. Lui e’ un signore, io un po’ meno, ma abbiamo sempre avuto un feeling immediato con troppe cose in comune. Ti cattura il suo charme, Giorgio e’ sempre elegante, in giacca beige, un’ambasciatore della romanita’ non cafona nel tennis di cui sono molto fiero. Non troverete mai nessuno nell’ Atp che ne parlera’ male, un po’ il fratello maggiore di tutti i tennisti.

Cresce l’attesa. Aspettando il grande match vado sul centrale nel box giocatori poco sopra la testa di Mirka e del padre di Roger Federer, sono al tiebrak del primo set e lo svizzero ha appena deciso di farla finita con il colombiano Falla irriverente con le sue palle corte e gli scambi quasi unicamente al centro. Sul 3 pari Federer ammutolisce tutti con una volee’ vincente ed un “c’ m ooonnnn” che fa tremare lo stadio. La partita finisce li’, lo capiscono un po’ tutti, un po’ meno il tempo che fa le bizze ed obbliga a diversi pitstop il team dello svizzero, entrando ed uscendo dalla tribuna, mi colpiscono Mirka che sembra essere molto dimagrita, il padre dello svizzero che altezza a parte (molto piu’ picolo) e’ sputato il figlio e la guardia del colpo che anche nella sala giocatori segue sempre il dio del tennis. Non deve essere bellissimo avere un armadio a muro che ti segue anche in bagno.

Incontro Claudio Pistolesi che come al solito non ti fa mai annoiare e che mi offre il pranzo promessomi due giorni prima, le promesse vanno sempre mantenute mi dice lui, non posso fare altro che accettare anche se mi sento ancora un po’ in colpa per la sconfitta di quello che considero ormai il “fratello” Mishi (Berrer). Ci sediamo con gli altri del team Fognini e soprattutto con Ocleppo, da qui partono una serie di racconti, aneddoti e di avventure incredibili. Si parte da quando Occleppo confessa che ha deciso di smettere vedendo che faceva fatica a tenere lo scambio proprio con Claudio. Ma Pistolesi non e’ completamente daccordo, e gli dice subito “ma va’, tu hai smesso per Nigeria ed Egitto”. In pratica per fare punti Ocleppo a fine carriera aveva deciso di fare delle trasferte diciamo cosi’ problematiche con esiti disastrosi. In Nigeria era stato fermato e derubato completamente da 40 guerriglieri armati con maceti e pistole. Asssaliti in macchina e fermati con dei chiodi che gli avevano bucato le ruote, era stato preso per le palle (non solo metaforicamente…) e minacciato con un macete alla gola. La seguente trasferta in Egitto andra’ quasi alla stessa maniera ma in questa ci saranno anche Cane’, Claudio Panatta, Pistolesi e Cancellotti. Si troveranno nel mezzo di una guerra civile con episodi esileranti come quando dovendosi andare ad allenare Pistolesi e Cane’ troveranno il campo occupato da un’elicottero, con Paolino molto arrabbiato che chiama nervoso per farsi liberare il campo non capendo che succede. Cancellotti che divideva la camera con Ocleppo e che aprendo la porta si trovera’ davanti un militare con il mitra. Gianni che suole dire che divideva la camera con l’umbro perche’ non parlando mai era come prendere la doppia e pagare per una singola che non ci crede e lo insulta e quasi gli prende un colpo. Claudio Panatta che mettera’ le valigie davanti alla finestra per paura dele pallottole vaganti. Storie vere e marcate che porteranno al ritiro del buon Ocleppo ma che oggi fanno molto sorridere. Un tipo che quando ad Eurosport inocontra Wilander gli dice “guarda che siamo 1 a 0 per me che l’unica volta che ci siamo incontrati, ho vinto io!!”.

Finito di mangiare io, Claudio e Panichi cerchiamo di andare a vedere il givane tedesco Reister, non ci riusciremo per colpa della pioggia. Incrociando il giocatore francese Gianni Mina’ Claudio gli dice “Eravamo io, Fidel Castro, Maradona e Briaschi…”, l’altro che pure deve il suo nome all’amore del padre per Gianni Rivera, non capisce nulla e va per la sua strada, con noi che ridiamo a sue spese.

Il folle match di Fabio. Inizia il match di Fabio, ci sistemiamo tutti in fila, io, Sve, un’amica di Sve, il cugino di Fulvio, Fulvio, coach Serrano ed il preparatore Sosa. Con Piatti, famiglia e Barazza sopra di noi. E’ una falsa partenza si gioca solo un game perche’ ricomincia a piovere. Mentre aspettiamo Barazza ci spaventa un po’ dicendo “oggi non si gioca, vedo troppo nero all’orizzonte”. Per fortuna si dimostrera’ nelle previsioni climatiche bravo come nella scelta delle formazioni di davis e dopo un’ora il match riprende. C’e’ anche il sole e fa caldo ma Fabio sembra teso ed un po’ bloccato, si perde subito il primo. L’atmosfera e’ tranquilla i francesi a parte qualche ragazzino piu’ turbolento, pensano di poter vincere facile, e quindi non esagerano nel tifo. Noi cerchiamo di farci sentire il piu’ possibile da Fabio ma non e’ facile. Si perde anche il secondo con un brutto game ma qualche miglioramento. Si vince il terzo ma si va sotto 4 ad 1 nel quarto con due break, partita finita? Sembra proprio di si ed invece Fabio ingrana la quarta, risponde anticipato come gli chiede Serranno e la partita improvvisamente gira. Il pubblico gia’ non e’ piu’ tanto tranquillo. Lo stadio non e’ pieno ma cominciano ad essere preoccupati, improvvisano cori strani a parte il classico “Ale’ Gael” cercano anche di rubarci il nostro “poroporopo”, anche i tifosi sono in confusione. Adesso fa un freddo cane, ma noi siamo ormai accesi. Si entra nella lotta pura ed al quinto il francese sembra essere stanco mentre Fabio e’ completamente esaltato, va subito 3 a 0 con palla per il secondo break ma non ce la fa. Gioca male il game di servizio seguente con due doppi falli ed i francesi che esultano e disturbano, si arriva al 3 pari. E’ buio siamo quasi tutti convinti che interrompano ma niente Monfils insiste per giocare. Su indicazione di Sosa ed Oscar cerchiamo tuti di avvisare Fabio per chiedere l’interruzione del match, impossibile continuare troppo sono quasi le 22. Niente l’arbitro Bernandes non vuole, ci domandiamo un po’ tutti se la cosa voglia agevolare il francese e se sarebe successo lo stesso se a chiedere l’interruzione fosse stato Monfils. Si prova di tutto si chiama anche il fisio ma l’arbitro non accetta, dicendo che e’ troppo tardi (??), gli animi sono surriscaldati i francesi fischiano, Fulvio si lancia in invettive in spagnolo purtroppo riprese da Eurosport. Nel frattempo a inizio quinto erano anche venuti dei giornalisti dei canali francesi per intervistare Oscar a partita in corso (??), noi vorremmo mandarli via, aspettiamo la fine della partita, per giuda…Nella bagarre piu totale Fabio prende un penalty point ma continua a lottare vince quel game ed in quello seguente con Monfils in preda ai crampi e che serve molto piano, ha 3 match point, in due gioca molto bene il francese ma nel terzo Fabio sbaglia una risposta facile su una prima per colpa di un laser che l’acceca. Si chiude alla fine 5 pari e si riprendera’ domani.

A fine match andiamo nello spogliatoio da Fabio che e’ veramente imbestialito con arbitro e tifosi francesi e non per ultimo con Monfils che non aveva voluto interrompere il match, piu’ tardi si riprendera’ e verra’ su a mangiare con noi un po’ di pasta, domani si riprende, bisognera’ essere forti. Nella trasportation per l’albergo siamo tutti arrabbiati ma ancora carichi per domani. In noi c’e’ molta delusione ma anche una convinzione, non ci spezzeranno!!

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