Ecco i 10 anni di Barazza sulla panchina azzurra..

di - 20 Settembre 2010

Corrado Barazzutti

di Alessandro Nizegorodcew

Cerchiamo di analizzare attraverso numeri, statistiche e ricordi, i 10 anni di Corrado Barazzutti sulla panchina dell’Italtennis maschile. L’avventura di Barazza inizia dopo la clamorosa sconfitta azzurra in casa contro il Belgio, datata 23 luglio 2000, quando i giovani fratelli Rochus fecero letteralmente impazzire Gaudenzi, Sanguinetti e Nargiso. E’ l’ultima partita di Paolo Bertolucci sulla panchina dell’Italia di Davis. Lì comincia il regno di Corrado.

Finlandia – Italia 2-3 (Apr 2001)
La prima di Barazza coincide con la prima della storia in Serie B per l’Italia. Si va in Finlandia dopo la rinuncia dei top-players italiani. Ci si presenta in Finlandia con i giovani Navarra e Luzzi, supportati da Santopadre (decisivo insieme a Mosè nel doppio) e Volandri (che gioca e perde a risultato acquisito). Il grandissimo Federico supera Liukko 14-12 al quinto dopo una maratona di 4 ore e mezzo, mentre Navarra supera abbastanza agevolmente quel Nieminen che poco dopo avrebbe iniziato la propria scalata verso il gotha del tennis (a differenza, purtroppo, di Mosè). Prima dell’incontro, da ricordare le parole di Angelo Binaghi, presidente federale, che dichiara a riguardo degli assenti: “Attorno a questa squadra si costruirà un nuovo ciclo: qui si entra e si sta con serenità, altrimenti si esce. Punteremo al merito: chi gioca nella Davis e nella Federation Cup avrà anche diritto alle wild card per Roma. Non è un ricatto, è una garanzia.”

Italia – Croazia 2-3 (Set 2001)
La prima occasione di Barazza è immediata e si gioca al Foro Italico, contro la forte Croazia di Ivanisevic e Ljubicic. E’ l’incontro del vero esordio di Filippo Volandri, che stupisce Roma vincendo 6-4 al quinto contro Goran (che aveva pochi mesi prima vinto Wimbledon!), che a fine match dichiarerà di aver regalato la partita: “Ho perso un match e non ho una spiegazione: se avessi giocato normalmente avrei vinto: ho regalato una partita incredibile, e non è neppure Natale.” Purtroppo Luzzi non entra mai in partita con Ljubicic, che gli lascia 7 giochi. Il doppio è come spesso accade il punto decisivo, ma Galimberti e Navarra, dopo due set e mezzo perfetti, finiscono per perdere 6-7 3-6 7-6 6-2 6-4. Nel tie-break del terzo set, Mosè serve sul 5-4 ma commette due doppi falli. Da quel momento la Croazia torna a crederci, sino a chiudere al quinto set. Barazza dichiara: “Siamo stati molto vicini a vincere, ma ci sono stati due doppi falli di troppo. Peccato, per i ragazzi che sono stati eccezionali e hanno dimostrato di essere capaci di difendere molto molto bene i colori dell’Italia. E peccato anche per il pubblico che è stato fantastico. Domani ci riproveremo.” In quel “domani”, però, Luzzi prosegue nel suo weekend negativo perdendo 7-6 6-3 6-4 con Goran, prima del punto del 2-3 di Volandri con Vajda. E’ ancora Serie B…

Italia – Finlandia 1-4 (Apr 2002)
Il 2002 è l’anno di Davide Sanguinetti. L’azzurro vive uno dei migliori anni della sua carriera, vincendo due tornei Atp sul veloce (Milano e Delray Beach), battendo giocatori quali Federer e Roddick. Gli altri azzurri (se si eccettua Gaudenzi, che in quel periodo non gioca in Davis), sono tutti piuttosto lontani in classifica (Luzzi è 110, Galvani e Galimberti poco indietro). In molti, tra gli addetti ai lavori, “consigliano” a Barazza di giocare sul veloce, per agevolare un Dado in forma psico-fisica straordinaria. Ma Corrado sceglie la terra di Reggio Calabria. Scelta che risulta infausta: Sanguinetti si fa rimontare due set di vantaggio da Tiilikainen (best ranking 259 Atp) e Galimberti non vede palla con Nieminen. Il doppio, che ancora una volta può salvare per un giorno l’Italia, perde tre set a zero, con Jarkko e lo sconosciuto Kiiski (best ranking 427 Atp), regolano Navarra e Galimba. L’allenatore di Sanguinetti di allora, Claudio Pistolesi, criticò aspramente la scelta della superficie prima della sfida con gli scandinavi. Dopo una parentesi così cupa (sul veloce Sanguinetti non avrebbe mai perso con Tiilikainen e Galvani e Galimba sul cemento hanno sempre giocato bene in carriera), in molti chiedono la testa di Barazzutti, che a caldo dichiara: “Per fortuna non era un match di boxe, altrimenti ci avrebbero fatto molto male.” Poi in merito alla scelta della terra rossa: “E’ una sconfitta molto dura per me – ammette – dovrò rifletterci molto sopra nei prossimi giorni. A posteriori, sulla base dei risultati, ho sbagliato, anche se quando ho preso delle decisioni c’erano delle motivazioni concrete. Non vuole essere una giustificazione, ma il campo a causa della pioggia era diversissimo da quello che volevo.” Queste invece le parole del presidente Binaghi: “Dopo questa brutta botta contro la Finlandia – ha spiegato – dobbiamo dare forza al nostro ct. Barazzutti e’ il miglior capitano che noi possiamo avere in questo momento. Per cui lo riconfermiamo a prescindere da quello che l’Italia fara’ a settembre con il Portogallo.”

Italia – Portogallo 4-1 (Set 2002)
Dal tentativo di risalita in Serie A, Barazzutti si ritrova in un anno a dover evitare la Serie C. Il Portogallo non ha alcun giocatore che ci possa impensierire, ma nonostante questo Galvani perde tre set a zero all’esordio contro Bernardo Mota, non propriamente un campione. Questa volta però la superficie è quella giusta (avremmo vinto anche sullo sterco indiano), ovvero il veloce indoor di Follonica, e Sanguinetti vince tranquillamente i suoi due singolari, mentre il doppio Bertolini-Galimberti porta il terzo punto (in 4 set e con qualche sofferenza di troppo).

Marocco – Italia 3-2 (Apr 2003)
Si va in Marocco per riavvicinarsi pian piano alla Serie A e la prime due giornate sembrano dar ragione a Barazzutti, che schiera Volandri e Sanguinetti in singolare. Filippo lotta alla grande con El Aynaoui, sprecando l’impossibile e finendo per perdere 7-6 6-4 3-6 7-6. Una grande prestazione del toscano, contro un avversario di grandissimo valore, per di più fuori casa. Sanguinetti invece gioca uno dei suoi migliori match su terra battuta della carriera, superando Hicham Arazi 6-3 al quinto. Il doppio Bertolini-Galimberti ha vita facile e arriviamo a domenica sul 2-1. Ma le prestazioni azzurre nella giornata finale sono da brividi: dopo la prevedibile sconfitta di Dado con Younes, Volandri, probabilmente bloccato dalla tensione, racimola solo 8 giochi contro Arazi. Si continua a soffrire… Queste le parole di Barazza al termine dell’incontro: “Agli azzurri non posso rimproverare niente. Si sono battuti bene, ma gli avversari erano più forti.” In effetti, dopo questa sconfitta, con avversari di alto livello, non avrebbe senso mandare via il Ct. Sarebbe stato un controsenso. Ma la storia ovviamente non finisce qui.

Zimbabwe – Italia 3-2 (Set 2003)
Bisogna evitare la Serie C e il sorteggi ci riserva lo Zimbabwe. Il nome non inganni, perché non è propriamente una “squadra materasso”, visto che i fratelli Wayne e Byron Black sono giocatori molto temibili sul veloce. Un match non facile, ma che appare aperto a qualsiasi risultato. Un risultato che però, dopo due giorni, vede gli africani già vincenti. Volandri perde in 4 con Ullyett, dimostrando di non essere all’altezza della situazione sul veloce indoor (il servizio di Filippo era molto peggio di adesso, anche se forse non ve lo ricordate!). Davide perde in 3 con Wayne Black e il doppio Bertolini-Galimberti non vede mai la luce contro Black-Ullyett. Queste le parole di Barazzutti dopo la cocente sconfitta azzurra, che finisce per la prima volta nella storia in Serie C: “Sono molto dispiaciuto, per i ragazzi, i tifosi e la FIT. Mi aspettavo un incontro duro, ma in realtà è stato durissimo – ha aggiunto il tecnico – Il loro doppio, in particolare, si è rivelato troppo forte.” Troppo forte lo Zimbabwe (per gli africani 4 sconfitte nelle successive 5 partite; unica vittoria contro il Cile), davvero troppo forte.

Italia – Georgia 3-2 (Apr 2004)
Dopo due sconfitte consecutive e quattro negli ultimi 5 incontri, l’Italia si ritrova a giocare in Serie C contro la Georgia di Irakli Labadze e… basta! E’ infatti solamente uno, seppur di livello, il giocatore georgiano. E’ il match di esordio in Davis per Alessio Di Mauro (primo siciliano in Davis della storia) e Andreas Seppi, che sulla terra di Cagliari vincono 3-2, perdendo però i due singolari col talento mancino dell’Ex Urss. Impossibile perdere, anche provandoci in tutti i modi, contro Lado Chikhladze. Si torna a respirare…

Italia – Bulgaria 5-0 (Lug 2004)
A Teramo si gioca contro la Bulgaria del talento (mai espresso, ma proprio mai!) Teodor Enev e del gigante dal gran servizio (ma solo quello!) Ivaylo Traykov. E’ l’esordio del più grande davisman del decennio, ovvero Potito Starace, che regala numeri su numeri al pubblico abruzzese. Anche Volandri non ha problemi, mentre vince senza soffrire il doppio Seppi-Bertolini (!!!).

Italia -Polonia 3-2 (Set 2004)
(Quasi) Clamoroso a Livorno! Volandri, nella “sua” Livorno, si perde incredibilmente nella giornata decisiva (Poto e Filo avevano vinto i singoli e Bertolini-Seppi, doppio improbabile, avevano perso in 4 con Fyrstenberg-Matkowski), perdendo 6-2 al quinto con il buon Kubot. Ci pensa Potito a salvare la baracca, ma non senza arrivare ad un passo dalla sconfitta contro il doppista Fyrstenberg. Il risultato finale recita 2-6 6-3 4-6 6-3 7-5. Ad un centimetro da una sconfitta clamorosa, L’Italia e Barazzutti si salvano…

Lussemburgo – Italia 0-5 (Mar 2005)
Finalmente un doppio e un grande Braccio. Ci si può finalmente rallegrare per qualcosa dopo qualche anno. Non tanto per la vittoria su una squadra con un solo giocatore (Gilles Muller), ma per una consistenza di squadra che per la prima volta sembra di un certo livello. Bracciali gioca un match strepitoso contro Muller, battendolo 7-6 6-7 6-4 6-4, tirando un gran numero di ace. In più il doppio Galimberti-Bracciali, che giocano spesso i tornei challenger insieme, è di ottimo livello. E’, dopo anni, un doppio ben allestito. Probabilmente non al livello di Nargiso-Gaudenzi, ma comunque molto affidabile anche contro top-players.

Italia – Marocco 4-1 (Apr 2005)
Si torna a respirare aria di un certo livello in Davis (era ora!). Se si batte il Marocco si va allo spareggio per la Serie A. El Aynaoui non è più quello di due anni fa e Volandri lo supera 3 set a 0. Anche Potito e il doppio Galimba-Braccio fanno il loro dovere e al Foro Italico finisce 4-1, senza alcuna sofferenza. Queste le parole di Barazza: “Il tennis italiano ha tirato fuori la testa. Anche se questa vittoria è un passo che ci avvicina al traguardo, rimaniamo comunque con i piedi piantati per terra. Questa è una vittoria del gruppo e di un team che ha dimostrato di saper stare bene insieme, grazie ad una coesione e ad uno spirito di squadra che è stato costruito anno dopo anno. La nostra è una squadra che ha un futuro, accanto al quale è possibile far crescere le nostre giovani promesse.” Uno spirito di squadra costruito anno dopo anno, che in realtà vede la stessa formazione in campo solo da un anno e che ben presta finirà per sfaldarsi.

Italia – Spagna 2-3 (Set 2005)
Poco da dire sull’incontro che può ridarci la Serie A nel 2005? Assolutamente no. La scelta della superficie fa discutere. L’Italia è la prima (e sarà anche l’unica fino ad oggi) a decidere di sfidare Nadal (che sul veloce non era ancora irresistibile) sulla sua amata terra rossa. E’ anche il periodo dell’ennesima problematica tennisti-federazione, con Volandri, Starace, Galimberti e Seppi che chiedono sostanzialmente soldi per giocare in nazionale. Dei 4 alla fine salta solo Volandri, l’unico ad andare davvero sino in fondo alla questione (sulla quale si era esposto anche il presidente del Coni Petrucci: “Quella lettera è un atto inopportuno, inelegante e, a conti fatti, controproducente per chi l’ha scritta. Le richieste sono concepibili, le imposizioni no. E i nostri tennisti dovrebbero chiedere scusa.” Se con Filo la terra rossa poteva essere un’idea comunque sbagliata ma accettabile, senza il toscano appare impossibile una vittoria sulla Spagna. E invece succede l’imponderabile. Seppi gioca il match della vita, rimontando due set di svantaggio a Juan Carlos Ferrero, mentre Bracciali (in buona forma ma certamente non un terraiolo), va 3-0 con due break nel primo set contro Rafa, prima di cedere 15 dei restanti 18 giochi. Il doppio è il capolavoro della carriera di Galimba e Braccio, che dopo 5 ore battono Nadal e Feliciano Lopez 4-6 6-4 6-2 4-6 9-7 con il pubblico di Torre del Greco letteralmente impazzito di gioia. Il problema è che Starace si è fatto male appena prima dell’inizio della sfida e Barazza non può schierare Bolelli, in Campania come quinto uomo. Si è aspettato troppo per capire che Starace non ce l’avrebbe fatta? Bolelli avrebbe potuto superare Ferrero? Sicuramente avrebbe fatto meglio del povero Braccio, che dopo le 5 ore del giorno prima cede nettamente a Juan Carlos. Prima di lui Seppi illude contro Nadal, giocando un altro grande match. Dopo aver perso 6-1 6-2 i primi due set, Andy rimonta il terzo sino a vincerlo 7-5, salendo sopra di un break anche nel quarto. Ma Rafa rimonta e e chiude 6-4. Negli occhi dei tifosi un rovescio lungolinea di Andreas che avrebbe significato il secondo break nel quarto set, finito fuori di pochi centimetri.

Italia – Lussemburgo 5-0 (Apr 2006)
Partita a senso unico, contro avversari che non possono schierare Muller, che è infortunato. Un 5-0, sulla terra di Torre del Greco, nettissimo. Continuano a giocare insieme Galimberti e Bracciali, una coppia sempre meglio assortita.

Spagna – Italia 4-1 (Set 2006)
Il sorteggio non è favorevole, anche se questa volta in campo c’è il reintegrato Filippo Volandri, che nel venerdì inaugurale gioca uno dei migliori match della vita, ridicolizzando Tommy Robredo 6-3 7-5 6-3, davanti all’incredulo e appassionato pubblico di Santander. Nadal supera Seppi questa volta facilmente, mentre il doppio, punto fondamentale, si perde: Galimba e Braccio lottano allo strenuo delle loro forze, ma Nadal e Verdasco vincono 6-2 3-6 6-3 7-6. Domenica si parte con un Volandri ancora strepitoso, che sul punteggio di 1 set pari con Nadal, per un attimo da l’impressione di poter vincere, ma Rafa alla distanza non perdona. Risultato finale: 6-3 5-7 6-3 6-3. Prima del sorteggio, intanto, era partita la polemica di Barazza contro il metodo sei sorteggi: “Già l’anno scorso, con una formazione incompleta, siamo andati vicini a batterli – dice Barazzutti – stavolta, al completo, andremo nella tana del lupo per vincere e dimostrarci più forti di quanto pensano a Londra, dove hanno scritto un regolamento assurdo ed incomprensibile. E’ davvero strano che una nazione come l’Italia sia fuori dal lotto delle teste di serie che comprende, invece, l’Austria che, con tutto il rispetto, ha un solo giocatore nei primi 100. Tornare nel World Group per noi equivale ad una vittoria della Coppa, mentre l’Austria va a giocare con il Messico. Con questo criterio di assegnazione delle teste di serie l’Austria rimane in A tutta la vita, anche se non ha giocatori paragonabili ai nostri. Così nel World Group finiscono per giocare i più fortunati e non i più forti. Alle nazionali deve essere dato il giusto valore ed è antisportivo che l’Italia sia penalizzata ormai da qualche anno.”

Israele – Italia 3-2 (Apr 2007)
E il sorteggio, sicuramente non pessimo, arriva con la sfida ad Israele. Oltre ad un doppio di sicuro valore, formato dagli specialisti Elrich e Ram, i singolaristi Sela e Okun non fanno poi così paura. La partenza di Seppi contro Dudi Sela è da incubo e Andy si ritrova sotto 2 set a 0. Ma l’altoatesino è bravo a ribaltare il match, portandosi addirittura avanti 3-1 al quinto set. Ma qui si spegne e il primo punto va a farsi benedire. E’ il match dell’esordio in Davis di Simone Bolelli, che però perde 7-5 7-5 6-4 contro Okun. Il doppio, che vada al via Starace e Bracciali, finisce 6-3 7-6 7-6 per i nostri avversari. Israele non era un sorteggio pessimo, ma noi lo siamo stati.

Italia – Lussemburgo 4-1 (Lug 2007)
Un altro sorteggio sfortunatissimo (!?) ci porta a riaffrontare Lussembrugo, che superiamo facilmente sul cemento di Alghero (bravo Seppi a non dare scampo a Gilles Muller). Poco da segnalare se non il rientro in nazionale di Federico Luzzi, che a risultato acquisito batte Bram 6-4 6-4.

Croazia – Italia 3-2 (Apr 2008)
Si va in Croazia, contro Ancic, Karlovic e il giovanissimo Marin Cilic. Simone Bolelli è il giocatore su cui puntare, mentre Seppi è in buona forma. Simone gioca un match perfetto contro Ivo Karlovic, superato in tre set e breakkato ben due volte (7-6(7) 6-3 6-4). Seppi non può nulla contro un Ancic in giornata di grazia. Il punto decisivo appare, come spesso accade, il doppio. Barazzutti schiera Bolelli e Starace, non proprio due specialisti, che non possono nulla contro Ancic e Cilic, perdendo in 4 set. In molti tra gli addetti ai lavori criticano Corrado, per non aver schierato Seppi al fianco di Bolelli, vista la buona forma di Andy. Il giorno successivo Seppi gioca un match maratona con Cilic, vinto 6-1 al quinto, mentre Bolelli, nel singolare decisivo, cede ad un Ancic perfetto 6-4 6-4 6-2. Un’altra vittoria sfiorata, un altro doppio improvvisato, un’altra sconfitta. E si rimane in Serie B.

Italia – Lettonia 3-2 (Set 2008)
La vigilia è piuttosto movimentata. E’ il momento della “squalifica” di Bolelli dalla nazionale per la mancata risposta alla convocazione in nazionale. Simone decide di proseguire la sua programmazione con i tornei Atp in Asia e Binaghi dichiara che non giocherà mai più fin quando lui sarà presidente federale. La Lettonia ha un solo giocatore, Ernests Gulbis, che porta a casa i suoi due punti (con Fognini, all’esordio, in 3 set e con Seppi in 5 set in un match molto combattuto e bello). Ma Juska non è certamente un singolarista (né doppista) che fa paura e sia Poto che Andy lo superano con facilità. Il punto decisivo è ovviamente il doppio. Seppi e Starace (ancora un nuovo doppio!) battono Gulbis e Juska 6-4 al quarto set. Serie C evitata…

Italia – Slovacchia (Mar 2009)
Seppi (convocato ma “ritirato” a sorteggio effettuato) non gioca e la storia la conosciamo tutti. Continuano i sorteggi impossibili (!?) e ci si ritrova ad affrontare la Slovacchia per andare allo spareggio per la A. Starace supera tranquillamente Hrbaty, mentre Fognini batte Lacko (che poi sarebbe salito perentoriamente in classifica) 6-1 al quinto. Il doppio (incredibile, ancora nuovo!) è Cipolla-Starace. I due azzurri arrivano ad un passo dalla vittoria con gli specialisti Mertinak e Polasek, ma finiscono per perdere 9-7 al quinto. Ma per la vittoria totale non c’è alcun problema: Fognini batte Hrbaty e Cipolla, a risultato acquisito, supera il buon Lacko.

Italia – Svizzera 2-3 (Set 2009)
Poco da fare per gli azzurri contro la Svizzera di Federer, che arriva direttamente da New York, dove ha perso la finale degli Us Open da Del Potro. Il reintegro di Bolelli (ma non doveva essere squalificato a vita!?) non basta. Seppi perde (dopo essersi sentito male, ma farà così poco bene alla salute la Davis?) e Bolelli non può fare nulla contro il Re. Bolelli e Potito giocano un bel doppio, portando l’Italia sull’1-2, ma Potito non riesce nel miracolo contro Roger, che si dimostra carico e grintoso, giocando un tennis eccezionale. Sorteggio questa volta pessimo davvero. Clima in Davis pessimo come troppo spesso… davvero.

Italia – Bielorussia 5-0 (Mar 2010)
Seppi chiede di non essere convocato la stagione 2010. Notizia che non rende felice la federazione, ma il rapporto con Barazzutti è quello che è. Andy non è tranquillo in Davis e rinuncia alla nazionale. Non arriva la squalifica alla “Bolelle”, mentre l’Italia passeggia su Bury, Ignatik e Mirnyi. Il doppio lo giocano Bolelli e Starace. Quantomeno un briciolo di continuità. Potito è un buon doppista da terra mentre Simone, che non è dotata di una grande risposta, è adattato alla specialità ma non si comporta male. Queste le parole di Barazza: “I ragazzi sono estremamente competitivi, sono giocatori che hanno dimostrato tante volte, anche nei tornei, di essere forti. Sono contento soprattutto per loro, che hanno giocato per la Nazionale ed è una cosa importante.”

Olanda – Italia 1-4 (Mag 2010)
La prima vera grande vittoria dell’Italia di Barazzutti è quella olandese. Anche se la vigilia vede ancora polemiche, con Fognini che è infortunato al polso, ma che si presenta al via in un torneo la stessa settimana della Davis. La cronaca è storia recente: Starace batte Haase, Bolelli supera De Bakker, prima di vincere insieme il doppio contro Haase e Sijsling. La prima e unica vera vittoria di livello dell’Italtennis firmata Barazzutti.

La sconfitta con la Svezia, di poche ore fa, è la dimostrazione di una formazione con discrete potenzialità, ma senza un progetto vero e proprio. Non c’è un progetto che preveda la costruzione di un doppio da Davis (un po’ come fecero Gaudenzi e Nargiso, che giocarono tantissimi tornei insieme nel circuito, anche challenger per di entrare in tabellone). Il gruppo non tiene e questo è evidente. Il solo punto fermo è Starace, mentre gli altri sono un po’ “ballerini” nelle convocazioni. Lo spirito di squadra non sembra così forte come dice Barazzutti e il polso del gruppo non è ben gestito dal capitano. 14 vittorie e 10 sconfitte il bilancio fino ad oggi di Corrado sulla panchina azzurra, ma come detto l’unica vittoria rilevante è quella in Olanda. Superare tre volte il Lussemburgo, quindi la Lettonia, Slovacchia, Bielorussia e compagnia danzante, non può essere sufficiente per sentirsi ancora adatto a questa panchina.

© riproduzione riservata

51 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *