Ecco i 10 anni di Barazza sulla panchina azzurra..

di - 20 Settembre 2010

Corrado Barazzutti

di Alessandro Nizegorodcew

Cerchiamo di analizzare attraverso numeri, statistiche e ricordi, i 10 anni di Corrado Barazzutti sulla panchina dell’Italtennis maschile. L’avventura di Barazza inizia dopo la clamorosa sconfitta azzurra in casa contro il Belgio, datata 23 luglio 2000, quando i giovani fratelli Rochus fecero letteralmente impazzire Gaudenzi, Sanguinetti e Nargiso. E’ l’ultima partita di Paolo Bertolucci sulla panchina dell’Italia di Davis. Lì comincia il regno di Corrado.

Finlandia – Italia 2-3 (Apr 2001)
La prima di Barazza coincide con la prima della storia in Serie B per l’Italia. Si va in Finlandia dopo la rinuncia dei top-players italiani. Ci si presenta in Finlandia con i giovani Navarra e Luzzi, supportati da Santopadre (decisivo insieme a Mosè nel doppio) e Volandri (che gioca e perde a risultato acquisito). Il grandissimo Federico supera Liukko 14-12 al quinto dopo una maratona di 4 ore e mezzo, mentre Navarra supera abbastanza agevolmente quel Nieminen che poco dopo avrebbe iniziato la propria scalata verso il gotha del tennis (a differenza, purtroppo, di Mosè). Prima dell’incontro, da ricordare le parole di Angelo Binaghi, presidente federale, che dichiara a riguardo degli assenti: “Attorno a questa squadra si costruirà un nuovo ciclo: qui si entra e si sta con serenità, altrimenti si esce. Punteremo al merito: chi gioca nella Davis e nella Federation Cup avrà anche diritto alle wild card per Roma. Non è un ricatto, è una garanzia.”

Italia – Croazia 2-3 (Set 2001)
La prima occasione di Barazza è immediata e si gioca al Foro Italico, contro la forte Croazia di Ivanisevic e Ljubicic. E’ l’incontro del vero esordio di Filippo Volandri, che stupisce Roma vincendo 6-4 al quinto contro Goran (che aveva pochi mesi prima vinto Wimbledon!), che a fine match dichiarerà di aver regalato la partita: “Ho perso un match e non ho una spiegazione: se avessi giocato normalmente avrei vinto: ho regalato una partita incredibile, e non è neppure Natale.” Purtroppo Luzzi non entra mai in partita con Ljubicic, che gli lascia 7 giochi. Il doppio è come spesso accade il punto decisivo, ma Galimberti e Navarra, dopo due set e mezzo perfetti, finiscono per perdere 6-7 3-6 7-6 6-2 6-4. Nel tie-break del terzo set, Mosè serve sul 5-4 ma commette due doppi falli. Da quel momento la Croazia torna a crederci, sino a chiudere al quinto set. Barazza dichiara: “Siamo stati molto vicini a vincere, ma ci sono stati due doppi falli di troppo. Peccato, per i ragazzi che sono stati eccezionali e hanno dimostrato di essere capaci di difendere molto molto bene i colori dell’Italia. E peccato anche per il pubblico che è stato fantastico. Domani ci riproveremo.” In quel “domani”, però, Luzzi prosegue nel suo weekend negativo perdendo 7-6 6-3 6-4 con Goran, prima del punto del 2-3 di Volandri con Vajda. E’ ancora Serie B…

Italia – Finlandia 1-4 (Apr 2002)
Il 2002 è l’anno di Davide Sanguinetti. L’azzurro vive uno dei migliori anni della sua carriera, vincendo due tornei Atp sul veloce (Milano e Delray Beach), battendo giocatori quali Federer e Roddick. Gli altri azzurri (se si eccettua Gaudenzi, che in quel periodo non gioca in Davis), sono tutti piuttosto lontani in classifica (Luzzi è 110, Galvani e Galimberti poco indietro). In molti, tra gli addetti ai lavori, “consigliano” a Barazza di giocare sul veloce, per agevolare un Dado in forma psico-fisica straordinaria. Ma Corrado sceglie la terra di Reggio Calabria. Scelta che risulta infausta: Sanguinetti si fa rimontare due set di vantaggio da Tiilikainen (best ranking 259 Atp) e Galimberti non vede palla con Nieminen. Il doppio, che ancora una volta può salvare per un giorno l’Italia, perde tre set a zero, con Jarkko e lo sconosciuto Kiiski (best ranking 427 Atp), regolano Navarra e Galimba. L’allenatore di Sanguinetti di allora, Claudio Pistolesi, criticò aspramente la scelta della superficie prima della sfida con gli scandinavi. Dopo una parentesi così cupa (sul veloce Sanguinetti non avrebbe mai perso con Tiilikainen e Galvani e Galimba sul cemento hanno sempre giocato bene in carriera), in molti chiedono la testa di Barazzutti, che a caldo dichiara: “Per fortuna non era un match di boxe, altrimenti ci avrebbero fatto molto male.” Poi in merito alla scelta della terra rossa: “E’ una sconfitta molto dura per me – ammette – dovrò rifletterci molto sopra nei prossimi giorni. A posteriori, sulla base dei risultati, ho sbagliato, anche se quando ho preso delle decisioni c’erano delle motivazioni concrete. Non vuole essere una giustificazione, ma il campo a causa della pioggia era diversissimo da quello che volevo.” Queste invece le parole del presidente Binaghi: “Dopo questa brutta botta contro la Finlandia – ha spiegato – dobbiamo dare forza al nostro ct. Barazzutti e’ il miglior capitano che noi possiamo avere in questo momento. Per cui lo riconfermiamo a prescindere da quello che l’Italia fara’ a settembre con il Portogallo.”

Italia – Portogallo 4-1 (Set 2002)
Dal tentativo di risalita in Serie A, Barazzutti si ritrova in un anno a dover evitare la Serie C. Il Portogallo non ha alcun giocatore che ci possa impensierire, ma nonostante questo Galvani perde tre set a zero all’esordio contro Bernardo Mota, non propriamente un campione. Questa volta però la superficie è quella giusta (avremmo vinto anche sullo sterco indiano), ovvero il veloce indoor di Follonica, e Sanguinetti vince tranquillamente i suoi due singolari, mentre il doppio Bertolini-Galimberti porta il terzo punto (in 4 set e con qualche sofferenza di troppo).

Marocco – Italia 3-2 (Apr 2003)
Si va in Marocco per riavvicinarsi pian piano alla Serie A e la prime due giornate sembrano dar ragione a Barazzutti, che schiera Volandri e Sanguinetti in singolare. Filippo lotta alla grande con El Aynaoui, sprecando l’impossibile e finendo per perdere 7-6 6-4 3-6 7-6. Una grande prestazione del toscano, contro un avversario di grandissimo valore, per di più fuori casa. Sanguinetti invece gioca uno dei suoi migliori match su terra battuta della carriera, superando Hicham Arazi 6-3 al quinto. Il doppio Bertolini-Galimberti ha vita facile e arriviamo a domenica sul 2-1. Ma le prestazioni azzurre nella giornata finale sono da brividi: dopo la prevedibile sconfitta di Dado con Younes, Volandri, probabilmente bloccato dalla tensione, racimola solo 8 giochi contro Arazi. Si continua a soffrire… Queste le parole di Barazza al termine dell’incontro: “Agli azzurri non posso rimproverare niente. Si sono battuti bene, ma gli avversari erano più forti.” In effetti, dopo questa sconfitta, con avversari di alto livello, non avrebbe senso mandare via il Ct. Sarebbe stato un controsenso. Ma la storia ovviamente non finisce qui.

Zimbabwe – Italia 3-2 (Set 2003)
Bisogna evitare la Serie C e il sorteggi ci riserva lo Zimbabwe. Il nome non inganni, perché non è propriamente una “squadra materasso”, visto che i fratelli Wayne e Byron Black sono giocatori molto temibili sul veloce. Un match non facile, ma che appare aperto a qualsiasi risultato. Un risultato che però, dopo due giorni, vede gli africani già vincenti. Volandri perde in 4 con Ullyett, dimostrando di non essere all’altezza della situazione sul veloce indoor (il servizio di Filippo era molto peggio di adesso, anche se forse non ve lo ricordate!). Davide perde in 3 con Wayne Black e il doppio Bertolini-Galimberti non vede mai la luce contro Black-Ullyett. Queste le parole di Barazzutti dopo la cocente sconfitta azzurra, che finisce per la prima volta nella storia in Serie C: “Sono molto dispiaciuto, per i ragazzi, i tifosi e la FIT. Mi aspettavo un incontro duro, ma in realtà è stato durissimo – ha aggiunto il tecnico – Il loro doppio, in particolare, si è rivelato troppo forte.” Troppo forte lo Zimbabwe (per gli africani 4 sconfitte nelle successive 5 partite; unica vittoria contro il Cile), davvero troppo forte.

Italia – Georgia 3-2 (Apr 2004)
Dopo due sconfitte consecutive e quattro negli ultimi 5 incontri, l’Italia si ritrova a giocare in Serie C contro la Georgia di Irakli Labadze e… basta! E’ infatti solamente uno, seppur di livello, il giocatore georgiano. E’ il match di esordio in Davis per Alessio Di Mauro (primo siciliano in Davis della storia) e Andreas Seppi, che sulla terra di Cagliari vincono 3-2, perdendo però i due singolari col talento mancino dell’Ex Urss. Impossibile perdere, anche provandoci in tutti i modi, contro Lado Chikhladze. Si torna a respirare…

Italia – Bulgaria 5-0 (Lug 2004)
A Teramo si gioca contro la Bulgaria del talento (mai espresso, ma proprio mai!) Teodor Enev e del gigante dal gran servizio (ma solo quello!) Ivaylo Traykov. E’ l’esordio del più grande davisman del decennio, ovvero Potito Starace, che regala numeri su numeri al pubblico abruzzese. Anche Volandri non ha problemi, mentre vince senza soffrire il doppio Seppi-Bertolini (!!!).

Italia -Polonia 3-2 (Set 2004)
(Quasi) Clamoroso a Livorno! Volandri, nella “sua” Livorno, si perde incredibilmente nella giornata decisiva (Poto e Filo avevano vinto i singoli e Bertolini-Seppi, doppio improbabile, avevano perso in 4 con Fyrstenberg-Matkowski), perdendo 6-2 al quinto con il buon Kubot. Ci pensa Potito a salvare la baracca, ma non senza arrivare ad un passo dalla sconfitta contro il doppista Fyrstenberg. Il risultato finale recita 2-6 6-3 4-6 6-3 7-5. Ad un centimetro da una sconfitta clamorosa, L’Italia e Barazzutti si salvano…

Lussemburgo – Italia 0-5 (Mar 2005)
Finalmente un doppio e un grande Braccio. Ci si può finalmente rallegrare per qualcosa dopo qualche anno. Non tanto per la vittoria su una squadra con un solo giocatore (Gilles Muller), ma per una consistenza di squadra che per la prima volta sembra di un certo livello. Bracciali gioca un match strepitoso contro Muller, battendolo 7-6 6-7 6-4 6-4, tirando un gran numero di ace. In più il doppio Galimberti-Bracciali, che giocano spesso i tornei challenger insieme, è di ottimo livello. E’, dopo anni, un doppio ben allestito. Probabilmente non al livello di Nargiso-Gaudenzi, ma comunque molto affidabile anche contro top-players.

Italia – Marocco 4-1 (Apr 2005)
Si torna a respirare aria di un certo livello in Davis (era ora!). Se si batte il Marocco si va allo spareggio per la Serie A. El Aynaoui non è più quello di due anni fa e Volandri lo supera 3 set a 0. Anche Potito e il doppio Galimba-Braccio fanno il loro dovere e al Foro Italico finisce 4-1, senza alcuna sofferenza. Queste le parole di Barazza: “Il tennis italiano ha tirato fuori la testa. Anche se questa vittoria è un passo che ci avvicina al traguardo, rimaniamo comunque con i piedi piantati per terra. Questa è una vittoria del gruppo e di un team che ha dimostrato di saper stare bene insieme, grazie ad una coesione e ad uno spirito di squadra che è stato costruito anno dopo anno. La nostra è una squadra che ha un futuro, accanto al quale è possibile far crescere le nostre giovani promesse.” Uno spirito di squadra costruito anno dopo anno, che in realtà vede la stessa formazione in campo solo da un anno e che ben presta finirà per sfaldarsi.

Italia – Spagna 2-3 (Set 2005)
Poco da dire sull’incontro che può ridarci la Serie A nel 2005? Assolutamente no. La scelta della superficie fa discutere. L’Italia è la prima (e sarà anche l’unica fino ad oggi) a decidere di sfidare Nadal (che sul veloce non era ancora irresistibile) sulla sua amata terra rossa. E’ anche il periodo dell’ennesima problematica tennisti-federazione, con Volandri, Starace, Galimberti e Seppi che chiedono sostanzialmente soldi per giocare in nazionale. Dei 4 alla fine salta solo Volandri, l’unico ad andare davvero sino in fondo alla questione (sulla quale si era esposto anche il presidente del Coni Petrucci: “Quella lettera è un atto inopportuno, inelegante e, a conti fatti, controproducente per chi l’ha scritta. Le richieste sono concepibili, le imposizioni no. E i nostri tennisti dovrebbero chiedere scusa.” Se con Filo la terra rossa poteva essere un’idea comunque sbagliata ma accettabile, senza il toscano appare impossibile una vittoria sulla Spagna. E invece succede l’imponderabile. Seppi gioca il match della vita, rimontando due set di svantaggio a Juan Carlos Ferrero, mentre Bracciali (in buona forma ma certamente non un terraiolo), va 3-0 con due break nel primo set contro Rafa, prima di cedere 15 dei restanti 18 giochi. Il doppio è il capolavoro della carriera di Galimba e Braccio, che dopo 5 ore battono Nadal e Feliciano Lopez 4-6 6-4 6-2 4-6 9-7 con il pubblico di Torre del Greco letteralmente impazzito di gioia. Il problema è che Starace si è fatto male appena prima dell’inizio della sfida e Barazza non può schierare Bolelli, in Campania come quinto uomo. Si è aspettato troppo per capire che Starace non ce l’avrebbe fatta? Bolelli avrebbe potuto superare Ferrero? Sicuramente avrebbe fatto meglio del povero Braccio, che dopo le 5 ore del giorno prima cede nettamente a Juan Carlos. Prima di lui Seppi illude contro Nadal, giocando un altro grande match. Dopo aver perso 6-1 6-2 i primi due set, Andy rimonta il terzo sino a vincerlo 7-5, salendo sopra di un break anche nel quarto. Ma Rafa rimonta e e chiude 6-4. Negli occhi dei tifosi un rovescio lungolinea di Andreas che avrebbe significato il secondo break nel quarto set, finito fuori di pochi centimetri.

Italia – Lussemburgo 5-0 (Apr 2006)
Partita a senso unico, contro avversari che non possono schierare Muller, che è infortunato. Un 5-0, sulla terra di Torre del Greco, nettissimo. Continuano a giocare insieme Galimberti e Bracciali, una coppia sempre meglio assortita.

Spagna – Italia 4-1 (Set 2006)
Il sorteggio non è favorevole, anche se questa volta in campo c’è il reintegrato Filippo Volandri, che nel venerdì inaugurale gioca uno dei migliori match della vita, ridicolizzando Tommy Robredo 6-3 7-5 6-3, davanti all’incredulo e appassionato pubblico di Santander. Nadal supera Seppi questa volta facilmente, mentre il doppio, punto fondamentale, si perde: Galimba e Braccio lottano allo strenuo delle loro forze, ma Nadal e Verdasco vincono 6-2 3-6 6-3 7-6. Domenica si parte con un Volandri ancora strepitoso, che sul punteggio di 1 set pari con Nadal, per un attimo da l’impressione di poter vincere, ma Rafa alla distanza non perdona. Risultato finale: 6-3 5-7 6-3 6-3. Prima del sorteggio, intanto, era partita la polemica di Barazza contro il metodo sei sorteggi: “Già l’anno scorso, con una formazione incompleta, siamo andati vicini a batterli – dice Barazzutti – stavolta, al completo, andremo nella tana del lupo per vincere e dimostrarci più forti di quanto pensano a Londra, dove hanno scritto un regolamento assurdo ed incomprensibile. E’ davvero strano che una nazione come l’Italia sia fuori dal lotto delle teste di serie che comprende, invece, l’Austria che, con tutto il rispetto, ha un solo giocatore nei primi 100. Tornare nel World Group per noi equivale ad una vittoria della Coppa, mentre l’Austria va a giocare con il Messico. Con questo criterio di assegnazione delle teste di serie l’Austria rimane in A tutta la vita, anche se non ha giocatori paragonabili ai nostri. Così nel World Group finiscono per giocare i più fortunati e non i più forti. Alle nazionali deve essere dato il giusto valore ed è antisportivo che l’Italia sia penalizzata ormai da qualche anno.”

Israele – Italia 3-2 (Apr 2007)
E il sorteggio, sicuramente non pessimo, arriva con la sfida ad Israele. Oltre ad un doppio di sicuro valore, formato dagli specialisti Elrich e Ram, i singolaristi Sela e Okun non fanno poi così paura. La partenza di Seppi contro Dudi Sela è da incubo e Andy si ritrova sotto 2 set a 0. Ma l’altoatesino è bravo a ribaltare il match, portandosi addirittura avanti 3-1 al quinto set. Ma qui si spegne e il primo punto va a farsi benedire. E’ il match dell’esordio in Davis di Simone Bolelli, che però perde 7-5 7-5 6-4 contro Okun. Il doppio, che vada al via Starace e Bracciali, finisce 6-3 7-6 7-6 per i nostri avversari. Israele non era un sorteggio pessimo, ma noi lo siamo stati.

Italia – Lussemburgo 4-1 (Lug 2007)
Un altro sorteggio sfortunatissimo (!?) ci porta a riaffrontare Lussembrugo, che superiamo facilmente sul cemento di Alghero (bravo Seppi a non dare scampo a Gilles Muller). Poco da segnalare se non il rientro in nazionale di Federico Luzzi, che a risultato acquisito batte Bram 6-4 6-4.

Croazia – Italia 3-2 (Apr 2008)
Si va in Croazia, contro Ancic, Karlovic e il giovanissimo Marin Cilic. Simone Bolelli è il giocatore su cui puntare, mentre Seppi è in buona forma. Simone gioca un match perfetto contro Ivo Karlovic, superato in tre set e breakkato ben due volte (7-6(7) 6-3 6-4). Seppi non può nulla contro un Ancic in giornata di grazia. Il punto decisivo appare, come spesso accade, il doppio. Barazzutti schiera Bolelli e Starace, non proprio due specialisti, che non possono nulla contro Ancic e Cilic, perdendo in 4 set. In molti tra gli addetti ai lavori criticano Corrado, per non aver schierato Seppi al fianco di Bolelli, vista la buona forma di Andy. Il giorno successivo Seppi gioca un match maratona con Cilic, vinto 6-1 al quinto, mentre Bolelli, nel singolare decisivo, cede ad un Ancic perfetto 6-4 6-4 6-2. Un’altra vittoria sfiorata, un altro doppio improvvisato, un’altra sconfitta. E si rimane in Serie B.

Italia – Lettonia 3-2 (Set 2008)
La vigilia è piuttosto movimentata. E’ il momento della “squalifica” di Bolelli dalla nazionale per la mancata risposta alla convocazione in nazionale. Simone decide di proseguire la sua programmazione con i tornei Atp in Asia e Binaghi dichiara che non giocherà mai più fin quando lui sarà presidente federale. La Lettonia ha un solo giocatore, Ernests Gulbis, che porta a casa i suoi due punti (con Fognini, all’esordio, in 3 set e con Seppi in 5 set in un match molto combattuto e bello). Ma Juska non è certamente un singolarista (né doppista) che fa paura e sia Poto che Andy lo superano con facilità. Il punto decisivo è ovviamente il doppio. Seppi e Starace (ancora un nuovo doppio!) battono Gulbis e Juska 6-4 al quarto set. Serie C evitata…

Italia – Slovacchia (Mar 2009)
Seppi (convocato ma “ritirato” a sorteggio effettuato) non gioca e la storia la conosciamo tutti. Continuano i sorteggi impossibili (!?) e ci si ritrova ad affrontare la Slovacchia per andare allo spareggio per la A. Starace supera tranquillamente Hrbaty, mentre Fognini batte Lacko (che poi sarebbe salito perentoriamente in classifica) 6-1 al quinto. Il doppio (incredibile, ancora nuovo!) è Cipolla-Starace. I due azzurri arrivano ad un passo dalla vittoria con gli specialisti Mertinak e Polasek, ma finiscono per perdere 9-7 al quinto. Ma per la vittoria totale non c’è alcun problema: Fognini batte Hrbaty e Cipolla, a risultato acquisito, supera il buon Lacko.

Italia – Svizzera 2-3 (Set 2009)
Poco da fare per gli azzurri contro la Svizzera di Federer, che arriva direttamente da New York, dove ha perso la finale degli Us Open da Del Potro. Il reintegro di Bolelli (ma non doveva essere squalificato a vita!?) non basta. Seppi perde (dopo essersi sentito male, ma farà così poco bene alla salute la Davis?) e Bolelli non può fare nulla contro il Re. Bolelli e Potito giocano un bel doppio, portando l’Italia sull’1-2, ma Potito non riesce nel miracolo contro Roger, che si dimostra carico e grintoso, giocando un tennis eccezionale. Sorteggio questa volta pessimo davvero. Clima in Davis pessimo come troppo spesso… davvero.

Italia – Bielorussia 5-0 (Mar 2010)
Seppi chiede di non essere convocato la stagione 2010. Notizia che non rende felice la federazione, ma il rapporto con Barazzutti è quello che è. Andy non è tranquillo in Davis e rinuncia alla nazionale. Non arriva la squalifica alla “Bolelle”, mentre l’Italia passeggia su Bury, Ignatik e Mirnyi. Il doppio lo giocano Bolelli e Starace. Quantomeno un briciolo di continuità. Potito è un buon doppista da terra mentre Simone, che non è dotata di una grande risposta, è adattato alla specialità ma non si comporta male. Queste le parole di Barazza: “I ragazzi sono estremamente competitivi, sono giocatori che hanno dimostrato tante volte, anche nei tornei, di essere forti. Sono contento soprattutto per loro, che hanno giocato per la Nazionale ed è una cosa importante.”

Olanda – Italia 1-4 (Mag 2010)
La prima vera grande vittoria dell’Italia di Barazzutti è quella olandese. Anche se la vigilia vede ancora polemiche, con Fognini che è infortunato al polso, ma che si presenta al via in un torneo la stessa settimana della Davis. La cronaca è storia recente: Starace batte Haase, Bolelli supera De Bakker, prima di vincere insieme il doppio contro Haase e Sijsling. La prima e unica vera vittoria di livello dell’Italtennis firmata Barazzutti.

La sconfitta con la Svezia, di poche ore fa, è la dimostrazione di una formazione con discrete potenzialità, ma senza un progetto vero e proprio. Non c’è un progetto che preveda la costruzione di un doppio da Davis (un po’ come fecero Gaudenzi e Nargiso, che giocarono tantissimi tornei insieme nel circuito, anche challenger per di entrare in tabellone). Il gruppo non tiene e questo è evidente. Il solo punto fermo è Starace, mentre gli altri sono un po’ “ballerini” nelle convocazioni. Lo spirito di squadra non sembra così forte come dice Barazzutti e il polso del gruppo non è ben gestito dal capitano. 14 vittorie e 10 sconfitte il bilancio fino ad oggi di Corrado sulla panchina azzurra, ma come detto l’unica vittoria rilevante è quella in Olanda. Superare tre volte il Lussemburgo, quindi la Lettonia, Slovacchia, Bielorussia e compagnia danzante, non può essere sufficiente per sentirsi ancora adatto a questa panchina.

© riproduzione riservata

51 commenti

  1. Stefano

    Insomma, 10 anni buttati nel cesso 🙂
    Articolo molto bello Ale, interessanti anche le dichiarazioni deliranti del Barazza a corollario dei risultati finali. Col tempo si tende a dimenticare le fesserie che ha avuto la capacità di dire di fronte ai giornalisti; memorabile quella successiva alla sconfitta con la Spagna nel 2006, che proprio non mi ricordavo.

  2. Mauro g&f

    Vorrei sottolineare quello che Rino Tomasi dice da tempo, e cioè che l’attuale formula della Davis è da cambiare perchè non esprime il reale valore di un movimento di una nazione. Un solo giocatore infatti come succede spesso fa la differenza. Si potrebbero fare per esempio i singolari con quattro giocatori diversi.

  3. claudio pistolesi

    grande lavoro giornalistico Ale. sarebbe interessante riassumere allo stesso modo le intrviste anche di binaghi sin da quando e’ stato eletto. Tipo la conferenza stampa dopo il match contro laLettonia o quella contro la Slovacchia , e magari insieme a quelle dopo le vittorie in fed cup dove si e’ soffermato molto sul tennis maschile…
    Finora la notizia del dopo Svezia Italia , a meno che non mi sia sfuggito qualcosa , e’ che binaghi stavolta non ha detto nulla… , e binaghi che e’ colui che hasempre difeso barazzutti anche in serie C , ricambiato da barazzutti anche nei momenti di scontro durissimo contro i giocatori con cui poi si ritrov in panchina…

  4. TCC'75

    Mi vengono in mente tante cose che sono state però dette e ridette credo dalla quasi totalità degli addetti ai lavori e degli osservatori, almeno quelli che non hanno le fette di prosciutto sugli occhi.
    La colpa di questa situazione non credo possa essere attribuita ad un soggetto (chiariamo, io avrei cacciato Barazzutti 9 anni fa!) ma purtroppo ad un sistema e ad un movimento tennistico decisamente mediocre.
    La premessa sono le parole di Binaghi al primo incontro citato: “Se vieni ti do la WC per Roma”. Sì, perchè comunque da noi è scontato che i giocatori non abbiano la classifica per entrare a Roma. E poi vogliamo la Serie A? Appena Volandri ha avuto un po’ di Ranking ATP per fottersene della WC, allora ha cominciato a piangere miseria e a non voler giocare a Torre del Greco. Così hanno fatto Bolelli e Seppi. Ma anche in passato non era migliore la situazione.

    La sensazione che ho è che Barazzutti sia una parte decisamente integrante del potere FIt gestito dalla banda Binaghi. Chiedere le sue dimissioni mi sembra quasi una sorta di ritornello settembrino: ogni volta che perdiamo, ci ripensiamo ci rendiamo conto di quanto siamo messi male. Purtroppo però da cambiare è il sistema e non solo le persone.

  5. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @TCC’75
    Sono d’accordissimo che è da cambiare il sistema e non le persone. Ma in questo caso, una ventata d’aria (semi) fresca farebbe bene a tutti..

  6. Roberto Bontempi

    Ottimo pezzo Ale! Cmq, Barazza a parte mi ricordo quando Camporese e Canè (qualche volta, almento) giocavano alla pari con i più forti del mondo, almeno in Davis: venerdì e domenica Soderling sembrava un alieno rispetto ai nostri!

  7. Sabatino

    Ci vuole pulizia sopratutto nelle parti alte della FIT, bisogna cambiare mentalità nei circoli, campi veloci, migliori allenatori, solo in questo modo si potra essere più competitivi. Renzo Furlan Capitanoooooooooo!!!!!!!!! (non mi dispiacerebbe nemmeno Davide Sanguinetti…)

    Da quanto tempo non vinciamo un Atp? Sul Veloce? e vogliamo essere competitivi in Davis??

    Ale grazie per averci ricordato un brutto decennio del Davis… 🙂

    cmq Braccio è sempre quello che mi da più emozioni….

  8. Mauro g&f

    Claudio, capisco il tuo stato d’animo contro Binaghi, io probabilmente avrei fatto anche peggio di te, il problema a mio avviso non è Binaghi che comunque ha nel complesso lavorato bene, cosa si dovrebbe dire della federazione tedesca, di quella inglese, di quella statunitense, o della stessa svezia costretta a giocare con Vinciguerra.
    Se si vuole bene al nostro tennis, ma il discorso si potrebbe allargare al resto della vita italiana, si dovrebbe uscire dai personalismi e agire per il bene comune e non solo per se stessi. Ho evidenziato la necessità di cambiare le regole della Davis, nessuno ha scritto nulla, è molto più facile prendersela con qualcuno.
    Sono convinto che il tennis maschile sia arrivato a dei livelli altissimi, occorre quindi lavorare in maniera sinergica, la Fit dovrebbe supportare i privati che organizzano scuole tennis di livello, facendo crescere il livello complessivo, qualcosa si sta facendo ma ancora non basta, poi il fuoriclasse può nascere nelle isole fiji come in svizzera che non ci puoi far nulla.

  9. AL

    piatto e pagnotta -e scivola-.. sbarazza el pistola nela fogna e doman.. ga brazo coach (o ga naso).. el carozon FIT ga de magnar e bever.. una FUCINA di FUORICLASSE.. 🙂
    deei parents ciapé gli -infanti- e porteli al zogar ad -grand tropy-..! ogi xe prezonon de favor.. e doman boni no pela copa.. boni copadi..!

  10. Stefano

    Mi ricordo che una volta (ormai secoli or sono) la FIT si pavoneggiava di essere la sola nazionale a non essere mai andata in serie B di Coppa Davis, ridicoli già allora…
    Mi domando ora se ci siano state altre nazionali ad essere rimaste per 10 anni di seguito nel limbo degli scarsoni. Così a memoria è difficile a dirsi, ma credo che se non sia un record in negativo poco ci manchi.

  11. andrew

    Dopo anni di studi indefessi e anche fessi, sembra ormai acclarato che:

    La FIT è una “federazione di gestori di circoli con annessi maestri” o, per estensione, una “federazione di gestori monopolisti di campi in terra rossa e ora anche in parte di cemento grazie al fagocitamento sacrificale di Commentucci (R.I.P., Roberto) con annessi maestri monopolisti”.

    In un simile ambiente, si esclude nel modo più assoluto che possano prodursi forme di vita atletica o sportiva e si certifica pertanto che gli atleti eventualmente sopravvissuti al sistema saranno della specie “immediatamente predisposti con accesso al tennis internazionale su base puramente casuale e grazie alle esclusive loro e proprie forze e capacità, anche nel resistere al sistema”.

    Prof. Andrew Vaffantennis

  12. Mauro g&f

    Andrew, anche nell’atletica leggera dove impera il pubblico, sia con gli impianti sia con i contributi delle forzed armata, fiamme oro, gialle etc, persino guardia forestale e polizia penitenziaria, facciamo ridere da anni. Come lo spieghi? eppure lì non ci sono i circoli, non sarà che esistono altri problemi?

  13. Fabrizio

    Ho letto attentamente l’articolo su Barazza…credo che da parte del capitano ci siano stati degli errori di scelta della superfice in alcuni casi: Reggio Calabria con la Finlandia, dove c’era Sanguinetti “caldo” delle vittorie a Milano e nel challenger di Varsavia, per poi confermarsi a Delray Beach su Roddick…Corrado non ha mai osato cambiare, anche se si è dichiarato sempre disponibile al dialogo con tutti, ma sappiamo bene che non è avvenuto sempre come nel caso Bolelli squalificato, e in precedenza con Volandri a Torre del Greco, non è stato riservato lo stesso trattamento come in ultimo a Seppi. Un presidente che urla come un despota:”finchè sarò in carica Bolelli non giocherà mai la Davis”.Una situazione delirante che il nostro capitano non è stato capace di gestire; per evitare altri guai appena Simone ha lasciato Pistolesi tutto è tornato alla normalità, questo senza che Corrado prendesse una posizione. Ritengo Barazutti un buon Capitano ma che sia stato un pò manovrato dal presidente Fit….Io Credo che la Federtennis avrebbe bisogno di un buon manager per gestire i rapporti tra i team privati-giocatori e la federazione…altrimenti solo situazioni deliranti….

  14. claudio pistolesi

    Maurog and f, come fai a dire che ha lavorato bene di uno che da presidente ha fato in questi anni almeno 4 interviste denigratorie pesantissime contro giocatori coaches e manager e la procura federale non ha mosso un dito?Non pare proprio che tu capisca. Se la situazione si e’ sfaldata anno dopo anno la motivazione e’ da ricercare all origine in quelle interviste tra cui 2 l’anatema contro simone Bolelli che con me stava diventando un campione vero o gli insulti contro seppi a cagliari. sono dichiarazioni impunite che hanno causato ovviamente danni allo spirito di squadra C’è un problema di risarcimento danni al tennis italiano . E poi per favor epuoi dire il tuo vero nome se parli con me visto che io lo faccio ?Sei forse legato alla fit in qualche modo?

  15. claudio pistolesi

    e riguardo alle altre federzioni , con l’eccezione di quella francese, ti do agione. sono enti inutili e a volte persino dannosi al ennis pro. il tennis non e’ come gli altri sport , c’è l’atp e l’ITF . Le federzioni nazionali non servono a nulla nell’alto livello e dovrebbero sparire del tutto e occuparsi della pare dilettantistica che e’ quella cui appartengono ( e non e’ una considerazione dispregiativa )

  16. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @claudio
    Mauro non è assolutamente legato alla Fit, anzi. Direi che su questo sito, anche insieme a lui, si è spesso parlato in maniera critica di molte scelte della federazione per quanto concerne i tennisti giovanissimi.

  17. andrew

    Claudio…

    mi sembra di aver letto che fai parte dell’ATP…come rappresentante dei coach, credo…

    potresti proporre all’ATP di organizzare dei tornei giovanili per non-associati FIT?

    grazie…

  18. Aiutatemi a capire…
    Se Bolelli è ritornato diligentemente a giocare per la Nazionale in Davis, vi stupireste se Pistolesi prendesse un giorno il posto di Barazzutti?
    Mai dire mai, in Italia… 🙂

  19. ” il carrozzone va avanti da sé con le regine, i suoi fanti, i suoi re
    ridi buffone per scaramanzia, così la morte va via….!”

    Giusto AL?! 🙂

  20. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Archipedro
    Pistolesi capitano di Davis sotto la presidenza di Binaghi?
    E’ più probabile che Totti vada alla Lazio!

  21. Stefano

    Comunque ci stiamo ponendo domande su chi possa sostituire Barazzutti quando è evidente che non verrà sostituito, ed è altrettanto evidente che attualmente i nostri giocatori meritano di stare in serie B.
    L’unico evento che potrebbe aprire i giochi per una successione sono le dimissioni di Sbarazzatutti (magari con la scusa di dedicarsi alle donne… sarebbe anche un’uscita giustificabile e con un certo stile), ma trattandosi di persona alquanto pavida, e sostanzialmente asservita a Binaghi, dubito che ciò possa avvenire.
    Pertanto l’impressione è che si rimarrà in questa condizione pietosa ancora a lungo, e non mi aspetto che Seppi, nè Fognini, nè tantomeno Bolelli, si danneranno da ora in poi l’anima per la nostra squadra. E questo francamente, aldilà di tensioni interne e fastidi con la federazione, è per noi tifosi abbastanza avvilente.

  22. Kill Bill

    ” Le federzioni nazionali non servono a nulla nell’alto livello e dovrebbero sparire del tutto e occuparsi della pare dilettantistica che e’ quella cui appartengono ( e non e’ una considerazione dispregiativa ) ”
    concordo.
    Più che della parte dilettantistica dovrebbero occuparsi del settore giovanile che è messo molto peggio dell’alto livello …. che poi ne è diretta conseguenza.

  23. Posso rispondere io alla domanda del post 17?

    Sapete cosa c’è di comune tra due discipline così apparentemente dissimili quali il tennis e l’atletica leggera? Il fatto che siano sport individuali…

    Ed allora l’interesse del singolo atleta (e guarda caso la maggior di quelli vincenti sono personalmente seguiti da padri-ex atleti o padri-maestri) viene canalizzato dalla Federazione senza una logica di sistema… oggi diremmo in modalità peer-to-peer (client-server): il giovane emergente diventa immediatamente proprietà de facto dei quadri delle Federazioni senza che vi siano altri interessi collettivi o sociali a contro-bilanciare quella spinta…

    Nell’Italia delle persone servili la mancanza, per i ragazzini, d’una rete di protezione allargata (si pensi allo spogliatoio, alla società quando è sana, ai tifosi o al soggetto pubblico che investe sull’immagine delle squadre…) crea dei rapporti da… collana di Bulgari.

    p.s. I gruppi sportivi non c’entrano nulla: in altri sport sono una benedizione…

  24. Nikolik

    Bisognerebbe anche sapere, però, che tipo di contratto ha Barazzutti.
    Non so se ha un contratto pluriennale ancora valido e non so fino a che anno.
    Non so quale è la sua scadenza contrattuale.
    Ovviamente, il discorso sulla sua conferma oppure no si potrà porre in prossimità della sua scadenza contrattuale.

  25. prima di ripetermi (perché lo avevo già scritto sulla wild card di Ferrero) voglio aggiungere che l’unico modo per liberarsi di Barazza o Barazuti come lo chiamano taluni visto che non darà le dimissioni limitandosi alla fed cup come sarebbe giusto è un rifiuto generale dei 10 (o bastano anche 5) primi in classifica. Seppi ha già fatto quel che poteva e ora Barazza lo considera “non abile” oltre questo non può andare altrimenti ci va dimezzo il circolo che gli ha consentito di fare l’onesta carriera che ha fatto. Ora sta agli altri, cosa hanno da perdere? Tanto in Woolgroup (sic) non ci vanno. Anche se fosse che per un colpo di fortuna tipo quello capitato al Kazakistan si finisse in A tornerebbero in B l’anno dopo, visto il ridicolo sistema di teste di serie della Coppa Davis ci piazzerebbe sicuramente u primo turno con una tra francia, Spagna o USA.

    ecco quello che avevo scritto da Ferrero, vale la pena ripeterlo.

    veramente con questa imbarazzata armata Barazzaleone non si può andare avanti, non c’è sincerità, non dico che debbano tutti avere il capitano come idolo ma almeno un po’ di rispetto e un certo grado di facilità di comunicazione ci vuole. Cosa che non mi pare sia il caso al momento, anzi (anche se forse non andrebbe pubblicato) da parte di alcuni giocatori ho personalmente sentito chiamarlo “quel gran c… di Barazzuti”, dove la c non sta certo per capitano. Se questa è la situazione dopo 10 anni di insuccessi sarebbe solo logico dimettersi, con questi rapporti tra lui e i giocatori non riuscirà mai a combinare nulla e pensare che basterebbe un doppio decente con due giocatori capaci di rispondere (non come Billy Bolelli) e servire decentemente (non come Mozzarella Seppi) e giocare delle volèe decise d’attaco (come dei mediocri specialisti del doppio) e non d’appoggio, interlocutorie o di fino. Se si trovassero due giovani di classifica simile potrebbero specializzarsi nel doppio anche giocado challenger e futures imparando anche tattiche e strategie e potrebbe già bastare per salire in world group. Ma ci vorrebbe un capitano capace di creare un atmosfera allegra e decisa all’interno della squadra uno capace di comunicare anche con l’esterno e capace di motivare il giocatroe durante le partite. Secondo me la scelta può essere solo tra Canè o Rianna loro due potrebbero essere ideali, Pescosolido è troppo triste e gli altri come Bertolucci, Gaudenzi, Sanguinetti, Pistolesi etc. o non sono interessati o sono in cattivi rapporti con la federcircoli, or both.

  26. ah dimenticavo, grandissimi complimenti per questa retrospettiva Alessandro, questo è giornalismo non le quattro righe uscite dall autogenratore di articoli che si trovano nei giornali.

    @Mauro g&f, lasci perder questo vecchi irtornello di Tommasi è una delle poche cavolate tra le sue fisse, sono d’accordo su quasi totti gli altri ritornelli tipo quello del masters che non andrebbe giocato con il round robin ma ad eliminazione diretta con i migliori 16 della classifica in partite best of five, ma questo sarebbe possibile solo se il torneo non fosse autogestito dai giocatori che non hanno nessuna voglia di strpazzarsi a vicenda a fine stagione.

    ad ogni modo la coppa davis non ha senso come metodo per formulare un classifica dei migliori movimenti stile classifica del GOAT di sports illustrated. Se uno vuole sapere come è messo un movimento tennistico basta dare un occhiata alle classifche ATP e WTA.

    La coppa davis ha solo bisogno di un aggiornamento, questo perché ora il è molto più grande il numero di paesi che può schierare un giocatore capace di competere con i migliori (noi non siamo tra quelli essendo che l’unico capace di competere pur perdendo con i migliori e un Seppi in forma in un ambiente positivo, anche se casi rari ed in circostanze particolari ha pur sempre ha battuto Nadal e anche qualche altro top 20 tipo Melzer).

    Quello che andrebbe fatto quindi sarebbe allargare la World Group a 32 squadre, per evitare di dover inserire una quinta settimana di coppa davis che non sarebbe praticabile nella realtà bisognerebbe giocare la settimana finlae con quattro sqadre in sede unica da cambiare ogni anno. Particamente rimane tutto come ora con partite fuori casa ed in casa nei primi tre turni ma la semi e la finale verrebbero presentate in sede unica. Ha senso anche da un punto di vista puramente sportivo visto che incontri tipo Svizzera Kazakistan, Svezia Italia, USA Colombia etc. sono in verità tutti incontri che assomoigliano più a primi turni che a spareggi. In questo modo l’interesse per la coppa davis verrebbe allargato di molto praticamente raddopiato, perchè è chiaro che navigare in serie B non può avere nessun interesse per media e nemmeno appassionati.

    sarebbe una soluzione semplicissima e praticabile che porterebbe pure soldi a federazioni e anche all ITF potendo gestire un evento di fine anno.

    il fatto che una squadra con un giocatore vero e mezzo possa battere una squadra con 5 giocatori mediocri o anche baravi è il bello della coppa davis, cambiare questo no ha alcun senso, perchè sarebbe come sostituire lo spettacolo con la mediocrità, bellisimo agli occhi di un grigio burocrate della stasi ma sicuramente non una soluzione capace di creare spettacolo.

  27. zio cantante sta volta veramente sarebbe stato il caso di rileggere prima di pigiare return, mi scuso per il casino di refusi etc. abbiate pazienza l’italiano non è la mia lingua madre

  28. tulipano

    Certo che la fotografia di barazzutti così a vederla sembra quella di un vecchio stanco…potevate mettere qualcosa di più gradevole..

  29. Mauro g&f

    Avec, questioni di punti di vista, la Davis appunto è una competizione fra nazioni dove dovrebbe venir fuori la forza del movimento tennistico di un paese. Per le individualità ci sono appunto i tornei atp e wta.

  30. Mauro g&f

    Claudio, non metto in maniera esplicita nome e cognome per tutelare mia figlia che gioca a tennis anche se ormai mi conoscono quasi tutti, comunque Alessandro se vuoi ti darà tutti i miei dati.
    Provo a spiegarmi meglio, ho detto che capisco il tuo punto di vista e ho anche aggiunto che al tuo posto forse avrei agito in maniera più scomposta. Detto questo però non ragionando emotivamente ma con il distacco dovuto a non aver subito quello che tu e Simone avete subito, posso ribadire che nel complesso giudico positiva la gestione Binaghi, ovvio sono critico in varie cose, il vincolo per gli under, il rapporto con i team privati, la tua vicenda etc. ma complessivamente ha rilanciato il tennis in Italia, si poteva far meglio? peggio? Non lo so e non mi interessa, sono abituato per il lavoro che svolgo a vedere i risultati e questi nell’insieme volere o meno sono buoni.

  31. Kill Bill

    Secondo me state dando troppa importanza alla figura del capitano.
    Da quanto si legge chi fa e disfa è il Presidente.
    Quindi se si vuol dare uno scossone all’ambiente il Presidente dovrebbe fare un passo indietro, nominare un’altro capitano e lasciare che sia lui a gestire la faccenda con ampio margine di manovra.
    Se questo non avviene uno vale l’altro.
    Visto che l’impegno di Coppa Davis sono poche settimane all’anno vedrei bene come capitano un direttore tecnico responsabile di tutto il settore maschile ivi compreso il settore giovanile.
    Questa figura , che dovrebbe poter scegliere i vari responsabili di settore, che a lui risponderebbero, unirebbe finalmente tutte le attività federali del settore tecnico e finalmente si potrebbe dare vita ad un progetto.

  32. Scusatemi,
    ho riletto il post 28 e mi sono reso conto d’essermi espresso male: il “peer-to-peer” significa essere CONTEMPORANEAMENTE client e server. E quindi diventare “COMPLICI” (è questo che intendevo dire): nel caso, un rapporto personale e funzionale tra i rappresentanti della Federazione ed il singolo giocatore non è sportivamente consigliabile, crea figli e figliastri (a chi diamo oggi le w.c.?!). E nel caso di trattamenti sperequativi, tipo premi ai membri d’una rappresentativa nazionale eccessivamente differenziati (ti si, ti no), rende impossibile, per il discriminato, una qualsivoglia forma di protesta… 🙁

  33. Avec Double Cordage,

    è un peccato che sia passato abbastanza inosservato il tuo post su “Claudio Grassi” del 4 Settembre… dove prendi spunto da un giocatore AMBIDESTRO per poi ragionare sulla naturale evoluzione del tennis moderno…
    Sul discorso ambidestrismo – occhio dominante… credo che sia giustissimo ma riduttivo impostare un’analisi solo sui colpi… il giocatore che cambia mano per servire o giocare con due dritti… A monte di queste considerazioni v’è appunto l’aspetto dell’equilibrio neuro-muscolare in fase di crescita che per me è INDIPENDENZA di braccia e di gambe… E’ simmetria, è efficienza, è imprevedibilità…

    Sono veramente in pochi, in giro, a curare queste variabili

  34. @Archipedro, anch io la vedo un po’ come te, non penso che abbia senso un giocatore che gioca solo diritti o quasi solo diritti, la capacità di giocare il diritto da entrambi i lati ha senso piùche altro in casi di emergenza in difesa o in situazioni di chiaro vantaggio, tipo dove puoi tirare un diritto inside out sul rovescio dell’avversario o anche sul diritto se lo tiri stretto tipo le bombe mancine in top di Nadal. Ecco Nadal penso che abbia questo vantaggio, non tira diritti dalla destra ma certi passanti di rovescio in situazioni estreme sono quasi dei diritti destri, al momento penso che lui è l’unico giocatore in attività che potrebbe giocare un diritto da entrambi i lati, ma per questo ci vorrebbe un giocatore che lo costringe a lavorare su questo colpo, e penso che solo un Del Potro che vince 3 slam su quattro potrebbe obbligarlo, ma Del Potro non gioca nemmeno quindi… se vai su youtube e dopo . com ci metti /watch?v=o06zzlZaXys vai a finire su un video della semi US Open tra Kim e Venus dove al minut0 10:13 Venus tira un diritto mancino perché con il rovescio non arriva alla palla, tanto per fare un esempio, certo per Venus questo non è una cosa normale ma per il futuri giocatori potrebbe esserlo se allenato fin da giovani

  35. Pedrinho&Luvanor

    xtulipano- La foto di capitan Barzotto non è recente. Ha adottato il nuovo look con taglio di capelli alla sarda ovvero corti con peluria e righello appena visibile a centro testa. Lo sguardo è perplesso causa la difficoltà di interpretazione della telefonata con frasi del tipo: ma cummenti cazzu faisi a sbagliai , deu ti du nau ca sesi abarradeddu ( ma come .azz.fai a sbagliare, te lo dico sempre che sei rin………………)

  36. zorromancino

    @Avec@Archipedro in merito alla possibilita’ di giocare dritti da entrambi i lati, esiste sul circuito BRIAN BATTISTONE (quello dalla battuta in salto tipo pallavolo e con la racchetta con i due manici) che quando gioca il singolare gioca quasi sempre due dritti …oppure due rovesci a due mani..Andate a vedere i filmati su you tube cliccando Battistone oppure the Natural!!

  37. zorromancino…
    due anni fa ci avevo pensato anch’io, di costruire per il piccolo una racchetta simile… poi mi sono reso conto che non serve, perché già oggi il bambino riesce tranquillamente a passarsi di mano la racchetta per allungarsi sul destro… inoltre con un tipo di racchetta come quella secondo me non fai due dritti efficaci ma eventualmente due rovesci bimani… perché su determinati angoli del dritto impedisce una bio-meccanica corretta del colpo… e poi i servizi piatti e forti e le volee?! mah, non mi convince molto…
    discorso della battuta in salto: con il movimento classico molti giocatori del circuito servono già staccando verso l’alto e ricadendo sulla gamba del lato del braccio che serve… non i nostri italiani, ovviamente 🙂

  38. pasanen84

    Sicuramente interessante il post di avec double cordage e il discorso della bilateralità..intanto sul corriere dello sport la notizia che molti stanno aspettando: Barazzuti ha dichiarato che lascerà la panchina sia di Davis che di Fed Cup dopo le Olimpiadi di Londra..per..???Franceca Schiavone!!!..ipotesi avvallata anche dal presidente Binaghi!..l’articolo si può leggere nella rassegna stampa di Ubitennis

  39. beh se il Brazza si logora sulla panchina ora mi è chiaro perché lo vedo sempre cosi rilassato quasi moscio, deve risparmiare i nervi per altri due anni di panchina… ma dico io perché non libera il posto subito se gli fa male stare li e non ha voglia di viaggiare? Questa poi: Sul tema abbiamo sentito anche Angelo Binaghi, il presidente della Federtennis. «Spero che Corrado ci ripensi, vogliamo che resti con noi. E della Schiavone abbiamo bisogno per almeno altri quattro anni. Detto questo, sono convinto anch’io che Francesca possa essere il nuovo capitano. Anche di Coppa Davis. Ha grinta, talento e carisma per diventarlo. Ha dimostrato sul campo il suo valore, ma anche la sua personalità. E’ un’idea che sta tranquillamente in piedi». Difficile credere che a 34 anni combini ancora gran che ma non lo voglio escludere, ad ogni modo la Schiavo come capitana di fed cup va benissimo ma non in coppa davis, non per un fatto di mancanza di grinta o sapere e a tennis gioca sicuramente molto meglio di tutti i maschietti ma semplicemente un pro ATP non si farrebbe raccontare cosa fare da una ragazza anche se questa ha vinto uno slam e lui manco un torneuccio ATP. Il capitano lo devono scegliere i giocatori, come in tutti gli altri paesi con una situazione normale.

    @Archipedro, vuoi dire atterando con il piede sul lato opposto del lato dove tengono la racchetta, atterrare con l’altro piede aveva senso solo quando le regole ancora dicevano che un piede doveva rimamere a terra, ai tempi di Laver, può avere senso per il serve and volley per lanciarsi a rete e in effetti Becker atterrava con il destro e anche molti altri della sua generazione Noah, Forget, Stich, Rosset etc. ma se vai a vedere i servizi di Sampras, Federer, Ivanisevic e praticamente tutti i giocatori moderni atterrno tutti con il piede anteriore, tipo Djokovic dove lo si vede benissimo, e poi con l’altra gamba assorbono il resto dell’energia e si mettono subito nella posizione migliore a fondo campo che non necessariamente è quella dietro la demarcazione centrale della linea di fondo campo, anzi li ha senso starci solo se lo scambio è centrale ma se le scambio è sulla diagonale del rovescio (destro contro destro) il recupero non è verso il centro ma ca 1,5 m sul lato sinstro del campo/ad-court che poi corrsiponde più o meno alla posizione dalla quale servono la maggiorparte dei giocatori di fondo campo, lo stesso vale per l’altro lato se lo scambio si svolge sulla diagonlae del diritto, per questo un colpo lungo linea può essere particolarmente efficace specialmente se “mascherato” (a patto che sia profondo) pur essendo il colpo più rischioso costringe l’avversario a spostarsi da questa posizione al centro dell’angolo dei tiri con la maggiore percentuale dell’avversario.

    @zorromancino, si ho presente Battistone, il servizio è sicuramente speciale ma con quel saltone anche molto complicato e le percentuali di riuscita ne dovrebbero risentire in più penso che non potrebbe essere necessariamente molto sensato da un punto di vista biomeccanico. Anche le variazioni ne sono forse limitate, la bomba piatta funziona sicuramente ma già il kick forse è più problematico e lo slice ancora di più forse. Nel doppia magari non ci sono particolari problemai ma nel singolare se becchi uno che risponde bene e ti pesca che atteri nella zona di nessuno sei praticamente spacciato, praticamente servendo con quel saltone se non fai ace o servizio vincente ogni volta ti rimane solo il serve and volley perché non fai in tempo a recuperare una posizione decente a fondo campo. Penso che con quella racchetta si possano tirare anche diritti ad una mano, e volley ad una mano, beh loro lo fanno e dopo tutto servono anche con una mano, non vedo particolari vantaggi quindi perché un diritto ad una mano è sicuramente migliore di un rovescio a due mani sul lato del diritto, solo in fase di risposta ci possono essere dei vantaggi concreti altrimenti oltre un certo livello di gioco la racchetta normale non ha svantaggi, tra tristonazzi (come me) invece magari può offrire qualche vantaggio ma questo solo perché si è scarsi tecnicamente, oltre che lenti come lumache e con zero tattica e nervi

  40. Avec,
    rimango della mia idea, visto che per me il tennis moderno è “serve and volley”… la biomeccanica d’un servizio con un corretto caricamento accentuato verso l’alto ti fa ricadere prima con la gamba destra se sei destro. Lo stesso diceva l’altra sera su “Spazio Tennis” Gennaro Volturo. A me, che vengo dalla pallavolo, la cosa sembrava scontata… Io la vedo così, due prime… come Soderling… e meno sei alto più devi saltare… opinione mia…

  41. mah… Gennaro Volturo ne sa sicuramente più di me, ma era su Spazio Tennis o stai dicendo che lo ha detto su Super Tennis all’interno di “Colpo da Campione”? Io ho i miei dubbi non solo perché anche Taylor Dent che fa serve and volley e assieme a Roddick ha il servizio più tosto in giro, anzi quello più veloce mai visto, beh entrambi atterrano con il piedi anteriore, e Dent lo fa anche quando fa serve and volley. Anche io nel mio piccolo molti anni fa una volta servivo portando la gamba destra avanti (ero un kamikaze del serve and volley) ma poi ho cambiato e mi pare di percepire una netta differenza, non ha certo il radar per misurare ma a parte la maggiore sicurezza/percentuale ho anche una sensazione migliore. La parte più importante probabilmente non è tanto con quale piede atterrare ma il fatto che il corpo (e le anche) pur girando verso destra non debba aprirsi troppo presto. Praticamente al momento dell’impatto il corpo dovrebbe rimanere laterale il più allungo possibile e aprirsi solo all’ultimo, e se vai a vedere questo è quello che accade con i migliori battitori tipo Roddick ed è anche la parte nella quale il servizio di Murray è cambiato decisamente, una volta da giovanissimo Murray qualche anno fa agli inizi della carriera nel momento di colpire era gia frontale con il corpo, adesso non più. Se vai a vedere anche qualche slow motion di Boris Becker vedi che per atterrare con il piede destro lo porta avanti all’ultimo, praticamente dopo l’impatto altrimenti probabilmente anche lui atterrerebbe con il piede sinistro trattandosi di un servizio moderno. Quanto al saltare in alto e non in avanti, questo è un elemento importantissimo, ma per la potenza del servizio non conta tanto quanto salti in alto ma quanto della quantità di moto (l’impulso ovvero il tanto citato momentum in inglese, massa per velocità) creata dalle gambe che spingono il corpo verso l’alto riesci a trasferire/tradformare nella velocità della racchetta (racket head speed) tramite il braccio. Certo poi più in alto salti più forte puoi colpire perchè l’angolo è migliore e in un servizio tipo pallavolo come quello di Battistone che parte da un metro e oltre dentro al campo e con i piedi a quasi un metro dal campo l’angolo è talmente favorevole che puoi quasi colpire verso il basso, quasi schiacciare la palla, ma questo normalmente non è il caso. Normalmente la traiettoria è solo leggermente verso il basso (anche per giganti come Karlovic, Isner, Del Potro che con la loro statura grazie alle leve più lunghe riescono a creare moltissma “racket head speed” hanno quindi vari vantaggi non solo un punto d’impatto migliore perché più alto, fanno anche meno fatica e quindi sbagliano meno perché non devono saltare così tanto, vedasi slow motion Karlovic) e la palla viene portata giù dalla forza di gravità e dall’effetto magnus creato dal kick/topspin. Praticamente la racchetta durante la pronazione ed estensione del braccio segue una traiettoria più verso l’alto che solo all’ultimo diventa orizzontale e dopo l’impatto scende, vista lateralmente sembra la lancietta di un orologio che si muove in senso orario (mettimao che sia un servizo del giocatore che sta sulla sinistra dell’arbitro) con il manico verso il perno della lancietta e la testa della racchetta la punta della lancietta, la palla viene colpita immediatamente dopo le immaginarie ore 12. Poi ovviamente la racchetta si gira anche intoro al proprio asse grazie alla pronazioen del braccio, visto da sopra in senso orario ed è questo movimento (che accellera la racchetta di molto) accentuato dal movimento verso l’alto del corpo a creare il topspin facendo spazzolare la racchetta sulla palla (se la palla vista da dietro viene immaginata come un orologio allora la racchetta spazzola la palla passando dalle ore sette all’una circa) ma non è particolarmente importante quanto in alto sei saltato (non che non sia influente l’altezza del punto d’impatto come detto prima) ma con quanta forza sei saltato e quanta di questa finisce nella palla. Il tutto sempre da prendere con le molle perché sono cose non apparese a scuola e posso anche sbagliarmi… ma senza polemiche solo alivello informativo sarebbe bello se mi fai qualche nome di giocatori moderni con un buon servizio che atterrano con il piede destro se servono con il braccio destro, io non ne ho visti in giro ma sono sicuro che Söderling non è uno di questi

  42. Mi sono sbagliato, ovviamente era su “Supertennis” tv.

    Ho detto che mi sembravi una persona che guarda al futuro, e quindi non mi metterò ora a parlare dei giocatori presenti, dei quali non m’interessa moltissimo: Soderling è moderno in alcune cose: sicuramente nell’idea di prendersi dei rischi al servizio lavorando sul gesto tecnico per servire prime e seconde sempre al massimo. Che poi non vada mai a rete è una sua scelta, per me completamente sbagliata.. Comunque il tuo discorso analitico può essere utilissimo per altri veri appassionati di tennis come te: io mi limito a raccogliere elementi significativi per il mio progetto, o per essere utile ad altri genitori se dovessero averne bisogno.

    Molti dettagli riguardano le caratteristiche soggettive dell’individuo: non si dovrebbe prendere la biomeccanica di un giocatore pro per copiarla su un altro, magari giovane. Invece bisognerebbe essere recettivi nei confronti di chi si concentra su un elemento base, quale appunto le modalità di caricamento per un servizio ben verticalizzato fino a renderlo patrimonio del proprio gioco (p.s. lo stacco verticale è funzione lineare di FxV, mentre la forza di cui parli tu è un caricamento elastico del corpo che serve, di natura pliometrica… ovviamente i due meccanismi devono essere fasati… se fosse possibile la battuta con rincorsa il ragionamento si capirebbe meglio, ma anche nello stacco da fermo posso lavorare sui due aspetti…).

    A quel punto altri fattori correlati a quella scelta “forte” possono essere messi a punto tenendo conto che, ad esempio, la mobilità scapolo-omerale del soggetto può variare moltissimo. E conseguentemente le possibilità di mobilitare la spalla in modo ottimale… Cose che es. nella pallavolo moltissimi allenatori sanno da sempre: la differenza tra l’attacco d’un centrale e quello d’uno schiacciatore puro (…). Ma in quello sport la preparazione atletica è sempre stata molto curata, anche nei giovani.

    Poi nel tennis si scopre che tanti parlano da maestri e pochi vanno a fare dei test per capire come lavora una spalla dell’atleta, quali sono le sue caratteristiche bio-metriche, quanto è effettivamente potente e decontratto il suo braccio. Però passano giornate ad informarsi sulle racchette e corde più performanti… Divergenze culturali…

  43. Volendo parlare del servizio di Brian Battistone la cosa interessante è legata al fatto che lancia la palla con la destra, tenendo la racchetta bi-manico con la sinistra, e poi nel salto cambia mano e serve di destro. Inutile dire che è appunto copiata dalla pallavolo. Però il vero escamotage (è regolare?evidentemente sì) è di fare un mezzo passo di caricamento tenendo fermo il piede dietro per poter muovere quello davanti, utilizzando il peso in forma dinamica per verticalizzare l’azione. E’ a tutti gli effetti un passo-stacco, tipico appunto dei centrali della pallavolo su primi tempi molto corti.

    Beh, la prima scelta aggira la regola del lancio con la mano opposta a quella della racchetta… non vedrei il problema a farla con un manico normale, se ci si allena. Ma forse anche il lancio classico non cambia lo schema: basta solo modificare la parabola…

    La seconda, secondo me, potrebbe essere ulteriormente sviluppata anche in funzione di servizi non piatti…

  44. beh qui stiamo andando oltre il mio raggio d’azione, non ci capisco abbastanza per argomentare su scapole etc. e poi per due settimane sarò nell’outback quindi niente interent ma magari possiamo continuare la conversazione dopo. Ad ogni modo non vedo l’utilità di lanciare la palla con la destra se servi con la destra, a mano che non sei un pallavolista e se abituato così ma forse hai qualche spiegazione ulteriore. Poi se vai a vedere anche Battistone atterra con il piede sinistro servendo con la destra, ma tu mi direi che a anche lui apartiene all’atiquariato 😉 non è per caso che nella pallavolo ha senso atterrare con sulla gamba destra non essendoci la racchetta e la reta lata più del doppio e la possibilità di servire fino sull riga di fondocampo? Il passo che fa Battistone lo fanno anche altri, meno accentuato ovviamente ma in pratica è la stessa cosa ad esempio Youzhny, Crivoi e se mi ricordo bene anche Safin lo faceva, Roddick invece di fare un passo in avanti fa un piccolissimo passo indietro con il piede anteriore, anche Federer lo fa ma in forma “microscopica”, praticamente alza solo il piede anteriore e lo riabassa un paio di cm indietro ma quasi non lo muove, è molto utile per caricare la gamba anteriroe prima di saltare e per formare quello che in inglese chiamano “archers bow” ovvero caricare il torso facendo sporgere l’anca verso il campo, Soederling accentua molto questo caricamento nel servizio di Battistone è quasi assente, o meglio forse non è assente ma non si vede bene. Roddick e Federer entrambi partono da una “platfom stance” ma Roddick passa ad una pin point stance portando il piede anteriore indietro anche perché ha una platfrom stance molto stretta mentre quella di federer è più ampia una via di mezzo tra la platform stance di Becker e Sampras. Monfils che ha copiato il servizio da Roddick (lo ammette lui stesso) invece parte direttamente da una pin point stance con i piedi da subito vicinissimi tra loro e quindi non fa il passettino di Roddick. Praticmente tutti quelli che fanno il passettino in avanti invece hanno un servizio “foot up” partendo da platform ampia e passando a pin point. Personalmente avendo sempre servito foot mi trovo ora molto bene facendo prima del foot up un piccolo passettino indietro di ca. 5 cm mentre lancio la palla, mi sembra che questo mi facilita nel lancio di palla avendo il peso sul piede destro e poi finito il lnacio di palla mi vene naturale caricare la gamba sinistra mentre porto il piede destro avanti per una pin point dalla quale posso lancialmi in alto con entrame le gambe, poi è chiaro che il mio servizo rimane un servizio da tristonazzi ma da quando ho inziato a fare questa cosa sistematicamente ho una percentuale molto migliore o diciamo meno triste 😉 insomma mi trovo meglio facendo un passettino in dietro che in avanti, chiaro si perde qualche cm della posizione ideale ma con il salto la differenza poi in verità e minima e sinceramente c’è il vantaggio che è praticamente impossibile fare un fallo di piede in questo modo, boh per me personalmente funziona ma non per questo è detto che è consigliabile.

  45. Avec,
    personalmente non mi sono fissato sull’idea della ricaduta sul piede dx per il giocatore dx e sinistro per il sin… dipende dall’equilibrio del colpo che esegui. M’interessa lo stacco, la potenza canalizzata in un movimento essenziale. M’interessa la ricaduta dentro al campo, quella sì, e la palla colpita molto in alto… 🙂
    Sarò io che semplifico…

  46. va beh su queste cose (stacco, potenza canlizzata in movimento essenziale, palla colpita in alto, ricaduta dentro il campo se non esagerata in modo da lasciarti esposto nella terra di nessuno rendendo impossibile un recupero della posizione ideale) siamo perfettamente in sintonia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *