Tommy, da Lima a Bogotà…

di - 10 Luglio 2012


(Thomas Fabbiano – Foto Nizegorodcew)

da Bogotà, Thomas Fabbiano

Mi trovo in colombia a giocare il grosso challenger di Bogotà (nella foto a sinistra). Un bellissimo club molto grande che sarebbe in grado di ospitare anche un evento atp.
Per chi non lo sapesse si trova a 2600 metri di altura, e si gioca con palle senza pressione. Queste 2 condizioni davvero particolari cambiano totalmente le sensazioni di gioco e ci vuole molta abitudine. La palla resta nell’aria molto più a lungo ma, allo stesso tempo, la palla essendo senza pressione fa più fatica ad uscire dalla racchetta.
In una partita si vedono molti più errori del solito, anche abbastanza ridicoli a volte, e la statistica che più mi ha colpito è il numero di doppi falli commessi un po’ da tutti. Si parte da minimo 5/6 per alcuni fino a toccare il 16/17 da altri.
Solitamente in queste condizioni un giocatore locale o wc locale è da prendere con le “pinze”. Essendo abituato conosce meglio i segreti per queste condizioni.

Io non sono capitato benissimo. Ho trovato un ragazzo colombiano, quindi del posto, che in più è 40 del mondo: Santiago Giraldo. Perso 62 64.
Nelle ultime 2 settimane avevo l’ obiettivo personale di provare delle cose in partita su cui sto lavorando e di giocare tranquillo senza farmi prendere dall’ansia del punteggio.
Sono molto soddisfatto da come ho gestito questi 2 tornei nonostante abbia fatto un primo e un secondo turno.

La settimana scorsa ero in Perù a Lima. Organizzato molto bene dal mitico Luis Horna con cui ci avevo giocato 4 anni fa al challenger di Barletta.
Lima non è tra le città più belle al mondo 🙂 ma il circolo del torneo non era per niente male. Un campo da golf all’interno del club lo rendono davvero grande.
I campi purtroppo erano un disastro. La palla non rimbalzava MAI bene. Sempre alla ricerca del timing giusto, ma niente.

Ora iniziano i tornei che mi piacciono. Ovvero quelli in america sul cemento. Gioco un 50mila a Granby in Canada, le quali a Los Angeles e il challenger di Vancouver. Spero di far bene, prendere un po’ di punti per stare più tranquillo per le quali agli Us Open ma soprattutto migliorare sempre più il mio gioco, cosa che giocando tornei “grossi” è più semplice da mettere in pratica.

Continuate a seguire i giocatori nei tornei, riflettendo bene, anche 2 volte, prima di dare giudizi per una sconfitta, una vittoria o semplicemente per un qualcosa di cui non si ha la certezza.

Wish me luck!!!

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13 commenti

  1. Lib

    Non ti perdo mai in streaming, gran match ieri , avanti di un break nel primo e secondo set dovevi essere piu’ cattivo ma non era facile… ottimo l’inizio , molto aggressivo, peccato non essere andato 30 nel primo dopo un gran game…. good luck

  2. Alain

    bell’articolo Thomas. e l’ultimo pensiero sui commenti che appaiono sui siti di tennis da parte di pseudo appassionati e intenditori è verissimo!
    purtroppo negli ultimi anni su alcuni siti appaiono commenti sempre più censurabili e mi spiace per chi sta praticando uno sport difficile come il tennis e lo sta facendo cercando di dare il massimo.
    in bocca al lupo per la trasferta nord americana, che ti dia in dote un bel po’ di punti ATP.

  3. tony 71

    bravo thomas obbiettivi e programmazione molto ambiziosi, io ci credo che puoi sfondare, magari ci vorra molto tempo, mettere a posto tutti i tasselli del tuo gioco, ti seguiamo in streaming good luck

  4. luca

    le persone intelligenti sanno bene che il 90% delle persone che commentano o scrivono sui social network lo fanno per insultare il prossimo o lamentarsi di qualche cosa. Tomas vai per la tua strada senza dare troppo peso a certe cose..

  5. darione

    Questo ragazzo non lo conosco ma mi è simpatico, ha l’umiltà dei cottimisti e nel tennis essere umili porta sempre a risultati sicuri.Molto interessante il suo racconto, ma una critica gli devo muovere,le mujeres colombiane,mi dicono piacevoli come un san Bitter e simpatiche come la Carrà è vero? sarebbe stato interessante sentire una sua opinione.

  6. andrew's dog

    sapere che i circoli a Lima e Bogotà sono belli e accoglienti mi tranquillizza molto…

  7. cataflic

    Penso che Thomas sappia cogliere e trasmettere benissimo in poche frasi le sensazioni dei tornei a cui partecipa.
    Mi fa anche sorridere quando mette le mani avanti sui commenti acidi da divanisti.

  8. Thomas,
    da noi c’è un detto che, tradotto in italiano, dice “i guai della pentola li conosce soltanto il mestolo che li rimesta”. I giudizi dei divanisti dipendono spesso dal fatto che non conoscono e non sanno come si articola la vita del giocatore di tornei satellite in giro per il mondo. In molti casi vige il falso pregiudizio e lo stereotipo edulcorato del tennista di successo giramondo, dedito alla bella vita.
    Sii superiore a queste sciocchezze e va per la tua strada.

  9. Agatone

    Però voglio fare una difesa dei ‘divanisti’. Lo sport, a livello alto, è seguito da molte persone, poche delle quali sportive esse stesse. Chi arriva ad alti livelli in uno sport e diventa personaggio pubblico deve abituarsi all’idea che molti giudichino le sue gesta in modo superficiale. Del resto se non ci fosse seguito non ci sarebbe tutto l’indotto che permette ai tennisti di fare i professionisti e guadagnarsi da vivere. Oneri e onori, come si dice. Anche se capisco Fabbiano, che è ancora in un limbo di classifica in cui gli oneri sono forse superiori agli onori.

  10. cataflic

    Agatone
    si sa poi che l’Italia è un popolo di 56 milioni di allenatori!
    Penso che chiunque non abbia frequentato il circuito ad un certo livello non possa sapere esattamente di che cosa si parla, però se estremizziamo il discorso, anche un Fabbiano non potrebbe dire nulla su Nadal, perchè non sa cosa voglia dire dover fare continuamente interviste, relazionarsi col management per scegliere e programmare spot, sponsorizzazioni, esibizioni e comparsate in tutto il mondo, gestire un patrimonio di svariati milioni di $ e contemporaneamente rimanere focalizzato su allenamenti e tornei.

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