Il Maestro di Tennis come Comunicatore

di - 12 Ottobre 2014

R70

di Francesca Amidei

La comunicazione e lo sport, la comunicazione ed il tennis, saper comunicare per poter insegnare. Questi i temi che stanno al centro della mia tesi.

Giunta al termine del mio percorso universitario ho deciso di trattare i temi sopra elencati per unire la mia esperienza di studentessa in comunicazione alla mia esperienza di maestra di tennis, due aspetti della mia vita che hanno convissuto e si sono evoluti di pari passo nell’ arco di questi cinque anni.

E’ passato poco più di un anno da quella calda mattinata di Luglio quando con il cuore in gola sono salita sul palco del centro Congressi della Sapienza, gremita di persone, per presentare la mia tesi con il timore che un tema così originale potesse non essere apprezzato dalla commissione. Con mio immenso stupore si interessarono al mio lavoro in particolare alla parte dedicata alla ricerca, che rappresenta il cuore della tesi stessa e che ho pensato di riassumere in questo articolo con lo scopo di farla leggere a chi il tennis lo gioca, a chi lo insegna e a chi lo ama.

All’inizio della mia ricerca sulla figura del maestro di tennis ho stabilito un obiettivo da raggiungere ed un ipotesi di partenza. L’ obiettivo che mi sono prefissa è di dimostrare come la scelta dei maestri di tennis di puntare sulle competenze comunicative oltre che sulle competenze professionali per rapportarsi con i propri allievi, sia condivisa a livello generale indipendentemente dall’età, dall’esperienza lavorativa personale e dal settore in cui operano (agonistica – mini-tennis – scuola tennis). L’ipotesi di partenza invece è incentrata sul fatto che i maestri di tennis devono possedere sia le competenze professionali (conoscenze tecnico-tattiche di base) sia le competenze comunicative (capacità di relazionarsi con allievi di età ed esigenze differenti) per svolgere al meglio la loro professione.

R70Una volta stabiliti obiettivo e ipotesi ho selezionato il campione della mia ricerca intervistando 10 maestri di tennis che lavorano in diversi circoli di Roma. Ho appositamente deciso di dividere gli intervistati per sesso, donne e uomini, e per fasce di età, meno di 25 anni – dai 26 ai 40 anni – più di 40 anni. Questo perché ritengo che il sesso e l’ età degli intervistati abbiano una grossa influenza sul ruolo che svolgono all’ interno del circolo, sulle loro competenze e sul modo di relazionarsi con gli allievi. Nello specifico ho intervistato tre donne e sette uomini di cui due di loro hanno meno di 25 anni, tre sono compresi tra i 26 ed i 40 anni e i restanti cinque hanno più di 40 anni. Ho suddiviso le 16 domande dell’ intervista in tre aree riprendendo lo schema del ruolo agito di Federico Butera. La prima area riguarda il ruolo formale che l’ individuo ricopre all’ interno del circolo in cui lavora, il settore specifico in cui insegna e la fascia di età in cui sono compresi i suoi allievi. Le otto domande della seconda area vertono sulle competenze professionali e comunicative dei maestri di tennis. Nello specifico ho posto loro domande riguardanti la loro carriera da giocatori e da allenatori, le competenze necessarie per svolgere questa professione e i corsi di formazione che hanno seguito per diventare maestri di tennis. Infine le restanti cinque domande riguardano il percorso personale dell’ individuo, in particolare mi sono soffermata nel domandare loro il motivo che li ha spinti a scegliere questa professione, i valori che sostengono e che insegnano ai loro ragazzi dentro e fuori il campo da tennis ed infine, ma non meno importante, quali sono i punti di attenzione nella relazione con gli allievi.

La ricerca che ho realizzato ha confermato la mia ipotesi iniziale secondo la quale i maestri di tennis devono possedere oltre alle competenze professionali (conoscenze tecnico-tattiche di base) anche le competenze comunicative (capacità di relazionarsi con allievi di età ed esigenze differenti) per svolgere al meglio la loro professione. Infatti  in tutte e tre le fasce di età sia a livello maschile che femminile, viene sottolineata l’ importanza di possedere delle competenze comunicative, sociali e psicologiche per interagire, relazionarsi e comprendere le diverse esigenze dei ragazzi di età e personalità differenti. La comunicazione si pone quindi come elemento cardine in tutti e tre i settori di insegnamento, (mini-tennis – scuola tennis – agonistica) perché la capacità di creare un rapporto unico con l’allievo viene prima di qualsiasi competenza tecnica e tattica. Un altro aspetto che fortifica questa mia tesi è dato dal fatto che tutti i maestri e maestre di tennis da me intervistati, anche se hanno avuto un ottima carriera agonistica con il raggiungimento di una classifica internazionale a livello WTA (Women’s Tennis Association)  e ATP (Association of Tennis Professionals), affermano che nello svolgere questa professione chi ha ottenuto risultati di rilievo da giocatore sia avvantaggiato per l’allenamento degli agonisti, perché ha vissuto in prima persona certe esperienze e sensazioni, mentre per allenare a livello di scuola tennis non è affatto importante perché sono richieste altre capacità comunicative e di insegnamento.

Terminerò questo breve excursus sulla mia tesi sottolineando come nella società odierna, e quindi anche nell’ambito sportivo, si sente sempre più parlare dell’ importanza della comunicazione. Di fatto, il saper essere un abile comunicatore, si traduce a livello relazionale in un enorme vantaggio per colui che possiede questa capacità di persuasione e spesso questo vantaggio diviene anche una forma di potere. Il successo di un soggetto nella sua professione, ma anche nelle altre relazioni, è legato alle abilità che esso possiede di essere convincente e rassicurante.

La comunicazione del coach è un’arte e si divide in due grandi insiemi: verbale e non verbale. La comunicazione verbale per essere efficace deve fornire delle conoscenze chiare e precise. Inoltre dal modo di comunicare l’atleta può comprendere lo stato d’ animo del suo allenatore, la sua disponibilità o meno di comunicare. Per rendere efficace la sua comunicazione, in modo tale da favorire l’ apprendimento, il coach usa una sorte di paralinguaggio, che non è altro che l’insieme delle componenti vocali del linguaggio, considerate separatamente dal significato delle parole come il tono che è sinonimo di sicurezza, la risonanza che rappresenta la sonorità di una voce, l’articolazione che coincide con l’ intelligibilità delle parole pronunciate e il timbro che esprime la qualità del suono emesso. In ogni caso la scelta di come parlare è in stretta correlazione con le caratteristiche della situazione.

Oltre alla comunicazione verbale il coach ha a disposizione la comunicazione non verbale che rappresenta un patrimonio che molte volte l’uomo ha sottovalutato. Fortunatamente ci si sta accorgendo che essa possiede delle potenzialità che spesso vanno ben oltre il potere della parola. Così l’allenatore può essere persuasivo nel momento in cui crea un sincronismo tra ciò che dice con le parole e ciò che comunica con i gesti, in pratica ciò che dice con la parola non deve essere smentito da quello che comunica con la gestualità. Quando questo avviene si crea nel giocatore una forma di dubbio perché non comprende se deve credere alle parole o ai gesti. Alla comunicazione non verbale appartengono varie possibilità espressive come i gesti, la postura e le espressioni del viso. Nel complesso un coach comunica in modo efficace qualora armonizza contenuti intenzionali e contenuti non intenzionali, tiene sotto controllo i propri segnali non verbali per rendere efficace lo scambio di informazioni e il clima con l atleta.

In conclusione voglio lasciarvi con una citazione di Eugen Herrigel tratta dal libro “Lo zen e il tiro con l’ arco” che mi ha colpito molto: “ Tocca al maestro trovare non la via stessa che porta alla meta, ma la forma di quella via rispondente al carattere particolare dell’ allievo e assumersene la responsabilità”.

© riproduzione riservata

37 commenti

  1. pulsatilla

    Cosa significa: comunicare?
    Mettere in comune, più propriamente mettere un valore al servizio di qualcuno.
    Trasferire la propria conoscenza valoriale al piccolo allievo di tennis è una grande opera meritoria.
    Ma alla base bisogna prima averla questa conoscenza!

  2. Prima legge della comunicazione:
    La bontà della comunicazione non sta nelle caratteristiche dell’enunciato ma nella qualità del feedback.
    Mi è capitato una volta di assistere ad una conversazione in lingua italiana tra un mio amico tedesco ed una mia amica spagnola. Loro si comprendevano benissimo, in non sono riuscito a capire niente, anche se parlavano nella mia lingua!!!!!

  3. Alessandro Nizegorodcew

    @Giorgio il mitico
    Ti vuoi spiegare o preferisci rimanere antipatico e basta?

  4. Maurizio

    Federico, si esibisce in Europa, un orchestra di ottimi musicisti, con una particolarità, non hanno il maestro, chi capisce un po’ di musica sa che non è una cosa molto semplice. I musicisti sono nativi di varie nazioni europee e si capivano grazie all’inglese, almeno loro pensavano lo fosse, sino a quando non ingaggiarono un musicista di lingua madre inglese che affermò di non capire nulla del parlato degli altri orchestrali. Almeno lì però parlava la musica che è un linguaggio universale.

  5. Federico secondo me e esattamente il problema che hanno la maggior parte dei maestri ma e sempre un problema di conoscenza se tu non capivi i tuoi amici eri tu che non sapevi come capirli esattamente come la maggior parte non capisce me per come scrivo io devo sapere come comunicare in base all alievo che ho davanti invece tutti insegnano alla stessa maniera perche e molto piu facile poi se l allievo non ha risultati vuol dire che non ha talento

  6. pulsatilla

    Grande articolo su ubitennis.
    Un confronto fra un 2.3 sardo al quale non viene mai concessa una wild-card e un 3.4 al quale, al contrario, viene concessa con magnanimità. Un derby tutto sardo che rispecchia il degrado italico in cui versiamo.
    Leggendo questo, passa la voglia di disquisire sulla comunicazione del maestro di tennis.

  7. nicoxia

    Vedi caro Pulsatilla io la penso come te e faccio il mio percorso senza paura e se c’è da combattere combatterò,ma mi chiamo Carlone lino,purtroppo la maggior parte la pensano come te ma come te si nascondono quindi per favore evidenzia pure ma non ti lamentare.

  8. nicoxia

    Come disse Einstein,il mondo è quel disastro che vedete,non tanto per i guai combinati dai malfattori,ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno li a guardare,e aggiungo si nascondono lamentandosi.

  9. La mia preoccupazione più importante non è tanto di essere un giullare di strategie comunicative; ma di verificare e monitorare costantemente che ci sia apprendimento dall’altra parte. Quando l’obiettivo della comunicazione è l’apprendimento del discente un mezzo poi lo si trova.
    Io personalmente ho avuto professori che erano luminari nel loro settore ma da cui ho imparato molto poco. Conoscevano ed erano cultori sia della materia che dell’arte oratoria, ma non si preoccupavano minimamente di verificare che ci fosse apprendimento dall’altra parte. Era comunicazione ad una via.
    Rimane poi il fatto, secondo il mio punto di vista, che un bravo maestro comunica ed insegna molto più con l’esempio che da (che se vogliamo è una forma di comunicazione non verbale) piuttosto che da quello che dice.

  10. nicoxia

    Federico me lo hai insegnato tu,se un allievo è più, visivo, uditivo o cenestesico,creare empatia cercare il modo migliore per cui ci sia apprendimento dall’altra parte,per far questo bisogna conoscere come ed essere in grado di farlo,secondo me non vuol dire essere un giullare di strategie comunicative.

  11. Nico,
    ciò che intendevo è che vedo numerosi maestri alla ricerca di nuovi ed innovativi metodi di comunicare (per darsi importanza o per distinguersi dagli altri nel pregiudizio che innovativo è sempre meglio che tradizionale…..) o intenti nell’applicare il metodo comunicativo universale magico. Siccome i ragazzi hanno tutte caratteristiche d’apprendimento personali, un metodo universale non esiste. A quel punto da comunicatore è più importante verificare come procede il processo di apprendimento (cioè faccia l’interesse del discente) piuttosto che usare la comunicazione come ostensione di autoefficacia (interesse personale)

  12. cataflic

    FDC
    nella tua ultima riga c’è una bella fetta di “comunicatori”…che spesso hanno la stessa efficacia che un buon boccale di birra fresca….dopo aver pagato il conto all’oste!

  13. pulsatilla

    A proposito di comunicazione. Strano che dalla sardegna non giungano voci. Tutto tace. E chi tace…

  14. bogar67

    Pulsatilla a parte che io leggo solo st non sono anonimo e non mi nascondo. Sto esternando le mie lamentele su fb dove ho un nome e cognome ad amici e conoscenti tra le fila della Fit sul nuovo sistema federale detto sistema italia che trovi su fit puglia. Chissá perchè prima su fit puglia 🙂
    Io come nicoxia sto seguendo un percorso specifico a parte e quando ho deciso in tal senso sapevo le regole per far parte del sistema a cui ho detto no grazie. Il primo risultato di cui non mi lamento e non parlo di mobbing come qualcuno in passato è che non mi hanno convocato la bimba al cpa. Il secondo magari sará che non mi convocheranno la bimba in coppa province, e chi se ne frega 🙂

  15. Giorgio il mitico

    x A.Nizergorodcew post 5

    Ho scritto : booooo, perchè sono un perfetto somaro in lingua inglese, allora con animo costruttivo e pieno di buona volontà sono andato su Wikipedia per documentarmi in materia e di fronte a tutto quel po’ di spiegazioni mi sono sentito perso, cosa ci vuoi fare , il sottoscritto viene dalla campagna marchigiana (anche se non vive più nelle Marche) e sono stato sempre un fedele assrtore di questo antico detto contadino : “Parla come mangi.”

  16. Nikolik

    Certo, Alessandro, che tu sei veramente un giornalista fortunato!

    La tua fortuna è che tu hai un lettore come me, un vero esperto!
    Ecco, se tu avessi voluto fare un articolo del genere, in qualità di esperto ti avrei consigliato di non farlo e di non esporti a una cattiva figura, perché ti avrei spiegato che le wild card in quei tornei di Santa Margherita di Pula sono irreali e puramente formali, perché nelle qualificazioni di quei tornei (perché delle qualificazioni di un 10.000 si sta parlando) si entra senza classifica, anzi, si entra, se si vuole, anche senza iscriversi, basta andare lì e firmare!
    Eh, sì, perché i posti in tabellone sono di più dei giocatori che vogliono giocare.
    Io ho la tessera FIT e ora la settimana prossima vado a giocare le qualificazioni!
    Posso!
    Come si può vedere, in ogni tabellone in contestazione ci sono dei bye!
    Non riescono ad avere abbastanza giocatori!
    Quindi, di fatto, anche se vi è l’indicazione che qualcuno ha la wild card, ciò è del tutto irrilevante!
    Non c’è bisogno di wild card per giocare quei tornei!
    E, soprattutto, chi beneficia di queste finte, ebbene sì, finte, wild card, non toglie il posto in tabellone a nessuno!
    Anche le wild card, chiamiamole così, avrebbero giocato senza wild card, come tutti!
    Dovete sapere che c’è una regola che se, per scarsezza di iscrizioni, il tabellone non si riesce a completare, e in questi tornei sardi non si riesce mai a completare, vige il principio che se ti presenti e firmi giochi lo stesso anche se non ti sei iscritto!
    Ora vado a Livorno e mi imbarco.
    Gioco il prossimo torneo!
    Anzi, meglio di no…meglio che resti qua, in qualità di esperto, a vigilare su questo sito, Alessandro, per impedirti di fare errori del genere e di inventarti polemiche assolutamente irreali.
    Non ti preoccupare, non voglio soldi, Alessandro. lo faccio per amicizia.

    Sei fortunatissimo!
    Vedi, in quel sito tutti ad applaudirlo, anche i commentatori…nessuno che sappia i più elementari regolamenti…
    Tu non corri questo rischio, grazie a me!

    Un esperto, almeno uno, ci vuole, in ogni sito.

  17. bogar67

    Nikolik ha ragione. A Santa Margherita in quali tra poco entrano anche i quarta categoria senza wc. Polemica inutile. Se sei forte in fondo ci arrivi uguale.

  18. Dizionario della lingua italiana De Agostini:

    feedback: n.m. invar. 1 ( tecn.) nei sistemi regolati automaticamente, l’operazione del rinviare all’entrata di un processo un’informazione sull’andamento del processo stesso, per controllarlo ed eventualmente correggerlo; retroazione, controreazione 2 ( ling.) effetto di reazione prodotto da un messaggio su chi lo ha emesso 3 ( estens.) effetto di controreazione di un fenomeno

    Ma si come no, facciamo finta che la lingua sia codificata in una forma immutabile nel tempo; facciamo finta che non sia mai esistita quella che già i latini chiamavano “contaminatio”. Ma si, ritorniamo all’Accademia della Crusca; togliamo dall’uso comune anche parole di uso comune come stop, alt, bar, spray, computer; ma si per senso di appartenenza culturale (leggasi nazionalismo) rendiamoci ridicoli come fanno i francesi e traduciamo termini come bio feedback o neuro feedback; ma si per parlare come mangiamo usiamo termini semplici, accessibili, comprensibili ai più come “retroazione” e “controreazione”……….

  19. Per nikolik l esperto se parto e poi propio in quel torneo non si ritirano mi spieghi per quale articolo io posso giocare e si vedi caro nikolik perche le certezze le hai solo tu ma le certezze che abbiamo noi e che tu sei esperto di…………

  20. Maurizio

    L’ espertone del blog ancora una volta non ha colto la preziosa opportunità di tacere, e con lui il suo avvocato del momento Bogar.
    Premetto che ritengo stucchevole la polemica, non fosse altro per il fatto che comunque io avrei assegnato la wc al giovane Binaghi, uno perché è Sardo e due perché il più giovane dei candidati. Detto questo l’articolo parlava del doppio e non del singolare, si parlava dell’md e non delle quali, e su 6 tornei solo uno presentava dei bye, senza contare che anche sul singolare come giustamente diceva Nicoxia, la lista di accettazione era spesso ampia ed alcuni non sono entrati comunque.
    Altra cavolata storica, che le supera tutte è il fatto che serva la tessera Fit, non serve nessuna tessera Fit, devi essere iscritto all’ITF. Vero è che l’ordine di priorità nelle varie liste ovvero md, quali ed alternates, è data prima dalla classifica atp o wta e poi dalle classifiche nazionali.

  21. Alessandro Nizegorodcew

    Le polemiche sulla Wc mi interessano quanto la Serie C di Tamburello. Già la Serie B di Tamburello mi intriga maggiormente.

    Grazie Federico Di Carlo, a volte non ho la forma per rispondere alle sterili polemiche di Giorgio il mitico 🙂 Mi hai tolto un peso

  22. Maurizio

    Alessandro, il tamburello è un sport molto bello e difficile, sono d’accordo sulle polemiche wc, non può però passare inosservata l’affermazione che serva la tessera Fit per partecipare ai tornei Itf

  23. bogar67

    Maurizio
    ma di che parliamo? di nulla!! io la penso come Alessandro!
    La verità è che l’ennesima polemica montata ad arte per andare contro il sistema. Poi non ci sta cosa più bella e soddisfacente vincere da outsider o da non considerato!.
    Nessuno ci crede e vinci, una goduria 🙂

  24. cataflic

    Sai Nikolik, mi ricordo benissimo che in un torneo di Bologna, che allora era un 250 di oggi, si trovarono col tabellone di quali praticamente vuoto….c’era lì intorno un ragazzo che era andato a vedere allenare i giocatori….aveva le racchette dietro….e quando ti capita più!! Il risultato fu un c3 che beccò la testa di serie n.1o2 delle quali..un 160 atp o roba simile…..ahahah
    Ad aver voglia di girare, soprattutto in Asia a fine anno capiterebbe anche oggi, Becuzzi insegna….

  25. nicoxia

    Ctaflic,esperienza personale mio figlio due anni fa 3.3 ha firmato nel challenger di Milano perchè eravamo la a giocare una finale di doppio,ed è entrato,ma da 22,alternate secondo te rischio ad andare in Sardegna con tutte le spese ?
    Se l’esperto garantisse in solido per tutti i bye secondo me sarebbero meno.
    Per essre esperti bisogna studiare,i divanisti anonimi che si credono esperti,che quando non sanno più cosa dire si eclissano per spuntare fuori dopo un po,con altre perle,sono essenziali per far sentire noi un pochino meglio ma soltanto un pochino perchè il confronto è sterile.
    Naturalmente queste considerazioni sono per puro divertimento e sullo stesso piano in cui si diverte Nikolik.

  26. Alessandro Nizegorodcew

    @Maurizio
    Si si infatti parlavo di Serie C di Tamburello, dove saranno talmente scarsi da non colpire nemmeno la palla! 🙂

  27. Diego

    Non ho letto l’ articolo, ma questo non toglie che se gli alternates non si presentano
    chi e’ sul posto e firma puo’ entrare in tabellone.
    Anche se poi fara’ poca strada.

  28. Monkey71

    Vado leggermente Off Topic anche se in fondo è un argomento estremamente attinente ai Maestri di Tennis…
    Mi sorprende non sia uscito nessun articolo (e non se ne parli praticamente da nessuna parte) sulla rivoluzione attuata dal settore tecnico nazionale che prevede l’abolizione dei PIA e l’avvio del cosiddetto Progetto Tecnico Sistema Italia 2015 come illustrato sul sito regionale pugliese…poi qualcuno mi spiegherà perchè lì si e sugli altri siti regionali e tantomeno sul sito della Federtennis no…
    http://www.federtennis.it/puglia/DettaglioDocumento.asp?IDDocumento=26653

  29. bogar67

    Monkey71
    poi qualcuno mi spiegherà perchè lì si e sugli altri siti regionali e tantomeno sul sito della Federtennis no…

    forse

    Michelangelo Dell’Edera è nato a Roma il 4 maggio 1964. All’età di 16 anni ha raggiunto la sua massima classifica di C1, incrociando le proprie racchette con tennisti del calibro di Stefan Edberg, Svenson, Francesco Cancellotti e Gian Luca Pozzi.
    E’ stato campione regionale under 14 di doppio e a squadre con i colori della S.G. Angiulli di Bari partecipando a numerosi tornei internazionali under e qualificandosi sempre ai Campionati Italiani individuali.
    Maestro di tennis dal 1990, è stato per 11 anni Responsabile Tecnico Regionale ed ha collaborato e contribuito attivamente alla crescita tennistica di giocatrici come Flavia Pennetta e Roberta Vinci.
    E’ stato Direttore Tecnico dei Centri Federali Nazionali F.I.T. di Pievepelago, Sestola e Lizzano in Belvedere dal 1990 al 1999, della Scuola Tennis Prototipo e del Centro Tecnico Regionale Pugliese dal 1993 al 2004.
    Per cinque anni coordinatore delle manifestazioni “Un campione per amico” e “Sport on the beach” al fianco di Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Raffaella Reggi, Paolo Canè, Charlton Myers, Yuri Chechi, Andrea Lucchetta e Bruno Conti.
    Dal 1999 collabora con il Settore Tencino Nazionale ed è stato capitano delle nazionali under 12, 14 e 16.
    Tecnico Nazionale, è stato relatore di numerosi corsi di formazione della Scuola Nazionale Maestri.
    Socio fondatore dell’Accademia Tennis di Bari.
    Dal 2000 responsabile nazionale degli under 12 e della Macro-Area Sud della Federazione Italiana Tennis.
    Michelangelo Dell’Edera è stato nominato direttore dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”.

    Scritto questo anche in Sardegna che sta nella microrarea Lazio 🙂 🙂

    NOVITA’ 2015: DUE IMPORTANTI RIUNIONI. Giovedì 16 e Venerdì 17 ottobre
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    QUESTO ARTICOLO

    A seguito dell’ultima riunione del STN e dell’ISF, su indicazioni del Board Tecnico, si è deciso di programmare delle riunioni nelle Province della Regione Sardegna coinvolgendo tutti i Dirigenti dei Club, Maestri e Preparatori Fisici, al fine di presentare le novità più rilevanti del 2015.
    Vista l’importanza dell’evento, invito tutti gli interessati a partecipare anche per esporre eventuali considerazioni e/o problematiche.
    Queste le date, gli orari e le locations delle riunioni già concordati:

    GIOVEDI 16 ottobre 2014 alle ore 11.00 c/o “Torres Tennis Sassari” (Via Corraduzza – Sassari), per le Province di Sassari / Olbia – Tempio / Nuoro / Oristano

    VENERDI 17 ottobre 2014 alle ore 11.00 c/o “T.C. Cagliari” (Via Gemelli 1 – Cagliari), per le Province di Cagliari / Medio Campidano / Ogliastra / Carbonia- Iglesias

    La riunione prevede il seguente ordine del giorno:

    – Saluto Istituzionale

    – ISF “Roberto Lombardi”: Strutturazione, Planning Corsi

    – Riconoscimento Scuole Tennis

    – Grand Prix Scuole Tennis

    – Centri di Aggregazione Provinciali Under 11

    – CPA Under 14, CTP Under 16

    – FIT Junior Program

    – Attività Promozionale Under 12 e 8

    – Varie ed eventuali

    Tecnico Nazionale Società “Mario Belardinelli”

    Responsabile Microarea Lazio-Sardegna

    Massimo Valeri

  30. bogar67

    cpa campania
    http ://www.federtennis.it/Campania/DettaglioDocumento.asp?IDDocumento=26679

    lle Giocatrici:
    • Sacco Federica (ASD Tennis Club Fireball)
    • Cuomo Lorenza (Accademia Tennis Napoli SSD ARL)
    • La Cerra Syria (ASD Tennis Club Battipaglia-Eboli)
    • Merone Agnese (Accademia Tennis Napoli SSD ARL)
    • Sansone Kira (ASD Tennis Village)

    Ai Giocatori:
    • De Maio Mauro (Avellino Tennis Academy ASD)
    • Organista Mario (Ass. Dil. Tennis Club 2002)
    • Sangiuolo Gianmarco (Circolo Tennis Benevento Ass. Tennistica Dilett.)
    • Sorbino Simone (Ass. Sport. Dilett. 2000)
    • Del Carmine Massimo (Ass. Sport. Dilett. 2000)
    • Grimaldi Alberto (ASD Sport Club Oplonti)
    • La Cava Ivan (ASD Tennis Atheneo)
    • Pasquariello Flavio (Ass. Dilett. Circolo Tennis Ercole)
    • Guerriero Federico (ASD Tennis Atheneo)
    • Modugno Francesco (Ass. Dilett. Tennis Club Vomero)
    • Staiano Fabrizio (ASD Tennis Club Capri)

    La Federazione Italiana Tennis, su indicazione del Settore Tecnico Nazionale in accordo con il Comitato Regionale, ha il piacere di invitare gli atleti su indicati ai Raduni che si svolgeranno presso:

    Accademia Tennis Napoli (Viale Righi 5 – Napoli)
    1° Stage – 18-19 ottobre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00
    2° Stage – 25-26 ottobre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00
    3° Stage – 01-02 novembre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00
    4° Stage – 15-16 novembre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00
    5° Stage – 22-23 novembre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00
    6° Stage – 29-30 novembre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00
    7° Stage – 13-14 dicembre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00
    8° Stage – 20-21 dicembre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00

    e presso l’Avellino Tennis Academy (Via Provinciale 164, Contrada S. Caterina località Picarelli) con il seguente calendario:
    1° Stage – 08-09 novembre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00
    2° Stage – 06-07 dicembre 2014 – Arrivo ore 15:00 – Partenza ore 17:00

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