La Racchetta della Settimana, XXVI Puntata

di - 17 Settembre 2009

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Us Open: l’arrembante Del Potro detronizza Re Roger

di Calogero Campione

Roger Federer è stato sconfitto. Alla sesta finale consecutiva a Flushing Meadows, il numero 1 del mondo è caduto sotto la violenza dei colpi di Juan Martin Del Potro, al primo Slam in carriera.

L’argentino, classe 1988, ha sovvertito il pronostico che lo vedeva nettamente sfavorito al cospetto dello svizzero, imbattuto sui campi newyorkesi dal 2004.
E dire che l’inizio del match sembrava rispettare pienamente il copione previsto: lo svizzero, grazie ad un uso sapiente del back di rovescio, aveva disinnescato lo strapotere da fondo del giovanotto di Tandil, impallinato a fondo campo dal palleggio di Roger.

Incamerato il primo set e avanti di un break nel secondo, sul 5-4 30-0 per Federer la svolta inattesa:
il Re si distrae e l’argentino ne approfitta, lo trascina al tie break e lo fa suo.

Nel terzo, ancora sul 5-4 per Roger, altra svolta: due doppi falli di Del Potro lo condannano alla fine di un set giocato tenendo costantemente in mano l’iniziativa del gioco. Due set a uno Federer.

E qui, quando tutti pensavano al crollo psicologico dell’argentino, accade l’imponderabile: Del Potro salva tre delicate palle break e porta Roger ancora al tie-break, che si aggiudica per 7-4, frutto di scelte coraggiose e gravi errori di Federer (doppio fallo a inizio tie break).

Al quinto, Del Potro piazza il break nel secondo gioco e vola dritto e rapido alla vittoria, mai stata in discussione per via di un sudamericano sempre più galvanizzato al cospetto dell’elvetico, scarico fisicamente e mentalmente.

E’il primo Slam per l’argentino, e non sarà l’ultimo, vista la sua attitudine sul cemento e sulla terra battuta e la straordinaria solidità mentale, inusuale per un giovanotto di venti anni, che ha affrontato la sua prima finale Slam con spavalderia e la giusta dose di presunzione.

Roger, dal canto suo, ha pagato il basso rendimento al servizio ed una scarsissima percentuale di palle break concretizzate, fattori che solitamente, nei grandi eventi, giocano a suo favore.

In tutto questo è il tennis che ne guadagna in seno ad incertezza e serrata competizione al vertice.

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