L’Istruzione dell’Oste

di - 22 Marzo 2011

di Marta Polidori

La scuola e lo sport sono da sempre acerrimi nemici. L’una esclude quasi sempre l’altra, non tanto per l’impegno a cui uno dovrebbe dedicarsi da entrambe le parti, quanto per problemi dal punto di vista relazionale con un professore quando gli dici che sei uno sportivo.

Capita raramente di trovare un’insegnante d’una scuola pubblica che comprenda l’importanza dello sport, e si finisce quasi sempre in litigio.

Chissà poi perché. Lo sport ha una componente etica scorretta di cui non siamo a conoscenza? Io, personalmente, lo trovo uno studio ne più ne meno quanto una materia scientifica o umanistica.
La soluzione quindi è sempre la stessa: siamo costretti a scegliere tra l’una e l’altra.

Ma se io volessi portare avanti entrambe?

Io voglio portarle avanti entrambe, ed ho trovato la mia quadratura: studiare da sola.
Lo trovo comodo, più che altro, perché di questi tempi la scuola pubblica non è la ‘’Scuola’’, come le mamme perbeniste pensano, ma tanti compiti e qualità ne più ne meno come quella privata.
Sono qui per sfatare un mito. Se studi tutte le scuole sono uguali.

Non ci sono scuole buone e scuole che non valgono, sei tu che sei buono oppure non vali. Per esasperare il concetto: si potrebbe anche non seguire il programma e comprarsi dei libri andando a studiare a caso, ma se tuo figlio è uno che studia non hai il problema di tenerlo in riga con una scuola pubblica: studierà anche nel Bronx.
Le persone che pensano che i loro figli debbano necessariamente continuare in una scuola normale è perché sanno che i figli non vogliono studiare, e la scuola pubblica, in un qualche modo, ti costringe a seguire e restare in riga sostituendosi a te nell’organizzazione.

La cosa peggiore è che (e l’articolo è riferito puramente ad uno sportivo) la pubblica ti mette nelle condizioni di dar di matto una settimana sì ed una no per verifiche incombenti, media da mantenere e cose del genere, le più ostacolate e forzate da professori che pensano che la scuola debba necessariamente venire prima dello sport, mentre la privata o lo studio a casa ti lasciano tranquillo, e libero di organizzarti.

Francamente, io mi trovo meglio a studiare da sola e dare gli esami a fine anno. Sono così libera da qualunque peso mentale, e posso occuparmi del mio lavoro, ovvero la tennista, senza incombenze, e vi dirò di più, sono in grado di portarne avanti due insieme: tennis e scuola.

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