Reality Tennis

di - 3 Ottobre 2011

di Andrea Villa

La stagione è iniziata come al solito. Quasi nulla sembra cambiare anno dopo anno, come un replay continuo, un cristallizzarsi lontano da qualsiasi cambiamento. I provini sono il momento più curioso, quello in cui si capiscono molte cose, uno specchio bizzarro dove viene riflessa la struttura della scuola di tennis. Ormai tutto sembra assomigliare ad un reality, con la giuria dei maestri pronta a giudicare, ad accontentare sempre, mai a bocciare, allontanare, far desistere il candidato. Chiunque trova un gruppo adatto, un orario in cui infilare l’ennesimo impegno sportivo, dove soddisfare le proprie motivazioni.
Bisogna prendere il maggior numero di iscrizioni, allungarsi verso un nuovo record, riempire la cassa, il resto arriverà se non verrà lasciato inopinatamente in secondo piano.

I genitori fibrillano, osservano il futuro campioncino, già sapendo cosa desiderano, come dovrà essere allenato, quali obiettivi inseguirà con o senza l’avvallo dell’insegnante.
A volte mi chiedo a cosa serva il maestro. Attenzione non sono alla ricerca di una qualsivoglia colpevolezza, padre e madre hanno sempre il diritto di pretendere il meglio per i loro pargoli, forse la maggior parte ha perso il senso della realtà.
Sembrano tutti super dotati. In grado di imparare bene e in fretta, smaniosi di affiancare il successo tennistico a quello scolastico, dove naturalmente emergono in maniera brillante.
A nessuno interessa la verità, professionisti della racchetta compresi. Nessuno vuole sottoporsi ad una sana gavetta, ad un percorso duro e lungo: dimostrare quanto si vale è esercizio lasciato alle generazioni del passato.

Ricordo il mio provino nel 1982: oggi lavoro con il maestro che me lo fece oltre trenta anni fa. Ricordo anche quelli di altri bambini, che sarebbero diventati compagni di tornei, e avversari di partite memorabili. Nessuno osava sindacare il giudizio del maestro, che quasi sempre inseriva i nuovi allievi un gruppo sotto il proprio livello: se avevi qualche qualità era l’occasione per tirarla fuori. L’agonistica era un miraggio, per entrare bisognava battere i migliori ragazzi della propria età, una vera impresa, visto come giocavano! L’unica concessione che veniva fatta alle seconde linee, era quella di fare la preparazione atletica con loro, un’ora e trenta minuti molto duri due volte alle settimana.

Oggi abbondano le accademie, i programmi personalizzati, i coach privati, i genitori pronti ad allenare i figli: senza dimenticare i tornei per neonati, e quelli per embrioni che presto saranno approntati. Provocazioni a parte, il ruolo delle scuole tennis è sempre più marginale, ridotte ad un contenitore economico e ludico, invece di essere un importante punto di riferimento tecnico e meritocratico. Non capisco perché sia così difficile farlo.
Persino la cosiddetta parte complementare in alcune grandi strutture è facoltativa, oppure non c’è per chi frequenta un corso mono settimanale: un errore gravissimo, visto come sono deboli dal punto di vista motorio i bambini che si avvicinano al tennis.

Ecco perché non sono critico con le iniziative individuali dei genitori, anzi le osservo con curiosità per comprendere se possono essere una strada veramente alternativa, e non appena un progetto fanatico. Ha ragione chi esige dalla scuole tennis massima professionalità, è corretto pretenderlo da qualsiasi categoria lavorativa, maestri di tennis e preparatori atletici compresi. Ho l’impressione che rispetto al passato sia andata perduta la severità che contraddistingueva i migliori insegnanti, meno preoccupati dell’incasso e più attenti all’insegnamento nudo e crudo.

Eppure mentre provo alcuni nuovi allievi resto di stucco, sentendo cosa hanno da dirmi, quando chiedo come mai hanno deciso di cambiare scuola tennis. Nonostante una buona impostazione giudicano il lavoro del maestro abbandonato insufficiente, senza specificare con chiarezza i motivi. Oppure adducono mancate motivazioni da parte di chi li ha seguiti sul campo, più preoccupati di stare al telefono che di farli migliorare. Non mancano i gruppi formati male, insieme alla provenienza da altri sport, magari stufi di restare in panchina a guardare i compagni che giocano. Sorrido davanti alla cultura degli alibi italiana, di fronte alla mancanza di argomentazioni di spessore, e penso a quei genitori che invece tentano di tracciare una strada felice per i propri figli lontana da questi banali ragionamenti.

Resto dubbioso. Schiacciato tra bizzarre richieste, strampalate consapevolezze, e l’impossibilità di dire la verità, soltanto la verità, come senza problemi disse il maestro Mario a mia mamma, quel lontano pomeriggio. Forse sono all’antica, rimasto indietro di trent’anni, ma ai ragazzi che alleno perdono poco o nulla: quello che desiderano devono meritarlo.

Nel fallimento tutte le componenti sono complici, è innegabile. Non c’è sistema che possa funzionare senza meritocrazia e trasparenza. Lo sport è fatto da predisposizione, motivazione, preparazione e risultati: il resto sono soltanto chiacchiere. È altrettanto vero che non possiamo pretendere di fare campioni da chi vuole soltanto passare in allegria un’ora sul campo da tennis, tuttavia tutti hanno il diritto di imparare secondo una metodologia chiara, inseriti nel contesto giusto, con compagni di pari aspettative.

Altrimenti tutto si trasforma in un reality, una copia sbiadita della realtà, dove il valore si confonde con il prezzo, in cui il pressapochismo diventa certezza, e la verità un vezzo di pochi.

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53 commenti

  1. Mario Polidori

    E’ colpa del libero mercato, alla cui legge nessuno sfugge, che siano atleti, genitori o maestri. Tutti sanno come dovrebbe essere, ma nessuno crede che sia più possibile.

  2. Maurizio

    L’articolo di Andrea, offre tantissimi spunti, molti invero già stradibattuti però le cose cambiano in fretta e ritornarci su è utile, anche per chi inizia ad avvicinarsi a questo mondo.
    Uno spunto interessante è quello dei genitori che pensano di avere in mano un campione, a mio avviso è meglio questo del contrario, immagginiamo i genitori di Pistorius che gli dicono, ma dove c..zo vai senza gambe fai dell’altro, Noi ne sono convinto non aiutiamo i ragazzi a sognare, e se lo fanno di testa loro facciamo di tutto per farli precipitare. Dicono, ma altrimenti si illudono, poi vivono male, poi diventano frustrati, io dico che bisogna puntare al massimo, per ridimensionarti tanto ci pensano gli altri. Altri potrebbero dire ma non è il loro sogno, è il tuo, io dico ma perchè non il nostro sogno?
    La cosa peggiore è quando i genitori sono assenti, quando non partecipano alla vita ed ai progetti dei propri figli, qualsiasi essi siano, si trinceano dietro il far crescere autonomi i propri figli che invece nella realtà è: mi voglio fare i c.zi miei.
    Per quanto riguarda la severità io lo sarei solo quando si infrangono due norme, il rispetto delle persone ed il rispetto delle cose, per tutto il resto essere severi significa mascherare le proprie debolezze e la propria incapacità a gestire le situazioni con dialogo e disponibilità.

  3. bogar67

    @Maurizio
    è vero che quest’anno in Sardegna non sarà aperto Centro periferico e vedremo Valeri con binocolo? ricordo ancora le tue parole di questa estate!

  4. Barbara

    Penso che nel tennis il vero problema sia l’assenza di via di mezzo, o sei una pippa o sei un campione ed è strano perchè ne ho conosciuto almeno uno per circolo eppure….
    Ho iscritto i miei figli, come ho fatto con tutti gli sport che gli ho fatto provare, senza alcuna aspettativa, dopo una settimana avevamo già stabilito che una era troppo piccola e l’altro troppo alto 🙂 e che il migliore era tizio/a che aveva un sicuro avvenire.
    Il concetto di insegnare, imparare e poi soffiare è estraneo ai praticanti, ai maestri ed a molti genitori, per non parlare delle varie dirigenze.
    Non c’è bisogno di osannare il campione, quello brilla di luce propria, piuttosto sarebbe bene allargare la base qualitativa e magari ne esce uno vero 🙂
    Mio figlio ha smesso dopo una settimana e tira felicemente di spada.
    P.S. ha 14 anni è alto 1,85 ed è mancino, vi ricorda qualcosa?
    Certamente non vi siete persi un campione, ma magari tra gli altri 100 con le sue caratteristiche uno c’era.

  5. Nicola Spin

    @Alessandro

    molto bello l’articolo di Andrea. Vorrei pero’ che venisse anche scritto un articolo sulla ripartenza delle attivita’ della federazione.

    Perche’ e’ facile criticare le varie situazioni private ma, al contrario di quanto promesso e discusso per tutta l’estate, la ripartenza delle attivita’ ‘federative’ pare sia ancora piu’ divertente dell’anno scorso.

    Ricordo ottimi intenti dichiarati in vari articoli e successivi post nei mesi di agosto e settembre che pero’ a quanto pare sono caduti nel ridicolo.

    vorrei sapere se come vociferato il concetto di macroarea (piu’ regioni limitrofe in una unica area) e’ stato snellito.

    Noi del Nord abbiamo perso il tecnico di MacroArea (il mitico ‘cieco di Lecce’ GB) abbiamo faticato a trovarne il sostituto, siamo arrivati lunghi sui tempi di creazione dei centri periferici e con somma felicita’….. andremo a fare i CP ogni 15 gg nientepopodimenoche….. a TIRRENIA!!!!

    Si Si, non sto scherzando, hanno deciso (menti eccelse) che quest’inverno regaliamo ai genitori dei ragazzi piu’ promettenti un nuovo gadget dal nome: “visto che gia’ fai pochi kilometri per portare tuo figlio ad allenarsi, visto che la benzina la regalano e visto che l’autostrada non aumenta da un decennio ti facciamo fare 2 volte al mese 600 km, ti facciamo pagare 50 euro di autostrada e ti paghi tu genitore autotrasportatore anche la notte in albergo del sabato sera”.

    Ovviamente la federazione dice che “E’ TUTTO PAGATO A TIRRENIA PER ATLETI E MAESTRI ACCOMPAGNATORI” beh per fortuna pensavo che dovessero andare a mangiare e dormire fuori dal centro dove sono stati invitati.

    Mi consola che in Piemonte il presidente illuminato del comitato regionale (che fino all’anno scorso era nella Macroarea insieme alla Lombardia) abbia vedute diverse dal signore che ci governa in Lombardia e abbia programmato gli incontri a Torino, chiamando pensate addirittura 16 atleti e 16 atlete.

    Spero che tutto quello che ho raccontato sia frutto di voci infondate ma l’esperienza mi insegna che “VOX POPULI VOX VERITAS”.

    Insomma direi che c’e’ un GRNDE BISOGNO di spiegazioni!!

    Magari un redento Commentucci sgombra il cielo da grigissime nubi?

    Aiutatemiiiiiiiiiiiiiii!!! Non dimenticateciiiiiiiiiiii!!!

  6. Mirko's

    In Sardegna invece i centri periferici non si faranno proprio, non ci sono sufficienti giocatori di prima fascia dicono, quindi la soluzione non è il rilancio con una politica di crescita, è l’abbandono. Quindi se ci sono troppi ammalati cosa facciamo, non mandiamo nessun medico e risolviamo il problema, se anche in Lombardia è così sappiamo dove sono finiti i soldi dei centri periferici, nel pozzo senza fondo ddella tv supertennis, complimenti a tutti i federales, vergognatevi.
    Avete fatto ridere l’italia.

  7. bogar67

    @Mirko’s
    Io abito in sardegna, ho una 2004 che gioca da tre anni, ho già capito che parto con handicap, è una cosa che vado scrivendo qui sul blog da quando, 3 anni fa, mia figlia aveva 3 anni e 11 mesi e le ho messo racchetta in mano.
    Sarà un miracolo se tra 5 anni non farà questa fine e tra le bimbe indicate almeno un paio (Idini e Carboni) posso assicurare che erano e sono dei talenti.

    UNDER 12 FEMMINILE Trofeo Porro Lamberteghi
    ANNO 2005
    1° turno Natali Martina batte Elisa Idini 6/1 7/5
    ANNO 2006
    Non si vedono sul sito risultati
    ANNO 2007
    Secondo turno
    Griselli batte Mereu 6/2 6/0
    Terzo turno
    Taverna batte Carboni 6/4 6/2

    ANNO 2008
    Secondo turno
    Chiesa batte Schirru 6/0 6/0
    ANNO 2009
    Nessuna sarda in tabellone
    ANNO 2010
    1° Turno
    Gai batte Casu 6/2 6/3
    ANNO 2011
    1° Turno
    Gennari batte Saccà 6/2 6/0
    Cappelletti batte Serra 61 6/3
    3° Turno
    Infantino batte Funedda 6/3 6/7 62

  8. Barbara

    Nicola
    In Piemonte hanno risparmiato per anni sui raduni ed oggi si mettono in pari 🙂

  9. Maurizio

    Bogar, a parte le inesattezze da te riportate sulla Lambertenghi, continui a considerare le vittorie a 12 anni come metro di valutazione della futuribilità dei tennisti, potrei elencarti non meno di una dozzina di tennisti usciti nei primi turni e poi diventati professionisti, così come ti potrei citare tanti arrivati nei primi 4 e mai approdati al professionismo. C’è pure un sardo che oggi insegna a su planu vincitore della coppa lambertenghi che però si è perso per strada.
    Il problema non è quello, il problema è trovare un tennista dotato, con enorme forza di volontà e voglia di sacrificarsi, genitori con abnegazione assoluta meglio se benestanti e colti, dei maestri che insegnino bene e conducano l’allievo con dedizione maniacale, tanta fortuna.
    Come vedi non ho citato la federazione, non perché non sia utile, può infatti fare da “facilitatore” nei confronti di chi vuole e può provarci, ma non è il suo compito essenziale. E’ suo compito invece allargare la base ed i centri periferici potevano essere una buona occasione per farlo fungendo da catalizzatore del movimento tennistico di una regione, non è importante se in un dato anno ci siano prime o quinte scelte, non è buono il 98, magari sarà ottimo il 2000, ma se non crei dei punti di riferimento anche quelli buoni si perderanno come anche tu hai ricordato citando l’Idini o la Carboni.
    La mia paura è che ci sia stato un ridimensionamento non per un fatto di budget come dice mirko, ma per una presa di posizione di circoli potenti politicamente che si vedevano sfilare gli atleti migliori.

  10. Giorgio il mitico

    x tutti

    non sarebbe meglio mandare periodicamente tecnici e preparatori atletici di valore nei circoli dove si allenano i ragazzini più promettenti per visionarli, far fare loro dei test, verificare progressi o problemi, far sentire che non si è abbandonati.

    Oggi nei circoli si stanno formando il gruppo degli ELETTI (convocazioni, aiuti) ed il gruppone dei DISEREDATI (pagano, consumano al bar e tengono in piedi circoli e Federazione).

    Portare il tecnico federale NEI CIRCOLI a supervisionare i ragazzi fa sentire anche i più scarsi almeno un pochino considerati, può rappresentare uno stimolo per i più deboli ad allenarsi di più e meglio per competere in futuro con i più forti, vedere a bordo campo un tecnico federale spinge tutti ad impegnarsi di più, la Federazione è VISIBILE NELLA FIGURA DEL PROPRIO TECNICO, i genitori sentono in parte compensati i loro sforzi economici, non ci si sente abbandonati, anche i MAESTRI dei circoli sentendosi un po’ sotto osservazione sono stimolati a dare di più.

    Inoltre non ci sono spese di trasferta, non si perde tempo da dedicare all’allenamento o alla scuola, già la scuola : chiedo quanti genitori pur avendo figli bravi, ma che difficilmente diventeranno professionisti, saranno felici,vedendo i figli perdere tempo, soldi ed ore di SCUOLA ; già è un problema farli allenare vicino casa, figuriamoci lontano da casa !

    In sintesi estrema : la Federazione dai giocatori nei circoli di appartenenza e non i giocatori in Federazione.

    Le trasferte sono giustificabili solo per pochi giovani talenti CONSOLIDATI con un percorso agonistico personalizzato e concordato fra tecnico del giocatore e staff federale.

  11. bogar67

    Muarizio
    che inesattezze sulla Lamberteghi?, io ho fatto copia ed incolla dai tabelloni presi dal web, forse non ho letto nome di tua figlia che cmq non era andata oltre il secondo turno.
    Io come ti ho già scritto non sono d’accordo con te sul discorso di esserci o non esserci a 12/13 anni.
    Su tutto il resto concorso è come dici tu, analisi perfetta, mancano maestri validi, solo tre tecnici nazionali di cui due nello stesso circolo se andiamo a prendere nuovo formato PIA significa che solo quei due circoli avendoli sulla carta sono in grado di dare determinata qualità (super school) mentre tutti gli altri massimo standard school.

  12. Maurizio

    Bogar, non mancano i maestri bravi in sardegna, i titoli poi lasciamo stare, l’ho detto e ripetuto tante volte, manca un progetto che funga da catalizzatore delle risorse, il centro periferico poteva essere un occasione.se il ripensamento è generale e non solo sardo vorrei capire il perchè. Trophi, ti senti di dire qualcosa?

  13. atti

    In Veneto invece,
    i CP partono oggi, in una struttura a Vicenza con nuovi campi veloci (oltre a quelli in terra rossa) …. hanno ridotto il gruppetto dei ragazzi rispetto all’anno scorso… credo che in tutti (maschi e femmine) siano non piu’ di una dozzina … . Solo annate 97 e 98.
    Per ora si faranno 2 giorni a settimana su 3 teorici (ma credo che volendo si possa arrivare a 3) , di cui ogni volta, un ora di PA e 2 ore di tennis.
    Mentre Trentino e Alto Adige avranno un loro CP a Rovereto.
    Mi è parso di capire che non sia esclusa la possibilità che il tecnico di Macroarea accompagni in qualche occasione, gruppetti di ragazzi ai vari ETA. Forse Rob ne sa qualcosa di piu’…

    Insomma rispetto all’anno scorso dovrebbe esserci un ulteriore passo qualitativo in avanti. Vediamo……

    Ovvio che i CP non siano graditi ai circoli e a tanti maestri… cultura tipicamente italiana ….
    Da noi per accontentare tutti ci vorrebbero cento tipologie adattate a ogni singolo caso, e ancora non basterebbe.
    Mai che ci si unisca per un unico obbiettivo…ognuno ha la sua ricetta magica….ma sempre pronti a criticare ogni iniziativa altrui.

    Comunque avanti tutta… l’importante è insistere….!!!

    PS:
    Scelta azzeccata anche Giancarlo Palumbo per il nuovo incarico di Direttore del centro di Tirrenia …Farà sicuramente un buon lavoro !

  14. bogar67

    Atti ho capito nel tennis forse stiamo facendo la FPT 🙂 🙂
    la Federazione Padana Tennis.
    Da voi si e da noi no, chissà in Trinacria…….

    Maurizio le 4 98 sarde avrebbero meritato e mritano Valeri almeno per dei mini stage di 5/6 giorni al mese con PA di livello.

    Su maestri bravi, evidentemente mi devo addentrare in un’ambiente che tu conosci meglio di me ma al momento mi interessa, motivo per cui sto battagliando, una programmazione al mio circolo per mia figlia qualitivamente e quantitivamente al pari di quello che si fa nelle altre regioni in maniera tale di potermi giocare le mie carte e non sentirmi dire non sei di prima fascia!!!

  15. bogar67

    scusate errori grammaticali ma stamattina sono nervoso, sono stato rimproverato da una signora che guidava una smart di passare sulle strisce pedonali nel momento secondo le meno opportuno visto che aveva fretta!!

  16. MDM

    @atti

    interessante la soluzione veneta.

    Noi lombardi invece non sappiamo ancora nulla se non come citava Nicola che sicuramente si andrà a Tirrenia.

    Sul numero e sui nomi poi vige una omertà spaventosa.

    C’è da dire che se guardiamo il sito di Federtennis:

    Furlan è ancora il direttore di Tirrenia
    Bolognino è ancora il responsabile della macroarea Nord Ovest

    quindi non bisogna stupirsi di nulla.

    Mi associo ai complimenti a Giancarlo, grande uomo!

  17. challenger

    In Friuli (secondo le ultime voci arrivatemi) al CP andranno per i maschi 2 del 99 e 2 del 98, uno dei quali è da gennaio che è fermo per infortunio ed ha appena iniziato ad allenarsi. Forse (vista l’esiguità dei convocati) era meglio chiamare qualcun altro al posto suo. No si ha notixia dei 97 e non so niente sulle femmine.
    Concordo pienamente con quanto scritto da giorgio il mitico. Sarebbe molto meglio che fossero i tecnici a girare nei circoli Hai visto mai che trovano qualcuno bravo che non hanno mai visto?

  18. atti

    Girare per i circoli sarebbe ancora piu’ dispersivo per un tecnico di Macroarea….
    Quale maestro farebbe intromettere di buon grado il “metodo federale” rispetto al suo programma ?
    E poi l’intento del Settore Tecnico è proprio quello, invece, di far allenare i ragazzi per gruppi omogenei, come livello e motivazioni…e non certo di mantenerli “isolati” uno dall’altro….
    Se idealmente la collaborazione degli addetti ai lavori fosse propositiva e non ermetica, se ne avvantaggerebbe l’agonista…

    Dipende sempre a quale Interesse “reale” si mira a difendere….

    Non è la stessa cosa allenarsi con uno/a piu’ grande (seppur di pari classifica), rispetto al farlo con coetanei/e…. io ho notato che mediamente sono molto piu’ motivati e attenti nel secondo caso….
    Come normale che sia… e questo li aiuta a focalizzare e innalzare il livello.

    La storia che vengono dimenticati ragazzi promettenti in qualche circolo sperduto aveva senso anni fa.. non ora che vengono capillarmente osservati dagli 8 anni un su’… .
    Chi ha voglia e passione prova a trovare soluzioni e visibilità …. chi rimane in qualche circolo sperduto evidentemente non ha come priorità il tennis…ne lui, ne la sua famiglia..

    Mentre sicuramente concordo che allargando l’offerta e creando percorsi chiari, si aumenta la” raccolta” di eventuali giovani talenti… sottraendoli ad altri sport.

  19. MDM

    @atti

    forse io vivo a Milano che è su un pianeta diverso dalla Terra!

    Capillarmente osservati da chi? Io il tecnico di macroarea nell’accademia di mia figlia l’ultima volta che l’ho visto….

    correva l’anno 2009!

    Forse qui in questo pianeta lontano chiamato Lombardia, i sistemi per trovare visibilità sono troppo legati a fattori di lingua e non di linguaggio (chi vuol capire).

    Va beh, noi continuiamo ad andare avanti a testa bassa con le nostre forze.

  20. challenger

    @ atti
    “capillarmente osservati dagli 8 anni in su”? Sì, quelli che stanno nei circoli aderenti ai PIA, cioè il 10% dei circoli italiani (dati di Commentucci). Tanto è vero che l’80% degli osservati vengono dai circoli PIA e quindi dal 10% dei circoli italiani (sempre dati di Commentucci). Vogliamo credere che nel 90% dei circoli italiani sono tutte scamorze? E non mi si venga a dire che i circoli PIA sono ciroli di qualità rispetto agli altri perchè non è assolutamente vero. Conosco in FVG circoli PIA che non cambierei col mio (non PIA) neanche morto. Il problema è che i bambini dei circoli non PIA non vengono visti.

  21. Roby

    Fino a poco tempo fa elogiavate l’organizzazione del Nord, i maestri del Nord, i risulatati dei ragazzi del Nord… ora sembra tutto il contrario. E’ passato solo un mese…

  22. atti

    Non fatemi passare per il don Chisciotte di turno…
    ripeto, è difficile che sfugga qualche ragazzino a livello di macroarea …vuoi per i Pia, vuoi per i tornei e/o tutte le attività federali e non, che sono collegate al settore junior…che appunto “teoricamente” dovrebbero giocare tutti i ragazzini a cui piace allenarsi per poi fare match…

    ….con o senza PIA alle spalle…questo intendevo dire.

    Anche per me i circoli aderenti ai PIA, in molti casi non applicano le direttive…e aderiscono solo di facciata per ottenere il contributo.
    E’ una cosa che sanno benissimo anche in federazione.

    Io sono un sostenitore dei CP fin dall’inizio…che avranno mille difetti, ma almeno rompono le uova nel paniere ad un sistema che altrimenti offrirebbe ben poche alternative…al fai da te del solito malcapitato genitore di turno, che spesso è costretto a girovagare da un circolo ad un altro per ottenere/offrire al figlio un briciolo di attenzione in piu’.
    Non dimentichiamoci che i CP sono gratuiti… quindi, danno molto, ma molto fastidio.
    Mentre dovrebbero essere visti semplicemente come completamente e valore aggiunto.
    Infatti mi pare di capire, leggendo i vostri commenti, che in qualche Macroarea si stenta a riavviarli al meglio per la nuova stagione 2011/2012…e nessuno, genitori e ragazzi a parte… si strappa i capelli per questo.
    Strano no ?
    Ma di chi è la “colpa” ? della FIT, o dei Comitati Regionali/Circoli/Maestri ?

    Possibile che si vogliano far risaltsare solo gli aspetti negativi dell’iniziativa ?

  23. Alessandro Nizegorodcew

    Off topic:
    Ascoltatevi l’intervista a Castellani da poco pubblicata. Soprattutto nella seconda parte del video parla di giovani, scuola, bilateralità e tante altre cose molto interessanti..

  24. challenger

    Roby, non ha importanza ma guarda che io non ho mai elogiato nessuno, anzi sono molto critico su diverse cose con la Federazione.

    A atti vorrei dire che i Centri Periferici sono effettivamente una delle poche cose fatte bene dalla Federazione. Sono d’accordo anche io che PIA o non PIA se un bambino gioca bene non resta da parte. Ho l’impressione comunque che il percorso sia meno semplice e forse più legato al caso di chi sta nei PIA. Tu parli dei tornei under ma i risultati dei tornei under (quelli gigetti non i macroarea per capirsi) vengono visti dai tecnici di macroarea? Ho già detto in altre occasioni che ai tornei di macroarea molti ragazzini non ci sono. Perchè i genitori lavorano e non possono accompagnarli, perchè una trasferta a un macroarea costa ecc. Non ci si può basare solo sui tornei di macroarea, sui ragazzini dei PIA e via dicendo. Commentucci a queste osservazioni mi rispose che anche i maestri dei circoli possono segnalare ai tecnici di macroarea qualche ragazzino che ritengono meritevole. Ti sei già dato tu la risposta. Qaundo mai un maestro lo farà col rischio poi che questo venga convocato ai CP e quindi il maestro non ci “mangia” più? Nessuno pretende che i tecnici abbiano il dono dell’ubiquità ma ogni tanto che girino per i circoli, diano un occhiata ai risultati dei “gigetti”. Magari trovano un ragazzino che ha fatto buoni risultati, che magari in 2-3 occasioni ha battuto qualcuno convocato ai CP. Magari quel ragazzino lo si può andare a vedere al suo circolo o al prossimo torneo che farà. Sono cose tanto strampalate?

  25. prince

    Nicola Spin dice”Mi consola che in Piemonte il presidente illuminato del comitato regionale (che fino all’anno scorso era nella Macroarea insieme alla Lombardia) abbia vedute diverse dal signore che ci governa in Lombardia e abbia programmato gli incontri a Torino, chiamando pensate addirittura 16 atleti e 16 atlete.”

    Guarda che i sbagli…quello è il solito raduno di 3 ore che si fa a fine anno…poi più nulla….

    Anche i nostri migliori vanno a Tirrenia…veramente comodissimo, uno del 99 maschio, uno del 98 maschio e 2 97 maschi.. per le femmine piemontesi nessuna 99, 1 98 e 2 97. In totale 7 atleti… che dire ma i centri periferici non dovevano allargare la base, essere massimo a 50 km…mah?

  26. Maurizio

    Mi ricollego a Prince, il dato chiaro al di là delle prime seconde o terze scelte che i centri periferici sono stati ridemensionati e non si capisce perchè. Ho provato a fare la domanda a Trophi ma non ne vuole sentire di rispondere, facciamo un appello anche a Giorgio Giorgio, ma con poche speranze.

  27. trophy

    per ale

    scusami ale ma l’ 80% dell’intervista di Castellani ha contenuti assolutamente non nuovi nè originali.
    conosco tecnici, maestri e dirigenti che ne parlano da tempo.
    ho molto rispetto per la cultura di alberto col quale molto tempo fà discutevo tranquillamente di tante cose ma il voler farlo passare per il depositario unico di verità interessanti ed esclusive è fare un torto alla sua intelligenza.
    mi ha fatto sorridere (non ridere) il suo riferimento all’umiltà…. “non condivido nulla di ciò che fà la FIT”.
    alla faccia dell’umiltà !

    vabbè ti concedo il fascino dell’uomocontroatuttiicosti che alberto ispira.

    trophy

  28. Maurizio

    Molto interessante l’intervista a Castellani, non credo che abbia ragione sulla fit, però la sua personalità e cultura arrichisce il mondo del tennis.

  29. prince

    Prince
    Per curiosita’ di che circoli sono i migliori convocati?

    Maschi: Sporting stampa, Sporting Borgaro, Piazzano Novara, TC Alba.
    Femmine: Sporting stampa, Pro vercelli

  30. bogar67

    @Maurizio
    circola voce che anzichè centro periferico contentino FIT Roma qui in sardegna sarà l’individuazione di alcuni atleti e atlete a cui elargire un contributo economico da utilizzare nei circoli di appartenenza per più ore di allenamneto e lezioni più individuali.
    Se vero e quale sia l’elenco non sa da sapersi, informati se vuoi.
    Io ho ancora bimba troppo piccola per fare indagini sportive 🙂 🙂

  31. …………..beati voi che vi potete lamentare dei km e quant’altro per raggiungere il CP, noi Sardi siamo troppo scarsi e l’hanno chiuso.
    Per quanto riguarda il fatto che se un ragazzino ha risultati viene comunque notato vorrei fare un piccolo esempio (vero): alteta A scontri diretti con atleta B 6 tutti vinti da A, A è anche campione regionale, vincitore FRP, e vincitore dei famosi tornei del gigetto.
    Tornei a livello nazionale: A quarti al torneo di Roma, e quarti al Lemon Bowl, B sedicesimi Roma, forse ottavi Lemon Bowl. Indovinate chi è prima fascia??? Ovviamente B. A voi i commenti

  32. bogar67

    @altroesempioomegliorealta
    Evidentemente risultati non contano, si prendono in considerazioni in questi casi altri fattori che possono essere tecnici, basati sulla fururibilità (es uno più alto dell’altro) oppure di peso del circolo (essere tesserati per uno importante anzichè piccolino) oppure ancora di conoscenze basate sull’amicizia (raccomandazioni), mi meraviglio che in una regione come la Sardegna dove la meritocrazia in molti campi (lavoro, studio) è considerata più vicina come mentalità alle regioni del Nord Italia sia invece nel tennis (se è vero questo caso) più vicina alle regioni del sud.
    Vorrei incoraggiarti scrivendo che in campo non si entra con la fascia alla fine vince il migliore, piuttosto bisogna interrogarsi quali sono vantaggi economici derivante dall’essere prima, seconda o terza fascia.

  33. E ci mancherebbe altro che non vincesse il migliore, anche se questo non vale niente. Mi piacerebbe che comunque ci fosse solidarietà anche dagli altri per questa situazione della Sardegna, invece a quanto pare niente, l’affermazione di bogar67 e di maurizio sono cadute nel vuoto.
    Comunque noi continueremo a pagare le tessere fit, la tassa nei tornei, i kit frp, così forse dalle altre parti, eccetto la sardegna le cose potranno funzionare ancora meglio. Sono proprio felice, almeno facciamo una buona azione.

  34. challenger

    L’esempio di altroesempiomegliorealtà non è l’unico. In Friuli il tecnico ha convocato quelli l’anno scorso e quest’anno convoca sempre loro. Siamo così tanto sicuri che rispetto all’anno scorso i valori siano sempre uguali e che non ci sia qualcuno non convocato che magari è migliorato e ora gioca meglio? E’ sempre da scartare l’idea che qualcuno prima non considerato ora abbia fatto passi da gigante? Per farmi capire. E’ come se continuassi a convocare Bolelli trascurando Giannessi. Uno che era convocato l’anno scorso e a gennaio si è fermato per infortunio (quindi saltando comunque tutta la preparazione scorsa) e ricomincia ora è giusto che venga riconvocato? Ho l’impressione che si vada avanti per abitudine.

  35. MDM

    @prince

    beh dai a voi allora è andata bene.

    Per le 98 lombarde dato che sono fuori quota °Belardinelli° che è il traguardo principale di chi comanda la baracca qui in Lombardia, nessuna convocazione, in compenso hanno convocato 5 del 1999!

    Pura dimostrazione di una forte volontà di allargare la base, anzi per confermare che, come dice atti °è difficile che sfugga qualche ragazzino a livello di macroarea°.

  36. prince

    Ma scusatemi..il problema non è chi hanno convocato! Ma secondo voi in tutto il piemonte, liguria, lombardia non si è trovato un circolo disposto a fare i raduni di macroarea o meglio il CP regionale? Che senso ha che i lombardi del 99 che sono ben 4 si spostino per giocare con un 99 ligure e un piemontese….Capisco che bisogna incrementare i consumi (benzina, autostrada, olio, gomme ecc ecc) ma non vi sembra che il tutto sia ridicolo? Forse la federazione è stata costretta a rendere disponibile Tirrenia…nessuno li voleva su tutto il territorio della macroarea. Non siamo messi bene nella Nord Ovest.

  37. prince

    Lo scorso anno c’erano 2 CP in piemonte, 2 in lombardia e 1 in liguria, adesso c’è un CP di macroarea a tirrenia in toscana, di questo passo il prossimo anno ci proporranno Roma!

  38. Roby

    Ma lo scopo dei CP non era quello di creare dei centri di allenamento appunto periferici per i quali la distanza non doveva superare tot Km? Mi sembra assurdo che un lombardo debba andare a Tirrenia!!!
    La cosa migliore è, second me, dare direttamente i soldi ai ragazzi e far seguire gli allenamenti di volta in volta dai maestri federali nei circoli di appartenenza dei ragazzi ai quali devono essere messi a disposizione tutto quello che serve.

  39. bogar67

    @tutti
    a proposito di reality tennis, se volete vedere in streaming 10000 dollari di Settimo San Pietro andate sul sito del circolo ci sta cam su centrale e potete vedere la partita, certo che internet è una grandissima invenzione che qualcuno pare vuole limitare con il dl intercettazioni!!

  40. bogar67

    mirko’s va beh non esageriamo cuccato!!
    diciamo che Valeri starà più a Roma che a Cagliari, che si inventino qualcosa per non lasciarci completamente soli!!
    Per quanto mi riguarda Nuovo Formato PIA prevede da 8 a 15 raduni da novembre a marzo, anno scorso a quanto pare ne hanno fatto uno solo, vediamo quest’anno!! voglio essere fiducioso!! se Fit mi lasscia solo, mia figlia nei centri Estivi non ci va e tornei macroarea fuori non mi vedono.

  41. Giorgio il mitico

    x tutti

    mi ripeto :

    tecnici federali a girare nei circoli delle giovani promesse e non i giovani talenti in Federazione !

    Intanto non si sacrifica la SCUOLA !

    Guardate che succederà che molti genitori se vedranno cali di rendimento scolastico limiterà l’attività tennistica dei figli.

    Tutti questi esperti devono fare attenzione al rischio di fare autogol.

    Sono sempre più numerosi i genitori che si rendono conto che una femmina ha 1 probabilità su 700 di diventare una delle 10 prima categoria italiane e che un maschio ha 1 probabilità su 2.000 circa di diventare uno dei 20 prima categoria italiani.

  42. bogar67

    Qualcuno può scrivere sul sito del Progetto Sviluppo Sistema Italia Scuole Tennis 2011/2012 riguardante le SCUOLE TENNIS?
    grazie per cortese risposta

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