C’era una volta una Racchetta: Head Final

di - 29 Dicembre 2013

di Adelchi Fioriti

Un saluto a tutti. Innanzitutto una breve presentazione. Mi chiamo Adelchi, purtroppo per voi non sono Virgili e purtroppo per me non gioco a tennis come lui. Sono un appassionato a 360° gradi (qualcuno mi ha definito malato di tennis) con l’hobby della fotografia e del collezionismo. Ad Alessandro è venuta l’idea di propormi la gestione di una rubrica quindicinale che tratti di racchette della mia collezione, ‘famose’ per la loro storia o le loro particolarità, ed io sono stato ben felice di raccogliere la sfida. Nasce così C’ERA UNA VOLTA UNA RACCHETTA….

Per cominciare ho scelto una racchetta che credo pochi di voi conoscano. La Head Final.

E’ un brevetto della Head del 1980 veramente curioso che cercava di risolvere un problema dell’epoca molto ‘sentito’. Trent’anni fa per incordare una racchetta si potevano scegliere due strade: una corda sintetica di pessima qualità  con la quale risparmiavi oggi per spendere di più domani per curare il gomito del tennista o un buon budello che però costava intorno alle trentamila lire ad incordatura (una bella cifra per l’epoca). Il problema era che l’incordatura di fibra naturale aveva una vita piuttosto breve. L’unica soluzione era l’utilizzo dei morsetti salva corde tipo “duralift” che evitavano lo sfregamento delle corde l’una contro l’altra ma la rottura era rimandata soltanto di poco.

Cosa faceva l’amatore dell’epoca, io tra quelli, con pochi soldi a disposizione? Si andava dal negoziante di fiducia a chiedere la sostituzione della singola corda rotta. Un rattoppo che ti costringeva a giocare con una tensione delle corde non ben definita e non omogenea, una sorta di racchetta ‘spaghetti de’ noantri’.

Ed ecco qui che arriva la Head a risolvere il problema. L’azienda austriaca era in quel momento la più grande ed avanzata fabbrica di racchette di metallo al mondo. Sfruttando la peculiarità del materiale, assai più resistente del legno e della fibra, lancia sul mercato una racchetta con un sistema di incordatura con tutte le corde separate ed indipendenti.

Il sistema è semplicissimo. Si basa sul concetto che deve essere la tensione della stessa corda a tenere bloccati i due capi. Perché ciò avvenga, i fori di passaggio attraverso il fusto sono dotati di speciali barilotti di metallo assai rigido il cui interno è disegnato a forma di cono. Utilizzando un apposito morsetto basta applicare la tensione alla corda stessa perché il cuneo sia spinto in avanti e vada a serrarsi per effetto della sua stessa forma (vedi allegato 1)

Vantaggi prospettati: si può sostituire una singola corda senza influenzare il tutto; costi di sostituzione ridottissimi; facilità nell’incordare la racchetta (spariscono i nodi e non bisogna più ‘pinzare’ ogni singola corda per salvaguardare la tensione generale).

La Head lancia sul mercato il modello Final, una racchetta di metallo del tipo midsize.

Le prove sul campo effettuate al momento del lancio ne esaltano le prestazioni di maneggevolezza e comfort grazie all’allargamento della zona di migliore impatto (Sweet-spot) e garantiscono ottime prestazioni anche senza le due corde orizzontali e le due corde verticali.

Io ho avuto la fortuna di poterla provare sul campo qualche mese dopo la sua uscita sul mercato sfruttando un mio amico del circolo ‘fissato’ per le novità. Ricordo che quando si è presentato in campo con questa ‘strana’ racchetta abbiamo fatto a gara per provarla. La curiosità di tutti era però vedere se ‘reggeva’ la prova del ‘taglio’. Dopo qualche giorno siamo riusciti a convincere il malcapitato ed un pomeriggio  ci siamo ritrovati in quattro su di un campo con racchette palline e …. forbici ed abbiamo cominciato il test. Ricordo che la situazione è degenerata dopo il quinto ‘taglio’. Il bello è venuto dopo. Dall’Abruzzo, dove ero in vacanza, sono dovuto tornare a Roma e recarmi da Bartoni; uno dei pochi in Italia  a saper incordare la racchetta. Questa incordatura in sintetico, costata un patrimonio resiste ancora. Come potete immaginare, la prima persona alla quale mi sono rivolto per aggiungere ‘pezzi rari’ alla mia collezione è stato il mio amico e la sua racchetta Head Final, che vedete in foto, ora è tra le mie mani anche in ricordo dei bei tempi passati.

Buon tennis a tutti !!!

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