L’urlo di Marco Cecchinato a Szczecin

di - 11 Settembre 2019
Marco Cecchinato
Marco Cecchinato - foto Ray Giubilo

Se si esclude la vittoria ottenuta al primo turno di Winston Salem grazie al ritiro di un acciaccato Alex Bublik, Marco Cecchinato non concludeva positivamente un match dal Masters 1000 di Roma, dove al primo turno sconfisse in rimonta Alex De Minaur.  Due giorni dopo fu Philipp Kohlschreiber ad estrometterlo dal torneo di casa, al termine di un match molto nervoso da parte del siculo, pieno di stecche, imprecazioni e warning. 

Marco aveva probabilmente una sfrenata voglia di riconfermarsi, di dimostrare a se stesso e agli appassionati che la semifinale al Roland Garros non era frutto di 15 giorni di delirio tennistico, ma di un lungo processo di maturazione.  Tutto è però andato storto, a cominciare da quel match perso da un vantaggio di 2 parziali a 0 contro Nicolas Mahut a Parigi, passando per tante sconfitte rocambolesche, fino ad arrivare a quella patita da Henri Laaksonen, ancora una volta al fotofinish. 

Scarseggiano le vittorie, il tennis non è brillante, ma ciò che sembra mancare di più è la fiducia, quella che lo aveva guidato sino in top 20.  Cecchinato ha scelto così di tornare a giocare nei Challenger, dopo Genova è volato in Polonia e ha sconfitto al primo turno il francese Manuel Guinard con il punteggio di 6-4 6-4. 

Tutt’altro che privo di insidie il match. Marco ha rischiato più volte di andar sotto di un break in entrambi i parziali, ma ha saputo aggrapparsi al servizio, al drop ed anche agli errori di un avversario che di certo non è al suo livello, per venire a capo di una partita che potrebbe rappresentare la svolta di una stagione con poche gioie.

A volte basta vincere un match portando a casa i punti decisivi per ritrovare la fiducia mancata. In fondo non sono mancate le belle prestazioni del palermitano, ma nel tennis alcuni punti valgono doppio, triplo a volte, e Marco questi punti non li faceva ormai da 3 mesi.  L’esultanza al termine del match odierno la dice lunga. Due urlacci liberatori per scrollarsi di dosso tutta la tensione accumulata.  E speriamo che Ceck possa tornare ad urlare di nuovo, di gioia naturalmente.

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