Carlos Alcaraz continua a vincere, a battere record e ad attirare attenzioni ben oltre il mondo del tennis. Nell’intervista rilasciata a Vanity Fair, però, il campione spagnolo ha mostrato anche il lato più umano della sua crescita, parlando delle difficoltà legate alla fama, della pressione quotidiana e del rapporto con Jannik Sinner.
“So di vivere una vita da sogno, la vita che ho sempre desiderato”, racconta Alcaraz. “Ma a volte vorrei avere più momenti per me stesso, fare cose normali da ragazzo di 22 anni”. Lo spagnolo ammette di sentire il peso dell’esposizione mediatica costante e di quanto oggi ogni gesto venga analizzato pubblicamente: “Penso che oggi dobbiamo stare molto più attenti a quello che diciamo e facciamo, ma alla fine siamo esseri umani”.
LA QUOTIDIANITÀ DI CARLOS
Un aspetto che, inevitabilmente, porta anche stress: “Devi pensare continuamente a cosa fai, quando lo fai e dove sei. Abbiamo giorni buoni e giorni cattivi. A volte ci svegliamo senza voglia di fare nulla, ma dobbiamo comunque presentarci e non sempre reagiamo nel modo giusto”.
Nonostante tutto, Alcaraz non vuole passare per una vittima del successo. “Non voglio parlare di vertigini”, spiega riferendosi ai traguardi già raggiunti in carriera. “So di avere ancora tantissimi anni davanti a me e cerco di non pensare al fatto che potrei averne ancora 12 o 15 di carriera, perché mi spaventa”.
Fuori dal campo, Carlos prova comunque a ritagliarsi spazi di normalità. Sui social condivide spesso momenti della sua quotidianità: uscite in barca, partite NBA, golf con gli amici o eventi mondani. “Con il tempo impari a capire di cosa hai bisogno”, racconta. “Ci sono stati momenti in cui non mi fermavo mai e questo mi ha portato a giocare male o a infortunarmi”. Parole che assumono ancora più peso considerando i recenti problemi fisici accusati dallo spagnolo, che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti anche con un infortunio al polso e con alcune rinunce importanti nel calendario.
LA RIVALITÀ CON SINNER
Nel corso dell’intervista non poteva mancare un riferimento a Jannik Sinner e alla rivalità che negli ultimi anni ha acceso il tennis mondiale. Alcaraz, però, ci tiene a sottolineare come tutto resti confinato al campo: “Stiamo mostrando al mondo che possiamo darci battaglia in campo e poi andare d’accordo fuori. Lottiamo per lo stesso obiettivo, ma non c’è bisogno di odiarsi”.
Allo stesso tempo, il murciano riconosce quanto sia complicato costruire vere amicizie a questi livelli: “Le grandi rivalità richiedono tempo”. Un chiaro riferimento anche al fenomeno “Sincaraz”, diventato ormai uno dei motori principali del tennis moderno.
IL RAPPORTO CON I SOCIAL
Alcaraz parla poi anche del rapporto con i social network e con la continua viralità che accompagna ogni sua apparizione: “Oggi basta un commento per ferire un atleta”, ammette, spiegando come alcune critiche abbiano avuto effetti anche sul suo rendimento.
Infine, spazio ai paragoni con i giganti del passato. Novak Djokovic ha recentemente dichiarato che Alcaraz possiede “il meglio dei tre mondi”, unendo caratteristiche di Federer, Nadal e dello stesso Djokovic. Ma Carlos preferisce guardare altrove: “Ho costruito il mio stile senza copiare nessuno. Oggi la gente sa chi è Carlos Alcaraz”.