Internazionali d’Italia 2026, Sinner: “Per un italiano non c’era posto migliore per completare i nove Masters 1000”

Tommaso Vitali
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Jannik Sinner - Foto Brigitte Grassotti

Prima di alcuni match o partite sei un po’ più teso, è anche il mio lavoro sapere cosa accade. Provo a mettere me stesso nella posizione di essere il migliore possibile quando scendo in campo. Tanta tensione, momenti difficili, non ho iniziato perfettamente ma sono rimasto forte mentalmente. So per cosa ho giocato oggi. Non c’era posto migliore per completare i nove Masters 1000, è stato un torneo molto molto interessante. Ho fatto il mio debutto 1000 qui nel 2019 ho sempre sentito qualcosa di positivo, ma diverso qui a Roma. Tante emozioni. Significa tanto per me. Per un italiano non c’è posto più speciale per giocare“. Parla così Jannik Sinner in conferenza stampa dopo la vittoria del titolo agli Internazionali d’Italia 2026 che gli ha permesso di completare il Career Golden Masters.

SULLA PARTITA E SUL SUCCESSO AZZURRO IN DOPPIO

La finale oggi era difficile. Anche per l’orario in cui abbiamo giocato con tanto sole e ombra. Non era semplice, era veramente difficile giocare bene a tennis poi un po’ di pressione prima della partita è la cosa più normale che c’è. Ho cercato di restare più calmo possibile. Ho alzato il livello dopo mezz’oretta, mi sono sentito meglio. Ho fatto proprio fatica ad entrare nella partita. Quindi niente. È stata una giornata molto importante per il tennis italiano partendo anche dal doppio visto che per la prima volta ha vinto qua una coppia azzurra“.

SUL ROLAND GARROS

Ora è importante riposare. Non abbiamo tanto tempo per realizzare quello che stiamo facendo. Ho già detto prima dell’anno il mio obiettivo resta Parigi. Quello che ho fatto qui tutto l’anno resta incredibile. Devo tenermi in forma perché c’è il torneo più importante ora. Non mi voglio neanche mettere troppa pressione. La cosa più importante è staccare. Dobbiamo andare torneo dopo torneo. Una scelta che noi abbiamo fatto è non giocare nessun torneo su erba che poi se riposiamo prima di Wimbledon, dopo Wimbledon la probabilità che giochiamo in Canada c’è. Io sono sempre stato realista. Siamo contenti, ma è impossibile fare così come sto giocando adesso per tutta la stagione”.

COME FESTEGGERÀ LA VITTORIA

Dipende anche da quello che faccio stasera. Ci sono tante emozioni che sia nel bene nel male. Io sono sempre stato una persona che fa fatica a dormire quando perde, parlando con altri atleti anche loro ti dicono così. È la cosa più normale perché pensi alle cose che potevi far meglio. Quando vinci il torneo poi c’è una piccola festa, non pensi a quello che hai fatto quindi si dorme meglio di quando perdi”.

SULLA PRIMA VOLTA A ROMA

La prima volta quando ho giocato qua sul Centrale era contro Johnson e sono entrato in campo e non volevo far brutta figura, questo era il mio obiettivo. Poi ho perso 6-1 in un secondo il primo set e dopo invece ho trovato un pochettino le risorse che avevo dentro. Non avrei mai pensato di essere dove sono ora. Sono un ragazzo che viene da una piccolissima città di 2000 persone, alla fine sono qui che gioco nei campi più belli al mondo. Questa è la mia vita. Quello che cerco e cercherò di fare è dare il 100%”.

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