Navone rompe il tabù: primo titolo ATP a Bucarest

Francesco Bruni
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Pallina tennis

Non c’è due senza tre? Non stavolta, non per Mariano Navone che, con la vittoria in finale contro Daniel Merida (6-2 4-6 7-5), si è laureato campione nell’ATP 250 di Bucarest. Un titolo voluto, sudato e inseguito a lungo, che rende ancora più speciali i tre match point annullati nella semifinale fiume da 3 ore e 33 minuti contro Botic van de Zandschulp.

La prima gioia nel circuito ATP arriva al terzo tentativo, dopo aver perso un’occasione all’ATP 500 di Rio de Janeiro nel 2024, uscendo nettamente sconfitto in finale contro il connazionale Sebastian Baez (6-2 6-1), e dopo aver fallito un’altra chance sempre a Bucarest, nello stesso anno, contro Marton Fucsovics (6-4 7-5).

Questa volta, era Navone a partire con più esperienza a livello ATP rispetto al suo avversario: prima di questa settimana, infatti, Merida non aveva mai preso parte ad un tabellone principale nel circuito maggiore. A prescindere dal risultato, però, la settimana dello spagnolo resta da incorniciare: sei vittorie consecutive tra qualificazioni e main draw e una finale che, forse, con un po’ più di energie, avrebbe potuto gestire meglio nel terzo set.

Almeno in questa occasione, però, l’esperienza ha fatto la differenza. Negli ultimi 24 giorni, Navone ha raccolto 11 vittorie tra Challenger e circuito ATP, conquistando anche due titoli su superfici diverse, sul cemento di Cap Cana e sul rosso di Bucarest. La sua stagione sulla terra è già entrata nel vivo e, con una classifica live che lo vede numero 42 del mondo, sognare non costa nulla: il best ranking, alla posizione numero 29, è nel mirino.

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