A tu per tu con… Rino Tommasi

di - 2 Aprile 2015

Rino Tommasi

di Federico Mariani

Per l’ennesimo appuntamento della rubrica “a tu per tu con…” abbiamo avuto l’onore di poter intervistare chi del giornalismo prestato al tennis ha fatto la storia. Rino Tommasi col suo mezzo secolo di esperienza è un’istituzione, un mostro sacro che ha saputo catechizzare generazioni di appassionati, di fatto un mito vivente. Rino accetta subito di essere intervistato con una disponibilità ed una gentilezza quasi disarmanti. Parlare con lui, ascoltare ed interagire con quella voce, peraltro immutata, che ha accompagnato migliaia di match, è un’esperienza unica, emozionante. Nella mezz’ora di amabile chiacchierata, Tommasi risponde a tutto spaziando a meraviglia tra passato e presente, raccontandoci le sue opinioni sul tennis moderno, sugli italiani, su Federer, Nadal e Djokovic, fino a parlare del giornalismo. L’età non ha sedato la fame di sapere e la voglia di tennis. Oggi, come ieri, Tommasi è tremendamente informato ed attuale.

Partiamo dal tennis italiano. “Il movimento è in salute” viene ormai ripetuto come un ritornello dalla Federazione. Qual è il suo pensiero sul tennis azzurro? E’ veramente in salute?
In salute non credo. Abbiamo visto tempi migliori, come ne abbiamo visti anche di peggiori. Per cui, tutto sommato, siamo nella situazione che ci compete. Non ci dobbiamo illudere col doppio perché il doppio non interessa minimamente. Per quanto mi riguarda il tennis sta diventando sempre di più un gioco individuale e infatti i più forti giocatori del mondo giocano solo in singolare.

A tal proposito, crede che vi siano motivazioni ulteriori a quelle date da Vinci ed Errani sulla separazione?
E’ probabile. Io non vivo accanto alle giocatrici per cui non so con esattezza se ci sono ragioni al di là della noia arrivata. Non so se ci sono ulteriori motivi di carattere personale, ma insomma la questione per me ha relativa importanza visto che le vittorie in doppio non contano nulla. Se mettiamo insieme, ad esempio, le due Williams non ce n’è per nessuna coppia.

Per quanto riguarda il tennis maschile italiano, pensa che Fognini nelle passate stagioni abbia raggiunto il suo picco massimo o crede, invece, che abbia ancora qualcosa da dare come ad esempio raggiungere la top-10?
Parlando fuori dai denti, Fognini dimostra di non essere molto intelligente. E’ un ragazzo che ha avuto la fortuna, per ragioni che probabilmente neanche lui conosce, di arrivare a ricoprire una dignitosa posizione in classifica, ma ha la grave colpa di non riuscire a mantenerla, anzi sta perdendo terreno ad ogni torneo che fa. Io mi auguro che non abbia già raggiunto il suo picco, ma temo sia così.

Nel femminile, invece, qual è la sua opinione su Camila Giorgi?
Dunque, innanzitutto la Giorgi ha un padre un po’ bizzarro, ma non è detto che questo sia un male, anzi può anche darsi che se questa ragazzina è riuscita ad arrivare ad un certo livello sia anche merito suo. La sua posizione attuale comunque  è un livello che non ci accontenta, in relazioni ai mezzi che possiede. Non so fino a che punto potrà arrivare in alto, ma per il momento non la vedo paragonabile alle giocatrici più forti della storia italiana.

Rino TommasiQuali regole cambierebbe del tennis moderno?
Forse nessuna. Certo, il servizio sta diventando una componente molto importante del gioco, forse troppo. Ma non credo si possa fare niente in questo senso, anche perché è un colpo che tutti i giocatori possono allenare e migliorare. E non è vero che il servizio è solo privilegio di chi è alto due metri.

Passando al tennis di vertice. Visto l’inizio di stagione, tutti si chiedono se Novak Djokovic può riuscire nell’impresa di vincere tutte le prove dello Slam. Qual è la sua opinione a riguardo e, in caso, quale dei restanti tre tornei è l’ostacolo più arduo per il serbo?
Il Grande Slam è una questione anche di fortuna. Djokovic può riuscirci quest’anno perché, come abbiamo visto, è palesemente il più forte giocatore del mondo e uomo da battere in tutti i tornei. Penso che, tra i restanti, quello in cui potrebbe avere qualche problema in più è Wimbledon perché è un torneo imprevedibile e quello in cui è più facile che si verifichi una sorpresa.

Più Wimbledon che Roland Garros? Quindi dà per spacciato Nadal.
Bisogna vedere quante energie siano rimaste allo spagnolo. Nadal si è un po’ consumato, o comunque si è forse accontentato perché ad un certo punto ci si può annoiare a giocare troppo bene per troppo tempo. Nadal è un esempio di grande volontà e grande qualità agonistica, però il tennis ideale non è quello dello spagnolo. Non sceglierei Nadal come miglior prodotto tennistico degli ultimi tempi; Djokovic, invece, è più equilibrato, ha qualità meglio distribuite.

E Federer?
Federer è chiaramente in declino perché gli anni sono quelli che sono ed è una cosa normale. E’ straordinario come stia riuscendo a rallentare il tramonto, lo ha rallentato talmente bene che oggi forse gioca meglio rispetto a quattro anni fa. Probabilmente negli anni passati si è un po’ addormentato accontentandosi di amministrare il suo talento e questo gli bastava a vincere un paio di Slam l’anno. Adesso gli è venuta voglia di allungare la carriera. Federer resta comunque il miglior tennista degli ultimi 50 anni.

Potesse scegliere una partita da commentare nuovamente, senza conoscere l’esito ovviamente, quale sceglierebbe?
La finale di Dallas del 1972 tra Laver e Rosewall, vinta da quest’ultimo. Non vorrei fare la figura del nostalgico che crede sempre che siano stati migliori quelli che sono passati, ma ritengo che quella partita qualitativamente sia irripetibile.

Si sente più giornalista o telecronista?
Credo che le due cose possano andare insieme. Io mi diverto col tennis, nel senso che per me è divertente sia fare la telecronaca di una buona partita, sia scrivere un articolo. Forse, tra le due, mi diverte di più scrivere che commentare.

Lei che è il pioniere delle telecronache di tennis, coniando peraltro moltissimi termini che ormai sono ampiamente nel vocabolario di ogni appassionato, chi preferisce tra gli attuali telecronisti?
Non perché l’ho scoperta io, ma Elena Pero è molto brava. Tuttavia, non ha il background tennistico che le consentirebbe di parlare a “voce più alta”.

Pensa  dunque che sia importante essere stato un buon giocatore per poter essere poi un buon telecronista?
E’ importante fino ad un certo punto, però ha una sua valenza. Non vale l’equazione buon giocatore uguale buon telecronista, ed abbiamo molti esempi che dimostrano il contrario. Essere stato giocatore può senz’altro aiutarti, ma non è certo sufficiente. D’altra parte, gli ex giocatori che sono diventati telecronisti non hanno dalla loro il background culturale che gli consentirebbe di fare un salto in avanti.

Vista l’enorme mole di informazioni che ormai viaggiano in tempo reale tra siti internet e social network, crede che sia più difficile riuscire ad emergere oggi in questo mestiere rispetto al passato?
Difficile dare una risposta univoca. Oggi c’è sicuramente molta più concorrenza ed è tutto molto diretto ed immediato, forse troppo. Però, d’altra parte, chi si tuffa in questo mestiere adesso ha dei mezzi decisamente superiori a quelli che avevo io ai miei tempi. Per me, ad esempio, era estremamente difficile riuscire a vedere le partite da casa, erano poche quelle trasmesse. La nuova generazione, invece, accendendo il pc può vedere, di fatto, tutti i match del mondo.

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34 commenti

  1. Gabriele da Ragusa

    E’ sempre un piacere leggere qualcosa che abbia anche solo lontanamente a che fare con Rino Tommasi o Gianni Clerici. Mi meraviglia solo, e nn sn d’accordo cn lui, cm questa volta si sia sbilanciato cosi’ tanto a favore di Federer cm miglior interprete degli ultimi 50 anni. Mentre prima era stato sempre uno poco inclini ai paragoni soprattutto in uno sport particolare cm il tennis. E’ infatti nn sn d’accordo cn lui. Nn tanto perche’ sia a favore di un giocatore rispetto a Federer quanto perche’ e’ impossibili fare paragoni tra giocatori di epoche passate se nn, al massimo, esclusivamente dal punto di vista tecnico.

  2. ramirez

    ..peccato che fra tante domande risulti mancante (forse) la più importante. La faccio io: cosa suggerirebbe
    per migliorare il tennis italiano. E, mi si consenta, la (mia) risposta è: occorre modificare i criteri di selezione dei giovani talenti. Non più in base ai risultati ma ad una selezione che vede come PRIMO criterio la fisicità. Certo un occhio di riguardo anche per chi il tennis lo sa giocare ORA ma il primo criterio è la scelta di chi potrà giocare bene DOMANI:

  3. Gran bella intervista a Rino Tommasi, che io ammiro molto e che ricordo le sue belle telecronache di tennis, in compagnia di un altro grande del giornalismo, Gianni Clerici.
    Sulle domande che gli avete posto, ha risposto in maniera reale e trasparente, con dettagli concreti.

  4. cataflic

    ramirez
    vecchio adagio…ma come misurare la fisicità in un bambino di 10 anni?
    e se i test atletici e i genitori possono dire qualcosa, gli altri li buttiamo a mare?
    e se quelli scartati vincono tutto e i superfisici un bel nulla, che faciamo portiamo quelli alle competizioni e ai tornei nazionali/internazionali?
    matassa inestricabile e la verità è che per arrivare devi avere tutto, fisico, talento, testa, allenabilità, tecnica, genitori benestanti ed anche fortuna…e come te nel mondo ce ne saranno altri 50 ogni anno e dovrai essere più bravo di tutti questi!

    ti faccio un esempio: Ramazzotti, fortissimo sin dai 12 anni , allora sembrava già un gigante rispetto ai suoi pari età e sicuramente molto ha inciso il suo fisico sulle vittorie a man bassa da u14….oggi non è certo più un gigante, anzi è rimasto piuttosto basso, se consideriamo un fisico perfetto per un tennista quello tra 1,85 e 1,90.
    un altro Dalla Valle….da sempre considerato l’elemento di spicco del ’98, ancora prima di Moroni, tra i 15 e i 16 anni sarà cresciuto di 15 cm scombinandosi completamente ed ancora oggi che ne ha 17 fatica a ritrovare risultati.

  5. ramirez

    grazie per le tue osservazioni. Questo mi piace..discutere per mettere alla prova le MIE convinzioni. Come si fa a misurare ecc ecc. Hai ragione ma anche no. E per favore non cominciamo a dire che è..razzismo.
    Si misura il ragazzo e si misurano i genitori, diciamo che al 75% ci si azzecca o no ?
    poi si fissano dei test di velocità…scatto..potenza (per questo un preparatore atletico sa cosa cercare).
    Chi supera in pieno i test di ‘altezza’ e quelli atletici è grado 1..chi solo quelli di altezza si allena e se supera i test atletici passa anche lui. Tutti i ragazzi che vincono tornei dimostrando buona manualità..sono grado 2..mica li scarto. Sui grado 1 investo alla grande sui grado 2 meno…Il tennis (il modo di giocare) riflette le regole (seconda di servizio per esempio che consente di picchiare forte senza timore la prima) ..la rete in mezzo che ti fa pensare che l’uso del top spin può aiutare ecc ecc. Se le regole di oggi dicono che picchiare forte è meglio ..beh occorre rassegnarci e cercare giocatori forti fisicamente (185 cm maschi 175 cm femmine..misure ‘minime’ da adulti, ovvio). Se poi arriva qualcuno che ci dimostra che si può vincere giocando adagio..io sono pronto a cambiare idea. Piccolo aneddoto. Ero a Montecarlo, campo dei Principi, e giocava Santoro. Uno che con la racchetta faceva cose che nemmeno Roger. Ad un certo punto da oltre la linea di fondo campo va a prendere una smorzata a pochi centimetri dalla rete. Fantastico. Allora dò un’occhiata alle sue gambe. Aveva le cosce grandi come il mio tronco (esagero). Cioè grande manualità ma anche un fisico bestiale.

  6. cataflic

    ramirez
    penso che l’intero blog nasca su questi discorsi che sono stati percorsi da addetti ai lavori, coach, tennisti, genitori di tennisti………ad oggi non si è ancora trovato il bandolo della matassa(sempre che esista)!

    Di sicuro quando guardo i futuri possibili giocatori e vedo che…uno è basso, l’altro non si muove, un’altro non ha rapidità di braccio sufficiente, etcetcetc, diventa difficile sperare che possano sopravanzare i colleghi del resto del mondo che in tanti possiedono tutte queste qualità in un tanti unici giocatori.
    Da u14/16/18 spesso basta avere una qualità molto ben sviluppata per essere comunque vincente, mentre dopo devi averle tutte, per una banale questione numerica.
    Forse non è un caso se ci si aspetta molto da giovani come Quinzi, Donati, Napolitano e Baldi…è perchè sembrano avere quasi tutte le qualità richieste, o almeno sono quelli che ci vanno più vicino.

  7. ramirez

    Vero non si sa come costruire un campione. Ma si potrebbe sapere come NON costruirlo. Cominciamo con eliminare i NON. Occorre studiare i casi positivi. Perchè le ragazzine slave sono così brave o meglio così vincenti ? Genetica o applicazione ? Chi ha studiato a fondo il fenomeno ? Se è genetica ci si potrebbe chiedere come mai gli svedesi erano fortissimi e non lo sono state le svedesi. Idem per le slave. Fortissime le donne ..meno gli uomini. Sempre se fosse genetica non si spiega cos’hanno in comune
    le slave e..gli spagnoli. Per me è una PURA QUESTIONE DI METODO/I. Quello italiano non è giusto..probabilmente. Quindi la soluzione è una: provare a cambiare metodo usando quello degli altri. Tanto cos’abbiamo da perdere ? Quindi si mandino le ragazzine nei Paesi slavi dopo che la FIT ha stipulato convenzioni di reciprocità con quei Paesi e i ragazzi in Spagna, USA, Germania e Francia. Ci si rivede tra 10 anni per valutare i risultati.

  8. Nikolik

    Caro Ramirez,

    mi spieghi come si convincono i Genitori italiani di queste ragazzine italiane a mandare le figliole, nientemeno, nei “Paesi slavi” (ma quali?), Genitori, peraltro, tutti convintissimi di avere la ricetta giusta per il successo in tasca, senza bisogno di andare in “Paesi slavi”, come la storia di questo sito insegna, tutti sicurissimi di avere ragione e che tutti gli altri sbagliano?

    Come si fa?
    Come li convinciamo?

    Eh, sì, perché le persone van convinte, non sono pacchi postali, tu vai di qua, tu vai di lá, eh, e soprattutto son persone i loro convintissimi Genitori.

    Pensare che una ragazzina sia un pacco postale e le si dica, tu vai in quel bel paese slavo cosí diventi campionessa…

    Come si fa?
    E, soprattutto, al genitore-coach-agente-preparatore fisico-mentalista-tuttologo, cosa gli diciamo per convincerlo?

  9. ramirez

    Perchè Quinzi e la Errani non sono andati da Bollettieri ? I genitori non vogliono (hai provato a chiederglielo ? ) ce ne faremo una ragione Sicuro che nei Paesi slavi si stia peggio di questa asfittica Italia? Nei Paesi slavi(Polonia Cechia , Slovacchia Serbia, Romania Ungheria ecc ecc) l’economia cresce bene e quando gira l’economia gira tutto, anche lo sport. Ci sono migliaia di studenti italiani che vanno all’estero grazie ad Erasmus e mi si dice che ci sono problemi ad inviare ragazze per giocare a tennis ed OVVIAMENTE A STUDIARE. ti faccio una domanda: sapresti indicarmi il prossimo giocatore italiano/giocatrice che entrerà nei primi 100? Io sinceramente non lo vedo, e tu ? se ho ragione significa che tra i 27 anni di Fognini e il prossimo ci saremo persi un’intera generazione tennistica. Cioè tutti i ragazzi nati dal 1987 (anno nascita Fognini) ai primi anni 2000. Viva l’Italia.

  10. Nikolik

    Io sí, io ne vedo diversi, Napolitano, Donati, anche Quinzi e Baldi, anche se gli ultimi due sono ora un po’ in difficoltà , possono senz’altro diventare professionisti, a parer mio anche Travaglia, visto che il suo recente infortunio sembra meno grave del previsto.

  11. franks

    Innanzitutto non bisogna cedere al pessimismo.. Certo, è necessario cambiare, non bisogna accontentarsi mai; in ogni caso, secondo me, è ancora possibile formare dei campioni made in italy. Mandare le ragazze nei paesi slavi mi sembra una cosa a dir poco originale, se non assurda. Per quel che riguarda l’altezza: dei giocatori attualmente ai primi 8 posti del ranking, ce ne sono 2, uno di 177 cm ed uno di 175 cm e vi dirò che il più delle volte il ragazzo di 177 cm (Nishikori) batte il ragazzone più alto degli 8 (Raonic,195 cm) quindi..

  12. franks

    Ammiro Rino Tommasi giacché persona diretta, se ha qualcosa da dire la dice senza troppi fronzoli. Alcune cose che afferma nell’intervista, però, non mi trovano molto d’accordo. Ai tennisti più forti non interessa il doppio poiché se lo giocassero, inevitabilmente, perderebbero competitività nel singolo. Una volta non si giocava ai ritmi odierni. A me non dispiacerebbe affatto vedere più doppi in tv. Fognini non lo conosco personalmente, non credo però sia una questione d’intelligenza.. Sulla terra rossa lo considero tra i migliori interpreti e credo possa togliersi ancora parecchie soddisfazioni. Sul tennis di vertice la penso come il mitico Rino. Saluti e buona pasquetta

  13. ramirez

    Per capire se occorre inviare all’estero i nostri ragazzi occorre chiedersi se in Italia il tennis che gli viene insegnato sia non valido tecnicamente. Non penso che il problema sia lì. I nostri ragazzi servono, giocano colpi di rimbalzo e volèe come gli altri. Eppure non emergono. Probabilmente i problemi sono altrove.
    Occorre cambiare aria per verificare se vi sono problemi non legati alla tecnica ma alla sfera mentale. Può essere che la lontananza da casa, il dover affrontare DA SOLI i problemi quotidiani fortifichino i ragazzi con benefici per il loro gioco. Per quando riguarda la prestanza fisica (che non è poi così importante secondo il l’utente franks)
    chissà perchè le seguenti ‘stangone’ Williams Sharapova Azarenka Kvitova…quando sono in giornata
    sono ingiocabili…mentre quando lo sono le altre riescono si a vincere..ma appena appena.

  14. ramirez

    @nikolik
    ho letto un articolo pubblicato dall’ITF nella loro rivista Coaching ecc ecc. ecco le loro conclusioni
    .(1) 58% of players who achieved a Top 10 ITF Junior rank between
    1996-2005 achieved a career high Top 100 ATP Tour Rank.
    (2) First ITF Pro Circuit rank achieved at 17.6 years.
    (3) Transition time from first year-end rank to Top 100 ATP Tour of 4.3
    years at an age of 20.8 years.
    (4) Highest ATP Tour rank achieved approximately two years after
    entering ATP Tour Top 100 at 23.0 years with an average of 3.7 years
    inside Top 100 rank.
    riassumendo: se vuoi entrare nei 100 devi essere nei primi 10 al mondo da Junior (più o meno)
    a 18 anni devi aver ottenuto un ranking ATP
    entro 21 anni entrare nei primi 100 ed entro i 23 ottenere il tuo best..
    Domanda: dei nostri chi possiede queste caratteristiche ?

  15. Bernie

    Penso che rispetto a quegli anni ora le medie vadano riviste un attimo al rialzo comunque dati molto interessanti

  16. Nikolik

    Caro Ramirez,

    Tutti!
    Tutti i giocatori che ti ho elencato hanno le caratteristiche da te indicate e tratte dal sito ITF!

    Napolitano è stato numero 9 della classifica mondiale ITF juniores, Baldi n. 5, Quinzi n. 1, Donati n. 27 ma direi di non formalizzarsi troppo.
    Tutti erano in classifica ATP a 18 anni.
    Per il resto, hanno ancora 19 anni, per cui, per le altre caratteristiche, hanno rispettivamente ancora 2 e 4 anni di tempo.

  17. ramirez

    @nikolik
    ok prendo nota..però occorre guardare anche al trend. IL trend per Quinzi e Baldi non mi pare positivo. Ora io non seguo attentamente le loro carriere..leggo però che giocano Futures o Challengers mentre i loro coetanei (quelli che erano più o meno al loro livello) giocano addirittura SLAM. Ho dato un’occhiata alle classifiche ITF U/18. abbiamo un italiano ed un’italiana nei primi 50, non depone bene per il nostro futuro. Inutile dire che metà delle femmine sono SLAVE . Sinceramente non capisco questa ‘ritrosia’ o ‘paura’ di
    cambiamenti, magari anche radicali, del nostro tennis. Ripeto la domanda: visto il passato cos’abbiamo da perdere ?? E’ così difficile ammettere che gli altri (forse) sono migliori ? Nel calcio non hanno esitato ad utilizzare nostri allenatori..non capisco perchè noi non si possa utilizzare i loro. O quantomeno i loro metodi. Bah..

  18. franks

    ramirez
    non ho detto che la prestanza fisica non è importante, anzi. Con quell’esempio intendevo dire che l’altezza è solo un parametro e va considerato assieme al resto e comunque ci sono dell’eccezioni (che il trend sia per una maggior altezza siamo d’accordo). Per quel che riguarda i metodi di altre nazioni, perché no. Rimane il solito quesito: “come mai i nostri ragazzi maturano più tardi?”

  19. ramirez

    C’è una sola spiegazione al perchè maturino più tardi..perchè la nostra società non IMPONE loro di crescere. Facile. Sono circondati da genitori , nonni troppo apprensivi (me compreso magari). La scuola invece di renderli migliori li rende peggiori, non hanno la mimima idea di cosa significhi disciplina e fanno fatica a riconoscere l’autorevolezza (non l’autorità) dei maestri siano essi di tennis o di ..matematica. Ecco perchè’spedirli’ al di fuori della nostra società potrebbe servire.

  20. pulsatilla

    L’ultimo commento di ramirez fa veramente ridere.
    Vi faccio una domanda: esiste in Italia un posto dove creare un professionista?

  21. ramirez

    si esistono..per esempio so che lavorano bene alla Vavassori sia di Milano che Palazzolo s/o.
    Indico questa perchè ho avuto modo di visitarla e vederli lavorare con i ragazzi. Per quel che vale,
    i migliori macroarea (da anni ) sono i loro (almeno in grossa percentuale..non tutti). Ci si sono allenati
    Baldi e Bolelli, per esempio, A Palazzolo fanno full time..cmq basta leggere Tennis Italiano dove hanno
    una pagina in ogni numero. p.s. e qui ho verificato che la disciplina viene esercitata ..

  22. Alessandro Nizegorodcew

    @pulsatilla
    Se non esistesse non avremmo dei professionisti. Perché potete parlare quanto volete a parte Errani e Giorgi tutti gli altri sono diventati professionisti in Italia. Alcuni poi si sono spostati, altri si sono spostati e sono tornati, ma certo che si possono creare professionisti in Italia su

  23. pasanen84

    Be’ anche il tuo di commento fa abbastanza ridere pulsa.. Non condivido nemmeno la risposta di alessandro..Ma cosa vuol dire un posto dove creare il professionista? Perché all’estero esiste? Andrai a cercare le varie competenze che sicuramente ci sono (e qui sono d’accordo con il direttore) man mano che vai avanti nel tuo percorso..avete seccato la pianta con questi discorsi

  24. cataflic

    Sommessamente…
    Federazione tennis Francia … 1.121.000 tesserati su 66,4mln popolazione cioè l’1,74% iscritto
    Svizzera 165.000 su 8,16mln …il 2%
    Germania 1.500.000 su 83mln ….1,8%
    Italia 260.000 su 60,68mln…..0,42%

    Qualcosa vorrà pur dire!
    Perchè dovremmo essere più bravi del resto del mondo se mediamente abbiamo quattro volte meno possibilità di reclutare possibili campioni???
    Bella grazia che abbiamo anche dei top 30…..

  25. ramirez

    @cataflic
    quei numeri occorrerebbe capirli meglio. Sai in Italia tesserarsi costa parecchio (non so altrove)
    molti giocano senza essere tesserati FIT. Cmq i numeri dicono molto. La Germania con 5 volte il nostro numero di tesserati esprime un livello non molto superiore al nostro. Col che si dimostra che il campione di tennis è frutto del caso. Però un sistema ben organizzato con coach preparati può portare alla ribalta qualche giocatore in più. I casi Spagna e Rep. Ceca ..sono sotto gli occhi di tutti. Ultima annotazione. Non ho statistiche precise, ma mi sento di affermare che il 50% dei giovani promettenti ha un padre come maestro ..se fosse vero la cosa la dice lunga.

  26. cataflic

    ramirez
    La Germania, che dopo i fasti di Graf, Becker e Stich sembra quasi una prugna secca ha ed ha avuto:
    PHILIPP KOHLSCHREIBER best 16
    TOMMY HAAS best 2
    NICOLAS KIEFER best 4
    FLORIAN MAYER best 18
    RAINER SCHUETTLER best 5

    senza contare che adesso che in effetti stanno tirando un po’ il fiato, sta arrivando Zverev….

    3 giocatori nei top 5 mondiali noi non li abbiamo mai avuti neanche se risaliamo al 1920!

  27. ramirez

    in questi ultimi anni la differenza Germania Italia è minima se teniamo conto sia dei maschi che delle femmine. Non si vede il rapporto uno a cinque.
    poi se si parla di Zverev ti ringrazio assai perchè mi dai ragione su quasi ogni fronte.
    Io dico che gli slavi sono meglio..e lui ha nonni russi
    io dico che l’altezza conta e lui è 190 cm almeno

  28. cataflic

    ramirez

    Petkovic best 9
    Kerber best 5
    Lisicki best 12
    Goerges best 15
    Groenefeld best 15

    sì nel settore femminile i numeri sono simili, anche se noi abbiamo uno slam all’attivo.

    Credo che quello che conti sia il numero assoluto ma anche la penetrazione percentuale tra la popolazione che significa attirare i migliori talenti sottraendoli ad altri sport.

  29. ramirez

    cataflic
    lo sport italiano fa miracoli se pensiamo che gli anni migliori (6/12) sono buttati via dal nostro sistema scolastico. Io ho modo di vedere bambini di quell’età..rispetto a me quando avevo la stessa età..UN ABISSO. Noi saltavamo (fossi) ci arrampicavamo (alberi) correvamo a piedi ed in bicicletta ecc ecc
    La famosa cordinazione oculo-manuale non sanno proprio cosa sia. I maestri (di qualsiasi sport) si vedono arrivare bambini con una mobilità indecente. Ma non lo vedi che tuo figlio non sa correre ??? Ti preoccupi di come va a scuola e non se sa correre come un ragazzo normale ? boh. Poi sono carichi di compiti. Io vedo madri costrette a seguire i compiti di scuola alla sera dopo aver lavorato e portato avanti la famiglia ..non è normale. Insomma è tutto un sistema inadatto incluse scuola e famiglia. Poi migliaia di volontari si prendono cura di sti ragazzini e qualcosa riescono a tirar fuori. Ecco il miracolo

  30. pasanen84

    @alessandro

    Mi sono espresso male intendevo dire che era posta male la domanda di ramirez

  31. ramirez

    leggevo l’intervista a Ricci ,,ripeto le sue parole e poi riprendete lle mie dle post 31
    .
    Sulla gestione dei tempi il sistema scolastico finlandese in questo senso ci viene molto incontro perché la frequenza non è un fattore determinante purché i ragazzi studino e abbiano buoni risultati, per cui viaggiare per tornei non è penalizzante da questo punto di vista. Inoltre noi siamo convenzionati con una particolare scuola che agevola i ragazzi che fanno sport permettendo loro questi orari “privilegiati” così noi non dobbiamo iniziare le sessioni di allenamento alle sei del mattino, cosa che farebbe male al bioritmo dei ragazzi che nell’età della crescita hanno bisogno di dormire il giusto.
    .
    convenzionati con una particolare scuola..trovarne una in Italia. Quando gli dici che è un atleta viene già guardato con ‘sospetto’…

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