Aliaksandra Sasnovich: “Obiettivo Top-50”

di - 1 Dicembre 2014

Aliaksandra Sasnovich

di Daniele Sforza

Per scrivere quest’intervista dovrò ritornare allo scorso anno quando, in una afosa mattinata di fine Agosto, decido, evitando l’uscita per andare al mare vicino pochi metri, di guardare un match Itf nel 50k di Kazan. La scelta non è casuale, in quanto vi è il ritorno in campo della Rodina (ex top 100 e tornata a buoni livelli durante questa stagione) ma soprattutto c’è Aliaksandra Sasnovich, bielorussa classe 1994 che gioca un tennis davvero gradevole.

Seguo il match, Aliaksandra è avanti 5-3 in entrambi i set ma riesce ad uscire sconfitta con un doppio 7-5, mostrando comunque un ottimo tennis, tanto da lasciarmi si deluso per la sconfitta (tanti gli errori), ma al tempo stesso felice perché so che questo tipo di giocatrice può fare veramente strada. Arriva ottobre e “Sasha” si trova nelle qualificazioni del 100k di Poitiers. Vince facilmente i primi match e lascia un set per strada nell’ultimo turno alla Dubois. Da qui in poi è semplicemente un capolavoro, Sasha si trova a meraviglia su questa superficie e demolisce, letteralmente, top 100 quali Minella, Parmentier, Cadantu e lascia solo un set nella finale, più per paura che per altro, alla svedese Arvidsson, chiudendo per 6-4.

Aliaksandra Sasnovich

Guardo il tabellone della settimana successiva e la rivedo a Nantes (50k), ha un primo turno facile (batte 61 61 una Wc) ma poi ha Lyudmyla Kichenok. Non ho aspettative per questo match e immagino, tra me e me, un po’ di stanchezza e forse anche tensione. Tutto sbagliato, Sasha è inarrestabile e lascia 6 giochi all’ucraina, 2 alla Arruabarrena (non il massimo su queste superfici ma pur sempre una top 100) e 4 all’altra Kichenok (Nadiya), giocando perfettamente al servizio (diversi gli Ace) ma soprattutto da fondocampo, poiché con i fondamentali fa letteralmente ciò che vuole. In finale si trova di fronte Magda Linette, perde il primo set ma non si lascia andare, anzi, reagisce, ottiene il break e poi prende fiducia e conquista il meritatissimo trofeo.

Quest’anno la stagione è stata dura (anche se è arrivata al numero 92 come best ranking), poiché ha affrontato seriamente i primi tornei Wta e nel finale di stagione non si ha ripetuto l’esploit del 2013.

Partiamo proprio da qui con le dichiarazioni della giovane bielorussa: “Negli ultimi tornei stagionali non posso dire di aver giocato male, però sicuramente non ho raggiunto i livelli dello scorso anno. Ero più stanca dal punto di vista fisico e mentalmente ero “distrutta”. Ho giocato bene a Poitiers (ha raggiunto i quarti; ndr) e con la Babos ho giocato bene procurandomi chance per portare a casa il match ma non le ho sfruttate (sconfitta 67 62 76). Purtroppo così funziona il tennis…

Aliaksandra SasnovichTorniamo invece alla stagione intera. Aliaksandra ha chiuso al 145esimo posto, quasi allo stesso punto dello scorso anno. Nonostante questo ci dice: ”Sono felice per questa stagione, mi sono tolta la soddisfazione di qualificarmi per uno Slam (Us Open), passare un turno e giocare poi un buon match contro Caroline Wozniacki (sconfitta solo in finale contro Serena). Non ci sono stati veri e propri momenti difficili, in alcuni tornei sono stata semplicemente sfortunata.

Passiamo agli inizi. “Ho iniziato a giocare a tennis grazie a mio padre (giocava anche lui) quando avevo 9 anni. Poi a 12 anni dopo un torneo in Russia (European tournament), under 12, ho capito che potevo provare a diventare una tennista professionista.

In Bielorussia il tennis sta vivendo un buon momento di popolarità graize soprattutto a Victoria Azarenka che sicuramente ha portato un grande interesse per questo sport. Ci si potrebbe chiedere se sia difficile iniziare a giocare qui. “La situazione al momento è buona, a mio parere. Abbiamo un’ottima accademia a Minsk, buoni allenatori, fisioterapisti e tutto quello che serve a un tennista. Ovviamente i migliori tennisti della Bielorussia si allenano qui in quanto hanno tutto quello di cui hanno bisogno per ottenere buoni risultati.

Già da junior Sasha era una buona tennista.Ho concluso gli junior con il numero 28 del ranking. Il miglior risultato è stata la vittoria agli European Championship, conquistati per due volte consecutive in doppio. È stata una bella soddisfazione.”

Diversi i livelli giocati, passando dagli Junior agli Itf e infine ai Wta quest’anno.Sicuramente il Wta è il livello più alto per chiunque giochi, però le tenniste che li disputano sono già delle vere professioniste in quanto hanno più esperienza e sono più solide. Ecco il motivo per cui vorrei giocarne di più l’anno prossimo.

Quest’anno sono giunti altri due successi nel circuito Itf, nei 25k di Mosca e di Brescia. Un rapporto positivo è sempre quello con l’Italia, dove ha vinto i suoi primi tornei, i 10k di Cagliari e Pomezia. “Brescia è stata veramente una bella esperienza in quanto ero impegnata nel torneo ma non ero accompagnata da nessuno, c’erano però tantissime persone a sostenermi e sono riuscita a mantenere la concentrazione per tutta la settimana (lasciando le briciole a tutte le avversarie, tra cui anche Katerina Siniakova, una delle sorprese dell’anno). È stato bello anche perché l’Italia è fantastica, è sempre un meraviglioso posto da visitare”.

  Aliskansra SasnovichDurante la stagione Sasha non si è fatta mancare neanche la Fed Cup, vincendo tre match su quattro in singolare.La Fed Cup è sicuramente il mio torneo preferito. È qualcosa di diverso da tutte le altre competizioni, ci sono tutte le persone che ti sostengono poiché, alla fine, ti “batti” per la nazione. Ecco il motivo per cui mi diverto veramente molto a giocarla.

Obiettivi e programmazione per il prossimo anno. “Giocherò il 50k di Hong Kong e poi gli Australian Open, nei mesi successivi si vedrà. L’obiettivo è quello di raggiungere le top 50-60.

Infine chiudiamo con qualche informazione in più sulla giovane bielorussa fuori dal campo. Mi piace incontrarmi con gli amici, amo fare paracadutismo, nuotare. Sono una ragazza che è quello che è, forse strana, però sono onesta. Inoltre cerco di non dividere le persone in gruppi, per me tutti sono uguali.

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