Controcanto – Remondina, meglio di così…

di - 4 Novembre 2010


(Giulia Remondina – Foto Nizegorodcew)

di Mario Polidori

Mi sto appassionando molto a questa mia avventura, mi piace raccogliere queste storie, perché oltre a tenermi ancorato al mio modo di sognare, mi arricchiscono di cose che puoi avere in regalo solo da chi ti racconta, in tutta semplicità, le proprie esperienze.
Senza fronzoli da palcoscenico.

Ed è questo, più di tutto, che mi ha colpito della storia di Giulia, la semplicità.
La sua soprattutto, straordinaria, quasi ipnotizzante mentre le parlavo.

Quello che lei ha ottenuto finora è un risultato che riempirebbe di boria molti personaggi che, per molto meno, hanno venduto meriti mirabolanti e, soprattutto, genio assoluto, che poi è quello che distingue un campione che entra nella storia di questo sport da un atleta, seppur straordinario.
Lei, no.
Misurata, timida, pacata ed in difficoltà quasi, quando io tentavo un’esplorazione intellettuale e cervellotica tipica di chi fa il mio mestiere.
Non mi accade sempre, per fortuna, ma tante volte, nel tentativo di spiegare il perché o il per come di un percorso fenomenale, ci casco, come un bambino.

Il modo di porsi e di raccontare di Giulia mi ha “costretto” a stabilire che la semplicità è un suo talento assoluto, che si riflette in tutto quello che fa e che le ha certamente permesso di disciplinare e dare qualità anche al suo tennis.

Qualche numero.
Anna Giulia Remondina, è nata a Massa, l’ 1 giugno del 1989, ha 21 anni.
Best ranking l’attuale, n° 240, e n° 582 nel 2006, primo ranking ottenuto a 17 anni.
Superficie preferita Hard, che farà felice qualcuno, dal momento che tanto si sta facendo a livello nazionale per “schiodarci” dalla terra rossa.

Il peso e l’altezza non si chiedono ad una signora ☺.

“Ho iniziato a giocare a 4 anni, a Massa, la città di origine di mia mamma, in cui sono nata, papà è bresciano.
Entrambi sportivi praticanti ed appassionati, e grazie a loro ho sempre respirato “aria pulita, sana”.
Lui faceva il calciatore e mamma giocava a tennis.
Non era l’unica in famiglia, c’erano anche altre due zie, ed una di loro, zia Cristina, faceva anche la maestra in un circolo a Marina di Carrara.
E’ lei che mi ha fatto provare la prima volta, così, per gioco, e l’ho trovato subito molto divertente, e poi mi piaceva perché si poteva “colpire forte”.
Intanto mi divertivo molto anche ad andare a ginnastica artistica, l’ho fatto per un bel po’ di tempo, finché non ho scelto di dedicarmi interamente al tennis.
Vivevamo a Cossirano e per continuare a giocare andai al Tennis Club di Castrezzato, sempre lì in provincia di Brescia, dove ho mosso i primi passi con il Maestro Valex.
Era sempre e ancora un gioco, poi a 7 anni arrivò un nuovo Maestro, Mauro Pezzi, che sostituì il primo e con il quale iniziai ad impegnarmi di più, a fare più seriamente, e cominciò a prendere forma la mia avventura, pur mantenendo la ginnastica artistica, il tennis non era ancora la mia unica attività.
A 10 anni, però, il lavoro svolto con Mauro e la mia passione sempre crescente, mi fecero decidere di smettere con la ginnastica artistica per dedicarmi completamente al tennis e di seguire lui a Cividino, dove allora era l’Accademia Vavassori, che poi si è spostata nella nuova sede di Palazzolo sull’Oglio, lì vicino comunque.
Mauro Pezzi, è stato, si può dire, il mio primo maestro ed oggi è il mio Coach, il nostro rapporto non si è mai interrotto, e questo mi ha dato la possibilità di fare un percorso lineare, senza intoppi, ed anche vicino casa.
Fino ai 13/14 anni il mio allenamento era di tre o quattro volte a settimana e le ore sono andate crescendo fino a diventare 3 per ogni seduta, tra tennis e preparazione atletica.
Dopo i 14 è andata aumentando fino ad impegnarmi tutti i giorni, almeno 3/4 ore, poi dipende su cosa mi serve lavorare in quel momento.
Credo di essere stata molto fortunata, per i genitori sportivi, per non aver dovuto fare grandi spostamenti, come residenza per esempio, di aver avuto da subito una struttura con tutto ciò che mi serviva per crescere.
Niente “sbattimenti”, come capita a moltissimi miei colleghi.
Persino la mia adolescenza non ha avuto colpi.
I miei amici hanno sempre condiviso con me le scelte, ne ho sempre avuti, e tutti mi vogliono bene.
Gli unici intoppi sono stati gli infortuni: a 14 anni una colite ulcerosa mi ha costretta ad uno stop di 4 mesi, a 19 poi è stato l’anno più difficile, protusioni alla schiena 1 mese di stop e mononucleosi 3 mesi di stop, tra l’altro d’estate, momento dei tornei, e mi ha fatto perdere un sacco di posizioni in classifica.
Doveva essere un anno importante, avevo chiuso il 2007, a 18 anni, con la posizione 419, e nel 2008 sono “piombata” alla numero 700.
Non è stato per niente facile, dopo tanti anni di lavoro, dover digerire una batosta del genere proprio nel momento più importante, perché iniziare il 19esimo anno alla posizione 419 era davvero una grande chance.
Ma io sono “tosta”, ed ho recuperato, non solo ritornando su, ma migliorando il mio best ranking, che attualmente è 240.
Ed è un buon momento, mi sento bene. Ed ho tutto il tempo per recuperare.”

Che dire.
Nonostante gli infortuni, che restano una variabile incontrollabile, per il resto tutto in linea, tutto regolare nel percorso, nell’apprendimento, nell’approvvigionamento delle armi, per usare una metafora.
Una storia semplice, e meglio di così non ne ricordo, soprattutto se pensiamo ai costi/benefici.

E sono assolutamente convinto che è la SUA semplicità che ha permesso tutto questo, che ha messo in fila indiana tutte le sue variabili.

Quante volte si fanno i conti con atleti la cui complessità rischia di impedirne la crescita.
E quanti esperti ci servono in quei casi.

Ma la semplicità è un dono di natura o si può ottenere, magari cambiando qualcosa nel nostro modo di prospettare la vita futura ai nostri figli?

E’ solo una questione di cultura sportiva?

Quanto la complessità, spesso, è ereditaria?

O è solo questione di fortuna?

A questo punto dovrei intervistare anche i genitori di Giulia ☺

Le ho chiesto: “….qual è il tuo sogno/obbiettivo?
Lei: “Entrare nelle prime 10…”
Io: “Dimmi la verità, in cuor tuo, pensi di potercela fare?…”
Ci pensa un attimo….:“….beh… è difficilissimo….,….ma niente è impossibile!!.”

Grazie Giulia…

.“Grazie a te!”

© riproduzione riservata

57 commenti

  1. Alessandro Nizegorodcew

    Il primo commento è il mio..

    Ho intervistato Giulia tante e tante volte e mi sento molto coinvolto nella sua crescita tennistica. E’ una delle ragazze che seguo con maggiore interesse e spero davvero che il suo sogno possa divenire realtà… Anche un posto tra le top-20 andrebbe bene 😉

    Forza Giulia!

  2. bogar67

    Complimenti, cmq mi pare che è un atleta proprio fatta in casa nel senso che grandi spostamenti anche solo per allenarsi per cercare il meglio come ad esempio la Caregaro non li ha mai fatti. Stessa cosa nella scelta dei tornei, sono convinto che se avesse fatto gli spostamenti della Dentoni a qust’ora magari sarebbe già una top 100.

  3. Roberto Commentucci

    Grandi piedi, rapidissimi, grande anticipo di rovescio, un diritto che è molto migliorato, colpi piatti e penetranti, buon senso geometrico.
    Quello che manca è in parte nelle domande omesse dal galante Mario (Anna Giulia è forse un pò troppo piccolina e leggera per gli altissimi livelli) e in parte nella tecnica del servizio, che è decisamente migliorabile.

    Peraltro, è una che può arrivare, perché è determinata, lavora, ed ha valori sani. Se entra nelle prime 100, non ne esce più.

  4. Nikolik

    Grande, grandissimo talento, c’è poco da dire.

    Ora bisognerà vedere i sacrifici personali che è disposta a fare.
    Con la programmazione fatta finora, è statisticamente impossibile andare oltre la posizione n. 200-220 circa.

    Coraggio!

  5. nicoxia

    Premetto che non conosco la Remondina quindi prendo per buono quello che dite voi,Commentucci,secondo me sul servizio ti sbagli,non è possibile che una ragazza che gioca da 17 anni in una delle migliori realta tennistiche abbia un servizio come tu lo lasci intendere.

  6. Mario Polidori

    @Bogar
    conosco anche la Caregaro e, sinceramente, ogni volta che l’ho vista giocare, non ho mai avuto sensazioni particolari, oltre a meravigliarmi in negativo per una fisicità probabilmente frutto di una cattiva gestione, se non della genetica.
    Nell’articolo che ho fatto sulla Smirnova regnavano gli spostamenti, i sacrifici, i colpi ricevuti, che in conclusione, per quanto Irina sia una donna fortissima, ne avevano minato l’equilibrio.
    Qui con Giulia è esattamente il contrario, niente spostamenti ed altro, e le hanno consentito un equilibrio ed una serenità che altre atlete non hanno.
    La cosa che stuzzicava i confronti era proprio questa.
    Stessa spiaggia, stesso mare.
    Ed è per lei un punto di forza, dal momento che anche la struttura dove lavora le può fornire tutto l’occorrente.
    Non secondo Max 🙂
    Se avesse girato il mondo, come purtroppo spesso accade ad altre tenniste, non avrebbe fatto ciò che ha fatto, non avrebbe le stesse potenzialità.
    Quando lo si fa, lo si fa per necessità, e per quanto duri possiamo essere incide sempre negativamente, forgia, ma disturba comunque.

  7. Mario Polidori

    @Roberto
    hai detto bene, se entra nelle prime 100 non ne esce più.
    E’ vero, non è un gigante, ma è più alta di tante Top 50 ed anche della Schiavone e della Henin 🙂
    Per il peso, la programmazione da questo momento in poi e di aumentare la massa, il prodotto è finito, per cui si può iniziare.
    Gli altri pregi lì hai ben elencati e mi associo ad Alessandro:
    forza Giulia! 🙂

  8. Mario Polidori

    @Nikolik
    giusto.
    Dopo l’anno degli infortuni, ha dovuto recuperare e per certi versi ricominciare.
    La programmazione cambierà, dunque, per continuare a salire.

  9. Roberto Commentucci

    nicoxia, chiaro che tutto è relativo… Non è che la Remondina non abbia il servizio. E’ la n. 240 del mondo.
    E’ solo che, per entrare nelle prime 100, quella del servizio è l’aea tecnica dove ha più margini di miglioramento rispetto ad altri aspetti del suo gioco, come ad esempio i colpi di rimbalzo.

    Mamma mia, devo imparare a pesare le parole con il bilancino del farmacista, ragazzi. 😉

    Mica quel che ho detto significa che alla Vavassori non sanno insegnare il servizio.

    esistono dei fattori individuali.

    Se fosse così semplice tutti quelli che lavorano per diventare dei pro, e sono tantissimi nel mondo, avrebbero tutti un servizio spaventoso, uomini e donne, no?

    E’ poi molto giusto il discorso sulla programmazione, che è legaato intimamente alla crescita tecnica. Se giochi 10.000 e 25.000 e basta, hai meno incentivi – anche inconsci – a migliorare la seconda di servizio, mentre se vai a giocare a livello più alto e ti ammazzano con la risposta, ti accorgi che devi crescere in quel fondamentale e quella diventa una priorità.

  10. Mario Polidori

    @Nicox
    ha ragione Roberto, tra tutti i colpi il servizio è migliorabile.
    Non c’entra però con il lavoro svolto, ma con le caratteristiche di un giocatore, neanche Federer ha tutti i colpi allo stesso livello e mai li avrà, se poi parliamo di altri giocatori andiamo sicuramente peggio.
    E non c’è scuola che possa rimediare a questo, la complessità del tennis fa scontare sempre a qualche colpo una minore abilità.
    Di buono c’è che da ora in poi potrà dedicarsi molto di più solo a rifinire e migliorare tutti i difetti.
    E ad aumentare il peso muscolare che diceva Roberto 🙂

  11. Madmax

    Purtroppo qui si stravolge la realtà.. 🙂

    Giulia sarebbe già arrivata nelle cento tempo da un po’ ed anche parecchio più avanti se avesse fatto cose diverse.. E lo dissi già tre anni for sono.. 🙂

    Lei è è un talento eccezionale ha un timing da fantascienza e gioca a questo livello con un dritto che è quello che e un servizio che non va oltre il buono senza parlare del gioco di volo che non le è stato ancora presentato.. :)… A 21 anni!!

    Ed avrà anche tempo (lo escludo) ma intanto senza il papà allenatore di calcio ad oggi (ed ancora per un bel po’) non ci sarebbe mai potuta arrivare…

  12. Mario Polidori

    Max….capisco che hai il dente avvelenato 🙂 , ma solo con il padre allenatore di calcio non poteva farcela…

  13. Nikolik

    Ripeto che trattasi di soggetto veramente di grandissima qualità e di grandissimo talento.

    E ripeto che ora, proprio ora, è il momento di grandi scelte e di grandi sacrifici.
    Ora.
    Treno che forse non ripasserà.

  14. Madmax

    Mario..

    Tu continui a sbaglire, perchè io non ho proprio nessun dente avvelenato, anzi io sono felice.. ora..

    E’ che man mano mi sono reso totalmente conto delle cose… se poi avete le fette di salame sugli occhi, mi dispiace.. 🙂

  15. Mario Polidori

    Max….alla tua illuminazione segue un’organizzazione che non è ricreabile da chiunque…
    Mettiamola così, i comuni mortali che stanno in giro per l’Italia e non possono organizzarsi come hai fatto tu, come faranno?
    Dovranno rinunciare?
    Io difendo l’Accademia perché è la struttura in cui lavora mia figlia, lo so che tutto è migliorabile, ma per come dici tu sarebbe tutto da buttare.
    Se quello che fai tu è giusto, allora deve diventare un’alternativa fruibile per tanti, altrimenti, in giro per il mondo, di gente che si è organizzata ed è arrivata al Top ce n’è, e tutti in modi differenti.
    Il lavoro di Giulia ha pagato finora, e continua a pagare, la controprova non c’è.
    Che ti devo dire?

  16. Alessandro Nizegorodcew

    @mario
    D’accordo su tutto tranne sulla…Caregaro..

    Per quanto mi riguarda, una che tira così forte con entrambi i fondamentali, alta e che si sposta così bene, non l’ho vista tra le nostre (forse la Giorgi, ma tatticamente Martina è più forte).. Caregaro per me non può non entrare nelle 50.. magari mi sbaglio ma questa è la mia visione delle cose, avendo visto Martina giocare circa 10 volte all’anno da 3 anni..

  17. Mario Polidori

    @Alessandro
    per carità, il mio pensiero è viziato da una brutta impressione avuta la prima volta che l’ho vista in un 10.000, forse era il suo primo, riguardo alla sua costruzione fisica, mi è sembrato, lì per lì, che l’avessero rovinata, per rincorrere il risultato.
    Adesso è tanto che non la vedo, per cui, non mi pronuncio.

  18. nicoxia

    Roberto e Mario mia figlia da quando gioca a tennis i primi dieci minuti sono dedicati al servizio man mano sempre più rispettando i movimenti biomeccanici,lasciandogli tutte le personalizzazioni,se domani avrà un servizio decente per voi sarà frutto delle sue caratteristiche,se un domani non ce l’avrà io mi chiederò cosa non è stato fatto,è una questione di punti di vista.

  19. monet

    vedendo i vari allenamenti dei pro,è il contrario,dedicano l’ultima parte della sezione al servizio…..

  20. nicoxia

    Mario il lavoro di Giulia ha pagato sin ora e continua a pagare,nel senso che ancora non si mantiene con il tennis e paga papà.A parte gli scherzi,l’accademia Vavassori è una delle migliori realtà per chi continua a fare il suo mestiere e dedica il tempo del trasporto al figlio,che sono la stragrande maggioranza ,quindi Max ha ragione Mario devi contestualizzare.

  21. Madmax

    Mario..

    Ma Giulia non è più una comune mortale..)

    E poi io non ho detto che tutto da bittare, ma quasi.. 🙂

    La struttura ad esempio è ottima.. ah ah

    D’accordo anch’io con Ale riguardo la Caregaro..

    Fulvio.. Giusto il discorso del servizio per i pro per i bambini a volte è importante farlo prima perchè freschi riescono a star concentrati (questo ancora quando devono stabilizzare il movimento).. Dopo ovviamente hai ragione perchè anzi devono essere bravi ad esserlo sul 6 pari al terzo 🙂

  22. monet

    ti riporto solo quello che ormai vedo da anni e sistematicamente lo fanno a fine allenamento,sarà forse perchè sono ben caldi e sono sicuri cosi di non aver grossi probelemi alle spalle e ai polsi?

  23. nicoxia

    Noi lo facciamo all’inizio perchè lo reputiamo il più importante,poi alla fine concludiamo con i punti e il servizio viene effettuato contestualizzandolo.

  24. monet

    gli allenamnti comiciano col riscaldamento e la sensazione del ”sentire la palla”,poi il ritmo si alza e si comincia a scambiare da fondo.10 minuti di incrociato dritto-10 minuti di incrociato rovescio-10 minuti di volè-10 minuti di smasch e per finire il servizio,questo è quello che regolarmete si fa durante i tornei,certo durante la preparazione o l’allenamnto specifico,il discorso cambia ,a volte intere sedute vewngono dedicate ai soli colpi,tra cui il servizio

  25. nicoxia

    Grazie Monet se però qualcuno sapesse per certo le motivazioni sarebbe molto interessante per tutti.

  26. nicoxia

    Ho capito Monet parlavamo di allenamenti in situazioni diverse,tu parlavi non di costruzione del servizio ma di consolidamento.

  27. Roberto Commentucci

    Mario, insieme ad Alessandro abbiamo seguito molto da vicino, negli ultimi 3 anni, il percorso di Martina Caregaro. Effettivamente, quando venne a Roma, 3 anni fa, a 15 anni, aveva problemi posturali, era un pò curva di spalle perché la muscolatura anteriore era assai più sviluppata di quella dorsale.
    Ma ha fatto progressi fantastici sotto la guida di Elia e del preparatore Pasquini. E’ ormai diventata una atleta eccellente, 1,80 di muscoli, esplosiva, potente e anche parecchio rapida di piedi.
    Il prossimo anno, se non avrà problemi fisici, farà ottime cose.

  28. Stefano Grazia

    Il Servizio si fa alla fine o comunque non all’inizio perché’ devi essere bello caldo e sciolto… A volte forse lo si fa alla fine perché’ e’ l’unica cosa che puoi ancora fare dopo 2-3 ore di allenamento massacrante … Certo, non e’ la motivazione migliore, anzi … Comunque anche nelle sessioni dedicate al Servizio si comincia sempre dopo una mezzoretta di riscaldamento… Io per esempio da vecchio marpione nelle particelle da tristonazzi in cui nessuno si riscalda mai faccio sempre servire per primo l’avversario e nel doppio se posso servo sempre per ultimo … Negli allenamenti alla Bollettieri il Servizio viene ‘praticato’ tutti i giorni e quasi sempre dopo diversi drills e prima dei punti o della particella…l’eccezione e’ l’allenamento specifico che comunque, come dicevo, e’ preceduto da riscaldamento…qual e’ del resto il significato di riscaldarsi lanciando l’ovale se non quello di mettere in moto l’apparato scapolo-omerale lavorando anche col polso con la pronazione? E poi quando si comincia a lavorare col servizio, prima si fanno una decina di servizi fuori dalla recinzione, a braccio libero, poi una decina di servizi per lato (o anche più’,dipende da su cosa si sta lavorando) dal rettangolo del servizio, sempre per lavorare sulla pronazione … Etc etc etc

  29. bogar67

    Madmax Says:
    Per giulia l’unico che sta pagando per ora è il papà

    Eh per forza vincendo solo tornei dai 10000 che vuoi che gli entra in tasca?

  30. Alessandro Nizegorodcew

    C’è da dire che ultimamente i 10000 non li sta giocando più, ma solamente 25.000 e 50.000.. però è vero che ne ha giocati tantissimi in carriera.. (anche a causa dei problemi fisici che hanno costretto Giulia a ricominciare da una classifica pessima)..

    Io la ricordo ridicolizzare la Makarova, che era intorno al numero 80 e poi è salita ancora di più, per un set e mezzo… Poi si è un po’ persa, anche perché erano le qualificazioni al Foro Italico e l’emozione, nel momento decisivo del terzo set, si è fatta sentire.. Ma come l’aveva scherzata non potete nemmeno immaginarlo.. Quella continuava a provare strettoni di diritto (la Makarova è mancina) e Giulia arrivava in corsa e tirava quasi sempre il vincente. Uno spettacolo! Ancora una volta, Forza Giulia!

  31. darione

    Bisogna anche dire che la Remondina avendo il papà allenatore di calcio a livello professionistico (ndr Sassuolo/Verona ecc.) ha sempre avuto a suo favore budget elevati che le hanno permesso l’accademia di Cividino e maestri full time, senza quelli difficilmente a 19 anni sarebbe stata top 400, non togliendo il fatto che è una buona giocatrice. Avendola vista giocare può entrare nelle top 150, mentre per le top 50 la vedo quasi impossibile.

  32. Madmax

    Darione..

    Scusa ma per una che è 240 al mondo è impossibile spendere meno!!

    E lei non è arrivata più su proprio per questo motivo, nel senso che spende poco e riceve ovviamente molto poco..

    Il full time costa 10.000 euro ed una forte a 15/16 anni necessita di coach e preparatore pvt..

    Io nemmeno quando ero in accademia e spendevo la metà (pagando solo il full time pomeridiano) di quello che paga Giulia, alla fine riuscivo a starci dentro in quella cifra.. INfatti tra PA personale ore pvt e campi a parte stage vari spendevo più o meno la stessa cifra ma con una bambina di 10 anni!!

    Lo so lo so che sono matto.. 🙂

    Ma andate tranquilli che la mia a 21 anni o ha smesso o non è certo 240 wta…

  33. Mario Polidori

    @Nicoxia
    quello che sta facendo tua figlia adesso per il servizio è assolutamente corretto.
    Il problema è che si tratta di un colpo molto complesso e non tutti, e parlo anche dei pro, hanno l’abilità per eseguirlo, sia da un punto di vista delle linee che da quello dell’efficacia.
    E non dipende necessariamente da incuria.
    La sua complessità fa del servizio il colpo più personalizzato nel mondo del tennis.
    Se guardiamo i pro, quelli che servono bene, non sono molti, quelli che lo fanno in modo efficace sono molti di più.
    Se prendi la Dementieva, non ci dorme la notte, come lei stessa ha dichiarato, ma non c’è verso, non riesce a farlo suo.
    Lo stesso Nadal, che a 16 anni era 235 atp, lavora ancora adesso come un matto, e non avrà mai il servizio di Federer o di Sampras o di Roddick.
    Se tua figlia serve bene, e lo fa davvero molto bene, oltre alla scuola che riceve è una sua caratteristica, la figlia di Max per esempio serve male, ma che si può fare? Scherzooooooooooooooooooooooooooooooo. 😀

  34. Mario Polidori

    @Nicoxia
    dimenticavo…… l’indicazione di Monet mi sembra giusta per quanto riguarda spalle e polsi, meglio alla fine.
    La tua piccola però non ha ancora una muscolatura da adulta per cui potrebbe anche farlo all’inizio.
    Non è la norma, ma se va bene, bene.

  35. Mario Polidori

    @Roberto post 30
    Infatti era quello che mi aveva impressionato di Martina Caregaro, non volevo fare il riferimento, ma effettivamente il problema era quello.
    Se adesso ha sistemato sono contento.
    In quel momento avrei preso a sberle chi la seguiva 🙂

  36. Mario Polidori

    @Bogar
    ha vinto anche un 25.000, anche se non basta per portare avanti una famiglia 🙂

  37. Mario Polidori

    @Darione
    purtroppo non è uno sport accessibile a tutti da un punto di vista economico.
    Le spese sono tante.
    Anche un torneo del gigetto se sei a 80 km, diventa una spesa importante.
    Se pensi che negli under potresti farne uno a settimana, fai presto a spendere 1.000 euro al mese solo per quelli.
    Ma non tiriamo in ballo la Fit 🙂

  38. Madmax

    Altra sciocchezza…

    Se tu curi il servizio fin dall’inizio vai tranquillo che servi bene..
    Certo dipende chi te lo insegna!!! (questa è per Mario 🙂 )

    A proposito di servizio..

    Al raduno di Garbagnate City discutevamo del Kick..

    Parlavo ieri con Volturo che mi confermava che volendoci molta forza anche se si aspettano i 13/14 anni va benissimo lo stesso..

    Io non lo insegnerò nemmeno a quell’età perchè il mio obbiettivo è servire come Ivanisevic: DUE PRIME!!

  39. Mario Polidori

    @Max
    vaglielo a dire alla Dementieva e a Nadal…..
    sei incorreggibile!
    Il fatto che tu sia convinto delle tue scelte, non sposta i problemi.
    Hai fatto e farai le tue scelte, potendo e volendo occupartene in prima persona.
    Quando avrà funzionato, ti toccherà rendere disponibile il modello, che è quello che è capitato ad altri che hanno fatto delle scelte ed hanno vinto.
    Il loro modello è rimasto consegnato alla storia, ma non ne ha prodotto altra.
    Mi sa che ti devo strozzare nel sonno, sennò mi spieghi che non è quello il modo di strozzarti 🙂
    “il progresso non è tale se non è per tutti” (H. Ford)

  40. Madmax

    Beh Nadal mi sembra che si sia migliorato e di molto (altrimenti non avrebbe vinto tre slams sul veloce) e alla Dementieva sarebbe bastato non farsi insegnare il servizio dalla mamma!! (se capiterà un giorno questa storia te la faccio raccontare di persona da chi l’ha vissuta direttamente)..

    I modelli bisognerebbe anche volerli riprodurre.. C’è chi ne ha voglia e chi no ma soprattutto c’è chi ha voglia di impararli e chi no..

    Devo dire che nella specifica questione sul servizio alla base c’è il poco tempo che ci si dedica.. Proprio in accademia dove a prima vista sembrerebbe che ci si presti attenzione (rispetto almeno ai normali circoli) in due anni non ho praticamente mai visto fare interventi tecnici importanti, ma solamente una mera ripetizione del gesto che spesso era l’allenamento degli errori..

  41. Mario Polidori

    @Max
    Nadal non ha vinto tre slams per il servizio e per quanto migliorato continua ad avere un servizio non buonissimo.

    Detta così tutti possono imparare il servizio, nessuno escluso.

    Ma come devo fare con te? 🙂

  42. tilden

    @Mario
    e se Nadal aveva il servizio che magari gli insegnavi tu chissà quanti Slam avrebbe vinto…
    Stiamo un po’ con i piedi per terra

  43. Madmax

    Mario..

    Nadal è arrivato sul circuito praticamente senza servizio, anche perchè era solamente un terraiolo dove il servizio serve molto meno.. Poi gradualmente lo ha migliorato ma spesso sul veloce non vinceva appunto per questa sua mancanza ed anche quando vinceva non era per il servizio ma questo con l’andar del tempo le è costato carissimo in termini di fatica..

    Ora lo ha migliorato moltissimo molti sono i suoi ace e se certamente non è un servizio perfetto sicuramente è un servizio molto efficace..

    Nadal ai suoi tempi non pensava nemmeno che il servizio un giorno gli potesse servire e probabilmente senza Federer non gli sarebbe servito nemmeno..

    Ma noi stiamo parlando di ragazzini, per cui di atleti che hanno molti anni davanti per lavorare sui colpi e soprattutto sul servizio che ora sappiamo tutti essere un colpo fondamentale e senza cui le partite non si vincono..

  44. Mario Polidori

    @Max
    lo è sempre stato un colpo fondamentale, prendi Tanner o addirittura Sirola….
    Vabbè……mi arrendo! 🙂

  45. Madmax

    Sulla terra Mario sulla terra.. In che film l’hai visto che era fondamentale sulla terra dove in che multisala?? 🙂

  46. Mario Polidori

    @Max
    io ho accesso ad un cinema d’essai che tu te lo sogni 🙂
    ti ho detto che mi arrendo! 🙂

  47. darione

    @Madmax…non fai altro che confermarmi che il tennis è uno sport per ricchi perchè spendere cifre assurde per una bambina di 10 anni è imbarazzante…ecco perchè nel maschile non avremo mai campioni….ai ragazzi conviene buttarsi sul calcio è grratttisss e in più se non sei uno scarsone puoi giocare anche a livello dilettantistico tipo promozione e prenderti lo stipendio da dipendente pubblico………certo che i maestri di tennis e le accademie non hanno ancora capito che c’è crisi in Italia,,,non abbassano i prezzi ma li alzano sempre più…fintanto che troveranno genitori da spennare come polli la cosa non cambierà….se invece al momento di iscriversi non ci fossero clienti…..vedreste come inizierebbero ad abbassare i prezzi…..siamo dei polli da spennare noi italiani…..

  48. Mario Polidori

    @Darione
    non posso che darti ragione.

    Io però ho un metodo che potrebbe dare qualche speranza anche a chi non ha risorse economiche sufficienti.
    Io sono un romantico però, e mi tirerò dietro gli strali di chiunque, probabilmente.
    Ma se fosse efficace potremmo davvero farla in barba a tutti gli speculatori.

    La prossima storia che racconterò sarà molto utile per comprendere perché ritengo che il mio metodo sia quello giusto 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *