Francesco Garzelli: “Ricomincio dal Foro Italico”

di - 29 Marzo 2015

Francesco Garzelli

di Giulia Rossi

Francesco Garzelli, fresco vincitore dei Campionati Regionali Assoluti pugliesi in quel di Bari, ha oggi un motivo in più per festeggiare: la vittoria gli ha garantito una wild card per il torneo di pre-qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia, che si svolgerà al Foro Italico dal 5 al 7 maggio 2015. Già numero 809 del mondo nel 2012, Garzelli conta di sfruttare la sua chance a Roma per risalire la classifica, dopo due anni di risultati altalenanti. Raggiunto telefonicamente al termine di una lunga giornata di allenamento, Garzelli, classe 1991, si è concesso ai “microfoni” di Spazio Tennis per una chiacchierata tra ricordi, confessioni e speranze future.

Prima di tutto, complimenti. Hai vinto per la terza volta a Bari, nella tua città e insieme hai ottenuto l’accesso al torneo di pre-qualificazioni degli Internazionali BNL di Roma 2015. Cosa provavi mentre eri in campo sapendo qual era la posta in gioco?
Grazie mille, ma devo precisare che per me questa è la seconda possibilità, perché in passato ho già ottenuto una wild card per le pre-qualificazioni a Roma, ma in quell’occasione persi subito, al primo turno. A Bari partivo da favorito del torneo, quindi se da un lato mi aspettavo un pochino questa vittoria, dall’altro avevo tutto da perdere, non potevo dare niente per scontato.

Come ti stai preparando in vista di questo appuntamento? Com’è la tua giornata tipo?
La mia giornata comincia allenandomi dalle 9 fino alle 11/11.30; la mattina gli orari variano anche in base al meteo, se piove giochiamo un po’ prima sui campi coperti, comunque sempre un paio d’ore di solo tennis. Mangio al circolo, poi il pomeriggio dalle 15 alle 17 di nuovo solo tennis e dalle 17 alle 19 si cura la preparazione atletica: palestra e vari esercizi di resistenza o di velocità a seconda di quanto tempo abbiamo prima del torneo. La giornata finisce verso le sette mezza di sera.

Francesco Garzelli e Rafael NadalL’anno scorso a Roma Stefano Travaglia, tua vecchia conoscenza, è emerso dalle pre-qualificazioni arrendendosi solamente contro Simone Bolelli al primo turno del main draw, dopo due ore e mezza di vera battaglia. Ora che lui è infortunato, sei pronto per vendicarlo?
Lo scaldai io quella mattina prima di giocare con Bolelli, me lo ricordo bene! Mi dispiace tantissimo per Stefano, è stato davvero sfortunato, ha avuto tanti infortuni in questo periodo che gli stanno impedendo di arrivare almeno nei top 100. Spero ovviamente di emularlo ma sarà davvero difficile.

Cosa prevede la tua stagione dopo Roma?
Già questa domenica parto per Sharm El Sheikh dove giocherò tre tornei da 10.000 dollari. Dopo Roma continuerò a giocare a livello futures sperando di salire un po’ nel ranking: sono stato massimo numero 809 del mondo, ora mi aggiro intorno alla 990ma posizione, ovviamente l’obiettivo della stagione è migliorare il mio best ranking del 2012.

L’anno scorso hai giocato parecchio, dall’Egitto all’Est Europa. Qual è il momento del 2014 in cui ti sei sentito meglio?
Il mio momento migliore forse l’ho avuto in Lettonia, all’inizio di agosto, dove ho raggiunto i quarti di finale, perdendo contro un buon giocatore quale Bastian Trinker, che poi arrivò in finale. Non sono mai andato oltre i quarti di finale, mi è mancato sempre quel salto di qualità che spero invece di compiere quest’anno.

Tre anni fa su Spazio Tennis hai raccontato la tua trasferta di due settimane in Kazakistan, inenarrabili avventure in aeroporto comprese. Senti ancora il peso degli spostamenti o con gli anni ci hai fatto l’abitudine?
Si, quella fu un’esperienza davvero dura anche perché ero l’unico europeo che giocava in quel torneo, in realtà giocai molto bene perché in quell’occasione raggiunsi i quarti, almeno quello! Diciamo che ormai ci ho fatto l’abitudine, per me è quasi una cosa “normale” spostarmi sempre, cambiare albergo, prendere anche tre aerei di fila. Non ho di questi problemi. Ricordo invece quando sono stato in Argentina e in Sud America con Villar, il maestro argentino che mi seguiva, facevamo viaggi in pullman della durata anche di 20 ore per risparmiare qualcosina. Quindi diciamo che sono abituato!

E per mangiare? Riuscirai mai ad abituarti alla cucina “internazionale”?
Ecco per quello faccio molta fatica. Già in Italia non mangio tantissimo, quindi all’estero risulta ancora più difficile e sinceramente a volte diventa un vero problema. Ad esempio il paese in cui ho mangiato peggio in assoluto è stata l’India dove ci siamo nutriti per una settimana intera da Mc Donald, l’unico posto dove eravamo sicuri di trovare qualcosa di commestibile. Non esattamente l’alimentazione migliore per un tennista…

Da chi è formato il tuo entourage? Chi ti segue durante le trasferte?
Da quest’anno mi segue Gianluca Pozzi, ma in queste stagioni alle mie spalle c’è sempre stata l’accademia dove mi alleno di Michelangelo dell’Edera: il team è composto da Adriano Cattano, Vito Marinelli e il preparatore atletico Giulio Di Gioia. Nei tornei è abbastanza dura portarsi l’allenatore sia per le spese sia perché l’allenatore in genere segue anche altri ragazzi, non sempre ha la possibilità di spostarsi. Quindi o si riesce a formare un gruppo che va in trasferta per un torneo, altrimenti il più delle volte mi capita di viaggiare da solo.

Andiamo ancora più indietro nel tempo. Quando ti sei detto dentro di te: “io sono un tennista”? Il tennis è ancora una passione o è diventato un lavoro?
L’ho pensato quando presi il mio primo punto Atp, avevo 18 anni ed ero in Spagna, anche lì in un torneo da solo: vinsi una partita inaspettata contro un numero 500 del mondo, fu una delle emozioni più bella della mia vita. Da lì pensai che per me poteva diventare davvero una professione. Ora ci sto provando ma per il momento è un lavoro a perdere! Ma fino a quando avrò la passione che mi motiverà e la voglia di continuare a giocare, fino a quando penserò di poter dare ancora qualcosa e di non aver ancora raggiunto il massimo, ci proverò.

Notizia alla ribalta delle cronache negli ultimi giorni è la vicenda che ha coinvolto Walter Trusendi. Vorrei sapere qual è il tuo punto di vista, da tennista e da suo conoscente.
È un ragazzo che fino a tre mesi fa non conoscevo proprio. Ho avuto la fortuna di conoscerlo a Il Cairo quest’anno: è una persona bravissima e posso dire che è uno dei ragazzi più buoni che esistano sul circuito. Ci siamo sentiti anche qualche giorno fa e abbiamo parlato dei suoi programmi, dei tornei che avrebbe giocato, era in Croazia e poi doveva giocare dei challenger, era davvero molto motivato. Mi è dispiaciuto tantissimo per quello che è successo. Poi io sinceramente non voglio entrare nel merito dell’accaduto, ma anche se ha sbagliato, perché ha sbagliato, sei mesi e 5.000 dollari di multa mi sembrano un po’ esagerati.

Hai tanti amici in campo tennistico. Secondo te è possibile coltivare e mantenere le relazioni fuori da questo ambito?
La mia ragazza fa la mia stessa vita, è una tennista anche lei e gira spesso per tornei, fortunatamente ci capiamo! Per quanto riguarda gli amici… sai, quando sei più piccolo è la cosa che ti manca di più: non andare a scuola con loro perché io ho frequentato una scuola privata, non potevo uscire la sera… sono tutti sacrifici che sei vuoi provare a diventare qualcuno devi fare.

Cosa fa Francesco Garzelli nei rari momenti in cui non è in campo?
Quando non sono in campo… sono in campo da calcio! Ho giocato dai 5 agli 8 anni, poi un anno ho praticato entrambi ma a un certo punto ho dovuto scegliere e purtroppo ho scelto il tennis! Ma appena sono libero, appena posso mi si può trovare in un campo da calcio… anche perché sono malato di Milan.

Tra pochi giorni è il tuo compleanno, se potessi regalarti un fondamentale nuovo di zecca….
Ti rispondo subito: il servizio, neanche ti faccio terminare la domanda! Ho il classico servizio a fischietto.

…e a quale top player lo ruberesti?
Lo ruberei a Raonic senza alcun dubbio. Aspetta però prima dovrei rubargli anche trenta centimetri in altezza!

Grazie mille Francesco per la tua disponibilità e in bocca al lupo per la tua avventura romana.
Crepi!!!!!!!!!

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