Sergio Giorgi: “Amo Bielsa e i folli geniali, odio i luoghi comuni”

di - 17 Giugno 2015

Camila Giorgi e Sergio Giorgi
(Camila e Sergio Giorgi)

di Alessandro Nizegorodcew

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Amo i pazzi se hanno qualcosa di geniale da offrire, odio i luoghi comuni e chi critica per partito preso”. Inizia così la lunga e interessante conversazione con Sergio Giorgi, il tanto discusso padre-allenatore della fortissima Camila Giorgi, vincitrice a s’Hertogenbosch del primo titolo Wta della carriera. Quanto è davvero importante questo successo? Quali sono gli aspetti su cui lavorare per crescere ancora? Sergio risponde a cuore aperto, come sempre, visibilmente soddisfatto per la vittoria del torneo olandese ma allo stesso tempo perfettamente consapevole che nulla è stato ancora raggiunto. “Deve essere chiaro: Camila non ha vinto Wimbledon, però mentalmente può essere un passo importante della sua crescita, tennistica e umana”.

Partiamo dalla vittoria a s’Hertogenbosch e in particolare dal quarto di finale contro Yaroslava Shvedova, match nel quale ha annullato tre match point…
“Sono molto contento di come Camila abbia giocato in particolar modo il terzo set, servendo bene e giocando un ottimo tennis nel tiebreak. Anche se avesse perso sarei stato soddisfatto per l’atteggiamento dimostrato. Quando ha vinto il match ho pensato: ora può vincere il torneo”.

Camila GiorgiIn finale contro Belinda Bencic ha invece disputato un match ai limiti della perfezione…
“Ha servito benissimo, risolvendo spesso con la battuta i game più complicati. Camila aveva perso le tre precedenti finali disputate e il giorno prima del match con la Bencic le ho parlato a lungo in una sorta di monologo di un’ora e mezza. Battere la giovane svizzera su erba non era affatto facile, ma Camila ha interpretato al meglio l’incontro, mettendo in mostra tutto il suo tennis. La statistica che mi rende davvero contento è il 39% di colpi che Camila ha effettuato con i piedi dentro al campo”.

Camila sull’erba si trasforma. E’ una questione di attitudine ai prati o a tuo avviso mentale?
“Entrambe le cose. Camila si trova benissimo su questa superficie perché riesce a giocare d’istinto, pensando poco, e i suoi colpi sono perfetti per i prati. D’altra parte credo sia anche una questione mentale, perché lei adora giocare sull’erba e si sente più forte qui che su altre superfici. Quando siamo arrivati in Olanda siamo andati ad allenarci su alcuni campi davvero in pessime condizioni, pieni di buche, dove la palla rimbalzava malissimo. In più c’era tantissimo vento. Camila era comunque molto felice e giocava benissimo”.

Al contrario della terra…
“Ma è una questione di testa anche lì, perché io credo possa giocare molto bene anche sul rosso. A Parigi in realtà qualcosa è cambiato in positivo. Nel match pessimo che ha disputato contro la Muguruza, sotto 6-1 5-1, si è messa a giocare, con grinta e voglia di vincere. Per poco non è riuscita a far girare quell’incontro, ma a prescindere dal risultato quella reazione l’ho molto apprezzata e da lì siamo ripartiti. Da Parigi, in qualche modo, è nato il successo a s’Hertogenbosch”.

Camila ha cambiato racchetta?
“Negli ultimi tornei avevo notato che qualcosa non andava. Abbiamo provato a cambiare più volte il bilanciamento, togliendo un po’ di peso in testa. Camila faceva troppa fatica a spingere, mentre adesso riesce a giocare in maniera più naturale, senza forzare, e anche a rete si esprime meglio. Adesso è contentissima”.

Sergio Giorgi e Camila GiorgiMolti sostengono che Camila debba sfruttare l’ormai “noto” colpo interlocutorio, piuttosto che una seconda meno rapida e più in controllo. In sostanza c’è chi parla di una Giorgi sempre uguale a se stessa, mentre la realtà è un’altra. Quali sono a tuo avviso le migliorie effettuate da Camila e quali i punti su cui lavorare?
“Gli aspetti su cui credo sia molto migliorata, ma sui quali voglio lavori ancora molto, sono servizio e risposta. Sulla battuta abbiamo lavorato tantissimo e, oltre ad aver migliorato il taglio kick, sta introducendo nel proprio bagaglio tecnico anche un ottimo slice. In risposta si muove meglio: prima si spostava troppo presto in avanti e si mangiava la palla. Ora invece riesce a muoversi lateralmente colpendo con grande equilibrio. Inoltre sul servizio stiamo finalmente arrivando a una giusta disciplina: respirazione, rimbalzo, lancio. Altra cosa di gran lunga migliorata è la reattività nei primi 1-2 metri, ora è davvero esplosiva. Tutto ciò aiuta anche nel recupero delle palle corte, perché prima arrivava troppo velocemente e non si fermava, mentre ora l’equilibrio è ottimo. Da migliorare: ritengo possa/debba aggiungere ancora 5/7 km/h alla prima di servizio sfruttando maggiormente l’anca; gira le spalle ma l’anca attualmente aiuta molto poco durante il movimento della battuta. Il diritto è migliorato, la cosa paradossale è che Camila in allenamento è ossessionata dal rovescio, mentre si sente sempre molto sicura con il diritto. L’obiettivo finale del mio lavoro è che giochi completamente libera, che sia in grado di fare tutto, che sia in fiducia e consapevole dei propri mezzi”.

Torniamo per un momento al match point della finale. Cosa hai pensato in quell’istante?
“Se giochi bene ma perdi, mentalmente non puoi crescere. Se giochi bene e vinci, tutto è diverso. Ho pensato che poteva essere un momento importante dal punto di vista psicologico. Inoltre per Camila non è stato umanamente un periodo facile. Lei oggi ha 23 anni, l’età che aveva la sorella Antonella quando ci ha lasciato 4 anni fa a causa di un incidente occorsele a Parigi. Un dramma familiare che è presente dentro tutti noi, e che in questo periodo in particolare stava facendo soffrire Cami. E’ stata molto importante mia moglie Claudia, così come i miei altri figli Leandro e Amadeus”.

Si parla poco in effetti di tua moglie Claudia, come mai?
“Lei non vuole apparire mai, è molto riservata così come lo è Camila. Claudia è stata ed è fondamentale, è il collante della famiglia, è la persona che trova sempre la soluzione giusta ad ogni problema. Claudia è tutto, senza di lei nulla di ciò che siamo esisterebbe. Le poche volte che è venuta a vedere i match si è sempre seduta distante da me, e in un caso, quando qualcuno l’ha fotografata, si è arrabbiata moltissimo. Claudia è il cuore della famiglia”.

Anche il fratello minore Amadeus mi pare però sia molto importante per Camila…
“Parlano tantissimo, quando sono entrambi qui in Italia escono sempre. Sono fondamentali l’uno per l’altra, si aiutano e sostengono ogni giorno. Durante la premiazine a s’Hertogenbosch ha indossato una collana con su scritto “Amadeus”.

Camila GiorgiVorrei tornare un momento sulla crescita di Camila, ma questa dal punto di vista umano e non tennistico. L’impressione è che stia diventando donna…
“Hai perfettamente ragione. In allenamento ora dialoghiamo molto di più, c’è più confronto, mentre prima io parlavo e lei ascoltavo senza magari capire pienamente i miei dettami. Camila non si fida di nessuno, anche perché ci sono successe davvero tante cose, e non vuole che persone esterne facciano parte dello staff. E’ stata lei a sconsigliarmi l’ingresso nel nostro team di alcuni professionisti per la parte fisioterapica o atletica, prendendo decisioni “da grande”: io continuerò sempre a curare il tennis e la preparazione fisica, mentre a livello burocratico è mia moglie Claudia a svolgere il lavoro”.

Perdonami se cambio completamente argomento, ma è vero che andate sempre in macchina in giro per i tornei?
“Io mi sposto quasi sempre in macchina e c’è un motivo ben preciso: voglio protare con me tantissima attrezzatura utile a svolgere esercizi per la parte atletica. In aereo questo non sarebbe possibile. Alcune volte Camila prende l’aereo e ci incontriamo al torneo. Ti racconto brevemente il viaggio di ritorno dall’Olanda: Camila è dovuta andare a Birmingham per non dover pagare una lauta multa, poiché purtroppo alla fine del match con la Bencic ha accusato un piccolo problema all’anca. Quindi mentre lei si spostava in aereo io sono partito per l’Italia con la macchina. Sono andato a prenderla a Milano Malpensa, dove è atterrata dalla Gran Bretagna, intorno a mezzanotte e da lì ci siamo diretti verso casa, non prima di una sosta di due in autogrill, dove abbiamo nuovamente parlato a lungo del torneo, della vittoria e del futuro. Se andrò in macchina anche ai prossimi tornei britannici? Sicuramente si”.

Ma non hai problemi a muoverti in macchina in Gran Bretagna, dove si guida al contrario?
“In realtà l’unica volta che ho avuto problemi è quando ho affittato una macchina con la guida a destra, che ho distrutto immediatamente in un parcheggio. Se vado con la mia macchina me la cavo bene…”.

Vorrei tornare un momento indietro nel tempo al tuo arrivo in Italia. Noi sappiamo bene o male tutto di te da quando sei entrato nel circuito insieme a Camila, ma chi era Sergio Giorgi prima del tennis?
“Io sono nato a La Plata, a circa 50 km da Buenos Aires. In Argentina mi sono iscritto alla facoltà di medicina e, dopo i primi due anni, ho vinto una borsa di studio in Italia. Trasferitomi a Macerata, avrei dovuto proseguire gli studi ma, seppur iscritto per altri due anni, ho dato solamente 4 esami. Con quattro figli sinceramente non potevo proseguire… Mia moglie insegnava all’università come professoressa di storia dell’arte contemporanea e io, in pratica, ho iniziato a lavorare per lei. In ufficio però impazzivo, mi annoiavo e sfruttavo i buoni rapporti con Claudia, ovvero il mio capo, per scappare e andare a svolgere un’altra professione. Lavoravo al CUS di Macerata e in più davo lezioni private di preparazione atletica; allenavo ragazzi che praticavano gli sport più vari, dal calcio all’hockey e non solo. Anche quando ci siamo trasferiti in Lombardia erano ancora le lezioni private in quel di Como a consentirmi dei guadagni, a dire la verità in quel caso anche piuttosto cospicui”.

E poi arriva l’esperienza con il tennis, nella quale hai portato soprattutto la tua esperienza nella preparazione fisica…
“Quando ripeto che Camila è prima di tutto una atleta e, solo successivamente, una tennista, sono molto convinto. Credo che atleticamente sia una delle migliori tenniste del circuito Wta. Io sfrutto anche altri sport per la sua preprazione, a partire dalla boxe (non a caso il suo idolo è Oscar De La Hoya; ndr), sino al lancio del giavellotto, ma non mancano anche esercizi in stile ginnastica artistica, il primo sport praticato da Camila a 3 anni. Lavoro tanto sugli spostamenti e su aspetti che alcuni tralasciano, come l’equilibrio. In passato tanti mi hanno criticato e devo dire che è stata una bella soddisfazione sentirsi dire da un coach della USTA che da loro vengono studiati con la videoanalisi i movimenti in campo di Camila. Forse allora non sono così pazzo…”.

Marcelo BielsaSo che una delle tue fonti di ispirazione non deriva dal tennis, bensì dal calcio…
“Io sono un grande fan di Marcelo “El Loco” Bielsa. Lui diceva sempre che per difendere bene bisogna saper fare quelle 7-8 cose fondamentali, che si possono allenare e migliorare. Ma quando si attacca vi è un infinito corollario di possibilità, che puoi sfruttare al massimo se hai grande talento. Io tutti i giorni guardo i video di Bielsa, dei suoi discorsi negli spogliatoi, è un pazzo e io lo adoro. Qualche tempo fa avevo letto di un interessamento del Napoli per “El Loco” ma poi non se ne è fatto nulla. Che peccato! E’ il classico esempio di follia geniale che piace a me. Odio invece i luoghi comuni, che mi fanno arrabbiare”.

Su Camila o in generale?
“Sia su Camila che in generale. Sono anni che sento dire che deve cambiare coach, che deve tirare più piano, che con un altro coach sarebbe già nella Top-10. Così come sento criticare aspramente Sara Errani per il suo servizio o, addirittura, Francesca Schiavone perché continua a giocare e non si ritira. Ma la gente si rende conto di che cosa stiamo parlando? Ci rendiamo conto che la Errani è stata numero 5 del mondo? Può non piacere il suo gioco, ma i risultati parlano per lei. Sara poi è una ragazza davvero splendida che ho imparato a conoscere negli ultimi anni e non merita critiche del genere da gente che probabilmente non ha mai preso in mano una racchetta”.

Hai accennato a Errani e Schiavone… Ho notato che, dopo i primi anni in cui il rapporto pareva un po’ freddo, ora le altre ragazze italiane sono molto protettive nei confronti di Camila. E’ solo un’impressione?
“Prima non la conoscevano, anche perché Camila prima di farsi conoscere da qualcuno deve fidarsi al 100%. Adesso le cose sono cambiate e la Pennetta, la Knapp e le altre hanno capito chi è Camila, ovvero una ragazza in realtà molto socievole, sempra pronta allo scherzo, non è affatto così timida e silenziosa come tanti pensano. Camila ultimamente ha parlato a lungo con Flavia, non so cosa si siano dette ma sicuramente il rapporto si sta consolidando”.

Hai detto che atleticamente Camila è inferiore a pochissime altre giocatrici… E parlando di tennis, secondo te chi è più forte di tua figlia?
“A livello prettamente tennistico credo che solamente due giocatrici siano ad oggi superiori: Serena Williams e Petra Kvitova, che sono assolutamente fantastiche. Ma noi lavoriamo per cercare di avvicinarci giorno dopo giorno. In questo momento però parlare di ranking sarebbe sbagliato. Oggi si deve pensare a crescere, a vincere partite, a migliorare sotto tutti gli aspetti. La classifica sarà solamente la conseguenza di tutto ciò. Una vittoria non può cancellare i cali mentali che ha avuto Camila in questa stagione, quindi può anche accadere che perda a Wimbledon al primo turno, ma spero vivamente che ciò non accada. Sta giocando bene, la vedo benissimo in questo periodo”.

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31 commenti

  1. Gabriele da Ragusa

    Sn spesso stato critico sul gioco attuale della Giorgi ma solo ed esclusivamente sul piano tecnico tattico e mai andando sulla persona cm molti che l’hanno pure definita autistica. Cioe’ scandaloso. Confermo l’impressione che solo il padre possa allenarla e qst anche e soprattutto alla luce di una speciale e particolare alchimia tra di loro che deriva quasi certamente dal profondo dolore cn cui convivono. Rimango ancora un po scettico sulla continuita’ nelle sue performance ma spero che possa continuare a lavorare bene ma soprattutto a vivere serenamente la sua vita, che e’ la vita di una giovanissima ragazza prima ancora che di una tennista.

  2. Giovino

    Alessandro,

    First, how fun your conversation must have been, and thank you for such a wonderful and intimate view, peeking inside the mind and heart of a father coach. You contemplated many questions and thoughts I would have asked him, and then many I’m so glad you did ask, and I would not have thought to ask. Some I would have like to know as I’ll mention those below, maybe for your follow up interview, or the posting after her Wimbly win with God’s blessing!

    As I’ve been thoroughly enjoying to watch Camila play and reading what the community has been expressing, I’m disappointed with so much critique I’ve seen regarding Sergio. There is so much to the game of tennis and as well many sports, but specifically to tennis, because you are playing against yourself. Once a player is competitive, the player’s success is bound to succeed or fail based on their mental toughness – it’s 5% physically what they’re capable of but 95% how they think. For outsiders to judge Sergio’s effectiveness, is foolishness. Reading your article, it’s obvious that Sergio is in her head, his voice is like God calling, and the sheep know his voice. I’m personally incredibly impressed, even more so knowing some of his background, how he has taken Cami so far, thus far! Ie. He’s not an x-tennis pro, yet has a great grasp of the game, both the physical aspects, as well as the mental.

    I would love to know strategically how they collaborate Cami’s approach to each opponent match. Combining both the opponent strengths/weaknesses, and then also how Cami will alter, adjust, migrate should those strategies not work as intended, or if the opponent is simply playing “over their ski’s.” If you understand what I mean. Side note: Cami seems to sometimes play incredibly tough against highly ranked players, and yet sometimes struggles against lesser players. I had the same trouble personally in my tennis career, and I never overcame that to a great extent.

    I would personally like to know how Sergio has taken on the development of Cami’s presence of mind for the tennis game. Where does her mental toughness come from. She can miss frequently (as most players who hit with the intensity that she does), and when she does, how has Sergio trained her on disappointment? From missed points, double faults, to service breaks, lost sets, to early tournament exits. I would honestly say one of the most significant reasons I root for Cami, and do all possible to see her play (streaming matches – never have seen her in person), is not only because she is incredibly skilled, and committed to her shots, but when it doesn’t go her way, she is respectful, controlled, and professional. She rarely questions calls, I’ve yet to ever see her look disrespectfully or murmur at line judges, the chair, or really anyone. She doesn’t throw tantrums, she doesn’t exceedingly rejoice at winners, she doesn’t annoyingly scream after hitting every shot, she’s a professional and of exceedingly high character. Frustratingly, I’ve personally lost all fandom for my country-woman Serena due to her absolute disrespect for the game, the officials, and quite frankly the fans. I cannot ever root for her, very sorry to say. But for me it’s about character and skill, not just skill.

    How much review do they consider regarding statistics from her matches? During or after? Do they review and consider double faults versus 2nd serve points won, winners versus unforced errors. Results from strategy on leverage points like 30 all, and 30-15

    One of he components that make Cami so enjoyable to watch is her commitment to every shot. Relentlessly punishing the opponent by taking the ball early, accelerating through the ball with so much velocity, taking higher risk shots and piercing the lines, she overpowers many. In all this, in contrast, Cami is quiet, she seems humble, and reading what you’ve said, I believe that comes from Sergio. He seems to be a humble guy, realizes he’s done great things with her, but there is a long way to go, and he knows he has a tempest in a teapot in Cami, and she’s has the ability (skills) and athleticism to be a great player.

    Again, thank for the intimate perspective, and my hat’s off to Sergio, I wish him the wisdom to overcome the challenges, to muffle the noise, and to be continually successful with his very talented daughter. God would richly bless their efforts.

    Thanks to you, Sergio, for producing an athlete first, and a talented tennis player with exceptional skills, but also a character to match. She honors the game of tennis as she honors you, sir.

    Joe

  3. nicoxia

    Papà Giorgi che apprezzo e stimo da sempre segue sua figlia e la porta hai risultati attuali,la federazione seleziona e segue le migliori d’Italia e ottiene i risultati agli occhi di tutti,personalmente io preferirei pagare uno come Giorgi che avere gratis qualcosa che non ha dopo anni ancora dimostrato niente.

  4. nicoxia

    mi insegnerebbe anche a scrivere da una piccola tastiera non mettendo le h dove non servono.

  5. cataflic

    Proprio sentendo parlare Flavia si era capito che i rapporti con Camila si erano scaldati parecchio.
    Complimenti per la bella intervista…quando riuscirai a tirar fuori una roba simile con Camila, allora ti potrai auto-assegnare l’Icecube come miglior intervista dell’anno 😉

  6. pibla

    Ottima intervista, che dire, speriamo bene…

    Da parte mia posso dire che quest’inverno ho avuto il piacere ed il privilegio di assistere ad alcuni allenamenti di Camila e sono rimasto letteralmente folgorato dalla dedizione e dall’abnegazione che mette in ogni fase dell’allenamento. è impossibile capire quanto lavorino i Giorgi se non li si vede da fuori, quindi strafelice per loro, speriamo bene per il prosieguo.

    Da parte mia continuo a pensare, come ho sempre fatto, che l’allenatore è e deve rimanere Sergio, ma che ogni tanto qualche consulenza tecnico-tattica dall’esterno non faccia male

  7. stefano grazia

    ma dopo tanti anni siamo ancora a questo punto? ma e’ chiaro che Giorgi deve continuare ad allenare la Figlia come e’ altrettanto chiaro che non potrebbe ottenere gli stessi risultati con un’altra che non sia sua figlia/o perche’ cambierebbero motivazioni e livello di dedizione totale.
    Anch’io come Pibla credo che dovrebbe adottare il Modello Yuri e cioe’ Padre Allenatore e Consulenze Esterne.
    Un abbraccio e un Saluto a Tutti

  8. santopadre(dei forum)

    Dimenticavo…aldilà che”amo”i Giorgi,piccola parentesi di colore…da toscano sono sicuro che appena vedrà come è Sarri diventerà anche un grande fan suo e rimpiangerà meno il non arrivo di Bielsa ehehehe,grande Sarri!

  9. I giocatori e le giocatrici al vertice oggigiorno sono seguiti da team permanenti di lavoro in cui il coach non è altro che il team manager, colui che assembla, dirige e coordina il lavoro di tutto il team. Il coach onnisciente è una figura ormai obsoleta nel tennis di vertice ma ancora e per molto tempo presente nel tennis di seconda fascia, una figura di comodo e di ripiego ove non ci si possa permettere i costi di un team di lavoro.

  10. nicoxia

    Federico,non c’è dubbio ,per questo in passate discussioni si è tirato in ballo la federazione che è l’unica ,a parte poche eccezioni,che potrebbe permettersi economicamente un team di quel genere.
    Poi sono d’accordo con Stefano,noi il massimo che possiamo fare e cercare di fare da soli cercando di fare il nostro meglio i coach seguendo le indicazioni di chi reputiamo e che ci possiamo permettere di alto livello,certo non seguo anche se gratis indicazioni di chi ancora non ha dimostrato nulla pur avendo mezzi e allievi di alto livello.

  11. Maurizio

    Ciao Stefano un caro saluto, ho uno speciale allert su ST che mi avvisa quando scrivi.

  12. pulsatilla

    ora che capisce anche di tennis dovrebbe rinunciare ad allenare la figlia? all’inizio ha pagato il dazio dell’ignoranza e dell’inesperienza e ha rallentato l’evoluzione della figlia, ma adesso, dopo aver preso fregature a destra e a manca da consulenti esterni, sicuramente deve allenare sua figlia.

  13. Giorgio il mitico

    ….all’inizio ha pagato il dazio dell’ignoranza ?

    Ma se a 20 anni la Giorgi era 80 al mondo !

  14. biglebowski

    immagino sia una provocazione, ma chissà se Sergio Giorgi non possa davvero, in futuro, essere in qualche modo utile al tennis italiano……….intanto, come dicono gli anglofoni, sono six in a row !

  15. bruno

    io continuo a pensare che Sergio Giorgi non c’entri nulla con le partite perse di Camila; al massimo fa qualche danno quando va in escandescenze (succede sempre meno, ed è un bene); i problemi di Camila non sono Nè di gioco, nè di Tecnica nè tantomeno di forza o atletici, sono solo mentali e psicologici. Ovvio che anche tutte quelle qualità si possono sempre migliorare, ma già col tennis che esprime ora, se non si facesse sopraffare dai cali di concentrazione o dalla troppa pressione, Camila sarebbe tranquillamente da top 10. – Io continuo a sperare che il suo rendimento si stabilizzi, perché quando comincia a gettar palle ovunque mi fa incaSSare come una biscia, ma quando gioca ben è uno spettacolo. Forza Sergio e Camila ..

  16. Fred Gay

    Ma proprio no. La Giorgi tecnicamente ne ha di difetti, a cominciare dal servizio (i doppi falli non diminuiscono per merito di uno psicologo) e manca completamente di qualunque impoanto di gioco. Avete un immagine “mitizzata” di una Giorgi “genio maledetto” che non corrisponde alla realtà.

  17. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Fred Gay
    La Giorgi ha difetti tecnici ovviamente, nessuno qui lo ha mai negato, soprattutto io che ne scrivo da anni. Nessuna immagine mitizzata. Negli anni molti difetti tecnici sono stati migliorati, anche se tutti continuano a dire, sbagliando in pieno: “gioca in maniera identica da sempre, solamente bum bum”. Il diritto ad esempio è cambiato radicalmente da 3-4 anni a questa parte. Capitolo servizio: sicuramente vi sono questioni tecniche, ma ancor di più mentali e mi spiego. Camila quando inizia a innervosirsi (magari non trapela dal volto, ma io dopo un centinaio di partite viste me ne accorgo subito) corre tra un punto e l’altro, va proprio di corsa, e quindi esaspera quelli che sono i suoi difetti nel servizio, a partite dal lancio di palla (comunque migliorato esponenzialmente negli anni). Ovviamente, ripeto, vi sono anche problematiche tecniche, ma come le hanno tutte le giocatrici o quasi. Non è certamente il difetto tecnico che non le permette di trovare un posto nella Top-20 (per la Top-10 non è ancora pronta anche tecnicamente, e qui concordo). Detto ciò, se posso dirti caro Fred Gay, non è molto bello il modo in cui ti poni da “io so tutto, voi non sapete niente”. Discutere può essere interessante e costruttivo, ma senza che qualcuno si elegga a sapere assoluto del tennis 😉 Un saluto e speriamo Camila oggi giochi un gran match, anche se è probabilmente l’avversaria peggiore per lei…

  18. Silvano Papi

    Ciao Sergio e ciao Camila!
    Complimenti per il vostro cammino che ho sempre seguito con affetto e interesse a partire dalla vostra partecipazione nel 2001 al torneo int. U/10 da me a Genazzano dove ci incontrammo per la prima volta. Camila non si qualificò nel round robin e qualcuno già allora diceva:”Gioca bene ma le spara tutte…peccato”. La stessa frase anni più tardi negli ITF di Santa Croce, Salsomaggiore, ecc… Ricordo i tuoi commenti poco interessati alle critiche e la vostra fiducia nel progetto senza deviazioni. Siete stati premiati come tutti quelli che hanno coraggio, cultura, e non sono banali. Un affettuoso saluto
    Silvano Papi
    Complimenti Alessandro, ottimo lavoro!

  19. Fred Gay

    @Alessandro, assolutamente aperto ad un dialogo con chi ha un approccio al tennis analitico ed è capace di argomentare con criterio come il tuo e quello di tanti altri che conoscono la materia.
    Il dritto della Giorgi è cambiato (nell’uso del gomito), non hai torto. Ma mi infastidisce leggere di una tennista che, con la testa della Errani, sarebbe Top 3, perchè le tenniste di quel livello hanno tante cose che a lei mancano (la stessa Errani ha una capacità di leggere i colpi dell’avversario assolutamente eccezionale, ma la cosa non è quasi mai evidenziata). Comunque ti chiedo: quell’innervosirsi, da cosa deriva, secondo te? Non è, per te, conseguenza di errori tecnici e d’impostaIone che si manifestano nel corso delle gare?

  20. Lukas

    Oggi contro la Kerber ha perso per evidenti limiti tecnici.

    Tuttavia è verissimo che più e più volte ha perso partite per limiti mentali… perde il focus, perde la partita.

  21. bogar67

    Premesso che ho ammirazione per il padre della Giorgi, penso che se si cresce con il tennis bum bum fin da piccoli oltre a perdere nel torneino di Silvano Papi a 10 anni mi sembra naturale che tutta la carriera sarà segnata da alti e bassi. Se sei in giornata batti la sharapova se no perdi con la nr. 300 al mondo.
    Io tutto quasto talento lo vedo solo nel padre , è un grandissimo.

  22. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @bogar67
    Occhio che i dati che citi sono totalmente falsi. Questo avveniva due anni fa e più ancora indietro nel tempo. Quest’anno contro avversarie inferiori in classifica ha il seguente record: 22 vittorie, 6 sconfitte.

    Contro avversarie fuori dalla Top-50 il recordo è: 18 vinte, 3 perse.

    Con quelle più scarse non perde veramente più… e le 3 sconfitte sono con Schmiedlova (finale a Katowice), Schiavone (che se ha voglia…), Pironkova (bestia nera)

    Non dobbiamo continuare a dire queste cose, sono false. Parliamo dei problemi tecnici e mentali. Detto ciò, a me pare che la Kerber fortissima e in formissima, non che parliamo di sconfitte con McHale come avveniva due anni fa a Roma

  23. Alessandro Nizegorodcew
    Autore

    @Lukas
    Contro la Kerber perde anche perché la Kerber è veramente forte eh… Cioè nel secondo set, in equilibrio, Giorgi ha sbagliato un paio di game ma per il resto l’altra pareva Nadal.

  24. cataflic

    Esistono tennisti/e che ad ogni colpo ti lasciano col fiato sospeso, in attesa che la palla prenda una decisione se finire dentro o fuori, tennisti/e che raramente riesci a decodificare dai movimenti e dal ritmo con cui effettuano uno scambio fino a valutare scontato un colpo.
    Questo patos si respira a pieni polmoni quando gioca Camila…

  25. bogar67

    Alessandro Nizegorodcew
    grazie per la precisazione.
    A maggior ragione, il cambiamento si deve sempre al padre che continuo a ripetere è il vero artefice del successo di Camila
    Quando leggo dopo ogni sconfitta nei vari siti che il signor Sergio si dovrebbe mettere da parte, mi sembra di assistere ad un vero e proprio disegno criminoso tendente a screditarlo a favore di qualche manipolo di pseudo coach o maestri certificati mentre ricordiamoci che in Italia quelli capaci di gestire una professionista saranno si e no cinque, numero arrotondato per eccesso!

  26. pasanen84

    Io ad inizio anno in un articolo qui su spazio tennis l’avevo pronosticata nella stessa posizione dell’anno precedente. Non credo che mi sbagliero’ di molto. Nella partita con la kerber pero’ ho visto dei segnali che mi fanno ben sperare..di vedere in futuro la camila che vogliamo tutti vedere, la giocatrice da top ten e forse meglio, che si intravede a tratti nei suoi match

  27. Io sto con Fred.
    ho visto qualche minuto della Giorgi (perdere) con la Kerber. Io mi sono leggermente incapz (biiiip)
    Madre natura l’ha dotata di una potenza devastante pari a quella della Williams. E lei a tirare bordate che spesso tornano ovviamente veloci quanto le ha spinte lei (effetto muro se vogliamo )
    e ovviamente molte vanno o fuori o in rete (ah le leggi della fisica peccato esistano).
    Qualcuno si rallegra per la sua posizione in classifica io invece mi inc (biip) perchè potrebbe essere
    nelle top 5 e alla pari con Serena per pesantezza di palla.
    A me non frega se l’allena papà o qualcun’altro..ma è inaccettabile vederla giocare così.
    Ci sarà pure una differenza fra un allenamento ed una partita. Boh

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