Il meglio di Jelena Jankovic dal WTA Mallorca Open

di - 24 Giugno 2016

Jelena Jankovic - Foto Naparazzi - CC BY-SA 2.0

a cura degli inviati a Mallorca, Michele Galoppini (@MikGaloppini) e Giulio Gasparin (@GiulioGasparin)
Foto Naparazzi – CC BY-SA 2.0

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Ci sono giocatrici che a prescindere dalla difficoltà dei momenti che vivono hanno sempre l’aura della star ad accompagnarle. Non per il loro successo o per la loro fama, ma per la loro personalità e la loro capacità di non passare inosservate, dentro e fuori dal campo. Una di queste star è certamente Jelena Jankovic, uno dei grandi nomi ai nastri di partenza del primo Mallorca Open. Dotata di personalità esuberante, senso dello humor, capacità di trasformarsi in un personaggio comico, ogni volta che entra in sala stampa lascia il segno. In Spagna non ha fatto eccezione e la serba ha condotto il suo show dal primo all’ultimo match giocato, coinvolgendo il pubblico ed i giornalisti col suo tennis e con le sua simpatica verve.

Durante la settimana ci ha parlato di numerosi argomenti: dalla sua difficile stagione al suo rinnovato amore per i campi in erba, dal suo faticare a causa degli infortuni fino alle capre che volevano entrare sul Centrale del torneo. Non c’è mai nulla di banale nelle sue parole ed è per questo che fare una sintesi del suo pensiero è un compito davvero arduo. Così, le sue interviste sono sempre lunghe ed elaborate, ma mai troppo, perché ricche di spunti interessanti e divertenti. Quindi, dopo il suo “Che ore sono? Le 4?! Oddio, a momenti collassavo in campo!“, esclamato prima di sedersi in sala stampa dopo un lungo e faticoso match, non potevamo che aspettarci un’indimenticabile chiacchierata.

Prima di tutto, cosa pensi di Mallorca e di questo nuovo torneo?
“Sono davvero contenta di aver fatto parte di un così bel torneo, è fantastico poter competere qui a Mallorca. Quando si parla di erba, di solito finiamo a giocare in posti nuvolosi e piovosi, mentre giocare qui è qualcosa di nuovo: puoi giocare fino alle 8 di sera col sole e col caldo. E puoi passare del tempo in spiaggia, far colazione con una vista mozzafiato. Pacifico e rilassante. Sfortunatamente non sono ancora potuta andare in spiaggia, perché sto… lavorando? [risata] E di sicuro andare in spiaggia prima di un match alle 7 di sera non è la migliore idea.”

Grazie al bel tempo di Mallorca, le giocatrici hanno potuto giocare ed allenarsi senza interruzioni. Nel tuo torneo, inoltre, hai affrontato giocatrici tutte diverse l’una dall’altra.
“In questo torneo ho proprio affrontato ogni tipo di giocatrice. Una che tirava forte, una che giocava piatto ma lento, una che giocava tantissime variazioni. Sono contenta di aver avuto questa chance, perché in questo momento è chiave poter giocare più match possibili, mettermi alla prova con avversarie forti che stan giocando bene e testare il mio tennis. E devo ammettere inoltre che la Konjuh è probabilmente la giocatrice che tira più forte che io abbia mai affrontato. Quando ho giocato contro di lei pensavo mi avrebbe distrutto un polso od un braccio [risata].”

Sull’erba, in passato hai avuto alti e bassi ma hai anche ottenuto vittorie molto importanti. Come ti senti su questa particolare superficie?
“Negli ultimi anni mi sono tolta alcune belle soddisfazioni sull’erba. Ho battuto Maria Sharapova a Birmingham, ho battuto Petra Kvitova a Wimbledon. Ho sconfitto tante altre campionesse di questa superficie e tante giocatrici che sono molto forti sull’erba. Questo significa che ci so fare anche io qui sopra, ma il mio problema sull’erba è più mentale che altro, probabilmente devo essermi messa in testa che non sono capace. Mi spiego, sono caduta varie volte sull’erba e sono sempre stata spaventata dal muovermi con naturalezza, sono sempre un po’ andata a tentoni alla ricerca della pallina e dei miei colpi. Questo è il vero problema, perché sulle altre superfici mi muovo senza nemmeno pensarci, faccio i miei colpi, ma sull’erba ho timore. Sono caduta anche questa settimana, nonostante mi sia messa le scarpe nuove continuavo a scivolare ed avevo paura di slogarmi una caviglia! Sto bene ma mi sentivo a disagio.
Nel tennis bisogna correre da lato a lato a colpire la pallina, ma io non volevo correre sull’erba e non ti puoi permettere di perdere i punti perché hai paura di farti male. Fortunatamente qui, durante il giorno, il caldo ed il sole rendono le condizioni dei campi non scivolose. Onestamente, cado davvero tante volte, non riesco a non cadere! Sono come Bambi sul ghiaccio… ma sono l’unica a cadere così?! [risata] Sono sicura di essere quella che è caduta più volte. Scarpe nuove eppure son sempre in terra.”

Sicuramente le cadute ed il sentirsi a disagio sono un problema dovuto anche al fatto che tuttora stai recuperando da infortuni.
“Sicuramente. Sto recuperando solo ora da un infortunio al braccio e mi sento meglio giorno dopo giorno, sto tornando forte. Quest’anno sono stata davvero sfortunata con gli infortuni. Ho dovuto praticamente saltare tutta la stagione sulla terra per una frattura che non mi permetteva di fare nulla. Ha avuto bisogno di un sacco di tempo per guarire ed ora ho bisogno di ancora un po’ di tempo per tornare al meglio, per sentirmi di nuovo a mio agio sul campo. Oh, e recentemente in una caduta mi sono anche sbucciata un polpaccio, praticamente c’era un buco nella mia gamba e quasi si vedeva l’osso. Ma questo non è un problema, devo solo tenere coperta la ferita per far sì che non si infetti. Forse dovrei proprio andare al mare, che l’acqua salata è ottima in questo caso. Pff, non posso nemmeno mettermi i miei vestitini ai party, sempre con i pantaloni lunghi! [risate da tutti] A tutte le feste ho i pantaloni lunghi, sono l’unica! E nemmeno quelli attillati, ma quelli larghi!
E ora ho pure un raffreddore. Credo sia a causa dell’acqua fredda che ho avuto in hotel per un paio di giorni. Però questo non scrivetelo! Non voglio che la gente creda che sia una scusa [risata]. Ieri e l’altro ieri sono entrata in doccia e l’acqua era gelida. Mi sono messa il bagnoschiuma e lo shampoo e tac, già stavo congelando! Ora c’ho un bel raffreddore e tossisco senza fermarmi… però davvero non scrivetelo! [risata]”

Ci hai parlato del tuo rapporto con l’erba, ma cosa ne pensi più in generale nella WTA? E inoltre Wimbledon è ormai ad un passo…
“Sull’erba ogni match è imprevedibile e non ci sono mai avversarie facili. Sull’erba tutto capita così in fretta e devi sempre restare massimamente concentrata sui tuoi colpi. Anche le top100 e le top150 possono giocare davvero bene e conquistarsi vittorie con le top player. Come ad esempio puoi notare qui a Mallorca dove alcune qualificate sono andate lontano nel tabellone. Questo vale anche in generale nella WTA e secondo me è molto più divertente così. Anni fa potevi avere match semplici nei primi turni, ora sai invece che dal primo match avrai un compito complicato perché avversarie facili non ci sono mai. Nessuno ti regala vittorie o punti. Questa è la vera prova di quanto sia alto il livello del tennis femminile, al pari di quello maschile.
Rispetto a Wimbledon, penso che tutto possa accadere. Come si può notare dagli ultimi anni, ci sono state tante differenti vincitrici Slam e tante sono più che trentenni. Chiunque può riuscire a trovare le due settimane di grazia e vincere. Tutto può succedere se credi in te stesso e sei affamato e determinato a sufficienza per vincere un torneo del genere. Penso di potercela fare anche io se resterò in salute ed avrò la giusta motivazione.”

Tutto può succedere a Wimbledon, anche un’interruzione per capre come qui a Mallorca?
“Un’interruzione per capre? Ah già! [risata] Sentivano una campanella, ding ding ding, e mi chiedevo cosa fosse. All’inizio pensavo che qualcuno in cucina stesse facendo cadere stoviglie o forse che qualcosa tintinnasse a causa del vento. Poi mi sono resa conto che c’era un animale, ma sai, dopotutto giochiamo sull’erba, è il loro habitat [grossa risata]. Oddio, ed erano praticamente dietro al campo! Perché erano lì mentre giocavamo?! [risata] Erano così rumorose, ding ding ding. Forse erano anche loro fan di tennis, che ne so, avrebbero dovuto invitarle sul campo a dire ciao [risata]. Sorana [Cirstea] stava servendo quando abbiamo sentito quei rumori… abbiam bisogno di tranquillità quando giochiamo! Abbiamo riso un sacco, tutti hanno riso un sacco.”

Dopo Wimbledon, l’Olimpiade di Rio de Janeiro sarà alle porte. Tu sei qualificata in singolare, ma pensi giocherai anche in doppio od in doppio misto?
“Sì, voglio giocare l’Olimpiade anche in doppio misto. Giocherò con Zimonjic, ma ovviamente solo se riusciremo ad entrare, non ne sono del tutto sicura. Anche lui ha avuto problemi fisici e si è infortunato in off season. Avremmo dovuto giocare in Australia, ma non poteva. Credo che ora anche la sua classifica sia peggiorata, come la mia del resto. Quindi non sono sicurissima riusciremo a superare il taglio. Certamente ci iscriveremo. Se entreremo, sono sicura che potremo giocarci le nostre chance di medaglia. Io non sono proprio una gran doppista, ma mi diverto un sacco in doppio [risata]. Cioè, ho vinto il doppio misto a Wimbledon! Tutti dicevano ‘non sei brava in doppio’. Sì, vero, però intanto io ho vinto [risata]. Sostanzialmente cerco di seguire le direttive del mio partner, sto ancora imparando in doppio, una specialità che mi serve anche per il singolare.”

Sei stata numero 1 al mondo ed hai conquistato tantissimi trofei. Ora hai 31 anni…
“Mi stai ricordando la mia età, non dovresti farlo con una signora! [grossa risata] A riguardo ero così contenta ad inizio settimana quando al primo turno mi hanno presentata come una 25enne. Peccato che 25 non sia la mia età ma il mio ranking, hanno commesso un piccolo errore [risata].”

Ok, quindi, senza dire alcuna età [risata], cosa ti spinge a lottare ancora in campo?
“Sono stata numero 1 al mondo ma sono ancora affamata di vittorie. Sono una combattente nata, non mi arrendo mai e provo sempre a dare il meglio che posso. Certo, sono stata vittima di numerosi infortuni ed anche sfortunata varie volte ed è complicato tornare a giocare, sempre partendo da zero per tornare al proprio livello. E quando mi infortunavo poi mi infortunavo anche a qualcos’altro per compensazione. Erano uno dopo l’altro. Quando mi sono fatta male al braccio non potevo correre, non potevo respirare correttamente, non potevo fare niente, nemmeno lavarmi i capelli. Ma ora sono qui di nuovo e son contenta di star bene.”

Essere la numero 1 del mondo è uno dei tanti obiettivi che hai raggiunto in carriera. Ed assieme ad Ana Ivanovic hai portato il tennis serbo al top. Cosa ne pensi della situazione della Serbia al momento?
“Credo che io ed Ana [Ivanovic] abbiamo fatto davvero molto per il tennis serbo al femminile, ma non solo per quello al femminile, per il tennis serbo in generale. E come noi anche Novak [Djokovic] ha fatto tantissimo. Un piccolo stato come il nostro ha avuto recentemente 3 numeri 1 al mondo! E la Serbia non è certo famosa per la sua tradizione tennistica, nemmeno ha strutture appropriate per gli allenamenti. Questo prova che chiunque, se volenteroso nell’inseguire i propri sogni, può riuscire a diventare un vero campione. Io sono orgogliosa dei tanti successi che abbiamo ottenuto e spero che ce ne saranno tanti altri in futuro per noi e per i futuri campioni. Alcuni di loro stanno già arrivando, ma i problemi finanziari del nostro paese fanno sì che i giovani campioncini affrontino grosse difficoltà, per viaggiare, trovare sponsor, trovare strutture adatte per migliorare… Non è facile ma ce la possono fare. La cosa più importante è essere forti di testa: abbiamo mostrato di essere forti, mentalmente forti, di voler essere i migliori al mondo. Non conta quanti soldi possiedi o da dove vieni o chi sei, per diventare un campione.”

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