Ksenia Pervak, quando la “fame” porta in paradiso.. Giovani italiani leggete!!

di - 20 Novembre 2009

Spazio Tennis non è solo tennis italiano. Questo sito sta cercando, da più di due anni, di farvi conoscere tutti quei giocatori che un domani (per alcuni molto vicino) potranno entrare nel gotha del tennis. Questi alcuni nomi (con relativo link all’intervista realizzata per Spazio Tennis) dei ragazzi che più si stanno mettendo in luce in tutto il mondo, vincendo tornei junior e pro. E’ il caso, solo per fare alcuni nomi, dell’olandese Richel Hogenkamp, del talento canadese di Vasek Pospisil, del brasiliano Tiago Fernandes o del promettente sloveno Janez Semrajc. Oggi il nostro viaggio tra i talenti mondiali si sofferma su una giovane russa, che ad inizio 2009 ha inciso il suo nome nell’albo d’oro degli Australian Open Junior. Si tratta di Ksenia Pervak.. la sua non è una storia qualunque..

Ksenia Pervak

di Alessandro Nizegorodcew

Ksenia è nata a Chelyabinsk il 27 maggio del 1991. Dopo questo primo dato geografico ed anagrafico, mi sento in obbligo di fermarmi a riflettere con voi. Prima di parlare di tennis giocato, cerchiamo di capire come sia possibile, per una piccola ragazza russa, poter diventare una tennista professionista, nonostante il luogo di nascita e le condizioni di vita non siano tra le migliori. Ci poniamo spesso l’interrogativo sui motivi del momento negativo (momento è un gigantesco eufemismo) del nostro tennis, parlando spesso di mancanza di strutture, di campi dove allenarsi, parliamo e discutiamo (giustamente, per carità!) di creare centri periferici per dare modo ai ragazzi, ad esempio del Sud, di avere una chance in più. Tutti ragionamenti giusti e corretti. Ma la verità è che in Italia, spesso e volentieri, manca la FAME.. Quella voglia di emergere a tutti i costi, che in alcuni casi, come quello che state per leggere, è più un bisogno che una volontà.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, analizziamo il luogo di nascita di Ksenia: Fondata nel 1736, Chelyabinsk era inizialmente una semplice fortezza per sentinelle, situata nella Siberia Occidentale. Intorno al 1900 è servita come centro per la costruzione della ferrovia Transiberiana e dal 1934 è la capitale del Sud degli Urali. Quando, dopo l’attacco americano di Hiroshima e Nagasaki, ebbe inizio il programma per la creazione di armi nucleari da parte di Stalin, plutonio e tritio furono prodotti in tre luoghi fortificati, vale a dire in tre zone della Russia, ognuna delle quali costituita da impianti nucleari e da città chiuse dove gli abitanti vivevano in relegazione forzata. Queste città non appaiono nelle mappe geografiche e fino a pochi anni fa era proibito viaggiare da e verso questi luoghi. Ciascuna di queste città ha un nome seguito da un numero che indica un indirizzo di ufficio postale. Uno di questi era il complesso nucleare Chelyabinsk-40, meglio noto come Mayak (parola che significa faro), nella provincia di Chelyabinsk. Tutta la zona che è legata a Mayak è stata definita come la zona più contaminata del pianeta. Anche se molti dei reattori di produzione presenti a Mayak non sono più operativi, Mayak rimane ancora oggi un centro per riprocessare le scorie atomiche provenienti dalle centrali, dai reattori di ricerca, e dalla flotta atomica russa. Il plutonio è separato dal combustibile nucleare spento.

Chelyabinsk

Nel 1957 un grave incidente nucleare nell’impianto di Mayak, 150 km nord ovest dalla città, ha provocato morti a Chelyabinsk Oblast ma non in città. Poichè gli scienziati l’hanno dichiarata uno dei posti più inquinati della terra vi è stato vietato l’accesso a tutti gli stranieri per ben 45 anni fino a quando nel 1992 il presidente, Boris Yeltsin, ne ha revocato il divieto. L’anno dopo la nascita di Ksenia..

Ho iniziato a giocare a tennis a 8 anni nella mia città natale, che è a due ore da Mosca… in aereo!!!” – così esordisce Ksenia – “infatti a Chelyabinsk fino a pochi mesi fa, quando mi sono trasferita a Mosca, dove vivo tuttora. Ovviamente a livello di strutture per il tennis la capitale è tutta un’altra cosa.”

La diciottenne russa ha avuto una carriera junior molto interessante, durante la quale ha raggiunto anche la quinta posizione mondiale, oltre a tante belle vittorie. “Beh su tutte la vittoria agli Australian Open di quest’anno, durante il quale ho battuto Hogenkamp, Bogdan e Robson. Ho chiuso numero 5 nel 2007, quando avevo quindi 16 anni; per è stato un grandissimo anno. Nel 2008 invece non ho giocato a livello giovanile. La federazione, fino ad oggi, mi ha aiutato abbastanza, facendomi allenare gratuitamente e pagandomi i biglietti per i tornei.

La stagione 2009 è stata un’ottima annata per la Pervak, che attualmente è a ridosso delle top-100. “Ti ringrazio per aver definito ottima la mia stagione, anche perché ho avuto grandi difficoltà nei primi mesi, dopo la vittoria di Melbourne. Ho subito un intervento chirurgico e sono stata fuori dal campo per 3 mesi. Al rientro nei tornei ho avuto molti problemi nel ritrovare la migliore condizione atletica. Da giugno in poi le cose sono andate sempre meglio. Ho fatto secondo turno ad Hertogenbosch, mi sono qualificata a Praga e Portorose. Successivamente ho giocato 6 tornei, tra 25.000$ e 50.000$, vincendone due, facendo altrettante finali e una semifinale. Purtroppo, per cercare di salire velocemente in classifica, ho forzato molto gli allenamenti, provocando un infortunio al polso. Sono stata ferma quasi un mese e ho ripreso da pochi giorni.

Ksenia Pervak

Una voglia di emergere, quella di Ksenia, che si denota da ogni sillaba di un suo qualunque discorso. Quella FAME di cui si parla tanto, la stiamo vivendo, empaticamente, attraverso le parole della Pervak, che aggiunge una chiosa finale:

Devo migliorare tutto, lavorare sempre e tanto. Colpo migliore? non lo so. Meglio pensare di dover migliorare tutto che pensare di saper giocare bene un determinato colpo. Superfici preferite? Terra e Cemento, bisogna saper fare punti ovunque. L’anno prossimo entrerò tra le top-50!

La giovane mancina sa quello che vuole e l’impressione è che riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi. Quando Flavia Pennetta dice che le ragazze hanno più attributi dei ragazzi, forse non ha tutti i torti..anzi.. parole d’ordine: FAME

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