La storia di Filippo Bedin, un «terza» negli States

di - 23 Aprile 2014

McKendree University
(McKendree University, Bedin quinto in alto da destra)

23 aprile 2014 – Non solo talenti e predestinati. Anche un terza categoria può sognare il College NCAA. Un ventunenne veneto, classificato 3.5, ne è la prova. Filippo Bedin nasce a Vicenza il 25 giugno 1993 da padre italiano e madre inglese. La passione per il tennis arriva tardi, intorno ai 10 anni, dopo stagioni passate a inseguire un pallone. “Quando ho visto mio padre Tiziano giocare a tennis – racconta Bedin – tutto è cambiato. Il mio primo circolo è stato il Tennis La Rotonda di Vicenza, dove il maestro Enrico Voltolina mi ha insegnato le basi di questo meraviglioso sport”. A livello giovanile non arrivano grandi risultati e Filippo non entra nelle grazie della Federazione Italiana Tennis. Durante l’ultimo anno di liceo giunge qualche prestazione incoraggiante e parlando con una amica statunitense… “Ho capito che il mio livello di gioco era sufficiente per tentare la strada del College americano. In un modo o nell’altro sapevo che prima o poi avrei lasciato l’Italia in cerca di nuove opportunità”. A questo punto entra in ballo l’agenzia StAR di Corrado Degl’Incerti Tocci, fondamentale per concretizzare la chance del giovane Filippo. “Avevo conosciuto Corrado tramite un articolo letto sul giornale circa un anno fa – spiega ancora Bedin -. Mi ero interessato alla sua attività e dopo alcuni giorni l’ho contattato. In poco tempo ho rimediato una borsa di studio alla McKendree University, nei pressi di St. Louis. StAR è stata però fondamentale soprattutto nei primi mesi della mia esperienza, rimanendomi vicino con consigli importanti giorno dopo giorno”.

Filippo BedinLa lingua non è stata un problema per Filippo. “Mia madre mi ha sempre parlato in inglese – racconta ancora il giovane veneto -. I miei genitori lavorano da anni in una base statunitense a Vicenza e sono cresciuto bilingue. Le vere difficoltà sono state per il cibo, davvero pessimo negli States”. Qualche aspetto negativo, che non mette in discussione i tanti lati positivi: “Studio Business Administration alla McKendree University e mi sono trovato subito benissimo. Ho avuto l’occasione di conoscere persone giunte da ogni parte del mondo, un modo per arricchirsi ancor di più dal punto di vista umano e, ovviamente, di praticare il mio sport preferito gratis e in ottime strutture. La mancanza delle persone care in Italia si fa sentire, ma la voglia di vivere questa avventura americana è più forte di qualsiasi nostalgia. Cosa direi a un giovane che ha la possibilità di studiare, praticando sport, negli Stati Uniti? Facile: E ci stai ancora a pensare? Prendi e parti!”.

StAR: DALL’ITALIA AGLI USA, COSTRUISCI LA TUA OCCASIONE

StAR è stata fondata per uno scopo preciso: aiutare tutti gli atleti che alla fine delle scuole superiori devono prendere una delle decisioni più importanti: continuare a fare sport a un buon livello e rinunciare all’università o lasciare una grande passione per dedicarsi agli studi. Ma se ci fosse un’altra strada? Il sistema universitario statunitense è costruito intorno agli atleti. Lo sport è parte integrante del sistema universitario, non è una penalizzazione ma una valorizzazione dello studente. Essere atleti dentro l’università non solo non ostacola, ma aiuta: gli esempi vanno dai libri gratuiti ai tutor personalizzati, sempre inclusi nella borsa di studio. StAR nasce proprio per aiutare a risparmiare, per dare supporto nel processo di conseguimento  dell’idoneità sportiva, di ammissione all’università e di acquisizione del visto da studenti. Visita il sito www.staritaliausa.com, la pagina Facebook oppure manda un’e-mail a corrado@staritaliausa.com per ulteriori informazioni.

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