Langer, il lucky loser venuto dal nulla

di - 26 Marzo 2009

Quante volte sarà capitato anche a voi di ritrovarvi a recriminare per una sconfitta, perché, se vi ricapitasse l’occasione, siete certi che non vi lascereste sfuggire la vittoria in un match del genere, vittoria che avete la sensazione potrebbe portarvi addirittura ad aggiudicarvi il torneo?

Nils Langer

di Luca Brancher

Perché, nel tennis, come tanti di voi sapranno, c’è anche la possibilità di vincere un torneo perdendo un incontro, sebbene la formula del tabellone ad eliminazione diretta vorrebbe eleggere come vincitore l’unico tennista a non aver mai perso un match. Ma come è noto esistono le qualificazioni e con esse una benedetta categoria di giocatori che risponde al nome di lucky loser

I lucky losers sono quei giocatori che, sconfitti all’ultimo turno di qualificazione, sfruttano un buco in tabellone e vengono ripescati, con la possibilità di beffare tutti gli altri partecipanti, laureandosi campioni nonostante il curriculum imperfetto.

La storia che vi racconto oggi vede protagonista un tennista tedesco, Nils Langer. Non un nome che vi dirà molto, non un nome che riempie le pagine riguardanti le future stelle del firmamento mondiale tennistico, ma l’unico tennista che in questo 2009 ce l’ha fatta: ha vinto un titolo pur perdendo una partita.

L’ambientazione è una cittadina svizzera del Canton Zurigo, Greifensee, dove ad inizio marzo si sono disputati due tornei da 10.000$: quello che ci interessa è il primo, giocatosi tra il 2 e l’8. Il fresco diciannovenne di Stoccarda, allenato da Hans-Dieter Beutel e Gunther Metzger, vede infrangersi i sogni di qualificazione proprio al turno decisivo, contro l’austriaco Gerald Kamitz “Brutta partita, persa in modo netto e senza grossi rammarichi”. Però la fortuna è dalla sua: si libera un posto in tabellone e il prescelto è proprio lui, Langer. Da lì comincia un nuovo torneo, il torneo di chi non ha nulla da perdere, di chi ha solo da guadagnarci, da ogni singolo successo. Però se i successi poi diventano cinque..

Chi se lo aspettava? Sono riuscito a capire quello che non andava e a porvi immediatamente rimedio. Ero aggressivo e sbagliavo poco, servivo talmente bene che era molto difficile breakkarmi e potevo concentrarmi sui giochi di risposta. Ogni partita l’ho giocata ad un buon livello e sono davvero soddisfatto: era il mio primo titolo in carriera

Anche perché Langer, nel corso della settimana, non ha soltanto battuto parvenues frappostisi lungo il cammino, ma anche buonissimi giocatori da indoor, come Phlipp Oswald, oppure Roman Vogeli (fu Kutac). Successi che lascerebbero intendere come ci sia qualcosa in più nel suo tennis di quanto la sua attuale classifica non dica (731 Atp). “Voglio vincere tanti altri tornei, e issarmi nei top-300 Atp prima della fine dell’anno”, anche se nella sua unica uscita post-vittoria, sempre a Greifensee, Nils si è dovuto ritirare al secondo turno “Ma ora sto bene, non ho più avuto problemi”. E chi aveva superato nel primo? “Kamitz”. Per chiudere il cerchio, insomma: il ragazzo pare apprendere bene le lezioni.

Ora però non affrettatevi a cercare negli archivi ITF come questo ragazzo si sia comportato nei tornei juniores, così da farvi un’idea sulle sue reali possibilità, visto che, essendo nato nel 1990, Langer avrebbe potuto disputare questo tipo di competizioni fino a dicembre dello scorso anno. Perché il ragazzo di Wurttemberg da juniores non ha mai preso parte a competizioni ufficiali di categoria. Assurdo? Beh, è così “Ho frequentato una scuola regolare, con obbligo di frequenza e quant’altro fino allo scorso anno, sicchè il tempo per i tornei, per quanto lo desiderassi, era davvero limitato. Quando mi sono liberato dalla scuola, avevo solo 6 mesi per poter giocare under 18, per cui coi miei allenatori abbiamo optato per partire subito coi professionisti.” Un ragionamento impeccabile, un ragionamento volto a pensare al futuro.

Per chi comunque volesse qualche altro dato su questo giocatore, si segnalano, sempre nel corso di questo 2009, altre ottime prestazioni, come le vittorie su Ivan Dodig o su Jerzy Janowicz, oppure il match perso, ma giocando alla pari, contro Julian Reister nelle semifinali del terzo future tedesco dell’anno: tutti avversari che indoor valgono tranquillamente platee ben più probanti che non quelle ITF.

Ed allora tutto ciò fa pensare che forse questo Langer, nonostante un background che non lascia trasparire grandi aspettative, potrà avere un futuro più roseo di tante altre stelle annunciate. Perché non è importante quanto ad un primo sguardo la luce che queste stelle sprigionano sia folgorante, ma per quanto questa luce saprà essere vivida. E caparbietà e volontà, nonché capacità, di imparare dai propri errori sono di certo un ottimo modo per non farla mai spegnere, quella luce.

PARENTESI SUI LUCKY LOSER

– Dagli Slam agli Itf maschili, fino al 22 marzo, per 81 volte un lucky loser ha avuto acceso ad un tabellone principale. Langer, come detto, è stato l’unico a centrare il successo, mentre Kudryavtsev è stato l’unico finalista, a Wroclaw;

– 46 invece i casi in campo femminile, con Zaja e Lopez Rueda, fermatesi in semifinale, a guidare il plotone

– Il sudafricano Rik De Voest, l’argentino Alejandro Fabbri, l’austriaco Bertram Steinberger, la norvegese Helen Auensen e la britannica Lucy Warburton sono stati ripescati, in questo scorcio di stagione, già in ben due occasioni. Di sicuro di maggior rilievo, in fatto di fortuna, il record degli ultimi tre citati, poiché ottenuto in tornei ITF, con otto tennisti ad aver raggiunto il turno decisivo di qualificazione; negli altri due casi, De Voest si è visto ripescare in tornei Atp, mentre Fabbri in due challenger sudamericani, tutti tornei con quattro qualificati.

– In 84 (53 nel maschile e 31 nel femminile) occasioni (pari al 66,14%), il ripescato è stato sconfitto al primo turno: una percentuale piuttosto significativa. Curioso il fatto che ricaveremmo una percentuale pressoché analoga calcolando separatamente ambito maschile e femminile ( 53 su 81 il rapporto per gli uomini e 31 su 46 per le donne);

– Sono nove per il momento i lucky loser italiani: il solo Marco Simoni, però, ha saputo concretizzare l’occasione, superando almeno un turno di tabellone principale (a Terrassa). Crepaldi (Bergheim), Falgheri (Zagreb), Starace (Sydney), Vilardo (Roma-Real), Di Giuseppe (Lyon), Di Sarra (Giza), Knapp (Sydney) e Remondina (Digione) non sono invece stati capaci di sfruttare la chance avuta, perdendo al primo turno.

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