Mosciatti intervista Marchetti

di - 8 Novembre 2013

di Matteo Mosciatti

Toh, chi si rivede!

Dopo tre anni trascorsi lontana dalla “sua” Roma, la diciottenne Giorgia Marchetti torna a casa e firma la prestigiosa vittoria dei Campionati Assoluti Regionali presso il circolo capitolino Oasi di Pace.

Cresciuta con la maglia della nazionale sin dalla categoria under 12, la bionda tennista azzurra è stata a lungo tra le prime 150 giocatrici Itf under 18 (ha partecipato anche agli Australian Open Junior), vanta un quarto di finale nell’unico main draw di un 10.000$ disputato sin qui (Santa Margherita di Pula, Sardegna) e il suo best ranking in doppio è 860 Wta. Si è allenata per due stagioni, dal 2010, a Verzuolo, vicino Cuneo, per poi trasferirsi sei mesi a Tirrenia. Ora, di nuovo nella sua città natale, ha scelto il Club Nomentano e il tecnico nazionale Fabrizio Zeppieri per rilanciarsi dopo un periodo difficile.

Andiamo a farci due chiacchiere tra sogni, obiettivi, passioni ed interessi extra-tennistici…

MATTEO – Ciao Giorgia, come va a una settimana dalla vittoria?

GIORGIA – Sono davvero contenta. Questo risultato mi ha dato ottime sensazioni perché era tanto tempo che non tiravo fuori le mie migliori qualità per un’intera settimana.

MATTEO – Raccontaci il percorso che ti ha portato a questo importante successo.

GIORGIA – Ho giocato 4 match molto differenti tra loro a partire da un primo turno piuttosto agevole, in seguito al quale ho trovato alcune difficoltà nel quarto di finale vinto al terzo set. Poi la partita che mi ha dato più emozioni per via della carriera della mia avversaria, la testa di serie numero 1 del torneo Stefania Chieppa, per la quale ho sempre provato sincera ammirazione. La vittoria contro di lei mi ha quindi dato la possibilità di disputare la finale.

MATTEO – So che hai subito un infortunio durante la finale contro Martina Santoni. Come l’hai spuntata?

GIORGIA- Ero in vantaggio 5/4 nel primo set nonostante molte occasioni non sfruttate. Tirando un vincente di dritto ho sentito una forte fitta al polso che ha condizionato tutto il resto dell’incontro: non riuscendo a spingere servizio e dritto sono stata costretta ad esasperare soluzioni alternative come smorzate, attacchi in controtempo e back. Alla fine con tanta pazienza e tanta lotta sono riuscita a portare a casa la partita.

MATTEO – Come hai festeggiato la vittoria?

GIORGIA – Sono andata con i mie amici a mangiare il sushi, il cibo che amo di più. L’ho provato due anni fa e devo ammettere di non poterne più fare a meno! (ride)

MATTEO – Parliamo un po’ della tua vita fuori dal campo. Cosa ti piace fare nel tempo libero?

GIORGIA – Adoro leggere, nella mia borsa non manca mai un libro; sono appassionata di cinema, in particolare di thriller e nei week-end in cui non sono fuori per tornei mi piace girovagare per Roma con i miei amici.

MATTEO – A proposito di Roma, quanto ti è mancata in questi tre anni?

GIORGIA – Veramente tanto. Il calore dei romani non è paragonabile a quello di nessun altra città italiana, soprattutto quelle piemontesi nelle quali ho passato due lunghi anni in cui sono stata poco aiutata e capita. A Tirrenia, dove sono stata sei mesi, ho trovato un clima piacevole e professionale. Poi, a fine maggio, ho deciso di tornare a Roma.

MATTEO – Hai ricominciato a vivere con la tua famiglia. Che rapporto hai con loro?

GIORGIA – E’ stata una gioia tornare a casa. Dopo pochissimo tempo sono riuscita a reintegrarmi ed ora posso dire di essere davvero felice e coccolata da mamma, papà e mio fratello Daniele, fondamentali per la mia serenità nei periodi più difficili che questo sport provoca.

MATTEO – Cosa ti aspetti dalla nuova stagione, avendo concluso così brillantemente quella appena terminata?

GIORGIA – Continuerò ad allenarmi con la giusta intensità. Sono molto motivata ad iniziare al meglio la stagione ed a breve partirò per giocare qualche 10.000$ per iniziare a scalare la classifica mondiale, principale obiettivo del prossimo anno.

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37 commenti

  1. pulsatilla

    ” A Tirrenia, dove sono stata sei mesi, ho trovato un clima piacevole e professionale. Poi, a fine maggio, ho deciso di tornare a Roma.”

    Sempre la solita storia.

  2. bogar67

    “soprattutto quelle piemontesi nelle quali ho passato due lunghi anni in cui sono stata poco aiutata e capita”

    Tratti dell’intervista con Denis Fino allenatore di Camilla Rosatello & C. sul sito del comune di Gagliasco di tre anni fa circa!

    “Abbiamo lavorato con caparbietà, anche con la collaborazione del preparatore atletico Paolo Tonda, mentre da poco ci siamo dati una nuova organizzazione». Non più solo la lagnaschese Rosatello e la campiglionese Gariglio, ma anche la romana Giorgia Marchetti? «Crescono come atlete e come ragazze e cambiano ovviamente le esigenze. Abbiamo ampliato il numero di ragazze, anche per non doverci spostare troppo per fare incontri di allenamento ed abbiamo inserito due ragazze del 1997, Chiara Anfosso di Andora e la russa Masha Marfiutina, con cui abbiamo avviato il progetto già sperimentato con le più grandi. Abbiamo inoltre creato un gruppo di lavoro, di cui faccio parte con l’allenatore Duccio Castellano e il preparatore atletico ed osteopata Massimo Tosello»”

    Che fine ha fatto questo progetto? qualcuno anche sotto anonimato mi può spiegare:
    Perchè non ha funzionato con la Marchetti (dai risultati mi pare neanche con le altre);
    Quanto è costato ai genitori di queste ragazze;
    Quanto è costato alla Federazione, cioè totale di contribuiti elargiti;

    Alla fine Tirrenia o Team privato risultato si torna a casa per ripartire dai campionati regionali, spero per la ragazza che la scuola almeno non sia stata tralasciata!

  3. romanaccio

    A Boga! C’hai er chiodo fisso dei sordi!!! C’hai pure er chiodo fisso dei fallimenti dell’antri. Che fine ha fatto quella e questa, er progetto, i sordi dei genitori, tirrenia, i coach. Me pare che ce godi. Te lo voi mette in testa che su uno che riesce 10000 se fermeno prima. Domani pò succede a te, puro se hai cambiato mille coach er preparatore atletico e te dirò de più perfino se te metti a fa er coach te.
    Er bello der viaggio nun’è la meta! Godetelo e nun te rode er fegato e nun te consolà co le critiche all’antri.
    Poi uno sfonda, c’ha fatta. Tutti a copià, lui giocava solo sui campi veloci mo te credo che core, c’aveva er preparatore che veniva dar basket pe questo è cresciuto!
    A Bo quanti se fermeno prima da laurea, quanti se laureano senza avecce capito un cazzo, quanti vanno a fa nantro lavoro, quanti nun lavoreno proprio.
    A Bo godetela e cerca de capì che ce stanno tutti a provà come te, che se tiri diciamo fango a destra e sinistra te torna tutta in faccia (il fango)
    Un anonimo romanaccio

  4. bogar67

    Anonimo romanaccio 🙂

    Ma chi è che tira fango? ci sta un articolo apposito, errori e scelte giuste, mi piaceva sapere cosa non aveva funzionato con la Marchetti perchè non è stata poco aiutata e capita come ha dichiarato lei nel team di Dennis Fino!!

    Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di far parte di un team!

    Mi piacerebbe sapere come mai lei e un’altra decina di ragazze quest’anno sono state accolte a spese di noi tesserati a Tirrenia e poi se ne sono tornate a casa, chi dopo mesi chi dopo un anno!

    Domani pò succede a me!!

    No pò succederà se non nessuno risponde alle mie domande sopra! 🙂 🙁

  5. Gabrigal

    Rispondo volentieri al commento di Bogar67. La ragazza fortunatamente non ha tralasciato la scuola e ha brillantemente in questi anni portato avanti gli studi. Ma, cosa più importante, la ragazza in tutti questi anni, nonostante la delusioni, non ha mai smesso di credere nel suo sogno e ha continuato ad allenarsi ogni giorno con serenità e dedizione. E questo mi creda per una giovane atleta é la sola cosa da considerare! Un caro saluto, Gabriella Gallucci (madre di Giorgia Marchetti)

  6. cesare veneziani

    a me il posto romanaccio è piaciuto, come del resto la risposta della sig.ra Gallucci
    e anche l’intervista del simpaticissimo Matteo!

    bravi

  7. bogar67

    cesare veneziani
    scusami ma visto che mi leggi da un pò di tempo in questo blog forse almeno tu mi dovresti capire se faccio queste domande!

    l’anonimo romano scrive
    “C’hai pure er chiodo fisso dei fallimenti dell’antri”

    Certo, mi pare normale che da genitore di una bimba di 9 anni sono preoccupato di quello che mi potrebbe aspettare e chiedo a chi già ha fatto il percorso consigli.

    l’anonimo romano scrive
    Che fine ha fatto quella e questa, er progetto, i sordi dei genitori, tirrenia, i coach!!

    Questione di deformazione professionale, 🙂 mi capita ogni giorno di chiedere da dove arriva questo o quel denaro, ultimamente specie se si tratta di denaro pubblico!! .)

    l’anonimo romano scrive
    Me pare che ce godi!!

    assolutamente no, di solito godono delle disgrazie altrui, i genitori delle coetanee, io ho una 2004 🙂

    l’anonimo romano scrive
    A Bo godetela e cerca de capì che ce stanno tutti a provà come te

    ma quale provare, con una 2004 🙂 ah ah ah

    l’anonimo romano scrive
    Che se tiri diciamo fango a destra e sinistra te torna tutta in faccia (il fango)

    AH AH AH che il tennis sia un ambiente di merda questo cmq l’avevo capito!!

  8. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    Io so bene quello che pensi, ma allo stesso tempo l’essere abituato a fare i conti in tasca alla gente (per lavoro) non deve farti pensare di poterlo fare in ambiti diversi nei quali non hai l’autorità per farlo. Io questo ti contesto sempre. Per quanto io possa capire i tuoi intenti (che non sono affatto quelli di gufare gli altri, lo so) devi comprendere le motivazioni che portano a risponderti male da parte dei diretti interessati.

  9. bogar67

    Alessandro Nizegorodcew
    il primo post cita i soldi e non è il mio, 🙂 poi chiaro che anche sapere quanto è costata la carriera della Marchetti ai genitori mi potrebbe servire a capire quanto devo cominciare a mettere da parte!! 🙂 Certo non mi aspettavo e non mi aspetto che la signora Gallucci, cioè la mamma dell’interessata mi dica quanto ha speso fin qui per la figlia ma IN GENERALE e all’incirca quanto costa la carriera di una ragazza che a 14/15 anni decide di provarci magari SI!
    Di cifre fin qui ne abbiamo lette varie!
    Per cui rifaccio la domanda, quanto costa all’anno entrare in un team privato per una che decide di provarci a 15 anni compreso di allenamenti, tornei e scuola?!
    Quanto costa all’anno entrare Tirrenia per una che decide di provarci a 15 anni compreso di allenamenti, tornei e scuola?!

    Non mi pare di fare i conti in tasca alla gente, se io chiedo quanto ti è costato il cappuccino in un bar? quanto costa il pranzo che ti devo offrire 🙂 nel circolo New penta ti sto facendo i conti in tasca? Sto solo chiedendo quanto costa un servizio perchè di questo si tratta! un servizio privato o pubblico che ti viene offerto per provarci per vedere se sono in grado di poterlo pagare! Mia madre mi ha insegnato di non fare debiti, se ci arrivi alla spesa compri se no rinunci!

  10. bogar67

    Per mi potrebbe servire a capire quanto devo cominciare a mettere da parte intendo nell’eventualità spero molto remota che mia figlia mi chieda di provarci avendone nel frattempo acquisito tutti i requisiti atletici, mentali e tecnici!

  11. Nikolik

    Tutto questo mi ricorda un bellissimo film di Alberto Sordi, di cui non ricordo il titolo.
    Ebbene, arriva Sordi al volante di una lussuosa spider fiammante in una povera borgata romana.
    Un borgataro, poveraccio, in ciabatte, gli si avvicina e gli chiede: ammazza che bella questa macchina, ma quanto costa?
    E Sordi: e una volta che lo sai? Che fai, la compri?

  12. bogar67

    Nikolik
    le due macchine che abbiamo in famiglia, una toyota Yaris verso (15000 euro) del 2003 e una Mini Cooper del 2010 (23000 euro) le ho vinte in due concorsi a premio comprando una bevanda e delle tavolette di coccolato per cui le vie della provvidenza sono infinite anche per i poveracci! 🙂

  13. bogar67

    Inoltre caro Nikolik sempre grazie alla provvidenza 🙂 sono stato aggratis 🙂 nei seguenti paesi:
    Sejchelles, Maldive, Mauritius, Cuba, Messico, Kenia, Grecia, Norvegia, Repubblica Ceca, Danimarca, Egitto, Francia, Honduras, Portogallo.

    Sempre da poveracci ma in hotel 5 stelle e all’inizio mi sentivo come quel film di Sordi quando va in Sardegna, Tutto esaurito in Costa Smeralda, dal film Le Coppie, nell’episodio “La Camera”, dove Erminia e Giacinto sbarcano in Sardegna per festeggiare 10 anni di matrimonio. Diretto e interpretato da Alberto Sordi nel 1970.

    Per cui come citava Monet, magari con un altro colpo di culo qualcuno mi paga il tennis di mia figlia perchè io di soldi non ne voglio proprio spendere!

  14. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    Sei tu che scrivi “Quanto è costato ai genitori di queste ragazze;
    Quanto è costato alla Federazione, cioè totale di contribuiti elargiti;” o sbaglio? 🙂 Dai su, hai il chiodo fisso…

  15. bogar67

    Alessandro Nizegorodcew

    dal momento che Bisti non scrive più per Ubitennis e i suoi articoli sono spesso sul sito della Fit e Alessandro Nizegorodcew fa le telecronache su super tennis mi pare che sia venuta a mancare in questo ambiente e non solo in questo blog un pezzo di controinformazione! Da qui i continui i continui inviti alla moderazione se uno chiede un pò di trasparenza sulla gestione del bene pubblico.

    Questo si deve spesso alla precarietà nel mondo del giornalismo specie tra chi sta per iniziare. Mi è capitato di sentire di un e dirigente della FIT imbufalito che ha chiamato per un articolo un giornalista e che questo si è dovuto scusare se no perdeva il posto. Come scrissi tempo fa ci stiamo riducendo peggio che in Cina!

  16. Alessandro Nizegorodcew

    @bogar67
    Ti sembra che io abbia mai scritto articoli in cui citavo quanto prendeva il giocatore “x” o il giocatore “y”? Si è sempre discusso su Spazio Tennis di come la Fit avrebbe dovuto redistribuire i contributi. L’unico che vuole sapere dal giocatore quanti soldi prende quel giocatore sei tu. Il tuo commento lo trovo davvero di cattivo gusto

  17. bogar67

    scusami Alessandro Nizegorodcew non volevo urtare la tua sensibilità, non era un attacco personale ne a te ne a Bisti persona che tra l’altro non conosco ma che stimo per quello che scrive.

    Il problema è generale, non solo in questo campo ma in tutti campi, siete voi più giovani una generazione di precari, troppo soggetti al ricatto! Dal giornalista al operaio all’insegnante etc etc Non sono io che sono caduto in basso nei commenti, i miei sono sempre quelli, schietti e sinceri forse perchè ho un rapporto a tempo indeterminato. E’ capitato che il giorno dopo un commento qui sul blog mi hanno chiamato perfino in ufficio per farmi smettere di scrivere, non va bene!

  18. Alessandro Nizegorodcew

    Si bogar67 ma ti assicuro che un’inchiesta su quanti soldi prende quello e quanti ne prende quell’altro non sarebbe affatto un problema. Così come inchieste sui regolamenti, ecc. Da questo punto di vista nessuno mi ha mai detto cosa potevo e non potevo scrivere, te lo assicuro. E penso di parlare anche a nome di Bisti.

    Questa cosa specifica che chiedi non la esploro perché non lo ritengo giusto, tutti qui. O meglio, la cifra esatta di contributi annuali sarebbe interessante conoscerla ma i dettagli (e soprattutto quanto le famiglie spendano nel dettaglio) sinceramente no. E’ una mia scelta, che non è dettata da alcun potere occulto

  19. brumo

    Buongiorno a tutti sono il papà di una ragazza che gioca a tennis discretamente.
    ho seguito da vicino l evoluzione del team di denis fino in questi anni poiché mia figlia ha più o meno l età di gariglio e marchetti e rosatello , a tal proposito vi invito a condividere una mia riflessione:
    GARIGLIO: lavora per 6/7 anni con il team con risultati sempre crescenti che basta aprire il sito itf per vedere,convocata in nazionale under 14. Mi risulta abbia lasciato il team da circa un anno e mezzo in cui si e allenata con enrico gramaglia vincendo forse 3 partite e perdendo qualsiasi tipo di ranking, attualmente ne ho perso le tracce.
    MARCHETTI:straordinaria promessa under 12 poi per 3 anni completamente scomparsa poi incomincia la collaborazione con il team piemontese e dopo qualche tempo eccola rispuntare prende i primi punti wta, vince qualche torneo under 18 e si costruisce un ranking per partecipare agli australian open.anche lei mi risulta da piu di un anno e mezzo aver interrotto la collaborazione con il team e incominciato a lavorare a tirrenia, da li partite vinte poche poche poche.
    ROSATELLO: lavora da molti anni con il team di fino, carriera sempre con una curva crescente ed è attualmente in tabella di marcia rispetto le sue connazionali ora professioniste.

    detto questo pongo un quesito:SIAMO SICURI CHE IL TEAM NON SIA FUNZIONATO?

  20. Alessandro Nizegorodcew

    @brumo
    La Marchetti non si è trovato bene umanamente da quel che ho capito, non era un discorso prettamente tecnico. E comunque si allena al Nomentano a Roma e non a Tirrenia. E’ infortunata, per questo ha giocato poco (ha comunque raggiunto un quarto di finale in un 10.000$ poche settimane fa e vinto gli Assoluti Regionali battendo la Chieppa). Prima di dire che non funzioni il lavoro lontano da Fino diamo a Zeppieri almeno un annetto non credi?

    Non conosco la Gariglio e su di lei non mi esprimo. Ogni ragazza fa storia a sè

  21. Nikolik

    Sì, però, scusami se insisto, Alessandro, ma alla fine della fiera si va sempre a sbattere su questo mio discorso, che faccio da anni.
    E cioè.
    Ogni volta che c’è qualcuno che non vince o che vince poco, si cerca la colpa.
    Colpa quasi sempre affidata a chi allena.
    Tirrenia, circolo, maestro, ecc.

    Ecco, ti ricordi l’articolo su Bortolotti?
    Eh.
    Poi, come vedi, siamo sempre a fare gli stessi discorsi, sempre.

    Vedi, l’ultima volta mi hai detto che ti sembravo matto, però…

    Però chi l’ha detto che è per forza colpa di qualcuno?
    Vedi, qua c’è sempre questo concetto in giro per l’aria, che se uno fa tutto bene, sceglie bene l’allenatore, sceglie bene il preparatore fisico, lavora bene e si impegna, diventa campione per forza e se uno non diventa campione è per forza perché qualcuno ha sbagliato qualcosa.

    Invece non è così.
    Non è vero per nulla.
    Anche se fai tutto bene, campione non diventi quasi mai, anzi, si può dire mai, viste le migliaia di persone che ci provano in ogni paese.

    Tirrenia o non Tirrenia.
    Soldi o non soldi.
    Maestro o non Maestro.

    E ti ripeto una cosa che dissi a proposito dell’articolo di Bortolotti.
    E cioè.
    Non si può partire dal presupposto che siamo tutti uguali; non si può arrivare al punto di dire che Fognini e Bortolotti sono uguali e che l’unica differenza è che uno si è allenato bene e l’altro male.

    Ma non vedi che tutti i genitori che scrivono qua sono tutti arciconvinti che se il loro figliolo non diventerà un campione sarà stato per forza per colpa di qualcuno?
    Del maestro; della federazione, di Tirrenia, del preparatore fisico, del circolo; ecc. ecc.

    Non vedi che ogni Genitore che scrive qua è letteralmente terrorizzato dall’idea di sbagliare qualcosa, racchetta, incordatura della racchetta, maestro, rapporti con la federazione, soldi o non soldi, preparazione fisica, preparazione mentale, circolo, tipologia delle scarpe (ricordo un’interessante disquisizione nei primi anni del blog Genitopri e Figli sulle mutande) non vedi comne tutti sono tesissimi nel cercare di capire la ricetta giusta poer il Successo, nel cercare di leggere sui vari blog il consiglio giusto per farcela?

    Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che non è così.
    Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che quasi mai è colpa di qualcuno.
    Perdere è l’assoluta normalità delle cose.

    Te la senti di farlo tu?

  22. brumo

    Hai pienamente ragione.
    Per ora l unica certezza e che i risultati migliori gli ha avuti con il team piemontese, poi e chiaro che tutti noi italiani ci auguriamo che zeppieri(quotatissimo tecnico)che però non conosco possa riportarla a splendere.

  23. Roberto

    Complimenti per la schiettezza a Nikolik. Ti ho sempre letto con interesse, non sempre condiviso ma comunque sempre apprezzato per la coerenza e la sincerità. Da genitore mi auguro di trovare maestri che abbiano la tua stessa schiettezza e sincerità……perché è vero che il genitore spesso è’ di parte ma è’ anche vero che questo spasmodico interesse porta tanti eurini e non sempre si ha l’interesse a riportare gli interessati alla realtà

  24. Roberto

    Fantastico post di romanaccio. Complimenti. Trovo che ci siano delle verità importanti anche se espresse con ironia.

  25. rikys

    Non tutti i genitori che scrivono qui Nikolik non tutti… Mia figlia se non diventera’ top 100 non sara’ colpa di nessuno ne’ di Tirrenia ne’ della Fit ne del pa e tantomeno del maestro che la segue. Molto semplicemente vorra’ dire che i suoi limiti tecnici fisici tattici ecc… le impediranno di aspirare ad una carriera di alto livello. Per il resto sono d’accordo al 100% con quello che scrivi. E quando scrivi in questi toni ti leggo volentieri. Per la cronaca Gariglio ha avuto un serio infortunio quest’anno praticamente non ha giocato.

  26. Nikolik,
    un ragazzo che ho il piacere di aver allenato sin da piccolo un giorno mi ha chiesto cosa ne pensassi della sua idea di diventare un giocatore professionista. Per rispondergli gli ho chiesto se avesse intenzione di far diventare il tennis la professione della sua vita. Mi ha guardato un po di traverso e mi ha chiesto cosa volessi dire.
    Gli ho spiegato che le abilità di gioco in senso lato non sono la sicurezza di alcunché e che vivere di tennis vuol dire arrivare tra i primi 100, cosa estremamente difficile dal momento che la competizione per accedervi è fortissima ed esasperata come del resto avviene nella società civile per posti ambiti dai singoli come quello di primario di chirurgia, astronauta e via discorrendo.
    Non è però detto che chi non diventa primario di chirurgia non possa essere un buon chirurgo e non possa aprirsi uno studio privato, avviare una sua attività ed essere felice e prospero.
    Quello che fa veramente la differenza è se vuoi diventare e lavorare da dottore, la motivazione (in inglese “drive”), l’amore che hai per la medicina e l’impegno che sei disposto a mettere per diventare il più bravo dottore che è nelle tue corde. Li, a quel punto, le tue capacità, la tua determinazione, le tue ambizioni possono farti diventare primario, chirurgo, medico senza frontiere, lavorare all’estero, entrare all’università, diventare ricercatore, diventare medico di famiglia etc.
    Lo stesso è per il tennis. Se non diventerai tennista di alto livello, puoi diventare coach, sparring partner, maestro, fare il commentatore in televisione, entrare in federazione, aprirti una tua accademia, lavorare per la federazione etc.
    Una delle prime cose che cerco di investigare nel rapporto tra i figli ed i genitori è quello di appurare quanto il sogno, la motivazione, appartenga ai ragazzi e quanto appartenga ai genitori e se la motivazione è intrinseca o estrinseca. Se la motivazione appartiene ai ragazzi ed è intrinseca, essi stessi faranno di tutto per assorbire tutto quello che gli viene dato, si creano le opportunità loro stessi e non si fermano di fronte a qualsiasi ostacolo. Questo non avviene se il sogno appartiene ai genitori o se la motivazione è estrinseca.
    E’ per questo motivo che continuo a raccomandare ai genitori di ascoltare i loro figli, cercare di capire quello che vogliono, quello per cui sono veramente portati ed assecondare, incanalare, guidare le loro aspirazioni positive e genuine, evitando di proiettare su di loro le aspettative di genitori ed i propri sogni non realizzati da ragazzi.
    C’era un mio amico di infanzia che era bravissimo a scuola. I genitori volevano dargli la possibilità di continuare gli studi che loro stessi non avevano potuto proseguire. La sua aspirazione invece era di diventare meccanico. Dopo la scuola media ha interrotto gli studi ed ha iniziato a lavorare da apprendista meccanico. La sua motivazione e le sue capacità negli anni l’hanno portato a seguire la sua strada, ad aprire una sua propria officina meccanica e diventare uno degli operatori del settore più bravi e richiesti della zona.
    Alla fine il compito di un genitore non è quello di far diventare un figlio avvocato, medico, tennista o tranviere, ma è quello di avere figli felici e motivati per la strada che hanno deciso di intraprendere. Seguendo questo percorso tutto quello che succede, di positivo o negativo non diventa colpa dei genitori, ma responsabilità dei figli. Se invece al contrario il figlio segue le aspirazioni di un genitore, tenderà a scaricare le proprie responsabilità sulle spalle del genitore e questi avrà sensi di colpa, quelli che emergono nella ricerca della ricetta giusta, immediata e miracolosa o nel timore di non stare facendo le cose opportune.

  27. Come sempre sono daccordo con Federico,e come al solito Nikolik fa discorsi da Italiota fa il puro dicendo che non è colpa di nessuno per non prendersi le propie responsabilità,e continua a non fare niente.
    La colpa non è di Tirrenia è la mia che se non mi accorgo che è un danno e mando il mio allievo,è mia se non mi accorgo che il maestro non è all’altezza così il preparatore e per tutto il resto.
    Se invece ho fatto il mio massimo il risultato sarà una conseguenza di tutti gli eventi compreso la capacità dell’allievo,e non sarà mai una sconfittà.

  28. Alessandro Nizegorodcew

    @Nikolik
    Si ma non far finta che la nostra diatriba fosse su ciò che hai appena scritto. Io insisto sul punto: se è vero come dici che il ragazzo se non è forte (in tutti i sensi) non arriverà, è pur vero che gli errori fatti del settore tecnico o dai coach privati sarebbe meglio fossero inferiori a quanti commessi in passato. Perché credere che il settore tecnico non sbagli e non influenzi alcuni dettagli di un aspirante professionista è follia. Che poi magari non avrebbe sfondato lo stesso e che non avesse comunque le carte in regole può essere verissimo e su questo sono d’accordo. Però soprattutto con giovani ragazzi bisognerebbe commettere meno errori possibile. Questo è quanto.

  29. pulsatilla

    ” Però soprattutto con giovani ragazzi bisognerebbe commettere meno errori possibile. ”

    Riprendo questa frase finale di Alessandro, perchè in essa c’è contenuto tutto.
    Al solito il discorso di Nikolik è la perenne provocazione portata ai genitori, non meriterebbe nemmeno una replica.

  30. fabrizio malai

    Per la precisione Francesca Gariglio si è allenata con Antonio Gramaglia e non con Enrico Gramaglia, Istruttore in piena attività dello Staf Piemontese VTT. Grazie

  31. Ludovico Rafa

    Assolutamente vero il post di Fabrizio..
    Con molti anni in meno sulla carta d’identità e di esperienza lavorativa, rispetto a Maestri di spessore, ma con più vittorie e crescita di ragazzi promettenti.

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